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La band AmanoLibera presenta il nuovo album "Crescerai", dal 12 dicembre in tutti gli store.

Nuove sonorità e atmosfere inedite per l’ultimo progetto degli AmanoLibera, che verrà presentato al pubblico il 12 dicembre“CRESCERAI” è sicuramente un album pieno di sorprese, che ci trasporterà, con i suoi suoni al contempo rock e morbidi, in una riflessione profonda sulla condizione umana odierna.

Il filo conduttore del lavoro sono i problemi che il nostro paese sta affrontando in questi anni: la crisi economica, la guerra, la pace, fino ad arrivare alla tristezza e alla malinconia per un amico che non c'è più, ma anche all’amore, all’ottimismo e alla speranza.

Il disco è composto da 11 tracce. Il primo singolo estratto, “NON C’È PIÙ TEMPO”, racconta dei segni che il tempo lascia sul nostro corpo e nella nostra anima: il messaggio è quindi quello di ottimizzare il tempo senza trascurare gli affetti familiari e le passioni.

La canzone che dà il nome all’album e che in qualche modo lo rappresenta, “CRESCERAI”, racconta le confusioni e le incertezze della vita, in un possibile discorso con la figlia. Un altro brano che sicuramente aiuta a comprendere il significato dell’album è “Stringimi”: una metafora dell’amore e della vita, in cui ci sono momenti, nel bene e nel male, indimenticabili.

“CRESCERAI” è il secondo album degli AmanoLibera. La band alessandrina debutta nel 2011 e fin da subito mostra di avere le capacità necessarie per emergere; infatti sono vincitori dell'"Open Stage”, che li porta in studio nell’Agosto 2011 per la registrazione di una demo di cinque pezzi. Successivamente si distinguono in altre occasioni come “Hangar 19”, “Heineken Jammin Festival”, “Rock Targato Italia” e “Emergenza Festival”.

Hanno all’attivo due album, “DATEVI TEMPO” del 2013 e il nuovissimo “CRESCERAI” oltre a numerosissimi concerti nel triangolo Piemonte Liguria e Lombardia.

Nel web: http://amanoliberaband.wixsite.com/musica

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E’ online "How does it end?", il nuovo video dei 12BBR!

I 12BBR, giovane band palermitana che ha vinto il “Premio Compilation” di Rock Targato Italia lo scorso settembre, pubblicano oggi il video del singolo "How does it end?", che anticipa l'album “12 Bars Blues Revolution” in uscita nel 2017.

Il progetto 12BBR nasce nel 2013 a Palermo dall'incontro tra il cantante Francesco Paolo Bruno e il chitarrista Antonio Caruso, completandosi l'anno successivo con gli innesti di Mattia Di Maio al basso e Totò Magaddino alla batteria.
“40 Bills” è la loro prima demo, graffiante mix di sonorità blues sotto effetto di allucinogeni che richiamano la scena alternative-rock di band come Tame Impala e The Black Keys e che riesce subito a trovare spazio nelle radio indipendenti italiane, francesi e algerine. Il brano sarà inoltre incluso nella compilation di Rock Targato Italia in uscita il 16 dicembre.
Da maggio 2016 la band è in studio per la produzione del suo primo EP, “12 Bars Blues Revolution” , che vedrà incise cinque tracce inedite.

Qui il video di “How does it end?”:




Su Facebook: https://www.facebook.com/12bbr/?fref=ts
Su Spotify: https://open.spotify.com/artist/0N20XsrQ9UlvaJztyR8Aeq
Su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=dmVPy5i4Lf8&feature=youtu.be

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SIAE ANNUNCIA I “MERCOLEDÌ LIVE”. Da gennaio una nuova interessante proposta per rilanciare la musica dal vivo!

Dal 1° gennaio al 30 giugno 2017, su tutto il territorio nazionale, SIAE promuoverà i “Mercoledì Live”, un progetto nato per favorire le esibizioni live di cantautori e musicisti, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

I “Mercoledì Live” puntano alla semplificazione, per ampliare la platea di organizzatori di spettacoli in aree non professionali (titolari di bar e ristoranti), superando la percezione di complessità ed onerosità legata all’allestimento di eventi musicali dal vivo in locali con capienza fino a 200 persone con ingresso gratuito del pubblico senza obbligo né maggiorazione del prezzo delle consumazioni.

La tariffa forfettaria prevista è di 25 euro più IVA, con una riduzione del 50% circa della tariffa media per questo tipo di intrattenimenti; gli organizzatori potranno richiedere il rilascio del permesso anche online.

