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Francesco Caprini

Francesco Caprini

Le regine del ghiaccio

 Uno spettacolo adatto a tutte le età, della durata di circa 90 minuti  che riproduce fedelmente le scene recitate e cantate,  con scenografie  su videowall e  con effetti scenici come nel cartone animato,  il tutto interpretato da attori e cantanti professionisti perfettamente somiglianti ai protagonisti originali insieme al simpatico pupazzo OLAF. Uno  spettacolo di sicuro successo, unico ed emozionante per bambini e tutte le famiglie , non esitate a contattarci!

Lo  spettacolo è in produzione completa  ed ha la durata di 1 ora e 30 minuti 

  (impianto audio/luci, Videowall, effetti)

  Per info sui costi  335/8145465 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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SETTE INAUGURAZIONI - SATURA Palazzo Stella


SETTE INAUGURAZIONI
SATURA Palazzo Stella
Sabato 9 novembre 2019 ore 17:00


Per il nuovo ciclo di esposizioni dedicato ai protagonisti dell’Arte Ligure prosegue la retrospettiva del maestro Aurelio Caminati (1924 - 2012) “Omaggio a Caminati” a cura di Mario Napoli.

Si inaugurano le mostre personali di Stefano Borroni “Noi siamo della stessa materia di cui son fatti i sogni” a cura di Mario Napoli, Francesco Dammicco “Prototipi per fonderia” a cura di Andrea Rossetti, Massimo Gilardi “Volti o maschere?” a cura di Flavia Motolese, Fiorella Manzini “Movimenti” a cura di Andrea Rossetti, Francesco Martera “Frammenti” a cura di Flavia Motolese e la mostra collettiva internazionale “Cibarie Leonardesche Edizione Zero Tre” a cura di Beth Vermeer con eventi collaterali e performance interdisciplinari. Saranno esposte le opere di Carlo Accerboni, Laura Accerboni, Stefania Alba, Silvia Bibbo, Salvio Capuano, Valter Luca De Bartolomeis, Uri De Beer, Maurizio Elettrico, Marilena Faraci, Agostino Faravelli, Laura Fonsa, Francesco Geronazzo, Fabrizio Gori, Yana Karamandshukova, Andrea Mancini, Andreas Mares, Françoise Morin, Enzo Navarra, Silvia Noferi, Antonello Paladino, Gloria Pastore, Mario Pepe, Farzaneh Rostami, Claire Jeanine Satin, Roberto Tondi, Marisa Tumicelli.

Sarà, inoltre, visitabile il nuovo spazio “La Galleria”, tappa obbligata per tutti i critici e collezionisti che vogliano apprezzare opere esclusive di: Alexander Calder, Lynn Chadwick, Piergiorgio Colombara, Claudio Costa, Walter Di Giusto, Paul Flora, Stefano Grondona, Jean Marie Haessle, Keith Haring, Alex Katz, Attilio Mangini, Carlo Merello, Plinio Mesciulam, Riri Negri, Peter Nussbaum, Donald Saff, Emilio Scanavino, Kumi Sugai, Antoni Tapies, Victor Vasarely.

Le mostre resteranno aperte fino al 20 novembre 2019

Dal Martedì al Venerdì ore 9:30-13:00 / 15:00-19:00
Sabato ore 15:00-19:00
Piazza Stella 5/1 - 16123 Genova
tel. 010 2468284 / cell. 338 2916243 / E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Quattro album per novembre 2019

Quattro album per novembre 2019:

PelosiBasile, Giuradei Valli.
articolo di Roberto Bonfanti

Servono tanto coraggio e un pizzico di follia, per mantenere coerentemente una propria integrità artistica in questi anni in cui l’informazione, anche in ambito musicale, sembra essere fagocitata solo dal gossip e dalla ricerca del click facile. Eppure, per fortuna, gli artisti che scelgono di proseguire a testa bassa lungo il proprio cammino senza badare alle mode e ai numeri continuano a esserci e a sfornare lavori interessantissimi.

Mauro Pelosi è stato uno dei talenti più puri e sottovalutati della musica italiana degli anni ’70. Ha pubblicato, proprio nel decennio d’oro della canzone d’autore italiana, quattro album splendidi, densissimi di poesia e disperazione, dopodiché è completamente sparito per le scene per quarant’anni. “Acqua sintetica”, il disco con cui Pelosi riappare inaspettatamente dopo un silenzio così lungo, è un lavoro inquieto e moderno: un concept album che, con lo stile di un romanzo distopico, racconta il tempo presente con uno sguardo lucidissimo e tagliente attraverso otto canzoni affascinanti che ci dimostrano che il talento, quando è autentico, non invecchia e non si può perdere per strada.

Fra Catania, Berlino e Milano, il percorso di Cesare Basile dalla fine degli anni ’80 fino all’alba di questo decennio è stato un viaggio suggestivo e riuscitissimo fra canzone d’autore e rock alternativo. Poi la svolta: il ritorno in Sicilia, la riscoperta del blues e del folk, e soprattutto la scelta di esprimersi, a dispetto di ogni idea di mercato, usando solo il dialetto della sua terra natia. “Cummeddia”, il nuovo album di Basile, prosegue coerentemente lungo la strada segnata dall’artista siciliano negli ultimi anni: canzoni spigolose e senza compromessi in cui il blues s’impasta in modo estremamente personale con la tradizione siciliana portando l’ascoltatore in un mondo oscuro e fuori da ogni tempo.

