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IL MIRAGGIO DELLA BOCCIOFILA.

IL MIRAGGIO DELLA BOCCIOFILA.

IL MIRAGGIO DELLA BOCCIOFILA.

Qualcuno ha scritto che la vita non si misura in anni ma in momenti. Forse ha ragione ma, purtroppo, sono gli anni quelli che lasciano i segni più evidenti sul nostro fisico e nella nostra anima. Quando cominci a sentirti inadeguato e percepisci la distanza tra te e quelli delle generazioni più recenti.

Ad esempio,  quando non riesci a considerare un conflitto generazionale, quello tra il gusto musicale del ragazzino stregato dall’hip hopparo de noiartri e il tuo porre come argomentazione contraria il superato concetto di considerare che non può competere con Houses of Holy degli Zeppelin. Ti sbagli. E’ il Nuovo Corso.

Come puoi non provare la sensazione di essere ormai superato … che ne può un testo di Dylan con quelli di rapper  e trapper. I trapper, poi! Tu consideravi che fossero cacciatori di pellicce della prima metà dell’Ottocento. Gente dura che viveva nei boschi. Erano anche gli amici di Zagor, il protagonista di un fumetto della Bonelli che leggevi da giovane. Invece no! I trapper fanno il rap senza le rime (che è un po’ come fare il pollo arrosto senza il pollo), consigliandoci di considerare le donne come giocattoli sessuali e assumere hashish. Che originalità! Temi mai toccati da nessuno!!!

Il rifiutare questo conflitto generazionale e non accettare il fatto che sei andato come una mozzarella scaduta la settimana scorsa,  ti fa immediatamente puzzare di vecchio, rincoglionito e moribondo. Usa come esempio, The Court of The Crimson King e sei già in avanzato stato di decomposizione. I giovani hanno il futuro davanti e tu ce lo hai dietro. Come puoi pretendere di capirli!!! Tu che sei cresciuto credendo che la musica si facesse con oggetti creati apposta per farla dal nome aulico di strumenti musicali. Potevano essere elettrificati o meno ma servivano a quello (sintetizzatori inclusi)… Niente di tutto questo è più vero: la musica la fanno gli informatici, non i musicisti. Non solo ma, anche, il mercato di questa è gestito sulla rete da algoritmi pensati per portare avanti quello che costa meno ed è di più facile comprensione. Perché vogliono venire incontro a tutti! Questo è il nuovo concetto di democrazia. Si abbassa il livello!

Tu pensi che il primo bacio venga ancora dato su una panchina del parco come è successo a molti di quelli della tua generazione. Vedi che sei un cavernicolo? Ormai si fa anche il sesso in modo virtuale. Perché il nuovo è anche questo: tutto e a casa tua. Senza uscire. Senza sbattimenti. Senza vedere nessuno: hai una applicazione per gestire anche l’interazione nell’intimità.

Tu credevi (a questo punto devo usare l’imperfetto così capisci che sei passato) che per soddisfare le tue curiosità dovevi comprare o consultare molti testi, frequentare librerie e biblioteche … Ma di che anno sei? Del Settecento? C’è internet … tutto quello che vuoi sapere è lì. Certo in forma liofilizzata e acritica ma è lì dentro, in un click e sotto forma di sequenze di zero e di uno. Se il  giovane vuol fare bella figura può serenamente rivolgersi all’oracolo digitale e sciorinare agli amici in che anno è nato Wittgenstein o quando è morto Roberspierre o chi ha scritto “Il Fu Mattia Pascal”. Non serve a niente è ovvio. Non a mettere qualche mattoncino per costruirsi un senso critico, una rete interpretativa per provare a capire il mondo ma ci potrà fare il gradasso intellettuale mentre gli amici commentano il video di punta della webstar di turno.

Per te che sei vecchio, capire i classici era un modo per possedere degli attrezzi per vivere nel mondo, per capire i cambiamenti, per stare con gli altri, per aspirare a un mondo migliore. Tu che ricordi l’incipit del Leviatano … Quando Hobbes supplica il Sovrano affinché il popolo non venga mai a conoscenza dei classici perché potrebbe rivendicare una libertà che gli spetta di diritto. Avevi capito che saresti stato quello che avresti saputo, giusto? Noooo! Che senso ha? E’ contrario al progetto di omologazione felice in atto.

Nel mondo nuovo saranno felicissimi. Non faranno un cazzo ma potranno comprare quello che vogliono tramite i devices elettronici.

Mi domanderai: ma come faremo a comprare qualcosa se non lavoreremo? Perché sei vecchio e ignorante! Lavoreranno in tantissimi: quelli che ti porteranno a casa gli abiti, la spesa e il nuovo tablets. Non ci saranno più i negozi e le città verranno consegnate al degrado e alla criminalità. Ma a te non deve  interessare perché vivrai recluso in casa. Che lavoro farà tuo nipote per potersi mantenere nel nuovo mondo? Bhé … potrà scegliere tra sviluppare apps o algoritmi, o software o farà l’analista di reti digitali o di sistemi gestionali. Scusa? Ha studiato filosofia? Bene, ti porterà la cena a  casa in bicicletta rischiando la vita per tre euro a consegna. Anche tu! Potevi spiegargli che lo studio del pensiero è desueto quanto l’atto del pensare! Tra l’altro, pensare non ha mai reso felice nessuno mentre il nuovo prodotto Apple, sì.

Sai cosa ti dico? Stai anche assumendo una strana postura … cominci a fermarti a osservare i lavori stradali chinato leggermente con il busto in avanti e le mani dietro la schiena. Camminando per strada ascolti i discorsi sui tram, scrivi su un sito di nostalgici ascoltatori di un genere musicale morituro, pensi che gli Stones siano più importanti di Jay Z … e ti fermi con uno strano senso di commozione mista ad eccitazione di fronte a un campo da bocce. Come se uno strano miraggio ti avesse rapito.

Amico mio, rassegnati. E’ cominciata una nuova era dove si guarda il dito e fanculo alla luna.

di Paolo Pelizza

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