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In radio “BUENA VIDA” nuovo singolo di Tabacco Bruciato

Il nuovo singolo dallo stile inconfondibile di Tabacco Bruciato, dal titolo “Buena vida”, sarà in rotazione radiofonica dalla prossima settimana.

Tabacco Bruciato, alter ego musicale di Giorgio Angelo Cazzola, classe 1957, lancia il suo nuovo singolo “Buena Vida”, estratto dall’album omonimo prodotto dall’etichetta Ultra Sound Records. Il titolo incarna un particolare omaggio al tobacco sunburst, l’indimenticabile colore delle celebri chitarre che ha caratterizzato gli albori del primo blues elettrico.

Buena Vida”  è un brano dal sound fresco e coinvolgente che oscilla dal jazz al blues, dal country al melodico. Il suo ritmo delicato ma ironico, trasporta i suoi ascoltatori lungo un viaggio lontano dal caos quotidiano, un iter immaginario che rasserena il corpo e mente. 

«Buena vida, parisiènne, bohémien. Buena vida boulanger, étranger. Buena vida ‘chisto mare di mille pittori impulsivi, indolenti e geniali» canta spensierato l’artista, rivolgendosi a personaggi apparentemente distanti fra loro, creando una sconfinata liaison culturale fra lingue e dialetti diversi: francese, spagnolo, napoletano e italiano. 

Il cantautore lombardo, Tabacco Bruciato, svela attraverso i suoi testi un particolare animo sensibile legato alla realtà ordinaria da cui cerca di svincolarsi, in particolare “Buena Vida”  dedicata alla musica napoletana, genere molto amato dall’artista. 

Insieme a Giorgio Angelo Cazzola (chitarra ritmica e voce), hanno partecipato alla realizzazione di  “Buena vida”: Stefano Bertolotti (batteria e percussioni), Roberto Re  (basso), Alessandro Balladore (chitarre), Lorenzo Bovo (tastiere),Maribel Fracchia (voci). 

Per richiedere la cartolina elettronica del singolo “Buena Vida”:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per scaricare cartella stampa, biografia e foto artista, singolo MP3 e liberatoria messa in onda: http://www.divinazionemilano.it/tabaccobruciato.zip

Sul Web:  http://www.tabaccobruciato.com

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Torna Patti Smith con la performance originale di “Horses”

Grandi aspettative per un concerto epocale per gli amanti del rock-punk. Torna Patti Smith con la performance originale di “Horses”

Chi ha avuto modo di vedere “la sacerdotessa” in questi anni a Milano ha potuto vedere, ascoltare ed apprezzare le qualità artistiche uniche semplici immediate dell’artista. Santa Patti sa coinvolgere emozionalmente, una forza magnetica particolare, con una band elettrorock minima, attrae affascina illumina, entusiasma.

Immaginate ora cosa può essere il concerto di Patti Smith che ripropone “Horses” il suo capolavoro originale a 40 anni dal suo debutto.

Sabato 20 giugno ore 21,00  Villa Arconati -  Castellazzo di Bollate.

Si consiglia a tutti 

Buon concerto

 

Francesco Caprini

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25 ANNI CON I SENZA TETTO A SOS STAZIONE CENTRALE: Eventi e concerti

25 ANNI CON I SENZA TETTO A SOS STAZIONE CENTRALE

Nel maggio del 1990 grazie alle FERROVIE DELLO STATO è stato aperto alla Stazione di Milano il servizio per i senza tetto, voluto da DON ANTONIO MAZZI per andare incontro a chi si trovava in difficoltà, SOS STAZIONE CENTRALE.
Da allora il centro ha offerto ininterrottamente aiuto alle persone che si trovano in condizioni di grave emarginazione sociale a Milano.

Tutte le migrazioni sono passate da lì: dall’est europeo, le donne che a migliaia volevano fare le badanti, le persone che fuggivano dall’ex Jugoslavia e dai teatri bellici, la costante migrazione dal Maghreb, i flussi dai paesi di più recente inserimento in Europa, per arrivare ad oggi con i migranti dai paesi critici dell'Asia e dal centro Africa.
Oltre agli italiani senza dimora che avevano eletto la propria dimora nello scalo.

