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"Festival delle Abilità, Arte, Musica e Poesia" tutti i talenti delle persone con disabilità

 

"Festival delle Abilità, Arte, Musica e Poesia"

tutti i talenti delle persone con disabilità

CASCINA CHIESA ROSSA

via S .Domenico Savio, Milano 

23 e 24 Novembre 2019 dalle ore 11 alle ore 18

(vedi programma www.milanoinmusica.it)

 

Nel weekend del 23-24 novembre il parco della Chiesa Rossa di Milano (Via S. Domenico Savio, snc. Milano) dalle ore 11 alle ore 18 si trasforma in un grande palcoscenico dove artisti con e senza disabilità esprimeranno tutti i propri talenti.

... Nasce a Milano la FESTA-FESTIVAL DELLE ABILITÀ, ARTE, MUSICA E POESIA all’interno del complesso della Cascina Chiesa Rossa (Municipio 5) i cui giardini e biblioteca ospiteranno performance musicale, teatrali e poetiche.

Una due giorni dedicata ad abbattere gli steccati fisici e culturali che ancora circondano il mondo della disabilità: un’apertura verso l’altro che avverrà attraverso la “messa in scena” delle abilità e dei talenti delle persone. L’arte, la musica e la parola serviranno ad annullare le distanze, ad avvicinare persone diverse tra loro, ma unite da un unico linguaggio comune quello della passione per le arti espresse in tutte le loro forme...

(Simone Fanti), giornalista

Sabato 23 novembre alle 11 verrà inaugurata la mostra "Dare forma ai sogni" dello scultore Felice Tagliaferri, noto a livello internazionale per alcune sue opere provocatorie capaci di mostrare le incongruenze di una società dedicata solo all’apparire . La mostra rimarrà aperta per l’intero weekend e offrirà al pubblico la possibilità di confronto con l’autore delle opere. La giornata poi sarà punteggiata da eventi musicale con il concerto rock alle ore 15, di Alex Cadili e dalla performance alle ore 17 del tenore Luca Casella e momenti di approfondimento. Alle 16 si svolgerà la tavola rotonda Fatti di-versi che vedrà la partecipazione del giornalista e poeta Antonio Giuseppe Malafarina e di Francesca Cinanni, direttrice artistica L’Arte nel cuore,  realtà romano-milanese che forma artisti con e senza disabilità in tutti i campi del mondo dello spettacolo

Domenica 24 novembre dalle 11 alle 18.00 sarà ancora possibile visitare, guidati dallo scultore Tagliaferri, la mostra "Dare forma ai sogni". Nel pomeriggio, alle ore 15 lo spettacolo teatrale a cura di Claudio Raimondo e dell’'associazione Archetipilab. A seguire ore 16 incontro con lo scrittore Giuseppe Ferdico che ha pubblicato recentemente il Thriller “Sergio Porta investigatore non vedente” ambientato a Milano e nei suoi locali della musica. Chiude l’evento alle ore 17 il tenore Matteo Tiraboschi.

NEL WEB:

  1. milanoinmusica.it

 

FRANCO SAININI – FRANCESCO CAPRINI

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 393 2124576 - 3925970778

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web: www.divinazionemilano.it

 

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Impressioni di novembre…

Un muro, un bambino che disegnava chitarre e “qualcosa”.

Impressioni di novembre…

Era novembre, trenta anni fa. Un novembre freddo e nebbioso. Non uno di questi nuovi “novembri” soleggiati con ventiquattro gradi che si alternano a piovaschi monsonici. Eppure, era, a suo modo, caldo. Era il calore di una speranza che si è miseramente spenta, soffocata da un mondo diventato sempre più gretto, stupido ed egoista.

Il mondo stava conoscendo la fine della Guerra Fredda, la fine del terrore dell’Olocausto nucleare. Il mondo stava sperimentando il seme della speranza nel futuro. Un futuro di pace e di prosperità, si credeva. Il mondo così come lo conoscevamo, finisce. Demolito come quel muro che divideva una Berlino libera da una Berlino prigioniera del totalitarismo della “Cortina di Ferro”.

