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Articoli filtrati per data: Agosto 2017

Rock Targato Italia - aperte iscrizioni 30/a edizione

La 30^ edizione di ROCK TARGATO ITALIA, concorso musicale rivolto a solisti e gruppi musicali, con brani inediti, si svolgerà nei live-club italiani a partire da gennaio 2018.

Il primo premio assoluto è una campagna promozionale della durata di 5 mesi, grazie alla collaborazione con l’Ufficio Stampa Divi In Azione di Milano.

PROMOZIONE DISCOGRAFICA. Ai fortunati vincitori sarà garantito un capillare lavoro di comunicazione e promozione a livello nazionale con 700 radio, 224 webzine, portali web, giornali, tv, operatori del settore, festival, live-club e social network

PARTECIPAZIONE ALLA COMPILATION. Ai primi 8 classificati sarà pubblicato un brano del proprio repertorio sulla compilation della manifestazione, pubblicata dall'etichetta discografica Terzo Millennio nei principali store e piattaforme digitali internazionali (come ad esempio: Spotify, YouTube, Amazon).

Rock Targato Italia, una vera e propria manifestazione talent-scout nazionale, il cui scopo è quello di offrire ad artisti emergenti l’opportunità di farsi conoscere, al grande pubblico, ai media e addetti ai lavori.

Il contest, negli anni, ha già contribuito al debutto di numerosi artisti di fama nazionale: www.rocktargatoitalia.eu.

Una manifestazione musicale riservata a gruppi e artisti solisti che non abbiano contratti discografici, manageriali o editoriali in esclusiva e, essenzialmente, protagonisti della propria musica.

Gli artisti potranno partecipare solo con canzoni proprie, non cover di altri artisti. Non ci sono restrizioni di età e sono ammessi tutti i generi. Inoltre, i brani potranno essere cantati in italiano, ma anche in un’altra lingua o dialetto.

E’ possibile richiedere il regolamento di Rock Targato Italia tramite le seguenti opzioni:

  • invia un email a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • oppure scrivici sulla chat di Facebook: https://goo.gl/Lko5x1
  • Oppure accedi alla sezione REGOLAMENTO registrandoti al sito. Una volta loggato potrai leggere e/o scaricare il regolamento, scegliere se iscriverti direttamente on line o spedire una busta con il materiale richiesto. CLICCA QUI PER ACCEDERE AL LOGIN DEL REGOLAMENTO

Rock Targato Italia: un posto per la tua musica.

#aplaceforyourmusic

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IL PINGUINO IMPERATORE, A ROCK TARGATO ITALIA, MILANO 2 OTTOBRE

 Rock Targato Italia - Finali Nazionali XXIX/a edizione. 

a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano,

Intervista IL PINGUINO IMPERATORE  in concerto il 2 ottobre LegendClub Milano

 

1)      Cosa ti ha spinto a diventare un musicista? Come è nata la tua passione per la musica?

"E poi se la gente sa, e la gente lo sa che sai suonare. Suonare ti tocca per tutta la vita e ti piace lasciarti ascoltare."

2)      Quale è la tua storia (o della tua band)?

"Vedo gli amici ancora sulla strada, loro non hanno fretta. Rubano ancora al sonno l'allegria all'alba un po' di notte"

3)      Cosa provi quando devi cantare dal vivo?

"Mi ci vuole una buona dose di antiemetico quando ti vedo salire sul palco fare facce da rocker, e mi ci vuole una doppia dose di antiemetico quando mi tocca salire sul palco e fare facce da rocker"

4)      Come nascono le tue canzoni? Ci sono particolari fattori che ne influenzano la stesura? 

"Musica sopra ogni cosa/ e a tal fine preferisci il ritmo impari/ più vago e solubile nell'aria/ senza nulla che pesi o che posi. (...) Perché vogliamo ancora la sfumatura/ non il colore solo la sfumatura./ O la sfumatura solo accompagna/ il sogno al sogno e il flauto al corno (...) Prendi l'eloquenza e torcile il collo!"

5)      Quali sono i tuoi artisti preferiti e come hanno contribuito alla tua formazione musicale?

"Zappa è morto, Captain Beefheart è morto e neanche noi ci sentiamo molto bene" 

6)      Che cosa ne pensi del panorama musicale italiano odierno?

"Si diceva ci volesse la stoffa per fare l'artista, ma è un concetto antiquato superato oggi serve la barba."

7)      Ci sono tanti ragazzi che vorrebbero diventare musicisti. Quali sono i tuoi consigli per loro

"Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante; mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più di un cantante. (...) Cosa posso dirvi? Andate e fate tanto ci sarà sempre e lo sapete, un musico fallito, un pio, un teoreta, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!"

 

Rock Targato Italia - Sono aperte le iscrizione per partecipare alla XXX/a edizione

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MOYO La band vicentina a Rock Targato Italia. Milano 4 ottobre.

Loro sono i MOYO e partecipano a Rock Targato Italia - Finali Nazionali XXIX/a edizione, direttamente dal festival organizzato dal Giornale di Vicenza OnLine

Intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano,

in concerto il 4 ottobre LegendClub Milano

 

Cosa ti ha spinto a diventare un musicista? Come è nata la tua passione per la musica?

La musica mi è entrata dentro da bambino, mentre ascoltavo mio padre dare lezioni di pianoforte ai suoi allievi, e mia madre cantare spensierata in giro per casa. Fin dall'inizio suonare e cantare è stato prima di tutto un modo per esprimere quelle emozioni che mi riusciva difficile comunicare a parole. La musica per me non è nemmeno una passione, parola che etimologicamente significa sofferenza...no, la musica è tutto, è ogni battito di cuore, ogni respiro, è una festa con gli amici, è il movimento dell'amore, è un canto di tristezza o un grido d'aiuto. Tutto è musica e tutti, nostro malgrado, siamo un po' musicisti. Ecco, credo che i veri musicisti siano coloro che provano ad esprimere la loro musica interiore con un linguaggio comune e comprensibile, fatto di ritmo e suono. Gli altri, al massimo, sono esecutori.

2)      Quale è la tua storia (o della tua band)? 

Nell'ormai lontano 2010 andai a sentire una tribute band dei Foo Fighters, dove suonava un amico chitarrista. Nonostante non fosse il mio genere, rimasi molto colpito dal loro groove e dentro di me sapevo che prima o poi avrei fatto musica con loro. Dopo alcuni mesi furono proprio loro a propormi di unirci per iniziare un progetto nuovo, con l'obiettivo preciso di comporre musica nostra. Dopo 2 anni spesi quasi esclusivamente a fare jam session per trovare il nostro sound ad Ottobre 2013 abbiamo finalmente pubblicato il primo singolo, Davvero, in download digitale gratuito. Nei mesi successivi abbiamo autoprodotto l'album 137, un album rock asciutto e diretto, uscito il 21 Marzo 2014 negli store digitali. Dopo un paio d'anni di live e progetti paralleli ad Ottobre 2016 abbiamo pubblicato il singolo acustico Nella Scatola con il B-side Questa Notte. Ora stiamo lavorando ad un nuovo album ricco di novità sonore...

