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Lo "zotico" francese che ispirò De Andrè.

34 anni fa, la musica internazionale perdeva uno dei più grandi maestri della musica d’autore. Dalle sonorità tipicamente popolari, che hanno segnato l’evoluzione dei successivi cantautori europei, Georges Brassens nacque a Sete nel 1921.

Dal tono anarco-individualista e antimilitarista, l’artista francese è stato definito da Fabrizio De Andrè come “Il Mio Maestro”, essendo stata la sua opera la base primaria a cui lo stile di De Andrè si è ispirato, grazie a un suo disco ascoltato dopo un viaggio in Francia del padre.
Brassens prese ispirazione non soltanto dalla propria creatività, bensì molti suoi testi si basarono su poesie e opere di importanti letterati come Victor Hugo, Francois Villon e Paul Verlaine. E anche in questo possiamo trovare un collegamento futuro del suo “allievo”, che con l’Antologia di Spoon River diede forma a uno dei suoi album più conosciuti.
I suoi testi sono stati tradotti in vari paesi, Paco Ibáñez lo ha portato in Spagna, dove lo stesso Brassens ha poi cantato proprio quei testi iberici, mentre in Italia sono stati in molti a riscrivere i suoi brani fedelmente al concetto originale, in primis il già detto De Andrè, ma anche Nanni Svampa, Beppe Chierici e Gino Paoli, per citarne alcuni.

La carriera di George Brassens prese il via in un locale parigino dove fino a quel momento era stata un’altra cantante ad esibirsi nei suoi pezzi, e per molti anni molte delle sue canzoni, capitanate da "Le Gorille", vennero censurate in Francia per i testi troppo sboccati e sfacciati. L’intento rivoluzionario del cantautore era quello di trasformare una canzone “da osteria” in una denuncia sociale, un modo metaforico e più che diretto per attaccare leggi e usanze a suo avviso sbagliati.

Nonostante il famosissimo lavoro sia stato tradotto fedelmente e messo in scena da Fabrizio De Andrè (Il Gorilla 1969) e così conosciuto nel Bel paese, abbiamo deciso di proporvi la versione originale del 1952 per ricordare al meglio la memoria di Brassens.

Le Gorille – Georges Brassens – 1952

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Quei "drammatici tasti" per 60 anni: Roger O'Donnell

“For it's much too late to get away or turn on the light. The spiderman is having you for dinner tonight…”

A prima lettura non sarà per molti facile, probabilmente, capire di cosa si tratta, ma se alla frase venisse aggiunto uno spezzone di video che sembra uscito direttamente da "Eraserhead”, il primo film di David Lynch, le cose sarebbero decisamente più chiare.
Si tratta della filastrocca dalle sfumature aracnofobiche “Lullaby”, nata dalla creatività tenebrosa e malinconica di uno dei gruppi alternative inglesi più conosciuti al mondo: The Cure.
E proprio di un membro a più riprese del gruppo parlerà oggi divinazione.

Roger O’Donnell, inizialmente seconda tastiera, per poi assumerne il pieno controllo, è stato parte della formazione nei periodi ‘87/’90, ‘95/’05 e ne è tornato membro fisso dal 2011. Nato il 29 Ottobre 1955 nella parte est di Londra, collaborò con Arthur Browns e fece parte delle band Thompson Twins e Psychedelic Furs, prima di approdare sul palco dei The Cure.

Uno dei gruppi più parlati e particolari della storia inglese, conosciuti negli Stati Uniti quando ancora le radio non erano inclini a sporcarsi di musica straniera, sono, malgrado il frontman Robert Smith abbia rifiutato la definizione, un’icona della musica post-punk e goth, che hanno arpionato le caratteristiche del genere ai loro brani. Il look particolarmente eccentrico dei componenti del gruppo, in special modo del cantante, hanno condizionato la creazione di personaggi cinematografici come Edward Mani di Forbice e Il Corvo, per cui la band ha composto inoltre parte della colonna sonora.
Le atmosfere drammatiche, darkwave, tristi e decadenti, i testi ispirati da artisti della grande letteratura, le sonorità evolute e variate nel corso della lunga carriera, grazie anche ai continui cambiamenti di formazione, sono il tratto distintivo dei The Cure.
Lo stesso Smith ha dichiarato che O’Donnell ha potuto creare in brani come Homesick e Lullaby partiture orchestrali da eseguire con l’ausilio di tastiera e sintetizzatori che hanno lasciato un segno importante nelle decantazioni dei testi.

