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Francesco Caprini

Francesco Caprini

Incontro di presentazione del libro "Curzio" di Osvaldo Guerrieri Teatro Astra (TO)

Si terrà venerdì 20 marzo alle ore 18.30 al Teatro Astra l’incontro di presentazione del libro Curzio di Osvaldo Guerrieri, edito da Neri Pozza. Parteciperanno all’incontro, ad ingresso gratuito, l’autore e Luigi La Spina. Modera Beppe Navello.

Curzio è il romanzo della vita di Curzio Malaparte, il racconto perciò di un’avventura umana che non ha avuto uguali nella prima metà del Novecento.
La storia comincia nel 1933 a Lipari, dove il fascista Malaparte è confinato per attività antifascista, e si conclude nella primavera del 1957 nella clinica «Sanatrix» di Roma in attesa di una morte della quale tutti desiderano impadronirsi: i democristiani, i comunisti, i repubblicani, la Chiesa cattolica.
Fra i due poli si espande la più clamorosa personalità di avventuriero, di narcisista, di rinnegato che abbiano conosciuto l’Italia e l’Europa: un «razziatore avido di cose e di prede» ebbe a definirlo il pittore Orfeo Tamburi che gli fu amico, uno dei pochi.
Grande giornalista, a 30 anni Malaparte ha diretto il quotidiano La Stampa; è entrato nelle più sconvolgenti avventure del secolo: le due guerre mondiali, la macchina stragista del nazismo, la nascita del comunismo sovietico e di quello cinese, la conquista coloniale; ha scritto libri di enorme successo che hanno ferito la sensibilità comune, da Tecnica del colpo di Stato a Kaputt a La pelle. Non si notano che contraddizioni in Malaparte, uomo fragile dentro e forte fuori, pronto a tutti i compromessi pur di ricavarne un vantaggio. Lo si vede nei rapporti prima con Mussolini e con il grande protettore Galeazzo Ciano, poi con Togliatti che riesce a sottrarlo alla legge penale. Lo si vede ancora nello scontro con il senatore Giovanni Agnelli, il nemico di una vita; oltre che nel turbinio degli amori mai veramente profondi, mai passionali, spesso strumentali e decorativi: per esempio con la misteriosa e sensuale «Flaminia», che ottiene da Mussolini in persona il permesso di andare a trovare l’amante a Lipari, oppure con Virginia Agnelli, considerata uno strumento per abbattere la potenza del Senatore e impadronirsi della Fiat. Sullo sfondo c’è il bel mondo italiano e parigino, c’è la vita nei giornali e nelle case editrici, c’è il cosmopolitismo artistico e diplomatico. E c’è l’Italia massacrata da un regime gonfio di retorica e di errori, protesa verso un futuro che, caduto il fascismo, sembra promettere soltanto violenza e vendette.
Il romanzo della vita di Curzio Malaparte, il racconto di un’avventura umana che non ha avuto uguali nella prima metà del Novecento.

Hanno scritto de I Torinesi:
«Le magnifiche, e spesso sconosciute, vite e avventure dei Torinesi, la tedescheria d’Italia».
il Foglio

«Trenta biografie esemplari… per rendere conto dei diversi mondi umani che hanno attraversato Torino tra Risorgimento e fine della città industriale».
il Sole 24Ore

Hanno scritto di Col diavolo in corpo. Vite maledette da Amedeo Modigliani a Carmelo Bene:
«Una galleria di vite randagie e disperate, picaresche, lacerate».
la Repubblica

INFO fondazionetpe.it / @stagionetpe.it

TEATRO MENOTTI (MI), IL LATO SINISTRO DEL CUORE, con Carlo Lucarelli


Carlo Lucarelli, affermato scrittore di letteratura noir, apparirà in veste di attore che interpreterà se stesso, e si racconterà al pubblico attraverso un’intervista radiofonica, attraverso l’interessante format della “talk radio”.

Il lato sinistro del cuore, la raccolta di racconti edita da Einaudi, è una sorta di canovaccio da cui partire per un racconto di storie che si intrecciano con le suggestioni musicali del Maestro Alessandro Nidi e con la voce di Mascia Foschi, già interprete con lo stesso Lucarelli del programma televisivo andato in onda su Rai 3, Milonga Station.

