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Articoli filtrati per data: Gennaio 2017

“Se non ti vedo non esisti”: Il primo romanzo di Levante arriva nelle librerie.

È stato pubblicato giovedì 19 gennaio il primo romanzo di Levante, “Se non ti vedo non esisti”, edito da Rizzoli.  

La sua “canzone più lunga”, come lo ha definito la stessa Levante, ha esaurito le copie nel giro di 24 ore ed è attualmente in ristampa, come la stessa artista ha dichiarato in un video su Facebook per ringraziare i suoi sostenitori.

La migliore descrizione di come Levante si sia approcciata a questo nuovo progetto la si trova proprio nelle sue parole:

 

Volevo raccontare una storia, un'altra vita, vivere al quadrato, all'ennesima potenza dentro altri corpi, altri nomi, altri volti. Era novembre e non potevo immaginare che qualcuno venisse a bussare alla porta di quella stanza, dalla quale nulla trapela, per chiedermi se avessi delle storie da raccontare perché dall'interno della mia camera qualche passante incuriosito aveva visto esplodere cuori d'artificio.

 

La storia che Claudia Lagona, in arte Levante, ha scelto di raccontare in questo romanzo è quella di Anita, redattrice di una rivista di moda, animata da grandi sogni e aspettative.
La tormentano gli errori commessi e gli uomini della sua vita, e riguardandosi allo specchio è costretta a scavare dentro sé per fare i conti col passato doloroso: solo così sarà in grado di vedersi veramente e di ricominciare ad esistere per davvero.

 

Levante incontrerà i lettori:

Lunedì 23 gennaio a Torino presso il Circolo dei lettori 
Marted’ 24 gennaio a Roma presso La Feltrinelli di via Appia
Mercoledì 25 gennaio a Milano presso La Feltrinelli di Piazza Duomo
Giovedì 26 gennaio a Bologna presso la Feltrinelli

 

Facebook: https://www.facebook.com/levantemusic
Web: http://www.levanteofficial.com

 

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E’ online dal 16 gennaio “Le incursioni di Alex”, la nuova rubrica di Alex Pierro su Jam TV!

Ad arricchire la proposta di Jam TV (www.jamtv.it) la televisione che integra approfondimento, attualità e informazione musicale, sono state pubblicate online il 16 gennaio 2017 tre nuove rubriche e una web radio: Just Like a Woman (a cura di Jessica Testa), The Vault – Gli Archivi di Ezio (a cura di Ezio Guaitamacchi, direttore di Jam TV), Jam Radio (a cura di Melanie Gemelli) e Le Incursioni di Alex (a cura di Alex Pierro).

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GRINDADRAP è il nuovo video musicale di BlackBeat con Alice Rusconi a sostegno di Sea Shepherd.

Grindadrap
La pratica della Grindadrap è una delle più macabre e violente tradizioni ancora in atto tra le popolazioni delle Isole Faroe nella civile Danimarca Europea durante la quale, ogni anno, vengono massacrati centinaia di globicefali. Le immagini di tale mattanza sono ormai sotto gli occhi di tutti.
Questo video nasce dall'esigenza di diffondere, attraverso canali non necessariamente documentativi, la denuncia contro questa atrocità, utilizzando il linguaggio del corpo.
Elemento fondamentale di questo lavoro è Alice Rusconi Bodin, artista e attivista volontaria di Sea Shepherd, organizzazione da sempre in prima linea per la difesa dei mari. Alice ha un background di danza contemporanea unita ad altre esperienze nel campo dell'arte.
La voce di Romina Salvadori utilizza un testo scritto da Captain Paul Watson, fondatore di Sea Shepherd. Il video di Grindadrap vede inoltre la collaborazione di Luciano Calore alla direzione della fotografia e Lara Guerra al make-up.

