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013 - Sogno o son desto?

013 - Sogno o son desto? 

di Antonio Chimienti

 

Amici musicisti e non, ma comunque miei lettori, sono infinitamente grato di questa possibilità che ho nello scriverVi. Certo alle volte vorrei potermi confrontare direttamente con voi, ma questo desiderio ha a che fare con il sogno perché confrontarsi fra uomini è quasi una utopia.

Sì lo è e diciamocelo senza veli, con coraggio e sincerità. Confrontarsi ha a che fare con l’accettarsi. Non c’è confronto sé non sì da per scontato , prima ancora di cominciare il proprio turno nel parlare, che comunque vadano le cose , comunque sì sta sbagliando qualcosa. Sé così non fosse, cioè sé riuscissimo a sostenere che nei riguardi di una qualsiasi cosa non stiamo sbagliando nulla, dovremmo anche accettare l’idea di aver appena sostenuto il binomio “io = infallibile”. Capite che già con questo presupposto il desiderio di confrontarsi è in valori oggettivi impossibile, ma comunque il gioco della nostra vita è chiudere un occhio e giocare ed immaginarsi metà della realtà. Evviva quindi il gironzolare con travestimenti luccicanti per questo frangente di esistenza che misuriamo in quella che è la nostra permanenza su questo tavolo da gioco che consuetudinalmente chiamiamo Mondo.

Vorrei attrarre la vostra attenzione sulla ridondanza di segnali che opportunamente osservati, sé dalla giusta prospettiva, riveleranno la nostra quasi totale anonima presenza su questa terra.

Voglio farlo parlando di musica, ma credetemi la cosa funzionerebbe anche analizzando qualsiasi altra manifestazione umana.

Sopra ogni cosa, cioè buttando fuori dalla finestra tutto quello di cui è composta la nostra stanza per poi passare ed abbattere i muri e poi rimosse le macerie di tutta la casa e dopo ancora esserci accorti che la casa continua sottoterra con le sue fondamenta e dopo quindi aver rimosso alla fine ogni piccolo pezzetto della nostra stanza e dopo esserci tolti di mezzo anche noi …..quello che resterebbe sarebbe solo il tavolo da gioco. Un pianeta in perfetto equilibrio, nel quale ai giocatori sì concede l’emozione di sentirsi padroni solo per ottenere da loro la collaborazione sufficiente alla millenaria manutenzione ordinaria del gioco.

La musica non è solo infatti il suono che noi scarichiamo da internet e non esiste pertanto perché l’abbiamo creata noi, ma perché non quella musica , ma le onde che la compongono risultano essere dei veri e propri equilibratori energetici dell’armonia che ci circonda. Non è diverso dalla funzione che svolge il vento. Visto , ma non compreso, il vento è fastidioso, casuale e probabilmente anche considerato di cattivo auspicio, ma in verità esso trasporta la vita e regola i flussi di molte nature diverse. Ce ne eravamo accorti? Bah chissà?!?

La musica che ascoltiamo sono la nostra stanza e sé andiamo ad analizzare tutte quelle macerie ci rendiamo conto , che presa in palmo di mano una qualsiasi di quelle briciole essa è in realtà terra, un pezzettino del tavolo da gioco a cui qualcuno aveva dato la forma di una casa.

La musica è fatta con il tavolo da gioco e pertanto , per quanto noi ci sforziamo di “inventare” non inventeremo mai nulla, ma semmai reinterpreteremo il tavolo da gioco.

E’ deludente? No è meraviglioso! Scoprire di appartenere a qualcosa di incommensurabile ci autorizza ad avere grandi aspettative da noi stessi. Il coraggio di porre dei limiti oggettivi a ciò che siamo è la strada per vedere quello che possiamo davvero fare, quello che abbiamo davanti a noi. Nel momento in cui non cerchiamo l’opera d’arte, ma la cogliamo da quello che è dentro di noi, riconoscendola già intorno e dentro di noi , ci siamo meritati il grado di esseri umani senzienti.

Bach, M. Jackson, l’uomo delle caverne non vengono da Marte e non sono stati punti da un supereroe di un altro mondo. Io non lì ho mai conosciuti personalmente, ma so quanta differenza passa fra quello che produco artisticamente ed il livello di quello che questi signori produssero.