The Cure - Lullaby

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Debutta Booking DivinazioneMilano - Musica per tutti!

Festa negli uffici di Divinazione, si brinda alla nuova iniziativa musicale ideata per facilitare il rapporto tra musicisti e locali musicali, un rapporto complicato e, quasi sempre, interpretato in modo inadeguato. Il progetto Booking DivinazioneMilano risponde alle problematiche vissute dai diversi professionisti e artisti emergenti indipendenti, nel contesto di una maggiore autonomia e professionalità artistica, generate dalle nuove dinamiche di mercato, alla velocità della comunicazione e differenti forme economiche.

Al centro l’artista con le sue autenticità e difficolta nel proporsi a pubblici differenti. In questa direzione si muove l’Associazione culturale Milano in Musica, rafforzata dalla collaborazione con Rock Targato Italia, che gestirà il sito: Booking DivinazioneMilano.

Una vetrina dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale e musicale italiano, per promuovere e arricchire l’esperienza degli artisti emergenti, la loro crescita artistica e professionale. Un percorso fondamentale e importante per una carriera duratura, ricca di successi e soddisfazioni, che passa prevalentemente dalle esibizioni dal vivo e dal contatto con il pubblico.

Le difficoltà nel trovare spazi e location per esibirsi sono varie e Booking DivinazioneMilano ha lo scopo di aiutare con professionalità e qualità conferite da un’elevata stima conquistata nel settore, unite a ricerca e sperimentazione, gli artisti per risolvere queste problematiche, grazie a un livello di eccezione e qualità che hanno portato già nel 2000 alla creazione dell’etichetta discografica Terzo Millennio.

Il progetto Booking DivinazioneMilano, grazie alla collaborazione fra Divinazione Milano, Rock Targato Italia e Milano in Musica, offre visibilità con i suoi 40.000 indirizzi e-mail per le newsletter, possibilità di esibizioni live con particolare attenzione per i territori di provenienza degli artisti, produzione di compilation promozionali, promozione web nei siti e nei social media, stage e seminari per riempire le possibili lacune sui metodi migliori per la promozione, le collaborazioni e l’organizzazione del percorso artistico degli emergenti.

Sito web : www.bookingdivinazionemilano.it

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Ben Harper: chitarra dal canto umano

Melodie folk, reggae classico, blues, r&b, ma anche rock e ballate acustiche sono simbolo della versatilità stilistica dell’eclettico Ben Harper, cantautore e chitarrista afro-americano nato il 28 ottobre 1969.

L’influenza dei suoi miti giovanili Jimi Hendrix, Bob Marley, Skip James e Marvin Gaye si riflette non solo sull’uso spregiudicato della chitarra, nel recupero delle melodie afro-americane delle origini ma soprattutto nell’anima che egli mette nella composizione dei testi delle sue canzoni, spirituali, impegnati socialmente e introspettivi, intrisi di emozioni personali e desiderio di profondità e libertà d’espressione.

Numerose le collaborazioni come quelle con Sheryl Crow, Solomon Burke, Brownie McGhee ed ha prestato il suo talento alla chitarra anche a Jovanotti per "Fango" (2007).

L’inno alla vita delle sue canzoni lo ha reso amato dalle masse benché non sia un artista commerciale e da sempre prediliga il contatto diretto con il pubblico  nei suoi numerosi live; si parla infatti di più di 200 spettacoli l’anno. La sua chitarra dalla voce umana dà il meglio nelle esibizioni live, molte pubblicate in "Live From Mars" che celebra questo mitico chitarrista e la sua presenza sui palchi dal 1998 al 2000.

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Il mio Dio è il rock' n' roll.