La compilazione e riconsegna del programma musicale avverrà online, attraverso la piattaforma mioBorderò, che consente una ripartizione più rapida e analitica del diritto d’autore.

Dopo i primi sei mesi di sperimentazione sarà valutato se estendere il progetto anche ad altri periodi.

Una novità che punta sui musicisti, per i quali il momento dell’esibizione live rappresenta da sempre un’opportunità insostituibile per relazionarsi direttamente con il pubblico e far conoscere la propria musica.

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Archive: “King of The False Foundation Tour” @Fabrique di Milano! La recensione del concerto.

Dopo Amsterdam, Varsavia, Poznań, Berlino, Amburgo, Monaco e Colonia, finalmente anche Milano può ospitare gli Archive in un’unica data del loro “Kings of the False Foundation Tour”. L’occasione è la presentazione del loro nuovissimo album “The False Foundation”, pubblicato il 7 ottobre scorso.

 

È sabato 26 novembre e gli Archive si esibiranno tra poche ore sul palco del Fabrique di Milano. Il locale è più piccolo rispetto alle sue dimensioni normali. La regia occupa infatti una buona parte dello spazio retrostante ed è delimitata da transenne e tendoni scuri. Il pubblico, non numerosissimo, è formato per la maggior parte da uomini e donne sulla quarantina e oltre. Ci si posiziona tutti sotto il palco, mentre qualcuno rimane seduto sui gradini agli estremi del locale. L’atmosfera sia in sala che all’ingresso è molto rilassata. Sul palco, ben illuminato, riconosciamo già, agli estremi e praticamente una di fronte all’altra, le postazioni dei due fondatori degli Archive Darius Keeler e Danny Griffiths.
Il tutto è semi celato da una sorta di tenda formata da tantissime strisce finissime, che pende da un’americana collegata al soffitto della struttura. Quando alle 22 i musicisti fanno il loro ingresso sul palco ci lasciano così intuire soltanto le loro ombre. Oltre a Darius e Danny riconosciamo i vocalist Dave Pen e Maria Q al centro, seguiti dai due bassisti e dal percussionista Steve Bernard sul fondo. 

 

Lo spettacolo ha inizio con un breve intro, fatto di tappetoni elettronici e accompagnato da immagini che scorrono sulla tenda frontale e sullo schermo a fondo palco, dopo il quale è subito facilmente riconoscibile il nuovo singolo Driving in Nails. L’album viene presentato quasi interamente. Suonano di seguito infatti anche Sell Out, Stay Tribal, Splinters, The Weight of the World, Blue Faces, Bright Lights e l’omonima The False Foundation. È ben riconoscibile, come spesso nel live della band, una chiara simbologia. Il logo con la doppia “F”, simbolo del tour, è infatti trasmesso a intermittenza dalle immagini proiettate, nonché presente sulle camicie dei due fondatori. Il primo pezzo che ci riporta indietro nel tempo, ripercorrendo il lunghissimo passato di attività della collective, è Hatchet, singolo contenuto nell’album With Us Until You’re Death del 2012, che coincide anche con l’entrata sul palco della bella Holly Martin. Il concerto a questo punto sembra aver raggiunto il suo apice e gli otto musicisti sono pronti per essere rivelati sulla scena. Ecco allora che mentre Holly sta cantando Kid Corner, all’improvviso e in perfetta sincronia con un colpo di cassa, il telo cade dall’alto. Il pubblico, fortemente influenzato dal gioco di luci e immagini, e trasportato dal ritmo ossessivo dei primi pezzi, ascolta quasi immobile, con movimenti minimi di corpo e testa. Si prosegue con altri due brani del passato come Pulse, e Bullets e alle 23.15 la band abbandona il palco, creando un momento di forte attesa, ma rientrando poco dopo per proseguire il concerto con una bellissima e commovente canzone cantata da Holly accompagnata dal solo Darius Keeler al pianoforte. Il brano, dal titolo ignoto, potrebbe essere un inedito che farà parte del prossimo lavoro discografico della cantante solista. Seguono You Make Me Feel e l’energica Feel it, per chiudere con Controlling Crowds.

