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Francesco Caprini

Francesco Caprini

European Junior Original Concert

Sabato 13 Febbraio 2016 - ore 17.00

Theatre Princesse Grace - Montecarlo

Il Junior Original Concert è una manifestazione organizzata da Yamaha Music Europe e Yamaha Music Foundation ed è giunta alla nona edizione.

Si tratta di un concerto davvero speciale che ha per protagonisti giovanissimi compositori di musica che eseguono brani da loro composti.

Sono allievi dei corsi musicali Yamaha e provengono da tutta Europa.

Durante il concerto si ascolteranno infatti le composizioni di bambini e di ragazzi provenienti dalle scuole Yamaha di Francia, Germania, Spagna, Italia, Inghilterra e Svezia.

E’ dal 1972 che Yamaha organizza questo genere di concerti in tutto il mondo.

Sviluppare la creatività e la capacità di comporre la musica è infatti una delle caratteristiche fondamentali del sistema di educazione musicale che Yamaha ha sviluppato in moltissimi paesi.

Del Junior Original Concert ci sono varie versioni: c’è quella internazionale, che si tiene ogni anno a Tokyo, quella europea, con concerti che ogni anno si spostano nelle varie capitali europee e quest’anno l’onore di ospitarla è toccato a Montecarlo. 

Il Junior Original Concert non è un concorso o una gara: vuole semplicemente offrire a questi ragazzi l’opportunità di presentare le loro idee musicali e di esprimerle davanti al pubblico.

Si ascolteranno musiche per pianoforte, brani arrangiati per varie formazioni di musica d’insieme e per la voce.

I generi musicali affrontati sono molto diversi tra loro, ma in tutti i brani c’è una storia, ci sono dei sentimenti, ci sono delle emozioni espresse attraverso la musica. E tutti questi ragazzi, attraverso la loro musica, vogliono raccontarci qualcosa.

Nel web:

https://www.facebook.com/YamahaMusicSchoolOfficial/

http://it.yamaha.com/sp/music_education/music_school/

Info e cartella stampa:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Teatro Sala Fontana dedica una finestra al teatro al femminile

Anche quest’anno il Teatro Sala Fontana dedica una finestra al teatro al femminile con due spettacoli incentrati sul tema della maternità.
La difficoltà di avere figli e la depressione post partum sono due facce della stessa medaglia, due aspetti che coinvolgono più o meno direttamente non solo le donne ma anche uomini e società civile scatenando spesso dibattiti etici e interrogativi destinati poi a diventare oggetto di specifici decreti o proposte di legge.
Questa piccola rassegna Pro-Creazioni vuole offrire uno sguardo personale e ironico su un’esperienza che tocca molte donne che decidono di intraprendere il percorso della maternità. Senza la pretesa di offrire una risposta definitiva e univoca a molti dei quesiti riguardanti questo tema, le due attrici presenteranno al pubblico una galleria di personaggi, una serie di storie eterogenee raccontate con grazia e leggerezza.
Partner d’eccezione di PRO-CREAZIONI è l’Associazione DoeMa - impegnata a Milano nell’accoglienza di donne con bambini, in gravidanza o vittime di violenza e dotata di un consultorio e di un nido d’infanzia - cui verrà devoluto parte del ricavato.


4-7 febbraio 2016

LE DIFETTOSE
EMANUELA GRIMALDA - LA CORTE OSPITALE
Di e con Emanuela Grimalda
impianto registico Serena Sinigaglia
liberamente ispirato al romanzo Le difettose di Eleonora Mazzoni

drammaturgia Eleonora Mazzoni, Emanuela Grimalda, Serena Sinigaglia
aiuto regia Gianluca Di Lauro
scene Stefano Zullo
disegno luci Anna Merlo
aiuti alle scene Serena Ferrari, Elena Giannangeli
assistente alla produzione Valeria Iaquinto
consulente organizzativo Gianluca Balestra

