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Articoli filtrati per data: Febbraio 2017

Rock targato Italia, selezioni Sicilia: intervista alla band '091Blues'

Loro sono la band ‘091Blues’, si esibiranno il 9 marzo presso i Candelai di Palermo, per le selezioni regionali Sicilia di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così;


Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il nome della band risale agli inizi degli anni 90' per intrattenere il pubblico nei pub siciliani con un repertorio di cover Rock Blues. Nel 2015 la band abbraccia un nuovo progetto musicale con l'intento e la voglia di proporre inediti cantati in dialetto siciliano con le sonorità tipiche del Blues, Rock Blues e Rock'n'Roll. Nei nostri testi vogliamo ironizzare sui vizi e sulle virtu' dei siciliani raccontando aneddoti, filastrocche e tradizioni tipiche della nostra amata Sicilia.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Gli 091BLUEs sono un quartetto composto da: Piero Vaccarello: voce e chitarra; Filippo Patti: voce e Batteria; Dario Capostagno: basso; Roberto Clesceri: pianoforte. Ci siamo conosciuti  durante il lungo cammino della band negli ambienti musicali di Palermo. 

Come vi siete avvicinati alla musica?

Sin da bambini, siamo stati sempre attratti dalla musica e vedevamo gli strumenti musicali come degli oggetti magici capaci di trasmettere grandi emozioni.

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

La nostra musica e' Rock Blues ma noi amiamo definirlo Sicilan Blues.     

Cosa ne pensate dei talent show?

Posso essere un ottimo punto di partenza per chi vuole ''mostrare'' al pubblico le sue abilità e/o qualità artistiche. Anche se, purtroppo, alcuni talent show,  vengono utilizzati per fini ulteriori. 
Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?  

Non abbiamo delle preferenze, l'importante è fare conoscere il nostro progetto musicale e la nostra musica in giro per l'Italia.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Si, ne abbiamo fatti parecchi in Sicilia e anche fuori  dalla Sicilia in occasione della partecipazione in alcuni contest nazionali. La risposta del pubblico continua ad essere molto soddisfacente, notiamo che si divertono e rimangono incuriositi. 

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Dare più spazio alle Band; cercare di incoraggiare e divulgare la loro musica anche mediante la ''televisione'' che rimane sempre il mezzo di diffusione e conoscenza più rapido.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Semplicemente, portare in giro per l'Italia il nostro progetto musicale, il nostro ''Sicilian blues'' con la speranza di incuriosire e far parlare dei 091BLUEs il più possibile.  

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Selezioni regionali Sicilia per Rock Targato Italia: intervista ai Karbonica

Loro sono i Karbonica, si esibiranno il 9 marzo presso i Candelai di Palermo, per le selezioni regionali Sicilia di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così;

Come vi siete avvicinati alla musica?

In realtà non ce lo ricordiamo più, è successo tanto tempo fa. Di certo non è stato un fatto o un evento in particolare, ma un insieme di cose. Per alcuni di noi, la musica ascoltata dalla sorella o dal fratello, per altri il tormentone rock passato dalle radio, per qualcun altro, il compagno di banco con la t-shirt degli AC/DC e il walkman sempre acceso. Insomma difficile trovare il fatto scatenante di quello che è diventato il vero nostro vizio “fare musica”.

 Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Possiamo inquadrare la nostra musica all'interno del rock, nello specifico del rock italiano. A volte un po' “hard”, altre un po' “pop”, per qualcuno con l'uscita del nostro nuovo lavoro (Quei Colori,2016), addirittura un po' “alternative”. Ma la sostanza è una sola, si tratta di musica, in un mondo in cui di muri ce ne stanno già troppi, non serve a nulla dividere la musica per generi.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Da una lattina di un noto energy drink. Tra gli ingredienti non manca mai l'anidride carbonica, che è un elemento velenoso per l'uomo, tuttavia risulta indispensabile dell'atmosfera, ed è coinvolto in tutti i processi vitali. La nostra musica può essere per alcuni scomoda, ma di fatto raccontiamo fatti, cose di questa società, un po' come l'anidride carbonica nell'atmosfera, noi stiamo dentro a questa società.

Cosa ne pensate dei talent show?

