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Articoli filtrati per data: Ottobre 2019

“NIENTE DA AGGIUNGERE” il nuovo videoclip dei NYLON

 Da oggi su YouTube

 “NIENTE DA AGGIUNGERE”

il nuovo videoclip dei

NYLON 

Guarda il video: https://youtu.be/dB8bJtzrRFk

Nel video, realizzato al TEATRO CARBONETTI di Broni, emerge l’estro della band pavese, sottolineato dal frontman, che simboleggia l’artista costretto a cantare giorno dopo giorno e concerto dopo concerto una canzone che tratteggia tutti i propri difetti.

NIENTE DA AGGIUNGERE” è tratto dall’album di debutto “Quasi fosse tempesta”, in rotazione radiofonica e disponibile in tutti i webstore

Il videoclip mette in risalto il carattere pop del brano, a tratti ballabile, riuscendo anche a comunicare un testo che si rifà al cantautorato italiano.

Il video sancisce la collaborazione tra i NYLON e il Teatro Carbonetti, dove la band andrà in scena sabato 30 novembre con uno spettacolo fra musica e performance. Un evento unico realizzato in collaborazione con artisti clown, ballerini aerei, contemporanei e di burlesque, attori che avrà come filo conduttore le canzoni della band.

NYLON

Il progetto Nylon prende vita nel 2014 dalla collaborazione fra Filippo Milani (voce), Davide Montenovi (chitarra) e Adriano Cancro (violoncello).

La band vanta una stretta collaborazione con Roberto Re (basso) e Fabio Minelli (batteria), strumentisti noti della scena lombarda. Le diverse estrazioni dei musicisti creano un repertorio originale, in cui il genere cantautorato trova sostegno in arrangiamenti più elaborati che spesso hanno riferimenti ai generi più disparati (jazz, classica, manouche, folk, rock e hard rock).

Lo spettacolo ha una forte impronta teatrale, che mira a coinvolgere in modo diretto il pubblico per non lasciarlo semplice spettatore.

La band apre i concerti di artisti quali Max Manfredi, le Luci della Centrale Elettrica, Roberto Angelini, Omar Pedrini, Alessandro Grazian.

Nel 2016 è stato pubblicato un EP di straculto “Antipasto Crudo”. Nel 2018 la band vince Rock Targato Italia. Nel 2019 il Premio della Fondazione Estro Musicale.

Nel Gennaio 2019 è stato, infine, pubblicato il primo album dal titolo: “Quasi fosse una tempesta. Il disco è anticipato dalla pubblicazione del singolo e videoclip “L’indecente”. A maggio 2019 è stato pubblicato il secondo singolo e videoclip dal titolo “Irene”. Entrambi i videoclip sono tati pubblicati in anteprima nazionale da All Music Italia.                                                                               

NEL WEB: 

Facebookhttps://www.facebook.com/nylonproject/

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ASIA BORSANI - FRANCESCO CAPRINI

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Mob. 3925970778 - 393 2124576

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web: www.divinazionemilano.it

 

 

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IL VIDEOCLIP Dei NYLON in anteprima

Da oggi in ANTEPRIMA nazionale su

ALL MUSIC ITALIA

IL VIDEOCLIP DI

“NIENTE DA AGGIUNGERE”

il nuovo singolo dei NYLON

Guarda l’anteprima: https://bit.ly/2JuN7M4

 

Nel video, realizzato al TEATRO CARBONETTI di Broni (PV). emerge l’estro della band pavese, sottolineato dal frontman, che simboleggia l’artista costretto a cantare giorno dopo giorno e concerto dopo concerto una canzone che tratteggia tutti i propri difetti.

NIENTE DA AGGIUNGERE” è tratto dall’album di debutto “Quasi fosse tempesta”, in rotazione radiofonica e disponibile in tutti i webstore

Il videoclip mette in risalto il carattere pop del brano, a tratti ballabile, riuscendo anche a comunicare un testo che si rifà al cantautorato italiano.

