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Articoli filtrati per data: Giugno 2017

13° Forum des Associations Franco-Italiennes “Archipel Italie”

Mafia Liquida a Parigi al Musée de l’Immigration | Cinemovel Foundation

Il 24 giugno alle ore 10 Mafia Liquida apre a Parigi il 13° Forum des Associations Franco-Italiennes “Archipel Italie”.

Ospite del Musée National de l’histoire de l’immigration, che negli stessi giorni propone la mostra Ciao Italia, une siécle d’immigration et de culture italiennes en France, lo spettacolo da avvio al programma di iniziative culturali promosse da Italia in Rete e Focus In.

Mafia Liquida, prodotto da Cinemovel e realizzato da Vito Baroncini, sarà presentato al pubblico francese da Elisabetta Antognoni e Nello Ferrieri, fondatori di Cinemovel.

Copyright © Cinemovel Foundation 2014 - www.cinemovel.tv - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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Selezioni area Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta per Rock Targato Italia: intervista ai "POSIDONIA"

Loro sono i ‘POSIDONIA', si esibiranno l'8 luglio presso MERULA MAGAZZINO MUSICALE di Roreto Di Cherasco (CN) per le finali interregionali Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica?
Non ci siamo avvicinati alla musica. È stata la musica ad avvicinarsi a noi. E noi l'abbiamo accolta a braccia aperte, senza pregiudizi né paure, ma con estrema curiosità e passione.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?
Siamo in 4: Fabrizio (chitarra, tastiere), Gal (basso, chitarra), Elia (voce, tastiere) e Cristian (percussioni). Tutti residenti in Piemonte ma di origini varie e di varie estrazioni ed esperienze musicali. Fabrizio e Gal si sono conosciuti per primi e hanno dato il via ai Posidonia per poi annettere nel gruppo prima Elia, ed in seguito Cristian.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?
La nostra musica è una confluenza di influenze (scusate il gioco di parole). Il processo compositivo è vario: alcune volte si struttura dapprima in una fase di ideazione di una melodia portante da parte di un membro della band, per poi essere arricchita dalle influenze degli altri membri. Altre volte invece si parte componendo congiuntamente, in sala prove, o in qualsiasi altro luogo dove ci sia la possibilità di tirar fuori note e melodie. Arriva un momento in cui ci si sintonizza sulle corrette frequenze posidoniche ed è lì che viene fuori il nostro suono. Etichettare è limitante, ma se proprio dovessimo trovare un posto dove collocarci quello sarebbe nel progressive pop, includendo nei nostri suoni influenze progressive, tempi dispari e strutture destrutturate, ed avvicinandole al pop che si riscontra nelle linee vocali ben fruibili e "canterecce" e nei riff essenziali di tastiera o di chitarra. Il tutto condito da ritmi incalzanti e moderni di batteria.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?
La posidonia è un'alga. Forma delle vere e proprie praterie sottomarine che rivestono un ruolo fondamentale dal punto di vista ecologico, costituendo il climax del mar Mediterraneo e svolgendo una azione nella protezione della linea di costa dall'erosione. Tra l'altro ospita al suo interno molti organismi animali e vegetali che vengono protetti dalla posidonia. Dove c'è posidonia c'è acqua pulita e limpida. Posidonia per noi è uno stile di vita. Rispetto della natura, dell'ambiente, così come della musica e del processo poietico che si cela dietro ogni nostra composizione. Posidonia non è il nome di una band, ma un modo di sentire.

Cosa ne pensate dei talent show?
Non ne abbiamo mai sentito parlare. Di cosa si tratta? Scusateci, ma giù in fondo al mare la TV non prende...

