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Generazioni II Parte.

Generazioni II Parte.

Generazioni II Parte.

Ovvero geli e disgeli, il primato dei Britannici (sulla scorta dell’esperienze di oltreoceano), la fine della sporca guerra, Lucifero Vs. il borghese benpensante, tre volte Berlino, la crisi del petrolio e l’ascesa del metallo.

Ritorniamo alle Visioni con la seconda parte di Generazioni, scusate la rima. Ma, prima di entrare nel vivo, consentitemi di ricordare un  altro grande che ci ha lasciato nei giorni scorsi. Viviamo anni in cui i giganti cadono … L’ultimo è stato Malcolm Young, malato da tempo, anima creativa degli AC DC. Un grande musicista dentro a una delle più grandi band del rock and roll. Ci uniamo al cordoglio dei familiari (del fratello Angus, in particolare) e di tutti quelli che fan o non fan hanno amato la grande musica.

Se andiamo avanti così, temo che resteranno solo i nani, immutabili come quelli da giardino, con le loro musichette da intrattenimento, quelli che passano come passatempi inutili e sciocchi, quelli che staranno alla storia come una piuma su uno specchio.

Torniamo all’inizio degli anni Settanta. La guerra in Vietnam è un ginepraio sia sul teatro che negli Stati Uniti. Il presidente Nixon non riesce causa impeachment per lo scandalo Watergate, a mettere in atto una strategia che prevedeva un gigantesco bluff: avrebbe minacciato di bombardare il Vietnam con tutto quello che aveva. Nel 1975 è costretto a chiudere le ostilità e a consegnare la vittoria a Ho Chi Min. A Nixon, succede Ford, ex grande giocatore di football. Di lui ricordiamo l’amnistia concessa alo stesso Nixon e poco altro. Sembra che qualcuno, per il suo passato da atleta, abbia ritenuto che avesse preso troppi colpi in testa senza indossare il casco. I rapporti con l’altra superpotenza rimangono tesi fino all’arrivo alla Casa Bianca di Carter, democratico e progressista. Apprezzerà la denuncia dei crimini dello stalinismo da parte di Nikita Chruscheev (dimenticando il Muro e la repressione in Ungheria) e inaugurerà una fase di distensione con il suo successore Breznev (che ottiene il posto dopo aver cospirato contro lo stesso Chruscheev). Fase destinata a finire con l’invasione sovietica dell’Afghanistan (altro paese di cui, allora, si ignorava l’esistenza) da parte dell’Armata Rossa. Jimmy Carter era sicuramente un pacifista ed un uomo animato da grandi principi morali, anche se politicamente inesperto. La politica estera poco aggressiva nei confronti dell’URSS gli valsero molte critiche e la sconfitta elettorale a favore del repubblicano Reagan oltre che un Premio Nobel per la pace. Carter ha continuato fino alla data della sua morte a battersi per una pace stabile ed equa a livello globale.

Nel 1977, USA ed Europa occidentale devono fare i conti con una crisi di approvvigionamento del greggio che porterà problemi agli apparati industriali. La spinta di una nuova crisi, gli ammortizzatori economici insufficienti, per le fasce più deboli, la frustrazione per una rivoluzione mai partita verso il Sol dell’Avvenire daranno vita a movimenti di lavoratori e studenti che sfoceranno in vere e proprie organizzazioni clandestine che porteranno avanti la lotta armata … In Italia ne sappiamo qualcosa, purtroppo.

