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SAVE THE MUSIC: Che ne sarà della vostra musica?

SAVE THE MUSIC: Che ne sarà della vostra musica?

 

Una straordinaria idea parte in questi giorni, un servizio di qualità per salvare la musica in tutte le sue forme espressive, un progetto ambizioso che vuole garantire un futuro alla vostra fantasia e creatività, in un ambiente socializzante, trasparente e di grande respiro culturale.

Salviamo la musica è il pensiero primo di ogni artista, vederla pubblicata è il massimo, protetta è ancora meglio. Cosa fare per avere queste importanti garanzie nel modo migliore?

Avere realizzato progetti importanti e tenerli nel cassetto di casa non è solo spreco ma una forte frustrazione artistica: oggi c’è l’opportunità di una seconda vita per la vostra musica, seguite con attenzione questo comunicato stampa che vi porterà in una dimensione unica; salvare la musica che rischia di scomparire per sempre senza lasciare traccia, da una parte e poter far ascoltare a tutti, produzioni che meriterebbero una nuova vita, dall’altra.

Cosa ne sarà di tutta quella musica mai pubblicata nell’era digitale? Vinili, CD, cassette, quante sono tutte quelle produzioni discografiche ancora costrette a rimanere sugli scaffali degli artisti per poi, col passare del tempo, correre il rischio di essere dimenticate?

Proprio per questo nasce Save the Music, il progetto a difesa del patrimonio musicale inedito mai pubblicato. Un servizio pensato e rivolto agli artisti in attività e a tutti le persone che in passato hanno auto-prodotto singoli, EP o interi album con musiche originali di interesse nazionale e internazionale

Un doppio, ma ambizioso progetto nato da un’idea del fondatore dell’etichetta discografica More Than Indie Records, Marco Brovelli: salvare la musica che rischia di scomparire per sempre senza lasciare traccia e poter far ascoltare a tutti produzioni che meriterebbero una nuova vita.

Non solo la salvaguardia della musica, vogliamo infatti dare vita a una vera e propria comunità di musicisti interessati a difendere e condividere la propria musica che, prima dell'avvento della musica digitale, ha richiesto tempo, energie e denaro per essere realizzata.

Dalla raccolta dei lavori autoprodotti alla distribuzione nelle più importanti piattaforme di streaming musicale, Save The Music offre un servizio gratuito in presenza di CD o master digitale, senza privare artisti e titolari dei diritti delle proprie royalties

(qualora il formato del master non fosse in digitale, verrà richiesto un piccolo contributo per i costi di digitalizzazione da cassetta, master analogico, vinile, ecc.)

Ci trovate all’ASTUDIO di Angera, cittadina a pochi chilometri da Milano sulle incantevoli rive del Lago Maggiore. Per scoprire come entrare a far parte di Save The Music potete visitare il sito www.savethemusic.it o contattarci a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o tramite le nostre pagine social:

 

https://linktr.ee/savethemusicproject

 

Francesco Caprini

Divinazione Milano S.r.l. 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano 

Tel. 02 5831 0655  mob. 3925970778

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web: www.divinazionemilano.it

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"BILANCIA" Il nuovo singolo dei GAZE OF LISA

Disponibile dal 30 marzo in radio e nei digital store

"BILANCIA"

Il nuovo singolo dei GAZE OF LISA

Pubblicato dall’etichetta Terzo Millennio Records

Dal 30 marzo sarà disponibile in radio e in tutti i digital store il singolo “Bilancia” dei Gaze of Lisa. Anticipando l’uscita del loro primo album “Sinonimi Contrari”, la band propone un brano che si discosta leggermente dallo stile del resto del disco avvicinandosi a sonorità più “pop”.

“Non tutto è estremo, esistono anche le vie di mezzo”, questa è la filosofia che i Gaze of Lisa scelgono di adottare, sostenendo che una persona non debba necessariamente abbracciare in toto un solo “colore”.

Le idee il modo di fare e di vivere possono essere un connubio di tante cose, un “equilibrio” tra aspetti diversi.