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare? e quali quelli nella vostra regione di origine?
In ordine: Wembley, Shea Stadium, Woodstock, San Siro, Stadio Olimpico. Poi ovviamente Alcatraz di Milano, Estragon di Bologna, Piper di Roma. In Piemonte suoneremmo volentieri qui: Spazio 211, Lavanderie Ramone, Blah Blah, Hiroshima Mon Amour.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?
Sì, ne abbiamo fatti molti. Veder ballare ed interessarsi le persone che non ci hanno mai ascoltato e vedere i nostri fan che canticchiavano le nostre canzoni è stata la risposta migliore.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?
L'Italia avrebbe bisogno di più rocker donne. Non avete idee di quanto sia difficile trovare una buona musicista con carattere in questo paese! Ragazze, ma cosa aspettate a prendere in mano una chitarra e a spaccarla contro un ampli?!

Quali sono i vostri progetti futuri?
Ne abbiamo diversi: candidarci alla presidenza degli Stati Uniti di America: siamo convinti che se c'è riuscito Trump, ce la possiamo fare anche noi. Attraversare il mare del Giappone evitando i test atomici di Kim Jong-un. Contribuire al riscaldamento globale facendo ballare più gente possibile, così da aumentare la loro temperatura corporea e, di conseguenza, la temperatura dell'atmosfera. Riempire un nostro concerto di spettatori gatti. Ah!, ma questi sono raggiungibili. Il progetto più ambizioso è in realtà il nostro nuovo album che si chiamerà "Alternativa" e che stiamo cercando di farci finanziare su Musicraiser, una nuova piattaforma di fundraising! Anzi, già che ci siete, supportateci qui: https://musicraiser.com/projects/7726-alternativa

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“ED È TUTTA PER NOI QUESTA CHIESA TROPPO GRANDE” - Davide Van De Sfroos a San Siro.

ED È TUTTA PER NOI QUESTA CHIESA TROPPO GRANDE” - Davide Van De Sfroos a San Siro.

di Roberto Bonfanti - Scrittore e Artista

Ammettiamolo pure: quando leggi per la prima volta la notizia di un concerto di Davide Van De Sfroos a San Siro pensi che si tratti di una follia. Poi ci rifletti e ti ricordi che già altre volte, in passato, l’artista comasco ha compiuto passi apparentemente azzardati da cui è sempre uscito vincitore, dimostrando di saper gestire il proprio percorso con un’intelligenza e una lungimiranza che pochissimi altri hanno. E soprattutto pensi che, comunque possa andare, si tratta di una follia bellissima che sa di rivincita per tutto il suo mondo, per i personaggi di provincia che popolano il suo immaginario, e forse anche per noi che quella provincia la viviamo quotidianamente e in molti di quei personaggi ci siamo sempre rispecchiati. E pensi anche che, in fondo, dopo venticinque anni vissuti in modo così coerente e lontano da qualunque compromesso, nessuno merita quanto lui di vivere una follia simile.

Poi il giorno del concerto arriva, la follia diventa realtà e la realtà si trasforma in un enorme abbraccio fra Davide Van De Sfroos e tutto il suo popolo. Sembra che nessuno sia lì per caso: ognuno dei presenti pare conoscere a memoria ogni parola delle canzoni di Davide e vuole partecipare al concerto nel modo più fisico possibile, cantando a squarciagola, saltando, ballando e pogando dalla prima all’ultima nota. D’altra parte lo stesso Van De Sfroos sembra avere deciso di riarrangiare le canzoni proprio in modo da favorire quel tipo di approccio allo spettacolo, iniziando con un set dal sapore più tradizionalmente folk ballabile grazie all’accompagnamento dei giovani Shiver e passando subito dopo a ritmi ancora più incalzanti con l’apporto dei Luf che spingono il concerto al confine fra combat folk e slanci punk. Solo attorno a metà serata l’artista dà spazio a una piccola parentesi solitaria dal sapore più intimista, prima di far salire sul palco la Gnola Blues Band e alcuni musicisti che lo accompagnano da anni per un’ultima serie di canzoni che spaziano fra rock d’autore, venature blues e mille contaminazioni.