“Creare. Creare è da sempre una faccenda complessa e contraddittoria. Ti può risultare l’azione più semplice e bella del mondo (che non vuol dire facile, perché niente lo è!), o un vero incubo. E francamente quasi mai sai fino in fondo perché. Sembra un caso o un mistero. Se non “creo”, non esisto. Sono una persona difettosa”.
Ci vogliono grazia e grande delicatezza per affrontare un tema così spinoso, ma anche una bella dose di ironia e auto-ironia. E così è: ti ritrovi immerso in un mondo ricco di parole nuove e colorite, “fivettare”, “incicognarsi”, “stikkare”, “covare”. Incontri uomini e donne che non si rassegnano, che desiderano, amano, sperano, cadono. Un flusso continuo che ti guida dalla prima all’ultima pagina attraverso l’oceano del più grande mistero della vita: il suo inizio. Le difettose, monologo per sette personaggi e un’attrice tratto dall’omonimo romanzo di Eleonora Mazzoni, è uno spettacolo allegro, disperato, trasversale e vitalissimo esattamente come il microcosmo sotterraneo, apparentemente marginale ma assai popoloso che racconta. La storia narrata nel libro riguarda tutti, non solo le donne ma ogni singolo individuo costretto a fare i conti con le trasformazioni in atto nel mondo in cui vive, con i suoi conflitti e i suoi costanti interrogativi. L’adattamento del libro per il teatro dà voce e corpo, lacrime e risate a sette personaggi diversi per inseguire, attraverso la storia di Carla - la protagonista - il percorso di fecondazione assistita nei termini di sentimenti e persone e non di leggi o ideologie. Lo spettacolo racconta il desiderio di Infinito di cui la voglia di un figlio è parte, ma che appartiene a tutti. Donne e uomini.

APPUNTAMENTI COLLATERALI

Mercoledì 3 febbraio ore 18.00
Presso DoeMa

Eleonora Mazzoni, accompagnata dalla giornalista del Corriere della Sera Livia Grossi, presenterà il suo libro da cui è tratto lo spettacolo “Le difettose”.

Venerdì 5 febbraio ore 19.00
Incontro/Aperitivo FuoriTempoMassimo
A cura di Renzo Francabandera e Michela Mastroianni

Prima dell’inizio dello spettacolo Renzo Francabandera e Michela Mastroianni dialogheranno con l’attrice Emanuela Grimalda, la regista Serena Sinigaglia e l’autrice Eleonora Mazzoni. Si parlerà di teatro, di arte e di molto altro ancora. Sorseggiando un buon bicchiere di vino.

 4-6 marzo 2016

MATERNITA’ N° ONE – OVVERO IL BIG BANG
Produzione Elsinor – Centro di Produzione Teatrale
Di e con Annamaria Guerrini
Regia Antonio Branchi


Lo spettacolo racconta la storia di una donna che scopre di aspettare un bambino, del suo camminoverso la maternità. Del suo “big bang”. Della nascita e ri-nascita. Scoperte, stupore sono il nucleo centrale della storia; quando si rende conto che quello che prova non è quello che credeva, la protagonista entra in conflitto con se stessa ma soprattutto con “quel nuovo mondo” - il mondo appunto della maternità - fatto anche di ipocrisia, luoghi comuni e convenzionalità. In questo stato di “ambivalenza emotiva” chiede aiuto e un confronto. Ci sono le ostetriche, le mamme del corso pre-parto, i dottori, gli amici, la suocera, gli sconosciuti...ma anche in questo caso le risposte non sono sempre quelle che ci si aspetta, non è come nei film. Se chiedi ad una neo mamma: come va? Ti risponderà sempre “bene, tutto bene”. Ma lo sguardo racconta anche altro. La gente si accontenta della risposta. È più facile, più comodo. È questa la risposta normale. Quella che ci si aspetta. Nessuno ormai ha voglia o tempo di entrare in empatia con nessuno. Si dà per scontato che gravidanza e maternità siano eventi meravigliosi, “IL LIETO EVENTO” appunto... assolutamente non intaccati da ombre, pensieri “scuri”. Questi “pensieri” hanno un nome: baby blues o depressione post partum. Spesso la donna che vive questo buio interiore viene fatta sentire inadeguata, non degna di avere un figlio, incapace di adempiere al proprio ruolo genitoriale. Ammettere di essere depressi, tristi, o anche semplicemente turbati in un momento come questo è un grande tabù. Il non detto delle generazioni venute prima ha fatto fin troppi danni, impedendo di considerare i mesi dopo il parto per quello che sono: una delle tante fasi che portano una donna a diventare anche mamma. Confessare che questa trasformazione può essere faticosa è un atto di grande onestà per le mamme di domani.

