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RIFLESSIONI AGOSTINE AGOSTINIANE.

RIFLESSIONI AGOSTINE AGOSTINIANE.

RIFLESSIONI AGOSTINE AGOSTINIANE.

Agostino (il padre della Chiesa) aveva risolto il problema che assillava filosofi e teologi dell’epoca: com’è possibile che un Dio onnipotente ed onnisciente permetta al Male di esistere? Per farla molto breve, il teologo stabilì che il Male è da intendersi come assenza di Bene.

Molti anni fa, alla scuola elementare, una maestra particolarmente progressista fece venire un medico nella mia classe per darci nozioni basiche su come funziona il corpo umano e su come gli esseri umani si riproducono. Niente di stupefacente, direte voi.

Vi sbagliate. Il perché è da ricercarsi nel fatto che la scuola era una scuola privata cattolica e che tutte le maestre erano suore. Incredibile, direi, che in molte scuole elementari statali sia assente una materia che parli di sesso e sessualità. Magari, con corsi di educazione all’affettività. Forse diminuirebbero gli abusi, le violenze e gli omicidi che sono, continuamente, all’onore delle cronache nelle famiglie e nelle coppie. Mi pare che, come diceva un vecchio claim: prevenire sia meglio che curare!

A proposito di soluzioni semplici a problemi complessi, da manuale quella di una band di un villaggio vacanze. Il villaggio in questione ospita il grande rocker italiano Vasco Rossi. Il Vasco nazionale, però, proibisce al gruppo di suonare sue canzoni con grande stupore dei ragazzi. Dovevano rivoluzionare la scaletta accettando l’assenza dei brani del musicista di Zocca? Come fare? Questi, dopo una breve riunione, hanno trovato la quadra: eseguiranno solo brani di Ligabue!

Sempre nel campo delle assenze, una ha pesato e peserà. Arteha Franklin ci ha lasciato. Una delle più grandi voci del soul e la prima donna ad entrare nella Rock and Roll Hall of Fame. La Franklin era una grande musicista oltre che una grande voce: un personaggio che era con noi da quando abbiamo capito a cosa ci servivano le orecchie e che pensavamo che sarebbe stata qui, per noi, da sempre e per sempre. Non possiamo fare molto di fronte alla morte, se non esprimere il nostro cordoglio e la nostra gratitudine. Grazie Aretha.

Agosto, in Italia, come tutti sapete è un mese di ferie nazionali. La gente è in vacanza, evade, stacca la spina. Scappa dalla città lasciando un vuoto. Un vuoto, devo dire che è molto piacevole. Miano, la mia città d’agosto è vivibile e sonnolenta. Negli ultimi anni, molto frequentata da turisti stranieri incantati che la trovano anche vivibile. Come l’ho trovata io, negli scampoli di agosto durante i quali sono rimasto qui. Chissà cosa penserebbero venendo a fine novembre…

Sempre parlando di assenze… nel mio ultimo pezzo (Il problema onotologico, sangue, zanzare e kebab N.d.R.) prima della pausa estiva sono riuscito ad essere assente a me stesso in una sola riga. Il primo errore: Usain Bolt non si chiama Hussein Bolt! Che diavolo! A mia discolpa posso dire che “Hussein” era stato inserito nel mio correttore automatico per evitare che me lo correggesse tutte le volte che citavo Saddam Hussein … Giustificazione debole ma, veritiera. E, comunque, faccio di peggio e, qui, non ho scampo! Attribuisco all’uomo più veloce del mondo un record che non ha. Infatti, fu Carl Lewis a vincere medaglie sia nei 100 metri che nel salto in lungo. Cosa volete … Assenza di materia grigia. A mia discolpa posso solo dire di essere un vecchio rocker ormai in disarmo. Mi scuso con i lettori e con gli interessati. Ringrazio la mia amica  Antonella che ha segnalato l’errore.

Il mese passato è stato anche un mese in cui si è dimostrata (in modo tragico, purtroppo) la più totale assenza di cura e di umanità, oltre ogni ragionevole dubbio. Se posso aggiungere, anche, una più che disprezzabile attitudine a cannibalizzare queste vicende per fini di propaganda politica, come se le persone fossero pedoni degli scacchi fatti in plastica e non di carne, ossa, sangue e sogni. Italiani, brava gente si diceva. Ora non so …

Per chiudere questo pezzo sull’assenza, devo confessarvi una cosa. Anche io spesso mi assento (chi segue questa rubrica lo sa bene) ma, non lo faccio per noia o per mancanza di stimoli o per sopravvenuti altri impegni… Lo faccio, perché a volte non ci si possono avere intervalli fissi … Non bisogna sentire il bisogno di imbrattare inutilmente carta se non si ha nulla da dire o da aggiungere, se non facezie. Preferisco stare lontano se non ho niente da dire.

Ma torno presto … perché a differenza, io patisco molto la vostra di assenza. Anche e soprattutto se è per colpa mia.

di Paolo Pelizza

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