Un lungo spettacolo che si apre con “Lo sciamano” e ripercorre le tappe principali dell’avventura artistica del cantautore del lago, inclusi gli esordi rappresentati da “De Sfroos” e “El diavul”, passando per i grandi classici come “40 pass”, “Pulènta e galèna frègia”, “Nona Lucia”, l’immancabile “Yanez” o “La ballata del Cimino”, senza dimenticare qualche ripescaggio inaspettato come “El mustru”, prima di chiudere con una devastante “Cyberfolk” e un unico bis corale affidato a “La balera”, con la classicissima “La curiera” tagliata dalla scaletta per motivi di tempo e solo accennata a cappella durante i saluti finali ma subito rilanciata in coro da tutto lo stadio. Due ore e tre quarti di musica in cui Davide Van De Sfroos non si concede nemmeno una piccola pausa, mentre alle sue spalle si alternano tre diverse backing band e alcuni ospiti fra cui Fabio Treves o il capo azteco “Pioggia di Fuoco”, e soprattutto mentre dalle corde della sua chitarra fluiscono le sue storie di sempre, con quei personaggi pieni di vita, di malinconia e di quell’immancabile tocco di ironia che tutto il suo pubblico ha imparato ad amare. Storie che, questa volta, messe una accanto all’altra, sembrano andare a comporre un’unica grande favola: quella della folle avventura del menestrello di provincia con gli scarponi sporchi del fango delle sponde del lago di Como che, in una sera di giugno, scompigliando per una notte tutte le carte del destino, ha saputo entrare nel tempio più nobile e sacro della Milano musicale e ha fatto ballare, commuovere e sognare tutti quanti.

 

Roberto Bonfanti

  1. robertobonfanti.com
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“ED È TUTTA PER NOI QUESTA CHIESA TROPPO GRANDE” - Davide Van De Sfroos a San Siro.

ED È TUTTA PER NOI QUESTA CHIESA TROPPO GRANDE” - Davide Van De Sfroos a San Siro.

di Roberto Bonfanti - Scrittore e Artista

Ammettiamolo pure: quando leggi per la prima volta la notizia di un concerto di Davide Van De Sfroos a San Siro pensi che si tratti di una follia. Poi ci rifletti e ti ricordi che già altre volte, in passato, l’artista comasco ha compiuto passi apparentemente azzardati da cui è sempre uscito vincitore, dimostrando di saper gestire il proprio percorso con un’intelligenza e una lungimiranza che pochissimi altri hanno. E soprattutto pensi che, comunque possa andare, si tratta di una follia bellissima che sa di rivincita per tutto il suo mondo, per i personaggi di provincia che popolano il suo immaginario, e forse anche per noi che quella provincia la viviamo quotidianamente e in molti di quei personaggi ci siamo sempre rispecchiati. E pensi anche che, in fondo, dopo venticinque anni vissuti in modo così coerente e lontano da qualunque compromesso, nessuno merita quanto lui di vivere una follia simile.

Poi il giorno del concerto arriva, la follia diventa realtà e la realtà si trasforma in un enorme abbraccio fra Davide Van De Sfroos e tutto il suo popolo. Sembra che nessuno sia lì per caso: ognuno dei presenti pare conoscere a memoria ogni parola delle canzoni di Davide e vuole partecipare al concerto nel modo più fisico possibile, cantando a squarciagola, saltando, ballando e pogando dalla prima all’ultima nota. D’altra parte lo stesso Van De Sfroos sembra avere deciso di riarrangiare le canzoni proprio in modo da favorire quel tipo di approccio allo spettacolo, iniziando con un set dal sapore più tradizionalmente folk ballabile grazie all’accompagnamento dei giovani Shiver e passando subito dopo a ritmi ancora più incalzanti con l’apporto dei Luf che spingono il concerto al confine fra combat folk e slanci punk. Solo attorno a metà serata l’artista dà spazio a una piccola parentesi solitaria dal sapore più intimista, prima di far salire sul palco la Gnola Blues Band e alcuni musicisti che lo accompagnano da anni per un’ultima serie di canzoni che spaziano fra rock d’autore, venature blues e mille contaminazioni.

