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Articoli filtrati per data: Gennaio 2019

DISCHI SOVIET STUDIO FESTIVAL

DISCHI SOVIET STUDIO FESTIVAL
L’etichetta padovana festeggia i 10 dieci di produzione musicale

 
Nata dall’idea di Matteo Marenduzzo, esattamente dieci anni fa, l’etichetta discografica Dischi Soviet Studio ha prodotto più di quaranta album e dato voce a circa trenta gruppi musicali. 
Seguendo questa filosofia Dischi Soviet Studio ha continuato per un decennio a portare avanti la musica indipendente arrivando a celebrare questi anni in un festival che riunirà alcuni dei suoi gruppi il 18 gennaio 2019 al Vinile Club di Rosà. Suoneranno per l’occasione A Toys Orchestra, una tra le più longeve ed autorevoli band italiane che, contro ogni trend e moda passeggera, continuano ad utilizzare per le loro canzoni la lingua inglese, molto più nelle proprie corde per ovvi motivi legati al genere da loro proposto. Gli Alcesti da Treviso con il loro rock fresco, che spesso cavalca le onde del post-rock fino ad infrangersi sugli scogli più crudi del rock alternativo. I Bob Balera, quintetto padovano che con l'ultimo album E' difficile trovarsi ha conquistato sempre più consensi unendo l’indiepop al cantautorato italiano. Limone che con il suo live intimo ma non privo di testi taglienti, parla dello spaccato della società attuale tra amore, rabbia e disillusione. 

 

Siete tutti invitati!

EVENTO FACEBOOK

Link Utili
www.dischisovietstudio.it
www.facebook.com/dischisovietstudiolabel/
dischisovietstudio.bandcamp.com

 

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ILIADE da OMERO

ILIADE 
da OMERO 
progetto e regia CORRADO D'ELIA 
con CORRADO D'ELIA 
ideazione scenica, grafica e foto di scena CHIARA SALVUCCI

 


Cari amici,
manca pochissimo al debutto di ILIADE e abbiamo già aggiunto 7 REPLICHE STRAORDINARIE!!!

State chiamando in tantissimi, i telefoni squillano senza sosta... Viva!

E allora per condividere con tutti, nessuno escluso, questo straordinario album di Corrado d'Elia, ecco le nuove repliche straordinarie:
 

sabato 12 e 19 gennaio ore 19
(in aggiunta a quella delle ore 21)
domenica 13 gennaio ore 19 e ore 21
(in aggiunta a quella delle ore 16.30)
domenica 20 e 27 gennaio ore 19
(in aggiunta a quella delle ore 16.30)

Lo spettacolo sarà in scena anche venerdì 11, 18, 25 gennaio alle ore 21

"d’Elia ha il fascino ancestrale e ipnotico degli antichi aedi. Con sapienza e infinito amore scuote via la polvere dai versi, li libera dalla gabbia della metrica e ce li restituisce luminosi e vibranti, risvegliando emozioni lontanissime e sopite" 
(CINELAB.IT​)

 

Prenotate subito!

 ALTALUCETEATRO
02.6597726 / 348.7076093

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_________________

Sottoscrivi un abbonamento,
riceverai in omaggio la borsa de La Bella Stagione!
Tutte le info qui

 

     Compagnia Corrado d'Elia

     via Savona 10 20144 Milano
     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  1. corradodelia.it
 
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31 edizione di ROCK TARGATO ITALIA - Selezioni regionali lombarde 15 - 22 - 29 gennaio 2019, LegendClub Milano

Dal 15 gennaio al Legend Club di Milano (in viale Enrico Fermi, 98) si riparte con le selezioni degli artisti partecipanti alla 31/a edizione di Rock Targato Italia.

Questa sarà solo la prima delle date che si terranno nelle maggiori città italiane e che daranno modo a giovani talenti emergenti della scena musicale italiana di far ascoltare la propria voce, il proprio talento e, soprattutto, le loro idee ad un pubblico di esperti che selezionerà i più promettenti per partecipare alle finali del contest il prossimo settembre.