Un servizio di aiuto diretto alle persone, che ha consentito a molti di trovare modi e ponti per uscire alla vita di strada e che ha sempre combattuto il degrado che queste fasce di popolazione ai margini ed in condizioni di disagio introducevano nel tessuto della stazione, nella vita dei cittadini, della zona e della città.

“Nei primi anni 90 la stazione era un girone dantesco: centinaia di tossicodipendenti, spacciatori, mortalità per overdose e Aids. Solo nei primi dieci anni avevamo preso contatti con circa 3000 persone con problemi di droga. A parte poche risorse e la buonanima di Fratel Ettore allora non c’era nulla. Oggi la situazione è decisamente migliorata pur se ancora molto c’è da fare. La nostra presenza c’è stata sempre costituendo per i senza tetto, nelle varie epoche e con etnie diverse, un costante punto di riferimento. Festeggiare 25 anni è un momento importante per noi e per condividere nella festa la vicinanza fra cittadini, volontari, senza tetto e amici; per superare le barriere e riaffermare la necessità di un servizio di prima accoglienza come SOS, portato avanti con tenacia in tutti questi anni, nonostante le gravi difficoltà economiche, che solo grazie al sostegno della FONDAZIONE EXODUS e di don Mazzi sono state finora superate” dice MAURIZIO ROTARIS, responsabile del centro.

Festa, proiezioni, concerto e pranzo con amici, volontari e senza tetto.
Il pranzo per 200 persone sarà offerto dalla FONDAZIONE PROGETTO ARCA, mentre la parte musicale e artistica vedrà la presenza di numerosi musicisti ed artisti di strada, con un ricco programma: oltre alla storica BAR BOON BAND, nata nello scalo ferroviario a SOS fra i senza tetto, ci saranno MATTEO TERZI in arte “SOLTANTO”, MANU ONE WOMAN BAND, MARINA MADREPERLA cantante e artista di strada, EDWIN ONE MAN BAND, MILTON FERNANDEZ scrittore, MAURO RAMERIO attore e recitatore

Sabato 23 maggio 2015 ore 10
SOS Stazione Centrale
Sottopasso Mortirolo 6
20124 Milano
Per info: 0266984543

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25 ANNI CON I SENZA TETTO A SOS STAZIONE CENTRALE: Eventi e concerti

25 ANNI CON I SENZA TETTO A SOS STAZIONE CENTRALE

Nel maggio del 1990 grazie alle FERROVIE DELLO STATO è stato aperto alla Stazione di Milano il servizio per i senza tetto, voluto da DON ANTONIO MAZZI per andare incontro a chi si trovava in difficoltà, SOS STAZIONE CENTRALE.
Da allora il centro ha offerto ininterrottamente aiuto alle persone che si trovano in condizioni di grave emarginazione sociale a Milano.

Tutte le migrazioni sono passate da lì: dall’est europeo, le donne che a migliaia volevano fare le badanti, le persone che fuggivano dall’ex Jugoslavia e dai teatri bellici, la costante migrazione dal Maghreb, i flussi dai paesi di più recente inserimento in Europa, per arrivare ad oggi con i migranti dai paesi critici dell'Asia e dal centro Africa.
Oltre agli italiani senza dimora che avevano eletto la propria dimora nello scalo.

Un servizio di aiuto diretto alle persone, che ha consentito a molti di trovare modi e ponti per uscire alla vita di strada e che ha sempre combattuto il degrado che queste fasce di popolazione ai margini ed in condizioni di disagio introducevano nel tessuto della stazione, nella vita dei cittadini, della zona e della città.

“Nei primi anni 90 la stazione era un girone dantesco: centinaia di tossicodipendenti, spacciatori, mortalità per overdose e Aids. Solo nei primi dieci anni avevamo preso contatti con circa 3000 persone con problemi di droga. A parte poche risorse e la buonanima di Fratel Ettore allora non c’era nulla. Oggi la situazione è decisamente migliorata pur se ancora molto c’è da fare. La nostra presenza c’è stata sempre costituendo per i senza tetto, nelle varie epoche e con etnie diverse, un costante punto di riferimento. Festeggiare 25 anni è un momento importante per noi e per condividere nella festa la vicinanza fra cittadini, volontari, senza tetto e amici; per superare le barriere e riaffermare la necessità di un servizio di prima accoglienza come SOS, portato avanti con tenacia in tutti questi anni, nonostante le gravi difficoltà economiche, che solo grazie al sostegno della FONDAZIONE EXODUS e di don Mazzi sono state finora superate” dice MAURIZIO ROTARIS, responsabile del centro.