3)      Cosa provi quando devi cantare dal vivo?

Ogni serata è diversa, ma c'è sempre un po' di sana agitazione prima di salire sul palco. Ma anche in questo stato di tensione c'è sempre spazio per una battuta, per un abbraccio di gruppo prima di partire! Quindi inizio a cantare, le prime due canzoni servono a prendere le misure, a decidere se rimanere in-ear o andare di monitor, a calibrare la voce e a sciogliere la tensione. Poi la chiave sta nel feedback del pubblico: ogni musicista ha il desiderio profondo di essere ascoltato e compreso nella sua arte, così è sufficiente anche un sola persona che guarda interessata, un solo sorriso, un applauso sincero, per creare in quel momento un legame chimico indissolubile tra artista e ascoltatore. A quel punto butto sul piatto tutto quello che ho in quel momento, il mio fiato, l'espressività, la potenza o la dolcezza...tutto ciò che mi porto appresso dalla giornata. Ecco perché la stessa canzone può suonare molto diversa ad ogni live...

4)      Come nascono le tue canzoni? Ci sono particolari fattori che ne influenzano la stesura? 

Le canzoni più belle nascono in testa in istanti brevissimi, che bisogna saper cogliere al volo e trasferire su carta o su nastro prima che vadano perduti. Personalmente, la maggior parte della musica che scrivo scaturisce durante momenti di emotività intensa, a volte piacevoli a volte spiacevoli. Scrivo musica da quando ho 6 anni...ma scrivere con la band è un processo molto diverso:  cerchiamo di comporre insieme gli arrangiamenti, dopo aver abbozzato l'idea iniziale, che il più delle volte nasce durante improvvisazioni in studio. Insomma, c'è ovviamente il contributo del singolo componente, ma le scelte stilistiche ed armoniche sono sempre un compromesso tra le opinioni di ciascuno. Devo dire che siamo molto uniti e, nonostante spesso abbiamo gusti estremamente diversi, riusciamo alla fine a trovare un punto di convergenza. I testi sono principalmente miei e di Marco (chitarra)

5)      Quali sono i tuoi artisti preferiti e come hanno contribuito alla tua formazione musicale?

Io sono cresciuto ascoltando musica italiana da bambino, andava forte Zucchero nei primi anni '90, poi Renato Zero, i Pooh...Ma la pietra miliare su cui ho plasmato il mio orecchio musicale sono i Queen: ho ascoltato e riascoltato negli anni decine e decine di volte i loro album, specialmente gli arrangiamenti glam degli anni '70 che mi hanno aperto un mondo. La voce di Freddie è inarrivabile, ma enorme fonte di ispirazione, come del resto le armonie di Brian May e la capacità che ha avuto la band di adattarsi e trasformarsi negli anni, continuando a vendere dischi per oltre 20 anni...Poi negli anni ho ascoltato gli artisti più disparati: dai Nirvana ai Dream Theater, da Jason Mraz a Jack Johnson, da Rihanna a Ed Sheeran: credo che ogni stile musicale abbia qualcosa da insegnare e qualcosa da trasmettere, e sono sempre stato estremamente aperto ad ascoltare generi anche molto diverse tra loro, non identificandomi mai particolarmente in alcuno di essi. Gli altri ragazzi della band ascoltano molta più musica di me, sono sincero, spesso mi fanno scoprire artisti incredibilmente validi che mai avrei avuto modo di sentire altrimenti. E' grazie a loro se il nostro sound si sta evolvendo, come potrete scoprire presto nell'ultimo album che stiamo realizzando

6)      Che cosa ne pensi del panorama musicale italiano odierno?

 Personalmente sono molto critico rispetto alla musica italiana che si sente in radio. Molti artisti, anche bravi, hanno produttori ed arrangiatori che smenano la solita solfa da anni, arrivano puntualmente in ritardo sulla musica americana, che copiano (male) ignari del fatto che la voce in italiano va gestita diversamente. Poi capita spesso di sentire vari artisti che fanno capo ad una certa radio o ad una certa etichetta, che hanno gli stessi suoni, gli stessi rullanti, le stesse chitarre soliste fuori luogo, le stesse voci inespressive corrette troppo con l'autotune, i testi spesso ricercati ma banali e finti. Per fortuna anche dentro a questo mercato radiofonico ci sono i bagliori di una forza compositiva ed interpretativa che solo un paese creativo come l'Italia è in grado di generare: la profondità e la qualità acustica dei pezzi di Niccolò Fabi, l'elettronica, i testi e l'energia di Jovanotti, la potenza vocale di Giorgia, gli arrangiamenti vocali ed il timbro di Tiziano Ferro, la spinta innovatrice (se pur abilmente commerciale) di J-Ax...E poi tutto l'indie italiano che ha annovera artisti pazzeschi spesso semi-sconosciuti se non nelle loro nicchie, il jazz, la classica, l'opera...l'Italia è un grande paese e lo dimostra sfornando senza sosta pezzi da novanta. Peccato che il mercato sia nelle mani di pochi avidi padroni che da 20-30-40 anni propinano canzoni identiche a se stesse mangiandosi anche la fetta di torta degli altri che, nel frattempo, a stento possono continuare a creare bellezza vera.

7)      Ci sono tanti ragazzi che vorrebbero diventare musicisti. Quali sono i tuoi consigli per loro?

Dal punto di vista artistico insisto sempre sul fatto che è importante imparare bene lo strumento, ma anche allenare l'orecchio: creare musica insieme ad altre persone infatti significa anche e soprattutto sapere quando non suonare e quali frequenze non mascherare con il proprio strumento. Dal punto di vista dell'apprendimento consiglio di rimanere il più possibile aperti, di essere sempre curiosi e di sperimentare, di non giudicare nessun genere musicale senza prima averlo compreso, ascoltato con calma, digerito. Dal punto di vista della crescita personale come artista ma anche come promotore della propria musica suggerisco di uscire e suonare, di incontrare persone, di buttarsi, suonare suonare suonare nei contesti più diversi, fare esperienza, bilanciare il tempo passato davanti al computer per studiare o creare con il tempo passato fuori ad ascoltare gli altri, a suonare e a condividere con altre persone il proprio "sentire musicale". Last but not least, anzi forse la cosa più importante...godersela! Divertirsi, cercare e trovare il lato ludico, che sia suonando in una band o producendo la propria musica solista...altrimenti tutto diventa poi sterile e pesante con gli anni.

