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Le Visioni di Demon, Greta e Leonardo.

Le Visioni di Demon, Greta e Leonardo.

Le Visioni di Demon, Greta e Leonardo.

Per una volta vi risparmio (non entusiasmatevi troppo … alla prossima non la scampate) la mia Visione e vi omaggio del racconto di tre altri autorevoli punti di vista.

Demon Albarn, già frontman dei Blur e dei Gorillaz, in una recente intervista ha dichiarato che oggi lo status di musica e musicisti, di non essere più impegnati, di non veicolare più messaggi politici o sociali è un problema per la società. Invece di essere di ispirazione e dare alle persone altri punti di vista, gli artisti si sono adeguati a quello che la congiuntura vuole. Demon parla apertamente di selfie music. Ormai, appoggiati supinamente alle dinamiche della modernità, come l’utente medio di un qualsiasi social media, il musicista ha abiurato a sensibilizzare il mondo contro la segregazione, a lottare per i diritti umani e civili, etc. … si è ritirato nella sua storia personale generando curiosità pret a porter sul colore delle sue mutande, sulla sua posizione preferita durante la copula e sulle sue sbronze.

Il Nostro sostiene che questa tendenza debba cambiare. La musica deve tornare ad essere di ispirazione, di esempio, critica e “cattiva” contro le distorsioni dei nostri tempi. Tiriamo su la testa dalle nostre meschine faccende e usiamo l’unico linguaggio universale per provare a migliorare le cose.

Qualche detrattore potrebbe eccepire che Albarn è la stessa persona che non ha collaborato con Prince perché in studio non si poteva fumare (salvo poi smettere). E’ lo stesso sciroccato che dimentica il suo pc portatile sui taxi … che rilascia interviste in cui dice di non essere mai contento delle cose che fa e che vorrebbe una voce diversa da quella che ha?

Sì è lui. Questo non vuol dire che quello che ha rilevato coraggiosamente (visto anche il modello di business operante nel suo mondo) non sia corretto. Chi ha uno spazio così importante, globale, ha l’obbligo di dire cose che siano utili per il progresso dell’umanità che è cosa ben diversa dal progresso tecnologico.

Un’altra Visione che ho trovato interessante, è quella di Greta Thunberg. Da anni, nonostante la sua giovanissima età, in prima linea per sensibilizzare i potenti del mondo sulla questione del Global Warming e del rischio (ormai oltre il potenziale) di estinzione della nostra specie (tirandocene dietro molte altre che a differenza nostra, sono incolpevoli del guaio).

Non sono così ingenuo da non sapere che Greta è una “testimonial” e che dietro di lei c’è, ovviamente, ben altra organizzazione. Non posso, però, negare la sua efficacia nell’eseguire la missione. La missione è la stessa che la compagine degli scienziati più autorevoli del mondo hanno fallito. Forse, perché gli scienziati non hanno quella freschezza oppure non sono bravi a comunicare? Niente di tutto questo! Greta non è un simbolo, una Giovanna d’Arco. Greta Thunberg è parte di quella generazione che vivrà un mondo dove scarseggerà l’acqua e il cibo, dove aumenteranno esponenzialmente, invece, i melanomi, le malattie respiratorie e le catastrofi naturali.

Per questo è credibile oltre ogni ragionevole dubbio e fa un lavoro molto più che meritorio.

Anche per questa Cassandra dei nostri tempi, non si risparmiano gli insulti. In realtà, la prassi consolidata è attaccare la persona, non l’idea. Così non si perde mai: dice il vero ma, ha i denti storti! Non posso controbattere sul tema ma, è antipatica. Addirittura porta sfortuna!!!

Peccato che la sfortuna ce la siamo portata noi, immettendo nella nostra atmosfera, in poco più di due secoli, quello che Madre Natura aveva impiegato milioni di anni a seppellire. Il nostro regno non finirà gloriosamente per l’impatto di un meteorite, si estinguerà lentamente e atrocemente per nostro stesso meteorismo.

Ma quest’anno è, anche, il Cinquecentesimo Anniversario dalla Morte del più grande genio della Storia: Leonardo da Vinci.

Il Maestro, ha inventato e contribuito ad inventare la modernità. Ma, rispetto a questa, era critico.

Alcune sue invenzioni non le aveva disegnate perché era molto sfiduciato sulla natura degli uomini e sull’uso scellerato che ne avrebbero fatto. Il Moro disse che Leonardo era vittima del suo stesso genio.

In realtà, era il migliore figlio del suo tempo. Era stato artista, scienziato ed inventore. Oggi, dentro alla bolgia del modernismo non sarebbe possibile avere più “specializzazioni”. Il “nuovo a tutti i costi” ci comprime in ruoli precisi e limitati. Da lui possiamo imparare la più importante delle lezioni: Il genio di Vinci ha, anche, inventato e progettato macchine da guerra, strumenti di morte come richiesto nella sua epoca ma, certamente, aveva una coscienza.

Mi piacerebbe che ne spuntasse una anche ai detrattori per mestiere e ai potenti del mondo.

di Paolo Pelizza

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