Festa, proiezioni, concerto e pranzo con amici, volontari e senza tetto.
Il pranzo per 200 persone sarà offerto dalla FONDAZIONE PROGETTO ARCA, mentre la parte musicale e artistica vedrà la presenza di numerosi musicisti ed artisti di strada, con un ricco programma: oltre alla storica BAR BOON BAND, nata nello scalo ferroviario a SOS fra i senza tetto, ci saranno MATTEO TERZI in arte “SOLTANTO”, MANU ONE WOMAN BAND, MARINA MADREPERLA cantante e artista di strada, EDWIN ONE MAN BAND, MILTON FERNANDEZ scrittore, MAURO RAMERIO attore e recitatore

Sabato 23 maggio 2015 ore 10
SOS Stazione Centrale
Sottopasso Mortirolo 6
20124 Milano
Per info: 0266984543

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La SIAE sostiene il Record Store Day 2015

La SIAE sostiene il Record Store Day 2015

Incontri e pubblicazioni musicali esclusive per la festa dei negozi di dischi

Show, incontri, mostre d'arte e, soprattutto, pubblicazioni musicali esclusive. Il prossimo 18 aprile si celebra il Record Store Day 2015, la giornata nata nel 2007 per festeggiare i negozi di dischi indipendenti di tutto il mondo e la SIAE ha deciso di sostenere questo importante tributo alla passione musicale più genuina e autentica che è alla base del lavoro degli autori.

La Società italiana degli Autori ed Editori ha deciso di promuovere le attività culturali, soprattutto quelle indirizzate a stimolare e porre in evidenza la creatività giovanile. Sostenere attività culturali e di spettacolo è, infatti, tra gli obiettivi che la SIAE da sempre persegue in accordo anche con le maggiori istituzioni che offrono concrete opportunità agli autori in tutti i campi.
Il Record Store Day prevede in Italia quasi trecento pubblicazioni e numerose iniziative in molte città.
“Il negozio di dischi è stato ed è un piccolo centro di apprezzamento della musica, un luogo che favorisce le passioni brucianti, nate tra il vinile del giradischi e le magnifiche copertine disegnate, tra discussioni animate e ascolti prolungati - ha dichiarato Gaetano Blandini, Direttore Generale della SIAE - Il ruolo culturale dei piccoli negozi di dischi è quello di allietare la vita cittadina, di promuovere la creatività dei giovani autori musicali e di offrire l’opportunità di diffondere nuove produzioni. Ecco perché la SIAE è al fianco degli appassionati, sostenendo e aiutando il Record Store Day”.
Soddisfazione è stata espressa da Giordano Sangiorgi, Coordinatore del Meeting delle Etichette Indipendenti, Presidente di AudioCoop e Portavoce della Rete dei Festival per il sostegno della SIAE, “segno di una svolta importante che porta per la prima volta all’interno di una iniziativa che valorizza tutta la filiera musicale, dalla produzione fino al consumatore, sgravi e facilitazioni incentivando così la produzione e la diffusione della musica tutta nelle sue forme più artistiche e supportando il lavoro qualificante dei negozi di dischi indipendenti”. “Immaginiamo – prosegue Sangiorgi - che sarà solo l’inizio di una serie di innovazioni che ci troveranno al fianco di una SIAE ancora più attenta alle più giovani generazioni e al futuro della musica del nostro Paese”.

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RADIOPOLI : Sergio Caputo denuncia la mafiosita' dei network radiofonici.........

RADIOPOLI : Sergio Caputo denuncia la mafiosita' dei network radiofonici.........