 

 Rock Targato Italia - Sono aperte le iscrizione per partecipare alla XXX/a edizione

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INCONTRO CON LESS: VELAUT, LA BAND SICILIANA A ROCK TARGATO ITALIA

Rock Targato Italia - Finali Nazionali XXIX/a edizione. 

a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano,

Intervista VELAUT in concerto il 3 ottobre LegendClub Milano

(Risponde Less, chitarra, voce e compositore della band)


1)      Cosa ti ha spinto a diventare un musicista? Come è nata la tua passione per la musica?
 Penso che ognuno di noi abbia avuto motivi diversi che l'abbiano spinto a questo rapporto. Essenzialmente credo si tratti di una urgenza comunicativa. Quando sei in un paese straniero, e hai bisogno di esprimerti, la prima cosa che fai è cercare di imparare quanto più possibile della lingua autoctona, per veicolare anche i messaggi più semplici. Con la musica non c'è differenza: è una nuova lingua, una delle tante, che usi per dire qualcosa. La parte difficile è avercela qualcosa da dire, ma quella è un'altra storia...

2)      Quale è la tua storia (o della tua band)? 
I Velaut sono un progetto che ha visto la luce un po' di tempo fa, ma ha subito molti cambi di line-up. Sono l'unico dei membri iniziali ancora nella band, ma dopo tanti anni di semina, i frutti che stiamo raccogliendo ora (Rock Targato Italia stesso, il nostro Concept Album che è uscito l'anno scorso, le finali di Sanremo Rock, il nuovo contratto discografico alle porte con un grande produttore per il secondo album, le serie di concerti in Italia e in Francia...) hanno consolidato l'attuale line-up con Lucas Termini, Valerio Fròsini e Giulio Di Martino. E' un progetto in costante evoluzione, e sicuramente, al momento, con parabola crescente.

3. Intendete dire "suonare" dal vivo, giusto? (ride)
Faccio questo appunto perché in Italia abbiamo una cultura distorta della musica dal vivo. Distorta forse da anni e anni di Sanremo e Festivalbar, in cui la centralità è attribuita spesso al vocalist della band. I Velaut sono una band che comunica emotivamente con il pubblico, e la maggior parte di questa comunicazione non è verbale. Suonare dal vivo, per noi è l'essenza stessa della nostra musica. Se ascoltate i nostri brani su disco, noterete che tutto quello che c'è lì lo trovate anche in concerto. Attribuiamo al live una importanza altissima, concependo anche la registrazione stessa come un live. La risposta è consequenziale: cosa proviamo? Proviamo esattamente quello che vedete sul nostro stage, una catastrofe.

4)      Come nascono le tue canzoni? Ci sono particolari fattori che ne influenzano la stesura?

 Penso, o almeno voglio sperare, che chiunque, quando dà vita a una canzone, abbia dei fattori particolari, emozionali, che ne influenzino la stesura...

Nel nostro Concept Album, per esempio, ogni canzone è un mito della tradizione Greco-Giudaica.
Per quanto mi riguarda ho una visione molto "alla Michelangelo" della questione. Le canzoni non sono mie, sono nell'aria, e hanno solo bisogno di un mezzo per finire su un foglio o su uno stage per essere suonate, poi iniziano a camminare sulle proprie gambe, come un figlio. Alcune scelgono me per venire al mondo, e io non sono così coraggioso da disobbedire...

5. Fare un elenco non è il mio forte, e lo trovo freddo.
Le nostre formazioni musicali sono diverse, a tratti convergenti. Alcuni di noi vengono dalle influenze più improbabili, quasi opposte a quel che facciamo, come il Glam Rock, o la musica da banda da parata (io stesso suonavo il sax in una banda musicale). Alcuni di noi sono cresciuti a pane e Litfiba, altri si interessano alla musica psichedelica degli anni '60 e '70.
E' questo il motivo per cui non escludiamo nessuna possibile nuova deriva sulla nostra musica. E' questo che ci salva dalle mode del momento, mantenendo la nostra musica in costante movimento, in costante subbuglio, senza troppo curarci dei fenomeni attuali. Orgogliosamente anacronistici.

6. Quale panorama musicale?

7. Quando un ragazzino imbraccia per la prima volta una chitarra o un basso da 50/100 euro, si siede dietro una batteria con le pelli aggiustate con il nastro adesivo, lo sta facendo animato da una genuinità sconvolgente, di quelle che poi, se non sei forte, le perdi. E' una cosa geniale. Siamo noi a dover prendere consigli da loro. Il contrario, se non è animato dalla stessa genuinità degli inizi, è malsano.

Less

 

Rock Targato Italia - Sono aperte le iscrizione per partecipare alla XXX/a edizione

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Da Ligabue a "Kaleidos", il nuovo Album di Niccolò Bossini è una Bomba di Suoni!! Recensione e intervista di Luca Amaducci

Niccolò Bossini (Reggio Emilia nel 1978) è un chitarrista e cantautore. A 19 anni entra a far parte dei Raw Power e con loro incide un disco (Reptile House, 1998), partendo poi per due tour europei (1997 e 1998) e due tour negli States (1998 e 1999). La collaborazione con i Raw Power si conclude nel 1999, poi passa dai Tora Tora ai Pinkol che poi si trasformeranno nei The Teachers e con loro registra due demo, un EP, mentre Live arriveranno circa un centinaio di date, tra cui 4 a Londra. Le esperienze più significative saranno come supporters dei Linea 77Marlene KuntzDeep Purple e The Fratellis.                                                                                                                                                                                   

Nel 2005 inizia la sua collaborazione con Luciano Ligabue, entrando in sala registrazione per l'Album "Nome e Cognome" e accompagnando Ligabue durante il Nome e Cognome Tour 2006 oltre che nell'evento Campovolo di Reggio Emilia (10 settembre 2005), sua data di debutto nella Banda. Sostituisce Max Cottafavi nei ClanDestino, nella nuova formazione che porta il nome Club Destino che ha pubblicato nel 2007 il CD+DVD "Registrazioni clandestine".                                                                                     

Dopo un esperienza sempre con i The Teachers che finirà nel 2010, nel 2008 accompagnerà nuovamente con la sua chitarra Ligabue nei tour Elle-Sette Stadi 2008 nei sette concerti all'Arena di Verona insieme ad un'orchestra di 70 elementi, esperienza che si ripeterà anche nel 2009. Nel 2010 inizierà la sua avventura da solista, promuovendo dei suoi brani.                                                                 