Gli ingredienti della serata sono: uno studio radiofonico, una trasmissione in tarda serata, uno speaker strampalato, Marco Caronna, e un malcapitato ospite in un viaggio disordinato tra racconti, monologhi e musica. Sul palco anche il maestro Alessandro Nidi al pianoforte, che accompagnerà i diversi momenti, in una sorta di juke box dal vivo. Il protagonista della serata sarà Lucarelli, grande affabulatore, che come di consueto proporrà racconti pieni di suggestioni musicali e teatrali.

TEATRO MENOTTI

via Ciro Menotti 11, Milano
tel. 02 36592544
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domenica 22 marzo - ore 21.00

 

 

 

 

 

 

 

 

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Novità Letteraria

La Vipera e il Diavolo

Romanzo storico di Luigi Barnaba 

«…convinci il mondo che non stai spodestando un parente rivale, bensì liberando la cristianità da una piaga. Da usurpatore diventerai messia…»

 Secondo la tradizione, Gian Galeazzo Visconti decise di fondare il Duomo di Milano dopo aver sognato il Diavolo.

La leggenda, però, non chiarisce quale demonio gli si sia presentato in sogno per tormentarlo al punto da spingerlo a esorcizzarlo attraverso l’edificazione della più famosa e maestosa cattedrale del mondo. È andato da sé, dunque, che a turbare i sonni del futuro duca di Lombardia sia stato Belzebù. Ma se, invece, non fosse stato Satana, re degli Inferi, a terrorizzare il sovrano? Se fosse stato, ad esempio, il suo più acerrimo nemico,  Bernabò Visconti? Il fratello di suo padre Galeazzo II, che, esattamente un anno prima dell’inizio della costruzione del Duomo (il 6 maggio 1385), lo stesso Gian Galeazzo aveva fatto arrestare, con un tranello in piena regola, e rinchiudere nel castello di Trezzo sull’Adda, per poi, si dice, avvelenarlo.

Del resto, le cronache dell’epoca descrivono Bernabò, che governò su Milano dalla metà del XIV secolo, come un despota, un ammazzapreti, un feroce e vendicativo tiranno assetato di potere. Un Diavolo, appunto! Sempre secondo la leggenda, fu proprio lui a eliminare il fratello, padre di Gian Galeazzo, dando il via a una vera e propria sfida senza esclusione di colpi per lo scettro lombardo. E in poco più di 60 anni di vita ne combinò di cotte e di crude.

 La fine della guerra fratricida è nota: fu Gian Galeazzo a trionfare, lo dice la storiografia.  Ma in che modo? E a che prezzo?

La Vipera e il Diavolo è un romanzo storico che racconta proprio lo scontro finale tra zio e nipote. Si svolge a Milano e in Lombardia, tra il 1378 (anno della morte di Galeazzo II) e il 1386 (anno della fondazione del Duomo) e abbraccia più piani.

Innanzitutto, quello prettamente storico, che ripercorre vicende realmente accadute, popolate di personaggi realmente esistiti e ambientate in luoghi reali. Vicende che di per sé, anche senza aggiungervi nulla di fantasioso, sono storicamente costellate di tutti gli ingredienti che rendono avvincente un racconto: tradimenti, gelosie, invidie, intrighi, brama di potere, amore, sesso, guerra, sangue, malattie, omicidi, duelli, saccheggi e delitti variSolo per questo varrebbe la pena di raccontarle.

Per insaporire un poco il “brodo”, però, il romanzo è “condito” anche di alcuni temi cari al Medioevo: dalla magia alla stregoneria, passando per superstizione ed eresia, con le forze naturali e sovrannaturali chiamate spesso e volentieri a fare da motore al canovaccio e a renderlo, appunto, più “saporito”, avvincente e misterioso.

Infine, inserita all’interno della storia, una serie di aneddoti ispirati a novelle originali del Tre-Cinquecento: storie che hanno per protagonista lo stesso Bernabò Visconti, personaggio dannato dalla memoria storica per volere dell’usurpatore Gian Galeazzo, ma che rimase a lungo, per la sua crudeltà, ma anche e soprattutto per la sua eccentricità, nei ricordi del popolo, che ne fece il protagonista di decine di racconti sepolti per secoli tra la polvere delle biblioteche. E solo ora, finalmente, “rispolverati”.

