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Articoli filtrati per data: Dicembre 2017

Inside The Hole, a Rock Targato Italia. Palermo 22 marzo

(Roy) Penso sia stata la Musica ad essersi avvicinata a me, travolgendomi, aiutandomi e ispirandomi. In Essa ho trovato una cara amica, una confidente con cui poter parlare di tutto a seconda delle emozioni che stessi vivendo.
Un tramite verso la felicità interiore. Quando ascoltai Aces High degli Iron Maiden fu subito amore a primo ascolto.
(Less) Il mio primo impatto consapevole con la musica è stato più un sogno ad occhi aperti. Per un qualche motivo che non so bene ho pensato che se mai avessi avuto qualcosa di importante da dire, mi serviva una chitarra per farlo.

La musica è un linguaggio come un altro, ma è seducente, o almeno, io ne sono stato sedotto.

(Giulio) Cominciai a suonare la batteria seguendo le orme di mio fratello, il quale fece in modo che mi avvicinassi e amassi questo strumento. 

  • Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti? Gli ITH sono un hard’n’blues power trio. Dopo una dura fase di stasi dovuta ai classici cambi di line-up, qualche tempo fa mi ritrovai a parlare con Giulio, dopo una jam session, invece, qualche giorno dopo, conobbi Less in occasione di una rassegna musicale. Parlammo e notammo dei punti in comune nel modo di percepire e vivere la Musica, dunque, dopo un periodo di prove, gli ITH risorsero.
  • Con parole vostre come definireste la vostra musica?
    Mi piace pensarla così: Sturm Und Drang. Un rock’n’roll sanguigno, viscerale, ora profondo, ora vibrante, a tratti polveroso e furente, in cui il cuore, l’unione d’intenti, crea la giusta corrente. 
  • Come nasce il nome della band? Il significato celato dietro il nome Inside The Hole è la convinzione che ogni essere umano sia immerso in diversi buchi, in diverse dimensioni a seconda dello status, ruolo che ricopre nel mondo. Ad esempio l’essere umano è contemporaneamente lavoratore, madre, padre, figlio, ma è stato anche studente o quant’altro. A seconda di come ci si muove all’interno di questi spazi viene determinata la felicità di vivere. Tuttavia questo muoversi positivamente all’interno degli “holes” non riguarda esclusivamente il rapporto uomo/società, ma anche l’uomo con sé stesso, con la propria mente e le proprie emozioni. Spesso è, purtroppo, facile cadere in depressione o in paranoia, perdendo di vista la bellezza e la positività delle vibrazioni che solo l’Arte può convogliare, sia Essa venga fatta, sia fruita e, addirittura, contemplata.
  • Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno? I talent hanno tanto contribuito alla perdita del messaggio all’interno della Musica, creando una sorta di calderone indefinito da cui attingere e creare secondo gli stessi e ripetuti schemi formali, rivolti al guadagno, dunque al business. Inoltre, malgrado dal un punto di vista discografico sia così da diverso tempo, i talent hanno fatto sì che la figura dell’artista venisse depauperata da, una delle caratteristiche fondamentali, la personalità, creando il falso mito dell’idolatria e della fama.
  • Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico? Dopo la ricostruzione abbiamo suonato diverse volte e anche in diversi contesti, anche al di fuori dei confini italici. La risposta del pubblico, quello interessato a seguire la musica live e il messaggio della band che sta suonando, è sempre stata positiva ed entusiasta.
  • Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nella vostra regione di origine? Non importa dove, l’importante che si suoni, e bene ovviamente, puntando sempre al meglio, puntando sempre allo scambio e al feedback con il pubblico. Poi il resto verrà da sé, qualsiasi cosa il futuro ci riservi.
  • Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Il precario ambito musicale è uno dei riflessi della situazione politico/culturale che si vive in Italia, dove l’IO va a scapito del NOI, dove il concetto di egoismo è talmente estremizzato, che finisce con una lotta uomo contro uomo, idea contro idea, lupo contro lupo. Quindi tutto quello che bisognerebbe fare, sarebbe cercare di rendere migliore il nostro ambiente musicale, e le nostre vite in generale. E con la mentalità giusta tutto è possibile. Mi rendo conto che questo sia un discorso esclusivamente idealistico, probabilmente ci vorrebbe un cambio, un reset totale di mentalità e di sensibilità, rinascere nuovamente come una tabula rasa.
  • Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali? La pubblicità da sempre è l’anima del commercio, dunque la promozione è un aspetto fondamentale, cruciale, in ogni ambito professionale. Con i Social Networks tutto sembra molto più semplice, perché puoi collegarti dall’altra parte del mondo con chi vuoi in tempo reale, puoi proporre progetti musicali, organizzare tour, e persino provare con la band, insegnare/studiare a distanza e registrare un disco. Ma avverto che questo meccanismo è lì per incepparsi, per sfaldarsi. Soprattutto in questo ultimo periodo credo si sia creata un pò troppa confusione, dove la quantità dei “Like” è più importante della qualità, dove l’immagine, l’apparire sono più importanti dell’essenza reale, del rispetto, dell’umiltà, virando sempre più verso la ricerca del fenomeno del momento, di quello che colpisce, infatti si suona più su Youtube che dal vivo. Come se fossero cambiati del tutto i valori basilari dell’esistenza. Infine, che ben venga la musica distribuita digitalmente perché, in primis riduce il download illegale, e inoltre chiunque, da qualsiasi parte del globo può acquistare. Ben venga purché non diventi l’unico modo di fruire la Musica.
  • Quali sono i vostri progetti futuri? Attualmente, contemporaneamente all’attività live, proponendoci sia in elettrico che in acustico, portiamo avanti la stesura del nuovo album. Dunque, progetti futuri? Fare un gran bel disco, e suonare il più possibile.