Nello stesso anno continua la sua attività con Ligabue, nella registrazione del Disco "Arrivederci Mostro!" e nel tour che seguirà, fino al maxi-evento Campovolo 2.0 arrivando poi ai concerti in Italia e all'estero del tour 2012. Ancora nel 2012 parteciperà sempre con Ligabue al Sotto Bombardamento - Rock in 2012 e all'evento Italia Loves Emilia.                                                                                                                                                             

Nel 2012 esce il primo album solista QBNB lanciato dal singolo e video del brano "Il Mio Nome" seguito poi da altri Video come "Sulla Mia Strada" e "Paul" che però erano già stati preceduti da 3 brani già editi: "La Domenica è Andata", "Non Si Sa Mai" e "La Mia Malinconia". Nel 2013 partecipa alle registrazioni dell'album Mondovisione di Ligabue ed è di nuovo chiamato a suonare sul palco dell'Arena di Verona dal rocker di Correggio per 6 serate. Sempre nel 2013 esce il suo secondo album da solista intitolato #SECONDOLAVORO, un EP di 6 tracce distribuito solo in formato digitale e anticipato dai singoli e dai video dei brani "Non Si Sceglie" e "Cosa Ti Aspetti Da Me", a ruota poi sono usciti i video dei brani "Alcatraz" e "Sei Dove Sei".                                           

Il 2014 e 2015 lo portano in giro con Ligabue nel Mondovisione tour in Italia poi nel tour mondiale e per l'evento Campovolo - La festa 2015. A settembre 2016 esce il nuovo Album solista dal titolo "Kaleidos" anticipato dal singolo-video "La Vita Adesso" seguito poi in Radio dal brano "Tu mi lasceresti anche morire " e dalla ballata "Piloti e Supereroi".

 

Recensione dell'album "Kaleidos"

"Kaleidos" è una vera chicca, un Album diverso dai precedenti, pieno di suoni, elettronica, rock, dance, pop, insomma, un pò di tutto. Pezzi come La Vita Adesso, dove il ritmo costante e una bella dose di elettronica rendono il brano molto divertente e ballabile, un singolo estivo in piena regola. Nella bellissima ballata dal titolo Piloti e Supereroi, la malinconica sulla vita passata, le strade percorse, le scelte e i suoi ricordi, con il pianoforte che accompagna inizialmente la voce di Niccolò, con una lenta cadenza di batteria e dei leggeri riff che non aggrediscono il pezzo, un piccolo gioiello.

Il Tuo Orizzonte è un brano molto ritmato che esplode nel ritornello, con un’impronta dance anni ‘70 che nei Live farà ballare di brutto. Un Giorno Bellissimo è un pezzo rock veramente ben fatto, un testo birichino in un brano dove la batteria e la voce la fanno da padrone. In Ti Hanno Parlato Di Me si parla della fine di una storia, dovuta alle solite chiacchiere messe in giro, un brano ben fatto con la chitarra in primo piano sulle strofe e con un ritornello ben calibrato.                                          

Tu Mi Lasceresti Anche Morire è un altro bel brano pop, con il testo che gioca sull'inizio di una storia d'amore, con i vari giochetti che ne può comportare.Nel pezzo Le Nostre Canzoni, Bossini rende omaggio ai brani che portiamo dentro e che ti seguono nella vita, senza però perdere di vista la realtà, musicalmente è la chitarra che lascia il segno.Poi ci sono due pezzi più leggeri, Fallo Con Amore e Tutto Così Perfetto, il primo un bellissimo brano che fa riflettere, invita a fare ogni cosa con amore, mentre il secondo brano con un assolo finale da brividi gioca sulla malinconia, la crescita e i ricordi belli o brutti, ma sempre con la speranza che alla fine sarà, appunto, “Tutto Così Perfetto”.            

Poi arriva Un Altro Po', una storia d'amore più carnale, un innamoramento in piena regola dosato dalle regole della passione, con una musica più lineare ma che serve al brano per farsi capire. Insomma, un Album da avere, che racconta storie di vita dove ci si rispecchia in tutto. Musicalmente è un disco pieno di suoni, di generi e soprattutto di tanti colori, questo è KALEIDOS.  

 

TRACKLIST

01. Le nostre canzoni - (03:41)
02. La vita adesso - (03:02)
03. Il tuo orizzonte - (03:32)
04. Piloti e supereroi - (03:53)
05. Un altro po' - (03:34)
06. Fallo con amore - (03:23)
07. Ti hanno parlato di me - (03:14)
08. Tu mi lasceresti anche morire - (03:14)
09. Un giorno bellissimo - (03:05)
10. Tutto così perfetto - (03:37)

Intervista a Niccolò Bossini

1) Da dov'è nata la tua passione per la musica?

Vengo da una famiglia di musicisti, mio nonno paterno era un violinista e lo è anche mio fratello.Mi mandarono a lezione di pianoforte a 8 anni e al conservatorio a 13, ma non ero tagliato e lasciai perdere.Poi ho scoperto la chitarra per conto mio e per lei arrivò una passione fortissima.

2) Hai suonato quasi tutti i generi musicali possibili, quale stile si avvicina di più al tuo Mondo?

Bella domanda, la verità è che sono riuscito ad entrare in un sacco di mondi musicali e mi sono sempre adattato, dall’ Hardcore Punk sino al Pop passando per il Rock. Certo, se dovessi costringere me stesso a una definizione direi che lo stile che mi è più congeniale è il Rock, ma sarebbe un po’ riduttivo.

3) Hai militato in diverse Band: The Fire Wolves, Death Riders, Melting Pot, Raw Power, Tora Tora, Pinkol poi The Teachers, ricordi positivi e negativi di qui momenti?                                                                                                     

Hai tirato fuori un sacco di band nelle quali ho militato, anche quelle da bambino. In realtà le più importanti di quelle che hai citato sono e restano i Raw Power e i Teachers. Ho tanti ricordi ovviamente, soprattutto con i Raw Power e preferisco tirar fuori quelli belli: Le prime sessioni in studio, il tour europeo con i Gwar (band heavy metal satirica statunitense), i tour in America, le due volte al CBGB's di New York.Ma anche con i Teachers non abbiamo scherzato, andavamo a suonare a Londra quando nessuno in Italia lo faceva. Ricordo un concerto epico all'Upstairs at the Garage di Londra, era un brutto momento per me, ma quell'ora sul palco con gli inglesi estasiati per il nostro show fu travolgente e indimenticabile.

4) La prima volta che hai cantato su un palco, come è andata?

Alla classica festa di paese, con una band del paese.Avrò avuto 12 anni e non avevo nemmeno la chitarra in braccio, cantai "Vita spericolata" di Vasco Rossi e non volevo più scendere.

