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1991: I Timoria vincono la prima edizione del Premio della Critica per i giovani al Festival di Sanremo (come nasce uno dei premi più prestigiosi d’Italia)

Quello della musica è un mondo strano. Puoi essere nel posto giusto al momento giusto e questo non basta.

Puoi sputare sangue su questa storia del diventare un artista e veder sfumare la cosiddetta grande occasione.

Oppure può succedere il contrario: che dalla sconfitta venga fuori qualcosa di nuovo, di inaspettato.

È il 1991 quando la formazione dei Timoria Pedrini-Renga-Galeri-Ghedi-Pellegrini sale sul palco dell’Ariston. Sembra un po’ uno scherzo che tra i grandi nomi della musica leggera italiana tornati ancora una volta a reclamare la loro gloria – tra questi, Jannacci, Cocciante, Tozzi – ci sia quest’unico gruppo rock, presentato meccanicamente per la categoria “Novità” da Edvige Fenech come “un gruppo che rappresenta una delle più interessanti realtà del panorama musicale italiano”.

Il pezzo che hanno portato lo ha scritto Omar Pedrini e la produzione discografica è affidata all’ex Litfiba Gianni Maroccolo, con alle spalle Francesco Caprini (Divinazione Milano), Produttore Esecutivo e Ufficio stampa, e Gianni Sassi (CRAMPS) Art Director.

“L’uomo che ride”, poi inserito l’anno successivo in Ritmo e Dolore, è ispirato all’omonimo romanzo di Victor Hugo: la storia di un uomo deturpato a vita da un ghigno beffardo sul volto che non può togliersi nemmeno durante le più dure botte della vita, e così è il brano. Ironico, arrabbiato, col sapore del sangue sui denti, ma non il pezzo di un codardo.

Per tutta la prima parte Renga e soci incedono lenti, sembrano mordere il freno e tutto ad un tratto lo mollano, esplodono e poi chiudono di nuovo decrescendo. In meno di cinque minuti hanno fatto tremare il Festival più seguito d’Italia.

Solo che non basta. Forse sono loro, forse la nazione non è pronta a questo. I Timoria vengono eliminati al primo colpo dalla giuria. cosi come molti altri giovani in gara. Queste sono le regole del gioco

Eppure, non può finire così, c’è dell’amaro in bocca e non solo da parte dei giovani bresciani. Ma anche dietro le quinte, ha lavorato sommessamente per contribuire al successo di artisti e cantati: come i promoter, i produttori artistici, gli addetti stampa, un mondo intero vive e lavora all’ombra dell’artista. Nelle sale piene di giornalisti e addetti stampa qualcosa serpeggia.

”… Allora perché non fare come per le sacre figure della Sezione Campioni e attribuire un premio da parte della critica anche per la categoria Nuove Proposte?

Questa è la domanda che si pone Francesco Caprini e che diventerà la geniale e decisiva intuizione per il futuro di Sanremo.

Nasce così una storia incredibile: una proposta fatta tra il serio e il faceto, voluta e sottoposta da Caprini alla giuria dei giornalisti presenti al festival (su tutti Stefano Ronzani), che sulla strada del Premio della Critica attribuito ai BIG (vinto in quell'edizione da Enzo Jannacci) ha ritenuto importante e giusto premiare anche un artista della Sezione Giovani.

Impossibile ma vero!!

Con una grande disponibilità dell'ufficio stampa di Dalia Gaberscik e il benestare entusiasta di Aragozzini (organizzatore del Festival) si ufficializza il coronamento definitivo di quella proposta. Tutti sono entusiasti, l’idea è buona e viene accettata nel breve scorrere di un pomeriggio.

Così nasce il Premio della Critica anche per la Sezione Giovani. Nel caso dei Timoria gli esclusi della prima serata di Sanremo diventano i vincitori del primo Premio della Critica per le Nuove Proposte, venendo in qualche modo consacrati prima di riprendere a scrivere la storia del rock nostrano.

