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Articoli filtrati per data: Dicembre 2017

Da oggi su Spotify e in tutti i webstore la compilation di ROCK TARGATO ITALIA “Ignoranza e Pregiudizio”

 

Link della compilation su Spotify

https://goo.gl/hA5mwG

 

Inoltre, PARTE DA OGGI, una divertente, curiosa e simpatica campagna promozionale con la collaborazione di tutti gli artisti presenti nella compilation, che hanno realizzato per l’occasione, un proprio video-selfie, da vedere sul canale YOUTUBE di Rock Targato Italia, giorno per giorno

https://youtu.be/O7fMvxDVtUk

GRAZIE A TUTTI

Omar Pedrini, Vallanzaska, Lele Battista, Zibba, Matrioska, Anhima, Timothy Cavicchini, Iron Mais, The Bastard Sons Of Dioniso, Velaut, Killing Dodo, Dove I Pesci Affogano Osaka Flu, Golaseca, Hard Horns, Artemio, 2elementi, Massimo Francescon Band, Riky Anelli Jack Anselmi, Bruschetta Brothers.

Info:

https://goo.gl/x9bi1d

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Zibba e Rock Targato italia

Questa edizione della compilation di Rock Targato Italia 25, Ignoranza e Pregiudizio avvicinandosi la 30/a edizione ha voluto raccogliere e ospitare musicisti artisti che hanno partecipato o sostenuto, nelle diverse edizioni, il buon nome e la qualità della musica indipendente italiana.

ZIBBA


Zibba. Cantautore, arriva al grande pubblico grazie ai Premi della Critica al Festival di Sanremo 2014. Nel corso degli anni vince alcuni tra i premi più prestigiosi della musica Italiana come la Targa Tenco per il miglior album in assoluto ("Come il suono dei passi sulla neve", 2012), il Premio Bindi e l’Artista che non C’era nel 2011, gli On Stage Awards 2015 e molti altri riconoscimenti del mondo indipendente e cantautorale.

Autore per Warner Chappell, Zibba firma canzoni per Eugenio Finardi, Cristiano De Andrè, Patty Pravo, Michele Bravi, Emma, Zero Assoluto, Max Pezzali, Moreno, Marco Masini, Raige, Giulia Luzi, Elodie, Alexia, Le Deva e collabora con artisti come Jack Savoretti, Jovanotti, Tiziano Ferro, Alex Britti e molti altri. Autore di una raccolta di dialoghi dal titolo "Me l’ha detto frank zappa", divenuto poi uno spettacolo con la regia di Sergio Sgrilli, è anche attore nella prima stagione di All’ombra dell’ultimo sole scritto da Massimo Cotto.

Il 20 maggio 2016 esce UNIVERSO, il nuovo singolo prodotto da Andrea Mariano dei Negramaro. A febbraio 2017 Zibba partecipa al 67° Festival di Sanremo come autore con i brani “Togliamoci la voglia” cantato da Raige e Giulia Luzi e con “Spostato di un secondo” cantato da Marco Masini. Esce il 27 ottobre 2017 "Quello che vuoi", il singolo che preannuncia il nuovo lavoro in studio #LECOSE in uscita nel 2018.
È produttore artistico di alcune realtà indipendenti e dal 2017 direttore artistico del Premio Bindi.

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Elettronoir, Roberto Casanovi e Andrea Cassetta.

Tre autoproduzioni da ascoltare: ElettronoirRoberto Casanovi e Andrea Cassetta.

articolo di Roberto Bonfanti

Dicembre, come sappiamo, è tipicamente il mese in cui le major tentano di spremere le ultime gocce di sangue al mercato discografico a suon di pomposi box celebrativi e inutili riedizioni “deluxe” di qualunque cosa. Forse anche per questo, per reazione, mi sembra particolarmente interessante, proprio in questo mese, concentrare l’attenzione su tre progetti musicali meritevoli e assolutamente autoprodotti.

I romani Elettronoir li stimo fin dal loro esordio risalente ormai a una dozzina d’anni fa e “Suzu”, il loro nuovo album pubblicato di recente, è senz’altro una bella conferma di quanto di buono hanno sempre mostrato: un sound scuro e teso in cui inquietudini dark-wave, sperimentazioni elettroniche e atmosfere profondamente notturne e cinematografiche si fondono con una scrittura dall’anima cantautorale che sa però anche impregnarsi di pop deviato dal retrogusto anni ‘80 dando vita a un universo sonoro spigoloso ma ricco di fascino e personalità.

In Roberto Casanovi mi sono imbattuto per caso in una domenica qualunque sulle sponde del lago di Como. “Maree”, suo disco d'esordio pubblicato nel corso di quest’anno, è un piccolo gioiello di delicatezza, malinconia e poesia nella scia del primo De Gregori, ma anche di realismo e disincanto. Un esordio promettentissimo fatto di canzoni squisitamente d’autore, mai urlate eppure estremamente incisive, che mettono in luce un talento dalla scrittura pulita ma fortemente evocativa capace di aprire un intero universo con un solo verso.

Andrea Cassetta lo abbiamo conosciuto alle ultime finali di Rock Targato Italia come voce e anima del progetto Dove I Pesci Affogano. “Melodie impolverate”, il suo nuovissimo album solista, ci presenta un artista sincero capace di muoversi con destrezza fra i confini del rock d’autore, prediligendo canzoni dal suono robusto e irrequieto che si lasciano volentieri accarezzare da richiami post-grunge ma non disdegnando anche qualche apertura pop ad atmosfere più lievi o venate di malinconia, e alternando allo stesso modo momenti di profonda introspezione con altri che lanciano uno sguardo al sociale.