5) Con i Raw Power hai fatto un Tour Europeo e uno negli Stati Uniti, raccontaci quell'esperienza e che differenze trovi con il nostro modo di vivere la Musica?

Quando andavamo in America con i ragazzi era la fine degli anni 90, i telefonini non prendevano all'estero e internet serviva solo per mandare le e-mail o guardare qualche sito con connessioni lentissime, quindi andavamo davvero all'avventura. Sono stati tour pazzeschi nei quali facevamo 24.000 chilometri in 25 giorni, non scherzo. C'erano tante differenze, di approccio e di professionalità, ma devi anche considerare che spesso non eravamo in locali ma in veri e propri Squat (centri sociali), addirittura a volte a casa della gente. Negli anni, con la globalizzazione, queste differenze enormi si sono appiattite. Ora puoi trovare centinaia di tutorial su You Tube su come fare tutto, se poi hai un po’ di vera capacità di apprendimento puoi fare tantissime cose a dei livelli che 20 anni fa, qui in Italia, ci sognavamo. Però una differenza me la ricordo bene e non è mai cambiata nonostante i tutorial, in Inghilterra e in America i fonici non mi hanno mai chiesto di abbassare l'amplificatore.

6) Nel 2005 arriva la svolta con Ligabue, com'è nato il tutto?
                                                                                                                                                                                                  
Con un provino. All'epoca avevo 26 anni, avevamo una gran voglia di suonare ma con i Teachers le cose non funzionavano. Avevamo preso una pausa e io ero in bilico tra continuare a suonare o iscrivermi(tardivamente)all'Università per fare il Fisioterapista. Mi ero dato 9 mesi di tempo per provarci ancora con la musica ad un certo livello e l'idea di smettere di suonare non mi piaceva affatto, però nemmeno mi spaventava, non è obbligatorio fare il musicista nella vita. Così, una volta saputo che Luciano cercava musicisti nuovi, mi informai da Luca Pernici (il suo produttore dell'epoca) al riguardo. Sono partito per Correggio in un bel pomeriggio di Febbraio (era il 10, lo ricordo bene) con la mia vecchia e piccola Twingo piena zeppa di strumenti. Provai con Cesare Barbi alla batteria e Rigo al basso 5 pezzi, poi arrivarono in sala Simoncioni, Barbacci e Luciano. Al terzo pezzo Luciano fermò tutto e mi diede appuntamento in studio per la settimana dopo e da lì sono rimasto con lui più di 10 anni. 

7) Che emozione hai provato a suonare al primo Campovolo e all'Arena di Verona?                       

Domanda alle quale è difficile rispondere. La prima volta all'Arena ero già stabilmente nella band da 4 anni e ricordo che Luciano a metà del primo pezzo dovette tornare indietro perché l'impianto (per colpa della pioggia) faceva i capricci. Era il peggior inizio che si potesse mai immaginare, ma con la sua solita forza d'animo tornò fuori con noi al seguito e alla fine la portammo a casa magistralmente. Il primo Campovolo fu una cosa strana, me la volevo godere ma dovevo anche portare a casa la pellaccia, era la prima serata che facevo con Luciano e dovevo dimostrare di valere quell'opportunità anche dal vivo.   Quindi volevo godere ma avevo anche paura, bilanciai tutto e pur non divertendomi un casino feci un gran concerto. Con il divertimento mi sarei poi rifatto negli anni a venire e con gli interessi.

8) I lati positivi e negativi di Ligabue?

Immagino che la tua domanda sia riferita al lavorare con lui. E quindi, partiamo dai lati positivi che sono noti a tutti e sono: Le cose che impari, le esperienze che fai, il far parte di una grande storia musicale, una discreta monetizzazione della tua passione unita all'orgoglio di riuscire a pagarsi le bollette con la musica, quella vera. Poi tutto il folklore che una certa notorietà può portare, quindi si, dai, ammettiamolo, un maggiore successo con le donne, la gente che ti riconosce per la strada e gli autografi sono tutte cose che fanno piacere. I lati negativi invece non sono tanti in realtà, anzi, quasi nessuno, ma se proprio devo tirartene fuori uno è la scarsa considerazione artistica che la gente ti dà. Non mi spiego perché ci sia quella nomea, perché i musicisti di Luciano sono capaci eccome, però onestamente quella percezione, a differenza delle band di Vasco o di Zucchero, c'è…

                 

9) Il Live con Ligabue e da Solista che hai nel cuore e quello che vorresti dimenticare?                     

Live che ho nel cuore con Luciano tanti, ma sottolineo "Whisky a Go Go" a Los Angeles 3 anni fa. Dei miei direi ai Vizi del Pellicano a Fosdondo di Correggio nel 2015 assieme al live "#ACASATOUR 2014" a Pompei. Da dimenticare con Luciano non ce ne sono, anche se la tournée nelle Piccole Città non fu il top. Live da dimenticare mio forse un concerto un po’ triste al Circolo degli Artisti a Roma, dove avevo voglia di scendere giù al secondo pezzo. 

10) Quali sono i 2 Dischi e i 2 brani (uno con Ligabue e uno da Solista) che ami di più?

Il mio disco al quale sono più legato è "Kaleidos" mentre il pezzo è "Piloti e Supereroi". Con Luciano sicuramente l'album “Nome e Cognome” e il pezzo è, senza esitazione "Sono qui per l'amore".

11) Qual' è il primo album che hai comprato?

"Liberi Liberi" di Vasco Rossi.

12) Che ne pensi del ritorno del Vinile?
Non so bene cosa dire, l'utente più impegnato o il fan più accanito ha sempre bisogno di un feticcio, di una prova tangibile del suo amore verso la musica.Sicuramente il vinile è qualcosa di paradossalmente più "nuovo" e che dà più soddisfazione a tenerlo tra le mani rispetto al CD, che è ormai obsoleto. Questa segnatela, credo che tra un po' tornerà anche la cassetta con i mix-tape.
       
13) Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato e i pezzi che hai nel cuore?

