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Articoli filtrati per data: Aprile 2017

Selezioni area Veneto e Friuli per Rock Targato Italia: intervista a 'I volti di Giano'

Loro sono ‘I volti di Giano’, si esibiranno il 30 aprile presso il Greenwich Risto Pub & Live Music di Curtarolo (Padova) per le selezioni area Veneto e Friuli di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

- Come vi siete avvicinati alla musica?

Ci siamo quasi tutti avvicinati nei primi anni delle scuole superiori spinti dalle nostre famiglie o dagli amici che già suonavano, arrivando a scoprire lo stesso amore per la musica e la stessa necessità di esprimerci utilizzandola.

 - Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Siamo in cinque, Alberto Cherubini (tastiere), Elia Signorato (chitarra), Giuseppe Saggin (batteria), Leonardo Miglioranzi (voce) e Marian Ianus (basso). Il nostro progetto è nato dal nucleo di un precedente gruppo che vedeva già assieme tre dei nostri membri, ai quali si sono aggiunti poi Giuseppe e Marian conosciuti attraverso i social. Siamo stati davvero fortunati a trovare così facilmente delle persone preparate e disposte a credere così tanto in un progetto comune.

 - Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

Il nostro sound si struttura attorno a quattro caratteristiche fondamentali: chitarre distorte e potenti, elettronica e testi in italiano, il tutto portato con tanto groove! Pensiamo che il nostro stile si inserisca bene nel mondo del crossover anche se presenta influenze derivanti dall’elettronica e da diversi generi classici della black music.

 - Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il sound che vogliamo creare vuole essere innovativo, presentando però contaminazioni provenienti da generi più classici e consolidati. Per questo motivo eravamo alla ricerca di un nome che comunicasse questa idea di comunione tra passato e futuro e di contrasto fra diversi stili. Nel pieno di questa ricerca siamo incappati nel cognome del nostro bassista (Ianus), che abbiamo poi scoperto essere il nome latino del dio romano Giano, dio che rappresenta il passaggio e che guarda contemporaneamente al passato e al futuro. Questo collegamento calzava a pennello con la nostra idea iniziale quindi abbiamo deciso di utilizzarlo.

 - Cosa ne pensate dei talent show?

Questa domanda ha generato un acceso dibattito nel gruppo in cui convivono idee contrastanti. Riassumendolo pensiamo che i talent show siano un potente canale di comunicazione e che, se utilizzati in un modo corretto, possano andare a vantaggio dell’artista. Riteniamo però che le modalità televisive viste fino ad ora nella scena italiana ed internazionale abbiano messo in secondo piano la dimensione artistica della musica a vantaggio di un prodotto costruito ad hoc per fare share, contribuendo inoltre alla drastica riduzione delle strade che un artista può percorrere per farsi ascoltare ed emergere. Queste considerazioni ci spingono però a pensare a nuove strade attraverso le quali aggirare questi ostacoli.

- Quali sono i locali in Toscana o in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Non conosciamo molto i locali toscani, ma abbiamo sentito parlare del Bordeline e il Blitz Live Music Pub di Pisa, dell’Auditorium Flog di Firenze e del Al Cambio di Siena. Per quanto riguarda i locali del nostro territorio pensiamo al club Il Giardino, al Sin City oppure al Jack The Ripper. Mentre spostando lo sguardo al resto dell’Italia citeremo l’Alcatraz di Milano, o il Lattepiu di Brescia, oppure il Centro Sociale Rivolta di Marghera, ma sono tanti locali in cui ci piacerebbe esibirci.

-    Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Si nell’ultimo anno e mezzo soprattutto abbiamo partecipato e stiamo tutt’ora partecipando ad alcuni contest nel Veneto (RISE battle of band (PD), Pistoia Blues, Vicenza Rock Contest,ecc...) e abbiamo organizzato diverse serate con altri progetti del veronese. Il riscontro fino ad ora ci è sembrato positivo, l’idea del progetto sembra piacere al pubblico e perciò ci sono tutte le premesse per spingere su questa strada.