Ma quella “fine” ci ha portati a concetti ed esperienze più deteriori (se possibile). Il mondo divenuto più piccolo della globalizzazione è più piccolo solo per le merci. Per le persone “muoversi” è impossibile. Il Capitale rimasto unica dottrina decide i destini di popoli e nazioni su base aritmetica. La finanza diventa il Grande Gioco virtuale ma che impatta sulla vita della gente in modo dirompente… Se pensate che sono problemi dei Paesi del Terzo Mondo e che esagero, provate a chiedere ai greci. Chiedete ai medici senza farmaci negli ospedali. Chiedete alle scuole senza insegnanti.

No. Non rimpiango la tirannia. Nessuna tirannia è degna e non esiste segno o genere nei regimi. Sono regimi e basta. Ma, anche, questo della gestione del pianeta per via finanziaria è un regime. Più asettico ma altrettanto cruento e talmente efficace da essere capace di sospendere la sovranità popolare in paesi dalla grande tradizione e consapevolezza democratica senza che nessuno possa opporsi.

Oggi abbiamo anche il problema del riscaldamento globale, del sovrappopolamento planetario e dell’inquinamento. Problemi che non si risolvono con le auto elettriche (tra l’altro, l’elettricità è prodotta, per la maggior parte, bruciando carburanti fossili) o contingentando l’uso della plastica … Servono misure draconiane che ci porterebbero per direttissima a due secoli fa. Misure draconiane che solo il Fondo Monetario Internazionale può applicare se un paese indebitato viene sottoposto agli stress delle speculazioni del videogame globale che gestisce. Vi sembra credibile che si possa risolvere? A  me, francamente, no.

Così ricordo con grande tenerezza quel giorno di trent’anni fa. Un gruppo di ragazzi pieni di ideali davanti alla televisione. Qualche applauso ad accompagnare i colpi di piccone o di mazza. Qualche lacrima quando partono i primi abbracci tra le brecce aperte. Sembrava che, davvero, fosse in atto un cambiamento per il meglio. Che grande ingenuità averci creduto.

Era sempre novembre. Era appena l’inizio di questo millennio … eravamo scioccati dalle immagini delle due torri abbattute a New York. Eravamo in attesa che le guerre di Bush Jr. (ma dovremmo dire, quelle di Cheney) ci consegnassero ad un altro incubo che dura da allora. Era l’anno di Al Qaeda e di Osama Bin Laden. Era l’anno di Jennifer Lopez, di Alicia Keys e di Lenny Kravitz.

Mentre tutto non sarebbe più stato come prima, in un letto circondato dall’affetto di amici e familiari, si spegneva George a Los Angeles.

George aveva solo cinquantotto anni. Si è dovuto arrendere alla malattia dopo essere sopravvissuto qualche anno prima ad un’aggressione in casa sua, dove aveva rimediato qualche coltellata. George aveva sognato fin da bambino una carriera da musicista. Da piccolo riempiva i suoi quaderni di disegni di chitarre, finché i suoi genitori (facenti parte della working class di Liverpool) non avevano deciso di sostenere l’inclinazione del ragazzo per la musica e gliene hanno comprata una di seconda mano.

Strano il culto che alcuni fanno di questo strumento. Uno strumento che nasce esile… poco incline a suonare con le orchestre. Uno strumento che suona da solo, finché non incontra l’elettricità in una relazione indissolubile.

George entra nei Beatles minorenne: lo rimandano a casa dalla Germania per questo.

George mette a segno alcune composizioni tra “due pezzi da novanta” come McCartney e Lennon. E’ stato il fautore di quasi tutti gli arrangiamenti dei Fab Four. Insieme all’altro George (Martin, N.d.R.) è stato una delle due colonne portanti del genio degli altri due.

Tra i brani che riesce a piazzare ci sono capolavori come Here Come The Sun e Something. Quest’ultima è una delle più belle canzoni d’amore mai scritte (è dedicata a Patty Boyd), impreziosita da frasi di chitarra tutt’altro che banali.

George è stato il primo ad inventare la formula dei concerti a scopo benefico. George era un polistrumentista che spaziava dal sitar al violino, dalla sua chitarra al sintetizzatore. Ha subito la fascinazione dello spiritualismo induista, ha avuto amicizie longeve con Ringo Starr (con cui da solista ha collaborato molte volte) e con Eric Clapton (che sposò dopo che George ebbe divorziato dalla stessa Patty Boyd).