Non sono disposto a credere che la differenza di livello stia nella preparazione tecnica quanto invece nella preparazione umana. Conoscete la storia Johan Sebastian Bach? E quella del signor Jackson? Ultimamente la Rai sta passando a raffica alcuni bellissimi documentari su  grandi musicisti contemporanei della musica, cercate di intercettare quello sulla storia dei fratelli Gibbs (Bee Gees). Nessuno di questi cercava di inventare nulla. Sono stati chiaramente tutti delle specie di guide turistiche che però invece di rivelare le curiosità di un museo hanno rivelato quelle dell’incommensurabile usando le energie del pianeta e producendo anzichè mattoni ...la musica del mondo. Perché è accaduto a loro? Di certo so perché sì attarda a capitare a me.

Sono figlio di una cultura fasulla ed ipocrita, per niente spirituale e totalmente telecomandata da persone che giocano ed ostruirmi l’istinto e i miei sensi primordiali. Stavo mediamente bene quando sono nato e sto mediamente bene adesso. Tenuto in questa sorta di limbo insieme alla maggior parte di voi l’unica cosa che posso fare è ammettere i miei limiti e solo dopo rendermi disponibile al confronto.

Giovani musicisti, credetemi: non sentitevi mai sconfitti pensando al confronto con qualcuno. La musica non sì misura ed i giudici, i veri giudici sarebbero le anime delle persone sé potessero giudicare alla pari voi e tutti gli altri, ma il “SISTEMA” di gioco ovviamente non prevede questa sorta di democrazia. Guai sé sì verificasse!

di Antonio Chimienti

blog @Rock Targato Italia 

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012 - Rock Targato Italia Rai 1

012 - Rock Targato Italia Rai 1

di Antonio Chimienti

  - Il prossimo  2021 dal 25 al 28 Febbraio avrà luogo su Rai 1 la 36 edizione di Rock Targato Italia.

La vetusta manifestazione di San Remo infatti, dopo l’ultimo scoop sul coinvolgimento in vincitori pilotati e contenuti politicizzati, fuorvianti e fortemente lontani da una rassegna dei frutti di quella che dovrebbe essere una ricerca onesta e vissuta di talenti della nostra musica italiana…...chiude i battenti e verrà definitivamente archiviata a favore appunto del maturo ( 35 anni) , ma per definizione giovanile e travolgente concorso musicale nazionale di R.T.I.

Vediamo nel dettaglio le motivazioni che riassumono questa decisione da parte del ministro della cultura.

San Remo nasce come l’incrocio dove una volta l’anno gli editori sì davano appuntamento con l’italia intera per portare alla ribalta il loro lavoro di ricerca e recruiting di poeti, compositori e cantanti , in pratica il meglio fra noi italiani nel campo delle arti musicali e che più di altri secondo una preselezione realizzata appunto dagli ESPERTI editori avrebbero potuto ambire al premio conferendo a noi tutti la certezza che ascoltando questi ultimi noi potessimo avere coscienza di quale fosse la nostra capacità in queste arti.

E così fu per molti anni.

La musica in Italia cresceva pertanto così bene in qualità che veniva cercata oltre oceano anzi ...GLI oceani da tutti gli artisti di successo.

Artisti come il papà del mio partner Paolo, Gino Mescoli,  doveva fare più tournè addirittura in Giappone per soddisfare le richieste e i suoi interlocutori e colleghi e quindi amici con i quali colloquiava attraverso il telefax o il telefono a disco di allora erano compositori del calibro di Bachara et similia.  Sono moltissimi i successi italiani di allora tradotti e riarrangiati in tutto il mondo. E dobbiamo accettare che il successo in vendite totali di artisti come i Beatles o Metallica o ABBA o altri non raggiungono in valori oggettivi l’equivalente del successo di una cultura artistica come quella Italiana. Nel senso che quelli non sono circoscrivibili in un insieme culturale ( infatti dobbiamo andare a leggere fra le righe del disco di quale nazione sono i musicisti perchè potrebbero esserlo INDISTINTAMENTE di qualsiasi posto in sui sì parli la lingua anglosassone) mentre la melodia italiana è solo italiana. Un parallelismo potremo farlo con la musica Greca o Sud Americana, ma appunto rispetto a questi ne usciremmo vincitori.

Bene , ma poi cosa accadde per esserci ritrovati oggi ed essere spettatori di un concorso in cui al contrario ogni cantante sgomita per somigliare ad un qualsiasi mezzo fenomeno ( perché ad uno intero non potrebbe mai arrivarci) proveniente da fuori del nostro paese Italia?

 E’ accaduto quello che accade sempre da noi, alla fine di una scalata dove pochi al mondo avrebbero avuto le carte in regola per finirla, lì raggiunta la vetta , dove solo la dignità e la spiritualità avrebbero la forza di farci resistere alla tentazione della STRA-FAMA e STRA-RICCHEZZA….la nostra infinita paura del perdere qualcosa, come sé quello che avessimo potessimo portarcelo per sempre con noi o che peggio ci appartenesse attraverso la morte, ci porta inesorabilmente nelle stalle. Come disse qualcuno siamo i più grandi stupidi del pianeta in questo, dalle Stelle alle Stalle è un percorso in cui noi siamo eccelsi.