-  Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Tra le tante cose riteniamo che ci sia bisogno di una maggiore prospettiva comune da parte di tutti noi artisti che ci spinga a unirci e associarci per creare strategie nuove in grado di far tornare la gente a ricercare, o almeno a interessarsi, a proposte musicali nuove. Pensiamo che questo sia necessario per creare un ambiente musicale fervido e vivo in cui la dimensione artistica ritorni a giocare la sua parte.

-    Quali sono i vostri progetti futuri?

Con l’inizio di questo 2017 abbiamo dato il via ai lavori per il nostro primo album che contiamo di portare a termine per le fine di quest’anno. Nell’attesa abbiamo in cantiere molti contenuti, in primis i video di due pezzi estratti dal nostro primo EP, e poi alcune collaborazioni che condivideremo nel corso dell’anno. Per esempio è appena entrato in rotazione in alcune radio locali un nostro Featuring con i “Posse”, un progetto rap del veronese, in cui proponiamo una nuova versione del nostro pezzo “suono primordiale” per la quale gireremo appositamente un video. Tutto ciò ovviamente affiancato ad un’intensa attività live che ci permetta di creare un pubblico sempre maggiore.

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Dopo il successo di “ATTACCHI DI NORMALITÁ”, i FLAT BIT sono pronti per un nuovo tour

Dopo il successo

di “ATTACCHI DI NORMALITÁ”,

i FLAT BIT

sono pronti per un nuovo tour

 

Dopo il successo ottenuto con il loro ultimo singolo “Attacchi di Normalità”, i Flat Bit ora sono pronti per portare la loro musica in tour. Le date programmate sono quattro, e se ne aggiungeranno altre.

Si parte il 30 aprile al Greenwich Pub di Padova, dove i Flat Bit si esibiranno in qualità di ospiti speciali durante la serata per le selezioni Veneto – Friuli Venezia Giulia di Rock Targato Italia.

Il 27 Maggio i ragazzi saranno al Mondolfo diVino di Mondolfo (PU) e subito a seguire, il 28 Maggio, si esibiranno al Kokogena di Osimo (AN). Per concludere, il 27 Giugno i Flat Bit saliranno sul palco del Collins Festival di Ferrara.

I Flat Bit, sono una vera rivelazione tra le band emergenti. Coinvolgenti sul palco, si confermano in studio per capacità espressiva, (energiche sonorità elettroniche di matrice pop), raccontando tic e nevrosi sociali con occhio spesso ironico e malizioso.
Divertenti ma attenti ai particolari con rara sensibilità. 

Il brano “Attacchi di Normalità”, attualmente in rotazione su oltre 60 radio, è l’ultimo successo della band. Il singolo, diventato anche un video, racconta di come nella vita di tutti i giorni, la normalità si manifesti all'improvviso. Si può fare di tutto per cercare di sentirsi speciali ma lei si presenta sempre, puntuale. Il testo diventa così una denuncia della smania odierna di voler sempre essere superiori agli altri, che porta le persone, inevitabilmente, a godere anche dei fallimenti altrui pur di sentirsi meglio.

Il singolo “Attacchi di Normalità” è pubblicato dall’etichetta discografica Alka Record Label.

I Flat Bit, da Pesaro debuttano nel 2010, dall’unione di cinque ragazzi che, seguendo il loro diverso background, decidono di creare un gruppo dalle insolite sonorità che spaziano dal pop al punk-rock. Successivamente, le influenze provenienti dalla musica elettronica fanno il loro ingresso nelle composizione del gruppo. Assecondando questo meltin-pot di sonorità, i Flat Bit hanno pubblicato due album, ottenendo ottimi riscontri nella stampa specializzata e durante i loro numerosi live in Italia e all’estero.

Il loro primo lavoro è “Scala di grigi” del 2013, ma il vero successo arriva con l’EP “Imperfette Condizioni”, in cui il video del singolo “2000 mode” totalizza 65.000 visualizzazioni su Facebook.