Attenzione: questo articolo si riferisce esclusivamente alla politica inammissibile adottata da certi grossi network radiofonici. Io amo la radio, ci sono cresciuto, mi ci sono formato culturalmente, e ed è un mezzo senza il quale non sarei mai diventato un cantautore di successo. In Italia ci sono centinaia di radio che svolgono correttamente il loro lavoro di diffusione della cultura musicale, e a loro porgo i miei omaggi.

Non sono tipo da far polemiche a vanvera, o mettermi a sparare a zero su nessuno. Stavolta, ho ritenuto di non star zitto e di svelare al pubblico qualcosa che il pubblico generalmente non viene a sapere. Perciò approfondisco con voi il motivo del mio post apparso il 21 marzo sulla mia pagina facebook e su twitter. Ecco cosa ho scritto:

“Comunico a tutti che - come mi informa il mio ufficio stampa - radio 105 non passerà alcun brano del mio nuovo album POP, JAZZ and LOVE in quanto "non in linea con la radio". Ne consegue che ciò che si sente in alcuni network non nasce dai gusti del pubblico, ma da un filtro dai criteri quantomai oscuri esercitato da - tipo - due o tre persone che decidono quali artisti debbano esistere e quali no. In attesa di spiegazioni, consiglio cortesemente a tutti i miei estimatori di non ascoltare più questa radio”.

LA STORIA

Il post è stato accolto da uno tsunami di consensi, migliaia di condivisioni, centinaia di migliaia di views, e poche, anzi pochissime critiche.
Che è successo? E’ successo che ho appena pubblicato il mio nuovo album POP JAZZ and LOVE, ricevendo finora accoglienze entusiasmanti. L’album ha un brano in italiano (il singolo) e nove in inglese, e come promette il titolo lo stile è pop-jazz. A mio avviso, uno dei migliori album della mia carriera.
Sono un artista indipendente, e non avendo una grossa casa discografica a farmi da guardaspalle, ho assunto un ufficio promozionale - la Comunicazione Globale di Giovanna Palombini e Giorgio Cipressi - per far conoscere il mio nuovo lavoro ai media, e far entrare il singolo “A BAZZICARE IL LUNGOMARE” (o un altro brano dell’album) nelle playlist delle radio. Perché se una canzone non va in radio, la gente non la sente, e se la gente non la sente, non può sapere che tu esisti o che hai scritto nuove cose.
Insomma, mentre sono lì che spingo i miei bimbi sull’altalena al parchetto vicino casa, ricevo da Giovanna Palombini un sms criptico con la frase: “105 ha detto di no”… Eh? Che? Radio 105 ha detto di NO? A chi? A me? A te? A che? La chiamo, voglio capire bene, e Giovanna mi spiega che la radio - per bocca di due redattrici - non metterà in onda alcun brano del mio album in quanto non in linea con la filosofia editoriale dell’emittente. Porca vacca, che notizia! E adesso? Dovrei calare le braghe e cambiare lavoro alla mia età? Fare il disoccupato? Sono assalito da immagini sfocate di me, che spendo parsimoniosamente gli ultimi spiccioli in verdure, salumi e baghette al mercato, e dal di là del bancone mi sento chiedere “E allora? Non canta più? Ha smesso?”. Dopo un po’ diventa un coro assordante. Mi sveglio urlando tutto sudato. Insomma, queste due tipe avrebbero deciso che io dovrei sparire dal panorama musicale italiano e forse mondiale in silenzio e senza fare una piega.
Ma poi, chi sono io? Con mio sommo stupore, mi ritrovo ad essere un artista dalla carriera trentennale; non ho la pensione, ma ho avuto l’immeritata fortuna di scrivere dei classici entrati così tanto nella storia della musica italiana che quasi non mi appartengono più, al punto che molta gente conosce le mie canzoni pur senza sapere chi io sia (il che non è sempre un male). Non so se post-mortem metteranno mai il mio busto a Villa Borghese vicino a quello di Giuseppe Verdi, ma mi capita di sentirmi dire dalle persone più insospettabili cose tipo “sai Sergio, anni fa stavo passando un periodo orribile, e solo la tua musica mi ha tirato fuori” (il miglior complimento che possano farmi).
Sono un ARTISTA, cazzo. C’è scritto così nero su bianco sui miei contratti scaduti con la CGD WARNER, con la defunta Polygram (ora Universal), che continuano a vendere tutti i miei vecchi album più varie compilation pagandomi pochi centesimi. Mai e poi mai, nella mia carriera, ho scritto una sola canzone tentando di modellarla in linea con la filosofia editoriale di nessuna radio. Io sono quello che è andato tre volte a Sanremo portando lì brani difficili - IL GARIBALDI INNAMORATO, RIFARSI UNA VITA, e FLAMINGO.
Per carità, non mi aspetto che i miei album piacciano a tutti, né che tutte le radio mi accolgano a braccia aperte. Ma non mi aspetto neanche di essere messo alla porta da nessuno, liquidato o schifato come uno indegno di essere messo in onda da questa o quella radio, con la motivazione implicita che la mia musica potrebbe rovinare la linea editoriale dell’emittente.
Dopotutto, sono uno che scrive musica contemporanea e in tutta Italia riempie teatri e locali di gente che non era neanche nata quando ho iniziato la mia carriera.