 

Blackbeat
È il nome del progetto di Giorgio Ricci, Simone Scarani e Massimiliano Griggio, che spazia dal noise all'ambient, senza rinunciare a melodie vagamente pop. Un vero e proprio collettivo che si occupa di produzioni multimediali e discografiche sotto svariati nomi: First Black Pope, Templebeat, Monosonik, Templezone.
Il gruppo ha collaborato con band europee quali Wumpscut, Suicide Commando, Tying Tiffany, Delenda Noia e altri ancora, mantenendo sempre la musica elettronica come chiave di lettura costante del loro particolarissimo suono.

 

Link del video: https://vimeo.com/185703980

seashepherd.org
www.facebook.com/blackbeatproduction

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Radiofiera! È uscito il video del brano “Fuoco e mitragliatrici”, estratto dal vinile “17.000.000”.

Fuoco e Mitragliatrici
La canzone risale al terribile inverno della guerra italiana, scritta sul fronte dell'Isonzo nei primi mesi del 1916. È un brano unico nel repertorio dei soldati, una risposta dolorosa all'epica celebrativa dei canti più diffusi: vi affiora tutto il risentimento verso l’obbligo del servizio militare e verso la guerra, che ha “flagellato” un'intera generazione.
Il video è stato girato in bianco e nero da Studio TALes, diretto e montato da Luca De Gaspari e Andrea Mondati. Per l'occasione, i Radiofiera hanno collaborato con Giorgio Canali, storico membro di CCCP, CSI e PGR, oggi leader dei Rossofuoco. Nella canzone, incisa in studio e pubblicata in 17.000.000 è facilmente riconoscibile anche l'inconfondibile voce di Angela Baraldi, non presente però nella versione video.

“17.000.000”
Il video di questo singolo rappresenta il punto d’arrivo di un progetto nato nel maggio 2016 con l'operazione "Craunfaundin 2016", una raccolta di fondi per finanziare l'EP in vinile “17.000.000”. Prodotto in edizione limitata, numerata e autografata in sole 199 copie, questo progetto nasce dal desiderio di riportare alla luce quattro rare canzoni della Grande Guerra arrangiate per l'occasione:"Fuoco e mitragliatrici", "Gorizia tu sei maledetta", "Ponte de Priula", "La Tradotta". Quattro grandi capolavori, vecchi di 100 anni, scritti e cantate nelle trincee tra Caporetto e il Piave, che rischiavano di andare perduti.

 

“Siamo onorati di aver potuto suonare queste canzoni: ogni brano di 17.000.000 racconta una parte della nostra storia con cui è fondamentale misurarsi” dice Ricky Bizzarro, frontman della dei Radiofiera. Gorizia tu sei maledetta, ad esempio, è un inno anarchico e antimilitarista, usato durante il ventennio come provocazione antifascista: chi la intonava rischiava l'esecuzione. Ponte de Priula è un brano senza nemmeno un autore, raccolto nel 1970 a Preganziol da un musicologo che lo ascoltò per la prima volta direttamente dalla bocca di un reduce. Racconta il ripiegamento di Caporetto, gli ordini drammaticamente sbagliati degli ufficiali, le fucilazioni sommarie dei soldati per un tradimento che tale non fu.”.

 

I Radiofiera
Nascono nel 1992 nel quartiere popolare di Fiera, a Treviso. Fondatore della rock band è Ricky Bizzarro, assieme al fratello Michele al basso, Giuseppe "Bepi" Fedato alla batteria e Giovanni "Ginko" Schievano alla chitarra. Il successo arriva quasi immediato con Piova, canzone in dialetto veneto che rivela tutto il malumore di chi vive ai margini nella terra più ricca e invidiata d'Italia: il NordEst. I Radiofiera partecipano successivamente a Rock Targato Italia 1994 e Sanremo Rock 1995. Ad oggi, in quasi 25 anni di carriera, la band ha pubblicato 6 album in studio e tenuto centinaia di concerti in Italia, Europa e Cuba. Oggi i Radiofiera sono composti da: Ricky Bizzarro alla voce e alla chitarra; Bepi Fedato alla batteria; Marco Feltrin al basso; Francesco Barbato alle tastiere e alla fisarmonica; Massimiliano Bredariol alla chitarra.