Nel web: https://www.facebook.com/Flat.Bit/

Label: https://www.alkarecordlabel.com/ - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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MUTAZIONE DEL CAVALIER SERPENTE

IL CAVALIER SERPENTE

 

                Perfidie di Stefano Torossi

                 17 aprile 2017 - Pasquetta

                            

MUTAZIONE DEL CAVALIER SERPENTE

 

In occasione della Santa Pasqua succedono cose: c’è stato chi, tempo fa, ben sigillato in una grotta, si è ripresentato dopo tre giorni fresco come una rosa; c’è chi, oggi, malgrado le campagne di salvataggio, belante e innocente ma appetitoso, finisce nel forno con patate; e c’è perfino un Serpente che ha subito una mutazione.

Capita, ah, se capita, a un certo punto della biografia di qualcuno, Cavaliere o no. Uno sgambetto, di sicuro inaspettato, ma sempre e comunque possibile, perché, come sappiamo, tutto accade senza regole fisse; e ancora meno secondo il progetto di un Grande Burattinaio. Lo scatto di un interruttore che cambia il flusso dei circuiti e scombussola tutto il programma.

E allora, proprio perché niente è prevedibile, l’obbligo di cambiare il progetto, di inventarsi un nuovo itinerario, diversamente orientato per necessità, può diventare addirittura divertente. O drammatico. Magari drammaticamente divertente. Comunque è sempre un buon modo per mettere un piede avanti e interferire con il succitato presunto Grande Burattinaio.

A questo punto forse si vorrebbe sapere di che si tratta, ma il Serpente, è bestia misteriosa, e per ora mantiene il segreto nascosto fra le sue spire.

Certo, è una bella sfiga, ma nello stesso tempo è anche una bella sfida: il solito vecchio gioco a cui hanno cambiato tutte le regole. Si ricomincia!

Ma serve tempo.

E il nuovo Serpente Mutante come sarà? Con le sue due teste, più equilibrato? Non lo crediamo proprio. Siamo certi che seguirà la propria profonda natura e sarà doppiamente perfido.

Perciò, amici, curiosità e pazienza. Ci leggiamo presto.

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L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: www.ilcavalierserpente.it

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ROCK TARGATO ITALIA: Le finali dell’area VENETO- FRIULI VENEZIA GIULIA. Il 23 e 30 aprile dalle ore 21.00, sul palco del Greenwich a Curtarolo (PD)

ROCK TARGATO ITALIA

Le finali dell’area VENETO- FRIULI VENEZIA GIULIA

Il 23 e 30 aprile dalle ore 21.00

sul palco del Greenwich a Curtarolo (PD) 

 

Rock Targato Italia arriva a Padova per le selezioni dell’area Veneto - Friuli Venezia Giulia in due imperdibili date, il 23 e il 30 presso il Greenwich di via S. Andrea 48 – Curtarolo (PD). Dalle ore 21.00

Durante la prima serata del 23 aprile sono sette gli artisti che suoneranno sul palco brani propri e originali. Alla fine delle due serate si sapranno i nomi degli artisti che parteciperanno alla finale nazionale di Rock Targato Italia prevista a Milano nel mese di settembre:

ROCK RESCUE 811 (Trieste), MASSIMO FRANCESCON BAND (Treviso), IL FINE (Treviso), BLEND (Vicenza), LA VIA (Padova), SOUL’S FIRE (Vicenza) e THE CRYSTAL BRICKS (Padova).

I vincitori del Contest si aggiudicheranno un contratto di promozione stampa, radio e tv con l’agenzia di comunicazione Divi In Azione Milano e la partecipazione alla compilation Rock Targato Italia.

Rock Targato Italia è da sempre un contest che punta i riflettori su artisti che amano la musica autentica e originale e si esprimono attraverso essa, con particolare attenzione alla creazione di canzoni inedite.

La manifestazione, giunta alla sua XXIX edizione, è allo stesso tempo un contest ma anche un vero e proprio concerto in tour, in quanto offre agli artisti la possibilità di suonare brani propri davanti ad un pubblico reale nei club di tutta Italia. Nel corso degli anni molte band e cantanti affermati hanno iniziato la loro carriera calcando il palco di Rock Targato Italia. Tra i più importanti: Timoria, Marlene Kuntz, NegramaroLigabue, LitfibaLe Vibrazioni, SubsonicaCarmen ConsoliZibba Giulio Casale con i suoi Estra.

