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MAR: "I Mostri non esistono" dal 5 febbraio in digitale

MAR

I mostri non esistono

COME UNA FIABA IN TEMPI MODERNI IL NUOVO SINGOLO DI MAR FUORI IL 5 FEBBRAIO

 

LINK: https://pld.lnk.to/IMNE

 

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A pochi mesi dal singolo di debutto Collezionisti di PioggiaMAR torna con un nuovo singolo I Mostri Non Esistono (Trident Music/Polydor) disponibile in streaming e digital download da venerdì 5 febbraio.

Mar ha sempre sognato di avere un superpotere e con i suoi brani non c’è nulla che non possa fare, non c’è cattivo che non possa sconfiggere o male contro il quale non possa combattere, né bene che non possa odiare o confine che non possa valicare. La musica è il suo superpotere da uomo normale .

Nel suo mondo artistico piuttosto onirico, Mar sa che sin da bambini le fiabe cercano di convincerci strenuamente che i mostri non esistono, eppure l’uomo nero è sempre dietro l’angolo e ti porta via se non vai a letto e stai in silenzio. E invece i mostri esistono, solo che non ce lo spiega nessuno; possono essere umani e parte della nostra vita e si celano dietro la freddezza e il vuoto degli occhi di chi dovrebbe amarci e proteggerci e invece non lo fa.

«I Mostri Non Esistono è un viaggio verso un me bambino, un modo leggero per dirsi che le cose possono essere superate anche se fanno male, ma solo con quella difficile e amara consapevolezza di sé stessi e di cosa ci circonda. Torno a quel me bambino ogni volta che emerge qualche mia fragilità, perché voglio ancora sentire quelle fiabe edulcorate in cui tutto è possibile e ogni cosa brutta scompare sotto il segno di un “e vissero felici e contenti”. Ma so che se potessi tornare bambino sceglierei di dirmi la verità: che si soffre, si lotta, ma che bisogna vivere con lo sguardo di un bimbo che si meraviglia di fronte alle piccole cose e può ancora sognare di cambiarle.»

Bio:

Mar è un narratore di vite e come un moderno Odisseo, perennemente in viaggio, mischia suoni e parole per raccontarci le storie che ha vissuto, quelle che avrebbe voluto avere il coraggio di vivere o che avrebbe voluto che altri vivessero. Ogni canzone è una sfumatura di Mar e di come legge le cose e persone.

Mar è di origini latino-americane e ha imparato l’italiano cantando le sigle dei cartoni animati prima ancora di andare a scuola. Mar è tre semplici lettere, tre suoni che dall’aramaico all’inglese, sono carichi di tutta la sua contraddizione: da un lato il senso di giustizia ed equilibrio delle cose e dall’altra il modo tutto umano di rovinare spesso la perfezione delle cose.

 

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GIOVANNI TAMBURINO

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Gli ascolti di febbraio 2021. Giancarlo Frigieri, Pietro Spanò, Yuri Beretta, Prevosti, Vasco Brondi a cura di Roberto Bonfanti

Gli ascolti di febbraio 2021Giancarlo FrigieriPietro SpanòYuri BerettaPrevostiVasco Brondi
articolo di Roberto Bonfanti

“Occorre essere attenti, per essere padroni di sé stessi occorre essere attenti”, cantava Lindo Ferretti diversi anni fa. Una frase che suona più importante che mai, in quest’epoca in cui persino il senso delle parole sembra mutare di giorno in giorno. Occorre essere attenti. E, guardandosi attorno, verrebbe in mente anche quell’altra frase, forse più incisiva, di De André, su cosa bisogna diventare per credere che esistano poteri buoni. Intanto però non smettiamo di concederci anche delle parentesi di bellezza e consigliamo, come ogni mese, qualche disco recente da ascoltare.

Giancarlo Frigieri, che chi ha seguito la scena indipendente di inizio millennio ricorderà come leader di Joe Leaman, sembra avere ormai raggiunto un’enorme maturità nel suo percorso solista da autentico cantautore. “Sant’Elena”, il suo nuovo album, è infatti un disco cui in il folk più cupo e dolente di matrice americana si sposa perfettamente con una serie di polaroid sincere e toccanti di una manciata di storie ambientate nella provincia emiliana più profonda. Storie strapiene di vita raccontate in modo profondo e sentito andando a comporre un disco cosparso di fuliggine pervaso da un affascinante senso di sconfitta.

Coniugare pop, raffinatezza e intelligenza è da sempre una sorta di sacro Graal per molti cantautori. Pietro Spanò, con il suo nuovo album intitolato Prospettiva cosmica, sceglie di imboccare esattamente quella strada e riesce a percorrerla in modo naturale e credibile. Nove canzoni dalle melodie pulitissime in cui suoni sintetici e pianoforte si intrecciano in modo spontaneo completando il tutto con testi che riflettono in modo personale, coniugando uno sguardo attento sul mondo e una patina di apparente leggerezza, su sfumature non banali della contemporaneità.