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DALLA FINE DEL MONDO

  IL CAVALIER SERPENTE

 Perfidie di Stefano Torossi

16 gennaio 2017                     

DALLA FINE DEL MONDO

Neanche un albero; solo erba, vento e spruzzi di mare. E qualche casetta vivacemente colorata. Queste sono per noi le Isola Faroe. Dev’essere uno dei posti più inospitali del pianeta, anche perché si trova nel bel mezzo dell’Atlantico del nord, fra l’Islanda e la Norvegia, alla fine del mondo, insomma.

Il clima lo immaginiamo, a dir poco, tosto. La popolazione si dedica all’allevamento delle pecore e, una volta all’anno, a una cruenta mattanza di piccole balene, i globicefali.

Il WWF disapprova. Il resto dell’umanità se ne infischia.

Insomma, non essendoci mai stati, sospendiamo il giudizio.

        Però da lì è arrivato martedì dieci gennaio per manifestarsi al Circolo Scandinavo di Roma il Maestro Kristian Blak, un pianista con la taglia di un boscaiolo del circolo polare e una barba da pescatore di capodogli.

Ora, se le isole Faroe tentiamo di immaginarcele, pur non avendole mai viste, il Circolo Scandinavo invece lo possiamo descrivere nei dettagli, visto che eravamo lì.

L’indirizzo nobile, Via della Lungara, di fronte a Palazzo Corsini, e le finestre che guardano il sontuoso giardino della Villa Farnesina, gioiello del Rinascimento, non riescono a dare neanche un po’ di brio al dimesso appartamento usato come sede per concerti e mostre di artisti svedesi, norvegesi, finlandesi, danesi, islandesi e groenlandesi: scandinavi, insomma; da cui il nome.

Come la star arrivata dal nord a intrattenerci martedì, anche gli ospiti sono massicci, rustici, di assoluta ineleganza. Nelle due salette aperte al pubblico bruciano fiochi stoppini dai quali, e speriamo che non abbia origine invece da qualcuno dei presenti, si innalza un penetrante odore di grasso di tricheco (questa ce la concediamo perché suona pittoresca, alla Melville, ma sospettiamo di essere stati suggestionati dal luogo e dalle persone: in realtà si tratta di candele di più che probabile manifattura romana).

Poltroncine e divanetti con centrini sui braccioli, medaglioni alle pareti, mazzolini di fiori sui tavoli, piastrelle lucide; per completare l’incongruo arredamento da casa della nonna mancano solo le pattine.

C’è invece un pianoforte, davanti al quale (occultandolo a causa della stazza) si piazza il maestro Blak.

Che per prima cosa, e sospettiamo per cameratismo meteorologico, dichiara che neanche dalle sue parti ha mai avuto tanto freddo come a Roma in questi giorni.

La prendiamo come una cordialità, mentre lui va avanti narrandoci la musica naturalistica che suonerà, ispirata alle onde, agli uccelli marini, ai pesci, al vento, con una flemma, una ponderata lentezza di parola, una quantità di pause così estenuanti, che per un attimo abbiamo avuto voglia di balzare in piedi e offrire all’uditorio un’interpretazione personale del famoso “Urlo” (nell’originale, un onomatopeico “Skrik”) di Munch.

Tutti gli altri tranquilli, mentre l’afrore di tricheco si spandeva nell’aere (stessa rischiosa e probabilmente infondata suggestione di prima).

Poi, bisogna ammetterlo, una volta attivatosi, il maestro scandinavo diventa improvvisamente un burlone mediterraneo scodellandoci parecchi bei temi piacevolmente orecchiabili e illustrandoli con magistrali imitazioni di suoni di bestie e fenomeni naturali, da lui stesso prodotti senza farsene accorgere, mentre a testa china smanetta sui tasti.

Squittii, muggiti, bramiti, miagolii, pigolii, chiocciolii, friniti, sibili, bubolii, zirli, sbuffi, tonfi e sciacquii.

Uno spasso.