Ettore Giuradei è un personaggio difficile da inquadrare. Un autore capace di slanci pop adorabili, di perle di ironia surreale, di una teatralità magica, ma anche di una poesia dalla sensibilità delicatissima. A quasi quindici anni dall’esordio e dopo la fortunata parentesi con i Dunk, il cantautore bresciano sembra avvertire l’esigenza di spogliarsi di tutto e ripartire solo da sé stesso. Ecco così “Lucertola”, un album intimo, poetico e meditativo in cui le canzoni (4 inediti più 5 rivisitazioni di brani del repertorio di Giuradei) vagano fra malinconie e riflessioni solitarie vestendosi poi di arrangiamenti minimali dalle atmosfere sospese e stranianti date dall’intreccio di synth e chitarra acustica.

Pieralberto Valli sembra destinato a essere una delle gemme nascoste del sottobosco musicale italiano. Da ormai una dozzina d’anni si muove in punta di piedi, prima con i Santo Barbaro e successivamente da solista, ai margini della scena alternativa proponendo sempre progetti di grande fascino e spessore. “Numen”, seconda prova solista dell’artista romagnolo, è un lavoro estremamente evocativo, a tratti persino mistico, fatto di atmosfere eteree e sonorità ombrose in cui elettronica e strumenti analogici si sposano a meraviglia creando un universo sonoro in cui musica e voce diventano un tutt’uno da cui lasciarsi assorbire in totale silenzio. Quindici canzoni di difficile catalogazione, che partono da un approccio “radioheadiano” alla sperimentazione e alla scrittura ma che sanno andare altrove mettendo in mostra una sensibilità musicale importante e fuori dagli schemi.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

BLOG www.rocktargatoitalia.it

Quattro album per novembre 2019:

Quattro album per novembre 2019:

Pelosi, BasileGiuradei e Valli.
articolo di Roberto Bonfanti

Servono tanto coraggio e un pizzico di follia, per mantenere coerentemente una propria integrità artistica in questi anni in cui l’informazione, anche in ambito musicale, sembra essere fagocitata solo dal gossip e dalla ricerca del click facile. Eppure, per fortuna, gli artisti che scelgono di proseguire a testa bassa lungo il proprio cammino senza badare alle mode e ai numeri continuano a esserci e a sfornare lavori interessantissimi.

Mauro Pelosi è stato uno dei talenti più puri e sottovalutati della musica italiana degli anni ’70. Ha pubblicato, proprio nel decennio d’oro della canzone d’autore italiana, quattro album splendidi, densissimi di poesia e disperazione, dopodiché è completamente sparito per le scene per quarant’anni. “Acqua sintetica”, il disco con cui Pelosi riappare inaspettatamente dopo un silenzio così lungo, è un lavoro inquieto e moderno: un concept album che, con lo stile di un romanzo distopico, racconta il tempo presente con uno sguardo lucidissimo e tagliente attraverso otto canzoni affascinanti che ci dimostrano che il talento, quando è autentico, non invecchia e non si può perdere per strada.

Fra Catania, Berlino e Milano, il percorso di Cesare Basile dalla fine degli anni ’80 fino all’alba di questo decennio è stato un viaggio suggestivo e riuscitissimo fra canzone d’autore e rock alternativo. Poi la svolta: il ritorno in Sicilia, la riscoperta del blues e del folk, e soprattutto la scelta di esprimersi, a dispetto di ogni idea di mercato, usando solo il dialetto della sua terra natia. “Cummeddia”, il nuovo album di Basile, prosegue coerentemente lungo la strada segnata dall’artista siciliano negli ultimi anni: canzoni spigolose e senza compromessi in cui il blues s’impasta in modo estremamente personale con la tradizione siciliana portando l’ascoltatore in un mondo oscuro e fuori da ogni tempo.

Ettore Giuradei è un personaggio difficile da inquadrare. Un autore capace di slanci pop adorabili, di perle di ironia surreale, di una teatralità magica, ma anche di una poesia dalla sensibilità delicatissima. A quasi quindici anni dall’esordio e dopo la fortunata parentesi con i Dunk, il cantautore bresciano sembra avvertire l’esigenza di spogliarsi di tutto e ripartire solo da sé stesso. Ecco così “Lucertola”, un album intimo, poetico e meditativo in cui le canzoni (4 inediti più 5 rivisitazioni di brani del repertorio di Giuradei) vagano fra malinconie e riflessioni solitarie vestendosi poi di arrangiamenti minimali dalle atmosfere sospese e stranianti date dall’intreccio di synth e chitarra acustica.

Pieralberto Valli sembra destinato a essere una delle gemme nascoste del sottobosco musicale italiano. Da ormai una dozzina d’anni si muove in punta di piedi, prima con i Santo Barbaro e successivamente da solista, ai margini della scena alternativa proponendo sempre progetti di grande fascino e spessore. “Numen”, seconda prova solista dell’artista romagnolo, è un lavoro estremamente evocativo, a tratti persino mistico, fatto di atmosfere eteree e sonorità ombrose in cui elettronica e strumenti analogici si sposano a meraviglia creando un universo sonoro in cui musica e voce diventano un tutt’uno da cui lasciarsi assorbire in totale silenzio. Quindici canzoni di difficile catalogazione, che partono da un approccio “radioheadiano” alla sperimentazione e alla scrittura ma che sanno andare altrove mettendo in mostra una sensibilità musicale importante e fuori dagli schemi.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

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