Un lungo spettacolo che si apre con “Lo sciamano” e ripercorre le tappe principali dell’avventura artistica del cantautore del lago, inclusi gli esordi rappresentati da “De Sfroos” e “El diavul”, passando per i grandi classici come “40 pass”, “Pulènta e galèna frègia”, “Nona Lucia”, l’immancabile “Yanez” o “La ballata del Cimino”, senza dimenticare qualche ripescaggio inaspettato come “El mustru”, prima di chiudere con una devastante “Cyberfolk” e un unico bis corale affidato a “La balera”, con la classicissima “La curiera” tagliata dalla scaletta per motivi di tempo e solo accennata a cappella durante i saluti finali ma subito rilanciata in coro da tutto lo stadio. Due ore e tre quarti di musica in cui Davide Van De Sfroos non si concede nemmeno una piccola pausa, mentre alle sue spalle si alternano tre diverse backing band e alcuni ospiti fra cui Fabio Treves o il capo azteco “Pioggia di Fuoco”, e soprattutto mentre dalle corde della sua chitarra fluiscono le sue storie di sempre, con quei personaggi pieni di vita, di malinconia e di quell’immancabile tocco di ironia che tutto il suo pubblico ha imparato ad amare. Storie che, questa volta, messe una accanto all’altra, sembrano andare a comporre un’unica grande favola: quella della folle avventura del menestrello di provincia con gli scarponi sporchi del fango delle sponde del lago di Como che, in una sera di giugno, scompigliando per una notte tutte le carte del destino, ha saputo entrare nel tempio più nobile e sacro della Milano musicale e ha fatto ballare, commuovere e sognare tutti quanti.

 

Roberto Bonfanti

  1. robertobonfanti.com
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WALL OF DOLLS IL MURO DELLE BAMBOLE CONTRO IL FEMMINICIDIO SABATO 17 GIUGNO MILANO - VIA DE AMICIS 2

Sabato 17 Giugno, alle ore 15:00, in concomitanza con l’apertura della settimana della moda di Milano dedicata all'uomo, Associazioni, Artiste, Avvocati, Medici, Poetesse, Scrittrici, Stiliste, attrici come Marta Marangoni dei Duperdu e Donatella Massimilla si incontreranno a Milano presso il Muro delle Bambole di Via De Amicis per sostenere l’iniziativa “WALL OF DOLLS”

Di seguito vi trasmettiamo il comunicato stampa dell’importante evento contro la violenza sulle donne a firma di JO SQUILLO.

Milano 17 giugno 2017 ore 15:00

Per il quarto anno consecutivo, "WALL OF DOLLS", l'installazione artistica nata a sostegno della lotta contro la violenza sulle donne, resiste e si moltiplica.

Farfalle e fiori come simbolo di un'infanzia violata, quella dei 2000 bambini rimasti orfani a causa del femminicidio. Vittime spesso dimenticate.

Come di consuetudine il primo giorno della settimana della moda di Milano dedicata all'uomo, le Associazioni, Artiste, Avvocati, Medici, Poetesse, Scrittrici, Stiliste, si ritrovano al Muro delle Bambole di Via De Amicis 2 per sollecitare il mondo della moda nel contribuire a creare UOMINI VERI, belli fuori, ma anche dentro.

Per sensibilizzare i giovani insegnando loro che l'oppressione maschile sulle donne è un male assoluto di questa società.

Per educare le nuove generazioni a un'affettività sana.

Riprendendo una tradizione indiana per cui, ogni volta che una donna subisce violenza, una bambola viene affissa su ogni porta, il muro sarà un simbolo permanente di questa Città.