“Bilancia” è un brano contro le omologazioni che si propone di raccontare la “triste” sorte di chi non riesce a riconoscersi all’interno di un unico gruppo di appartenenza e a vivere, quindi, nella cosiddetta zona grigia.

«Non è concepito che se ascolti i CCCP tu non sia comunista»

Biografia

I Gaze of Lisa sono una band originaria di Matera nata nel 2016 e composta da Pierdomenico Niglio (batteria, voce ed elettronica), Carmelo Fascella (chitarra, voce, live coding) e Damiano Niglio (basso, cori e sintetizzatore).

Il loro sound, assimilabile al genere Indie elettronico, è caratterizzato dall’unione di questa sonorità e il rock.

Nel 2018 esce l’Ep “Hidden”, autoprodotto, in lingua inglese e stilisticamente influenzato dalle sonorità del Synth Pop, dell’Alternative Rock e del Funky riuscendo ad ottenere ottime recensioni su giornali e riviste come Traks, Musica Zero, La Gazzetta del Mezzogiorno e Rock Garage. Per la promozione dell’Ep la band si esibisce in eventi e locali tra Basilicata e Puglia.

Nel 2019 si esibiscono al festival “Matera - Suoni del futuro remoto”, organizzato dal collettivo Onyx Jazz Club. Nel 2021 è prevista l’uscita del primo album intitolato “Sinonimi Contrari”.

Nel web

Facebook: https://www.facebook.com/gazeoflisa

Instagram: https://www.instagram.com/gazeoflisa/

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCRJv3WdWjhbQB_ZM-sKldYQ/videos

Spotify: https://spoti.fi/3qjFYRo

 

ELEONORA CORSO – GIULIA VILLANI

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023 - “San Remo” (saremo) un giorno forse diversi?

di Antonio Chimienti

Non ti stupisco sé ti dico che il festival anche quest'anno non lo ho visto, ma forse ti stupisco sé ti confesso che per me da molti anni non esiste neanche più.

E non è per snobismo o per la presunzione di essere migliore e sentire di meritare di meglio…. no è proprio perché non c’è il contenuto nella scatola da consumare: non c’è la musica.

Eppure un suono uscirebbe dagli altoparlanti della televisione, ma nessuno può deglutire una torta di polistirolo dopo aver goduto per anni con una torta vera.

Ma non sono il solo a descrivere tutto ciò. Alla mia età sì conoscono molte persone: Produttori molto più importanti di te, fonici molto più preparati di te e persone molto più sagge di te e poterle ascoltare fa giungere alle tue orecchie e alla tua coscienza un solo ed unisono coro, un canto di dolore per un’arte che di arte non ha più assolutamente nulla: la musica.

Il contraddittorio è auspicabile e sempre ben accolto da chiunque voglia imparare di più potendo appunto aggiungere qualcosa al suo sapere sostituendo o aggiungendo qualcosa proprio attraverso il confronto, che di suo stabilisce proprio le condizioni di esemplarità dell’umano errare, ma quando il contraddittorio svanisce perché alcune posizioni non sono difendibili dal raziocinio di alcuno… bhè in quel momento il vuoto ti sommerge.

Nessuno che non siano emissari della rai o di persone coinvolte dall’immagine irradiata del Festival di San Remo dirà che ha visto San Remo con grande soddisfazione personale e soddisfacimento della sua anima.

Sé potessimo togliere 1 euro dal nostro canone rai selezionando con un segnetto il quadratino corrispondente sul bollettino di pagamento rinunciando al Festival vedremmo milioni di euro risparmiati.

Non è polemica e mi scuso sé urto la sensibilità di alcuno; ma è che sto riassumendo il pensiero di migliaia di persone appartenendo io contemporaneamente a diversi comparti della musica e quindi quotidianamente scrivendo e leggendo ogni giorno in tanti gruppi e confrontandomi con tanti amici.

Ma d'altro canto il Festival come ho già scritto altre volte è e sarà sempre , come ogni altra manifestazione a carattere nazionale ( da una partita della Nazionale di calcio a una qualsiasi altra manifestazione purché sempre a carattere nazionale), un'espressione dei nostri tempi e della nostra mentalità ed i nostri tempi sono doloranti proprio di questa angosciante necessità di esserci, di continuare ed esserci senza prendere neanche minimamente in considerazione la possibilità di morire per poi rinascere. E per questo che così portiamo avanti e indugiamo in scelte nefaste che già hanno prodotto brutture la volta precedente.