Programma Concerti LEGENDCLUB Milano
(Viale Enrico Fermi 98 – angolo via Sbarbaro)

Martedì 15 gennaio 2019 - ore 21.30
• UMBERTO ALONGI
• SUPERCOLLIDER
• DINAMIKA
• LE ROSE E IL DESERTO
• REMINDERS

Martedì 22 gennaio 2019 - ore 21.30
• ERMANNO CORTI
• DAVIDE MARCHETTA
• MEMO
• RAMUS

Martedì 29 gennaio 2019 - ore 21.30
• GEYSER
• RHOK
• ORIGLIALAMUSICA
• NEVER FORGET



Rock Targato Italia è da sempre un contest che punta i riflettori su artisti che amano la musica e provano ad esprimersi attraverso essa, con particolare attenzione alla creazione di opere originali e creative. Nato 31 anni fa da un’idea di Francesco Caprini e Franco Sainini, responsabili dell’ufficio stampa Divinazione Milano e dell'etichetta Terzo Millennio, Rock Targato Italia si fonda sulla forte convinzione che la scena italiana sia piena di talenti che meritano di essere promossi professionalmente.
Gli artisti emergenti che verranno selezionati per partecipare alle finali, che si terranno in autunno a Milano, avranno infatti la possibilità di concorrere per il premio finale, che consisterà nella promozione del proprio singolo attraverso 800 radio, testate giornalistiche locali e nazionali, webzine e piattaforme social.

COMPILATION ROCK TARGATO ITALIA : “1958 – 2018 Sessant’anni di rock Italiano”

In attesa della compilation cartacea prevista per la fine di gennaio, la Compilation di ROCK TARGATO ITALIA quest’anno è dedicata, in parte, ai sessant’anni di storia della musica rock italiana, 1958 – 2018 e dall’altra ai gruppi emergenti contemporanei. Tra i protagonisti: ADRIANO CELENTANO, ENZO JANNACCI, TONY DALLARA, I CAMPIONI, LUIGI TENCO, FRANCO BATTIATO, JACK ANSELMI, DANIELE CHIARELLA, INSIDE THE HOLE, LO STATO DELLE COSE, MASSIMO FRANCESCON BAND, NOT, ORGANICO RIDOTTO, ROLLING CARPETS, VXA, BLANK, ANDREA DEVIS.

Come da tradizione, Rock Targato Italia dedica le copertine delle sue compilation ad opere di artisti contemporanei. Quest’anno la copertina è un opera del pittore GIOVANNI MANZONI, intitolata “MADONNA DESNUDA”.

www.rocktargatoitalia.eu

 

FRANCESCO CAPRINI
Ufficio Stampa DIVI IN AZIONE
Via Andrea Palladio 16 – 20135 Milano
Tel. 02 58310655 – 3925970778 – 393 212456
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www.divinazionemilano.it

 

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DAVIDE MARCHETTA A ROCK TARGATO ITALIA - 22 GENNAIO MILANO

Davide Marchetta. qui di seguito, nell' intervista dall'ufficio stampa Divinazione Milano sarà tra i protagonisti di Rock Targato Italia al LegendClub di Milano 

Davide Marchetta 

-Come sei/siete avvicinati alla musica? Mi sono avvicinato alla musica fin da piccolino, guardando dei video su youtube di Ligabue, che suonava in acustico nei teatri.

-Qual'è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri? È stata un esigenza, iniziare a scrivere brani miei è stata un cosa del tutto naturale. Dopo i primi mesi in cui ho imparato a suonare da autodidatta la chitarra, da quel momento in poi ho iniziato a scrivere in maniera del tutto naturale.

-Con parole vostre come definireste la vostra musica? La definirei una musica sincera, che puó piacere o non piacere, ma nei testi e nella musica c’e il vero Davide.

- Il nome della band o il nome da artista, come nasce? Ho scelto di lasciare il mio nome “Davide”, non mi piace essere identificato in un nome d’arte, preferisco mantenere il mio nome.

-durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico? Mi stimola un sacco vedere le persone che si stanno divertendo e magari emozionando anche un po’. Vedere una persona emozionarsi con la tua musica, penso che sia il massimo che si possa ottenere.

-Qual'e un risultato che maggiormente vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste? Mi viene più semplice dire cosa non vorrei. Non vorrei cadere nella banalità di una produzione scontata, e con scopi puramente commerciali.

-La musica è relazione condivisione partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro? Purtroppo in questi ultimi anni credo si siano perse anche molte emozioni nel fare la musica, nel suonarla, nel scriverla. Mi sembra che sia diventata una questione puramente economica ora.


- Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione? Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro, come vi organizzate? Si, mi affido ad un arrangiatore, dove insieme cerchiamo di tirare fuori il meglio. Passiamo molto tempo a cercare qualche etichetta anche indipendente, che ci dia la possibilità di poter distribuire la nostra musica a piccoli passi.

- Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante?, è diminuito? non serve? è cresciuto? qual'è la tua opinione Credo che il suo ruolo sia ancora importante, purchè sia un etichetta seria e con persone che davvero tengono al prodotto che fanno uscire. Anche se per questioni economiche, pubblicitarie, e tante altre cose, la lotta con la major è ancora difficile.

- Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro? Più che migliorare l’organizzazione, cercherei di eliminare tutte quelle persone poco serie, che si spacciano per professionisti, e alla fine cercano solo di guadagnare qualcosa a dispetto dei ragazzi giovani e con talento, che per seguire i loro sogni magari si affidano a persone sbagliate.

-Nei vostri sogni quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare? e quali quelli nel vostro regione di origine? Nel mio sogno non è propriamente un locale, ma è uno stadio. Lo stadio San Siro di Milano. È un sogno ambizioso, ma vale la pena per lo meno sognare.

-Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno? Progetti futuri? Gli artisti che hanno mi hanno maggiormente influenzato sono in assoluto Ligabue e i Modà. Ascolto di tutto, qualsiasi genere… ma sin da piccolino erano gli unici due artisti che erano in grado di farmi emozionare. Per quanto riguarda i talent show, credo che diano molta visibilità, ma credo anche che usino i ragazzi come merce da usare , sfruttare la loro immagine per poi buttarli una volta finito il loro tempo. Per quanto riguarda i miei progetti futuri, sto lavorando a un nuovo EP cercando sonoritá moderne, senza modificarmi troppo.

BLOG www.rocktargatoitalia.eu

Ufficio Stampa Divinazione Milano

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OrigliaLaMusica a Rock Targato Italia

Il 29 gennaio appuntamento live con Rock Targato Italia al LegendClub di Milano. Tra i protagonisti della serata l'artista OrigliaLaMusica. qui di seguito l'intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano.

  • Nome artista
  • Come sei/siete avvicinati alla musica?
    • Da bambino volevo fare il batterista, poi questioni di spazio in casa mi hanno dirottato sulla chitarra. Ho sempre avuto la passione della musica in particolare nella creazione di brani miei originali.

Ai tempi del Liceo mi dilettavo a comporre piccoli pezzi sovraincidendo le parti con due registratori.

  • Qual'è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri?
    • Ho sempre cantato, come si fa nelle feste e nelle gite tra amici. Non avevo però mai pensato a me anche come interprete vocale, ed infatti le prime composizioni erano esclusivamente strumentali.

Quando sempre più persone mi hanno detto anche che cantavo bene, mi sono convinto a studiare canto, oltre alla chitarra, e a scrivere i miei testi, All'inizio pensavo di non esserci portato, ma poi sono

riuscito sempre di più anche in questo.

  • Con parole vostre come definireste la vostra musica?
    • Canzoni per sognare, evadere consapevolmente, riflettere divertendosi sulle nostre questioni personali e sugli aspetti della nostra epoca. Musica divertente, accattivante, ma che si esprime attraverso

testi anche seri, che invitano a pensare, ma in modo leggero

  • Il nome della band o il nome da artista, come nasce?
    • Qui la risposta è facile. L'idea nasce dal gioco di parole costituito dal mio cognome. Il messaggio è di proporre una rivalutazione dell' ''ascolto''. Oggi è molto difficile essere ascoltati. Tutti parlano,parlano...

persone, media, slogan e spesso, molto spesso, non ci si comprende. Il mio ''nome d'arte'' vuole essere un invito a riprendere l'abitudine ad ascoltare, la musica principalmente, ma un po' tutto in generale.