Dall'inizio dell'anno tante sono state le iniziative organizzate, a partire dall'8 Marzo con 10 ore di cultura femminile in Piazza Duomo a Milano ed in altre 20 città italiane; il 16 aprile con la proiezione del docu-film al prestigioso Los Angeles International Culture Film Festival; l'inaugurazione l'8 maggio del Muro delle Bambole nel centro di Roma in collaborazione con la Regione Lazio, che ha saputo approvare unanimemente una legge contro la violenza di genere importante e innovativa rispetto a tutto il resto d'Italia.

Tra le celebrità e stilisti che hanno contribuito alla creazione di Wall of Dolls:

Valentina Pitzalis, Lucia Annibali, Laura Roveri, Giusy Versace, Valeria Fedeli, Arisa, Maria Grazia Cucinotta, Giusy Ferreri, Elenoire Casalegno, Tessa Gelisio, Margò Volo, Nicola Zingaretti, Michele Baldi, Giada Desideri, Giovanna Rei, Beatrice Aiello, Chiara Alberti, Max Laudadio, Roshelle, Lino Banfi, Noemi, Maurizio Battista, Paola Iezzi, Ginger Bender, Lisa Dalla Noce, Francesca Carollo, Beppe Convertini, Marianne Mirage, Antonietta Laterza, Barbara Fabbroni, Alberta Ferretti, Blumarine, Laura e Lavigna Biagiotti, Diesel, Elena Mirò, Elisabetta Franchi, Antonio Marras, Etro, Clips, Ermanno Scervino, Eva Cavalli, Fausto Puglisi, Frankie Morello, Genny, Luisa Beccaria, Coemar, Geox, Francesco Scognamiglio, Kristina Ti, Manuel Facchini, Max Mara, Missoni, OVS, Costume National, Salvatore Ferragamo, Petite Robe di Chiara Boni, Stella McCartney, Trussardi, Vivienne Westwood, Paola Montaguti per Miss Grant, Nenella Impiglia per Vic Matiè, Pierre Mantoux, Beatrice B, Le Silla, Izumi Ogino per Anteprima, Isabella Tonchi, Happiness, Liborio Capizzi , Gisella Borioli, Raffaela D'angelo, Martino Midali, Vladimiro Gioia, Mauro Gasperi, Keep Out, Mantù, BearBag, MiMiSol, Dimensione Danza, Caterina Lucchi, Extro, Niente Paura, Bollicine di Stile, The Studio Pilates, Barbara Benedettelli, Jo Fabbri, Fiorella Cappelli, Laura Antonini, Stefania Santini, Marianna Giulianelli - i Baccelli, Eloisa Reverie Vezzosi, Elisa Savi Ovada, Stella Filippone, Anna Santinello, Inveloveritas, Patrizia Fratus, Cristina Tajani - Assessore alla Moda - Comune di Milano, Rosaria Iardino - Donne in Rete, We World, Banche del Tempo, AIAF - Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori, Associazione EVA, Piccolo Principe, Ajka - Essenza, Donne in Quota, Alveare, Fare x Bene, Fermati Otello, Soccorso Rosa, Stati Generali delle Donne, Kore, A Casa di Maru, D come Design, SVSL - Senza Veli Sulla Lingua, 100x100 Donna, D Diritto, La Dieta di Eva, Viva Vittoria. Rock Targato Italia, Divinazione Milano.

Le donne, da sempre, sono il motore del cambiamento. Ora l'impegno è cambiare la cultura maschile.

IL FEMMINICIDIO E' UN CRIMINE CONTRO L'UMANITA'

Wall of Dolls è un evento aperto a tutti i cittadini che potranno partecipare portando una bambola che verrà installata sulla parete del Centro Culturale di Via De Amicis 2 a Milano,

Sabato 17 Giugno ore 15:00.

Jo Squillo

Evento FB: https://www.facebook.com/events/1802833070045952/

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FLAT BIT Live al COLLINS MUSIC FESTIVAL Sabato 17 giugno, Ferrara

Sabato 17 giungo i FLAT BIT saliranno sul palco del “Collins Music Festival” a Ferrara.