Pagina dell’evento: https://www.facebook.com/events/248242245611552/

Nel web: http://www.rocktargatoitalia.eu

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Aperte le iscrizioni a GEOMETRIE SONORE 2017

Aperte le iscrizioni a GEOMETRIE SONORE 2017.

Il concorso per band emergenti

si svolgerà dal 28 al 30 giugno a SAN MARINO

 

Messaggio per tutte le band emergenti: le iscrizioni a Geometrie Sonore 2017 - Concorso per band emergenti Premio Speciale Matteo Palmieri - sono aperte. L’evento, giunto alla 15^ edizione, anche quest’anno avrà come cornice la Piazza Filippo da Sterpeto di Domagnano a San Marino e si svolgerà dal 28 al 30 giugno 2017 nell’ambito della Festa del Castello che proseguirà anche nei giorni di sabato 1 e domenica 2 luglio. 

Il concorso, patrocinato dalla Segreteria di Stato per le Politiche Giovanili e della Segreteria di Stato per la Cultura, è organizzato dall’Associazione Musicale Bluesmobile in collaborazione con la Giunta di Castello di Domagnano e il Circolo Ricreativo Don Elviro.

Flat Bit, vincitori dell’edizione 2016, hanno partecipato e con successo vinto anche Rock Targato Italia, il concorso più importante e longevo per band emergenti in Italia, con il quale l’organizzazione del contest sammarinese collaborerà per il terzo anno consecutivo. Vera rivelazione nel panorama dei gruppi emergenti, dalle insolite sonorità che spaziano dal pop, al punk-rock alla musica elettronica, i Flat Bit stanno promuovendo il nuovo singolo ‘Attacchi di Normalità’ di cui è già disponibile su YouTube anche il videoclip.

 Le band interessate a partecipare a Geometrie Sonore potranno iscriversi entro sabato 28 maggio 2017, scaricando bando e modulo dalla pagina Facebook:

www.facebook.com/geometrie.sonore o dall’APP gratuita GEOMETRIE SONORE.

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ROCK TARGATO ITALIA, 18 aprile dalle ore 21.30, sul palco del LegendClub. FINALE REGIONE LOMBARDIA

ROCK TARGATO ITALIA

18 aprile dalle ore 21,30,

sul palco del LegendClub.

FINALE REGIONE LOMBARDIA

Rock Targato Italia arriva a Milano per le selezioni dell’area Lombardia in due imperdibili date, il 18 aprile e il 4 maggio presso il Legend Club Milano di Viale Enrico Fermi 98. Dalle ore 21,30.

Programma del 18 aprile: artisti in gara ELIE, JODEDOSS, SFERICA, ARTEMIO

Ospiti della serata, si esibiranno, due artisti d’eccezione scelti dall’ufficio stampa Divinazione Milano: Elektrolabio e Rosati, Conti & Kohler

Rosati, Conti & Kohler

Edoardo Rosati (chitarra) e Mario Raffaele Conti (voce, percussioni, chitarra, armonica), giornalisti, nel 2013 hanno formato iDocs. Quest’anno il duo è diventato un trio con l’arrivo della tromba di Raffaele Kohler, jazzista sopraffino, e sono nati i Rosati, Conti & Kohler.

Lo swing è la loro cifra, il #naviglioswing è la loro “invenzione”: il Naviglio è il simbolo della Milano in cui vivono e operano, Darsena Café è il loro nuovo cavallo di battaglia, così come swing sono le nuovissime Tango, milonga & foxtrot, Ritornerò a far l’amore a Saint-Tropez o Amore ballerino.

Elektrolabio

Elektrolabio è il progetto musicale electropop/dance/sperimentale fondato dal cantautore e produttore Alek tra le cantine della provincia milanese. Il concept nasce dall'esigenza di comporre musica a 360°, spaziando tra vari generi ed utilizzando soprattutto synth e drum machine. Tra il 2013 e il 2016 il progetto si evolve grazie anche al ritorno di Bernadette in qualità di “female voice” ed autrice. Il loro ultimo singolo “The Fire”, primo estratto dell’EP Synaesthetic Motion, ha riscosso un ottimo successo, avendo già trovato spazio nelle programmazioni di oltre 60 radio in tutta Italia.