In Gran Bretagna, l’esperienza di alcune band e quella degli Stones , porteranno la ricerca (più famosi degli altri) a “sciacquare i panni” (perdonerete la citazione del Manzoni) sul delta del Mississippi … Ormai, il blues dei Johnson e degli Waters sono le più grandi fonti di ispirazione per i musicisti dell’isola. Così si sviluppa una esplorazione di suoni, di stesure asimmetriche, di regole sovvertite. Così nascono generi e sottogeneri e cambiano i temi. I testi sono meno politici (a prima vista), a volte sono mistici nel recuperare una tradizione spiritualista nordeuropea o filo-satanista di maniera e neo-pagana, altre volte si tratta di storie allegoriche. Pensate ai Led Zeppelin nel primo caso, ai concept album delle grandi band prog nel secondo.  La varietà è enorme, così come la qualità. L’industria statunitense arranca … ha poco di suo e volge il suo sguardo verso gli artisti europei. Così major della musica come RCA mettono sotto contratto tale David Jones, in arte David Bowie. Costui è uno dei massimi esponenti del glam rock insieme a Marc Bolan.  Mentre, il genere diventa sempre più commerciale e pop (troppo per Bowie), il nostro comincia a guardarsi attorno e scopre Berlino Ovest.

Si documenta e ascolta Tangerine Dream, Neu!, Kraftwerk ed altri esponenti di quello che era definito krautrock, musica cosmica. Ma Berlino è più di una città dove musicisti con grande talento e pochi mezzi si esercitano: è un’oasi di libertà assoluta, l’incarnazione dell’anarchia. Abitata e percorsa da dissidenti, spie, tossici, spacciatori è, anche, il posto meglio collegato con ponti aerei al resto d’Europa per favorire i ricongiungimenti familiari tra i suoi abitanti e i loro parenti che vivevano nella Germania Ovest. Berlino diventa un concetto per artisti come Iggy Pop (che ci arriverà insieme a Bowie), Lou Reed (Berlin è il suo miglior lavoro) e lo stesso Bowie. David Bowie agli Hansa Studios batte tre colpi: Low, Heroes e Lodger. I tre album più significativi nella storia degli anni Settanta e per noi, della seconda metà del Novecento. Così niente è più come prima l’elettronica relegata come forma minore o minimalista diventa un genere importante e condizionerà tutto quello che verrà dopo, soprattutto, nel modo in cui viene usata dentro alla trilogia berlinese. Ai tre album collaborano i più grandi da Carlos Alomar a Robert Fripp, allo stesso James Newell in arte Iggy Pop.

Nel frattempo, nella terra di Albione, Led  Zeppelin,  Deep Purple e Black Sabbath (che partono prima per evolversi senza soluzione di continuità fino al 2017) mettono a punto una musica dura, a tratti dissonante, fatta di suite e imprevedibili velocizzazioni, di diminuite, di dinamiche che cambiano. La radice è inequivocabilmente quella del blues ma, suona in modo diverso e le stesure ricordano di più le partiture classiche. Un giorno qualcuno dirà (mettendo l’etichetta) che questa musica si chiama Heavy Metal e che queste band sono state gli antesignane del genere. Si può  o meno condividere ma, sta di fatto, che alla fine del decennio e all’inizio degli anni Ottanta, il genere ha grande successo e ispirerà modi di dire, di vestire e stili di vita così come aveva fatto il punk.

Testi e iconografia riportano alla Bibbia, al Deuteronomio, al Levitico e all’Apocalisse. Il demonio è sempre molto presente. E’ una presenza diversa da quella del decennio precedente o di alcuni contemporanei. La logica della presenza di Lucifero nella musica degli anni Settanta era puramente provocatoria: noi siamo diversi dalla borghesia benpensante, noi pensiamo con la nostra testa senza che leader politici o religiosi ci dicano cos’è bene o male. Qualcuno potrà eccepire su questa mia semplificazione. E’ vero: Alistair Crowe è sulla copertina di Sgt. Pepper dei Beatles, è stato fonte di ispirazione per Jimmy Page e Robert Plant, gli Stones scrivono Simpathy for the Devil … Non credo che nessuno (o quasi) di loro si sia dato al culto demoniaco, al d là delle accuse ricevute e delle provocazioni attuate. Nel Metal, il diavolo diventa un personaggio letterario. Esce dai testi sacri e da quelli della letteratura gotica del XIX secolo per popolare i brani di queste band. Anche qui, è un ritorno al “classico”.

Per ora ci fermiamo qui. Torneremo  al prog, negli USA nello stesso decennio per poi entrare negli anni Ottanta con Reagan e il Grande Satana e la nascita del pop.

di Paolo Pelizza

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