I talent show sono un fatto, anch'esso di questa società, un po' come l'anidride carbonica, ci sono diversi mali ma contestualizzati all'interno del mercato musicale, i talent assumono un loro senso. Vera nota dolente di questo fenomeno è che rappresenta oggi la via principale per far affacciare un “artista” al grande pubblico, ma al pari della facilità con cui essi gli permettono di ottenere successo, sono in grado di toglierglielo. Non dimentichiamoci che si tratta più di intrattenimento che di musica, ogni anno nuove stagioni, nuovi partecipanti, a volte nuovi programmi, quindi il talento scoperto diventa, al massimo dopo due anni buono per la spazzatura, in quanto occorre fare spazio a nuovi rampanti.

Quali sono i locali in Toscana o in italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Diremmo All'Alcatraz di Milano o al Piper di Roma, beh mettiamoci dentro pure il Tenax di Firenze. In realtà non sappiamo neanche se in questi locali venga dato ormai spazio a realtà underground, o se si faccia rock, in fin dei conti siamo una band siciliana e lo stretto d Messina, musicalmente parlando non è poi così stretto, quindi non sappiamo bene cosa accade nelle altre regioni d'Italia.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

I Karbonica sono una realtà musicale nata ad Acireale (CT) nel 2009. Di live ne abbiamo fatti parecchi, dal 2014 al 2016 circa 200 concerti. Il pubblico lo dividiamo in due categorie: 1) quelli che si trovano all'interno di un club per caso; 2) quelli che si recano al club, ampiamente documentati e che magari seguono spesso  la band e ne comprano i lavori discografici. Per fortuna, siamo riusciti, con il passare del tempo a costruirci un zoccolo duro di affezionati, che ci ha permesso di suonare la nostra musica, nei club/pub in cui solitamente suonano solo le cover/tribute band. Ci sembra un buon risultato, tuttavia la Sicilia non ci basta, vogliamo di più.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

In Italia c'è tanto, molta offerta, spesso concentrata nell'underground musicale. Forse manca solo un po' la curiosità, Il pubblico è stato ultimamente abituato ad ascoltare sempre e solo le stesse cose. Non sappiamo cosa servirebbe, ma di sicuro dei club, aperti alle realtà underground e in grado di far tornare di “moda” la vera cultura dei LIVE. E poi i network, dovrebbero svecchiarsi un po', la musica buona dovrebbe entrare in radio, la meritocrazia tanto decantata e ricercata (a parole) da tutti, anche nel mondo della musica viene giornalmente calpestata. Gli emergenti così riescono a far sentire la propria musica, solo sulle piccole radio locali e web radio, di fatto il vero motore dell'indie (inteso come indipendente), sono queste realtà radiofoniche e ad esse vanno aggiunte pure le webzine e i blog indipendenti, dobbiamo davvero ringraziarli in quanto fanno solo del bene alla cultura del nostro paese.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Il 2016 è stato per noi un anno pieno di impegni, il 7 novembre è stato pubblicato il nostro primo full lenght, preceduto da tanti live sparsi per tutta la Sicilia. Poi è arrivata la bella notizia, della nostra inclusione da parte dei Litfiba, nella compilation celebrativa del trentennale di 17 Re, prodotta da Piero Pelù e Ghigo Renzulli e pubblicata in free dowload sul sito degli stessi Litfiba. Adesso ci stiamo concentrando sulla promozione del nostro lavoro, ma abbiamo iniziato nel frattempo a fare una cernita tra altri nuovi brani, alcuni dei quali esclusi per motivi di eterogeneità dal recente nostro lavoro. L'obiettivo è quello di preparare il materiale per un nuovo lavoro. Obiettivo più a breve termine è quello di uscire fuori dal confine regionale, vorremmo suonare dal vivo fuori dalla Sicilia. In ogni caso continueremo a lavorare su nuove produzioni e speriamo entro il 2018 di pubblicare un nuovo lavoro, le cui caratteristiche sono già ben delineate adesso.

 

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FOOD FILM FESTIVAL @ PARCO AGRICOLO SUD MILANO - III Edizione

"In questi anni c’è più che mai interesse nel cibo, sebbene ce ne sia pochissimo nei confronti di chi lo produce..."

FOOD FILM FESTIVAL @ PARCO AGRICOLO SUD MILANO - III Edizione

FOOD FILM FESTIVAL è un festival migrante nel territorio del Parco Agricolo Sud Milano.
FOOD FILM FESTIVAL è un’occasione per riflettere e confrontarsi sulle scelte consapevoli, sugli stili di vita sostenibili.
FOOD FILM FESTIVAL è cinema, cibo, agricoltura e sostenbilità.

venerdì 10 febbraio, al Barrio's:

ore 19.30 – Degustazione a cura del GASP Barona: RIUTILIZZO E RICICLO PER COMPATTERE GLI SPRECHI!