Il premio negli anni successivi diventerà molto ambito, una sorta di consacrazione artistica per il cantante o gruppo al quale viene assegnato.

La semplice intuizione di uno sveglio operatore culturale, nel momento giusto al posto giusto, con persone preparate, diventa per sempre un ambitissimo e ricercatissimo premio nella discografia italiana.  Una buona comunicazione, una storia incredibile.

Timoria in greco antico significa vendetta, rivalsa.

Quello della musica è un mondo strano, dicevamo. E chissà se i Timoria non lo avessero intuito già quando scelsero questo nome.

 

GIOVANNI TAMBURINO

Blog: https://www.rocktargatoitalia.eu/

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Gli ascolti di marzo 2021.

Articolo di Roberto Bonfanti

Questo spazio è nato per parlare dei dischi che, fra le uscite recenti, mi sembrano più interessanti. Dopotutto sono cresciuto con gli album e la dimensione del singolo, che in questi ultimi anni è tornata a prendere il sopravvento, l’ho sempre trovata un po’ limitante. Questa volta però voglio concedermi un’eccezione e iniziare rendendo merito ai 2Elementi, che qualcuno ricorderà come vincitori di Rock Targato Italia nel 2016, e al loro nuovo singolo intitolato “Alfavil”: un brano che travalica i generi musicale e che, con un linguaggio moderno incentrato su una fortissima verve teatrale impastata di rock, pop e fantasmi “burtoniani”, riesce a scattare una fotografia volutamente caricaturale e per nulla didascalica ma proprio per questo incisiva del tempo presente.

Tornando a parlare di album:

Amerigo Verardi è un artista che ha attraversato da eterno outsider tutta la storia del rock indipendente italiano, dagli anni ’80 vissuti con gli Allison Run fino alle più recenti avventure da solista passando per i Lula negli anni ’90 e un numero considerevole di altre esperienze vissute con una coerenza rara. “Un sogno di Maila”, il nuovo album dell’artista brindisino, è l’ennesimo tassello personalissimo di un percorso importante: un concept album onirico, delicato e fuori moda accarezzato da un vento di psichedelia dal sapore anni ’60 e richiami alla spiritualità orientale.

L’onda del rap” di FarfaMan suona come un concentrato di rabbia in puro stile rap vecchia scuola. Un lavoro che sembra fare un salto indietro nel tempo recuperando il valore del rap come fenomeno di denuncia politica e sociale, ma che al tempo stesso affonda decisamente i piedi nel presente provando a passare come un rullo compressore sulle contraddizioni dei giorni che stiamo vivendo e provando a scagliarvisi contro senza mezze misure.

Gli amanti del rock più puro troveranno sicuramente soddisfazione in “Vita imperfetta”, il nuovo lavoro discografico di Alteria: un concentrato viscerale di suoni distorti, inquietudini ed energia che sa però concedersi anche la giusta dose di delicatezza e intimismo. Un lavoro rock fino al midollo, impastato di modernità e approccio anni ’90, che valorizza benissimo la voce graffiante della cantante e il suo animo da donna rock.

Un po’ rapper e un po’ cantautore pop, ma sempre con un approccio rock e soprattutto con un’indole sincera da narratore di storie di provincia: questa è l’essenza di Francesco Setta. Un’essenza che il suo nuovo album intitolato “Fenice” riesce a fotografare in tutte le sue sfaccettature, oscillando fra delicate canzoni pop e momenti rap intrisi di ombre notturne, catrame e bicchieri di amaro consumati al bancone del bar, ma soprattutto raccontando i chiaroscuri della provincia con una schiettezza degna di nota.