L’evento live apre la sua prima edizione con una tre giorni dedicata a tutte le sfumature del rock: il 16, 17 e 18 giugno (Via Padova – Ferrara).

I FLAT BIT sono una vera rivelazione tra le band emergenti. Coinvolgenti sul palco, si confermano in studio per capacità espressiva (energiche sonorità elettroniche di matrice pop) raccontando tic e nevrosi sociali con occhio spesso ironico e malizioso. Divertenti ma attenti ai particolari con rara sensibilità.

"ATTACCHI DI NORMALITÀ" l’ultimo singolo dei FLAT BIT, distribuito da Alka Record Label e promosso da Divinazione Milano, ha ottenuto un notevole successo entrando a far parte della programmazione di oltre 60 radio in tutta Italia.

Vincitori in carica di Rock Targato Italia, i premi ed i riconoscimenti che il combo marchigiano ha ottenuto nell'ultimo anno sono stati numerosi: dal Best Arezzo Wave band Marche, fino all’opportunità di rappresentare l’Arezzo Wave all'Exit Festival di Novi Sad in Serbia. Oltre ad essere stati vincitori di Geometrie Sonore, i FLAT BIT hanno anche partecipato al contest di Radio Deejay, Deejay On Stage, arrivando in finale.

Tutte le giornate del “Collins Music Festival” sono ad ingresso gratuito. L’inizio dei concerti è previsto per le ore 21:00.

Nel web: https://www.facebook.com/Flat.Bit/

Pagina dell’evento: https://www.facebook.com/collinsmusicfestival/

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Festival Fuori Programma - Teatro Vascello

Il teatro Vascello continua la sua ricca e variegata stagione: dal 9 al 26 Luglio 2017 sempre alle h 21 sul palcoscenico del Teatro Vascello di Roma si alterneranno cinque compagnie di spicco del panorama internazionale di danza Contemporanea dentro il Festival Fuori Programma In collaborazione con European Dance Alliance - Valentina Marini Management.

La Veronal dalla Spagna aprirà le danze e la compagnia Chameleon dall’Inghilterra concluderà questo festival di prestigio, quindi vi faccio gentile richiesta di pubblicazione e diffusione tramite i vostri importanti mezzi d’informazione e comunicazione. Vi ricordo, inoltre che tutti gli spettacoli sono debutti nazionali e/o regionali, quindi per la Prima volta a Roma :9 luglio - domenica h 21 PRIMA NAZIONALE

LA VERONAL (Spagna)

KOVA ¬ GEOGRAPHIC TOOLS

 

11 luglio - martedì h 21 PRIMA REGIONALE

Gruppo Nanou (Italia – Ravenna)

Xebeche [csèbece]

 

14 luglio - venerdì h 21 PRIMA REGIONALE

Zerogrammi (Italia – Torino)

Jentu

 

18 luglio - martedì h 21 PRIMA REGIONALE

Compagnia Zappalà Danza (Italia – Catania)

Romeo e Giulietta 1.1

la sfocatura dei corpi

 

26 luglio - mercoledì h 21 PRIMA NAZIONALE

Company Chameleon (Inghilterra)

OF MAN AND BEAST

Spellbound contemporary ballet (Roma Italia)

The hesitation day - The divided self

Coreografia   Mauro Astolfi

STRUTTURA DOTATA DI ARIA CONDIZIONATA

La direttrice artistica Manuela Kustermann si rende disponibile per una intervista. Inoltre colgo occasione per invitarvi, potete scrivermi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

In allegato comunicato e foto

A questo link potete scaricarvi il materiale, disponibile a questo link fino al 12 giugno

https://wetransfer.com/downloads/3d7ccbc5029b8b4bcf8bd4f290952ff520170605121257/ec2db387d91f8a672df7cbe6e37f16cd20170605121257/c2c7ba