George Harrison è stato uno dei musicisti più significativi del XX Secolo e troppo spesso quando si parla di musica lo dimentichiamo.

A meno che non sia novembre.

Qualcosa di questo novembre (spero) resterà. Per quanto mi riguarda più di qualcosa; mentre la pioggia picchietta sul tetto, sto ascoltando All Things Must Pass (il primo album post Beatles) e penso che quella ingenuità ci ha cresciuto e perso.

La vera sconfitta, però, è stata diventare realisti. E’ novembre e a novembre si può tornare ad essere stupidi e pieni di speranze.

Di Paolo Pelizza

© 20149 Rock targato Italia

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SETTE INAUGURAZIONI - SATURA Palazzo Stella


SETTE INAUGURAZIONI
SATURA Palazzo Stella
Sabato 9 novembre 2019 ore 17:00


Per il nuovo ciclo di esposizioni dedicato ai protagonisti dell’Arte Ligure prosegue la retrospettiva del maestro Aurelio Caminati (1924 - 2012) “Omaggio a Caminati” a cura di Mario Napoli.

Si inaugurano le mostre personali di Stefano Borroni “Noi siamo della stessa materia di cui son fatti i sogni” a cura di Mario Napoli, Francesco Dammicco “Prototipi per fonderia” a cura di Andrea Rossetti, Massimo Gilardi “Volti o maschere?” a cura di Flavia Motolese, Fiorella Manzini “Movimenti” a cura di Andrea Rossetti, Francesco Martera “Frammenti” a cura di Flavia Motolese e la mostra collettiva internazionale “Cibarie Leonardesche Edizione Zero Tre” a cura di Beth Vermeer con eventi collaterali e performance interdisciplinari. Saranno esposte le opere di Carlo Accerboni, Laura Accerboni, Stefania Alba, Silvia Bibbo, Salvio Capuano, Valter Luca De Bartolomeis, Uri De Beer, Maurizio Elettrico, Marilena Faraci, Agostino Faravelli, Laura Fonsa, Francesco Geronazzo, Fabrizio Gori, Yana Karamandshukova, Andrea Mancini, Andreas Mares, Françoise Morin, Enzo Navarra, Silvia Noferi, Antonello Paladino, Gloria Pastore, Mario Pepe, Farzaneh Rostami, Claire Jeanine Satin, Roberto Tondi, Marisa Tumicelli.

Sarà, inoltre, visitabile il nuovo spazio “La Galleria”, tappa obbligata per tutti i critici e collezionisti che vogliano apprezzare opere esclusive di: Alexander Calder, Lynn Chadwick, Piergiorgio Colombara, Claudio Costa, Walter Di Giusto, Paul Flora, Stefano Grondona, Jean Marie Haessle, Keith Haring, Alex Katz, Attilio Mangini, Carlo Merello, Plinio Mesciulam, Riri Negri, Peter Nussbaum, Donald Saff, Emilio Scanavino, Kumi Sugai, Antoni Tapies, Victor Vasarely.

Le mostre resteranno aperte fino al 20 novembre 2019

Dal Martedì al Venerdì ore 9:30-13:00 / 15:00-19:00
Sabato ore 15:00-19:00
Piazza Stella 5/1 - 16123 Genova
tel. 010 2468284 / cell. 338 2916243 / E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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L’ego è una parolaccia?

 003 - Antonio Chimienti - Rock Targato italia

L’ego è una parolaccia?

Milano 4/11/2019

Ne la parola Ego e neanche il suo derivato Egocentrico sono due parolacce. Certamente il termine Egocentrico è spessissimo usato con connotazione negativa, ma sì sbaglia a pensarla così soprattutto quando ad impersonarla siamo noi musicisti.

Sì perché l’Ego è una molla per noi, una sorta di componente meccanico di questa nostra macchina che sì chiama Arte. L’Ego per noi è l'altro io , più precisamente l’idea di quello che vorremmo essere ed al quale vorremmo dare tutto quello che Lui ci chiede. Per molti musicisti, ma non per tutti ( quindi sono esclusi coloro che non ambiscono alla gloria o alla fama e tanto meno  al giudizio del pubblico , pagante o meno non fa differenza), che vorrebbero fare della loro musica lo scopo della loro vita , sognando di calcare grandi palcoscenici dopo esserci arrivati accompagnati da una elegante Limousine, bene per costoro il proprio Ego è : una sorta di bussola seguendo la quale sì ritroveranno nello stesso posto là dove il loro Ego gli aveva dato appuntamento. In altre parole il loro Ego è la proiezione di sé stessi realizzati. Seguire questo Ego lì farà ritrovare nel luogo da sempre frequentato appunto da questo Ego. Naturalmente un Ego di una realtà immaginata e che vive in un luogo immaginato dal Suo creatore. 