Chiudo i consigli di questo mese di marzo con “Someting stranger”, il primo lavoro che Lorenzo Parisini firma col suo nuovo progetto solista chiamato Bear Of Bombay: un particolare viaggio fra elettronica dal retrogusto anni ’80, atmosfere notturne e una scrittura pop molto curata dal sapore piacevolmente malinconico. Un album intrigante in cui synth, loop e chitarre riescono a sposarsi fra loro creando un impasto sonoro particolare.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

blog www.rocktargatoitalia.eu

 

 

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"Avere anni 20" Approfondiventi: Achille Lauro

"AVERE ANNI 20" di Andrea E: Di Giovanni la rubrica nel canale youtube di Rock Targato Italia

 https://www.youtube.com/watch?v=PoFqZY-bC5E&t=20s

Approfondiventi: Achille Lauro

Approfondiventi è la rubrica spin-off di Avere Anni 20, che a sua volta è la compilazione di una playlist a mio gusto delle canzoni nate dopo il 1 gennaio 2020. Ora, ho deciso che se un artista compare due volte in questa playlist, si fa una puntata di approfondimento per suddetto artista, o progetto musicale. Achille Lauro è il primo a firmare una doppietta essendo presente con Bam Bam Twist e Bvlgari Black Swing

1990. A Verona nasce Lauro De Marinis. Cresce a Roma Nord. A sette anni conosce un bambino che di anni ne ha 9 e che risponde al nome di Edoardo Manozzi, al secolo Boss Doms.
Questa amicizia sarà l’innesco di un sodalizio artistico destinato a durare fino ad oggi: Lauro racconterà in seguito come le primissime registrazioni le abbia fatte nella propria cameretta con l’amico che portava il computer da casa. Ma non esistevano i portatili, dunque parliamo di monitor, case, casse e tutto il resto.
Tornando al piccolo Lauro, i rapporti col padre, magistrato della corte di cassazione, non devono essere stati facili, tant’è che già nel 2004, a soli 14 anni, Lauro va via di casa, o meglio, va a vivere col fratello Federico, detto Fet, produttore del collettivo rap Quarto Blocco.
E’ qui che, circondato di disparati artisti della scena underground romana, tra rap e punk, Lauro inizia a comporre i propri versi. Dirà che il rap è solo il metodo corrente per raccontare quei versi, ma che avrebbe fatto anche altrimenti. In effetti il nostro è stato nel rap senza essere un rapper, nella trap senza essere trapper.
I primissimi lavori sono del 2012 si chiamano: Barabba Mixtape e Harvard Mixtape. I produttori sono quelli di quarto blocco. A Roma si sparge la voce di questo nuovo talento, e la voce arriva fino alle orecchie di Noyz Narcos, che nel frattempo quella scena se la sta divorando, e lo prende sotto la propria ala. Lo porta a conoscere un’altra crew, più grossa del Quarto Blocco: è la Roccia Music, di ShabloMarracash siamo nel 2013 A Febbraio dell’anno dopo esce Achille Idol Immortale, 17 tracce in free download (come i precedenti mixtape) legate tra loro dalla presenza di versetti della bibbia rivisitati in chiave lauresca.
L’artista qui si fa chiamare Achille Idol, in onore di Billy Idol.
2015 Esce Young Crazy Ep, sei brani tra cui La Bella e la bestia, che in una recente intervista egli dichiara essere la sua cazone più personale, più nuda. A proposito di nudità, vista la fame crescente di quegli anni qualcuno inizia a scherzarci: cosa farebbe Achille Lauro se fosse invitato al Festival di Sanremo. Lui risponde che canterebbe l’inno di Mameli come mamma l’ha fatto. Siamo ancora nel 2015, a maggio esce Dio c’è, il secondo album ufficiale, ancora pregno di collaborazioni importanti. Tutto fila liscio, Achille Lauro è il giovane di punta della Roccia Music, ma ecco arrivare il 2016 e con sè il primo vero coupe de teatre.
Lauro esce dall’etichetta che lo sta consacrando e ne fonda una tutta sua: la No Face Agency Ad amministrarla ci mette Cristina Zambon, la mamma. Marracash la prende bene ed i due sono a tutt’oggi ottimi amici, Marra capisce che il giovane Lauro vuole farsi da solo e crearsi una carriera indipendente, seguendo quello che era successo anche con Sfera Ebbasta, un altro lanciato dalla Roccia.
Dal canto suo, in un’intervista in cui parla, appunto, del suo rapporto con la vecchia casa di produzione, Achille Lauro dice di considerare Marracash il miglior rapper in circolazione in Italia.
Intanto la sua etichetta sforna il suo primo album, il terzo per l’artista: Ragazzi Madre ha risonanza ampia ed immediata nel Belpaese, racconta l’abbandono a ....... (E' una descrizione troppo lunga per youtube '-_-
 