Insistiamo con comportamenti sociali generali che già ci hanno creato dei serissimi danni, ma rispetto alla quale sostituzione evidentemente il dolore minore risulta continuare a starci dentro.

Neanche i “Padri”, quelli che quando i miei figli erano bambini glieli descrivevo come i nostri salvatori, i vecchi del mondo che in caso di necessità avrebbero presidiato e protetto il valore di ogni cosa, Senatori della Repubblica piuttosto che anziani discografici o produttori ( e ne conosco diversi di entrambe le famiglie) sembrano essere interessati a fare qualcosa per questo cambiamento di rinascita. Il loro mantra è : “ cosa possiamo farci noi?”. Sto parlando di produttori con incassi  semestrali di diritto di autore di milioni di euri o Senatori della Repubblica con la capacità di spesa di 10 calciatori di serie A più l’optional dei derivati del manovrare il potere.

San Remo deve essere chiuso prima che la chiusura glielo imponga a sua volta.

Deve chiudere fino a quando il valore trainante la competizione ritorna ed essere quello della competitività dell’anima.

La gara che a fronte di un meritato premio permette agli artisti di indagare nella propria profondità dell’anima per acchiappare, il vincitore più di altri, quel seme di umanità che la sua canzone potrà svelare agli altri. L’anima come ogni altra parte dell'essere umano, secondo alcune vecchie scritture, combacia come ogni altra parte ciascuna con un luogo geografico del nostro pianeta e quindi con una popolazione ed ancora la riflessa cultura di quel popolo. Ecco quindi che l’aspetto intellettivo e matematico verrebbe fatto corrispondere all’India piuttosto che lo stomaco con la Cina ed altre parti con altri paesi, ma è con la nostra bellissima e fortunatissima Italia, nonché baciata da ogni sorta di privilegio, che sì fà corrispondere l’Anima del mondo…. e noi cosa facciamo?

Va bene non sapere, ma anche convincersi di non sentire alcuno schifo quando il cibo in bocca sa di spazzatura… mi sa che va incontro ad una sola e meritatissima riflessione: dobbiamo sprofondare ancora un bel po’ prima di capire che quello che siamo è poca cosa rispetto a quello che dobbiamo essere per tutta l’umanità.

In altre parole finché pensiamo a quanto ognuno di noi può sopportare singolarmente, non ci renderemo conto che staremo facendo sopportare la stessa cosa a tutto il pianeta e quello a cui va la mia attenzione non è l’aspetto terreno, ma quello spirituale che da esso viene supportato affinché possa esprimersi.

Per essere chiarissimi: sé non ho mangiato e riposato a sufficienza non riesco neanche a sintetizzare i miei pensieri sublimi e tramite essi la mia testimonianza di vita.

Bene capite che da qua a San Remo… di acqua ce ne passa.

Comunque sempre confrontandomi con altre persone molti sì sono espressi con parole di apprezzamento per il conduttore o i vestiti, ma capite… nulla sulle canzoni e quindi sì un grande spettacolo con grandi investimenti e tante luci, ma sé devo guardare uno spettacolo di barzellette o di intrattenimento … un Varietà a portata di telecomando sì troverebbe comunque sempre. Ma sé se invece volessi assistere ad un concorso della CANZONE ITALIANA?

Un pensiero a Luigi Tenco (quando sì parlava della sensibilità dell’anima) e siccome durante San Remo non sì trova mai il tempo per certe cose, anche a Stefano D'Orazio che credetemi era davvero umile e imbarazzantemente alla mano come viene descritto, tanto che quando lo incontravi pensavi fosse il Suo sosia tanto ti dava la mano come fosse un tuo vicino di casa…...sconcertante.

testo di Antonio Chimienti

blog www.rocktargatoitalia.it

 

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Gli ascolti di febbraio 2021. Giancarlo Frigieri, Pietro Spanò, Yuri Beretta, Prevosti, Vasco Brondi a cura di Roberto Bonfanti