Dunque riassumendo l’Ego ci dà la direzione, ma questo Ego è quello giusto? Questa direzione ci porterà veramente nel luogo del successo musicale  e del trionfo reale?

Nel 2019 è uscito nelle sale il film storia sui Queen e naturalmente la vita di Freddie Mercury.

Consiglio vivamente la visione di questo film per afferrare completamente le righe su descritte.In particolare vi è una scena in cui l’Ego di Mercury esplode in faccia al discografico di turno e avrà come conseguenza una escalation di successi che deriveranno dalla sua più totale incontinenza. Un Ego che già scalpitava al tempo di quando doveva ancora cominciare a cantare nei Queen.

Ecco dimostrato che l’Ego non è una parolaccia , ma una chiave del futuro!

Eppure fino a quando l’Ego non ti avrà fatto arrivare su una stella… tutti cercheranno di abbatterlo e più è spavaldo e più i tentativi di ucciderlo saranno duri e spietati.

Ciliegina sulla torta, quando sarai arrivato sarai solo. Non crederti che lì troverai ad aspettarti molte persone in grado di condividere o capire quello che avrai ottenuto.

Ma arriviamo alle soluzioni.

E’ possibile ai giorni nostri vivere tutta questa passione con un pò meno ostacoli?

Sì certamente perché proprio come farebbe uno scalatore esperto nell’affrontare, vetta dopo vetta , un giorno anche  l’Himalaya anche tu puoi imparare a gestire la vetta che vedi in te e che gli altri vorrebbero a loro volta conquistare. Come lo scalatore professionista devi fare esercizio, osservare chi ti ha preceduto e cosa più importante fra tutte imparare a conoscerti meglio. 

La montagna  (il successo) è lì davanti ad ognuno di noi. Ci sono montagne più semplici da scalare e montagne più complicate. Alcune che sembrano colline e per le quali nessuno ti applaudirà , altre con le quali nell’affrontarle molti hanno anche perso la loro vita ( violenza , droghe). Ma certo anche la più alta qualcuno l’ha scalata e ci è anche ritornato su più di una volta.

Dicevamo le soluzioni.

Nell’Ego vi è una proiezione di quello che immaginiamo potremmo essere noi nel futuro. Ma questa proiezione fonda le sue basi nel passato , in quello che abbiamo vissuto, in coloro che abbiamo osservato o mitizzato, amato o venerato, ma non è detto che ci somigliano neanche e che le esperienze del passato ci appartengano o meglio che appartengano a quello che siamo noi veramente.

A questo proposito dobbiamo interrogarci spesso sulla genuinità di questo nostro Ego.

Sempre interrogarci o meglio dominare sarà inoltre la parola chiave da utilizzare per il successivo punto e cioè : far sì che non sia mai questo Io immaginario a dominarci , ma semmai noi a dominare Lui.

Quando gli altri cercheranno di colpirci con una parola sul naso sarà perché stiamo perdendo il controllo di questo Ego. Controlliamolo e controlliamoci. Questo non vuole assolutamente dire che chi abbiamo di fronte abbia ragione e che la Sua parola sia giusta, molto spesso è il debole che alza i toni, ma quello che a noi musicisti sta a cuore è il nostro pubblico verso il quale abbiamo una sorta di appuntamento e per rispettarlo noi lo dobbiamo raggiungere.  Quindi cerchiamo di non interrompere la nostra ascesa per un Ego troppo rampante… controlliamolo . E’ meglio.