A metà tra storia e leggenda, La Vipera e il Diavolo (la Vipera è Gian Galeazzo; il Diavolo – inutile precisarlo! – Bernabò) ha un unico obiettivo: raccontare l’epopea familiare dei Visconti alla fine del Trecento e la battaglia all’ultimo sangue tra i due illustri contendenti, l’astuto Gian Galeazzo e lo spietato zio, per la conquista del potere. Una storia che, a differenza di quella dei Borgia, dei Savoia, dei Medici e di altre grandi casate italiane, aveva avuto sinora poca, se non pochissima, dignità letteraria. Ma che meritava invece di essere pienamente riscoperta, perché più avvincente – e “diabolica” – che mai.

Luigi Barnaba Frigoli, giornalista, è nato a Milano nel 1978. Laureato in Lettere Moderne, con tesi in Storia economica e sociale del Medioevo, è autore di un saggio sulla figura di Bernabò Visconti nelle novelle e nelle leggende tra Trecento e Cinquecento (Archivio Storico Lombardo, 2007).

La Vipera e il Diavolo (2013) è il suo romanzo d’esordio.

 

Meravigli edizioni – collana Pagine disparse

ISBN 9788879552943

352 pagine – 17,00 euro

facebook.com/laviperaeildiavolo

 

Teatro Menotti (Milano): Svenimenti di Anton Cechov

TEATRO MENOTTI
dal 24 marzo al 2 aprile

SVENIMENTI
un vaudeville
dagli atti unici, dalle lettere e dai racconti di Anton Cechov
progetto, elaborazione drammaturgica Elena Bucci e Marco Sgrosso
con Elena Bucci, Gaetano Colella, Marco Sgrosso
regia Elena Bucci
con la collaborazione di Marco Sgrosso
disegno luci Loredana Oddone
drammaturgia del suono Raffaele Bassetti
macchinismo e direzione di scena Giovanni Macis
collaborazione ai costumi Marta Benini
foto Luigi Angelucci, Umberto Favretto, Patrizia Piccino
cura Nicoletta Fabbri
ufficio stampa CTB Silvia Vittoriano
distribuzione Emilio Vita
si ringrazia il Teatro Comunale di Russi
produzione CTB Teatro Stabile di Brescia
in collaborazione con Le Belle Bandiere
compagnia sostenuta da Regione Emilia Romagna, Provincia di Ravenna,Comune di Russi

La Compagnia Le Belle Bandiere arriva al Teatro Menotti con “Svenimenti” che, con le repliche milanesi, termina il tour 2015. Lo spettacolo ci introduce nel mondo di Anton Cechov soffermandosi in particolar modo su alcuni episodi contenuti nei suoi Atti Unici, come La domanda di matrimonio, L’Orso e I danni del tabacco, che, nella trama drammaturgica, s'intrecciano con le suggestioni tratte dalle lettere, dalla biografia e da altre opere del grande autore russo. Il risultato è il racconto di un'epoca, il ritratto del Cechov uomo e scrittore.

Entriamo nel labirinto creativo di Anton Cechov a partire dalle lettere che sua moglie, l’attrice Ol'ga Knipper, continua a scrivergli anche dopo la morte, in un dialogo ininterrotto che ne vuole evocare presenza e voce. La drammaturgia intesse gli atti unici con visioni tratte dai racconti, irruzioni di frammenti di altre opere, lettere che l’autore scambiò con persone care, scrittori e compagni di lavoro. Ne emerge il ritratto, pieno di contrasti, di un uomo medico per vocazione e scrittore per passione, affettuoso e intelligente osservatore degli umani, instancabile e gentile difensore degli ideali, amante della vita tumultuosa del teatro ma anche della completa solitudine, sempre curioso della vita nelle sue variabili forme. Ne inseguiamo l’affascinante poliedricità attraverso continue trasformazioni e cambi a vista. Diventiamo, di volta in volta, compagni del Teatro d’Arte, fantasmi dell’autore, evocazioni di personaggi o testimoni al presente, accompagnati dalla danza di pochi elementi di scena e dal ritmo della luce e del suono.
Elena Bucci e Marco Sgrosso


A PROPOSITO DI CECHOV
Il 26 marzo, alle ore 17, presso il Teatro Menotti, si terrà l'incontro aperto al pubblico con la Compagnia Le Belle Bandiere. Interverranno Elena Bucci, il professore Fausto Malcovati e Marco Sgrosso

TEATRO MENOTTI

via Ciro Menotti 11, Milano
tel. 02 36592544
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