 

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ROCK TARGATO ITALIA e PERCORSI MUSICALI

ROCK TARGATO ITALIA e PERCORSI MUSICALI

Insieme per realizzare la Finale Regionale Toscana della rassegna in programma il 21 aprile a Livorno nella sede di Percorsi musicali.

Una collaborazione che vuole premiare e valorizzare le diverse eccellenze ed ambiti musicali nostrani, con progetti concreti di partecipazione e condivisione delle risorse professionali.

Percorsi Musicali è il centro musicale polivalente di Livorno, che ospita professionalità di alto livello nel campo della produzione multimediale, ed è punto di riferimento per tutti i musicisti attivi sul territorio.

Percorsi Musicali occupa un interessantissimo sito di archeologia industriale ubicato a Livorno (via delle Sorgenti). Il capannone, diviso in tre aree ospita, oltre ai locali amministrativi e ai servizi, aule, sala di incisione e sette box insonorizzati di alta qualità, luminoso e arioso, e di un’Area Live, che è stata sede di numerosi eventi (concerti, presentazioni di incisioni discografiche, conferenze, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, ecc.),  ed  è  ora  la  location  che  ospita  le  riprese  del

format Bending Democrazia Musicale. Percorsi Musicali è inoltre Scuola di Musica, organizzata in sei Dipartimenti (Musica Moderna, Classica, Jazz e Per l’Infanzia, Tecnologia Musicale, Musicoterapia).

Percorsi Musicali è anche sale prova disponibili a noleggio, e ogni sala è attrezzata completamente con strumentazione di qualità. Lo studio di registrazione professionale residente è specializzato in riprese acustiche e registrazioni vocali per solisti; le sale sono perfette anche per gruppi pop/rock/metal con riprese prive di rientri grazie a speciali cablaggi fra i vari ambienti; la possibilità di sfruttare la volta in muratura del capannone rende Percorsi Musicali ideale anche per riprese cameristiche e di jazz acustico.

Credits - Piccoli Animali Senza Espressione, Missteryke, Giles Foster, Aurora Lunare, Black Old Garage, Alberto Bientinesi, On The Mend, Elisa Arcamone, Luca Faggella, Stefano Dentone, Camilla Furetta, Siberia, Sara Dei Vetri, Vision of Johanna, HonkyTonk Girlz, MonkeyMan & The PaceMakers, Tony Cattano, Sonambula Triade Popolare, Nicola Fenzi, la mezzosoprano Margherita Tani, Luca Guidi, Lupe Velez, Shed Of Noiz, Silvia Porciani, Haty and Skoll, Trio Cantagallo, Barbari Suzuki, Coro delle voci bianche della scuola Bonamici di Pisa oltre a moltissime band e solisti che frequentano tutt’ora o hanno frequentato le nostre sale prova.