Puoi continuare la lettura su lustriniesevizie.blogspot.com)
 

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Storia Rock Targato Italia 1993/96 - Intervista di Roberto Bonfanti a Francesco Caprini (I^ Parte)

Rock Targato Italia 1993 – 1996 - ANNI STRAORDINARI

VideoIntervista di Roberto Bonfanti (Scrittore e artista) a Francesco Caprini (Ideatore e promoter di Rock Targato Italia. Postproduzione Andrea E. Di Giovanni

 Quando il riff iniziale di “Senza vento” dei Timoria risuona per la prima volta con la sua forza dirompente si ha la netta impressione di trovarsi di fronte a un vero spartiacque, non solo per la carriera della band bresciana ma per l’intero universo musicale del nostro Paese.

Corre l’anno 1993, nell’aria si respira una grande energia e i tempi sono ormai maturi perché il rock italiano possa uscire dalle cantine e proiettarsi in una dimensione diversa: i Litfiba sono una realtà ormai affermata, le major iniziano a interessarsi alle nuove contaminazioni aprendo etichette dedicate (si veda per esempio la BlackOut), le radio alternative e le riviste di settore iniziano a dare sempre maggiore spazio alle band nostrane e anche Videomusic capisce che il fermento giovanile non è da sottovalutare dando una spinta importantissima all’intero movimento.

Nel giro di quattro anni, fra il 1993 e il 1996 esordiscono band fondamentali come i Marlene Kuntz, i Modena City Ramblers, gli Estra, i Bluvertigo, i Negrita, i Radiofiera, gli Yo Yo Munde i Massimo Volume, tanto per fare solo i nomi più in vista. A queste si aggiungono gli Afterhours, che proprio in quegli anni decidono di dare una svolta alla propria carriera passando dall’inglese all’italiano, e altre realtà come i Ritmo Tribale, i Casino Royale, i Gang o gli Ustmamò che, dopo aver navigato per anni nella polvere dell’undergound, troveranno casa presso case discografiche più blasonate.

Discorso a parte meritano gli ex CCCP che, dopo essersi sciolti nel 1990 ed essere tornati fugacemente sul palco due anni dopo, in questi anni rinascono col nome di C.S.I. incarnando una delle realtà più importanti della nostra storia musicale e dando vita anche a un’enorme fucina di talenti chiamata Consorzio Produttori Indipendenti che, insieme alla neonata Mescal, diventerà una delle etichette di riferimento del mondo indipendente.

Nel 1995, mentre Ligabue impazza in tutte le radio, nel tentativo di coordinare e dare una rilevanza istituzionale alle tante piccole realtà che sgomitano nell’underground più profondo, nasce il MEI, che nel corso degli anni assumerà un’importanza sempre maggiore.

Chiudiamo questo capitolo della storia nel 1996, quando una giovanissima rocker catanese di nome Carmen Consoli sale sul palco del Festival di Sanremo compiendo così un altro passo verso il riconoscimento del movimento rock italiano anche agli occhi di un pubblico più nazionalpopolare.

di Roberto Bonfanti (Scrittore e artista)

 

vedi sul canale youtube di Rock Targato Italia

https://www.youtube.com/watch?v=lOFD5k4xiEc

ascolta la playList  su SPOTIFY: https://spoti.fi/3pem8qc

 

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