Qualcuno obietterà: ma una radio è ben libera di mandare in onda ciò che meglio crede, e se non lo ritiene opportuno non ti manda in onda; che problema c’è? Dipende. Intanto, una radio di portata nazionale, che ottiene le sue licenze dallo Stato ottemperando ad una serie di regole - prima fra tutte quella di trasmettere le news e di avere un certo numero di notiziari al giorno - e prende contributi dallo Stato - è una realtà sociale di tutti, insomma è un servizio pubblico; come tale, prima di discriminare, censurare o oscurare un personaggio pubblico o un artista affermato come me, deve avere dei buoni motivi. Che non possono risiedere nei gusti personali dell’editore. Ovvio che talvolta è lecito censurare: ad esempio, in caso di contenuti offensivi, vilipendio, attacchi personali, linguaggio inappropriato (beh, su questo 105 dovrebbe farsi un esame di coscienza), razzismo, e così via. Ma questo non è certo il mio caso. Non ti piaccio? Pazienza. Il mio disco nuovo, il mio tour sono comunque notizie, e rifiutarsi perfino di annunciare il mio nuovo lavoro o i miei concerti non ha a che fare con nessuna linea editoriale, ma puzza lontano un miglio di discriminazione o peggio ancora di sabotaggio. La SIAE non dovrebbe consentire a nessuna radio di epurare un autore, ma senza una regolamentazione in proposito non può fare nulla. In altri paesi ci sono legislazioni che impongono alle radio una serie di norme sulla messa in onda di una certa dose di musica e autori nazionali. Qui non esiste niente del genere. Qui, ci ritroviamo dei network “privati” ma finanziati in parte coi soldi dei contribuenti, che discriminano a loro piacimento chi gli pare, e quasi sempre per interesse personale o scelte ignoranti.

Ma restiamo in tema e chiediamoci: quale sarebbe la famosa linea editoriale di 105? C’è un solo modo per saperlo: andare a vedere la playlist, ovvero i pezzi più trasmessi dalla radio (dal sito della radio), e vediamo se sia possibile cavarne una “linea editoriale” di qualche tipo. Nella settimana della mia “epurazione” ecco i primi dieci:

NE-YO, Coming With You - che genere musicale sia, difficile a dirsi, lui si definisce R&B, è uno che ha scritto per tutti, Rihanna, Chris Brown, Snoop Dogg, Beyoncé, Jay-Z e molti altri. Dunque, R&B.
MALIKA AYANE - Adesso è qui - anvediii, con NE-YO c’azzecca una cifra! Pop melodico italiano.
THE AVENER - Fade Out Lines - genere, voilà: HOUSE! Di riffe o di raffe, secondo personaggio sanremese su tre entries!
SAINT MOTEL - Cold, Cold Man - genere POP americano. Giustamente, house dopo pop americano ci sta bene come un bicchiere di latte con la pepata di cozze…
RIHANNA KANYE WEST e PAUL McCARTNEY - four five seconds - genere HIP HOP.
BROOKE FRASER - Kings and Queens - DANCE
MAROON FIVE - Sugar - Pop-Rock-Soul, insomma, tutto.
DAVID GUETTA - DANCE
MEGHAN TRAINOR - SOUL (direi, tipo Amy Whinehouse)
JOVANOTTI - RAP ITALIANO