Il periodo di clausura generale sembra avere dato una spinta importante alla creatività di Yuri Beretta che, dopo il pop di Cara pace e le sperimentazioni di “Diario”, pubblica il terzo album in poco più di dodici mesi dando spazio questa volta alla sua vena da cantautore più intimista e puro. “Cantare l’amore” è un disco confidenziale costruito attorno alla voce di Yuri, alle sue parole e a pochi suoni a bassa fedeltà che esaltano il senso di fragilità emanato dalle canzoni, con la scrittura dell’artista lombardo che si abbandono senza remore al suo lato più introspettivo, malinconico e sensibile.

Il varesino Prevosti si presenta come il nuovo pupillo di Giorgio Canali, che non a caso si è occupato della produzione artistica del suo album d’esordio intitolato “Le gabbie dei tori”, pubblicato già da qualche mese ma di cui arrivo colpevolmente a parlare solo adesso: un disco dallo stile immediato, figlio del lato più cantautorale degli anni ’90 rock del nostro Paese ma capace di guardare anche oltre accarezzando il pop e concedendosi qualche apertura folk. Canzoni dirette ed essenziali incentrate su una scrittura eclettica ma decisamente incisiva capace di unire sensibilità, cinismo, lucidità, rabbia, disillusione, richiami alla storia della miglior canzone d’autore italiana e slanci poetici.

È un album live registrato durante i concerti della scorsa estate e intitolato Talismani per tempi incerti”, il primo lavoro musicale firmato da Vasco Brondi con il proprio nome di battesimo. Un live la cui scaletta spazia fra classici de Le Luci Della Centrale Elettrica, qualche cover (quattro delle quali tratte dal repertorio dei CCCP\CSI\PGR o comunque curiosamente già interpretate anche dalla voce di Giovanni Lindo Ferretti) e intermezzi dedicati alla lettura di poesie. Un progetto che non sposta le coordinate del Vasco Brondi solista rispetto a quanto già mostrato nell’ultima fase del progetto Le Luci Della Centrale Elettrica ma che comunque risulta un piacevole momento di transizione in attesa di scoprire il futuro dell’artista.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

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“Tape Trading con i live della televisione svizzera italiana RSI e Odeon Tv con “Il Muro”

"Avere Anni 20" di Andrea E. Di Giovanni 

Link:  https://www.youtube.com/watch?v=EKErQeaLLck&t=158s

Non ci capisco ormai più niente con la colorazione a zona, sarei più per la colorazione a uomo. Cmq nel dubbio non esco più di casa. Amadeus minaccia di abbandonare Sanremo ma secondo me non lo farà e fratellì ha menato a sorellì ed è finito al gabbio, si vede che doveva andare così. https://www.youtube.com/watch?v=5JUMd...

A tal proposito questa settimana è uscito un accorato “J’accuse” di Salmo ai giovani rapper italiani, colpevoli di copiare lo stile dall’estero e di sforzarsi ad essere credibili più come criminali che come artisti. Non potrei essere più d’accordo

Sigla

In mancanza di live ho preso a scamuciare nei meandri dell’internet in cerca di gloriosi programmi musicali televisivi del passato. E direi che ho trovato una manciata di canali youtube interessanti e che ospitano certo tipo di esibizioni dal vivo. Il primo canale di cui voglio parlare è Nar International che propone un notevole database con interi album, live e compilation. Ho trovato molto interessante una sezione dedicata interamente alle donne della musica dello stivale, la Vanoni, Mia Martini, la Rettorela Bertè etc… In particolare moltissimi concerti realizzati dalla televisione svizzera italiana RSi, ma ve li lascio scoprire a voi linkandovi il link: https://www.youtube.com/c/Narinternat...

E’ poì di questi giorni la notizia di qualcuno che ha riversato numerosi contenuti della trasmissione “Il Muro”, della storica emittente Odeon Tv, i digitale da Vhs. Questa pratica è detta Tape Trading ed infati così si chiama il canale: https://www.youtube.com/channel/UCRcv...

L’effetto nostalgia è immediato: Verdena (imberbi), Afterhours, Modena City RamblersLa Crus etc… Ma stavolta video di singoli brani, e non di concerti interi.  Però si sa, chi cerca trova, per cui vi propongo altri due canali: il primo si chiama VaccaMuzak https://www.youtube.com/user/vaccamuz... e propone oltre ad un paio di concerti di Piripacchio e i mostriciattoli (che francamente non conoscevo) anche un breve concerto dei Negazione ad Arezzo, storica band cult torinese hardcore punk e altra roba anche dall’estero; infine il canale southern9003

https://www.youtube.com/user/southern... che propone anch’esso live registrati per “Il Muro” soprattutto di Massimo Volume e qualcosa di Vox, Virginiana Miller C.S.I. questa volta per Night Express, altro storico programma musicale però di Italia1. Ma soprattutto tantissimi vecchi brani registrati in studio della crema della new wave italiana e ancora il punk dei Fluxus. Insomma v ho dato da magnà per decine e decine di ore, chiudo.

CHIUDO

Andrea E. Di Giovannib

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NADIA MISTRI – GIOVANNI TAMBURINO

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022 - Il Sacro della Musica

di Antonio Chimienti

Questa volta scomodiamo l'Antropologia per rivelare quello che in realtà tutti nel nostro “Io” riconosciamo universalmente alla Musica: la Sua Sacralità.