Il campanello di avviso fu quando la Rai tolse la gestione dell’orchestra di San Remo al mio defunto amico e mentore M° Gianni Berlendis per utilizzare l’orchestra Rai di Roma.

Bravi veramente bravi….standing ovation.

Senza nulla togliere all’orchestra Rai, ma quella del M° Berlendis era costituita da musicisti professionisti che ogni giorno guadagnavano o non guadagnavano solo in virtù della loro capacità e qualità tecnica. Erano i musicisti della discografia milanese in primis e poi emiliana e qualcosina romana, ma soprattutto erano i musicisti che con i loro riffs avevano fatto diventare successi famosi brani di tutti gli artisti che poi partecipavano al concorso di San Remo. Perché accadde? L’ho detto prima e continus sd accadere anche oggi nella nostra economia. Sono un pasticcere, creo un cioccolatino, piace molto mi arrichisco, creo una catena di pasticcerie, sono ricco ho da sfamare i miei figli ed i figli dei miei figli per quattro generazioni, ma non conta apro una fabbrica, poi due, poi tre, poi muoio e mio figlio che non sono io e soprattutto non ha dentro quello che permise a me di inventare quel cioccolatino ...stabilisce che per LASCIARE ANCHE LUI UNA IMPRONTA SU QUESTA MERAVIGLIA trasferisce per guadagnare anche lui qualcosa la sede in un paese dove costando meno potrà rivendicare di aver portato profitto. Ecco questo signore ha il cognome che comincia con Ferre e conosco anche la sua storia perché abitava diciamo “dietro casa mia” e l’altro quello di San Remo sì chiama “Politica Ammazza Italia” che non essendo esperto in nulla strappa di mano al contadino i frutti più belli spacciandoli per suoi.

Ora mi chiedo perché mai un direttore Artistico di allora dovrebbe metterci la faccia oggi, e lavorare di cuore ( perché per certe cose i soldi non bastano) quando chi amministra, chi deciderà saranno persone che neanche decidono con il proprio gusto, ma lasciano il verdetto dietro la linea del totale di cose di tutt’altro genere come per esempio le nomine Rai o come soluzione di pagamento o scambio di un favore in un altro ambito?

Sto parlando di San Remo come un riflesso dell’epoca in cui esso viene offerto. Ricordate come sì esprimeva il compianto PRESIDENTE della REPUBBLICA Sandro Pertini? Era libero, ve lo ricordate in piazza a dare l’esempio? Bene lì a San Remo c’era ancora il M° Berlendis. Vi ricordate i presidenti dopo? Dopo Craxi vi ricordate? L’orchestra era diventata quella di Roma.

Bene in tutti questi anni Rock Targato Italia , protetto dalla genuinità intellettuale e sostenuto dall’amore per la musica di Francesco Caprini, continuava parallelamete quella missione con cui San Remo era stato concepito: scoprire talenti nel campo della nostra musica. E’ Rock Targato Italia che ci ha donato artisti come LIGABUE, LITFIBA, ELIO e molti altri e ci sarebbero stati anche tutti gli altri notissimi sé ovviamente Rock Targato Italia avesse potuto concorrere alla stessa stregua di San Remo contando su soldi gratis a pioggia e con strumenti divulgativi già pagati alla fonte come la televisione nazionale. Ma questa è un’altra storia. Chi ci garantisce che sé RTI fosse stata finanziato dallo stato non sarebbe diventato la macchietta teatrale che è San Remo? Ve l’ho spiegato prima con la storia del cioccolatino, Francesco Caprini lo ha inventato lui e per questo è ancora un concorso protetto dalla dignità del suo creatore mentre di San Remo per accertarne la paternità sì devono guardare i seggi in Parlamento, ma non credo  che sarebbe sufficiente.

Bene quindi appuntamento al prossimo Febbraio con Rock Targato Italia e voi musicisti ….sotto con la penna ed in bocca al lupo a tutti.

Beep, beep….uff la sveglia ….che giorno è?  

Antonio Chimienti

blog Rock Targato Italia 

 

 

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011 - L’ingombro delle frequenze all’interno di un mix

011 - L’ingombro delle frequenze all’interno di un mix -

di Antonio Chimienti

Rieccoci! Cercavo un nuovo argomento per la mia rubrica, certamente un po’ ambiziosa nel suo intento, che mantenesse però rispettate ancora una volta le aspettative.