Pagina dell'evento: https://www.facebook.com/events/931593336978012/

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L’inevitabile ritorno di idee mannare. di Paolo Pelizza

L’inevitabile ritorno di idee mannare.

Alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, il nostro osservatorio di ragazzi appassionati e pieni di sogni, era quello della imminente costruzione della Città del Sole. L’avvento di un mondo nuovo, equo e giusto era, per così dire, a portata di mano. Il mondo cantato da Lennon in  Imagine: senza religioni, né Stati. Negli stessi anni, c’erano anche  gli altri: quelli che credevano in un altro tipo di cambiamento e, nostalgicamente, si rifugiavano nei nazionalismi professando  l’idea  che il mondo diviso in nazioni, in razze e in classi fosse più corretto e dentro all’ordine naturale delle cose.

La Storia, poi, ha deciso di cambiare corso. Quelle tensioni erano condizionate da ideologie che dovevano essere accettate senza se e senza ma … Si seguiva la linea del capo o del segretario. Da una parte o dall’altra c’erano i nemici del cambiamento. Bisognava abbatterli con tutti i mezzi. Così è nata e si è sviluppata un escalation di violenze che sfocia nel terrorismo, nei decenni bui delle stragi, dei rapimenti e degli omicidi. Sono gli anni in cui, anche in  Medio Oriente, la matrice terroristica è politica.

Oggi, sappiamo bene che, al contrario, di quanto pensavamo in quel periodo di grandi sogni e bruschi risvegli le religioni sono tornate ad essere “l’oppio dei popoli” con buona pace di quelli che (come me) avevano pensato che sarebbero state messe in soffitta, relegate, semmai, ad un ruolo esistenziale … tipo “Pascal for Dummies”. La laicità dello Stato promessa dalla nostra Costituzione è un principio, nei fatti, abrogato in nome di un’identità che vogliamo mantenere a tutti i costi come Linus con la sua coperta e, nel mondo islamico, il Corano è la scusa con cui si compiono i più inumani misfatti. Lo so, mi ripeto.

Vedete, però, come tutto torna perché (scegliete voi) la Storia è una pessima maestra o gli esseri umani studenti svogliati.

Oggi, sono prepotentemente in auge anche le grandi ideologie del Novecento … quelle che hanno creato i Pol Pot e i Pinochet. Quelle che hanno fatto vivere all’umanità la più grande tragedia di sempre. Quelle che ci hanno regalato decenni sotto la spada di Damocle di un olocausto nucleare! Spada di Damocle ritornata, anch’essa, di gran moda nelle ultime settimane.

Le ideologie sono idee mutanti e ipertrofiche: come Godzilla e King Kong. Sono idee mannare: prima o poi , generano la Bestia. Sono le piastrelle marchiate “buone intenzioni” di cui è lastricata la strada dell’inferno.

Ci sono, ovviamente delle ragioni per questi amarcord. Credo che, una delle più significative, sia che stiamo vivendo un’epoca in cui si naviga a vista. Non siamo in grado di prevedere cosa succederà tra venti o trent’anni e questo ci destabilizza. Alcuni studiosi hanno stimato che l’evoluzione e la diffusione delle tecnologie negli ultimi cinquanta anni sia paragonabile a quella occorsa in secoli, precedentemente. Un mondo pieno di inutili fantascientifiche meraviglie può essere così fragile da rimanere attaccato a idee che la Storia ha bocciato, che hanno portato solo lutti, sofferenze e ingiustizie (spesso uguali a quelle che si proponevano di combattere)? La risposta è sì. Noi cerchiamo riparo in quello che conosciamo. Vogliamo una società ordinata senza intrusi. Vogliamo restare aggrappati alla nostra identità, alle nostre tradizioni. Perché abbiamo paura. In Italia, ad esempio, i reati sono andati progressivamente a ridursi e c’è il boom delle richieste di porto d’armi. Non è un paradosso?

