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Francesco Caprini

Francesco Caprini

La Fila (Line) al Teatro Menotti di Milano

Dal 3 all’8 marzo al Teatro Menotti Milano

LA FILA (LINE)

di Israel Horovitz
traduzione Susanna Corradi
con
Dolan Fulvio Pepe
Molly Paola De Crescenzo
Fleming Sergio Filippa
Stephen Luca Nucera
Arnall Massimiliano Sbarsi
a cura di Walter Le Moli
produzione Fondazione Teatro Due


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Quanto tempo passiamo in fila? E quante energie investiamo per essere i primi nelle file delle nostre vite? Ed ancora dove dobbiamo arrivare, quale scopo abbiamo, cosa ci aspetta alla fine dell'ennesima coda in cui ci siamo infilati o ritrovati? Line – La Fila racconta del nostro stare in fila e del nostro competere per il primo posto: quattro uomini e una donna lottano per il primato in una fila senza capo, né coda, né scopo, disposti anche a morire pur di non arrivare secondi.
Spettacolo ormai di culto prodotto da Fondazione Teatro Due e tratto dal celebre testo di Israel Horovitz, a cura di Walter Le Moli, con Fulvio Pepe, Paola De Crescenzo, Sergio Filippa, Luca Nucera, Massimiliano Sbarsi, Line porta sul palco la feroce, caustica, surreale competizione per il primo posto di una fila, in cui tutto è consentito, tutto è praticato, tutto è lecito, ma in cui non ci sono vincitori né vinti, perché la partita è, per tutti, già persa in partenza.
Rappresentato per la prima volta nel 1975, Line è la più longeva produzione off-Broadway, tutt’ora in scena nei teatri di New York. Una commedia divertente e cinica in cui Horovitz porta in superficie le sotterranee nevrosi e meschinità della società contemporanea, condensate nello spazio costretto e nel tempo infinito di una fila, l'ennesima possibile coda delle nostre quotidianità, in cui la competizione si rivela il solo motore delle relazioni interpersonali. Bisogna essere i primi, non i più competenti e meritevoli, non i migliori, ma i primi; ad ogni costo, essendo disposti a tutto, passando sopra ad ogni ostacolo possibile. Un testo diverte e astratto, in cui tutti possono identificarsi, un classico del teatro dell'assurdo contemporaneo, in cui l'azione è ridotta ai minimi termini ma tutto accade in modo furioso e intenso.
“Ho scritto il testo con la precisa volontà che lo spettatore si immedesimasse nei personaggi – ha affermato Israel Horovitz – stupendosi di sentirsi spaventato ed eccitato come i cinque protagonisti. Forse è proprio per questo motivo che Line funziona da così tanto tempo e in così tanti paesi diversi, perché, oltre che essere un testo divertente e sexy, alla fine chi guarda si interroga seriamente sul senso della competizione e sul senso della vita…”
Dopo averlo visto a New York è stato Walter Le Moli a portare questo testo in Italia per la prima volta nel 1986, commissionandone una traduzione e poi realizzandone una prima messa in scena. Drammaturgo estremamente prolifico, Horovitz ha scritto oltre settanta testi teatrali, molti dei quali tradotti e messi in scena in più di trenta lingue diverse.

TEATRO MENOTTI: LE CATTIVE STRADE, Casale-Scanzi per De Andrè

dal 26 febbraio al 1 marzo

con Giulio Casale e Andrea Scanzi
produzione Promo Music
in collaborazione con il Comune di Cagli - Istituzione Teatro Comunale
si ringrazia la Fondazione Fabrizio De André Onlus


Le cattive strade è uno spettacolo scritto e interpretato da Giulio Casale e Andrea Scanzi. In novanta minuti si ripercorre la carriera di Fabrizio De André.
Scanzi, giornalista, autore teatrale e scrittore, racconta gli snodi del percorso artistico del poeta e cantautore ligure. Alla sua narrazione si alternano le interpretazioni del cantautore e attore Giulio Casale, capace di personalizzare con rispetto, personalità ed eclettismo il repertorio di Faber.
Il lavoro, che racconta anche il De André meno noto, non desidera canonizzare o santificare l'artista. Al contrario, Le cattive strade intende raccontare, senza agiografie, ma con passione, le continue rivoluzioni e le poderose intuizioni (anche musicali) di un intellettuale inquieto. Scomodo. Irripetibile.
Lo spettacolo vive anche di una sua particolare multimedialità che comprende la proiezione di filmati originali di Fabrizio De André, estratti audio, foto rare, ed esecuzioni dal vivo in acustico e anche su base. Da Geordie a Brassens, dal Suonatore Jones alla Canzone del maggio, da Se ti tagliassero a pezzetti ad Anime salve. Senza dimenticare la produzione dialettale e l’apporto fondamentale dei tanti collaboratori avvicendatisi accanto a lui.

È una storia per nulla sbagliata, quella di Fabrizio De André.
Tra cattive strade e fiori che nascono dove meno te lo aspetti.
Una storia che continua e continuerà, in direzione ostinatamente contraria.