 

Sono state quasi due ore piene di concerto, tutte filate e senza interruzioni da parte dei musicisti che hanno suonato un pezzo dopo l’altro quasi a creare un’unica suite musicale, mescolando in un concentrato omogeneo pezzi di natura molto differente. Colpisce la grandissima versatilità degli otto, che rende questi musicisti tutti capaci di suonare numerosissimi strumenti, guidati dai gesti meccanici e ossessivi di Darius, che sembra volerli dirigere come un vero e proprio direttore d’orchestra, fino a formare un amalgama unitario, solido e dal sound unico.

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E’ online “AMORE NERO”, il nuovo videoclip dei Rossometile!

Da oggi è disponibile online il video del brano “Amore Nero” della band salernitana Rossometile, tratto dall’album “Alchemica”.

Il titolo, “Amore Nero”, nasce dall’idea che l'Amore porti con sé pesanti fardelli, conducendo a una realtà oscura, lasciando terra bruciata intorno a sé. Viene raccontato un amore dannato, che per le sue caratteristiche cupe può essere definito “nero”. Il video, in linea con questa visione, è un concentrato di energia e riflette al meglio lo spirito della band.

Il gruppo debutta nel 1996 e ha all’attivo quattro album, “Ultimaria”, “Terrenica”, “Plusvalenze” e “Alchemica”. E’ composto da: Marialisa Pergolesi (voce), Pasquale Murino (basso), Gennaro Balletta (batteria) e Rosario Runes Reina (chitarra).

Alchemica”, il loro ultimo album è disponibile in tutti gli store online. Rappresenta la maturità artistica della band di genere rock con influenze gothic e metal. Il disco impatta in modo deciso e diretto su chi ascolta, anche grazie ai testi in italiano dal significato profondo.

 

Web: http://www.rossometile.it/
Facebook: https://www.facebook.com/rossometile/


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Domenica 27 novembre "Revolver – I segreti del disco che ha cambiato la musica Rock" al Teatro di Documenti, Roma

Nell’anno del 50° anniversario dell’uscita dell’album Revolver andrà in scena a Roma lo spettacolo Revolver – I segreti del disco che ha cambiato la musica Rock.

Il 5 agosto 1966 usciva in Inghilterra l’album dei Beatles Revolver. Un disco rivoluzionario e sorprendente, pieno di trovate geniali, suoni inusuali, linee melodiche complicate eppure di incredibile impatto. Una creazione che ha mutato per sempre i canoni della musica rock. Nonostante siano trascorsi cinquant'anni, ancora oggi si sogna sul quartetto d’archi di Eleanor Rigby o ci si stupisce ascoltando i rumori misteriosi di Tomorrow Never Knows. C’è evidentemente qualcosa in quelle canzoni che non smettono di emozionare.

Revolver – I segreti del disco che ha cambiato la musica Rock va alla ricerca dell’origine di questa emozione. Lo spettacolo, scritto da Davide Verazzani e Riccardo Russino e apprezzato all’ultimo Beatles Day di Brescia organizzato dai Beatlesiani d’Italia Associati, è una narrazione rigorosa e divertente che trasporterà gli spettatori all’interno dei misteri e delle storie che stanno alla base di tutti i brani del disco. Non per smitizzarlo, ma per rafforzarne la leggenda.

Domenica 27 novembre 2016 Ore 18
c/o Teatro di Documenti
Via Nicola Zabaglia 42 - Roma
Ingresso intero: 10 € + tessera 3 €
Ingresso ridotto: 7 € + tessera 3 €

Revolver – I segreti del disco che ha cambiato la musica Rock
Scritto da Davide Verazzani e Riccardo Russino
Narrazione, immagini e video
In scena Davide Verazzani

 

Davide Verazzani
Scrittore, drammaturgo, sceneggiatore e appassionato di Storia, nato a Milano nel 1965. Laureato in Economia, la sua principale occupazione è quella di consulente e formatore. Ha studiato recitazione, fa parte della compagnia teatrale Acqua Terna ed è nel direttivo dell’associazione culturale ceCINEpas. Ha scritto la sceneggiatura di tre lungometraggi, due web-serie (una delle quali, La linea dei topi, è stata in nomination al Los Angeles Web Fest e ha vinto i Rome Web Awards), e testi teatrali tra cui A Life With the Beatles, monologo sulla storia del Fab Four che ha partecipato al Fringe Festival di Edimburgo nell’estate 2015. Attualmente è in tour anche con la lettura scenica Game of Sforza, rappresentata con grande successo all’interno dell’Estate Sforzesca 2016.

