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mostra di Steve McQueen

Pirelli HangarBicocca invita all’inaugurazione della mostra

Steve McQueen
Sunshine State

A cura di Vicente Todolí

Mostra organizzata da Pirelli HangarBicocca, Milano in collaborazione con Tate Modern, Londra

Mercoledì 30 marzo 2022, dalle ore 17

“Sunshine State” è un’esperienza immersiva nel linguaggio visivo unico di Steve McQueen (Londra, 1969; vive e lavora tra Londra e Amsterdam). Celebrato come uno dei più importanti artisti e film-maker contemporanei, in oltre venticinque anni di carriera ha realizzato alcune delle opere più significative nel campo delle arti visive. Nel 1999 ha vinto il prestigioso Turner Prize. Ha inoltre diretto quattro lungometraggi per il cinema; tra questi 12 anni schiavo (12 Years a Slave) (2013), per il quale ha vinto l’Oscar per il miglior film, e Hunger (2008), con cui ha vinto la Caméra d’Or al Festival di Cannes. Nel 2020 ha realizzato la sua prima mini-serie in cinque episodi Small Axe, e recentemente tre documentari per la BBC.

Steve McQueen espande il suo lavoro all’interno degli spazi espositivi, creando un’esperienza visiva e sonora che immerge il visitatore in una dimensione spazio-temporale inedita. Il suo linguaggio visivo da sempre persegue l’obiettivo di comprendere e penetrare il reale e il senso più profondo dell’esistenza. McQueen
riflette anche sull’aspetto materiale e fisico dell’immagine in movimento, interrogandosi su come il medium filmico possa plasmare l’ambiente circostante e lo sguardo dello spettatore ed esserne a sua volta modificato. Arti visive e cinema si alimentano e influenzano a vicenda, intersecandosi tematicamente attorno a questioni attuali e urgenti, come quella razziale e post-coloniale, che aprono riflessioni più ampie sull’essere umano e sull’identità. Nei film più sperimentali, l’artista imprime poeticamente il suo sguardo e la sua presenza sui soggetti rappresentati, mettendo in luce lo stretto legame tra corporalità e soggettività, tra realtà e la sua raffigurazione. Le opere esposte, tra le più rilevanti del percorso di McQueen, rappresentano modelli narrativi liberi e punti di vista inaspettati sulle più ampie e trasversali sfumature dei contesti sociali storici e contemporanei.

Il progetto espositivo, che si sviluppa nello spazio delle Navate e su una delle pareti esterne, raccoglie alcuni dei lavori più importanti della carriera di McQueen e include la nuova installazione video, Sunshine State che dà il titolo alla mostra. Nella sua mente da più di vent’anni, l’opera è stata commissionata dall’International Film Festival Rotterdam (IFFR) 2022 e proposta in anteprima assoluta in Pirelli HangarBicocca.

L’inaugurazione della mostra si svolgerà su prenotazione obbligatoria con modalità che saranno comunicate prossimamente sul nostro sito e in una newsletter dedicata

Steve McQueen. Sunshine State
31 marzo–31 luglio 2022
giovedì–domenica, 10.30–20.30
INGRESSO GRATUITO
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

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galluci: novità bambini e ragazzi

NOVITÀ BAMBINI E RAGAZZI

Il lupo e il leone (8+ anni)

di Christelle Chatel, Gilles de Maistre

Alla morte del nonno Alma torna nella casa dell’infanzia, su un’isola in mezzo a un lago circondato dalle foreste. La tranquillità delle sue giornate è sconvolta quando all’improvviso nella sua vita fanno irruzione un lupacchiotto e un leoncino. La ragazza decide di prendersene cura di nascosto da tutti, per proteggerli dagli uomini che li vogliono catturare e rinchiudere.
I due cuccioli crescono giocando insieme come fratelli. Ma un giorno il segreto viene scoperto: il lupo è rinchiuso in una riserva naturale e il leone spedito in un circo. Separati da centinaia di chilometri, da sbarre e recinti, Alma e i suoi due amici cercano disperatamente di ritrovarsi

All’interno le foto del film

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SOS Veleni in mare (9+ anni)

di Sabina Colloredo
disegni di: Sara Not

I quattro cugini Olivia, Zoe, Luca e Devin sono pronti a trascorrere insieme una nuova vacanza. Ma quando arrivano in spiaggia, una brutta sorpresa li attende alla foce del fiume: pesci, rane, insetti e persino due scoiattoli galleggiano inermi sospinti dalla corrente. Le acque sono avvelenate. Ma chi è stato? E come? Una nuova sfida per i ragazzi della Quercia Storta: scoprire i colpevoli e fermare il degrado ambientale!

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Scopri anche Fuoco nel bosco

Orsetto Bruna guida il carro attrezzi (2+ anni)

disegni di: Benji Davies

Aiuta Orsetto Bruno a riparare l’auto guasta e divertiti a giocare con i meccanismi! Segui questo simpatico personaggio nelle sue avventure: i testi in rima della storia e i meccanismi a scorrimento delle pagine stimoleranno la tua fantasia!

A cursore

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Il primo concerto live olografico: Gli Abba non sono i primi.

 Gli Abba non sono i primi.

“ABBA VOYAGE”. PRIMO CONCERTO LIVE OLOGRAFICO AL MONDO?

Una tecnologia utilizzata già lo scorso anno dalla band musicale romana dei DESHEDUS in un concerto live a Cinecittà.