Conoscere qualcosa che sia veramente utile per gli altri è rinomatamente una cosa preziosa per chi la vuole imparare, ma passarla , scriverla, insegnarla è ancora più difficile.

 Leggendo tutti gli articoli fin qui redatti tutti potrete cogliere il concetto che tutto quello che avviene in Natura ha una diretta e incancellabile correlazione con ogni nostra azione .. compresi i sogni e il cosiddetto fato: quindi anche la musica.
Da sempre chi come me ama conoscere la verità non può non imparare a rivolgere lo sguardo alla radice di una pianta per comprendere tutto quello che sì può comprendere sulla stessa. Bisogna scavare in profondità per assimilare cosa stia influenzando e caratterizzando quello che tutti poi banalmente vedranno quando la pianta sì sarà manifestata da adulta. Indagare le radici vuol dire capire molto di più di quello che sì vede alla luce del sole.

Quindi apriamo questo articolo che ha per argomento il suono generale , altresì definito MIX, con la promessa di comprendere cosa lo costituisca alla radice e quindi quali comportamenti mentali assumere nella manipolazione del suono.

Per tutti coloro che stanno leggendo , ma non suonano nella loro vita, il consiglio è di continuare a leggere sostituendo la parola mix con l’oggetto che ogni giorno cercano di raggiungere ( successo, equilibrio,  amore, pace, felicità, ecc ecc) e la parola “suoni” con ciò che dovrebbe partecipare alla costituzione dell’oggetto che stanno cercando di raggiungere ( gli elementi singoli che costituiscono l’insieme che ha per nome il vostro scopo: vostra mogile/marito e i vostri figli per lo scopo famiglia, gli elementi costituenti il vostro lavoro per lo scopo successo in carriera, suoni per il vostro mix e via discorrendo)

Pinne e boccaglio….sì scende.

Il MIX è la risultante di ogni nostra scelta singola che abbiamo compiuto durante la produzione del nostro arrangiamento. la dinamica operativa è : parto da un suono di…… Cassa ( ad esempio)....lo equalizzo o lo comprimo , o lo gateizzo ( lo accorcio) o gli cambio la tonalità o, o…, o….o….ma insomma alla fine mi piace e passo al secondo suono. Diciamo al suono numero 2 e poi al 3  via discorrendo. Questa è il modus operandi e in definitiva ci sarebbe una sola alternativa a questo e cioè , premesso che il brano venisse registrato in diretta e con musicisti reali, ognuno di questi fosse così bravo da elaborare alla fonte il proprio strumento in equalizzazione/ compressione/ in tutto con tale gusto e ripeto tutti contemporaneamente da costituire a priori il MIX senza alcun intervento esterno. Questo mi sembra un po’ utopico almeno sé non accettando la mediocrità e l’autoconvincimento.

Per riassumere dopo aver compiuto una scelta “LIBERA” sul PRIMO SUONO converrete con me che tutti i successivi saranno influenzati dalla scelta fatta sul primo suono.

Questa è una presa di coscienza potente.

E’ quella che viene chiamata “Pietra Angolare” e sulla quale sì edificavano le cattedrali.

E’ incredibile quanto sarà determinante la prima scelta per tutto il risultato del mix.

Dovete fare vostra questa consapevolezza.

Anche subito dopo un trasloco in un nuovo appartamento …. il risultato del primo approccio con il vicinato caratterizzerà per sempre il vostro “MIX vicinato”. 

Altro esempio. Vi accostate ed una persona voi parlate per primi, dite una qualsiasi cosa ed una manciata di secondi dopo la persona risponderà sulla scia di quello che il primo ha detto e che lo ha indubbiamente influenzato e vi ritroverete dopo 20 anni con una famiglia che ha edificato su quelle prime parole.

Questo è!

Ora vi spiegherò come sia molto meglio eliminare che aggiungere per correggere ed inoltre molto meglio attendere prima di partire piuttosto che buttarsi.

Per entRambi gli argomenti la spiegazione è che sé aggiungo, in realtà sedimento quello che sta sotto.

Potremo anche avere la sensazione che lo spigolo sia stato coperto oppure che la sbiaditura non sì veda più, ma in realtà abbiamo aggiunto e non cancellato l’errore.

 Ve lo spiego meglio dal punto di vista scientifico/ musicale.