Inoltre ''origliare'' significa ascoltare con attenzione, spiare, carpire quello che viene detto. E mi auguro che ciò venga fatto con la mia musica. 

  • durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico?
    • Il contatto con il Pubblico è la prima cosa. ''Sentire'' di aver catturato la sua attenzione, perchè il brano è coinvolgente, suonato e cantato bene, o perchè si riesce a percepire di averlo in qualche modo ''toccato'',

è quello che ti dà la carica, ti incoraggia, ti stimola a proseguire, a fare sempre meglio.

  • Qual'e un risultato che maggiormante vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste?
    • Avere la sensazione che quello che scrivo, compongo, realizzo, rispecchia molte delle sensazioni, dei sentimenti, del modo di essere di tanta gente, è quello che mi appaga di più, perchè significa essere riuscito

ad interpretare non solo le mie passioni, ma anche quelle comuni un po' a tutti. Quello che non vorrei mai invece è di cambiare il mio modo di esprimermi assecondando in modo becero le mode e i trend del momento,

meglio avere un seguito, magari non molto ampio, che ti apprezza per quello che esprimi, piuttosto che una notorietà in fondo effimera legata a qualche facile luogo comune.

  • La musica è relazione condivisione partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro?
    • E' per me un po' di tutto questo. Non vivo solo di musica, ma sicuramente fare musica è un lavoro. E' un po' come quando vediamo una gara sportiva, nel giro di alcune decine di minuti o di qualche ora

si esprime la performance. Tutto il tempo di allenamento, preparazione, fatica per raggiungere lo scopo, è una cosa al Pubblico praticamente sconosciuta. Certo l'ispirazione, l'emozione, la condivisione possono

sembrare cose imponderabili, ma è giusto che il lavoro fatto per realizzarle sia riconosciuto. In questo senso la musica è anche economia.

  • Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione?  Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro,  come vi organizzate?
    • Credo che la distribuzione, intesa anche e soprattutto come possibilità di farsi conoscere, sia la cosa più importante. Personalmente curo io gli arrangiamenti avvalendomi di suoni virtuali per mezzo del computer, scrivendo le parti orchestrali della partitura, batteria compresa. Suono ovviamente le parti di chitarra e registro il canto e le parti vocali. Finora si è trattato di brani per lo più dimostrativi, anche se curati e di alta qualità, ed infatti li utilizzo anche nelle esibizioni dal vivo, una sorta di band virtuale, che possa ben presto tradursi in una, reale, che mi accompagni.
  • Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante?, è diminuito? non serve?  è cresciuto? qual'è la tua opinione
    • Un'etichetta può senz'altro essere d'aiuto riguardo a quello che dicevo prima sulla distribuzione. E' evidente che occorre tener presente che un'etichetta opera in un business, e pertanto ha i suoi vincoli e le sue

esigenze. Tuttavia credo che sia possibile, se la musica viene apprezzata e può incontrare tali esigenze, beneficiare di questo suo ruolo. 

  • Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro?
    • In Italia oggi la situazione musicale, per chi la musica la vuole fare, è certamente migliore di molti anni fa. I ragazzi di oggi hanno a disposizione scuole, strumenti, molte più sale prova, organizzazioni che si interessano

a loro... tuttavia credo che ci sia ancora bisogno di cambiare, soprattutto la mentalità, e questo credo che valga in generale in Italia, non solo per la musica. Abbiamo bisogno di aver più coraggio di rischiare, mentre invece,

anche comprensibilmente peraltro, si bada più all'immediato.