Tanti, tanti. Da ragazzino ho amato molto il Rock Italiano, da Vasco Rossi a Ligabue, da Zucchero ai Litfiba, mi piacevano i Rats, i Negrita, non mi dispiacevano i primi pezzi di Eros Ramazzotti e non amavo molto Jovanotti (ma ora mi piace). Poi ho aperto un po' le ali e ho scoperto la musica anglosassone, complice la mia passione per la chitarra mi sono innamorato delle grandi band Hard-Rock, dai Van Halen ai Led Zeppelin, Ac/Dc, i Deep Purple e anche un po' di Metal, ho amato molto soprattutto Iron Maiden (i più classici) e Pantera (i più feroci). Poi sono entrato nei Raw Power e ho scoperto il Punk, prima quello americano dei Black Flag, Circe Jerks, Dead Kennedy poi quello inglese dei Jam, Clash e Sex Pistols.Quella fu una svolta per me perché mi aprì le porte di una delle mie influenze più durature, il Brit.Per tutti gli anni 2000 ne fui influenzato nella scrittura delle canzoni e nel modo di suonare e cantare. E poi sono arrivato sino a qua, negli ultimi anni non ho avuto più influenze certe, mi aggrappo a tutto quello che ho vissuto nel percorso e alle nuove cose belle (poche) che sento.Forse, Dylan è stato il mio ultimo grande faro.

14) Quando sei sul palco cosa senti?

Beh, dipende, a volte sono completamente trasportato, a volte mi annoio, dipende da tanti fattori. Certo un po' di assuefazione negli anni si è manifestata e pur essendo ancora un esperienza dopante, un moltiplicatore stratosferico di sensazioni ed emozioni, il palco non mi dà più l'ebrezza che mi dava da ragazzino, quando ne ero totalmente dipendente e mi sentivo davvero come un bambino al Luna Park.

15) Ci parli dell'ultimo Disco dal titolo "Kaleidos"?

Doveva essere il disco della svolta ma è stato un po' un nulla di fatto, commercialmente parlando. Musicalmente invece è ancora un disco nel quale credo fortemente, c'è un netto cambio di direzione rispetto a tutto quello che ho fatto in passato, ed è forte.I pezzi dal vivo hanno una carica emotiva superiore, e se si continuerà, si continuerà su questa linea, quella del cambiamento. Quindi non è detto che il prossimo sarà uguale a "Kaleidos", magari sarà tutta un'altra cosa. Potrebbe essere Folk, oppure Metal, ma non come i Pantera, che non riesco ad urlare così, chissà, magari come gli Slayer.                                    

16) In "Piloti e Supereroi" ripercorri le strade della tua infanzia, ma ti senti più Pilota o Supereroe?
Mi sento più Supereroe.

17) L'Ultimo Disco è molto Rock-Dance, molto anni 70/80, che non hanno niente a che vedere con i brani di Ligabue, ti viene naturale o è un ostacolo da saltare?

Certamente, è capitato (e capita ancora) che magari in sala prove con i ragazzi ci si interrogasse se una cosa "facesse troppo Ligabue" oppure no. Sai, avendo suonato tantissimo con lui può capitare di fare una parte di chitarra che richiami un po' il suo mondo, ma nella scelta delle parole, delle musiche e degli arrangiamenti, io, come è giusto che sia, tiro dritto per la mia strada.

18) Entri in un locale, e vedi un bel Jukebox in un angolo che manda un pezzo di Kaleidos, quale sarebbe? Ti manca quell'atmosfera vintage?

Si, mi manca.Mi ricordo una vecchia Sala Giochi dove andavo a giocare ai videogame tanti anni fa e in quell'estate grazie al Juke Box ascoltai un sacco di pezzi che tutt'ora mi sono rimasti impressi, da "Gli anni" di Max Pezzali (gran pezzo) sino a "Smash" degli Offspring (grandissimo disco) e "What's the story" degli Oasis (capolavoro). Mi piacerebbe sentirci "La Vita Adesso", magari in un bar della Versilia, d'estate, con i bambini che vengono su dal mare fradici e abbronzati a prendersi un gelato al bar, e la cantano.

21) Hai dei rimpianti?            

Si, aver trascinato troppo a lungo diverse decisioni (in vari periodi della mia vita) che mi avrebbero permesso di avere più tempo.

22) Hai una frase nella quale ti riconosci?

"Serenità. E se proprio non c'è serenità..... Serenase!"

23) Vuoi dire qualcosa agli amici di Rock Targato Italia ?

Grazie ragazzi dell'intervista, venite sul mio Facebook e sul mio Spotify ad ascoltare le mie canzoni,  anzi è meglio dire "Le Nostre Canzoni".

Grazie Niccolò


                                                                                                                                                                                                

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Discografia            

                                                                                                                      Solista                                                                                                                                                          

Album in studio                                                                                                                                                                     

2012 - QBNB                                                                                                                                                                       

2013 - #SECONDOLAVORO                                                                                                                                              

2016 - KALEIDOS                                                                                                                                                               

Band                                                                                                                                                

Matteo Tagliavini - chitarra                                                                                                                                            

Marco Massarenti - basso                                                                                                                    

Lorenzo Bigi - batteria                                                                                                                                                            

Ex-componenti                                                                                                                                                            

Cesare Barbi - batteria (2009-2013)    

                         

Con Ligabue                                                                                                                                                                          

2005 - Nome e Cognome                                                                                                                                             

2010 – Arrivederci Mostro                                                                                                                                                

2013 – Mondovisione

 

LUCA AMADUCCI 

FOTO DI JARNO LOTTI                                                                                                

 

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BLOOP, pronti per le Finali Nazionali di Rock Targato Italia.

Roberto Bonfanti scrittore e musicista ha scritto una breve presentazione degli artisti in programma alle Finali Nazionali di Rock targato Italia XXIX/a ediz. al Legendclub di Milano in data 2 - 3 - 4 ottobre 2017.

Ufficio Stampa Divinazione Milano

in concerto il 4 ottobre  BLOOP

Scorre con grazia estemporanea su un filo pop d'autore di malinconia per nulla autocompiaciuta, la musica dei Bloop. Canzoni riflessive e narrative che, reinterpretando gli insegnamenti dei maestri della canzone d'autore meno inquadrata, non trascurano però la melodia. Brani nati principalmente attorno alle tastiere o alla chitarra acustica e rivestiti con arrangiamenti minimali dal sapore vagamente lo-fi capaci potenzialmente di mettere d'accordo sia gli amanti dei cantautori più classici che gli appassionati dell'indie-pop di questi anni.

 

Rock Targato Italia  Sono aperte le iscrizione per partecipare alla XXX/a edizione

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GOLASECA, MUSICA IDENTITARIA ROCK GENUINO A ROCK TARGATO ITALIA - MILANO 4 OTTOBRE

Roberto Bonfanti scrittore e musicista ha scritto una breve presentazione degli artisti in programma alle Finali Nazionali di Rock targato Italia XXIX/a ediz. al Legendclub di Milano in data 2 - 3 - 4 ottobre 2017.