Sé ho una sensazione di disturbo in un brano che è causata da una sovrapposizione di strumenti in una certo range di frequenze ( facilmente verificabile come problematica nel range delle basse frequenze dove chiunque , anche mia nonna sa distinguere un stato confusionale quando dice “ che rimbombo”! molto più subdolo sarà capirlo nel range delle medio/alte frequenze dove il male sì presenta subdolamente solo dopo un ascolto continuo di qualche minuto e che produce “affaticamento uditivo”) quello che possiamo fare non sarà esaltare uno strumento rispetto all’altro allo scopo di farlo scomparire, ma dovremmo al contrario tagliare parte di quello che non vogliamo.

Ecco “tagliare” lo abbiamo sentito dire per la prima volta negli antichi racconti biblici ed in tutti i libri in cui qualcuno sì prende la briga di farci migliorare. Il termine più ricorrente è: rinunciare, alleggerirsi di pensieri e di cose inutili ecc ecc.

Tagliare in acustica è la soluzione per ottenere pulizia. Le frequenze infatti non possono essere sovrastate come le onde di luce dove una coperta nera su una bianca annulla il bianco dalla nostra vista. Nelle onde acustiche il mantello nero sì somma al bianco diventando altro. Oltretutto in acustica non esiste neanche il concetto che dove voglio il bianco  scontorno la coperta nera immaginando come risultato una coperta bianca che ad un certo punto cambia in nera perché le onde acustiche sì influenzano, risuonano una dell’altra ( leggete il mio articolo sull’armonia)  producono onde figlie, ti tipo pure o spurie di diverso ordine e grado… una meraviglia nella mia mente.

Quindi bisogna fare molta attenzione. 

Come procedere?

Sé avete capito che da quella prima scelta scaturirà tutto il conseguente bisogna riflettere e prendere scelte opportune in quel momento che chiameremo momento iniziale.

Quale è la bussola con la quale orientarsi? La bussola segue la tipologia di viaggio.

Nel viaggio della famiglia potrebbe indicarci la via per la maturità, il comportamento sociale, il sacrificio e l’esaltazione dei valori morali e primordiali.

Nel viaggio del lavoro potrebbe essere quello della responsabilità , dell’approfondimento, della dignità e della serietà

Nella musica e nello specifico nel vostro e nel mio lavoro di produzione questa bussola ci indicherà il gusto e le caratteristiche che il brano dovrà avere.

Ed eccoci arrivati al dunque: sé il nostro è un brano di un quintetto d’archi barocco dovremmo orientarci e raggiungere la chiara percezione dello zigrinare degli archi immersi un ambiente acustico precisamente barocco come una chiesa di piccole dimensioni o uno stanzone con molti arazzi e mobili in legno. Niente vetro e niente riflessioni. il nostro “momento iniziale quindi sarà la scelta di un riverbero d’ambiente perfettamente replicato mentre in loop manderete una nota pizzicata di violino o viola al massimo. Questo è il momento iniziale. Tutte le scelte concatenate saranno in accordo e sulla scia di questa. La bussola vi porterà sempre più vicini nel viaggio alla metà. 

Un pezzo rock? Metal, rock, heavy rock o cosa? Siete i Def Leppard o meglio gli Yes ( sui quali ho un esempio molto utile)? Sé ascoltate tutta la produzione degli Yes...ed un certo punto vi imbatterete in un pezzo che sembra non centrare nulla con loro “Owner of a Lonely Heart”. Come è uscito questa produzione? Cambiando bussola. Cambiarono l’approccio e la loro mentalità. Il “momento iniziale” fu l’utilizzo del riverbero a camera DT250. Tutta la dimensione del pezzo ha alla base non una musica, ma un suono quello dello spazio realizzato dal riverbero. Togliete quello,  risuonatelo in un altro modo e non lo riuscirete mai a riprodurlo.

Ma attenzione non tanto perché il riverbero sia magico, ma per quello che ho spiegato fino ad ora e cioè che sul momento iniziale in cui fu suonata la chitarra acustica sul riverbero tutto il resto raggiunse l’insieme del mix che possiamo ascoltare ancora oggi e che ha reso questo brano UNICO nel suo genere. Altro esempio al volo Art of noise con i suoi Ah Ah Ah.

Per riassumere: dobbiamo prima di ogni cosa stabilire a tavolino quale suono vorremo raggiungere immaginandocelo o anche sperimentando e cercando di stabilire quali sono i componenti principali che lo caratterizzano e a quel punto procedere con il momento iniziale. Sbagliate questo e vi ritroverete nel deserto con la gomma sgonfia o peggio a copiare il brano di un altro.

Nei generi commerciali sì raggiune facilmente questo risultato per via delle tante librerie preconfezionate e per la rigidità con la quale produrre il genere, ma questo ovviamente non porta ad un successo, ma solo ed un lavoro di catena di montaggio.

Per concludere una nozione tecnica. 