Purtroppo seguito da un’altra sessione di spiegazioni al rallentatore, perfetta per raffreddare l’atmosfera: non sia mai che si rida troppo. Saremo anche a Roma, ma comunque veniamo da lassù, dalla fine del mondo!

E così via, fino al momento in cui, non resistendo ai ritmi della serata, abbiamo tagliato la corda e rinunciato a saggiare la consistenza del probabile rinfresco.

 

 

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L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: www.ilcavalierserpente.it

 

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“STRINGIMI” è il secondo singolo degli AmanoLibera, estratto dall'album “Crescerai” in radio dal 16 gennaio.

“STRINGIMI” è il nuovo singolo della rock band AmanoLibera, in rotazione radiofonica da lunedì 16 gennaio 2017.

Il brano è estratto dal loro ultimo CD “CRESCERAI”, pubblicato lo scorso 12 dicembre 2016 per l’etichetta TamTam Production di Torino.

“Stringimi” rappresenta una riflessione sull’alternarsi nella vita di momenti indimenticabili e situazioni più difficili da affrontare, nelle quali un forte abbraccio tra due anime che si avvicinano può evitare di farle cadere, nonostante questo non sia sempre possibile.
“Stringimi” racchiude perciò il significato e l'importanza di “sorreggersi” a vicenda, valorizzando la forza che questo gesto trasmette, per affrontare problemi di qualunque entità.

AmanoLibera debuttano nel maggio 2011 in quel di Alessandria. Fin da subito mostrano di avere le capacità necessarie per fare buona musica e, i risultati non tardano; sono vincitori dell’“Open Stage”, che li porta in studio nell’agosto 2011 per la registrazione di una demo di cinque pezzi. Successivamente si distinguono in altre occasioni come “Hangar 19”, “Heineken Jammin Festival”, “Rock Targato Italia” ed “Emergenza Festival”.

La band ha all’attivo due album, “Datevi Tempo” del 2013 e il nuovissimo “Crescerai”.

L’ultimo album “CRESCERAI”, pubblicato lo scorso 12 dicembre, rappresenta una svolta nello stile della band: cambiano sonorità ed atmosfere rispetto al primo lavoro. Il filo conduttore dell’album sono i temi che il nostro paese, ma non solo, sta affrontando in questi anni: la crisi economica, la guerra, e pace. Ma anche ricordare con malinconia e tristezza un amico che non c'è più, e quindi la speranza nell’amore e all’ottimismo.

AmanoLibera sono: Gianluca Boldoni (Voce e chitarra acustica), Andrea Litamè (Chitarra solista), Matteo Stramesi (Basso) e Luigi Fusilli (Batteria).

Per richiedere la cartolina elettronica del singolo “Stringimi”Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Nel web: http://amanoliberaband.wixsite.com/musica

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Rock Targato Italia vi invita a teatro con un’offerta speciale! Partecipate numerosi!

Rock Targato Italia riserva a tutti gli interessati 1 biglietto al prezzo speciale di € 11,50 per tutti gli spettacoli della rassegna "Talkin’ Menotti". Un festival tra narrazioni e contaminazioni, spettacolo, musica, reading, prosa, teatro canzone e comicità, un intreccio tra parole e musica dal 12 gennaio al 28 febbraio al Teatro Verdi e al Teatro Menotti.

10 spettacoli per 30 ospiti di prestigio sulla scena, tra attori e musicisti, da Romina Mondello a Ezio Guaitamacchi, da Alberto Patrucco a Gianni Biondillo, da Paolo Pasi a Massimo Cotto, da Cristina Donà a Syria, senza dimenticare la prosa con un grande autore e regista come Fausto Paravidino.

Inoltre, un'ulteriore, imperdibile offerta: a soli €5.00 la prima nazionale dello spettacolo di apertura della rassegna (e € 10.00 per le altre tre serate):

 

AMAMI O CADO
con Romina Mondello

di Giovanna Mori
regia Giovanna Mori

 

Potrete usufruire della promozione prenotando allo 02.36592544 oppure contattando via mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

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MEROVINGI, I TRADITORI e DAN CAVALCA nella compilation di Rock Targato Italia 23

Ecco dall'Emilia Romagna, la patria della musica italiana - dal Rock al Folk alla canzone d'autore, li c'è veramente il massimo che si possa volere - tre artisti che sono sulla compilation di Rock Targato Italia 23.