Ufficio Stampa Divinazione Milano

GOLASECA in concerto il 4 ottobre

C'è senza dubbio un legame molto forte, fra i Golaseca e la Sardegna in cui sono nati: un legame che porta nella musica della band l'immaginario libertario dell'isola e una ventata di calore che dà origine al loro etno rock dai contenuti fortemente sociali. Canzoni dirette capaci di unire il rock con i suoni del mediterraneo, andando a comporre una sorta di anello di congiunzione fra l'universo dei Litfiba e quello dei Mau Mau o dei Modena City Ramblers.

 

Rock Targato Italia  Sono aperte le iscrizione per partecipare alla XXX/a edizione

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FALSI MORALISTI, intervista al gruppo toscano finalista a @Rock targato Italia

Rock Targato Italia - Finali Nazionali XXIX/a edizione. 

intervista ai Falsi Moralisti

a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano,

in concerto il 2 ottobre LegendClub Milano

 

1)      Cosa ti ha spinto a diventare un musicista? Come è nata la tua passione per la musica?

Il nostro fare musica viene dalla passione per la musica stessa. Sembra una banalità, ma tutto è iniziato ascoltando quei generi musicali che poi sono diventati il nostro punto di riferimento. Avevamo talmente interesse nello sviscerare i dischi dei nostri artisti preferiti, che poi abbiamo sentito forte l'esigenza di dire la nostra con la musica. 

2)      Quale è la tua storia (o della tua band)?

La nostra band riunisce un gruppo di persone innanzitutto con una stessa passione ed un modo comune di percepire l'approccio al mondo della musica. Siamo amici da una vita e suoniamo insieme da molto tempo. La band "Falsi Moralisti" è nata anagraficamente circa 3 anni or sono, per mettere a fuoco il progetto, poi realizzato, di scrivere pezzi nostri e proporli dal vivo.

3)      Cosa provi quando devi cantare dal vivo?

Il momento del live riassume l'apice di tutto ciò che rappresenta il nostro modo di fare musica. Riuscire a comunicare col pubblico, interpretando pezzi nostri, è una sensazione molto particolare di empatia diffusa che risulta difficile da spiegare, va provato per capire quanto questo sia appagante e coinvolgente

4)      Come nascono le tue canzoni? Ci sono particolari fattori che ne influenzano la stesura?

Noi scriviamo canzoni curando particolarmente il lato comunicativo delle stesse, sia esso testuale o musicale. Non ci interessa tirare fuori il pezzo meramente commerciale, vogliamo che la canzone riesca ad entrare in sintonia con chi l'ascolta, che possa liberamente comunicare le nostre sensazioni ed emozioni. Il processo creativo è piuttosto soggettivo: nel nostro caso partiamo da una struttura basilare di accordi, molto spesso suonati semplicemente con una chitarra acustica, sui quali costruiamo la melodia ed il testo. Poi il pezzo viene sviluppato in sala prove con una costruzione capillare dell'arrangiamento che curiamo in prima persona.

5)      Quali sono i tuoi artisti preferiti e come hanno contribuito alla tua formazione musicale?

Il mentore per eccellenza della nostra esperienza musicale ha un nome ed un cognome ben precisi: Giovanni Lindo Ferretti. Tutto parte dal suo modo di comunicare attraverso la musica, prima con i CCCP e poi con i CSI. Questi ultimi sono stati un po' la nostra pietra d'angolo, il punto di riferimento da cui attingere conoscenza per poi riversarla nel nostro modo di fare musica, personalizzando il tutto con il nostro bagaglio personale di gusto ed esperienza. 

6)      Che cosa ne pensi del panorama musicale italiano odierno?

Nel mare di proposte musicali che ci vengono propinate dai mezzi di comunicazione, notiamo un certo fermento nella scena indie rock che ci fa ben sperare per il futuro prossimo. Artisti come Zen Circus, Francesco Motta, Edda, Brunori, eccetera... stanno avendo dei riscontri che fino a poco tempo fa avremmo ritenuto difficilmente pensabili. Speriamo che questo porti nel medio periodo ad un innalzamento generale della cultura musicale, in modo che anche i musicisti emergenti possano contare su un pubblico finalmente affamato di ascoltare con interesse nuovi gruppi che si affacciano sulla scena.

7)      Ci sono tanti ragazzi che vorrebbero diventare musicisti. Quali sono i tuoi consigli per loro?

Il consiglio che possiamo dare è quello di fare ciò che realmente sentono dentro. Fare musica deve essere un piacere che nasce dall'anima, per poi fluire verso chi ascolta. Bisogna saper mischiare sapientemente divertimento e serietà, altrimenti ne uscirà un prodotto banale oppure troppo ingessato. E poi devono sempre tenere duro, portare avanti ciò che hanno dentro senza scendere a facili compromessi. Noi la pensiamo così, poi ognuno deve trovare la propria strada ed avere rispetto per ciò che fanno gli altri, anche se in antitesi rispetto alla propria realtà.

Falsi Moralisti

 

Rock Targato Italia - Sono aperte le iscrizione per partecipare alla XXX/a edizione

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FALSI MORALISTI, intervista al gruppo toscano finalista a @Rock targato Italia

Rock Targato Italia - Finali Nazionali XXIX/a edizione. 

intervista ai Falsi Moralisti

a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano,

in concerto il 2 ottobre LegendClub Milano

 

1)      Cosa ti ha spinto a diventare un musicista? Come è nata la tua passione per la musica?

Il nostro fare musica viene dalla passione per la musica stessa. Sembra una banalità, ma tutto è iniziato ascoltando quei generi musicali che poi sono diventati il nostro punto di riferimento. Avevamo talmente interesse nello sviscerare i dischi dei nostri artisti preferiti, che poi abbiamo sentito forte l'esigenza di dire la nostra con la musica. 

2)      Quale è la tua storia (o della tua band)?

La nostra band riunisce un gruppo di persone innanzitutto con una stessa passione ed un modo comune di percepire l'approccio al mondo della musica. Siamo amici da una vita e suoniamo insieme da molto tempo. La band "Falsi Moralisti" è nata anagraficamente circa 3 anni or sono, per mettere a fuoco il progetto, poi realizzato, di scrivere pezzi nostri e proporli dal vivo.

3)      Cosa provi quando devi cantare dal vivo?

Il momento del live riassume l'apice di tutto ciò che rappresenta il nostro modo di fare musica. Riuscire a comunicare col pubblico, interpretando pezzi nostri, è una sensazione molto particolare di empatia diffusa che risulta difficile da spiegare, va provato per capire quanto questo sia appagante e coinvolgente

4)      Come nascono le tue canzoni? Ci sono particolari fattori che ne influenzano la stesura?