E’ che non abbiamo memoria. Ignoriamo che i nostri bisnonni partivano con le valigie di cartone per la terra delle opportunità, che venivano schedati ad Ellis Island e venivano chiamati dai newyorchesi benpensanti “dagos” nel tentativo di italianizzare la parola inglese daggers, accoltellatori. Ci siamo dimenticati di Sacco e Vanzetti, innocenti giustiziati solo perché italiani. Facciamo finta di non capire che i guasti che determinano i flussi migratori di oggi sono stati provocati dalla realpolitik inaugurata nella seconda metà del Novecento, dal tentativo di ordinare per sfere di influenza un mondo ferito e lacerato dalla Seconda Guerra Mondiale e, successivamente, dalle distorsioni della globalizzazione economica.

Noi non vogliamo sapere che il nostro stile di vita è per pochi, non per molti o per tutti. Perché noi abbiamo il diritto di vivere in questo modo e gli altri no?

Se guardiamo la cosa da (per così dire) sinistra, la situazione non è migliore. E’ vero che il Vecchio Continente sta facendo i conti (letteralmente) con un’ Unione mai decollata. Di più, ha messo in soffitta le idee e i valori che la fondavano a favore di banchieri, tecnocrati e burocrazie inutili e dannose peggiorando la vita dei suoi cittadini. Tuttavia, credo che ripararsi all’ombra di Marx, Lenin e Stalin costituisca una cura peggiore del male. Inoltre, credo che la rivoluzione, oltre ad essere anacronistica, sia impossibile da realizzare con smartphone e tablet!

Abbiamo imprigionato la nostra memoria, il nostro senso critico in schemi che non funzionavano e non funzionano. Pensiamoci. Pensiamo che la verità è che siamo uguali. Apparteniamo all’umanità, non al partito, non allo Stato, non all’Occidente, non al Papa, al Rabbino o all’Imam. Abbandoniamo gli egoismi e cerchiamo di lavorare senza idee preconfezionate e, per giunta gonfiate di conservanti insani, per un mondo più vivibile per tutti. Abbandoniamo attrezzi frusti e arrugginiti e costruiamone di nuovi. Più efficienti e efficaci.

Oscar Wilde ha scritto: “L’egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma, nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi”.

Paolo Pelizza

© 2017 Rock targato Italia

 

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UMOR CUPO

 IL CAVALIER SERPENTE

Perfidie di Stefano Torossi

10 aprile 2017

UMOR CUPO

 

Riassunto della puntata precedente: Il Cavalier Serpente cade vittima di un atroce attacco di sciatalgia. In preda a dolori da tutte le parti il poveretto comincia a sbattersi come una falena abbagliata dalle luci di farmaci che promettono immediato sollievo ma a rischio assuefazione; oppure un miglioramento più graduale ma a condizione di particolari cautele nel dosaggio. Le temute complicazioni poi ci sono state. Il Cav. è quasi arrivato al pellegrinaggio a Lourdes; ma proprio sull’orlo del baratro, costretto a ragionare, finalmente si è messo nelle mani di un terapeuta serio.

Torniamo a oggi e rivediamo la situazione. Che se non fosse dolorosa, sarebbe pittoresca. Gli amici. Ci sono quelli prudenti: il Toradol gocce va bene, ma bisogna stare attenti che è forte. E c’è chi giura: Arnica a tutte le ore, è un estratto di erbe naturali e la natura e non può far male (e Socrate, allora?). E c’è chi sostiene: Mai il Voltaren compresse, ti distrugge lo stomaco, insieme devi prenderci l’Omeprazen; oppure passa al Voltaren supposte (se lo stomaco sta a posto, il resto può stare tranquillo?) E i paladini dell’ago: Voltaren fiale, da integrare con Muscoril, fiale anche lui. Quelli dell’approccio soft: Moment Act e cerotto Voltadol. Il Bentelan invece funziona, ma con un rigorosissimo controllo della somministrazione.

Oh, e poi tutti hanno le loro dosi, le durate, le combinazioni dei vari prodotti e i momenti migliori per l’assunzione, perché ci hanno provato loro stessi, oppure glielo ha consigliato, ti ricordi zia Giovanna? Lei faceva sempre così.

Naturalmente a dargli retta si rischia di diventare un vivente (in casi estremi anche morente) campionario farmaceutico. E’ che quando qualcosa fa male, l’unico desiderio che si ha è che quel dolore cessi, e si è pronti a qualunque esperimento.