Roberto Bonfanti
www.robertobonfanti.com

 

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Alighiero Boetti con Clino Castelli giovedì 14 dicembre 2017 alle ore 17.30 presso il Salone Napoleonico dell’Accademia di Belle Arti di Brera

DOSSIER POSTALE 1969-1970

Alighiero Boetti con Clino Castelli

Si inaugura giovedì 14 dicembre 2017 alle ore 17.30 presso il Salone Napoleonico dell’Accademia di Belle Arti di Brera (Via Brera 28 – Milano) la mostra “Dossier Postale 1969- 1970. Alighiero Boetti con Clino Castelli”. Una mostra “difficile” e visivamente “dura”, di quello che è in assoluto il lavoro di Boetti che meno concede all’occhio dello spettatore, ma che contiene in sé il modus operandi di quel grande artista e che un’istituzione come l’Accademia, grazie alla sua Commissione Cultura, ha orgogliosamente realizzato per la città di Milano.

Consiste in cento ottantuno cartellette grigie, povere, uniformi, contenenti ciascuna la fotocopia di una busta inviata per posta a un amico presso un indirizzo che l’autore sapeva essere errato. Riavuta la busta con la dicitura “sconosciuto”, l’artista ripeteva l’invio ad un indirizzo ancora errato, e così via per quante tappe aveva deciso dovesse durare questo viaggio, reale e virtuale insieme. Una massa di materiali raccolti per mesi, ma accantonati in attesa di decidere cosa farne, messi in ordine da una numerazione progressiva di protocollo così come gliele aveva organizzata formalmente e nella realizzazione Clino Castelli.

Tutto qui, per cento ottantuno volte. Combinatorietà, compiutezza e affidamento sono le parole chiave di questo lavoro: una vera e propria “dimostrazione” matematica, da cui il “vissuto” non è escluso, ma è inglobato in una visione grandiosa della rete di relazioni che costituiscono il mondo, e di cui l’artista e la sua individualità – persino il suo arbitrio – possono essere gli elementi scatenanti e rivelatori. La grandiosità del progetto dell’artista risiede dunque nell’aver saputo combinare insieme tempo e spazio senza muoversi da casa: c’è “il viaggio”, “l’attesa”, “il ritorno”, “la partenza”, “il caso”, tutto l’armamentario retorico del “viaggio sentimentale” racchiuso però in un’antitetica struttura notarile, “ministeriale”, tanto classificatoria quanto apparentemente indifferente. Tommaso Trini, uno dei tanti amici a cui Boetti indirizza le sue buste, ci restituisce l’immagine di questo lavoro come di «una cipolla fatta di lettere inviate a un periplo sconosciuto di indirizzi impossibili, lettere spedite via espresso a un “indirizzo sconosciuto” e restituite al mittente da un postino a ciò costretto da abbondante affrancatura. E un mittente, artista, che le raccoglie e le impila in buste via via dilatate.»

Il catalogo, realizzato sotto forma di cartelletta per disegni – come per tutte le altre mostre nel Salone Napoleonico – comprende un contributo inedito di Tommaso Trini, un testo di Marco Meneguzzo, un’intervista a Clino Castelli e una serie di fotografie d’epoca, scattate da Giorgio Colombo.

La mostra resterà aperta sino al 26 gennaio, con i seguenti orari: da lunedì a venerdì ore 9.00 – 18.30 e sabato ore 9.00 – 14.00 Ingresso libero

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Teatro Vascello Nuovo debutto

Teatro Vascello

Nuovo debutto promozione

mercoledì 13 dicembre h 21 WHITE RABBIT RED RABBIT *
(coniglio bianco coniglio rosso)

di Nassim Soleimanpour con ANTONIO CATANIA

369gradi
direzione artistica di Valeria Orani

Speciale 20 euro in due

Prenota Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. indicando che prenotate con la promozione

WHITE RABBIT RED RABBIT è un esperimento sociale in forma di spettacolo prodotto in Italia da 369gradi. L'attrice o l'attore che lo interpreta per un'unica volta, senza regia e senza prove, apre la busta sigillata che contiene il testo già sul palco e ne condivide il contenuto con il pubblico. Una sedia, un tavolo, un leggio, gli orpelli concessi. Il qui e ora nella sua massima espressione. Ci sono delle regole da rispettare per chi accetta la sfida: chi decide di portarlo sulla scena non può averlo visto prima. Deve arrivare sul palco ed accettare la sfida portando in dote coraggio e leggerezza, intraprendenza, ironia ed intelligenza.