 

ore 20.30 – FOOD CHIANS FOOD CHAINS the revolution in american fields
(PAESE: USA 2014 DURATA: 86' Regia: Sanjay Rawal)

In questo documentario, un gruppo di intrepidi contadini della Florida lottano per sconfiggere i 4 mila miliardi di dollari dell’industria globale dei supermercati grazie al loro ingegnoso sistema di commercio equo,

che stabilisce un partenariato con coltivatori e rivenditori per migliorare le condizioni di lavoro dei contadini negli Stati Uniti.

La loro è una storia di speranza e promesse di trionfo morale sull’avidità delle corporazioni –

per assicurarsi una vita dignitosa per i contadini e una catena alimentare più umana e trasparente.

 

Al termine – intervento di Dario Billè– PROGETTO ZERO SPRECHI

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Selezioni regionali Sicilia per Rock targato Italia, intervista ai Velaut

Loro sono i Velaut, si esibiranno il 9 marzo presso i Candelai di Palermo, per le selezioni regionali Sicilia di Rock Targato Italia!

 

Rispondono alle nostre domande così;

 

Come vi siete avvicinati alla musica?

 

Veniamo da un paesino della provincia di Agrigento, in Sicilia. Siamo cresciuti in un contesto sociale in cui la mancanza di possibilità creative e ricreative è mortale, ti sprofonda in un limbo. La musica è stata un appiglio decisivo, non il mettersi in gioco, ma il creare il gioco stesso.

 

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

 

Aver messo le radici a Palermo ha permesso di trovarsi a contatto con realtà musicali diverse e stimolanti, ed in questo contesto ho trovato i miei tre compagni di viaggio. Ora suoniamo in quartetto con due chitarre, basso e batteria, oltre alle tre voci.

 

Come definireste la  vostra musica e qual è lo stile?

 

Abbiamo uno stile musicale d'impatto, piuttosto radicato nel rock degli anni '90, ispirazioni d'oltreoceano ma con importanti e consapevoli radici nella Canzone italiana e nel Cantautorato, con influenze noise/grunge.
I testi sono in italiano.

 

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

 

Velaut è composto da due parole latine che sono "Vel" e "Aut".

 

Cosa ne pensate dei talent-show?

 

Non ne pensiamo niente, non conosciamo la materia. E' un mondo molto lontano dalla nostra concezione di vivere la musica, che per noi vuol dire dormire in auto, spaccarsi la schiena per montarsi e smontarsi gli strumenti da soli, adattarsi alle condizioni più avverse. Dovreste fare questa domanda a chi fa businness, noi suoniamo.

 

Quali sono i locali in Sicilia o in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

 

Ci sono molti locali interessanti in Toscana, sono stato a vedere dei concerti al Borderline di Pisa, diverse volte, e lo trovo molto bello, e adatto al tipo di spettacolo che offriamo. Nella nostra città, che ora è Palermo, di certo "I Candelai" è lo spazio più affermato per questo tipo di concerti, ma stanno nascendo tante realtà interessanti a Palermo stessa (es. Fabbrica 102) e anche altrove (Officine MAC, La Drogheria). Poi il "Retronouveau" di Messina, è un altro locale che propone programmazioni interessantissime.

 

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

 

Abbiamo tutti una lunga esperienza live alle spalle, singolarmente, e con altri progetti musicali. Con i Velaut abbiamo fatto diversi live in Sicilia, e la scorsa estate abbiamo fatto delle date nella zona di Lione (Francia), durante le quali abbiamo riscosso un gran successo, con la nostra musica.

 

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

 

L'Italia propone molta musica indipendente interessantissima, ci sono band e progetti ottimi ovunque. C'è solo bisogno di gente che si appassioni, di persone che escano e vadano a vedere i concerti, anche nei localini. Ci si renda conto dei fenomeni da baraccone spinti dalle agenzie stampa in maniera sproporzionata al loro reale valore artistico. Serve che almeno la musica non sia uguale a tutti gli altri campi in cui chi ha i soldi vince, e chi non ne ha muore.