Un nome e una vita dedicata alla musica e alla poesia. Non solo rock’ n’ roll ma molto di più: una leggenda vivente. Una leggenda che ancora oggi, a soli due anni dalla sua morte, vive più che mai come fosse ieri.
Lewis Firbank nasce già ribelle e bizzarro a New York il 2 marzo del 1942. Studia pianoforte classico ma capisce che non è roba per lui, e a soli dieci anni comincia a strimpellare la chitarra. Ero fatto per il rock’ n’ roll - diceva. Il ragazzo sapeva già il fatto suo. Niente di più vero, niente di più chiaro.
Battezza la nascita del rock decadente con i Velvet Underground nel 1966 eleggendo a estetica musicale, la filosofia nichilista dell’epoca. Fa di uno stile metropolitano e quasi monocorde, musicalmente parlando, arte. Non a caso il primo finanziatore e promotore degli stessi è Andy Warhol. Da ricordare infatti è la copertina dalle chiare allusioni falliche con la banana da sbucciare disegnata dall’ideatore della Factory.
Stare dentro un gruppo, piuttosto che rientrare in una stretta etichetta concettuale non era roba da Lou, che l'unica cosa che conosceva era la musica. Musica libera, free. Negli anni '70, infatti, dopo la rottura con i Velvet, esce l'album Transformer prodotto dal grande amico Bowie che lo vede solista con quelli che poi sono diventanti i classici di Reed come "Walk On a Wilde Side","Perfect Day" o " Satellite of Love".
Lou ha fatto gli anni '80, gli anni '90 e anche i duemila rappresentando sempre l'altra faccia dell'America, consacrando la sua vita al lato oscuro della musica, non solo banalmente al rock' n' roll, ma alla sperimentazione  e alla ricerca. Lou Reed creava sempre qualcosa di discontinuo rispetto alle convenzioni linguistiche musicali consacrate al dio del tempo, pur rimanendo a dialogo con quest' ultimo. Era sempre contemporaneo, mai vecchio o datato.
“Me ne fregava solo della musica, mi interessava solo quello. Ho sempre creduto di aver qualcosa da dire, e l’ho detto.”  E sì, l'ha proprio detto.

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Simon Le Bon: 57 anni e pantaloni leopardati rosa

Era il 27 ottobre 1958 quando a Bushey, una cittadina dell’Inghilterra orientale, nasceva uno dei precursori del videoclip come forma d’arte, nonché uno dei cantanti che hanno più popolato le pareti dei teenager degli anni ’80: il frontman dei Duran Duran Simon Le Bon.

ʺLa prima cosa che pensai fu «Diamine, assomiglia a Elvis Presley!». Ricordò a ognuno di noi Presley per il suo viso paffuto, e sapevamo che avrebbe avuto un gran successo con le ragazze. L'unico problema era che indossava degli attillatissimi pantaloni leopardati rosa, e furono questi a rendere grandioso il suo ingresso.ʺ

Così lo descrisse Andy Taylor, chitarrista a più riprese della band, in ʺWild Boy - My life in Duran Duranʺ, in riferimento al provino sostenuto da Le Bon nel maggio del 1980.

Nonostante due dischi da solista, il cantante è conosciuto in tutto il mondo come il frontman della band di Birmingham che ha segnato la storia della musica inglese e mondiale. Dallo stile sempre in evoluzione, nascendo come New Wave e venendo inseriti nel filone musicale New Romantic agli inizi degli anni ’80, fecero parte di quella che musicalmente viene definita la ʺseconda invasione britannicaʺ. Synth pop, pop rock, dance rock, alternative rock, elettro pop sono tutti stili che appartengono ai brani dei Duran Duran, che per più di trent’anni di carriera non hanno mai abbandonato il loro spirito di evoluzione del sonoro.

Ma la rivoluzione principale del gruppo è stata quella legata alla produzione dei video musicali, girati in modo nuovo, visionario. Vennero aiutati in questo dalla nascita, in contemporanea con la band, del canale Mtv, che ricercava proprio artisti carismatici in grado di accattivare il pubblico. E questo ruolo sembrava cucito appositamente per i Duran Duran, Simon Le Bon ed il suo look estroso, ispirato ad artisti come David Bowie.

Proprio per questo forte legame con il canale musicale, nell’edizione di questo anno degli Mtv European Music Awarts, svoltasi pochi giorni fa a Milano, la band ha inaugurato la vittoria per la nuova categoria degli Awards: il Video Visionary Award, il premio agli artisti che hanno fatto del video music una forma d’arte.

Non a caso fra gli estimatori dei loro video, oltre la loro prima fan Principessa di Galles Lady Diana Spencer, vi era la figura predominante del movimento della Pop Art Andy Warhol.