Contatti:

Indirizzo: via delle Sorgenti 183 - 57121- Livorno 

Mob. 3285531701

Segreteria: 0586427393

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Come Raggiungerci: h2p://www.percorsimusicali.net/conta6/

Sito Web: http://www.percorsimusicali.net/

Facebook: https://www.facebook.com/centropercorsimusicali/

  1. rocktargatoitalia.eu
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ZIBBA presenta LE COSE. Nuovo allbum

ZIBBA presenta LE COSE.

LE COSE,  l’ottavo album del cantautore ligure, ci piace per diversi motivi 

1) la sperimentazione 

2) l’energia

3) la qualità  

ma è soprattutto la filosofia culturale operativa,  atipica nel piccolo provinciale mondo italiano, che spinge il nostro, a collaborare con artisti diversi tra loro musicalmente e artisticamente. Una sfida importante ma, che per quel che conosciamo di Zibba, sfida non è! Se non un naturale approccio professionale dettato da uno sconfinato amore per la musica, in tutte le sue forme espressive, nei rapporti umani e il desiderio personale di stare bene con tutti. ZIBBA ricerca, con i suoi compagni di viaggio, cose nuove: suoni, espressioni linguistiche, immagini non tradizionali. Un’ espressione artistica, poetica, libera ed anticonvenzionale che lo rende unico in Italia. L’album LE COSE, Un viaggio intimo che regala a tutti noi, nuovi straordinari orizzonti

Basta questo, e non è poco,  di questi tempi

Eccellenti collaborazioni da tutto l’universo musicale italiano Marco Masini, Elodie, Alex Britti e  non  solo

L’album contiene dodici brani, molti dei quali nati da collaborazioni con artisti di primo piano provenienti da realtà musicali diverse e distanti, ma che Zibba ha saputo avvicinare esaltando ogni loro sfumatura: in ordine di apparizione Elodie, Erica Mou, Chantal, David Blank, Alex Britti, Marco Masini e Diego Esposito.

LE COSE è un album concepito e cresciuto nel tempo, passando attraverso diverse fasi produttive tra la Liguria e Milano. La produzione è stata curata in prima persona da Zibba, assistito da Simone Sproccati: la scrupolosa ricerca sonora ha permesso di cucire intorno alle voci dei tanti artisti che compaiono nel disco la giusta atmosfera.

…“Ho cercato il suono di questo disco. Attraverso gli ascolti, i viaggi con gli amici a parlare di musica. A cercarla. Sentirla. A trovare ispirazione dalle cose che ti arrivano addosso enormi anche se piccolissime, dalla strada come dalle più lontane periferie di internet”…

Le collaborazioni provengono da diversi pianeti dell’universo musicale italiano. Quando Stiamo Bene, seconda traccia dell’album, unisce la splendida voce di Elodie al beat tra nu soul e urban di Mace; in Le cose inutili compare invece l’inconfondibile chitarra di Alex Britti, su quello che è uno degli episodi più̀ funk del disco. Le linee vocali di Zibba s’intrecciano a quelle del giovane David Blank in un brano scritto insieme a BigFish, Niente. Dall’underground proviene anche il featuring con Diego Esposito in un brano scritto di nuovo con Mace. La voce di Marco Masini è prestata invece a Sesto Piano, una ballata soul in cui quello che è uno dei timbri graffiati più celebri d’Italia impressiona ed emoziona. Inoltre per la prima volta Zibba accoglie in un suo disco un brano non suo, scritto da Erica Mou e cantato insieme a lei.

“Ho messo da parte tutto e ho pensato a divertirmi. Cercando di capire al meglio le sfumature, la mia voce stessa e il suo ruolo nelle cose che scrivo e scriverò. Fare l’autore e soprattutto produrre per altri mi ha ispirato a lavorare liberamente anche sulle mie canzoni, sul mio disco. La musica vive un momento bellissimo e sono felice di fare musica oggi, di produrre musica oggi, di credere in quello che si sta costruendo, e di aver condiviso questo disco con persone che stimo profondamente.”

Francesco Caprini

Rock Targato Italia

 

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ZIZZANIA A ROCK TARGATO ITALIA - SICILIA

Si avvicina la data delle Finali Regionali della Sicilia in  programma ai Candelai di Palermo  il 22 marzo. Cerchiamo ora di conoscere meglio i protagonisti della serata e le loro aspettative.

Intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano

ZIZZANIA li abbiamo conosciuti nelle edizioni precedenti di Rock Targato Italia ed hanno dimostrato una forte tenacia ed un temperamento forte, sono rock! e lo fanno bene! in questi giorni sono in promozione per il loro Cd "ECLISSI" co-prodotto con Fabrizio Simoncioni un produttore preparato e di qualità  oltre che un grande musicista. OSPITI sul palco dei Candelai sarà un piacere ascoltare i loro brani live 

Nome artista, Zizzania


- Come vi siete avvicinati alla musica?

Noi siamo in 5 e ognuno di noi ha la sua storia,
ma un comune denominatore che ci unisce è il rock, non solo come sound ma come stile di vita.A noi piace dire le cose in faccia senza tanti giri di parole.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Come dicevo siamo in 5
La band è nata perché vogliamo fare la musica che ci piace, questa storia che il rock è una delle bugie mediatiche più grosse degli ultimi anni Il rock è vivo e vegeto solo che chi tira i fili non vuole farlo uscire allo scoperto
Del resto il rock è sempre stato scomodo..” come ci siamo conosciuti chi se lo ricorda eravamo troppo piccoli!


- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

La nostra musica è vera..quello che scriviamo lo sentiamo
ogni nota è naturale senza forzature almeno è questo quello che cerchiamo di fare
Poi “Eclissi” il nostro nuovo disco in uscita è stato registrato e co prodotto da Fabrizio Simoncioni che non ha bisogno di presentazioni, di sicuro lavorare con lui ci ha dato modo di far “uscire” le canzoni proprio come volevamo..abbiamo imparato tanto.

- Come nasce il nome della band?

Zizzania ha 1000 significati..in Sicilia forse anche di più, si adatta perfettamente a noi e alla nostra musica,ma sopratutto è un intuizione di un amico che non c è più

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Che quando saranno incentrati sulla musica e non sui giudici magari ne riparliamo
Ora sono un tritacarne, una fonte di reddito sicuro per le case discografiche
La musica è l’ultimo punto del discorso per loro
e non solo per loro al momento.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

noi per fortuna suoniamo.Anzi ringrazio i locali che ancora credono nella musica live
Poi noi abbiamo un nostro zoccolo duro che ci segue e tende a crescere
di live in live non è vero che la gente nei pub vuole solo cover

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare? e quali quelli nel vostro
regione di origine?

Per noi è sempre un onore suonare e fare la nostra musica..non ci interessa il posto

Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

Credo che gli addetti ai lavori non si rendano conto che la gente si è stufata della musica di plastica..i concerti di band come i fast ad esempio sono sold out quelli di molti usciti dai talent sono vuoti ma loro hanno la pancia piena e arriveranno in ritardo come sempre.


- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi
virtuali?

I social Sono una grande opportunità opportunità ma credo creino anche una grande confusione
La promozione è fondamentale ma anche li è difficile trovare la gente giusta. nessuno rischia più..nessuno investe più aspettano tutti che le cose accadano
La distribuzione senza la promozione serve a poco

- Quali sono i vostri progetti futuri?

Noi stiamo organizzando l’uscita di “Perdere Le Tracce” primo singolo di “Eclissi”
il video sarà tutto in animazione..fa un certo effetto vedersi sotto forma di cartoon!
Poi ci sarà L’uscita dell’album con un pò di date di presentazione..Non vediamo l’ora di incontravi Live!

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Velaut. ospiti a Rock Targato Italia - 22 Marzo, I Candelai (PA)

Si avvicina la data delle Finali Regionali della Sicilia in programma ai Candelai di Palermo  il 22 marzo. Cerchiamo ora di conoscere meglio i protagonisti della serata e le loro aspettative.

Intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano

VELAUT, ospiti della serata, hanno partecipato lo scorso anno alle Finali Nazionali ottenendo un risultato molto positivo acquisendo il diritto di partecipare alla compilation della rassegna con un loro brano "Il Filo di Arianna".  La compilation con artisti noti e meno noti della scena musicale nazionale è su Spotify

(Risponde Less, voce e chitarra della band)