I Traditori, Merovingi e Dan Cavalca

 

PRESENTAZIONE ARTISTI COMPILATION ROCK TARGATO ITALIA 23 Giorno per giorno vi parleremo, anzi saranno loro a raccontarsi, dei protagonisti della compilation rock Targato Italia 23, pubblicata in questi giorni 

 

19 tracce originali, (pop rock musica elettronica, folk, crossover) proposte da artisti emergenti di qualità. Ascoltare i loro brani sulle varie piattaforme, è stato una bella emozione, e tutti meritano di essere conosciuti maggiormente.

 

il nostro compito è di sostenerli, promuoverli, farli sentire protagonisti con molta semplicità di un movimento innovativo fuori dallo stagnante sistema quotidiano che domina la scena nostrana.

 

Questi artisti, nel loro piccolo sono giganti, hanno coraggio, girano per l’Italia, suonano in condizioni estreme a volte nei pub e feste di piazza, sono ancora in strada a raccontare cose importanti e cantare canzoni uniche.

 

Da ascoltare con attenzione sulla compilation Rock targato Italia 23. Le sorprese non mancano. Le novità pure.

 

La copertina della compilation è infatti opera del pittore umbro Desiderio, che ha saputo interpretare nel modo migliore la filosofia della rassegna. Per l’occasione, Desiderio ha pensato una cover per la compilation Rock Targato Italia 23, il cui simbolo principale è una colomba.

 

“Susanna” una colomba cyber, fortemente contemporanea, dall’anima profondamente rock”, spiega l’artista, “ma che mantiene il suo carattere di animale-simbolo della pace e dell’amore, due elementi da sempre associati alla musica rock”; che per la copertina di Rock Targato Italia si riveste di un’estetica “metallara” rafforzando quel messaggio, proprio per ribadire che è un “simbolo” forte e resistente nel tempo

 

I TRADITORI

I Traditori debuttano nel dicembre 2013 a San Piero in Bagno, dall'incontro di Matteo Cavallini e Leonardo Forcelli (entrambi Visioni di Cody) con Federico Valgiusti e Francesco Ricci. La loro immagine un po’ sommessa e autoironica e le loro melodie trascinanti che contaminano il pop più scanzonato con rock e il sintetizzatore a fare da traino, li rendono dei potenziali beniamini del popolo indie. I loro ritornelli killer propri dei migliori tormentoni raccontano con ironia un mondo popolato da nerd di provincia ed eterni precari. La band romagnola, che nel marzo 2015 ha pubblicato il primo EP “Novità”, ha le carte in regola per ambire a un posto nell’universo musicale dominato da artisti come I Cani, Lo Stato Sociale o Dente.

Parquet

Il singolo “Parquet” esprime il disagio sociale dei nostri giorni e di una vita costruita sull’apparire diversamente da come si è in realtà: una vita che, alla fine, non ci appartiene e per cui I Traditori cantano la loro opposizione.

Cosa intendete raccontare con il vostro brano, qual è la chiave di lettura?

Il brano si intitola “Parquet” e racconta il disagio sociale della nostra generazione, ragazzi costretti a prendere Finasteride per combattere la caduta dei capelli, fumarsi addosso un pacchetto di sigarette da solo, senza raggiungere alcun risultato.

 

Musicalmente, lo stile del brano come è nato?

 

Quando si compone un brano lo stile viene da sé, noi principalmente iniziamo da una melodia per poi lavorarci tutti insieme. In questo caso è nato tutto dal giro di accordi del piano, costruendoci sopra melodie e arrangiamenti.