Quali sono i vostri progetti futuri?

 

Noi abbiamo pubblicato un Concept Album, e lo stiamo ancora promuovendo sia in elettrico che in acustico con 2/3 elementi. Abbiamo anche una interessantissima trattativa discografica in corso per il prossimo, che è già scritto e pronto.. aspettiamo solo che arrivi la stretta finale per la produzione.

 

 

 

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Rock targato Italia, selezioni Sicilia. Intervista agli Anèma

Loro sono la band ‘Anèma’, si esibiranno il 9 marzo presso i Candelai di Palermo, per le selezioni regionali Sicilia di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così;

Come vi siete avvicinati alla musica?

Il nostro approccio alla musica nasce da ragioni diverse e in periodi differenti. Baco e Dario, rispettivamente cantante e bassista, hanno iniziato da ragazzi ad interessarsi al rock - nell’arco degli anni ’80 - assistendo in prima persona alle virate Progressive, Metal, AOR, Grunge e Britpop del suddetto; Salvo, più giovane, testimonia e porta con sé la veemenza e i caratteri innovativi del Nu-Metal nel suo stile “batteristico”; il chitarrista Lorenzo - il più piccolo - essendosi interessato alla musica da bambino, accoglie positivamente tutte le esperienze rock degli ultimi sei decenni.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Siamo quattro. A gennaio 2015 Dario, bassista e principale compositore della band, ha proposto al nipote Lorenzo - chitarrista - di dar vita a un gruppo dalla vocazione prog-rock, genere molto caro ad entrambi: Baco, già ben noto nell’ambiente musicale siracusano, è stata la scelta immediata per ottemperare all’incombenza delle parti vocali. Dopo alcuni avvicendamenti alla batteria, Salvo ha completato la formazione che oggi si presenta a Rock Targato Italia.

Come definireste la  vostra musica e qual è lo stile?

Premesso che il flusso compositivo non abbia nome - e che la musica, più in generale, consista nell’unione di forme armoniche giustapposte con la legittimità della matematica ma con la libertà di una poesia - il nostro atto creativo si esaurisce nel tentativo di riportare in vita le esperienze Progressive che hanno dominato la scena musicale degli anni ’70, tinteggiandole di elementi metal e, talvolta, pop. La varietà di ascolti di ciascuno degli elementi degli Anèma, tuttavia, conduce ad un’ininterrotta dinamicità creativa di cui siamo fieri.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il significato principe parte dal profondo incontro di due sensi: l’anima e la parola ematico. Quindi, la fusione di due elementi come il senso spirituale: oltre il nostro tempo, apparentemente impercettibile, ma dentro la percezione dei perpetui moti interiori che solo l’anima conosce perfettamente; come il senso del sangue, il corpo-cellula che vibra, l’emotività attraverso le valvole del cuore. La magia dell’insieme e dell’unione ha dato vita al nome Anèma.

Cosa ne pensate dei talent-show?

La musica, nella sua accezione più originale, è atto. Atto è qualsiasi cosa che modifichi, provochi, leda e modelli il vuoto (o, nostro malgrado, al giorno d’oggi, il presente): una fase propositiva e, appunto, attiva rispetto allo stato dell’arte. Senza voler violentare la sporadicità di alcuni casi eccezionali, i talent-show premiano, tendenzialmente, capacità canore e tecniche: non si tratta di musica, ma di mercato. Non è un atto. Non è un contributo attivo al districarsi disordinato della storia: è un’elisione, uno zero. L’arte, purtroppo, ha assunto un volto spropositatamente democratico nel corso degli ultimi anni: si tratta di un abuso della facoltà di giudizio e della sostituzione dell’oggettività (data dal quoziente di novità oltre che dalle capacità tecniche) con la soggettività ad ogni costo. La musica è sposalizio di parti: vuoto e pieno, eccesso e silenzio, delicatezza e veemenza. Oggi manca, più di ogni altra cosa, il silenzio.

Quali sono i locali in Sicilia o in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Sarebbe quasi naturale dire Alcatraz o Live Club di Milano, oppure l’Estragon di Bologna e molte altre location affascinanti, eppure il comune desiderio della band è donare musica, trasmettere il viaggio e il senso del percorso rock, dare emozione. Pertanto, ogni palco e club può divenire il migliore palcoscenico dove cantare, suonare, gioire ascoltando profondamente l’armonia attraverso le note.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Sì, dal 2015 al 2017 abbiamo fatto un bel po’ di concerti in giro per la provincia di Siracusa. La risposta del pubblico è generalmente positiva: siamo riusciti a creare un giro di affezionati che ci seguono quasi ad ogni live!

