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VOLO ALTISSIMO: "LUX VESTRA LUCEAT"

VOLO ALTISSIMO - "LUX VESTRA LUCEAT"

NUOVO SINGOLO PER IL GIOVANE RAPPER CHE FA UNA SCELTA AUDACE E INNOVATIVA

È uscito “Lux Vestra Luceat”, il nuovo singolo del rapper Volo Altissimo.
Dietro alla scrittura del pezzo, prodotto da Accentsbeats e mixato da Massimiliano Giorgetti, c’è un messaggio positivo.
 
Lux Vestra Luceat” è infatti un invito a far sempre risplendere la propria luce interiore, lottando perché il fuoco che abbiamo dentro non si spenga mai, qualsiasi cosa accada.
 
La particolarità di questo brano è rappresentata da una novità assoluta del mondo rap.
È presente, infatti, un’ottava interamente scritta e composta in latino antico.
Una scelta sorprendente, che mostra un’altra sfumatura del giovane rapper, tutto da scoprire.
 
Volo Altissimo, Pseudonimo di Federico Messina è un rapper italiano classe ‘97.
Nato e cresciuto a Varese, si è fatto le ossa nelle strade facendo freestyle. Trasferitosi a Rimini ha continuato a inseguire il suo sogno componendo e scrivendo canzoni e collaborando con diversi artisti.
Nel 2019 si avvicina al mondo del cinema studiando dizione e tecniche di recitazione presso la scuola artistica di Gianpaolo Mai.
Entra nella scena musicale nel 2020, quando pubblica sulle piattaforme il suo primo brano “Eat Sleep Rap”, registrato e composto interamente da lui.
Seguono alcuni Singoli nel corso del 2021 tra cui "Assenzio" in onda su radio nazionali da Maggio 2021.
Diplomatosi al Liceo Classico e laureatosi in Scienze Giuridiche, porta i suoi studi all’interno delle canzoni, dall’uso del latino a riferimenti culturali.
La sua musica è metaforica come il nome d’arte che ha scelto: “Volo Altissimo”, perché quando canta è con i piedi per terra ma con il cuore e con la testa alti nel cielo.
Non si nasconde dietro maschere, condivide la sua storia e le sue emozioni, si mostra esattamente com’è, brutalmente onesto e profondo.

 

 

Blog: http://www.rocktargatoitalia.eu

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Menomale: "Ciao, Come Stai?" è il singolo d'esordio

È DISPONIBILE DA VENERDÌ 26 NOVEMBRE L’EP D’ESORDIO

Ascolta ciao, come stai?

Esce venerdì 26 novembre ciao, come stai?, il primo EP del cantautore menomale, disponibile su tutte le principali piattaforme digitali per OYEZ!.

menomale nasce a Roma ed esordisce ali liceo con gli Andy Sastro, il suo primo gruppo. Con loro scopre la musica da suonare e da comporre: questo diventerà il suo nuovo e più duraturo passatempo (sostituendo lo yoyo e il bricolage). Successivamente inizia le sue prime produzioni con il nome di SUPER collaborando con Ngawa, rapper e amico di zona. Solo in un secondo momento scopre che le parole scritte per sbaglio in qualche nota del telefono potevano essere cantate. Da questa scoperta casuale e dalla spinta di qualche amico nasce Pesci, il suo primo singolo per Oyez!, seguito dai brani Lunapark e Che fai?.

ciao, come stai? è l’EP d’esordio di menomale. Il titolo allude alla frase che apre la maggior parte delle conversazioni, domanda che l’artista decide di rivolgere a se stesso: le canzoni dell’EP nascono proprio dalla difficoltà di trovare una risposta e diventano un diario su cui appuntare momenti e sensazioni provati nell’ultimo anno.

“Quando provo una penna o una nuova matita scrivo sempre la stessa frase:” ciao, come stai?”. È una frase impulsiva che associo a un inizio. La stessa frase che, una volta scritta poi riletta, porta a domandarmi: “come sto?” e le canzoni sono un’opportunità per cercare di trovare delle risposte. tutte le canzoni sono state scritte almeno in parte in cucina, e quasi tutte mentre preparavo un esame all’università.”