“Di Fabrizio De André si parla tanto. Forse troppo. Un talento inquieto, spigoloso, quasi mai facile. Un uomo bruciato dal desiderio quasi inconscio, e talora da lui stesso mal sopportato, di inseguire e concretizzare rivoluzioni continue. Nessun desiderio di raccontare un santino; molta voglia di restituire gli snodi di un artista vero. Tra i più grandi del Novecento italiano.”
ANDREA SCANZI

“De André è stato come minimo uno tra i più importanti cantautori del secolo scorso. Ognuno di noi che si provi a fare oggi lo stesso suo mestiere gli deve almeno un pezzo della propria chitarra, del proprio cercare e spesso non trovare una voce, e un tono, altrettanto autorevole, impeccabile. Questo basti a darci il senso di restituzione, per il tanto ricevuto. Fuor di retorica, ma proprio solo di pancia, e di cuore.”
GIULIO CASALE


TEATRO MENOTTI

via Ciro Menotti 11, Milano
tel. 02 36592544
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VALENTINA D'AMARO - VESPRO

VALENTINA D'AMARO - VESPRO

Inaugurazione: venerdì 27 febbraio ore 18.30
Apertura mostra: dal 27 febbraio al 21 marzo 2015
su appuntamento

Luogo: DIMORA ARTICA, via Matteo Maria Boiardo 11 – Milano (MM1 Turro)

Venerdì 27 febbraio Dimora Artica ospita la mostra personale di Valentina D'Amaro, nella quale l'artista presenta una nuova serie di opere pittoriche che interpretano in chiave romantica alcuni scorci dei laghi dell'Italia settentrionale, immersi in una luce vespertina.

Vespro: Nel fluire storico, sentimento e razionalità si alternano come polarità in cerca di una sintesi nella quale ritrovare l'armonia. Se la ragione è lo strumento con il quale la realtà si oggettivizza, l'emozione è solitamente associata all'impressione dell'individuo che interpreta il mondo attraverso i propri sensi. La filosofia idealista, ed in particolare il romanticismo, ritrova la sintesi delle polarità nell'assoluto, dimensione permeata dalla condizione estatica che trascende la fisicità pur mostrandosi nella quotidianità fenomenica.
Novalis, autore paradigmatico dell'atteggiamento romantico, descrisse la propria attività poetica come un potenziamento qualitativo che conferisce a ciò che è consueto e ordinario un aspetto misterioso che travalica ogni finitezza. Da semplice spontaneità dell'irrazionale, in Novalis la lettura soggettiva del mondo si fa estasi permeata di riflessione, attraverso la quale l'uomo diviene creatore della stessa natura che osserva.
Le opposizioni dialettiche si placano nella giustizia poetica là dove gli opposti si integrano nella totalità vivente di una natura non più sentita come una realtà esterna all'uomo, ma come frutto della costante contemplazione creatrice dell'animo umano, originaria funzione dell'esistenza che unisce il produrre e il sapere nell'attività dello spirito.

Pur concentrandosi da diversi anni nell'ambito del paesaggio, Valentina D'Amaro non si limita alla registrazione della veduta come natura incontaminata, ma trova il suo centro di gravità nell'uomo che attraverso l'esperienza meditativa accede ad una dimensione metafisica, in cui l'esteriorità e il mondo interiore convergono empaticamente. Pur non apparendo nei dipinti, la figura umana è presenza spirituale che con il pensiero pone in essere il paesaggio stesso.
Se nella precedente serie di dipinti l'artista ha trasformato l'apparente atonia della Pianura Padana in luminose distese erbose dominate da un verde smagliante e da un cielo costantemente bianco, ora Valentina D'Amaro ritrova negli scorci del Lago Maggiore e del Lago D'Orta un'armonia dai toni più intimisti, comunicati dal rispecchiamento del cielo e delle montagne nell'acqua lacustre. Il colore blu, modulato in modo da rendere l'eterica elettricità comunicata dal lago, domina le opere con la sua sottile vibrazione cromatica.
L'acqua, il cielo e le montagne si contendono lo spazio pittorico all'interno di abili inquadrature in cui la pace e pacatezza dell'insieme compositivo celano le inquietudini di un'atmosfera saturata dalle presenze immateriali che risiedono nella luce del crepuscolo.
I toni umbratili accompagnano una romantica rêverie dedicata alle sottili energie dello stato d'animo vespertino, agevolando la concentrazione meditativa che lentamente prende il posto del rumore dei pensieri quotidiani, creando una nuova realtà dominata dalla pace interiore.
Andrea Lacarpia

Info:
DIMORA ARTICA
Via Matteo Maria Boiardo 11 (MM1 Turro) – Milano
Tel. +39 380 5245917
www.dimoraartica.com – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Erikah Badu in concerto a Milano-Bollate

Erykah Badu - Villa Arconati Festival

Bellissimo show della cantante neworkese che si è esibita sabato 7 luglio a Villa Arconati Festival di Bollate (MI)
All'inizio siamo nel mondo tribale, sciamanico, poi il viaggio musicale di erykah badu, in una dimensione ipnotica, ci porta al jazz urbano, hip hop, soul, funky, la sperimentazione vocale.

Un concerto straordinario che il pubblico numeroso e caloroso ha apprezzato. Che dire? la notevole performance dell'artista amaricana; un concntrato di suoni ed idee davvero efficaci ed innovativi da sedurre tutti i presenti è, senza retorica, uno dei migliori concerti in assoluto visti a Millano.

Bravissimi i musicisti e straordinari i coristi.

FURETTO

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