- Come vi siete avvicinati alla musica?
  - Sarebbe più corretto dire come abbiamo reagito quando la musica ci ha travolti.
Ognuno di noi ha una propria storia personale legata ai primi momenti, ai primi passi in questo particolare universo. Lucas (bassista) viene da una famiglia in cui si regalavano strumenti musicali al posto dei giocattoli, e devo dire che si sente nel suo modo di suonare, musicalità e orecchio di estrema caratura. Giulio (batterista) suona sin da piccolo, e se decide di picchiare su quella batteria, sentirete la fame e la forza che lo contraddistingue.
Per me la musica è quasi una maledizione, è come se non mi bastasse mai.
Ognuno di noi potrebbe raccontare mille storie su di essa, e non una che non sia d'amore.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?
  - Dopo vari cambi di line-up, più o meno turbolenti, stiamo godendo di un ottimo momento di stabilità.
Il buon vecchio "Power trio", chitarra/voce, basso e batteria, senza risparmiarci qualche incursione con cori e altri strumenti...
Io e Lucas eravamo stati già protagonisti nella definitiva rifondazione della band, e insieme abbiamo registrato il primo album dei Velaut.
Giulio è entrato poco dopo, sostituendo il batterista precedente.
Colgo l'occasione per salutare con un grande abbraccio i vecchi membri di quello che allora era solo un sogno adolescenziale, ora trasformato in realtà, e tutti quelli che in questo sogno sono passati anche solo di striscio.
Con alcuni di loro condivido ancor ora altri progetti di vita. Uno di loro, Domenico, si occupa di tutte le grafiche e gli artwork dei dischi dei Velaut.
Sono persone eccezionali che non smetterò mai di ringraziare.

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?
  - Sono storie. O meglio, sono delle istantanee. Dovessi parlarne in termini visivi, direi che sono dei Monet. Momenti sottratti alla realtà, giusto il tempo di imprimerle sulle corde, di lasciarle vibrare un attimo. Indefinite ma allo stesso tempo dense. Solo storie.
Ma la verità è che tra tutti gli aggettivi e le perifrasi utilizzabili, una in particolare consideriamo imprescindibile. Sono storie, autentiche.

- Come nasce il nome della band?
  - E' la domanda che cerco sempre di evitare, ma forse dovevo pensarci prima di mettere un nome così enigmatico! Sembra un magnete per questa domanda!
Mettiamola così: E' l'unione di due parole latine, "Vel" e "Aut", è un inno alle contraddizioni, agli scontri, al combattimento.

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?
  - Chiedereste ad un calciatore cosa ne pensa delle tattiche di gioco della nazionale femminile di Volley?
E' un altro sport, quello dei talent, e ci metterei dentro anche il nuovo fenomeno cosiddetto "indie" italiano. Un mercato diverso, un pubblico che cerca cose diverse. Troppo lontano da quello che facciamo noi per avere una chiara idea a riguardo.
Dovessi scomodare il buon Quentin Tarantino, nel celebre dialogo riguardo a quanto di più sacro aveva Mia Wallace, prenderei in prestito "non è lo stesso fottuto campo da gioco, non è lo stesso campionato non è nemmeno lo stesso sport".
E non siamo grandi esperti a riguardo.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?
  - Fortunatamente, anche se in una terra, un'area difficile, siamo un gruppo molto attivo sul fronte live.
Credo che il concerto sia l'essenza stessa della nostra (ma forse di quella di tutti) musica.
Il nostro pubblico è lì per sentire delle storie, e ci ha stupito anche vedere quanto queste storie non abbiano età, avendo avuto dei riscontri estremamente positivi da tipi di pubblico eterogenei e comunque diversi di occasione in occasione.

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro     regione di origine?
  - Qualsiasi posto in cui la gente va per ascoltare musica è un buon posto. Non stiamo troppo a farci le menate sul prestigio dei vari live club e di chi ci  ha suonato prima di noi. Siamo qui per raccontare qualcosa a persone, non agli sgabelli, ai banconi e alle tapezzerie dei locali. E ovunque ci sia qualcuno che voglia ascoltare quel che abbiamo da raccontare e trattarlo con rispetto, quello è un buon posto.
Ci siamo proposti perfino per degli Unplugged nelle case, nei salotti... Esperienze magiche, ti fanno capire cosa vuol dire avere un rapporto viscerale con chi vuole ascoltare quello che hai da dire.
Vorrei solo dire ai gestori dei locali della mia regione di provarci, farlo per amore, con amore. Sono tempi duri per la musica live, tanto più se è originale.
Perseverate, come noi lo stiamo facendo, ne verremo fuori forti e insieme.