Per “tagliare con successo”, se avete un problema nel vostro mix.. attivate un equalizzatore e fate uno sweep ( alzate l’incremento di una banda di frequenze a caso e poi variando il valore della frequenza velocemente la portate da un estremo all’altro dello spettro.) noterete dove la sensazione di disturbo sarà più accentuata. Prendete nota della frequenza e guardate quali strumenti sono presenti in quella frequenza. A questo punto dovete tagliare ( sacrificare qualcuno o qualcosa o una parte di essi) una parte di frequenze. Sicuramente dovrete preferire ( cioè lasciare intoccato) lo strumento principale fra i contendenti quello spazio. Siate crudeli nel tagliare. Non pensate che quel synth o quell’accordo di chitarra “era così bello”. Tagliate e basta dopo qualche tempo che avrete assunto questa modalità sposterete la vostra attenzione non più al singolo suono , ma all’intero brano, come d’altro canto fa il vostro pubblico. Nel caso sia particolarmente ardua la sentenza potete ricorrere a un equalizzatore dinamico che sì attiva solo quando uno degli strumenti in sovrapposizione sono presenti oppure come ultima possibilità il sidechain, di fatto un compressore che abbassa il volume dello strumento in concomitanza della presenza di un altro. Anche la cancellazione di fase è una opportunità; aumentate il volume di un suono identico , ma di fase opposta a quello da cancellare quando suona quello da tutelare  Ho lasciato poco spazio a queste nozioni tecniche perché è facilissimo imbattersi in qualche video su youtube copia della copia che ve lo spieghi mentre è quasi impossibile per voi trovare la spiegazione motivazionale da porre alla base di queste soluzioni che da sole non sono nulla o quasi nulla. Ricordatevi che la storia è fatta di persone che la creano e di altre che la raccontano. Non sì è cattivi sé la sì racconta, ma sì è utili agli altri sé la sì crea. Pensate prima di procedere, raccoglietevi in voi stessi, inventate cose o meccanismi o sistemi con cui migliorare il mondo intero. Gli equalizzatori che potete usare per risolvere il vostro mix ...qualcuno lì ha inventati, siate voi quel qualcuno, per piacere.

Antonio Chimienti 

blog Rock Targato Italia

 

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010 - Come scrivere una bella canzone di Antonio Chimienti

010 - Come scrivere una bella canzone

di Antonio Chimienti

 Bello il titolo vero? Be credo che sarà anche l’unica cosa bella di tutto l’articolo. 

Quando stavo pensando che era da un po’ che mancavo sulla mia rubrica e che era tempo di ravvivarla ho cominciato a pensare a qualcosa di interessante da scrivere e visualizzando le problematiche che meriterebbero dei sostegni ho pescato nei pensieri qualcosa di attuale e ricorsivo per abbracciare contemporaneamente più lettori interessati.

Il pensiero pescato sì rifà ad un episodio accadutomi in questo ultimo mese , ma che ho vissuto  nella mia carriera almeno 10 volte ogni anno.

Ve lo racconto così da riassumere esattamente il mood dell’argomento.

Nomi nessuno, ma credetemi tutti di altissimo profilo nazionale.

Autore di una cantante che ascoltate tutti i giorni in radio e tv mi chiede di produrre qualcosa perché ha sentito una mia produzione che sto per pubblicare e la trova “molto attuale” Su questo aggettivo ci ritorneremo perché è l’oggetto di questo articolo. Gli chiedo due testi , lì ricevo e comincio un arrangiamento. Anzi nello specifico per influenzarmi scarico un video di questa cantante che meglio sì adattava alla musica che avevo cominciato a scrivere. Creo il ritornello e la stesura della canzone. Genere Future Pop/ Funky House , ma pur sempre cantato in italiano.

Creo il drop et voilà lo provino con la mia voce. Data l’estensione del cantato dopo un ritornello con la voce utilizzo un suono lead per registrare la melodia perché sia chiara e facilmente apprendibile.

Riscontro: sai Antonio perché non la canti tutta? Ma perché hai messo quel suono a posto del tema? Ma…. non so….non mi convince tanto… ecc.ecc.

Dimenticandosi che me lo aveva chiesto lui sulla scia emotiva procuratagli da un mio lavoro che aveva ascoltato. Non che la cosa mi importi più di tanto, la farò cantare a qualcun’altra, ma la cosa che mi fa rabbia e credo avrà fatto arrabbiare tanti di voi musicisti è il perché a stabilire quale sia una bella canzone devono sempre essere degli individui privi di quella dose minima di immaginazione per vedere un successo prima che sia successo e scusate il gioco di parole, ma la questione è tutta qui.