Catro Vascello

Cristina D’Aquanno cell 340 5319449

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

065881021 – 065898031

Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78

Cap 00152 Monteverde Roma

  1. teatrovascello.it
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1502, un concorso biennale per artisti -

1502 è un concorso biennale per artisti, dai 18 ai 34 anni, originari e/o residenti o domiciliati in Romagna, organizzato dall’Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì e dall’associazione di promozione sociale [dif-fù-sa contemporanea], in collaborazione con l’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese; promosso dalla Regione Emilia-Romagna, il progetto è sponsorizzato da Formula Servizi per la Cultura e dalla Fondazione Dino Zoli.

I partecipanti sono invitati a presentare entro e non oltre il 15 settembre 2017 un’opera realizzata appositamente per il premio, il cui tema, quest’anno, è l’effimero e il precario.
Si è scelto un tema che fosse ampio e interpretabile senza eccessivi impedimenti o limiti per gli artisti, ma che, allo stesso tempo, non mancasse di indicare una delle conditio sine qua non dell’arte contemporanea, così come della società attuale.

Gli artisti non hanno alcun vincolo di medium (è ammessa ogni tipo di opera, dalla fotografia alla performance, dalla scultura al disegno, etc), ma solo di dimensioni, non potendo presentare un lavoro più grande di 200 x 120 cm. Assieme all’opera, dovranno inviare all’organizzazione (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) un portfolio completo dei loro lavori, con la domanda compilata in tutte le sue voci.

Il nome dei premio, 1502, indica non solo la data delle fine dei lavori dell’Oratorio San Sebastiano a Forlì, unico edificio interamente rinascimentale della città, ma anche alcuni elementi strutturali dell’evento: 1 tema di riferimento, 5 addetti ai lavori che compongono la commissione di valutazione delle opere, 0 limiti di medium per l’opera in gara e 2(00) mq di esposizione (approssimativamente la superficie totale dell’Oratorio San Sebastiano).

I primi tre classificati riceveranno un premio monetario – per i dettagli si prega di leggere il bando scaricabile da: www.giovaniaforli.comune.forli.fc.it o www.informagiovani.comune.forli.fc.it –ed esporranno in una collettiva all’Oratorio San Sebastiano dal 21 ottobre al 12 novembre 2017; in occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo, che, oltre ai lavori dei tre vincitori, si avvarrà di alcuni contributi critici.

La commissione del concorso è composta da: Paola Capata (Direttrice della galleria Monitor, Roma), Selva Barni (Fondatrice di Fantom Editions, Milano), Luca Coser (artista), Matteo Zauli (Direttore del Museo Carlo Zauli, Faenza) e Davide Ferri (curatore).

Con 1502, si vuole avviare un processo di riqualificazione dell’Oratorio San Sebastiano, parte integrante del distretto artistico forlivese, puntualizzando la sua identità contemporanea. La location diventerà il luogo deputato agli eventi di arte contemporanea, che, dotata di una dimora pubblica fissa, si sta guadagnando sempre più un posto di rilievo all’interno del discorso culturale romagnolo. Il progetto vuole rispondere alle esigenze di sempre numerosi soggetti, singoli privati e associativi, per cui il linguaggio artistico contemporaneo non solo è una passione, ma un lavoro, una professione e un modus vivendi.

1502 documenta l’impegno dell’Amministrazione, in particolare dell’Assessorato alle Politiche Giovanili, a favore dei linguaggi creativi e a sostegno del talento dei giovani artisti del nostro territorio. L’evento, realizzato nell’ambito del progetto dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese denominato “Giovani Con-fine Unione_2” è promosso dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito della L.R. 14_08 bando 2016.