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Una restaurazione formale. L’altra faccia dei talent, in questo momento, è una ostinata reiterazione delle esperienze cantautorali italiane degli anni ’70 e ‘80 che si esprime nella musica indipendente: il più delle volte, oltre alla scarsa inventiva musicale, i testi degli autori che si riconoscono in questo “movimento” sono eccessivamente citazionisti, di qualità discutibile e mirano dogmaticamente al seguito di un certo bacino di ragazzi “alternativi”. Ci auspichiamo che esperienze del genere continuino ad attrarre, ma che vengano implementate a livello qualitativo.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Puntiamo a promuovere il nostro nuovo disco “After The Sea” e ad alimentare la nostra vorace voglia di comporre. Il resto si vedrà!

 

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Facebook: Anèma

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Rock Targato Italia, Selezioni Sicilia: Intervista ai 'Night Prowlers'

Loro sono la band ‘Night Prowlers’, si esibiranno l’8 marzo presso i Candelai di Palermo, per le selezioni regionali Sicilia di Rock Targato Italia!
Ecco cosa rispondono alle nostre domande:

Come vi siete avvicinati alla musica?
Le esperienze variano di persona in persona, ma la tendenza di fondo è stata la passione per la musica rock e la fascinazione per i live, oltre alla volontà di esprimersi in modo personale ed unico.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?
La lineup attuale è composta da quattro elementi, che si sono stabilizzati nel corso degli ultimi due anni, dopo svariati avvicendamenti. Ci siamo conosciuti man mano tra locali, jam session e annunci musicali, fino a formare un nucleo solido e affiatato.

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?
Alternando Classic Rock, Hard Rock e venature Pop/Blues, l’intento è di creare uno stile riconoscibile e diretto, ma variegato, senza però divagare troppo dall’impronta iniziale. Pochi fronzoli, la tecnica è tutta al servizio del messaggio e dell’esecuzione il più possibile d’impatto.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?
Il nome deriva dal titolo di un brano degli AC/DC, Night Prowler, ovvero “predatore notturno”, declinato al plurale per indicare l’intera band.

Cosa ne pensate dei talent show?
Crediamo che siano una buona possibilità, ma che allo stato attuale non funzionino come dovrebbero. Offrono in molti casi un’ottima vetrina, ma sono anche difficili da gestire per artisti inesperti, che rischiano di perdersi nei meccanismi dello show business.

Quali sono i locali in Toscana o in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?
Se si parla di tutta l’Italia, ovviamente sarebbe un privilegio suonare in contesti come l’Alcatraz di Milano o l’Hiroshima di Torino, ma essendo piuttosto pragmatici, non ci siamo ancora lanciati in tour così lontani senza prima avere delle basi solide in ambito nazionale.
A Palermo abbiamo alcuni locali d’elezione, in cui andiamo a suonare con estremo piacere, ed al momento ci stiamo muovendo per esplorare più a fondo altri posti in tutta la Sicilia, anche se nella nostra regione siamo lontani dalle eccellenze del resto d’Italia.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?
Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo alternato live nella nostra città e in Sicilia, cercando di mantenere sempre l’impatto sul palco, parte essenziale della nostra proposta, che ci ha garantito un crescente riscontro da parte del pubblico.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?
Manca una scossa, qualcosa che vada al di là della critica sterile del lavoro altrui e porti a sperimentare, osare o semplicemente ad esprimersi di più. La vera forza della musica è la capacità di raccontare, di suscitare emozioni e stati d’animo: se non si ha nulla da esprimere in un brano, non sarà mai memorabile. Vendere ed adeguarsi al mercato sono pratiche legittime, ma non devono portare a trascurare l’essenza di quel che si fa. Se si crede nel messaggio, si deve cercare di farlo arrivare a più persone possibile, senza snaturarlo. 

Quali sono i vostri progetti futuri?
Stiamo per stampare il nostro primo EP autoprodotto, con il quale cercheremo di farci conoscere; nel frattempo lavoriamo a nuovi brani e suoniamo live, nella ricerca di un sempre maggiore affiatamento e spingendo sempre più avanti la nostra passione.
E poi cerchiamo di vivere le nostre vite, di trovare storie da raccontare con la nostra musica.