Ad affrontare la sfida il 13 dicembre a Roma, è ANTONIO CATANIA.
WHITE RABBIT RED RABBIT è un testo teatrale scritto dall'iraniano Nassim Soleimanpour nel 2010, in un momento in cui non aveva possibilità di comunicare con l'esterno del suo Paese. Non è un testo politico e non deve essere descritto come tale, il suo contenuto è metaforico e distante da ogni orientamento politico. Tutti i media e i giornalisti non possono trascurare il fatto che l'autore sia nato in Iran. La richiesta ai giornalisti che lo vedono è che siano attenti e prudenti nei loro resoconti ed articoli per non causare danni all'autore, che oggi vive a Berlino. 
WHITE RABBIT RED RABBIT attraversa il mondo dal 2011, anno in cui ha debuttato all'Edimburgh Fringe Festival, è stato tradotto in 25 lingue e conta più di mille repliche in tutti i continenti. La natura del progetto lascia poche tracce e si chiede ai giornalisti di non svelare il contenuto del testo, di non scrivere recensioni, eventualmente di condividere le impressioni dopo l'esperienza vissuta. È un esperimento importante non solo sul fronte artistico, ma anche su quello organizzativo e produttivo. 369gradi, diretta da Valeria Orani, struttura riconosciuta nell'ambito dell'innovazione culturale, grazie a questo rompe le regole tradizionali del mercato e mette in atto un dialogo che vede coinvolti in egual misura Teatro, Artista e Produzione. WHITE RABBIT RED RABBIT sarà presente in molte città di Italia già da questi primi mesi di programmazione: oltre Napoli lo spettacolo sarà infatti programmato tra il 2017 e il 2018 a Roma, Milano, Palermo, Bari, Cagliari e altre città si stanno aggiungendo. 
WHITE RABBIT RED RABBIT ha avuto interpreti celebri e meno celebri tra cui citiamo tra gli altri Sinead Cusack, Whoopi Goldberg, Ken Loach.

Antonio Catania si diploma alla Scuola d'Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano. Lavora in teatro nel cinema e in televisione. Nel cinema lavora con il regista Gabriele Salvatores con il quale ha debuttato nel 1987 nel film Kamikazen - Ultima notte a Milano e sul set di Mediterraneo e Sud. Dopo Pane e tulipani di Silvio Soldini, è apparso nei film di Aldo, Giovanni e Giacomo Così è la vita, Chiedimi se sono felice e La leggenda di Al, John e Jack e in quelli di Carlo Verdone Ma che colpa abbiamo noi e L'amore è eterno finché dura. Lavora con Ettore Scola nel film La Cena e con Alessandro Genovesi, Davide Marengo, Massimo Martelli, Guido Chiesa, Ivano de Matteo e tanti altri registi. In teatro lavora con Gianluca Guidi, Stefano Benni, Dario Fo, l'ultima produzione chelo vede in scena è "Hollywood" attualmente in tournè. In televisione lavora in diversi film tv (Felicia Imparato, Agata e Ulisse, O'Professore) e serie televisive tra cui Il giudice Mastrangelo, Boris, Ho sposato uno sbirro, Benvenuti a tavola, Tutti per Bruno e Squadra Mobile.

Nassim Soleimanpour è un autore di Teheran, Iran. I suoi spettacoli sono stati tradotti in 20 lingue. Conosciuto per White Rabbit Red Rabbit testo premiato come Best New Performance al Dublin Fringe Festival, al Summerworks Outstanding New Performance Text Award e al The Arches Brick Award che ha ricevuto anche menzioni speciali al Total Theatre e al Brighton Fringe Pick of Edinburgh Award.
Quando a Nassim fu permesso di viaggiare per la prima volta, all'inizio del 2013, White Rabbit Red Rabbit era stato eseguito più di 1000 volte in 20 lingue. Da allora Nassim ha preso parte a laboratori e incontri in diversi teatri e festival tra cui il World Theatre Festival (Brisbane), Tolhuistuin (Amsterdam), SESC Vila Mariana (Sao Paulo), Schauspielhaus (Vienna), DPAC (Kuala Lampur), Teatretreffen (Berlino) Asia House (Londra) e Università di Brema (Germania). Il secondo testo di Nassim Blind Hamlet per la London Actors Touring Company è stato presentato al Festival di Fringe di Edimburgo del 2014 e da allora è stato rappresentato in tutto il Regno Unito ed è stato ospitato a Bucarest e Copenhagen. Nassim ora vive a Berlino con la moglie Shirin. Il suo terzo testo teatrale, BLANK è stato presentato a novembre 2015 a Dancing Edge Festival di Amsterdam e Utrecht e al Radar Festival di Londra.

369gradi è un organismo di produzione riconosciuto dal MIBACT che sostiene e produce arti performative nell'ambito dell'innovazione, della sperimentazione e della multidisciplinarietà. Il progetto nato sotto la direzione artistica di Valeria Orani è strettamente legato alla costruzione di strategie che permettano sia la crescita e la valorizzazione del talento e della creatività delle formazioni artistiche prodotte, sia la promozione e la diffusione della drammaturgia e delle arti performative italiane contemporanee in Italia e all'estero. Tra il 2011 e il 2014 sono stati prodotti e coprodotti artisti e formazioni artistiche che hanno ricevuto premi nazionali e internazionali tra cui Andrea Baracco, che vince il Certamen Festival di Almagro Off (Spagna) con Giulio Cesare, spettacolo ospitato al Globe Theatre di Londra nel 2012 in occasione delle Olimpiadi, Punta Corsara che vince I Teatri del Sacro nel 2015, il Premio della Critica nel 2014, il Premio Ubu Nuovo Attore Under 30 nel 2012 con gli spettacoli Hamlet travestie, Io mia moglie e il miracolo, Petitoblock e Lucia Calamaro che con Origine del Mondo vince tre premi Ubu nel 2012 per Nuovo testo italiano a Lucia Calamaro, Miglior Attrice a Daria Deflorian e Miglior Attrice non protagonista a Federica Santoro. Nel 2014 prosegue la collaborazione con Vincenzo Manna e avvia un percorso produttivo con Bartolini/Baronio. Dal 2015 anche con Umane Risorse di Clara Gebbia, Enrico Roccaforte e Antonella Talamonti. Nel 2015 collabora alla prima edizione del progetto Italian Playwrights Project al fianco del Dipartimento Teatrale della CUNY City University of New York per la diffusione della drammaturgia italiana in America. Nel 2017 lavora al progetto WHITE RABBIT RED RABBIT di cui detiene i diritti in esclusiva per l'Italia e alla prima edizione dell'American Playwright Project, progetto gemello all'IPP rivolto alla promozione in Italia della drammaturgia americana.