Lo staff di Rock Targato Italia fa quindi gli auguri a Simon Le Bon con il video che Mtv ha definito come Greatest Music Video of All Time nel 2008: Rio (1982)

Rio - Duran Duran - Video Ufficiale

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Inizio settimana "Sotto Pressione" con Rock Targato Italia

“Under Pressure” è una delle hit che ha lasciato il segno nella storia del rock. Un successo targato Queen e David Bowie registrato il 26 ottobre 1981 in uno studio di registrazione svizzero, prima collaborazione per la band rock britannica con un altro artista.

La storia intorno a questo singolo di successo racconta che Freddie Mercury, esuberante e carismatico frontman dei Queen, abbia sviluppato un’antipatia reciproca per il metamorfico David Bowie, ancora oggi attivissimo sui palcoscenici. Ma è proprio da questo scontro-incontro tra questi geni artistici e trasformisti che Under Pressure ha avuto i suoi natali.

Il video che accompagna la canzone è un prodotto artistico del regista David Mallet nato dal montaggio di immagini di esplosioni, treni stipati di passeggeri, disordini, auto distrutte e spezzoni di film muti degli anni venti, tra i quali “La corazzata Potëmkin” di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, “Dr. Jekyll & Mr. Hyde” con John Barrymore, e “Nosferatu il vampiro” di Friedrich Wilhelm Murnau per compensare l’impossibilità per gli artisti coinvolti di prendere parte alle riprese. È la pressione di una società improntata a consumi e profitti che schiaccia la mente dell’individuo ad essere il fulcro del video, ma anche la gioia di vivere e divertirsi.

Nonostante “Under Pressure” sia frutto di un progetto comune solo i Queen l’hanno eseguito nella scaletta dei loro concerti live, mentre la prima esecuzione da parte dell’alieno Bowie risale solo a dopo la morte del frontman dei Queen, durante il Freddie Mercury Tribute Concert nel 1992 duettando con Annie Lennox nella parte di Mercury.

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Un 24 ottobre a tutto Beatles per Rock Targato Italia!

Esattamente 40 anni fa usciva la prima raccolta di greatest hits di John Lennon, Shaved Fish, in contemporanea con la prima uscita del singolo Imagine nel Regno Unito.
Mentre 5 anni dopo, al cantante e musicista Paul McCartney veniva consegnata una medaglia da parte del governo britannico, per essere stato indicato dal Guinness dei primati come l’artista più venduto della storia della musica.


Due eventi riguardanti i due membri forse più conosciuti dei Beatles, ormai solisti.
John Lennon pubblicò undici tracce di cui cinque non ancora apparse su LP, ma comunque tutte del proprio periodo da solista. Come undicesimo album in proprio, in Shaved Fish apparvero tutti i brani di maggior successo della sua carriera da solista, compresa Imagine. Proprio per l’occasione, nel medesimo giorno, anche in Inghilterra venne pubblicato il singolo della canzone simbolo dell’artista, che salì subito alla sesta posizione in classifica, precedendo l’intero album che si piazzò invece all’ottava.


Paul McCartey, invece, ricevette nel 1980 una medaglia da parte del governo britannico, per premiare il suo successo come artista più venduto di sempre. Non fu certo quello il primo dei riconoscimenti del suo successo e della sua importanza, né l’ultimo.
Il cantante è stato ricoperto di primati, come il Polar Music Prize nel 1992, o la vendita dei biglietti più veloce della storia nel 1993 (20.000 biglietti per due show in 8 minuti), o ancora la stella sulla Walk of Fame nel 2012.
Ma non solo, dato che molti paesi hanno riconosciuto l'importanza dell’artista, in primis la Gran Bretagna. Nel 1997 venne infatti nominato Cavaliere dell’Ordine dell’Impero Britannico dalla regina Elisabetta II, mentre, in tempi più recenti, ha ricevuto all’Eliseo, direttamente dal presidente Holland, la Legion d’Honneur (2012).


Un giorno particolarmente piacevole, quindi, per gli ex membri dei Beatles!

