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Your Cruel Devices.

Your Cruel Devices.

Your Cruel Devices.

In questo periodo, tutti gli anni, mi ritrovo di fronte ad un dilemma.

Cosa faccio? Lo ignoro? Quando penso di esserci riuscito, tanto mi torna indietro un colpo di coda violentissimo e che dura mesi. Ancora, oggi, sono pieno di dubbi. Prendo il coraggio a due mani e procedo!

Sì. Sanremo è Sanremo: l’inevitabile scintillante sacro detrito dell’evento televisivo clue del broadcaster pubblico. Mentre, l’emittente privata si dedica alla messa in onda di una serie a cartoni animati autocelebrativa, manichea in senso deteriore e avulsa da un punto di vista narrativo, la RAI scalda i motori di una manifestazione che è talmente vecchia e frusta da sembrare ambientata nel futuro.

Il copione è sempre lo stesso anche se con qualche variazione sul tema. Sul palco dell’Ariston si sfideranno esordienti e “big” a colpi di canzoni, che speriamo siano molto meno banali quando affrontano temi importanti ma, soprattutto, che non continuino ad abusare di noi raccontandoci pene di cuori sanguinanti. Ah, l’Amore! Come si fa a non tenerne conto proprio là nella Riviera dei Fiori! Abbiamo tanto amore da distribuire. Come le prime schermaglie sentimentali tra il Ministro e il Conduttore partita subito, durante la prima conferenza stampa. Ovviamente, con la complicità di giornalisti che non sanno cosa stanno facendo e provocano sapendo che le risposte saranno quelle. Ma è la moda di oggi e, al diavolo i contenuti, la prudenza e la consapevolezza della ragione (con la R maiuscola). La modernità è diventata il sonno della coscienza. Se il fine giustifica i mezzi, tanto meglio: siamo dentro a un guazzabuglio nel quale tutti si occupano di tutto senza skills ma, soprattutto, senza vergogna.

Sanremo è così: inesorabile. Le polemiche artificiali su temi di canzoni scritte appositamente per suscitarle, il solito incontrovertibile mal di pancia sui compensi di conduttori e ospiti, il tutto condito dai pareri illuminati e illuminanti di brillanti opinionisti.

Sanremo è taumaturgico: ogni anno resuscita qualcuno. Ok … qualche volta si tratta di riesumazioni a cui assistiamo con quel misto di curiosità e impressione.

Sanremo è liberale: prende anche gli esordienti … Avete ragione, a parte i vincitori di Sanremo Giovani, molti arrivano da altre trasmissioni televisive e, quindi, sono già celebrità. Non sempre e non necessariamente dai talents show di settore ma pur sempre forzati esperti di televoto.

Sanremo, ogni tanto, ci regala qualche simpatica sorpresa. Quest’anno, ad esempio, in concorso ci sono i “debuttanti” Zen Circus per cui nutro qualche simpatia e stima.

Sanremo è multimediale. Ora è sul web, sui social media, sui pc, sui tablets e sugli smartphone oltre che in TV e in radio. Praticamente non c’è via di scampo.

Ovviamente, scherzo! Anche quest’anno me lo perderò ma, tanto, me lo racconteranno sui tram, in metropolitana e al bar. Perché Sanremo è aggregante. Per cinque giorni non si parlerà di altro. Non si potrà neanche litigare sulla partita di calcio tra opposte tifoserie. Vivremo in una bolla sospesa nell’universo a solcare le intersezioni della materia oscura della canzonetta italiana (questa è solo per astrofisici!).

Saremo felici. Per un po’ non ci preoccuperemo del fatto che siamo messi già molto male e qualcuno vuole disboscare la foresta amazzonica con buona pace per gli indigeni che non avranno nessuna possibilità di opporsi e per noi che saremo sempre più vicini a melanomi di massa e a non respirare più. Dimenticheremo le centinaia di migranti morti affogati a due metri dalle nostre bellissime spiagge. Dimenticheremo le bollette e le cartelle esattoriali e anche il brutto voto di nostra figlia in matematica ci sembrerà meno brutto.

Saremo lì a non volerci perdere nemmeno un minuto … cosa dico minuto: un secondo! Se vogliamo mangiare davanti al televisore la modernità ci porta il cibo a casa! Come dice il jingle? “Hamburger buoni, quante emozioni!”

Poco importa se queste app hanno creato forme moderne di schiavitù e hanno reso camminare sui marciapiedi pericolosissimo, perché queste persone che ti portano a casa la cena con le loro biciclette non rispettano nessuna regola del codice della strada né della convivenza civile, dovendo fare più consegne possibili per sbarcare il lunario. A Milano con velocipedi e scooter hanno causato già svariati incidenti.

State concentrati e pensate solo alla poesia dello sbuffo di senape sul divano nuovo mentre va in onda il Dopo Festival o durante il collegamento con la sala stampa!

Non dobbiamo neanche preoccuparci se … che ne so, non avessimo il televisore. Siamo pronti! Un’altra app ce lo consegnerà a casa e facendocelo pagare pure meno. Chissenefrega del fatto che così chiudono i negozi, si licenziano lavoratori, si fanno morire le città, si aumenta l’inquinamento con tutti questi furgoni a gasolio che vanno e vengono! Noi dobbiamo stare a casa e consumare! E’ un nostro inalienabile diritto.

Non ci preoccupiamoci oltre del nostro egoismo, del nostro abbruttimento e della nostra pochezza.

Saremo Sanremo.

Perché Sanremo è Sanremo.

di Paolo Pelizza

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