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Roberto Bonfanti domenica 27 novembre al Circolo Vie Nuove, Firenze

Roberto Bonfanti, già autore della raccolta di racconti “Tutto passa invano” e di quattro romanzi dal titolo “L'uomo a pedali”, “In fondo ai suoi occhi”, “Suonando pezzi di vetro” e “Alice”, continua il suo giro per l'Italia, leggendo e raccontandosi in ogni tipo di contesto, dalle librerie ai bar, dai circoli culturali ai locali rock.

Domenica 27 novembre sarà infatti ospite a Firenze presso il Circolo Vie Nuove, per partecipare, con una breve performance, all'ormai tradizionale incontro artistico organizzato dalla scrittrice e critico letterario Marzia Carocci.

L'evento inizierà alle 15.00 e, protraendosi fino alle 20.30, vedrà alternarsi senza sosta sul palco circa un centinaio di artisti di ogni genere.

Roberto Bonfanti, da sempre impegnato nel sociale, come ci ricorda il suo importante progetto (2010 – 2012) “Nella mia ora di libertà” che si poneva l'obiettivo di far conoscere ai detenuti del carcere di San Vittore la storia della canzone d'autore italiana, parteciperà per l’occasione ad un'antologia che includerà due sue poesie.
Il ricavato andrà all'ONLUS “La nostra comunità”, impegnata da anni nell'assistenza a persone affette da disabilità.

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Il 20 Novembre esce Totani su Totem - il primo album dei Blue Parrot Fishes

I pontederesi che ci piacciono: loro sono i Blue Parrot Fishes e potrebbero essere definiti in tutti i modi tranne che monotoni: con loro non si rischia di certo la noia!

Nati nel 2014 per divertimento e, dopo aver suonato in locali e circoli di mezza Italia, continuano la loro follia musicale registrando il primo EP – "Dilanyopolih" – nel marzo 2015. Proprio questo EP gli permette di partecipare e vincere numerosi concorsi, fra cui il Soms Experience (Palaia), il Suona Diverso (Bologna), l’Heart Rock Festival (Volterra) e Rock Targato Italia (Milano). Dopo aver fatto man bassa di premi decidono di impegnarsi in studio per la stesura e l’arrangiamento del loro album d’esordio: "Totani su Totem".

Il primo album dei Blue Parrot Fishes, disponibile dal 20 Novembre sia in formato fisico che negli store online, è una sintesi un po’ pazza dei generi musicali che li caratterizzano. Infatti si possono ritrovare influenze rock in primis, ma anche metal, elettroniche, punk e anche un po’ quel pop energico che mette subito di buon umore. Ciò che però rimane più impresso di questo disco sono indubbiamente i testi: una canzone che si chiama “L’inno della banana” non può non far sorridere chi l’ascolta!

Si passa da pezzi quasi metal come “Assurdo” a pezzi più punk come “Camminatori dei cieli” o “Lo straordinario duodongo” a brani decisamente più tranquilli come “Agrodolce”: insomma, l’album, nel suo insieme, risulta fantasticamente schizofrenico.

Ora resta solo da godersi i brani live: i Blue Parrot Fishes che sono sempre stati esplosivi sul palco, ora, forti dei nuovi brani particolarissimi e coinvolgenti, spaccheranno tutto di sicuro!

Buon divertimento!

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I GHOST: anima e rock in un'intervista esclusiva

Alex e Enrico Magistri, i fratelli  romani che compongono la band rock-elettronica GHOST, ci hanno incontrati a Milano per parlarci di loro e del loro ultimo progetto, "Il senso della vita".

Com’è stato il passaggio da Milano a Roma?

Quella che a volte viene descritta come “freddezza milanese” a noi in realtà piace: troviamo molta organizzazione.

Ci troviamo sempre bene, anche con il cibo: ora abbiamo mangiato benissimo e ieri siamo stati a cena con una piccola parte del nostro fan club milanese che, sebbene sia stato avvisato solo ieri del nostro arrivo, ci ha fatto trovare una torta e ci ha accolti con tanto calore.

C’è anche da dire che Roma è più caotica e dispersiva, mentre Milano è più a misura d’uomo, anche se Roma è imbattibile come bellezza: non so quante città al Mondo possano vantare una tale ricchezza artistica. Per quanto riguarda il clima … siamo partiti da Roma che c’erano 20 gradi e qui siamo infreddoliti!

Parliamo del vostro nome: perchè “Ghost”?

Partiamo dalla base: la cui prima traduzione è ovviamente “fantasma”.