TEATRO SALA FONTANA - COME RAGGIUNGERCI
Via Boltraffio 21 - Milano

Tel. 0269015733 E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. M3 ( ZARA ) - TRAM ( 3 - 4 - 7 - 11 ) -
BUS
( 82 - 90 - 91 - 92 )
Parcheggio convenzionato - via Ugo Bassi 2

Accesso disabili - con accompagnamento
PREZZI
Intero - € 18,00

Ridotto - € 14,00 (Studenti universitari / convenzionati )

Ridotto - € 9,00 (Under 14 / over 65 ) Gruppi scuola - € 9,00
PREVENDITE
www.teatrosalafontana.it - www.vivaticket.it
ORARI SPETTACOLI
Giovedì - sabato ore 20.30 domenica ore 16.00
PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
prenotazioni telefoniche al numero 02 69015733 da lunedì a venerdì dalle ore 9.30 alle ore 18.00 via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
RITIRO BIGLIETTI
da lunedì a venerdì dalle 15:00 alle 18:00
la biglietteria apre due ore prima dell’inizio dello spettacolo Ritiro entro 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.

 

 

CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF? al Teatro Menotti - Milano



TEATRO MENOTTI

Via Ciro Menotti 11, Milano

Dal 2 al 6 febbraio 2016

MILVIA MARIGLIANO, ARTURO CIRILLO  in
CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF?

di Edward Albee
traduzione Ettore Capriolo

regia Arturo Cirillo
produzione Tieffe Teatro Milano


Reduce da una tournée di successo di critica e pubblico, prima di toccare Cremona, Cagliari, Venezia, Padova, Vicenza, Bari, torna finalmente a Milano al Teatro Menotti dal 2 al 6 febbraio Chi ha paura di Virginia Woolf di Edward Albee con Milvia Marigliano, vincitrice del Premio Nazionale della Critica 2015 come Migliore Attrice per questo spettacolo, e Arturo Cirillo, nella doppia veste di attore e regista.

Martha e George sono una coppia di mezza età che ha invitato a casa Honey e Nick, due giovani sposi che hanno appena conosciuto. In un vorticoso crescendo di dialoghi serrati, con la complicità della notte e dell'alcool, il quartetto si addentra in una sorta di gioco della verità che svela le reciproche fragilità individuali e di coppia. Il risultato della serata è un gioco al massacro, una sfida collettiva alla distruzione di sé e degli altri, che rende ogni personaggio, allo stesso tempo, vittima e carnefice. 

Il testo Chi ha paura di Virginia Woolf? credo sia una potente macchina attoriale, cioè penso che esista fortemente in funzione del teatro. Come certa drammaturgia contemporanea, penso a Spregelburd per esempio, non è tanto nella sua lettura che si coglie la vera qualità della scrittura, ma nella incarnazione umorale e psicologica che avviene, quando si incomincia a lavorare con gli attori. Un teatro che usa un linguaggio naturalistico, ma che non si preclude una possibilità più astratta, anzi direi che la sottende. Già il basso continuo dato dallo stato di alterazione alcolica presuppone una forma di recitazione sporca. Come anche invita verso una estremizzazione la valenza fortemente simbolica dei quattro personaggi, con la coppia più giovane specchio e parodia di quella più anziana, accomunate da un problema di genitorialità. Un testo bulimico ed estremo, sismico, che mi ha fatto pensare ad una scena smossa essa stessa, sconnessa, che ti scivola sotto i piedi. Una scena che va in pezzi, si spezza, crolla, come il nostro Occidente incapace di uscire da se stesso e vedere il mondo. Il tutto a ritmo di batteria, colpi su colpi.
Il testo di Albee è una spietata riflessione sulla nostra cultura, sul nostro egocentrismo, sul nostro cinismo, e sull'amore. Come in un gioco al massacro, come in un interrogatorio o in una tortura, siamo in un stanza, un salotto, in una notte di sabato, dove pian piano si dà inizio ad un sacrificio, un esorcismo. Giocando e recitando ci si trova davanti alla propria distruzione, allo stato di noia che nasce dopo la perversione, a quel non sapere più cosa fare dopo aver fatto fuori tutto. Nel distruggere l'altro si distrugge se stessi, e poi ci si trova soli con l'altro, due solitudini a confronto, senza più difese, senza più riti che ci proteggono, senza più teorie analitiche che ci consolano; soli e spaventati da tutto quello che la nostra mente non ci voleva far vedere. Soli davanti alle proprie paure, come un bambino nel bosco, o di notte con i propri incubi. E poi, forse, quando sta per nascere l'alba, immaginare di potersi prendere cura di sé, e dell’altro, con dolcezza e morbidezza.
Arturo Cirillo