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Rock Targato Italia ricorda Würzel

Scomparso nel 2011 per una fibrillazione ventricolare, Michael Burston avrebbe compiuto oggi 66 anni.
Il chitarrista britannico, conosciuto da tutti come Würzel, acquisì il proprio soprannome quando come militare si trovava in Germania, a causa della somiglianza con un personaggio dei cartoni animati inglesi per bambini: Worzel Gummidge.
Il nomignolo venne rispolverato da Lemmy Kilmster quando Michael si unì ai Motörhead nel 1984, con l’aggiunta della crasi sulla “u”, per renderlo, a detta del frontman, “più metal”. Inizialmente alla ricerca di un chitarrista, la band finì per prendere a bordo non solo Burston ma anche Phil Campbell, dando vita alla formazione a due chitarre che esordì il 14 febbraio.
Dopo più di 10 anni con il gruppo, Würzel abbandonò i Motörhead all’indomani dell’uscita dell’album “Sacrifice”. Si è però di nuovo esibito con i vecchi compagni sia nel 2008 che nel 2009, partecipando anche come ospite ad alcune tappe dei loro tour inglesi negli stessi anni.

Dal distacco con la band nacque nel 1998, ispirato dalle esperienze psichedeliche in Belgio, un disco ambient “Chill Out Or Die”, che ricevette recensioni da riviste come The Wire, The Daily Mail e Metal Hammer.


“Stava bevendo una Guinness e scherzando quando è stato colpito da infarto. Almeno sappiamo che se ne è andato con un sorriso. (…) Riposa in pace caro Würzel, rocker e gentleman.”
________Dal comunicato ufficiale sulla morte di Würzel dei Motörhead.

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Robert Trujillo: auguri allo Zen dei Metallica

"E’ come una questione di Zen. Non so se si possono mettere insieme Zen e metal, ma è una cosa del tutto simile, è come una vibrazione che migliora le cose… funziona e basta, senza che tu riesca a spiegartela."
________Lars Ulrich – Metallica, batteria

 

51 anni e una carriera piena di collaborazioni importanti per Robert Trujillo, a cui oggi Rock Targato Italia vuole fare i propri auguri.

Nato a Los Angeles nel quartiere di Venice il 23 ottobre 1964, è oggi conosciuto come il bassista dei Metallica, ai quali si è unito nel 2003.
Il primo disco della band registrato con Trujillo al basso è stato Death Magnetic, nel 2008, nonostante già nel 2004 fosse uscito St. Agner, che era stato però registrato con il produttore Bob Rock come bassista momentaneo.
L’album Death Magnetic riportò con successo il gruppo al genere del trash metal che lo aveva caratterizzato alla fine degli anni ottanta, debuttando alla prima posizione della classifica Billboard 200, nella quale restò per le successive 50 settimane.
Con il suo arrivo nella band, Trujillo contribuì ad evitarne lo scioglimento, a causa del ritiro dalle scene che si era protratto dal 2002 per l’allontanamento di Hetfield, in riabilitazione per abuso di alcool.


Prima di aggiungersi alla formazione dei Metallica, non si può dire comunque che la carriera del bassista non sia stata costellata di successi ed importanti collaborazioni. All’età di 25 anni entrò a far parte dei Suicidal Tendencies, dando poi vita l’anno successivo alla band funk metal Infectious Grooves e portando avanti entrambe le attività. Fondò inoltre i Mass Mental, che ebbero un grande successo in Giappone, collaborando per un breve periodo con Jerry Cantrel ed unendosi dal 2001 al 2003 alla band di Ozzy Osbourne, facendo nel frattempo parte anche dei Black Label Society.
Trujillo, inizialmente considerato da qualcuno forse troppo funk per i Metallica, è conosciuto come uno dei migliori bassisti in ambiente rock, e non si è trattenuto dal rendere pubblico il fatto di aver dovuto rivedere e approfondire alcuni lati della propria tecnica per inserirsi al meglio nella band, riuscendo così a portare sul palco dei live canzoni storiche, come “Orion”, “Dyers Eve” e “The Struggle Within” che fino al suo arrivo erano state solamente registrate e mai eseguite durante i concerti.


“Già dalla prima prova, Rob è stato fenomenale perché aveva un sound enorme e suonava con le dita, il che ricorda molto Cliff Burton, e quel sound ci piaceva. Funzionava su tutti i fronti, aveva un bel sound e soprattutto è una grande persona, solida.”
________Kirk Hammett – Metallica, chitarra

Orion - Metallica - Live 2013 (Sydney, Australia) 

 

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