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Le mille e una notte - Mary Tibaldi Chiesa

Le mille e una notte

A cura di: Mary Tibaldi Chiesa
Editore: Hoepli
Anno: maggio 2017
Formato: 17x24 cm
Copertina: plasticata
Pagine: 368
Codice isbn: 9788820379339
Nostro prezzo: 21,20 Euro

Le fiabe che compongono il ciclo delle Mille e una notte appartengono ai grandi classici per l'infanzia, libri che ogni generazione di bambini ha letto.

Questa nuova edizione riprende la classica versione hoepliana, ormai esaurita, in cui si ritrovano le fiabe più celebri come quella di Aladino e la lampada meravigliosa o Ali Babà e i 40 ladroni nella limpida versione italiana di Mary Tibaldi Chiesa.

Il fascino e il mistero dell'Oriente è reso soprattutto attraverso le illustrazioni di Vsevolode Nicouline, evocative di un avventuroso mondo lontano e veri e propri capolovari dell'illustrazione per l'infanzia.

Mary Tibaldi Chiesa scrive nella Prefazione:
Fu nell'ultimo scorcio del Seicento che le fiabe assursero ai fastigi delle corti e si conquistarono il favore delle dame e dei cavalieri, oltre che la simpatia dei bimbi. Era stato Perrault a operare il prodigio. Pochi decenni dopo, ai primi del Settecento, verso il tramonto del Re Sole, un'altra raccolta di novelle fantastiche si pubblicava in Francia, a cura dello studioso e orientalista Antoine Galland: erano Le Mille e una notte, insuperata creazione scaturita dalla fantasia del mondo arabo... La versione di Galland, o, meglio, la sua libera riduzione, fu fatta su un antico manoscritto arabo pervenutogli dalla Siria, il più antico fra quelli giunti sino a noi e su racconti che egli aveva udito dalla viva voce di un Maronita di Aleppo, chiamato Hannà, da lui incontrato a Parigi negli anni in cui lavorava alla versione. Ma assai più antica del manoscritto è l'origine delle novelle, prodotto dell'immaginazione popolare rifuso nel crogiuolo ardente dell'arte elaborata di esperti novellatori...  Che la scena sia la Cina o l'Egitto, l'India o la Persia, la Siria o le isole dei mari d'Oriente, l'atmosfera è quella: sono gli arabeschi sottili elaborati delle moschee, tradotti in lettere e parole; sono i soffici tappeti d'Oriente coi loro vividi colori e coi loro disegni di insuperata leggiadria; sono le corti asiatiche coi loro sovrani e coi loro ginecei, le città e i paesi brulicanti di folla pittoresca nei volti e nei costumi.

Indice
Le mille e una notte di Sceherazad
Aladino e la lampada meravigliosa
Ali Babà e i quaranta ladroni
Il cavallo magico
Il pescatore e il Genio
Abdallah il cieco
Hassan il funaio
Alì Cogia e il piccolo Cadì
Il destino di re Aghib
Il Principe Ahmed e la fata Paribanu
Le avventure del piccolo gobbo
Le due sorelle invidiose
L'oracolo del vecchio cieco
Asem e la Principessa degli spiriti
I viaggi di Sindbab il marinaio.

Le mille e una notte sono un'opera collettiva giunta in Occidente nel XVIII secolo. In Italia Hoepli è stato tra i primi editori a farle conoscere. La presente versione riprende quella di Mary Tibaldi Chiesa, notissima autrice per l'infanzia.

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Omar Pedrini e The Folks a Rock Targato Italia 25 - La compilation

Omar Pedrini e The Folks a Rock Targato Italia 25 - La compilation dal 15 dicembre


Correva l'anno 1987 quando un giovanissimo Omar Pedrini vinceva con i Timoria la prima edizione di Rock Targato Italia. Va da sé che nessuno meglio di lui poteva aprire, trent'anni dopo, la nuova compilation del concorso. “Che ci vado a fare a Londra” non ha bisogno di presentazioni: è uno dei brani simbolo di quest'ennesima rinascita artistica di Omar. Un pezzo che parla, non a caso, di desiderio di rompere gli indugi e di sogni ancora da inseguire. (Roberto Bonfanti scrittore, musicista)

Ufficio Stampa Divinazione Milano

La nuova compilation di Rock Targato Italia, disponibile in tutti i webstore dal 15 dicembre, è un crocevia in cui si incontrano stili, urgenze comunicative e percorsi artistici diversi fra loro. Ventuno canzoni, ventuno artisti e ventuno storie che vanno a comporre un mosaico che testimonia l'enorme energia vitale che continua a muoversi nel sottobosco musicale italiano.