Noi scriviamo canzoni curando particolarmente il lato comunicativo delle stesse, sia esso testuale o musicale. Non ci interessa tirare fuori il pezzo meramente commerciale, vogliamo che la canzone riesca ad entrare in sintonia con chi l'ascolta, che possa liberamente comunicare le nostre sensazioni ed emozioni. Il processo creativo è piuttosto soggettivo: nel nostro caso partiamo da una struttura basilare di accordi, molto spesso suonati semplicemente con una chitarra acustica, sui quali costruiamo la melodia ed il testo. Poi il pezzo viene sviluppato in sala prove con una costruzione capillare dell'arrangiamento che curiamo in prima persona.

5)      Quali sono i tuoi artisti preferiti e come hanno contribuito alla tua formazione musicale?

Il mentore per eccellenza della nostra esperienza musicale ha un nome ed un cognome ben precisi: Giovanni Lindo Ferretti. Tutto parte dal suo modo di comunicare attraverso la musica, prima con i CCCP e poi con i CSI. Questi ultimi sono stati un po' la nostra pietra d'angolo, il punto di riferimento da cui attingere conoscenza per poi riversarla nel nostro modo di fare musica, personalizzando il tutto con il nostro bagaglio personale di gusto ed esperienza. 

6)      Che cosa ne pensi del panorama musicale italiano odierno?

Nel mare di proposte musicali che ci vengono propinate dai mezzi di comunicazione, notiamo un certo fermento nella scena indie rock che ci fa ben sperare per il futuro prossimo. Artisti come Zen Circus, Francesco Motta, Edda, Brunori, eccetera... stanno avendo dei riscontri che fino a poco tempo fa avremmo ritenuto difficilmente pensabili. Speriamo che questo porti nel medio periodo ad un innalzamento generale della cultura musicale, in modo che anche i musicisti emergenti possano contare su un pubblico finalmente affamato di ascoltare con interesse nuovi gruppi che si affacciano sulla scena.

7)      Ci sono tanti ragazzi che vorrebbero diventare musicisti. Quali sono i tuoi consigli per loro?

Il consiglio che possiamo dare è quello di fare ciò che realmente sentono dentro. Fare musica deve essere un piacere che nasce dall'anima, per poi fluire verso chi ascolta. Bisogna saper mischiare sapientemente divertimento e serietà, altrimenti ne uscirà un prodotto banale oppure troppo ingessato. E poi devono sempre tenere duro, portare avanti ciò che hanno dentro senza scendere a facili compromessi. Noi la pensiamo così, poi ognuno deve trovare la propria strada ed avere rispetto per ciò che fanno gli altri, anche se in antitesi rispetto alla propria realtà.

Falsi Moralisti

 

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FALSI MORALISTI, intervista al gruppo toscano finalista a @Rock targato Italia

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intervista ai Falsi Moralisti

a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano,

in concerto il 2 ottobre LegendClub Milano

 

1)      Cosa ti ha spinto a diventare un musicista? Come è nata la tua passione per la musica?

Il nostro fare musica viene dalla passione per la musica stessa. Sembra una banalità, ma tutto è iniziato ascoltando quei generi musicali che poi sono diventati il nostro punto di riferimento. Avevamo talmente interesse nello sviscerare i dischi dei nostri artisti preferiti, che poi abbiamo sentito forte l'esigenza di dire la nostra con la musica. 

2)      Quale è la tua storia (o della tua band)?

La nostra band riunisce un gruppo di persone innanzitutto con una stessa passione ed un modo comune di percepire l'approccio al mondo della musica. Siamo amici da una vita e suoniamo insieme da molto tempo. La band "Falsi Moralisti" è nata anagraficamente circa 3 anni or sono, per mettere a fuoco il progetto, poi realizzato, di scrivere pezzi nostri e proporli dal vivo.

3)      Cosa provi quando devi cantare dal vivo?

Il momento del live riassume l'apice di tutto ciò che rappresenta il nostro modo di fare musica. Riuscire a comunicare col pubblico, interpretando pezzi nostri, è una sensazione molto particolare di empatia diffusa che risulta difficile da spiegare, va provato per capire quanto questo sia appagante e coinvolgente

4)      Come nascono le tue canzoni? Ci sono particolari fattori che ne influenzano la stesura?

Noi scriviamo canzoni curando particolarmente il lato comunicativo delle stesse, sia esso testuale o musicale. Non ci interessa tirare fuori il pezzo meramente commerciale, vogliamo che la canzone riesca ad entrare in sintonia con chi l'ascolta, che possa liberamente comunicare le nostre sensazioni ed emozioni. Il processo creativo è piuttosto soggettivo: nel nostro caso partiamo da una struttura basilare di accordi, molto spesso suonati semplicemente con una chitarra acustica, sui quali costruiamo la melodia ed il testo. Poi il pezzo viene sviluppato in sala prove con una costruzione capillare dell'arrangiamento che curiamo in prima persona.

5)      Quali sono i tuoi artisti preferiti e come hanno contribuito alla tua formazione musicale?

Il mentore per eccellenza della nostra esperienza musicale ha un nome ed un cognome ben precisi: Giovanni Lindo Ferretti. Tutto parte dal suo modo di comunicare attraverso la musica, prima con i CCCP e poi con i CSI. Questi ultimi sono stati un po' la nostra pietra d'angolo, il punto di riferimento da cui attingere conoscenza per poi riversarla nel nostro modo di fare musica, personalizzando il tutto con il nostro bagaglio personale di gusto ed esperienza. 

6)      Che cosa ne pensi del panorama musicale italiano odierno?

Nel mare di proposte musicali che ci vengono propinate dai mezzi di comunicazione, notiamo un certo fermento nella scena indie rock che ci fa ben sperare per il futuro prossimo. Artisti come Zen Circus, Francesco Motta, Edda, Brunori, eccetera... stanno avendo dei riscontri che fino a poco tempo fa avremmo ritenuto difficilmente pensabili. Speriamo che questo porti nel medio periodo ad un innalzamento generale della cultura musicale, in modo che anche i musicisti emergenti possano contare su un pubblico finalmente affamato di ascoltare con interesse nuovi gruppi che si affacciano sulla scena.

7)      Ci sono tanti ragazzi che vorrebbero diventare musicisti. Quali sono i tuoi consigli per loro?

Il consiglio che possiamo dare è quello di fare ciò che realmente sentono dentro. Fare musica deve essere un piacere che nasce dall'anima, per poi fluire verso chi ascolta. Bisogna saper mischiare sapientemente divertimento e serietà, altrimenti ne uscirà un prodotto banale oppure troppo ingessato. E poi devono sempre tenere duro, portare avanti ciò che hanno dentro senza scendere a facili compromessi. Noi la pensiamo così, poi ognuno deve trovare la propria strada ed avere rispetto per ciò che fanno gli altri, anche se in antitesi rispetto alla propria realtà.

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