Per noi però “Ghost” è l’anima: ognuno di noi ha una parte interiore che è libera di esprimersi solo quando si fa con passione quello che si ama. Per noi fare musica significa esternare quello che abbiamo interiormente in un modo che probabilmente non ci riuscirebbe facendo nessun’altra cosa: arrangiando, suonando gli strumenti, facendo concerti…ci sentiamo liberi.

Poi capita, nella vita, di avere una sensazione e di scegliere una cosa per ragioni che non si sanno spiegare a parole ma che erano giuste in quel particolare momento e che scoprirai solo in seguito. È come quando ami una persona: all’inizio pensi di amarla per alcuni motivi ma poi, andando avanti con gli anni, ti rendi conto che ci sono anche altri motivi per amarla: così è stato per noi con il nome “Ghost”.

Ovviamente ci sono anche motivi grafici, di immediatezza anche a livello internazionale: “Ghost” è un nome breve, facile da ricordare e memorizzare, con pochi caratteri e un po’ enigmatico. Inoltre una nostra caratteristica è che durante i concerti ci piace improvvisare e portare sempre qualcosa di diverso, riarrangiando i nostri brani rispetto all’album e rispetto all’anno in cui li stiamo suonando; anche il nostro nome, quindi, non deve far capire subito al pubblico cosa troverà nell’album o a un nostro concerto.

Ci avete detto che vi piace cambiare sempre durante i live, cambiare gli arrangiamenti e regalare sempre qualcosa di nuovo: qual è stato il vostro live più emozionante?

Bella impresa! Ne abbiamo fatti più di mille e quindi potremmo dire tutti, il primo o l’ultimo.

Il primo è stato particolare perché era di pomeriggio, davanti a venti persone e qualcuno della band si nascondeva dietro a un albero e non voleva uscire. La cosa più bella di tutte è stata la fine: insoddisfatti di come avevamo suonato, con 3 strumenti rimediati e due amplificatori prestati, abbiamo smontato tutto, siamo andati a casa, abbiamo rimontato tutto e abbiamo provato.

Anche l’esibizione ai Music Awards all’Arena di Verona è stata fantastica: c’era quello spirito dell’aver visto lì da piccoli il Festival Bar o nomi pazzeschi come Sting o gli U2 e aver pensato “chissà se mai riuscirò ad andare a vedere LORO all’Arena di Verona".  L’obiettivo era  ”andare a vedere” e poi ti ritrovi sul palco con le persone sotto che cantano la tua canzone.

Però poi ci sono esibizioni molto più personali rispetto all’Arena di Verona: ad esempio quest’anno, dopo 10 anni, abbiamo fatto un concerto nella piazza del nostro paese, Ardea: ci saranno state sette o ottomila persone e un calore incredibile.

Ogni concerto comunque è il miglior concerto per qualche aspetto, quindi è difficile stabilire quale possa essere stato il più bello: ogni location ha il suo perché, poi tutto cambia in base alle persone che hai di fronte, all’atmosfera, all’aria e ci si fa trasportare da quell’atmosfera.

Poi potremmo dire che ogni prima volta è speciale: per esempio la prima volta a Parco della Musica (la seconda volta potrebbe essere a Maggio 2017), la prima volta dopo l’incidente in cui lui (Alex Magistri n.d.r.) ha rischiato di non poter cantare più: le prime volte non si scordano mai.

L’ultimo album, “Il senso della vita”, rispecchia un momento particolare della vostra vita?

Questo album è prima di tutto un grande traguardo e una grande soddisfazione perché, a prescindere dai premi e dai riconoscimenti, arriva un momento in cui si ha bisogno di confrontarsi con la realtà e di esprimere le proprie emozioni; è come se quest’album fosse un “Best of” in cui sono raccolte le emozioni dei 10 anni di carriera e di vita, rielaborate in un modo nuovo.

Il titolo è molto forte e importante ma al contempo semplice e specchio un percorso di vita. È un concept album che sviluppa tematiche diverse legate fra loro: c’è la partenza dalla terra, dalle radici, poi si arriva al cuore passando per qualche problematica, fino all’ultima traccia, rappresentativa della pace interiore e della gioia di vivere, indipendentemente da tutto.

Parlando di vita: com’è essere fratelli dentro a un progetto così grande?

È la cosa più bella che ci possa essere. Noi ovviamente discutiamo tantissimo, come tutti i fratelli del mondo, e siamo due persone diverse; ciò è anche il punto di forza del nostro progetto perché ci dà la forza di una squadra. Siamo fratelli che si conoscono e sono veri, si dicono le cose come stanno senza paura di dirlo perché sappiamo che non ci offendiamo; facciamo tutto insieme, dai testi alla musica.