Un'energia di cui Rock Targato Italia è, ormai da trent'anni, specchio, vetrina e motore.
Ad aprire le danze c'è Omar Pedrini, che proprio da Rock Targato Italia spiccò il volo trent'anni fa con i Timoria, e come lui ci sono altri artisti già ben noti al pubblico come i VallanzaskaLele BattistaZibba, i Matrioska o gli Anhima, ma c’è ampio spazio anche per i promettenti protagonisti dell'ultima edizione del concorso. C'è chi, come Timothy Cavicchini, gli Iron Mais o The Bastard Sons of Dioniso, ha attraversato in passato tortuosi percorsi discografici e televisivi, e c'è chi ha scelto di avanzare a piccoli passi nell'universo dell'autoproduzione. Ci sono le suggestive inquietudini dei Velaut, dei Killing Dodo e del progetto Dove i Pesci Affogano e c'è il rock sbarazzino degli Osaka Flu, ma anche il calore mediterraneo dei GolaSeca, le sonorità robuste degli Hard Horns, i riff taglienti degli Artemio, il pop destrutturato dei 2elementi, la canzone d'autore della Massimo Francescon Band, di Riky Anelli e di Jack Anselmi, arrivando fino al cabaret musicale dei Bruschetta Brothers.

Un crocevia di suoni, di storie, di idee e di vite che si traduce in un mosaico ricchissimo di sfumature che testimonia quanto l’Italia del rock in tutte le sue possibili sfaccettature abbia ancora tanta voglia di farsi ascoltare (Roberto Bonfanti – scrittore, artista).

Questa edizione della compilation di Rock Targato Italia 25, Ignoranza e Pregiudizio avvicinandosi la 30/a edizione ha voluto raccogliere e ospitare musicisti artisti che hanno partecipato o sostenuto, nelle diverse edizioni, il buon nome e la qualità della musica indipendente italiana.

La copertina è un’opera del pittore Leonida De Filippi ed è stata proposta dalla rivista d’arte Italian Factory Magazine diretta da Alessandro Riva, con la quale è attiva da tempo, una concreta collaborazione, al fine di valorizzare artisti del settore arti visive e musicali. L’impegno reciproco è di lavorare maggiormente sulle sinergie culturali generate dalle opere artistiche e musicali, della nuova scena italiana, in spazi e modi liberi

Grazie alla collaborazione con Maninalto! Records che si sta muovendo anche verso altri progetti come ad esempio proporre periodicamente una raccolta di artisti e promuoverli attraverso la compilation con cadenza stagionale, in modo da poter offrire maggiori opportunità alla scena musicale indipendente italiana. Un lavoro impegnativo, faticoso, tra organizzazione e promozione, ma altrettanto necessario per far conoscere la vitalità, l’originalità culturale del nostro territorio e dell’industria culturale italiana. La collaborazione è aperta alle adesioni di altri artisti e produttori, media e social. 

Maninalto! nasce a Milano nel 2004 come etichetta discografica indipendente, attenta e sensibile alle novità ed alle produzioni di qualità. Dopo solo qualche anno si specializza come Management e Booking Agency, offrendo così ai propri artisti un servizio a 360°. Tanti gli artisti e le realtà nazionali ed internazionali con cui può vantarsi di aver collaborato in questi primi 14 anni di carriera

tracklist della compilation: Ignoranza e Pregiudizio

1. Omar Pedrini con @THE FOLKS – Che ci vado a fare a Londra?
2. The Bastard Sons of Dioniso – Rumore Nero 
3. OSAKA FLU – La sindrome del giovane Holden
4. LeLe Battista– Le occasioni che pèrdono
5. Riky Anelli – Come le nuvole
6. Dove i Pesci affogano – Naufraghi del delirio
7. ZIBBA – Universo
8. Timothy Rock CavicchiniI & OSTETRIKA GAMBERINI – Kattivo
9. Killing Dodo – Concorde
10. 2elementi – Cade su
11. Massimo Francescon Band – Il mio viaggio
12. Jack AnselmiI – 10.25
13. Anhima – Un cuore che vola 
14. Velaut – Arianna (Per chi si è perso)
15. Bruschetta Brothers – Anglicismi ad minchiam 
16. GolaSeca – Gola o peones
17. ARTEMIO – Uguale a te
18. Hard Horns live at Antica Birreria Moretti – Just a moment
19. MATRIOSKA – Storia di una storia mai nata
20. Vallanzaska – Assessore
21. IRON MAIS – Cu cù

C - Quotidiano indipendente del Trentino Alto AdigeFabio De Santis La VIA band Overflowing Rising Age Motette Collectin' Sparks Falsi Moralisti The Bronze Bananas Virgin Radio Italy BBC Radio London Maninalto! Records Fabio Lionello Sergio Cippo Vincenzo Donato Nalesso David Nicola Pellinghelli Pierangelo Pettenati Massimo Campagna 

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La compilation di ROCK TARGATO ITALIA dal 15 dicembre Disponibile in tutti i webstore Ignoranza e Pregiudizio

La nuova compilation di Rock Targato Italia, disponibile in tutti i webstore dal 15 dicembre, è un crocevia in cui si incontrano stili, urgenze comunicative e percorsi artistici diversi fra loro. Ventuno canzoni, ventuno artisti e ventuno storie che vanno a comporre un mosaico che testimonia l'enorme energia vitale che continua a muoversi nel sottobosco musicale italiano.

Un'energia di cui Rock Targato Italia è, ormai da trent'anni, specchio, vetrina e motore.

Ad aprire le danze c'è Omar Pedrini, che proprio da Rock Targato Italia spiccò il volo trent'anni fa con i Timoria, e come lui ci sono altri artisti già ben noti al pubblico come i Vallanzaska, Lele BattistaZibba, i Matrioska o gli Anhima, ma c’è ampio spazio anche per i promettenti protagonisti dell'ultima edizione del concorso. C'è chi, come Timothy Cavicchini, gli Iron Mais o The Bastard Sons of Dioniso, ha attraversato in passato tortuosi percorsi discografici e televisivi, e c'è chi ha scelto di avanzare a piccoli passi nell'universo dell'autoproduzione. Ci sono le suggestive inquietudini dei Velaut, dei Killing Dodo e del progetto Dove i Pesci Affogano e c'è il rock sbarazzino degli Osaka Flu, ma anche il calore mediterraneo dei GolaSeca, le sonorità robuste degli Hard Horns, i riff taglienti degli Artemio, il pop destrutturato dei 2elementi, la canzone d'autore della Massimo Francescon Band, di Riky Anelli e di Jack Anselmi, arrivando fino al cabaret musicale dei Bruschetta Brothers.