No, basta, mi fermo a riflettere. Ma che minchia di linea editoriale sarebbe questa? Vorrebbero farmi credere che tutti questi generi musicali agli antipodi l’uno con l’altro hanno un pubblico omogeneo tale da determinare la linea editoriale della radio, che guarda caso esclude proprio me? Proiettata qualche decennio fa, questa playlist potrebbe includere a pari merito i Clash, Mino Reitano, Joni Mitchell, Michael Jackson, Sex Pistols, Iva Zanicchi, Ian Dury e Luciano Pavarotti.

Il sottoscritto ha vissuto e fatto musica negli USA per 12 anni, dove in radio mi hanno messo in onda eccome. Negli USA - il paese inventore della radio moderna che qui tentiamo invano di imitare - ha molto senso parlare di “linea editoriale della radio”, perchè negli USA le radio sono tematiche, cioè hanno format radiofonici ben precisi per genere musicale. Ci sono radio che trasmettono esclusivamente country, esclusivamente Hip Hop, esclusivamente Rock anni ’70, esclusivamente Pop, etc. E uno può scegliere il genere musicale che vuole ascoltare. Se sei su una radio country, non ti ci ficcheranno dentro Kanye West o Celine Dion, se ascolti una radio Heavy Metal non ti ci piazzeranno a tradimento Skrillex o Bublè. E così via. Mi spiego?

Ma in che modo il mio nuovo album non sarebbe compatibile con la linea editoriale di 105 è al di là della mia capacità di intendere. MA MI FACCIA IL PIACERE!!! direbbe Totò. Il fatto è che - lo sanno in molti ma nessuno lo dice - c’è una LOBBY delle radio - che decide CHI nella musica debba esistere e chi no. E chi è che deve esistere? Indovinate un po? Ci torniamo più avanti.
Le radio in Italia non sono più quelle di una volta, e questo si sa. Ma cosa è esattamente cambiato? Molte cose, alcune molto evidenti, altre più oscure. Ma una in particolare.

C’ERA UNA VOLTA IL DEE-JAY

Una volta esistevano i Dee-Jay, ed erano loro a scegliere la musica da trasmettere; ogni programma aveva una sua linea, legata allo stile del DJ, alla sua popolarità e al tipo di musica che trasmetteva. Secondo criteri di marketing in verità abbastanza vaghi - ma pur sempre criteri - i responsabili dei palinsesti decidevano in quali fasce orarie collocare i vari programmi a seconda del tipo di pubblico che era lecito aspettarsi ad una certa ora. Per esempio, trasmettere punk rock la mattina alle 7:00 o dopo la mezzanotte - con un Dee Jay che urla e si agita poteva risultare inappropriato; la massaia Dash - per dire - fra le dieci di mattina e mezzogiorno, non vuole sentire cantautori rompicoglioni o rock duro, vuole sentire i classici che andavano quando non era sposata e stirare a ritmo di disco dance. E così via.
Com’era il business della musica ai tempi dei Dee-Jay? Così: quando un artista usciva con un nuovo album, la casa discografica presentava alle varie radio la canzone più adatta per essere il singolo - che doveva avere una caratteristica essenziale: essere “radiofonico” (per la plebe incolta, “orecchiabile”). Poi doveva essere lungo circa tre minuti - mai più di quattro, e la gente da casa poteva telefonare alla radio e chiedere i brani che gli piacevano di più. In tal modo il Dee-Jay tastava il polso al pubblico della radio e si regolava. Il Dee-Jay era praticamente Dio. Come tale, un Dee-Jay a volte si divertiva a scoprire nuovi talenti e a farne delle star, e insisteva a martellare un brano finchè la gente non lo beccava. Era una questione di prestigio.