Info evento:

Titolo: 1502 – Premio Giovani Artisti – Biennale Romagna _2017
Cosa: Il premio è un progetto biennale organizzato dall’Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì e dall’associazione di promozione sociale [dif-fù-sa contemporanea], in collaborazione con l’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese.
Chi: possono partecipare gli artisti nati, residenti o domiciliati in Romagna tra i 18 e i 34 anni.
N.B. I nati nel 1982, qualunque fosse il mese di nascita, non possono partecipare.
Come: la domanda si compone di un modulo da completare in tutte le sue voci; gli artisti dovranno anche presentare un portfolio il più completo possibile e alcune immagini (max 4) dell’opera realizzata appositamente per il premio. La domanda va inviata all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Quando: il bando è aperto fino al 15 settembre 2017, scadenza per presentare la domanda di partecipazione.

Per ulteriori informazioni, inviare una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
o contattare [dif-fù-sa contemporanea] 
Via Cobelli 34
47121 Forlì
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Atto di Pietà di Rob Cossu (artista musicista del gruppo Golaseca)

Che strano...ieri improvvisamente, mentre pensavo a Toti Riina e allo schifo di uomo che è stato, mi sono venuti in mente Falcone e Borsellino. Allora ho pensato di rivolgere a loro questa domanda:
"Signori(con la S più maiuscola del maiuscolo) ma che ne pensate di Totò Riina, é giusto che debba morire dignitosamente?"
Ho immaginato questa risposta SI!
Perché noi siamo diversi da loro, perché chi crede e lotta per la giustizia dimostra la propria forza con un atto di pietà.
Poi ho pensato a Gesù Cristo e a Dio, in cui io non credo, ed ho pensato a tanti di voi che credono, che vanno in Chiesa a pregare dentro i suoi insegnamenti... ma Gesù avrebbe concesso ad un uomo di morire in pace? La risposta è SI. Ma allora mi sono chiesto, se gli eroi e Dio, che stanno forse in un posto più grande e lucente ( per luce intendo la mente) lascerebbero morire un uomo ormai finito in pace, perché tutti scrivono con tanta rabbia?
Perché sono persone normali, diverse dagli eroi e dagli dei, e andranno un giorno a chiedere perdono per tutti gli errori commessi.
Ed io? Io non ho ancora scritto cosa farei... ah io mi fido della luce, credo che Totò Riina abbia perso e meriti di morire in pace, verrà dimenticato mentre Falcone Borsellino e tutti gli eroi che hanno combattuto questa guerra brilleranno sempre nei cuori delle persone oneste.

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Impressioni su Music Award di Richard Milella

ARENA DI VERONA
Mi sono bastati pochi minuti di Music Award, visti per caso, per capire come gira l'Italietta della canzone:
1) De Gregori (si proprio l'ex Principe) apre con Rimmel 1975 (42 anni fa !!! Piero !!!) riarrangiata a marcia funebre. Forse è il nuovo corso del deposto monarca; orchestrina per Matrimoni & Funerali ... Grazie a te, no grazie a te, no a te e via di GRAZIE per quasi 2 minuti. Dodici persone da Roma per fare 4 minuti di rappresentazione. Questo è quanto...
2) ELODIE DISCO D'ORO ? Ma de che se ha annullato il tour estivo per ZERO prevendite. Complimenti per il vestito poi ; ecco dove era finita la tenda di Zia Pina. Della canzone (???) non parliamo ch'emmeglio !!!
3) Tocca a Fabri Fibra di cui non ho capito una parola se non che Pa-Pamplona ripetuto all'infinito ma forse il testo era tutto qua però ... DISCO dI PLATINO !!! Ah ... per fare questo capolavoro ci si sono messi anche i TheGiornalisti che, pare, sia un gruppo indie che va per la maggiore (la parola "indie" in campo musicale mi provoca spasmi di prurito anale...).
4) Riprese audio & video degne della peggiore Tele-Condominio degli anni 70...ma questi hanno visto solo ieri sera il collegamento da Manches'ter ???
5) Scusate ma a Marracash ho alzato bandiera bianca...non ce la posso fare... Andate avanti voi .
Canone RAI al vento ...

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