Scommetto che sé avesse sentito il provino cantato dalla sua “ star” gli sarebbe piaciuto al volo.

Meglio ancora sé avessi speso 30K euro in produzione e avesse sentito già la canzone finita e masterizzata...anzi perché magari non anche appena cantata in uno stadio dalla suddetta “Star”? Ecco allora forse il successo gli sarebbe apparso subito evidente.

Ma allora come fare a scrivere una bella canzone?

Eh sì perché ora abbiamo isolato il “quid” e cioè che il bello è relativo alla fase raggiunta dal suo manifestarsi, ma noi nella musica degli anni 2020 siamo, per usare un eufemismo, veramente sfigati. Siamo come dei Michelangelo il cui pietrone da cui scalpellerà la sua Pietà non solo costa una enormità e non sé lo può permettere, ma oltre tutto il ricavo che ne conseguirà è legato in stretta misura alle decisioni di altri che faranno di tutto per preferire qualcosa che sia più facilmente consumabile piuttosto che penetrante nell’animo di pochi. Quindi poca poesia e molto business. Oggi uno come Bob Dylan dovrebbe nasconderli i suoi testi dentro una canzone per farli arrivare perché mettere sulla bancarella della sua arte i suoi testi non lo porterebbe più lontano del palcoscenico di qualche oratorio. Oggi ci vogliono i fuochi di artificio che ti esplodano sugli occhi per notare qualcosa. E difatti basta guardare gli ultimi Sanremo per identificare questi fenomeni da cinema il cui 90% sarebbe godibile anche con il Mute inserito.

Ma allora come fare a scrivere una bella canzone Antonio?

Analizziamo cosa è oggi una bella canzone. E da cosa deriva i senso del bello.

Io suono il pianoforte da 40 anni. Tu suoni la chitarra , il basso o la batteria da una vita , ma sé ed ascoltare è qualcuno che non ti conosce… magari nel mio caso una bella signora… questa letteralmente sì innamora all’istante, ma sé ed ascoltarmi è mia moglie o una delle mie figlie l’effetto è : ma quando la smetti che mi viene mal di testa. Fa ridere , ma è così.

Perché avviene? 

Ma è ovvio per assuefazione e questo capita anche nei numeri molto più allargati socialmente.

E’ vero ci sono musiche o canzoni definiamole intramontabili, ma comunque una canzone di Caruso o di Mina o dei Bee Gees non ci trascinerebbe più con il portafogli in mano all’acquisto. In questo caso ecco evidenziato che il “bello” è molto relativo sé connesso al raggiungimento limite di una spesa.

Ovviamente una bella canzone deve infrangere questo limite per diventare oggetto del desiderio e quindi : acquistata.

Dunque per riassumere sé ieri un provino pianoforte e voce era sufficiente per capire quanto bella fosse una canzone… oggi non è più così. Anzi siamo arrivati al punto in cui , come nel mio esempio su descritto, la canzone deve essere già completamente prodotta per essere apprezzata. 

Questo accade perché l’attenzione sì è spostata dal messaggio del testo.

E’ ovvio che sé in un epoca passata i canali tv erano 2 ed in bianco e nero non era necessario sviluppare o innescare una battaglia sul visuale come invece siamo arrivati a compiere noi.

Inoltre i testi bastavano perché non c’e’ ne erano abbastanza. Questi testi non erano scritti da dei geni unici al mondo, ma da quegli unici che arrivavano alla ribalta. Erano pochi e preziosi non perché gli unici, ma perché non c’erano le condizioni per divulgarne di più. Chissà quante meravigliose canzoni sì sono accumulate sulle scrivanie degli editori di allora.

Oggi basta scrivere un post commovente su facebook per sfamarci del necessario giornaliero. Sì è inflazionato. Il testo non è più raro e quindi chi vi ascolta dirà che è normale ...lo confronterà con qualcosa scritto da una altra parte e vi timbrerà come non super interessante. Ma d’altro canto finalmente stiamo dando un giusto valore alle cose, intendo dire che non potevamo continuare a pensare che una persona disinibita capace a manifestare i propri pensieri fosse migliore di un timido che non sentiamo parlare, stiamo comprendendo che nella generalizzazione dei generi il bello sì cela ovunque e che quindi non è prezioso , ma naturale. E’ come sé scoprissimo tutti dei tartufi nei nostri vasi di casa. Il tartufo ritornerebbe ed essere un tubero, semplicemente. Tutti gli esseri umani hanno un’anima. Non solo i poeti.