OGGI

Oggi i DEE-JAY non decidono più una minchia, le scalette vengono scolpite nel marmo dall’editore o dal programming manager, i brani - alternati da spot pubblicitari già montati nella scaletta - vengono messi in onda dal computer che ha un server centralizzato saldamente custodito dalle sacre mani dei responsabili della linea editoriale della radio che sono - per lo più - impossibili da contattare. Per non sentirsi del tutto inutili, i Dee-Jay di alcuni network si sono riciclati come apostoli del cazzeggio più o meno scurrile (il sottoscritto non è sicuramente un moralista, ma che cazzo, ci sono dei limiti ;-)), e la radio è diventata un casino allucinante di gente che parla una sopra l’altra e in mezzo un bombardamento continuo dei soliti venti brani. In tutte le radio. Cambiare stazione non serve. Linea editoriale de che? I network sono tutti uguali e mandano tutti la stessa roba.

LOBBY

E arriviamo al punto. Lo sanno tutti e nessuno lo dice: c’è una lobby di radio che si sono unite per dominare la musica, la discografia, le edizioni, inzuppare il biscotto nel LIVE, e guadagnare percentuali di vario tipo dagli artisti che mettono in onda. C’è una etichetta discografica associata a tre grossi network in particolare (indovinate voi quali), e guarda caso quelle radio trasmettono solo gli artisti che ne fanno parte (ed eventualmente quelli enormi che non è possibile ignorare per questioni di audience). Ci sono artisti di questa etichetta che scrivono i pezzi di tutti gli emergenti. Ma se sei un emergente non sponsorizzato, non hai nessuna possibilità di passare in radio. Questo in termini schietti si chiama MONOPOLIO, e in Italia sarebbe proibito, ma nessuno parla. Perchè? Omertà. La gente ha paura di essere boicottata, e si fa censurare, mettere alla porta senza dire niente nella speranza che “un domani”… In questo quadro, la lobby ha interessi concreti ad oscurare chi della sua cerchia non fa parte, perché vuole che tutti i soldi che la gente ha intenzione di spendere in intrattenimento finiscano nelle loro casse e non vadano dispersi altrove. Se non ti passano in radio, hai più difficoltà a fare concerti. Se sei in radio 40 volte al giorno, batti che ti ribatti alla fine riempi i palazzetti. Ecco il giro di affari, ecco perchè certi artisti si sentono in radio duecento volte al giorno, e altri MAI. Sto aspettando il giorno - che forse non arriverà - in cui un giornalista particolarmente idealista, invece di sedere nella giuria di questo o quel talent show, inizi un’inchiesta per esporre questo marciume che è senza il minimo dubbio la punta di un iceberg di nome RADIOPOLI.

Nel mio caso, non so quando esattamente mi abbiano messo all’indice. Tutte le radio che non mi passano ora, mi hanno passato eccome in anni diversi, e hanno fatto audience anche grazie a me, inclusa 105.
Ma non voglio dare la sensazione di dare addosso a radio 105 in particolare, diciamo che stavolta mi sono incazzato con loro perchè mi hanno sbattuto la porta in faccia nel momento sbagliato.
Giustamente, e a pieno diritto, ho esortato i miei estimatori a non ascoltare più questa radio, ma nessuno lo scambi per boicottaggio. Il boicottato sono io. Perchè, VOI potete boicottare me, eliminarmi dalla scena musicale italiana, e io non posso neanche informare il mio pubblico di ciò che fate? Par condicio, miei cari. Mentre scrivo, più di mezzo milione di persone hanno letto il mio post. Aumenteranno.
Dicevo, 105 non è la sola. RTL non mi passa. E così altre emittenti. Un esempio clamoroso? RADIO ITALIA (solo musica italiana), pure quella non passa le mie canzoni perchè “non in linea con la direzione editoriale della radio”. E che sono io, francese? Bulgaro? Indonesiano? Non mi passano. Lo hanno detto chiaro e tondo a mia moglie (e mia socia) quando un anno fa li ha chiamati per chiedergli come mai ero sparito dai palinsesti - nonostante proprio loro mi avessero poco tempo prima cercato come autore per un emergente - ma questa è un’altra storia. A quei tempi (l’anno scorso) facevo ancora dischi in italiano, non in inglese come adesso. Se non ero un artista italiano io, che ho scritto UN SABATO ITALIANO e ITALIANI MAMBO, e ho portato la mia musica in America, e sono rinomato per il mio uso della lingua italiana, non so chi altro potesse esserlo. “Qui siamo tutti fans di Sergio”, le ha detto il direttore, “ma l’editore ha deciso così”.
Questo modo di operare distruggerà - anzi, lo ha già fatto - la musica italiana e la discografia. Gli artisti di domani saranno solo quelli usciti dai talent show. Non bisogna essere chiaroveggenti per capire che questo strapotere - e disonestà - dei network finirà presto per travolgere anche loro, perchè la radio la ascolta sempre meno gente e quindi anche la pubblicità si inaridirà per migrare su altre piattaforme. Io, sicuramente, non smetterò di fare il mio lavoro solo perché qualcuno ha deciso così.