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Rock targato Italia, selezioni Sicilia. Intervista ai 'Milk'.

Loro sono la band ‘Milk’, si esibiranno l’8 marzo presso i Candelai di Palermo, per le selezioni regionali Sicilia di Rock Targato Italia.
Il gruppo è formato da quattro elementi, Letizia Galesi (Voce), Giovanni Orfino (tastiera e seconda voce), Matteo Bizzini (Chitarra) e Gianluigi D’Asero (batteria). Si sono avvicinati alla musica casualmente, come se fosse stato un richiamo dall’interno.
Stessa cosa quando hanno deciso di iniziare a suonare insieme nell’Agosto del 2013.

“Iniziammo per giocare”, dicono,  “dopo le prime vincite nei concorsi locali abbiamo capito che era qualcosa di più serio di quello che pensavamo. Abbiamo prodotto un Ep intitolato “ A Metà “ e un Disco intitolato “ Verticale “ con sonorità  Pop Rock”.
Hanno scelto Milk come nome perché è semplice da ricordare, “più semplice di così si muore!” dicono loro.
Loro puntano in alto, il loro sogno riguardo i live sarebbe di suonare all’Atlantico di Roma, L’Alcatraz di Milano e aprire un concerto per un Big alla villa comunale di Caltagirone.
Suonano parecchio, sopratutto in Sicilia nei Pub. I Live più importanti sono stati al Black Out di Roma, Stazione Birra Roma, O’Sullivan By The Mill Parigi.

Domandiamo loro di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale: "In Italia, per la musica e per il genere che facciamo, dovrebbero esserci più concorsi come Rock Targato Italia, Lennon Festival, Sanremo Rock etc”

Prossimi progetti?
Adesso siamo in produzione per il secondo disco , inoltre abbiamo diverse date in giro per l’Italia.

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Rock Targato Italia, selezioni Sicilia: intervista alla band 'Zizzania'

Loro sono la band ‘Zizzania’, si esibiranno l’8 marzo presso i Candelai di Palermo, per le selezioni regionali Sicilia di Rock Targato Italia!
Ecco cosa rispondono alle nostre domande:

Come vi siete avvicinati alla musica?
E' stato per tutti un istinto naturale.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?
La band è composta da 5 elementi, tutti legati da un’amicizia profonda che dura da moltissimi anni e sicuramente la musica è stata un collante importante.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?
Noi facciamo rock in italiano, lo stile ha diverse influenze che derivano dalle nostre esperienze e gusti personali e che poi si amalgamano nella nostra musica.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?
La nostra terra è piena di Zizzania che cresce molto spesso accanto al grano e si confonde con esso e per noi è uno stimolo a non badare troppo alle apparenze inoltre è stata un intuizione di un nostro amico, che purtroppo non c’è più.

Cosa ne pensate dei talent show?
Potrebbero essere un’opportunità, per come stanno le cose adesso però sembrano dare davvero poco spazio alla musica.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?
Abbiamo fatto molti live sia in Sicilia che fuori, ricordiamo una bellissima esperienza a Riccione per il Deejay On Stage; Il pubblico ci ha sempre apprezzato, emblematico è stato il nostro primo live a Caltagirone per un contest regionale “Pub Music Festival” che abbiamo vinto grazie anche al voto del pubblico che per la prima volta sentiva i nostri inediti.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?
La domanda è veramente difficile, il discorso sarebbe veramente lungo e forse anche noioso quindi riassumendo in poche parole che chi decide dall’alto la musica che dobbiamo ascoltare ha paura di rischiare, basterebbe guardare al passato per rendersi conto che la musica di qualità rimane nel tempo e quella di plastica dura un secondo!

Quali sono i vostri progetti futuri?
Abbiamo appena finito le composizioni per il nostro secondo album e a breve andremo in studio a registrare e cosa non meno importante giorno 8 marzo siamo felici di partecipare al Rock Targato Italia.


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Selezioni centro-sud Italia per Rock Targato Italia: intervista ai 'Pietranuda'

 

Loro sono i Pietranuda, si esibiranno il 5 marzo al Na Cosetta di Roma, per le selezioni centro-sud regionali di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così

 

Come vi siete avvicinati alla musica?