  • Nei vostri sogni quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine?
    • Un grande sogno per me sarebbe, per esempio, poter suonare un giorno al Blue Note a Milano. Soprattutto da quando questo locale si è aperto anche ad altri generi oltre il jazz. Non so se e quando questo potrà mai accadere,

ma come qualcuno diceva in Flashdance, ''chi rinuncia ai propri sogni è destinato a morire...''.

  • Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato
    • Senza dubbio i cantautori italiani: Dalla, De Gregori, Guccini, Gaber... (non potrei citarli tutti) e gli inossidabili Mogol/Battisti, anche se all'inizio seguivo molto la musica strumentale ed orchestrale (Deodato, Bacharach, Morricone...)

ed il progressive (Banco del Mutuo Soccorso, Jethro Tull...). Ma anche il rock (Boston, Queen, Deep Purple...), il blues (Clapton, Mayall...) ed i folksingers americani (Simon and Garfunkel, Billy Joel, Neil Young...).

Mi fermerei qui, perchè dovremmo citare anche il jazz, il soul, il rithm and blues...

Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

  • I talent show sono un grosso business, soprattutto per i ''non'' artisti. Ogni business è, per definizione, un business, denigrarlo sarebbe stupido. Certo per un artista che riesce ad arrivare ce n'è una marea che resta nell'ombra, ''uno su mille ce la fa...'', cantava Morandi... Oggi credo anzi che questo numero, di quelli che non arrivano, sia oltremodo aumentato. Inoltre, anche se è sempre stato così, il rischio è di diventare una meteora, passato il periodo di gloria...

No, personalmente non credo che il talent show sia, almeno per me, il veicolo giusto.

Progetti futuri?

Continuare

 

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ufficio stampa Divinazione Milano

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OrigliaLaMusica a Rock Targato Italia

Il 29 gennaio appuntamento live con Rock Targato Italia al LegendClub di Milano. Tra i protagonisti della serata l'artista OrigliaLaMusica. qui di seguito l'intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano.

  • Nome artista
  • Come sei/siete avvicinati alla musica?
    • Da bambino volevo fare il batterista, poi questioni di spazio in casa mi hanno dirottato sulla chitarra. Ho sempre avuto la passione della musica in particolare nella creazione di brani miei originali.

Ai tempi del Liceo mi dilettavo a comporre piccoli pezzi sovraincidendo le parti con due registratori.

  • Qual'è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri?
    • Ho sempre cantato, come si fa nelle feste e nelle gite tra amici. Non avevo però mai pensato a me anche come interprete vocale, ed infatti le prime composizioni erano esclusivamente strumentali.

Quando sempre più persone mi hanno detto anche che cantavo bene, mi sono convinto a studiare canto, oltre alla chitarra, e a scrivere i miei testi, All'inizio pensavo di non esserci portato, ma poi sono

riuscito sempre di più anche in questo.

  • Con parole vostre come definireste la vostra musica?
    • Canzoni per sognare, evadere consapevolmente, riflettere divertendosi sulle nostre questioni personali e sugli aspetti della nostra epoca. Musica divertente, accattivante, ma che si esprime attraverso

testi anche seri, che invitano a pensare, ma in modo leggero

  • Il nome della band o il nome da artista, come nasce?
    • Qui la risposta è facile. L'idea nasce dal gioco di parole costituito dal mio cognome. Il messaggio è di proporre una rivalutazione dell' ''ascolto''. Oggi è molto difficile essere ascoltati. Tutti parlano,parlano...

persone, media, slogan e spesso, molto spesso, non ci si comprende. Il mio ''nome d'arte'' vuole essere un invito a riprendere l'abitudine ad ascoltare, la musica principalmente, ma un po' tutto in generale.

Inoltre ''origliare'' significa ascoltare con attenzione, spiare, carpire quello che viene detto. E mi auguro che ciò venga fatto con la mia musica. 

  • durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico?
    • Il contatto con il Pubblico è la prima cosa. ''Sentire'' di aver catturato la sua attenzione, perchè il brano è coinvolgente, suonato e cantato bene, o perchè si riesce a percepire di averlo in qualche modo ''toccato'',

è quello che ti dà la carica, ti incoraggia, ti stimola a proseguire, a fare sempre meglio.