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SMASHING PUMPKINS ESCE IL VIDEO DI BEING BEIGE

Il primo singolo estratto dal nuovo album MONUMENS TO AN ELEGY

Being Beige è il primo singolo estratto da Monuments To An Elegy, il nuovo album degli Smashing Pumpkins uscito nei negozi a dicembre 2014 su cd BMG RIGHTS MANAGEMENT, distribuzione Self.

Il video, da oggi disponibile in rete all'indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=149BY2WTPJI, è diretto da Brad Palmer & Brian Palmer e ingrandisce lo spazio onirico e surreale di un amore perduto vissuto attraverso il momento di un abbraccio, quando due corpi si fondono in uno solo.

Sospeso nel tempo, il video esprime visivamente astrazioni e metafore surreali sull'amore perduto, utilizzando una combinazione di tecniche di animazione vintage, lenti personalizzate, transizioni delle telecamere e la performance di Billy Corgan e Jeff Schroeder.

La maggior parte del video fluttua in un mondo onirico dove due corpi, due figure non identificabili e senza riferimenti a luoghi, sono l'ancoraggio di questa astrazione. Non c'è vera recitazione, solo semplici movimenti del corpo, ma, il modo in cui vengono catturati dalla telecamera, ingrandisce questo momento molto potente ed emotivo, rendendo il video una serie di pezzi di un puzzle visivo che si uniscono.

Nel punto di picco della canzone le due figure si abbracciano e, in un momento inaspettato, si rivela che i due corpi sono identici, con una sola anima. Le fiamme che si accendono al momento dell'abbraccio non sono distruttive ma raccontano l'idea di potere illimitato. Si tratta di una salita e, in un momento epico, i due corpi diventano un solo corpo che si tuffa nell' acqua scura perdendo la sua forma. Un unico corpo che galleggia e che evoca il suo amore senza limiti.

Monuments To An Elegy è stato registrato a Chicago ed è stato prodotto da Howard Willing (che ha lavorato con i Pumpkins per Adore), Billy Corgan e Jeff Schroeder e vede la partecipazione di Tommy Lee (Mötley Crüe) che ha suonato la batteria in tutti i brani del disco. E 'stato mixato da David Bottrill e masterizzato da Howie Weinberg, che avevava lavorato ai dischi più rappresentativi dei Pumpkins negli anni '90.

Monuments To An Elegy è "un album all'interno di un album," parte del work in progress Teargarden By Kaleidyscope (con Day for Night, come ultima opera del progetto).

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Buone notizie dalla S.I.A.E. per gli under 30

Novità in arrivo da SIAE per i giovani autori: dal 1° gennaio 2015, per chi ha meno di 30 anni l’associazione sarà totalmente gratuita. Non si pagherà nessuna tassa istruttoria all’atto dell’iscrizione, e la quota annuale sarà a costo zero fino al 31 dicembre dell’anno in cui ricade il compimento del trentesimo anno di età.

In alternativa all’associazione, gli autori fino a 30 anni possono conferire mandato gratuito, che prevede, tuttavia, il versamento di € 32,00 una tantum a titolo di imposta di bollo.

Al termine del rapporto di gratuità, ovvero al compimento del trentesimo anno, gli autori saranno tenuti al versamento delle normali quote annuali: 152 euro all’anno per l’associazione, 61 per il mandato.

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