La musica è stato un percorso spontaneo e anche "obbligato"... In pratica non abbiamo mai avuto possibilità di girarle le spalle, perché l'amore per lei è stato sempre immenso e preponderante.

 

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il gruppo è formato da 4 componenti... Mauro Fortarezza (voce, chitarra acustica e autore dei brani), Saverio Orlando (chitarra elettrica), Michele Fortunato (batteria), Luca Monaco (basso elettrico). Ci siamo conosciuti un po' per caso, anche grazie alla voglia di sperimentare e trovare nuove soluzioni.

 

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Suoniamo un pop rock puro e semplice, possibilmente senza l'ausilio di suoni o effetti elettronici e senza contaminazioni.

 

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il nome "PIETRANUDA" nacque in un ristorante, davanti a 4 calici di vino e in attesa delle pietanze. Dopo una breve ricerca di parole, ecco che uscì fuori il nome, al quale poi abbinammo un significato, che in fondo già aveva... Forse un po' influì il titolo di uno dei nostri brani (cavalli di battaglia), che è Pietro! 


Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Per quanto riguarda i live... si, ne abbiamo già fatti e la risposta, ovviamente, è stata notevole... Niente pomodori in faccia, solo un po' di insalata... 
No, no, scherziamo! In realtà tanto calore, apprezzamenti e applausi!

 

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

In Italia ci sarebbe bisogno di tornare agli anni 60-70, ai tempi di Battisti, Gino Paoli, Lucio Dalla, Cocciante, artisti veri, pieni di talento, che trovarono le porte aperte delle case discografiche, che all'epoca, evidentemente, facevano caso solo e semplicemente al talento... aspetto, oggi, spesso non considerato fondamentale...

 

Quali sono i vostri progetti futuri? 

In progetto abbiamo la realizzazione di un cd e di un nuovo video, ma soprattutto cercheremo di suonare ovunque, nelle piazze, nei locali, perché è fondamentale la presenza del pubblico, il poter emozionare ed emozionarsi attraverso la nostra musica.

 

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Facebook: Pietranuda

Sito: http://pietranuda.blogspot.it

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CEDI LA STRADA AGLI ALBERI

Franco Arminio è uno dei poeti più importanti di questo paese.”  Roberto Saviano

CEDI LA STRADA AGLI ALBERI   di Franco Arminio

Poesie d’amore e di terra

http://bit.ly/2jYR51q

Prime presentazioni:

  1. 2 Andria, Circolo dei Lettori
    7.2 Roma, laFeltrinelli Galleria Alberto Sordi
    10.2 Lucera, Cremeria al Duomo
    13.2 Napoli, laFeltrinelli
    14.2 Campobasso, Unione Lettori Circolo Sannitico
  2. 2 Torino, Circolo dei Lettori, Festival dell’amore

Chiarelettere, Fuori Collana, 160 pp., 13.00 euro

 Franco Arminio ha raccolto qui una parte della sua sterminata produzione in versi. Il libro ci presenta il suo acuto senso del corpo femminile e del paesaggio. Dopo una sezione dedicata agli affetti familiari, le conclusioni sono affidate a una serie di folgoranti riflessioni sulla poesia al tempo della Rete. I versi di Arminio sono semplici, diretti, senza aloni e commerci col mistero. Ogni verso è una serena obiezione alla scrittura come gioco linguistico, è una forma di attenzione a quello che c’è fuori, a partire dal corpo dell’autore, osservato come se fosse un corpo estraneo. L’azione cruciale è quella del guardare: “Io sono la parte invisibile del mio sguardo”.

Cedi la strada agli alberi è un’opera raffinata e popolare, in cui ecologia e desiderio, passioni intime e passioni civili si intrecciano con la precisione dei suoi libri in prosa.

Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, in Irpinia d’Oriente. Ha pubblicato una ventina di libri. Ricordiamo, tra gli altri, Vento forte tra Lacedonia e Candela (Laterza), Terracarne (Mondadori), Cartoline dai morti (Nottetempo) e Geografia commossa dell’Italia interna (Bruno Mondadori). Si occupa anche di documentari e fotografia. Come paesologo scrive da anni sui giornali e in Rete a difesa dei piccoli paesi. Attualmente è il referente tecnico del Progetto pilota della montagna materana nell’ambito della Strategia nazionale delle aree interne. Ha ideato e porta avanti La casa della paesologia a Trevico e il festival “La luna e i calanchi” ad Aliano.

 

 

 

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