Regia di Roberto Manfredi – Produzione Mauro Paoluzzi

“È qualcosa che non è mai stato fatto prima” – questa è stata la dichiarazione degli Abba a proposito del loro prossimo concerto olografico “Abba Voyage” che si terrà il prossimo anno.

Quello che però non sanno, o che forse ignorano, è che non saranno i primi ad aver utilizzato questa tecnologia. Escludendo gli artisti che l’hanno utilizzata anni prima per un singolo come Michael Jackson, 2Pac e altri, Il primo concerto live olografico, per intero, è stato realizzato dalla band romana dei Deshedus lo scorso anno, esattamente il 29 agosto 2020.

Lo spettacolo è stato prodotto da Mauro Paoluzzi, attento musicista e produttore artistico di Bluvertigo, Roberto Vecchioni, Gianna Nannini, Mango ecc… che ha reso possibile la realizzazione del primo e, per il momento unico, concerto olografico in assoluto di produzione italiana.

60 minuti di pura tecnologia mescolati al suono del basso di Gabriele Foti, alle percussioni di Federico Pefumi, al suono della chitarra di Federico Rondolini e, infine, alla voce di Alessio Mieli.

Una sorta di film rock che si avvicina molto ai rock movie degli anni ’70, ma con l’aggiunta di nuove tecnologie che con il passare degli anni sono state migliorate, come ad esempio l’holonet. Si tratta, sostanzialmente, di sottilissime lamine metalliche trasparenti unite in uno schermo invisibile che danno vita ad uno scorrimento veloce di immagini e di figure che sono riuscite a catapultare la band e gli spettatori in un mondo immaginario e del tutto psichedelico.

 

 

FRANCO SAININI

 

Divinazione Milano S.r.l. 

 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

 

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano 

 

Tel. 02 5831 0655  mob. 3925970778

 

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web: www.divinazionemilano.it 

 

 

 

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Il silenzio di settembre 2021.

   Articolo di Roberto Bonfanti

  -  Passeggiavo per il centro di una cittadina ligure. Nei carrugi, appesi ai muri, c’erano targhe con frasi di De André. “Non si risenta la gente perbene se non mi adatto a portar le catene”, diceva una. “L’inferno esiste solo per chi ne ha paura”, recitava un’altra. A poche centinaia di metri da lì una cover band suonava in una piazzetta circondata da recinzioni alte più di due metri con controlli digitali all’ingresso mentre, un paio di giorni dopo, un’orchestra di liscio si sarebbe esibita in una piazza vicina con il divieto per il pubblico di ballare (che immagino sia un po’ come proiettare un film porno con il divieto di masturbarsi).

In quel momento mi è venuto spontaneo pensare al 1992, quando proprio De André, per non tradire i propri principi, rifiutò l’invito a esibirsi in quello che sarebbe stato il più monumentale spettacolo dal vivo della sua carriera (il concerto-evento insieme a Bob Dylan all’interno delle celebrazioni per i 500 anni della scoperta dell’America a cui De André, per rispetto verso le popolazioni native americane, si rifiutò di partecipare in veste di rappresentante della città d’origine di Cristoforo Colombo, ndr). Poi ho guardato il cellulare e mi ha travolto il silenzio assordante degli artisti di oggi verso la deriva sempre più asfissiante imboccata in questi ultimi mesi dal nostro Paese. Gente che ha costruito intere carriere sull’esaltare chi è “morto per la libertà” oggi considera serenamente rinunciabile ogni forma di libertà individuale. Artisti che si sono riempiti per anni la bocca di “restiamo umani” oggi chiudono gli occhi davanti a un sistema che ci spinge a guardare ogni individuo come un potenziale pericolo anziché, appunto, come un essere umano. Ex ribelli sbraitano contro chi “non rispetta le regole”. Paladini dei diritti hanno improvvisamente dimenticato anche i propri slogan più classici, da “il corpo è mio” in giù. Vecchi poeti si dimostrano capaci di azzardare qualche timida lamentela solo quando si tocca il loro orticello improvvisando discorsi da ragionieri sulla “filiera”.

Sia chiaro: non è una situazione facile. È ovvio che per molti si tratta di decidere se lavorare o meno o quanto meno di scegliere se inimicarsi o meno gli ingranaggi di quel sistema che gli permette di lavorare molto di più, ma purtroppo questo è un dilemma che nei prossimi mesi toccherà sempre più persone in modo sempre più violento e, anche per questo motivo, da determinati personaggi ci si aspetta quel pizzico di lucidità, integrità e coraggio (o almeno, se vogliamo accontentarci del minimo sindacale, inventiva nel trovare modi alternativi per esprimersi e stimolare la riflessione senza prostrarsi a ogni minimo diktat di regime) che dovrebbe valere loro la definizione di “artisti”. Per questo l’unica musica che ho sentito quest’estate e che mi sento di recensire alla vigilia di un periodo che si preannuncia ancora più drammatico è stata il silenzio assordante di un’intera classe di musicisti su tutto ciò che sta stravolgendo i pilastri del nostro vivere civile e il concetto stesso di essere umano.

Proprio De André, in un’intervista di diversi anni fa, disse testualmente: “l'artista è un anticorpo che la società si crea contro il potere. Se si integrano gli artisti, ce l'abbiamo nel culo”. E in effetti…

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

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