Se doveste nominare 3 artisti che vi hanno cambiato la vita, quali sarebbero?

Bisogna fare una premessa: in ogni persona c’è del buono, per un verso o per l’altro. Quindi ci sarebbero 300 di artisti da nominare.

Per quanto riguarda la musica internazionale, gli artisti che ci hanno più influenzato sono Bruce Springsteen e Sting, con il loro modo di vivere il palco e di stare vicini alla gente.

In Italia è il rock di Vasco che, soprattutto nel live, trasmette la “verità”, indipendentemente dalla voce e dalla canzone. Per noi questo è l’insegnamento più importante: il fatto di trasmettere la tua anima ed essere credibile, essere te stesso insomma.

Comunque ci siamo innamorati di tanti artisti principalmente per il loro modo di essere, poi chi ha dato effettivamente la scintilla sono gli artisti rock con “l’anima”, la stessa anima che cerchiamo di portare noi nella nostra musica.

Nel vostro ultimo album invece ci sono importanti collaborazioni con artisti italiani come Enrico Ruggeri e Ornella Vanoni: come sono nate?

È un onore enorme avere avuto questa possibilità: ne abbiamo iniziato a parlare ad inizio anno con la produzione e da lì è nata poi l’esigenza, dopo 10 anni di carriera e numerose collaborazioni nei live, di provare a collaborare con un artista maschile e una femminile.

Quando ci sono stati proposti Enrico Ruggeri e Ornella Vanoni ci sembrava un po’ ambizioso però gli abbiamo comunque inviato dei brani che potevano venire impreziositi e acquistare un messaggio proprio grazie a loro. Poi sapere che avevano accettato è stata una botta al cuore.

Ruggieri lo vediamo come il cantautore rock italiano che ha scritto delle poesie meravigliose, sempre originale e coerente con sé stesso. La Vanoni è veramente la regina della musica italiana: ha cantato un brano attuale molto più vicino a noi piuttosto che al suo mondo con uno spessore enorme. L’importante è stato vivere queste collaborazioni a cuore aperto, così da poter essere contaminati da questi grandi personaggi.

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"NON C'È PIÙ TEMPO” il nuovo singolo degli AmanoLibera in radio da venerdì 18 novembre 2016

NON C’È PIÙ TEMPO” è il nuovo singolo della band rock AmanoLibera, in rotazione radiofonica a partire dal 18 novembre 2016.

Il brano anticipa la pubblicazione del loro ultimo CD “CRESCERAI”, in programma ai primi di dicembre.

NON C’È PIÙ TEMPO” raffigura un’analisi introspettiva accurata dei segni che il tempo lascia sul nostro corpo e, soprattutto, nell'anima di ognuno di noi; spinti da una ricerca sfrenata di ottimizzazione del tempo, per vivere ogni attimo, senza trascurare nulla, coinvolgendo affetti famigliari e le passioni.

I temi e le sonorità accattivanti rendono il singolo un concentrato di carica esplosiva, una energia che rispecchia a in pieno l’anima trasgressiva della band.

AmanoLibera debuttano nel Maggio 2011 in quel di Alessandria. Fin da subito mostrano di avere le capacità necessarie per fare buona musica e, i risultati non tardano; sono vincitori dell’“Open Stage”, che li porta in studio nell’Agosto 2011 per la registrazione di una demo di cinque pezzi. Successivamente si distinguono in altre occasioni come “Hangar 19”, “Heineken Jammin Festival”, “Rock Targato Italia” e “Emergenza Festival”.

La band ha all’attivo due album, “Datevi Tempo” del 2013 e il nuovissimo “Crescerai”.


L’ultimo album “CRESCERAI”, in uscita a dicembre, rappresenta una svolta nello stile della band: cambiano sonorità ed atmosfere rispetto al primo lavoro. Il filo conduttore dell’album sono i temi che il nostro paese, ma non solo, sta affrontando in questi anni: la crisi economica, la guerra, e pace. Ma anche ricordare con malinconia e tristezza un amico che non c'è più,  e quindi la speranza nell’amore e all’ottimismo.

AmanoLibera sono: Gianluca Boldoni (Voce e chitarra acustica), Andrea Litamè (Chitarra solista), Matteo Stramesi (Basso) e Luigi Fusilli (Batteria).

Nel web: http://amanoliberaband.wixsite.com/musica

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