 

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

 

Il nome non lo abbiamo scelto noi, ci è stato dato. Il batterista Leonardo Forcelli e il chitarrista Matteo Cavallini hanno già una band, le “Visioni di Cody”. I restanti membri della band “Visioni di Cody” tacciano, simpaticamente, di tradimento Leonardo e Matteo, da qui nasce il nome “I Traditori”.

 

Sul Web: http://itraditori.bandcamp.com

 

Su Facebook: https://www.facebook.com/itraditoriband/

 

 

MEROVINGI

“SUTRA”, il singolo dei MEROVINGI, incluso nella compilation di Rock Targato Italia

Musicisti emiliani dalla forte personalità, i Merovingi sono autori di canzoni dall'atmosfera intima e crepuscolare in cui musica d'autore e rock alternativo si intrecciano sapientemente. I loro testi sono carichi di uno spessore poetico non indifferente e si rifanno ad un immaginario fortemente spirituale e per nulla scontato, con citazioni di rilievo e richiami alle religioni orientali o alla mitologia egizia. Discepoli ideali del maestro Giovanni Lindo Ferretti, si dimostrano una bella scoperta che richiede e merita un ascolto estremamente attento.

SUTRA: cosa intendete raccontare con il vostro brano e qual è la chiave di lettura?

Sutra, che in sanscrito significa “filo”, è un ritorno alle culture e religioni orientali.

La parola indicava infatti un breve scritto o un aforisma utilizzato per tramandare insegnamenti filosofico-spirituali. Il ritornello recita il Mantra del Buddha della Medicina ed è cantato in lingua tibetana. Sutra è dunque un augurio, una dichiarazione di intenti e anche in un certo qual modo una canzone d’amore. 

 

 

“Life time lapse”, il singolo di Dan Cavalca, incluso nella compilation di Rock Targato Italia 23

 

Dan Cavalca
Daniele (in arte Dan) Cavalca, emiliano di nascita, si divide oggi tra Italia e Stati Uniti. Con esperienze rock e pop, i pilastri della sua formazione musicale sono prevalentemente il jazz e la musica classica. Si forma presso il Conservatorio di Parma, l’Accademia Internazionale Della Musica di Milano e la Berklee College fo Music di Boston.

 

Ha collaborato con artisti quali Robin Eubanks e Greg Hopkins e ha condiviso il palco con Annie Lennox e Carole King, durante il Berklee Commencement Concert.
Ha inoltre suonato in una tournée di quattro mesi negli Stati Uniti.

 

Dan Cavalca rappresenta la sintesi maturata del percorso musicale dell’artista che, preso dalla voglia di indipendenza e autonomia, decide di diventare un vero e proprio polistrumentista. La sua passione musicale lo porta a sperimentare inoltre nuovi generi e ad avvicinarsi al mondo della musica elettronica. Le sue più recenti creazioni sono raccolte nell’album “Cinematic”, interamente realizzato e prodotto dall’artista.

 

"Life Time Lapse": titolo del brano e cosa intendi raccontare con questo brano, qual è la chiave di lettura? 

 

Nella musica mi ha sempre affascinato il legame tra suono e immagine. Ogni mio lavoro musicale si ispira a un’immagine o un video immaginario, come se la musica fosse la colonna sonora di un film astratto. "Life Time Lapse" è un gioco di parole tra Life Time (tempo di una vita) e Time Lapse (tecnica video nel quale il tempo sembra scorrere molto più veloce della realtà). Questo brano vuole rappresentare perciò un Time Lapse immaginario di una vita intera.

 

Musicalmente, lo stile del brano come è nato?

 

Nel processo creativo non c'è mai una regola precisa anche se solitamente parto sempre dalla parte melodica, che trovo spesso seduto al pianoforte. Questo brano è nato però già a contatto con i suoni elettronici. Seduto su una tastiera sintetizzatore mi è uscita in maniera molto naturale una progressione armonica, quella che si sente all'inizio del brano, appena dopo la cassa campionata. Da lì la melodia del basso elettrico si è appoggiata molto delicatamente sulla progressione precedente come fosse un cuscino. In seguito si è poi sviluppato tutto il resto.

 

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