Ognuno di noi sia che siamo chitarristi Heavy Metal o puristi della Musica Classica o Neomelodici o seguaci del Jazz o followers dell’ultima boy band coreana “sentiamo” quel trasporto emotivo che con carattere di urgenza ci promette che ci sentiremo meglio sé da lì a poco accettiamo “l'IDEA”  di ricevere la nostra musica preferita.

Ci gira in testa come uno di quei desideri che somigliano alla fame o contestualmente ad altri momenti “confetto” della nostra vita. Quei momenti a cui proprio non vogliamo rinunciare.

Anzi stiamo male sé perduriamo in questo stato di negazione del desiderio.

Urge la voglia, il desiderio poi diventa necessità .. corriamo a comprare una radiolina sé davvero ci troviamo nella impossibilità del ricevere la “Nostra Musica”, il nostro pasto.

Tutto quello che facciamo senza porci troppe domande sulla sua natura è ancestrale. Come dice Alberoni .“ sé prima di fare un passo ci devi pensare .. allora è meglio che tu non lo faccia”. Bello ! Mi ha sempre colpito questa frase e per me suona come una dogana al di là della quale sì trova tutto quello che non mi deve riguardare, ma ( e questo l’altro lato della medaglia) mi dona la totale fiducia nella bontà delle mie azioni quando queste ricadano al di quà di questa dogana immaginaria.

Dunque il Sacro è alle radici della musica e non è la musica ed apparirci Sacra per la sua bellezza. Capite? Il ciliegio non prende il nome dalla ciliegia, dal suo frutto, ma è il frutto a prendere il nome dalla sua pianta. Dai che per una volta cominciamo a mettere le cose nel giusto ordine. In un mondo dove l’apparire contestualizza il senso è giusto che qualcuno ricordi come stanno le cose e da dove esse traggono la loro linfa ed esistenza; motivo per cui se non esistesse questo stato remoto non esisterebbe neanche l’apparenza.

Ed ecco che per chiarire questo ultimo concetto rievochiamo la Antropologia.

Durante un viaggio scientifico presso una tribù incontaminata vengono mostrati oggetti , foto e registrazioni audio e video che documentano la nostra società contemporanea. Quando viene fatta ascoltare la voce di Maria Callas il capo tribù sì emoziona perchè questa persona ed il suo canto sprigionano sacralità, la riconoscono e vi sì rispecchiano e  per questo sì inchinano alla persona che stanno ascoltando cantare in quel momento.

Là in fondo , a distanza forse di millenni, facendo un balzo indietro nella nostra “evoluzione” ( aggiungo relativa) le vere verità sì manifestano. Fra esse il nome dell’albero che produsse la musica: Sacro.

Nel suono sì annidano le cause scatenanti esse stesse il suono[1] . Nel suono , l'apparato che costituisce nelle sue articolazioni e regole  il suono stesso è ciò che noi necessitiamo tutti come nutrimento e che quando addirittura, siamo fra coloro che la coltivano (la producono) rispondendo ad un desiderio di cui non conosciamo la fonte, ci trasformano in sacerdoti e divulgatori di tali nutrimenti.

Perché la musica? Perché è una forma di energia e noi siamo, in quanto figli di questa energia, completamente dotati di ciò che ci serve per usarla, mostrarla e moltiplicarla. La nostra voce è lo strumento deputato a questo scopo. Molti significati sono traslati oltre la parola (oltre la necessità del valore semantico) e tradotti spesso con il suono dell’azione o del concetto che vogliamo rappresentare.

Un “verso” (un suono) è sufficiente e spesso più esaustivo di più parole concatenate insieme per esprimere un pensiero. Non parliamo poi di quando a dover essere espresse sono le emozioni ( direttamente connesse quindi al nostro “io” interno, alla nostra sacralità) perché in questo caso abbiamo addirittura coniato un modo di dire: vale più un “sussurro di mille parole”. Quando una persona è assolutamente nel panico delle emozioni non parla, non ci riesce , emette solo suoni.

Per noi che creiamo musica è imperativo ricordarci o pregare di trovare qualcuno che ce lo ricordi, che la musica è molto più di quello che ci sembra di stringere nelle nostre mani. La musica ha un potere che è talmente grande che non possiamo rendercene conto razionalmente, ma ci fa piangere, emozionare gioire o rattristare tenendoci al guinzaglio benchè fossimo dei Re. Questo perché proni al cospetto del sacro siamo tutti piccoli abbastanza da necessitare di quel nutrimento cosmico per continuare ad Essere.

La musica (il suono) è come l’acqua o l’aria, ascoltare ci fa sentire connessi, accoccolati e sicuri come fra le braccia di chi ci ama e da molto prima che chiunque possa mai ricordare.

Antonio Chimienti

29/01/2021

[1] lo ho scritto in un precedente articolo sulla “Teoria delle  stringhe ”https://www.rocktargatoitalia.eu/k2/k2-categories/il-dubbio-delle-scimmie/item/3000-020-la-teoria-delle-stringhe-lo-spartito-di-dio.html

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