La raccolta fa da manifesto per lo stile che il giovane cantautore ha adottato per le sue canzoni: semplice, essenziale, leggero, una tela fatta di colori pastello su cui sperimentare giochi di parole e incastri. “Mi sono spesso chiesto quale genere musicale mi rappresentasse di più e quale avrei potuto scegliere per le mie canzoni. Avrei voluto fare qualcosa di nuovo, un mix di generi mai sentito magari, poi ho capito che la strada per iniziare e non continuare a pensarci sarebbe stata quella di prendere accordi e ritmi semplici, qualche suono caratteristico ma non troppo complesso e scriverci su qualcosa. Ha funzionato, un po’ come il “ciao, come stai?” per iniziare una conversazione."

TRACKLIST

1. Pesci
2. Luna Park
3. Che fai?
4. Acqua & Sapone
5. Ferro & Diamanti feat. Ngawa

Oyez! è un Editore Musicale Indipendente, con trent’anni di esperienza alle spalle nel settore delle edizioni musicali e della tutela e amministrazione all’estero di Opere musicali nate in Italia. Oyez! non è solo editore originale, ma rappresenta in esclusiva per l’Italia moltissimi cataloghi editoriali di rilievo internazionale, da David Bowie a Ninja Tune, passando per Thundercat, Ray Parker Jr.e tanti altri. Da qualche tempo Oyez! lavora anche come etichetta discografica e distributore digitale, supportando i nuovi talenti e la musica fresca e originale. Attraverso un re-styling e le forme del suo nuovo logo, Oyez! afferma la sua identità di realtà dinamica e in continuo movimento, inclusiva di ogni genere musicale, contraria a qualsiasi tipo di discriminazione.

 

Blog: http://www.rocktargatoitalia.eu

 

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Road Sweet Home.

Difficilmente il passato torna con un carico di suggestioni, consigli ed empatia come oggi.

In un mondo in costante stato emergenziale, dal 2001 fino ad arrivare ai giorni nostri, viviamo, in nome della sicurezza, un’era di guerre fallimentari e di migrazioni più difficoltose a fronte di una maggiore facilità di spostamento delle merci. Lì c’è il principio della diffusione dell’idea che fuori è pericoloso e che bisogna stare chiusi. Come sempre, la rappresentazione di chi è critico sulle ricette è sempre quella del giullare, di quello che apostrofa la folla della piazza da una cassetta di frutta rovesciata, la “matta” nel mazzo di carte … Non può e non deve essere credibile all’interno di questa narrazione.

Purtroppo, il tema è altro. La domanda vera è che tipo di mondo, che tipo di società vogliamo che abitino i nostri figli e nipoti? Nessuno l’ha posta né in TV o sui giornali, né sui social (dove la gente è più occupata a mettersi in mostra inutilmente o a discutere di facezie) ma è questa la vera posta in gioco per una sempre più ininfluente umanità. Questo perché, per correggere una distorsione a livello planetario, ci vogliono molte generazioni, molti decenni se non secoli. Pensate alla questione dei cambiamenti climatici: l’allarme arrivò forte e chiaro che, negli Stati Uniti, Bill Clinton faceva il suo primo mandato da Presidente ma quello del “buco” nell’ozono è di prima (ora ha superato le dimensioni dell’Antartide).

Ho fatto una riflessione. Io non sono e non sarò mai per un mondo gestito da reclusi sani, efficienti e disciplinati. Purtroppo, i valori con cui sono cresciuto sono quelli dei diritti (umani, individuali e civili), quello della libertà (che è governata dai quei diritti) e dal culto della democrazia che non è un sistema di governo efficientista ma come diceva Churchill è il peggiore tra i sistemi ma anche l'unico possibile.  Non ha l'obiettivo di creare allevamenti o alveari ma semplicemente, di essere giusto. È evidente che non ci siamo accorti che siamo tornati molto più indietro da un punto di vista antropologico e culturale di quanto avessimo potuto immaginare, scossi da paure esogene. Su queste, decidete voi se sono frutto di un progetto o meno.

Così nel mio piccolo mondo fatto di ascolti e letture, irrompono due personaggi che susciteranno la mia curiosità. Uno si chiama John Knewock. E’ un ragazzo che negli anni Sessanta fugge da casa sua perché ha deciso di seguire le sue inclinazioni da persona che non accetta imposizioni fideistiche, che rifugge la guerra (gli Stati Uniti d’America sono in Vietnam) e le sue atrocità e ne ha abbastanza delle logiche ipocrite del perbenismo di una classe sociale a cui non verrà mai chiesto di morire a faccia in giù nel fango di una palude lungo il Mekong per il bene superiore della “patria”. E’ lui che scrive del suo viaggio, durato tre decenni, dentro a un diario che è un insieme di appunti, riflessioni, poesie e canzoni.