a cura dell'Ufficio Stampa Teatro Menotti

In Search of Simurgh - Radiodervish al Teatro Menotti di Milano

Dal 7 al 10 gennaio 2016

RADIODERVISH

in 

In Search of Simurgh

Tornano finalmente a Milano, al Teatro Menotti dal 7 al 10 gennaio, i Radiodervish con In Search of Simurgh, scritto con Teresa Ludovico.

Contemporaneo di Dante Alighieri e del famoso poeta e mistico sufi Jallaudin Rumi, Attar racconta nel Verbo degli uccelli il viaggio di un gruppo di uccelli che partono alla ricerca del loro re, il Simurgh. Il lungo volo si snoda attraverso 7 valli chiamate dell’Amore, della Conoscenza, del Distacco, dell’Unificazione, dello Stupore, della Privazione e dell’Annientamento per arrivare al Simurgh, il loro re, il quale si rivelerà un'immagine riflessa dei trenta uccelli superstiti del cammino mistico. La descrizione del percorso e dei dialoghi tra gli uccelli è costellata da numerosi aneddoti, racconti mistici, favole erotiche, in una ricca e raffinata esposizione di delicata poesia e di profonda sapienza mistica e filosofica paragonabile solo alla Divina Commedia di Dante.

Ne consegue un affresco meraviglioso di una umanità composita e popolata da re, principesse, bellissimi giovani dal petto d’argento, fanciulle dal volto di luna, arcangeli che parlano con gli uomini e sufi poverissimi e pazzi d’amore, personaggi appartenenti ai miti biblici e del Corano. Il mondo che scaturisce dalla geniale penna di Attar e il viaggio simbolico degli uccelli ha ispirato la composizione musicale dei Radiodervish alla ricerca di un'espressione che affianca alla forma canzone una musica, che si sofferma sul registro più descrittivo e si espande sul filo delle impressioni suscitate dalla lettura delle pagine del Mantiq at-Tayr. I personaggi e le vicende narrate offrono una materia ideale per le preziose atmosfere orientali e fiabesche, richiamate dalle melodie e dal canto dei Radiodervish in uno spettacolo costruito sull’incontro tra le musiche contenute nell’ album In search of Simurgh, e Ali di Polvere, testo teatrale scritto da Teresa Ludovico.

 

L’intera stagione del Teatro Menotti è dedicata ad un progetto di solidarietà a favore dell’Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus, che effettua il recupero quotidiano delle eccedenze alimentari e la loro redistribuzione a strutture caritative convenzionate in favore delle persone bisognose della Lombardia.

Con In Search of Simurgh prosegue quindi il progetto Protagonisti insieme a Banco Alimentare; è la prima volta in Italia che un teatro organizza gesti di concreta solidarietà, invitando il proprio pubblico a donare cibo al Banco Alimentare per le famiglie più bisognose.

Chi porta al Teatro Menotti giovedì 7 gennaio un prodotto alimentare a lunga conservazione avrà in cambio un biglietto di ingresso a soli 5 € (80% di sconto) per lo spettacolo.

TEATRO MENOTTI via Ciro Menotti 11, Milano

tel. 02 36592544

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