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L’UNO.

L’UNO.

L’UNO.

-  Bentrovati alle Visioni e auguri a tutti i lettori … mai come in questi tempi bui, ne abbiamo avuto bisogno. In questo “pezzo” vi racconto di un film in cui sono incappato, complice un amico produttore cinematografico piemontese.

Il film si intitola “L’Uno” dal nome che nella storia si dà ad un oggetto di forma indefinita (ognuno lo vede di forme diverse … ) apparso nei cieli di tutto il mondo. Per dimostrare oltre ogni dubbio che gli autori di teatro e di cinema sanno meglio dei governanti come questi reagiscono di fronte a crisi più o meno sconosciute (il film è stato realizzato prima che sapessimo della pandemia!), viene istituito il coprifuoco e sei personaggi si ritrovano a festeggiare la fine dell’anno dentro un’elegante tavernetta. Impossibilitati ad uscire, costretti a fare i conti con sé stessi scivoleranno dalla leggerezza ad un’attesa inquieta, così come il film scivola dalla commedia al dramma, naturalmente. Questo a conferma dell’ottimo lavoro fatto dagli sceneggiatori. I personaggi sono Marta (Elena Cascino), Tommaso (Matteo Sintucci), Giulio (Stefano Accomo), Claire (Anna Canale), Cecilia (Alice Piano) e Marco (Carlo Alberto Cravino). I primi due sono i padroni di casa e ospitano per il “veglione” gli altri … State tranquilli, non “spoilero”!

Il film è tratto da una piece teatrale e con il teatro condivide l’unità quasi totale di luogo e il registro della recitazione degli ottimi attori. Unico neo, forse, troppe sovrapposizioni di voci e, in qualche caso, l’overacting a cui lo spettatore di cinema non è abituato.

Se vi incuriosisce, il film è attualmente disponibile in streaming  su Chili.

Interessanti i molti riferimenti letterari dai Sei Personaggi pirandelliani (scontato), ma anche a Beckett e a Jonesco.

Più interessante scoprire che i nostri personaggi obbligati alla staticità non reagiscono molto diversamente da noi agli obblighi, all’isolamento, alla paura e, soprattutto, nel riconoscere la propria fragilità.

L’Uno è un piccolo film ma, certamente, per i temi, per il trattamento e per la coincidenza con questo disgraziato periodo diventa illuminante. Come uno specchio.

 

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock targato Italia

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