Un crocevia di suoni, di storie, di idee e di vite che si traduce in un mosaico ricchissimo di sfumature che testimonia quanto l’Italia del rock in tutte le sue possibili sfaccettature abbia ancora tanta voglia di farsi ascoltare (Roberto Bonfanti – scrittore, artista).

Questa edizione della compilation di Rock Targato Italia 25, Ignoranza e Pregiudizio avvicinandosi la 30/a edizione ha voluto raccogliere e ospitare musicisti artisti che hanno partecipato o sostenuto, nelle diverse edizioni, il buon nome e la qualità della musica indipendente italiana.

Questa la tracklist della compilation.

  1. OMAR PEDRINI con THE FOLKS – Che ci vado a fare a Londra?
  2. THE BASTARD SONS OF DIONISO – Rumore Nero
  3. OSAKA FLU – La sindrome del giovane Holden
  4. LELE BATTISTA – Le occasioni che pèrdono
  5. RIKY ANELLI – Come le nuvole
  6. DOVE I PESCI AFFOGANO – Naufraghi del delirio
  7. ZIBBA – Universo
  8. TIMOTHY CAVICCHINI & OSTETRIKA GAMBERINI – Kattivo
  9. KILLING DODO – Concorde
  10. 2ELEMENTI – Cade su
  11. MASSIMO FRANCESCON BAND – Il mio viaggio
  12. JACK ANSELMI – 10.25
  13. ANHIMA – Un cuore che vola
  14. VELAUT – Arianna (Per chi si è perso)
  15. BRUSCHETTA BROTHERS – Anglicismi ad minchiam
  16. GOLASECA – Gola o peones
  17. ARTEMIO – Uguale a te
  18. HARD HORNS – Just a moment
  19. MATRIOSKA – Storia di una storia mai nata
  20. VALLANZASKA – Assessore
  21. IRON MAIS – Cu cù

La copertina è un’opera del pittore Leonida De Filippi ed è stata proposta dalla rivista d’arte Italian Factory Magazine diretta da Alessandro Riva, con la quale è attiva da tempo, una concreta collaborazione, al fine di valorizzare artisti del settore arti visive e musicali. L’impegno reciproco è di lavorare maggiormente sulle sinergie culturali generate dalle opere artistiche e musicali, della nuova scena italiana, in spazi e modi liberi.

La collaborazione con Maninalto! Records si sta muovendo anche verso altri progetti come ad esempio proporre periodicamente una raccolta di artisti e promuoverli attraverso la compilation con cadenza stagionale, in modo da poter offrire maggiori opportunità alla scena musicale indipendente italiana. Un lavoro impegnativo, faticoso, tra organizzazione e promozione, ma altrettanto necessario per far conoscere la vitalità, l’originalità culturale del nostro territorio e dell’industria culturale italiana. La collaborazione è aperta alle adesioni di altri artisti e produttori, media e social. 


Maninalto! nasce a Milano nel 2004 come etichetta discografica indipendente, attenta e sensibile alle novità ed alle produzioni di qualità. Dopo solo qualche anno si specializza come Management e Booking Agency, offrendo così ai propri artisti un servizio a 360°. Tanti gli artisti e le realtà nazionali ed internazionali con cui può vantarsi di aver collaborato in questi primi 14 anni di carriera.

 

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Generazioni, l’intervallo e Alice Cooper.

Generazioni, l’intervallo e Alice Cooper.

Interrompo temporaneamente la serie di “Generazioni” per tre ragioni. Prima, mi corre l’obbligo di parlare con voi e di voi: di affetto, stima e critiche costruttive che apprezziamo tantissimo , sono lo sprone per continuare a scrivere e condividere autenticamente i nostri punti di vista e le nostre “Visioni”. Poi, abbiamo visto il concerto di Alice Cooper all’Alcatraz a Milano e volevamo raccontarvelo. Infine, volevamo rendervi partecipi di tre chiacchierate fatte con amici e che hanno dato il “calcio d’inizio” ad una iniziativa che spero possa essere interessante.

Per cominciare, dobbiamo ringraziare sinceramente e con trasporto tutti i nostri lettori e, in particolare, quelli che commentano e criticano i nostri testi. Alcuni complimenti ci riempiono di gioia e ci spingono ad andare avanti con sempre maggiore convinzione ed impegno nella nostra ricerca tra passato e presente, sperando che il futuro veda maggiore qualità generalizzata e la fine di un appiattimento che nella musica, così come in altri linguaggi espressivi, tutti stiamo subendo.

Altra menzione d’onore è per i critici. Sul web è veramente facile lasciarsi andare a sproloqui ed insulti: au contraire, i miei critici sono sempre puntuali, sagaci e corretti. Ascoltare le loro istanze, a noi è utilissimo per progredire e guardiamo a loro sempre con attenzione e interesse.