Gli ascolti di febbraio 2021Giancarlo FrigieriPietro SpanòYuri BerettaPrevostiVasco Brondi
articolo di Roberto Bonfanti

“Occorre essere attenti, per essere padroni di sé stessi occorre essere attenti”, cantava Lindo Ferretti diversi anni fa. Una frase che suona più importante che mai, in quest’epoca in cui persino il senso delle parole sembra mutare di giorno in giorno. Occorre essere attenti. E, guardandosi attorno, verrebbe in mente anche quell’altra frase, forse più incisiva, di De André, su cosa bisogna diventare per credere che esistano poteri buoni. Intanto però non smettiamo di concederci anche delle parentesi di bellezza e consigliamo, come ogni mese, qualche disco recente da ascoltare.

Giancarlo Frigieri, che chi ha seguito la scena indipendente di inizio millennio ricorderà come leader di Joe Leaman, sembra avere ormai raggiunto un’enorme maturità nel suo percorso solista da autentico cantautore. “Sant’Elena”, il suo nuovo album, è infatti un disco cui in il folk più cupo e dolente di matrice americana si sposa perfettamente con una serie di polaroid sincere e toccanti di una manciata di storie ambientate nella provincia emiliana più profonda. Storie strapiene di vita raccontate in modo profondo e sentito andando a comporre un disco cosparso di fuliggine pervaso da un affascinante senso di sconfitta.

Coniugare pop, raffinatezza e intelligenza è da sempre una sorta di sacro Graal per molti cantautori. Pietro Spanò, con il suo nuovo album intitolato Prospettiva cosmica, sceglie di imboccare esattamente quella strada e riesce a percorrerla in modo naturale e credibile. Nove canzoni dalle melodie pulitissime in cui suoni sintetici e pianoforte si intrecciano in modo spontaneo completando il tutto con testi che riflettono in modo personale, coniugando uno sguardo attento sul mondo e una patina di apparente leggerezza, su sfumature non banali della contemporaneità.

Il periodo di clausura generale sembra avere dato una spinta importante alla creatività di Yuri Beretta che, dopo il pop di Cara pace e le sperimentazioni di “Diario”, pubblica il terzo album in poco più di dodici mesi dando spazio questa volta alla sua vena da cantautore più intimista e puro. “Cantare l’amore” è un disco confidenziale costruito attorno alla voce di Yuri, alle sue parole e a pochi suoni a bassa fedeltà che esaltano il senso di fragilità emanato dalle canzoni, con la scrittura dell’artista lombardo che si abbandono senza remore al suo lato più introspettivo, malinconico e sensibile.

Il varesino Prevosti si presenta come il nuovo pupillo di Giorgio Canali, che non a caso si è occupato della produzione artistica del suo album d’esordio intitolato “Le gabbie dei tori”, pubblicato già da qualche mese ma di cui arrivo colpevolmente a parlare solo adesso: un disco dallo stile immediato, figlio del lato più cantautorale degli anni ’90 rock del nostro Paese ma capace di guardare anche oltre accarezzando il pop e concedendosi qualche apertura folk. Canzoni dirette ed essenziali incentrate su una scrittura eclettica ma decisamente incisiva capace di unire sensibilità, cinismo, lucidità, rabbia, disillusione, richiami alla storia della miglior canzone d’autore italiana e slanci poetici.

È un album live registrato durante i concerti della scorsa estate e intitolato Talismani per tempi incerti”, il primo lavoro musicale firmato da Vasco Brondi con il proprio nome di battesimo. Un live la cui scaletta spazia fra classici de Le Luci Della Centrale Elettrica, qualche cover (quattro delle quali tratte dal repertorio dei CCCP\CSI\PGR o comunque curiosamente già interpretate anche dalla voce di Giovanni Lindo Ferretti) e intermezzi dedicati alla lettura di poesie. Un progetto che non sposta le coordinate del Vasco Brondi solista rispetto a quanto già mostrato nell’ultima fase del progetto Le Luci Della Centrale Elettrica ma che comunque risulta un piacevole momento di transizione in attesa di scoprire il futuro dell’artista.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

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