Quindi abbiamo scoperto che fare una bella canzone oggi non è più raggiungibile attingendo a pie mani alla lirica che abbiamo in dotazione tutti o a qualcosa in particolare , ma già in nostro possesso. Questo perché il mondo , così come mia moglie, sì è assuefatto ad una cosa “semplicemente bella” ed ora esige qualcosa di “complicatamente bella”. Diciamo un bello maggiormente articolato e pertanto frutto di un nuovo sforzo da parte di coloro che intendono produrlo. La natura è un esempio di “complicatamente bello” ed il termine deriva dal fatto che nessuno di noi riesce a coglierne la totale bellezza. Infatti tutti l’amiamo e la percepiamo , ma non siamo assolutamente in grado di ricrearla. Senza spingerci così oltre dobbiamo tuttavia concepire il fatto che una canzone oggi, “una bella canzone”, non può essere creata semplicemente come allora. Dobbiamo fare un upgrade così come ha fatto in realtà il pubblico stesso in cui anche noi artisti siamo pubblico di altri. Accettereste di ascoltare ancora musica replicata da una cassetta a nastro con i sui 15KhZ di limite e tutto il fruscio contenente? No non lo fareste. Volete di più? Anzi vi svelo un segreto...sapete perché al manager della famosa artista nazionale che vi ho raccontato non è piaciuto ”tanto” il mio provino? Perché non lo avevo trattato stereofonicamente e a lui è apparso piccolo. E’ grave? GRAVISSIMO, però non vi nascondo che non volevo relegare ed un trattamento psicoacustico il potere di giudizio sulla mia professionalità anche sé , e qui siamo veramente al paradosso, quello che lo aveva fatto innamorare del mio pezzo inizialmente e che lo spinse a chiedermi un pezzo era stato proprio il trattamento psicoacustico tipico di un brano Trance quale quello appena ascoltato.

Bene non vi ho spiegato come sì scrive una bella canzone, ma so che posso dirvi ancora molto sull’argomento.

Vi saluto elencandovi cosa oggi deve contenere una bella canzone:

  • L’immagine di un qualcuno, bello o brutto , giovane o vecchio non contano, ma che esprima un richiamo a quella promessa atavica che ognuno di noi ha nei confronti del destino in cui sì esce vittoriosi. Una obesa che sì prende una rivincita e ha successo, 5 giovincelli che spaccano il mondo, un non vedente che però ce l’ha fatta, una cassiera che sì sdogana ecc ecc.
  • Una produzione musicale che non importa sé sei di Messina, ma comunque deve SUONARE come fosse fatta nel cuore di NY. Non importa sé lì si usano 8 musicisti a 5k$ + 4$ di studio al giorno...è come un tavolo di poker ...sé vuoi sederti la posta minima è quella. La cosa incredibile è che questo cappio al collo sé lo è messo l’impiccato stesso.
  • La musica non conta! Conta sé sì adatta o meno al genere. Sé poi vuoi inventare un tuo genere.. prego , ma ricordati che ora sono tutti esperti e ti giudicheranno di conseguenza. Dimenticavo che ci sono già algoritmi che scrivono la musica a partire da un accordo. Lo so è assurdo , ma è così.
  • Il testo ha ancora un valore , ma per essere visibile ha bisogno di una grandissima attenzione in fase di scrittura della musica che lo supporta. Non solo, ma  in una maniera quasi tipica dei giocolieri che per qualche attimo hanno librati nell’aria diversi oggetti contemporaneamente così le parole dovranno magicamente essere accompagnate da più cose così come per un giocoliere e staranno magicamente sospese tra un modo di essere cantate ed un significato parimenti a braccietto con il tutto. Un esempio per tutti Vasco Rossi ed i suoi “eh” “uh” o Lucio Dalla con i suoi Skyliner di vocalizzi. per meno di questo sì dura una stagione non di più.
  • Essere titolari di una immagine socialmente riconosciuta. In altre parole sé hai un seguito sui social allora la tua canzone può essere presa in considerazione sé no niente. Non vale nulla.
  • Avere molte canzoni nel cassetto. Il senso è che sé non vuoi essere sfruttato devi inibire il cattivo ricattandolo con il fatto che non gli darai più altri successi, ma lì devi avere o aver dimostrato di saperli produrre. Allora la tua diventa una bella canzone perché potrà essere sfruttata.

Ultimo : una bella canzone resta una bella canzone. Non è importante sé la massa non l’ascolterà mai. Da essa deriva la tua soddisfazione di poter avere di fronte a te qualcosa che dimorava bellissima dentro di te. I tuoi amici e le persone che ti amano la sapranno riconoscere….. per un pò di tempo poi lo sai che gli verrà mal di testa! 

Antonio Chimienti

blog di Rock Targato Italia 2020

 

 

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