Perciò, per precauzione, come detto sopra: affidarsi a un terapeuta serio e aspettare istruzioni.

Intanto usciamo dal privato e andiamo a dare un’occhiata veloce a quello che l’umanità ha tentato di fare per liberarsi del dolore. Con metodi empirici, spesso quasi criminali, e comunque, fino agli ultimi tempi, inefficienti.

Tutto comincia di sicuro con una gran botta in testa al paziente Se il poveretto sopravvive a questo primo tipo di anestesia lo sciamano strappa il dente, trapana il cranio o amputa la gamba morsa dal serpente.

Poi sono arrivate le spremute: papavero, mandragora, cicuta; bolliti, masticati, sputati su spugne da mettere sotto il naso del paziente. E i vapori di erbe da inalare (la prima cannabis medicinale?) E naturalmente l’alcool, probabilmente consumato con lo stesso entusiasmo dall’operando per scongiurare il dolore in arrivo, e dall’operante per scongiurare la paura per quello che sta per fare.

A metà ottocento ecco il gas esilarante (protossido di azoto), sperimentato per la prima volta dai dentisti. Sempre i dentisti (evidentemente erano gli interventi più frequenti) ci danno sotto anche con l’etere. Poi altri gas, che però creano problemi al risveglio. E finalmente un piccolo ago infilato in vena, qualche goccia di soluzione e si scivola dolcissimamente in un niente senza tempo, senza consapevolezza, e soprattutto senza dolore.

La migliore invenzione dell’uomo.

Morire può andare anche bene, soffrire, no.

PS. Ci scusiamo per il tono lugubre, ma qui non c’è niente da ridere.

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L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: www.ilcavalierserpente.it

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"Ddissababà, il nuovo fiore" allo Spazio Teatro NO'HMA Teresa Pomodoro

Spazio Teatro NO'HMA Teresa Pomodoro

presenta

12 e 13 aprile, ore 21.00

Ddissababà, il nuovo fiore 

di Raffaele Masto 


con  

Augusto di Bono

Rufin Doh Zéyénovin

Gabriele Falsetta

Delma Pompeo 

Drammaturgia, regia e spazio scenico  Marco Rampoldi

Allo Spazio Teatro NO'HMA un nuovo appuntamento del ciclo Energia, Soffio Vitale: il 12 e il 13 aprile andrà in scena lo spettacolo Ddissababà, il nuovo fiore, dal testo del giornalista Raffaele Masto, con Augusto di Bono, Rufin Doh Zéyénovin, Gabriele Falsetta, Delma Pompeo, drammaturgia e regia di  Marco Rampoldi.

Culture diverse si confrontano in Ddissababà, spettacolo ambientato nell'Etiopia di fine XIX secolo, che racconta gli incontri e gli scontri, veri o verosimili, fra quattro personaggi reali di grande carattere e con forti convinzioni: l'imperatore Menelik e sua moglie, la regina Taitù, l'esploratore Orazio Antinori e il poeta Arthur Rimbaud. Europei e Etiopi si incontrano in questo territorio in parte inesplorato, dove il grande Menelik, ispirato dall'aria di progresso proveniente dall'Europa, fonda sull’altopiano la nuova capitale Addis Abeba: Ddissababà, il nuovo fiore; insieme a Menelik sua moglie, la regina Taitù, una donna dal carattere fermo e intrattabile, diffidente nei confronti di ogni influsso straniero di cui avverte il pericolo. Tuttavia, gli stranieri sbarcano: sono europei e sbarcano per attaccare battaglia, come nel caso della tragica battaglia di Adua; sbarcano per sete di conoscenza, di ricerca e condivisione, come l'esploratore Orazio Antinori; oppure sbarcano perchè insoddisfatti e critici nei confronti del vecchio continente, come il poeta Athur Rimbaud. Ddissababà affronta il tema della diversità culturale, raccontando come culture differenti possano mirare al reciproco annientamento oppure ad un incontro positivo, occasione di arricchimento e fonte di un'inesauribile energia vitale.

 

Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Per prenotazioni: 02.45485085/02.26688369 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro

Via Andrea Orcagna, 2 - 20131 Milano

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c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
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