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?
  - Domandone! Che si vince con la risposta giusta?
In Italia credo che non ci siano problemi di organizzazione. Si organizzano concerti in continuazione, molti dei quali hanno pure un ottimo ricavato.
Manca il coraggio. L'Italia è come quel povero leone che si nasconde dietro a Dorothy, inconsapevole di esser forte, impaurito.
Non è un problema solo di musica, ma non voglio finire a parlare di Equitalia...

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?
  - C'è poco da pensare. O fai tutte queste cose, nel migliore dei modi, meglio ancora con una agenzia che si occupa di farlo per te, o il tuo disco, sia pure esso il nuovo "The piper at the gates of dawn", ti muore tra le mani. E stop. Fine dei giochi.
Certo, essere ad un livello comunicativo mostruoso, avere una vagonata di like alla pagina, finire sulle riviste, e poi non aver che un paio di canzoni... quello è un'altro paio di maniche...
Per me non si può prescindere dall'avere un buon prodotto, e ogni volta (sarò un babbeo) mi stupisco di come questa cosa non sia scontata.

-  Quali sono i vostri progetti futuri?

  - Abbiamo firmato per Dcave Records, e oltre a riempirci d'orgoglio, ci permette di lavorare fianco a fianco con uno che secondo noi, sta tra i migliori produttori in Italia, Daniele Grasso.
Tra le produzioni a cui ha lavorato ci sono Cesare Basile, Afterhours, Hugo Race (The Bad Seeds) e tanti altri... ma non è per quello che lo reputiamo tra i migliori.
Ma per il semplice fatto che lavorare con lui è come essere catapultati in un film degli anni '70, in cui il produttore ti guarda negli occhi, vive il disco con te, non porta l'orologio al polso, cerca di innamorarsi del progetto.
E questo, ci regalerà un secondo album intenso, e si, come detto prima, autentico.
E poi concerti, tanti. Alcuni in fase di organizzazione anche all'estero (dopo la Francia).
Ci fate un in bocca al lupo?

Vi abbracciamo e grazie ancora, essere vostri ospiti è sempre un piacere immenso. Ci vediamo ai Candelai, a Palermo a Marzo!

 

Mail priva di virus. www.avg.com

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A volte ritornano, quasi sempre.

A volte ritornano, quasi sempre.

Scusatemi per l’ennesima volta … Purtroppo, nelle passate settimane ho dovuto stropicciarmi gli occhi spesso e, ancor più spesso darmi dei pizzicotti per verificare se stessi sognando o meno. La notizia è che, no… non stavo sognando. Buona, non saprei.

E’ che sono stato assalito da un passato che credevo definitivamente tramontato nelle modalità e nei testimoni e che, per dirla tutta, non mi mancava.

Nella musica mainstream e nella politica, qui nulla si crea e nulla si distrugge ma, a differenza della principale legge della fisica, neanche si trasforma. E’ un eterno ritorno in un divenire più spaventoso del film di Tom McLoughlin che cito nel titolo di questo pezzo.

Siamo specializzati in resurrezioni? … Uhm, forse, più in riesumazioni.

E così, che so… Si fa l’apologia di un assassino che ha nostalgia di un’epoca in cui ad andare in Africa a rompere i cristalli in casa altrui, eravamo noi. Come lui, ci andavamo armati pesantemente e dall’alto della nostra bellica superiorità eravamo riusciti ad averne ragione facilmente. Loro erano praticamente disarmati e li abbiamo aggrediti a sorpresa. Un passato che non passa … Cambiano solo i vocaboli: se sei italiano sei un pazzo, se sei nord-africano un terrorista. Anche questo è uguale a sempre, nel nostro Paese: due pesi e due misure.

In politica sembra di essere tornati agli anni Novanta (ne parleremo nel nuovo Generazioni VI), con un giovane outsider di quasi novant’anni in testa ai sondaggi e la sinistra (esiste ancora? Boh …) che resta vittima di un altro scisma per eccesso di autocritica . Come sempre, nelle ultime competizioni elettorali, la montagna partorirà il topolino di un governo di larghe intese che il popolo sovrano non avrà eletto. Credo che si debba e si possa fare di meglio. L’Europa così come si è configurata nella sua costruzione e gestione dal 2002 è un comitato di affaristi e banchieri più interessati al profitto o a rimanere sopra la linea di galleggiamento, che ad un reale progresso e alla formazione di una cultura condivisa. Continuando così andrà incontro ad un fallimento annunciato. Sembra che ci sia la volontà di mantenere questo pericoloso status quo, anche dopo quello che è successo in Polonia e, nelle  ultime tornate in Germania e Francia, con le forze populiste, nazionaliste e xenofobe che avanzano stabilmente. Anche questo non l’avevamo già visto nel secolo scorso? Ricordate come è finita?