  • Qual'e un risultato che maggiormante vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste?
    • Avere la sensazione che quello che scrivo, compongo, realizzo, rispecchia molte delle sensazioni, dei sentimenti, del modo di essere di tanta gente, è quello che mi appaga di più, perchè significa essere riuscito

ad interpretare non solo le mie passioni, ma anche quelle comuni un po' a tutti. Quello che non vorrei mai invece è di cambiare il mio modo di esprimermi assecondando in modo becero le mode e i trend del momento,

meglio avere un seguito, magari non molto ampio, che ti apprezza per quello che esprimi, piuttosto che una notorietà in fondo effimera legata a qualche facile luogo comune.

  • La musica è relazione condivisione partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro?
    • E' per me un po' di tutto questo. Non vivo solo di musica, ma sicuramente fare musica è un lavoro. E' un po' come quando vediamo una gara sportiva, nel giro di alcune decine di minuti o di qualche ora

si esprime la performance. Tutto il tempo di allenamento, preparazione, fatica per raggiungere lo scopo, è una cosa al Pubblico praticamente sconosciuta. Certo l'ispirazione, l'emozione, la condivisione possono

sembrare cose imponderabili, ma è giusto che il lavoro fatto per realizzarle sia riconosciuto. In questo senso la musica è anche economia.

  • Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione?  Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro,  come vi organizzate?
    • Credo che la distribuzione, intesa anche e soprattutto come possibilità di farsi conoscere, sia la cosa più importante. Personalmente curo io gli arrangiamenti avvalendomi di suoni virtuali per mezzo del computer, scrivendo le parti orchestrali della partitura, batteria compresa. Suono ovviamente le parti di chitarra e registro il canto e le parti vocali. Finora si è trattato di brani per lo più dimostrativi, anche se curati e di alta qualità, ed infatti li utilizzo anche nelle esibizioni dal vivo, una sorta di band virtuale, che possa ben presto tradursi in una, reale, che mi accompagni.
  • Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante?, è diminuito? non serve?  è cresciuto? qual'è la tua opinione
    • Un'etichetta può senz'altro essere d'aiuto riguardo a quello che dicevo prima sulla distribuzione. E' evidente che occorre tener presente che un'etichetta opera in un business, e pertanto ha i suoi vincoli e le sue

esigenze. Tuttavia credo che sia possibile, se la musica viene apprezzata e può incontrare tali esigenze, beneficiare di questo suo ruolo. 

  • Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro?
    • In Italia oggi la situazione musicale, per chi la musica la vuole fare, è certamente migliore di molti anni fa. I ragazzi di oggi hanno a disposizione scuole, strumenti, molte più sale prova, organizzazioni che si interessano

a loro... tuttavia credo che ci sia ancora bisogno di cambiare, soprattutto la mentalità, e questo credo che valga in generale in Italia, non solo per la musica. Abbiamo bisogno di aver più coraggio di rischiare, mentre invece,

anche comprensibilmente peraltro, si bada più all'immediato.

  • Nei vostri sogni quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine?
    • Un grande sogno per me sarebbe, per esempio, poter suonare un giorno al Blue Note a Milano. Soprattutto da quando questo locale si è aperto anche ad altri generi oltre il jazz. Non so se e quando questo potrà mai accadere,

ma come qualcuno diceva in Flashdance, ''chi rinuncia ai propri sogni è destinato a morire...''.

  • Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato
    • Senza dubbio i cantautori italiani: Dalla, De Gregori, Guccini, Gaber... (non potrei citarli tutti) e gli inossidabili Mogol/Battisti, anche se all'inizio seguivo molto la musica strumentale ed orchestrale (Deodato, Bacharach, Morricone...)

ed il progressive (Banco del Mutuo Soccorso, Jethro Tull...). Ma anche il rock (Boston, Queen, Deep Purple...), il blues (Clapton, Mayall...) ed i folksingers americani (Simon and Garfunkel, Billy Joel, Neil Young...).

Mi fermerei qui, perchè dovremmo citare anche il jazz, il soul, il rithm and blues...

Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

  • I talent show sono un grosso business, soprattutto per i ''non'' artisti. Ogni business è, per definizione, un business, denigrarlo sarebbe stupido. Certo per un artista che riesce ad arrivare ce n'è una marea che resta nell'ombra, ''uno su mille ce la fa...'', cantava Morandi... Oggi credo anzi che questo numero, di quelli che non arrivano, sia oltremodo aumentato. Inoltre, anche se è sempre stato così, il rischio è di diventare una meteora, passato il periodo di gloria...

No, personalmente non credo che il talent show sia, almeno per me, il veicolo giusto.

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INTERVISTA alla BAND REMINDERS, IN PROGRAMMA A ROCK TARGATO ITALIA

INTERVISTA alla BAND REMINDERS in programma il 15 gennaio al LegendClub di Milano nell'ambito delle selezioni lombarde della rassegna Rock Targato Italia a cura dell'Ufficio stampa Divinazione Milano. Nuovi gruppi, talenti artistici, creatori di brani originali e autentici sono i protagonisti delle selezioni live del contest giunto alla XXXI edizione. 


• Nome artista Reminders

• Come vi siete avvicinati alla musica? Tutti noi abbiamo mostrato di avere qualcosa chi ci lega profondamente alla musica fin dalla tenera età. Spesso ci raccontiamo episodi caratteristici della nostra infanzia, come ad esempio quando da bambino Giacomo vide per la prima volta un concerto dei Queen, trasmesso alla tv, e rapito dal talento del batterista, Roger Taylor, si promise che sarebbe diventato come lui; oppure quando Simone costruiva per sé chitarre dai materiali improbabili (elastici e scatoloni) e mimava le sue performance come se fosse stato davanti a un pubblico in delirio. Luca passò la sua intera adolescenza con le cuffie alle orecchie, e la sua passione crebbe a tal punto che all’età di 14 anni, insieme a tre amici, decise di formare la sua prima band senza aver mai toccato uno strumento prima. Ludovica, invece, ancor prima di iniziare a parlare iniziò a muoversi a tempo di musica. E così, in men che non si dica, si ritrovò con indosso un tutù e delle scarpette. Comprendere il ritmo con il corpo fin da bambini crea una grande consapevolezza della musica, per questo la disciplina ferrea della danza classica le insegnò molto. Tuttavia, non era quella la sua strada. Il canto arrivò timidamente, prima passando dal coro della chiesa, sottovoce, per poi emergere alle scuole medie, durante i corsi di musica pomeridiani tenuti da un grande uomo, straripante di voglia di trasmettere agli alunni la sua infinita passione per la musica: il professor Belli. È da qui che tutto cominciò.

• Qual è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri? Dopo un paio di anni passati a suonare cover, la band aveva voglia di qualcosa di diverso. Sentivamo il bisogno di esprimere le nostre idee e la nostra personalità. Così componemmo i primi brani, con testo in inglese. I riscontri furono positivi, ma ancora qualcosa non ci convinceva. Capimmo che eravamo alla ricerca non solo di qualcosa di diverso dal nostro solito repertorio, ma di qualcosa di originale, che non si fosse mai visto prima. Inoltre, la scrittura in lingua straniera limitava molto l'espressività di Ludovica, che si sentiva spesso insoddisfatta e inappagata dai suoi lavori. Così la decisione fu unanime, d'ora in avanti avremmo preso la via del metal italiano. Forse una decisione rischiosa, ma ci piacciono le sfide.

• Con parole vostre come definireste la vostra musica? La nostra musica è vera. Nasce da esperienze di vita vissuta, contiene le nostre idee, le nostre paure, le nostre gioie. I nostri brani gridano di rabbia ma allo stesso tempo ti accarezzano dolcemente.

• Il nome della band, come nasce? Debuttiamo come cover band. Per anni abbiamo interpretato i brani dei capisaldi del rock/metal anni '80. Per questo ci siamo battezzati Reminders, che significa 'promemoria'. Abbiamo mantenuto
questo nome perché ci siamo affezionati e oggi ha assunto un significato diverso. Attraverso la nostra musica trasmettiamo a chi ci ascolta le nostre idee, diamo loro dei piccoli promemoria, appunto.

• Durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico? È bellissimo suonare per un pubblico coinvolto emotivamente, vedere che il messaggio che si vuole trasmettere sta arrivando davvero al cuore di chi ascolta.

• Qual è un risultato che maggiormente vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste? L'obiettivo che ci siamo prefissati di raggiungere è il seguente: che la nostra produzione musicale arrivi a tutti, senza limiti di età, sesso, condizione sociale, etnia, religione o quant'altro. Conosciamo bene le barriere che la musica metal incontra in Italia, ma vogliamo abbatterle. Basta con i soliti luoghi comuni. Ci mettiamo in gioco per dimostrare che questo è un genere dalle molteplici sfumature. Speriamo solo che i nostri messaggi vengano percepiti a pieno, ci deluderebbe il contrario.

• La musica è relazione, condivisione, partecipazione, lavoro, economia, svago, divertimento, altro? La musica è spontaneità, non deve avere sovrastrutture. Deve nascere da un bisogno interiore e non da un'imposizione. La musica è anche pazienza, perché, come un diamante grezzo, necessita di tantissimo lavoro per splendere.

• Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione? Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro, come vi organizzate? Al momento stiamo lavorando alla realizzazione del nostro primo singolo che uscirà in primavera. Componiamo e arrangiamo tutto in casa, senza affidarci ad un arrangiatore esterno. Tuttavia, godiamo del parere del nostro direttore artistico, Andrea Cattaldo, il quale ci segue per un risultato ottimale durante le varie fasi in studio. Pubblicheremo il videoclip del singolo su YouTube e sui vari social, mentre il brano sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali. Prima della pubblicazione invieremo comunicati stampa a periodici, radio, tv e siti web. • Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante? È diminuito? Non serve? È cresciuto? Qual è la tua opinione? Le etichette indipendenti hanno un ruolo molto importante perché, rispetto alle major, lasciano più libertà artistica ai musicisti, incentivando progetti originali e non convenzionali.

• Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro? In Italia il musicista emergente non sempre viene tutelato, anzi, viene sfruttato dai locali con lo scopo di aumentare l'affluenza e, di conseguenza, gli incassi. La musica è messa totalmente in secondo piano. Bisognerebbe dare più spazio alla musica live nuova, come avviene in altri paesi d'Europa.

• Nei vostri sogni quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare? E quali quelli nella vostra regione d’origine? Quello che ci interessa davvero è suonare per un pubblico coinvolto, che apprezzi e percepisca le emozioni che vogliamo trasmettere, che si tratti di un concerto in piazza o in un grande palazzetto.

• Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato? L’approccio allo strumento è stato per ognuno di noi influenzato da artisti differenti. Simone, nel modo di suonare si ispira all'attitudine del chitarrista Mark Tremonti, mentre, nella composizione musicale, a Brian May. Invece, le band di riferimento di Luca e Giacomo sono, Linea77 e System Of A
Down per il primo, e Avenged Sevenfold per il secondo. Infine, Ludovica, vocalmente e nella propensione al palco si rifà alla cantante dei Nightwish, Floor Jansen, mentre, per le tematiche affrontate nei testi, si ispira a Caparezza e Afterhours.

• Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno? Al di là di ogni polemica, consideriamo i talent show utili vetrine e trampolini di lancio, poiché offrono la possibilità agli artisti emergenti di raggiungere in modo immediato un grande pubblico. La musica che gira intorno a questo tipo di programmi è dichiaratamente commerciale, sta all'artista, una volta al di fuori del programma, decidere quale percorso intraprendere.

• Progetti futuri? Pubblicazione del nostro primo singolo con relativo video ufficiale. In seguito, puntiamo a trovare qualcuno che creda in noi e nel nostro progetto, in modo da poter pubblicare il nostro primo album e raggiungere più pubblico possibile.

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a cura Ufficio Stampa Divinazione Milano

 

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