Il caso porta quella storia nelle mani di un altro ragazzo, Giulio Larovere, milanese e di professione musicista. Viene così alla luce il concept album dal titolo Road Sweet Home. Con la collaborazione di Giuliano Dottori, in pre produzione (Jacuzi Studio, Milano), e quella di Larsen Premoli (Reclab Studios, Buccinasco) Giulio mette in musica le parole di John.

L’album di cui Giulio cura anche la produzione si avvale della collaborazione di Enrico Meloni (Electric guitar), Giuliano Dottori, (Electric guitar), Andrea Vismara, (Bass guitar), Daniele Capuzzi, (Drums), Raffaele Scogna (Keys) e Vincenzo Marino (Sax).

Così Giulio racconta l’odissea di John, perso per il mondo. Un uomo libero che paga il prezzo della sua libertà con la solitudine che diventa una compagna di viaggio, come si racconta nel pezzo What’s the Use in Being Free. Oppure, la rassegnazione e la stanchezza di uomo che si sente perso e, invece, imparerà a “perdersi” di cui si racconta nella canzone Paper Bag che apre l’opera. Ancora, Rain che ci racconta di come gli affetti, l’amore e l’amicizia vadano e vengano con un malinconico sguardo alle persone che ci si è lasciati alle spalle.

Infine, una parola lasciatemela spendere sulla produzione. Ho avuto il privilegio di ascoltare il vinile. Ora, ascolto spesso vinili registrati in epoca digitale. Spesso la differenza dal file audio  non si sente. Road Sweet Home è stato registrato in analogico utilizzando strumenti e attrezzature  dell’epoca di John. Basta il primo attacco per sentire che suoni “vivo” come i dischi che ascoltavo prima che la sbronza planetaria per il digitale ubriacasse il mondo.

Mi concedo ancora una riflessione. John, in quegli anni, è fuggito per i suoi principi e ha trovato un mondo da esplorare e in cui trovare rifugio.

Siamo certi del fatto che, a volerlo fare oggi, avremmo ancora questa possibilità?

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock targato Italia

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Parole Parlanti: una mostra parlata

La Fondazione Mudima, creata e diretta da Gino di Maggio, è la prima Fondazione italiana volta a valorizzare l’arte contemporanea. Nasce nel 1989 ed è un’istituzione senza scopo di lucro. La Fondazione Mudima persegue da molti anni un progetto culturale di grande caratura, volto a intensificare il rapporto tra l’Italia e gli Stati dell’Estremo Oriente. Ne sono testimonianza la grande mostra “Italiana” promossa e curata dalla Fondazione in Giappone, a Yokohama (Tokyo) nel 1994, che univa per la prima volta Arte Povera e Transavanguardia in un progetto assolutamente rivoluzionario per la scena artistica contemporanea; inoltre l’organizzazione del padiglione coreano alla Biennale di Venezia del 1993 e la mostra “Civilization, City and Cars – From Leonardo Da Vinci to Pininfarina” tenutasi a Seoul nel maggio 1996.

Sabrina D’Alessandro torna alla Fondazione Mudima con una provocazione che riflette sulle nuove metodologie di fruizione dell’arte imposte dalle restrizioni dovute alla pandemia. I buffet dei vernissage sono banditi. Il vociare che si sentirà entrando in mostra non sarà più quello delle inaugurazioni mondane, ma quello delle stesse opere esposte: Parole parlanti, ognuna con qualcosa da dire.

Tra un’opera e l’altra, inseriti come elemento di disturbo, si trovano una serie di scatti fatti da Sabrina D’Alessandro durante le esposizioni pre-covid. L’artista espone le fotografie, le quali non sono altro che stampe laser su carta, contrapposte alla purezza formale delle parole parlanti, incise in oro su tela rossa. Parole recuperate negli anni da Sabrina D’Alessandro che hanno da dire qualcosa che non si perde mai e ci riguarda da vicino.

L’inaugurazione della mostra personale di Sabrina D’Alessandro “Parole Parlanti” si terrà il 14 settembre, dalle ore 11 alle 0re 20. Nei giorni successivi, fino al 24 settembre, la mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19, presso la sede della fondazione.

 

Blog Rock Targato Italia

Stefano Romano: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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