All’insegna dei ritorni (grandi, non so) è stato anche questo ultimo Festival della Canzone Italiana. Oddio, non che ci sia stato da trattenere il fiato per la suspence: tutti gli anni è la stessa cosa. Ha le sue polemicucce sui cachet di ospiti e conduttori, gli ospiti internazionali che vengono, gli outfit di conduttori e artisti, il “temino banalino” da lacrimuccia nazional-popolare e, infine, il riassuntino su tutti i telegiornali e i rotocalchi del regno. Insomma, è lui immutabilmente. Unica assente ingiustificata: la musica as usual.

Sono tornate alcune star o semi-star del passato. Alcune dal passato remoto. Più che spaventarci, ci hanno fatto tenerezza. Avremmo preferito ricordarle come le ricordavamo ed, invece, adesso quei ricordi sono stati cancellati per sempre, sostituiti da questi nuovi, non particolarmente edificanti.

Forse sono troppo caustico. Perché vedete, è difficile organizzare un programma progettato per seguire la demografia. Gli ascolti aumentano perché la popolazione invecchia e Sanremo è Sanremo. Anni fa avevo scritto un pezzo che si intitolava “Sanremo e i Dinosauri”. Mi sbagliavo a separare le due categorie: gli spettatori di Sanremo sono i Dinosauri.

Spettatori inerti come quelli che allo show partecipano, che si trascinano tra emozioni a buon mercato (neanche tanto!) e temi semplificati per farci sentire un po’ carogne, salvo poi investire il migrante fastidioso con l’automobile, già dal lunedì dopo. Giusto il tempo di farsi seccare il liquido salato sulla guancia.

Mi direte: c’è Sanremo Young! Avete ragione … Adesso si chiama young e non più Sanremo Giovani. Così sembra ringiovanito di un decennio, che diavolo!

Come se volendo spacciare la ricotta ai ragazzi, la si pubblicizzasse con il nuovo nome di “Raicotz” cambiandone la percezione o la sostanza.

In questi tempi, di sostanza, ne vediamo poca. Troppo poca, e sappiamo quanto ne abbiamo bisogno.

di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia

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MUSIKMESSE FRANCOFORTE

CAFIM, la Confederazione Europea dell’Industria dello Strumento Musicale presieduta da Claudio Formisano da ormai tre anni, collabora a stretto contatto con Musikmesse. E' stato recentemente pubblicato dalla Fiera di Francoforte il programma chiamato Musikmesse Insider nella stesura del quale Cafim ha cooperato attivamente.

Musikmesse Insider offre tutta una serie di agevolazioni ai rivenditori che vorranno partecipare a Musikmesse, questa importantissima manifestazione, la più grande ed importante a livello Europeo nel nostro settore, che ci auguriamo di non perdere, perché se ciò dovesse accadere significherebbe spegnere il riflettore sulla più grande manifestazione del settore in Europa lasciando così al buio un numero più che considerevole di operatori e di pubblico, con tutto ciò che ne consegue.

Quali i vantaggi, iscrivendosi a Musikmesse Insider?

  • un biglietto gratuito che dà diritto anche a visitare Prolight + Sound 2018, compreso anche l'uso gratuito dei trasporti pubblici locali gestiti dall'autorità di trasporto RMV, e il bracciale Musikmesse Festival
  • Servizio di guardaroba gratuito
  • Assistenza in fiera
  • Insider Tour: visite guidate a selezionati espositori a Musikmesse
  • Coffee bar con snack
  • Catalogo ufficiale gratuito
  • Borsa Insider Musikmesse
  • Partecipazione al programma di "matchmaking": accompagnamento agli espositori con i quali interessa sviluppare una collaborazione

Su cosa stanno lavorando attualmente:
La collaborazione CAFIM con Musikmesse verte ora sulla possibilità di estendere le stesse agevolazioni anche agli agenti di commercio e che venga preparato il database degli hotel compresi nel raggio di 30 km da Francoforte, con prezzi e servizi che offrono durante il periodo della fiera in considerazione del fatto che quello del costo dell’albergo durante il Musikmesse è uno dei punti più critici e discusso della manifestazione.