Alice Cooper è un altro pezzo di Storia. Sul palco le sue sessantanove primavere non gli sono d’impaccio. Anzi, ci regala una performance all’altezza di epoche più verdi se non migliore. I grandi Vecchi sono sempre una garanzia. Vincent è sempre lui con le sue atmosfere grandgrignolesche tra Baron Samedi haitiani e il romanzo gotico del XIX secolo. Il repertorio immaginifico è quello di sempre con maschere di clown inquietanti, ghigliottine e un Frankestein che sembra uscito dalla trasposizione cinematografica del capolavoro di Mary Shelley di Rob Zombie. Lo so, il regista non si è mai cimentato con il mostro ma, da un punto di vista iconografico, quello sarebbe stato l’aspetto della creatura se mai avesse voluto farlo. La scaletta prevede i grandi classici: da Poison, a Feed my Frankenstein e si conclude con School’s Out.

Poison è anticipata da un’esplorazione della sempre virtuosa Nita Strauss che cerca (e trova) tutte le scale presenti sul manico della sua chitarra. Poi diventa un’orgia di voci per la partecipazione entusiasta del pubblico. La band di Alice Cooper è notevole e una speciale citazione la merita il batterista. Glen Sobel è aggraziato come una majorette, vigoroso come un fabbro e preciso come un metronomo. Di grande suggestione e  bravura il “solo” in cui si cimenta. School’s Out chiude dopo un’ora e mezza precisa … Tutto molto bello ma, forse un quarto d’ora in più ce lo potevano concedere. Non c’è comunque molto di cui lamentarsi vista la qualità generale dello show e della musica. Se possiamo trovare un piccolo neo: il palco dell’Alcatraz è posto piuttosto in basso e (complice anche la mia statura posta anch’essa abbastanza vicina al pavimento) era difficile vedere bene dalla platea.

Il vecchio rocker è ancora capace di regalarci divertimento, qualità ed emozioni con la sua indomita grinta.

Sempre durante questi giorni abbiamo avuto alcuni vivaci scambi di opinione. Non allarmatevi: ci vogliamo ancora tutti bene. La cosa comincia con un amico a nome Daniele che ci invita a non farla così lunga. La musica, alla fine, è un passatempo. Il mio amico è più giovane di me e, mentre dentro di me sta per partire il “pippone”, mi rendo conto che sarà molto difficile che lui la possa pensare diversamente. Così mi risparmio di spiegare che la musica è l’unico linguaggio universale, che dentro di sé porta suggestioni e racconti, che ha sostenuto e ispirato rivoluzioni, che ha portato i messaggi più alti ad un’umanità che diversamente non li avrebbe capiti, che attiene alla nostra più profonda identità (quella di essere umani) … che ci insegna altri punti vista, ci regala un’altra rete interpretativa, che oltrepassa muri e barriere.  La musica è quella carezza che asciuga le nostre lacrime o le scioglie disfacendo il groppo che abbiamo in gola. Dire che la musica è solo un passatempo è come dire che la Divina Commedia e Ulysses sono solo carta, che Il Cielo sopra Berlino è solo cellulosa spruzzata di sali d’argento. Purtroppo, devo rendermi conto, e ne parleremo meglio nella terza parte di Generazioni (e , forse, ne sarà necessaria anche una quarta!), che dall’invenzione delle TV musicali, dei talents show, dei fenomeni della rete questo sarà il giudizio di un pubblico omologato da sedicenti artisti anch’essi omologati, dai geni del marketing, da editori radiofonici piegati alle esigenze degli inserzionisti: è solo intrattenimento. Si vendono le celebrità non la musica.

Così esprimo questo mio pensiero a Massimiliano Morelli (un amico di recente acquisizione, poeta e anima creativa della band metal Feral Birth) e mi becco del “passatista”. Max conia questo neologismo perché pensa che io sia convinto che non si possa più fare buona musica, oggi. Mi spiega che, probabilmente, c’è qualcuno che sta scrivendo l’equivalente contemporaneo di Eleonore Rigby in questo momento. Per chiarire questo punto: io sono convinto che ci sia molta qualità in giro. Non  farei il giurato a Rock Targato Italia, che ne è la dimostrazione pratica, se no. Credo, però, che le dinamiche di un mercato profondamente mutato non mettano più a disposizione molti spazi. Oggi i Led Zeppelin sarebbero una nicchia non avrebbero venduto centinaia di milioni di dischi. Poi, quali dischi? Chi li compra più? Oggi, non si ascoltano gli album, si scaricano i singoli spesso gratis e illegalmente (e voglio essere buono!). Difficile per chi, pieno di talento e qualità, voglia emergere dal mondo indipendente ad un mainstream sempre meno autentico e sempre più inginocchiato a logiche artefatte che stanno impoverendo la nostra cultura, la nostra sensibilità e la nostra capacità di leggere il reale.

Infine, dopo essere stato definito “passatista” mi chiama il mio editore e organizzatore di Rock targato Italia (di cui ho una stima ed un affetto assoluto) che mi dice che sono tecnofobo … Settimana difficile, direte voi. Invece no. Proprio per questo abbiamo deciso di organizzare un’occasione di confronto pubblica che, vi anticipiamo, sarà presso Ligera a Milano il giorno 11 febbraio prossimo venturo e, alla quale, sarete tutti invitati. Io ho già detto a Max Morelli che io partecipo (e ci sto a farmi maltrattare) se mi permette di leggere almeno un paio di sue poesie. Vi daremo maggiori dettagli più avanti e, anche, il titolo e tema dell’incontro.