 Se abbiamo rimorso per il nostro Ego “rumoroso” sappiate che il non vederlo o notarlo negli altri non indica che voi siate “schizzati” e loro no. Che voi sembriate dei “ Fuori di Testa” mentre “loro” perfettamente in bolla. No , no l’Ego non è sempre rumoroso, ma spesso può anche essere subdolo. Chi lo possiede lo traveste da umiltà e modestia, ma non è così. Anzi a questo genere di Artisti rivolgo un doppio monito per quello che riguarda il punto precedente del “controllo”. Spiacerebbe sé per colpa di un passato trabocchetto un estroverso sì ritrovasse a vivere nelle spoglie di un timido e viceversa. Magari un timido “ingannato dal suo passato” verrebbe meno nel fare esplodere il successo del suo gruppo musicale per mancanza di coraggio.

Nella gestione del proprio Ego dobbiamo monitorare un altro concetto : quello del tempo relativo.

Essendo che quest’ultimo, il nostro Ego vive in una dimensione staccata dal tempo (lo percepiamo come una luce da inseguire, una pensiero manifestatosi allorché qualcosa ce l'ha fatta rigurgitare in un certo momento della nostra vita ecc ecc….) esso ( l’ego) ha sempre fretta.

Nel senso che non essendo un oggetto concreto è privo della necessità di una collocazione temporale per esistere come potrebbe esserlo il modellino di un Galeone di legno che state costruendo da anni. Sé così fosse capireste a che punto vi trovate nel manifestare questo ego con i suoi desideri, ma non è così.

 L’Ego è lì, collocato in qualche parte della vostra mente , già perfetto e scintillante come niente altro. Ecco perché lui ha fretta….. perchè vi sta aspettando e voi in ogni caso avrete sempre la sensazione di essere in ritardo poiché solo voi siete in movimento verso quel sogno. Tutto questo è un problema!

Voi non dovete cadere nel tranello.

Dovete assumere la seguente equazione che vi potrà salvare lo stato psichico:  Ego = progetto. Dovete dare un contenitore al vostro Ego. Una forma finita, dovete dominarlo, averne coscienza e controllo. Avete un progetto da realizzare ora. Non conta il quando , ma il come. 

Inoltre quell’artista così grandioso che voi siete e che vedete nel futuro avrà bisogno di tempo per diventarlo o per meglio dire del “SUO TEMPO” necessario e questa precisazione poiché ognuno è diverso  da un altro in questo ambito ( quello lirico della propria anima). 

Qualcuno potrebbe ritrovarsi a raggiungere il successo ed 8 anni ( e non è un modo di dire) altri a 70 anni. Altri per caso!

Infatti nella concretizzazione del proprio Ego gioca un ruolo primario anche l’idea sbagliata della cosiddetta fortuna.

Guai a pensare che da essa dipende la realizzazione del nostro Ego. Questo autorizzerebbe l’esistenza della sua controparte: la sfortuna e questo vuol dire che noi non conteremmo assolutamente nulla ivi compresa la nostra Arte che tanto vorremmo divulgare. Capite?

Sé Nikka Costa a 5 anni faceva il giro del mondo con il suo talento e la sua On My Own attenzione a non parlare di fortuna. E che dire di John Coltrain o Paolo Picasso, il meglio intorno ai 50 anni in su.

Quando il vostro Ego cercherà di corrompervi alludendo alla sfortuna….una parola magica potrà accorrere in vostro aiuto: la Fatica.

La fatica come certezza del vostro spostamento verso il vostro Ego che voi dovrete aver onestamente certificato fra le azioni giornaliere della vostra attività. In un'altra attività che presiedo nella mia vita vi è un detto che mi piace molto: No Pain No Gain!.  Lì sì impara velocemente tutto sull’Ego...in poco tempo anche sé a dire il vero manca quel taglio di fantasy e magia che invece pullula fra noi musicisti.

Amici come potrete intuire riguardo all’Ego ci sono moltissime cose da dire e da sviscerare. Vi ho fatto toccare alcuni concetti  come l’Ego subdolo, la Sfortuna cattiva, l’autostima, la consapevolezza e l’autocontrollo , ma vi ho anche liberato dalla paura di osare e mettervi tutti contro sé lo sentite necessario. In fondo quello che a tutti noi serve è “ “non per forza tu o io , ma uno qualsiasi che sappia dimostrarci come sì può essere sé stessi fino in fondo”.

Nei miei seminari potremo approfondire molti altri aspetti dell’Ego. Chiedi in redazione per informazioni.

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