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Spettacolo: Folle Luna e l'altra

Il 24 Febbraio, alle ore 21.00, Scena Quattordici teatro presenta la sua ultima commedia brillante: Folle Luna e L'altra:

"Lei è una super donna, guadagna più di lui, sa riparare tutto, sa fare tutto, lo batte persino a braccio di ferro...e lui? Lui, Lei, L'altra e...."

Qui una piccola anticipazione di quello che vedrete: https://vimeo.com/255371086

 

Biglietto intero: 10 euro

Over 60: 8 euro

bambini gratis

 

Dove? Teatro Barrio's (Piazza Donne Partigiane, 20142 Milano MI)

barrios.it

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JOVANOTTI - CONCERTO MILANO

“Come posso io
Non celebrarti vita?
Oh vita
Oh vita”

Vita. Sicuramente questa è la parola che può descrivere al meglio il concerto di Jovanotti che si è tenuto questo 12 febbraio al Mediolanum Forum di Assago di Milano, prima data di un tour che comprende ben 12 appuntamenti in questa città, di cui molti sold out. Un’esplosione di energia, una carica incredibile caratterizzava l’inarrestabile cantante, che si è esibito con una performance ricca di brani nuovi e successi senza tempo. Una celebrazione dell’amore, come lo stesso Jovanotti ha affermato verso la fine del concerto, e degli innamorati, di coloro che amano la musica, ma, soprattutto, la vita. Un’ode a tutti coloro che vivono senza pregiudizi, ascoltando sempre il proprio cuore e seguendo le proprie passioni, proprio le stesse che hanno portato Jovanotti ad esibirsi sul palco del Mediolanum Forum.

Passione. Non c’è stato un attimo durante il concerto in cui non si poteva notare la passione del cantante, che non si è fermato un attimo, neanche quasi per riprendere fiato, ma che ha continuato per più di due ore con il microfono in mano e tanta voglia di ballare. Da non dimenticare anche la passione del suo pubblico, che riempiva completamente il Mediolanum Forum, fans ma anche famiglie, persino bambini, che insieme, dalle prime file alle ultime ballavano incessantemente sulle note di “L’ombelico del mondo”, “Ti porto via con me” e “Tutto l’amore che ho”. Non solo balli ma anche lacrime, di gioia, di emozione, durante i brani più dolci come “A te” o “Mi fido di te”.

Un vero e proprio spettacolo, più che un concerto, messo in scena da una persona che, oltre ad essere un validissimo cantante, capace di coinvolgere e di far emozionare, è anche un bravissimo performer. Inaspettato e toccante il momento in cui, attraverso la pedana centrale che, proprio come il musicista, non era fatta per stare ferma, Jovanotti si è ricongiunto con le sue origini, avvicinandosi alla consolle e diventando il dj della serata.

Uno show non solo improntato sulla buona musica ma anche sull’ironia e, soprattutto, sulla cultura grazie ai numerosi video che comparivano sul maxischermo, alternando momenti in cui veniva raffigurato il musicista in mezzo al pubblico e momenti in cui comparivano monologhi o spezzoni di telegiornali, come durante “Penso positivo”.

Un inno alla libertà, citata più volte durante il concerto e alla fine celebrata attraverso l’ultima canzone “Viva la libertà”. Un continuo gioco di luci, di colori, di effetti speciali, con tanto di coriandoli, di lampadari che si alzavano e si abbassavano illuminandosi, di passerelle che proprio non volevano rimanere ferme. Un concerto pieno anche dal punto di vista musicale, che spaziava dal pop, all’hip hop, alla techno, rimanendo sempre originale e creando nel complesso una grande festa.

Ma, soprattutto, la celebrazione di un uomo che ama la musica. Non c’è bisogno che lui lo ammetta, lo si vede dal modo in cui si muove, da come balla, dal sorriso finale, guardando i suoi fans, quando ormai il concerto era finito e tutti stavano per andare a casa, dal camminare per breve tempo in mezzo al pubblico, cosa che solo pochi farebbero. Il racconto della vita di un uomo che 30 anni fa ha deciso di entrare nel mondo della musica e che da allora non si è mai fermato, creando sempre nuovi successi e non abbandonando mai quell’energia che rende le sue performance live tanto uniche.

FRANCESCA ROMANO

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