In conclusione, non sono pessimista sono terrorizzato. Lo sono di più per i nostri figli e nipoti che per me stesso. Voglio pensare che si possano portare ancora i ragazzi ai concerti, al cinema e a teatro. Che si possa portarli in libreria per comprare i libri di carta e non solo il nuovo videogame per la PS18. Che si insegni a loro che se non pagano il frutto dell’impegno altrui, soprattutto quello dei veri artisti, sono destinati a diventare culturalmente e definitivamente schiavi.

di Paolo Pelizza

© 2017 Rock targato Italia

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Rock Targato Italia 25 - Ignoranza e Pregiudizio - La Compilation

ROCK TARGATO ITALIA

Dal 15 dicembre

Disponibile in tutti i webstore

La nuova compilation

La nuova compilation di Rock Targato Italia, disponibile in tutti i webstore dal 15 dicembre, è un crocevia in cui si incontrano stili, urgenze comunicative e percorsi artistici diversi fra loro. Ventuno canzoni, ventuno artisti e ventuno storie che vanno a comporre un mosaico che testimonia l'enorme energia vitale che continua a muoversi nel sottobosco musicale italiano.

Un'energia di cui Rock Targato Italia è, ormai da trent'anni, specchio, vetrina e motore.
Ad aprire le danze c'è Omar Pedrini, che proprio da Rock Targato Italia spiccò il volo trent'anni fa con i Timoria, e come lui ci sono altri artisti già ben noti al pubblico come i VallanzaskaLele Battista, Zibba, i Matrioska o gli Anhima, ma c’è ampio spazio anche per i promettenti protagonisti dell'ultima edizione del concorso. C'è chi, come Timothy Cavicchini, gli Iron Mais o The Bastard Sons of Dioniso, ha attraversato in passato tortuosi percorsi discografici e televisivi, e c'è chi ha scelto di avanzare a piccoli passi nell'universo dell'autoproduzione. Ci sono le suggestive inquietudini dei Velaut, dei Killing Dodo e del progetto Dove i Pesci affogano e c'è il rock sbarazzino degli OSAKA FLU, ma anche il calore mediterraneo dei GolaSeca, le sonorità robuste degli Hard Horns, i riff taglienti degli ARTEMIO, il pop destrutturato dei 2elementi, la canzone d'autore della Massimo Francescon Band, di Riky Anelli e di Jack Anselmi, arrivando fino al cabaret musicale dei Bruschetta Brothers.

Un crocevia di suoni, di storie, di idee e di vite che si traduce in un mosaico ricchissimo di sfumature che testimonia quanto l’Italia del rock in tutte le sue possibili sfaccettature abbia ancora tanta voglia di farsi ascoltare (Roberto Bonfanti – scrittore, artista).

Questa edizione della compilation di Rock Targato Italia, Ignoranza e Pregiudizio avvicinandosi la 30/a edizione ha voluto raccogliere e ospitare musicisti artisti che hanno partecipato o sostenuto, nelle diverse edizioni, il buon nome e la qualità della musica indipendente italiana.

Questa la tracklist della compilation.

  1. OMAR PEDRINI con THE FOLKS – Che ci vado a fare a Londra?
  2. THE BASTARD SONS OF DIONISO – Rumore Nero
  3. OSAKA FLU – La sindrome del giovane Holden
  4. LELE BATTISTA – Le occasioni che pèrdono
  5. RIKY ANELLI – Come le nuvole
  6. DOVE I PESCI AFFOGANO – Naufraghi del delirio
  7. ZIBBA – Universo
  8. TIMOTHY CAVICCHINI & OSTETRIKA GAMBERINI – Kattivo
  9. KILLING DODO – Concorde
  10. 2ELEMENTI – Cade su
  11. MASSIMO FRANCESCON BAND – Il mio viaggio
  12. JACK ANSELMI – 10.25
  13. ANHIMA – Un cuore che vola
  14. VELAUT – Arianna (Per chi si è perso)
  15. BRUSCHETTA BROTHERS – Anglicismi ad minchiam
  16. GOLASECA – Gola o peones
  17. ARTEMIO – Uguale a te
  18. HARD HORNS – Just a moment
  19. MATRIOSKA – Storia di una storia mai nata
  20. VALLANZASKA – Assessore
  21. IRON MAIS – Cu cù

La copertina è un’opera del pittore Leonida De Filippi ed è stata proposta dalla rivista d’arte Italian Factory Magazine diretta da Alessandro Riva, con la quale è attiva da tempo, una concreta collaborazione, al fine di valorizzare artisti del settore arti visive e musicali. L’impegno reciproco è di lavorare maggiormente sulle sinergie culturali generate dalle opere artistiche e musicali, della nuova scena italiana, in spazi e modi liberi

La collaborazione con Maninalto! Records ha come obiettivo quello di proporre periodicamente una raccolta di artisti e promuoverli attraverso la compilation con cadenza stagionale, in modo da poter offrire maggiori opportunità alla scena musicale indipendente italiana. Un lavoro impegnativo, faticoso, tra organizzazione e promozione, ma altrettanto necessario per far conoscere la vitalità, l’originalità culturale del nostro territorio e dell’industria culturale italiana. La collaborazione è aperta alle adesioni di altri artisti e produttori, media e social. 

Maninalto! nasce a Milano nel 2004 come etichetta discografica indipendente, attenta e sensibile alle novità ed alle produzioni di qualità. Dopo solo qualche anno si specializza come Management e Booking Agency, offrendo così ai propri artisti un servizio a 360°. Tanti gli artisti e le realtà nazionali ed internazionali con cui può vantarsi di aver collaborato in questi primi 14 anni di carriera

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