Il video sancisce la collaborazione tra i NYLON e il Teatro Carbonetti, dove la band andrà in scena SABATO 30 NOVEMBRE con uno spettacolo fra musica e performance. Un evento unico realizzato in collaborazione con artisti clown, ballerini aerei, contemporanei e di burlesque, attori che avrà come filo conduttore le canzoni della band.

NYLON

Il progetto Nylon prende vita nel 2014 dalla collaborazione fra Filippo Milani (voce), Davide Montenovi (chitarra) e Adriano Cancro (violoncello).

La band vanta una stretta collaborazione con Roberto Re (basso) e Fabio Minelli (batteria), strumentisti noti della scena lombarda. Le diverse estrazioni dei musicisti creano un repertorio originale, in cui il genere cantautorato trova sostegno in arrangiamenti più elaborati che spesso hanno riferimenti ai generi più disparati (jazz, classica, manouche, folk, rock e hard rock).

Lo spettacolo ha una forte impronta teatrale, che mira a coinvolgere in modo diretto il pubblico per non lasciarlo semplice spettatore.

La band apre i concerti di artisti quali Max Manfredi, le Luci della Centrale Elettrica, Roberto Angelini, Omar Pedrini, Alessandro Grazian.

Nel 2016 è stato pubblicato un EP di straculto “Antipasto Crudo”. Nel 2018 la band vince Rock Targato Italia. Nel 2019 il Premio della Fondazione Estro Musicale.

Nel Gennaio 2019 è stato, infine, pubblicato il primo album dal titolo: “Quasi fosse una tempesta. Il disco è anticipato dalla pubblicazione del singolo e videoclip “L’indecente”. A maggio 2019 è stato pubblicato il secondo singolo e videoclip dal titolo “Irene”. Entrambi i videoclip sono tati pubblicati in anteprima nazionale da All Music Italia.                                                                                  

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ANTEPRIMA VIDEO "NIENTE DA AGGIUNGERE-NYLON" SU ALL MUSIC ITALIA

Da oggi in ANTEPRIMA nazionale su ALL MUSIC ITALIA IL VIDEOCLIP DI “NIENTE DA AGGIUNGERE” il nuovo singolo dei NYLON

Nel video, realizzato al TEATRO CARBONETTI di Broni, emerge l’estro della band pavese, sottolineato dal frontman, che simboleggia l’artista costretto a cantare giorno dopo giorno e concerto dopo concerto una canzone che tratteggia tutti i propri difetti.

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Devi ancora inventare Euridice.

Devi ancora inventare Euridice.

Bel titolo, vero? Peccato che non sia mio (questa si chiama invidia bonaria).

Questa frase è sulla copertina di un libro di poesie (una volta, avremmo detto una raccolta ma, in questo caso, non credo che lo sia … penso più ad un concept book) di Gianluca Chierici edito da Oédipus.

Gianluca Chierici, milanese classe ’77, è autore dei film brevi L’ultimo compleanno di Venere (2003); Hystera, Premio Giuria al Mystfest di Cattolica (2008), OR, BJEM (2009), PickUp (2010); Fiaba di Daina (2012), Holy Mary (Short Film Club, 2014). Ha scritto e diretto la trilogia di lungometraggi indipendenti: La crudeltà dell’angelo (2004), Dannati (2005) e La chiave dei grandi misteri (2006). Ha pubblicato: Il libro del mattino (Acquaviva, 2005), L’eterno ritorno (Sentieri Meridiani, 2007), La madre delle bambole (Tracce, 2008 – Pr. Fond. Caripe), Il nome del confine (Joker, 2009), La stirpe del mare (L’arcolaio, 2010), Hanno amore (Perdisa Pop, 2010), Il grido sepolto (Ladolfi, 2017) e La storia di Layla e Yurkemi (Fara, 2018).

Tornando al libro oggetto di questo pezzo, Lorenzo Chiuchiù (il curatore della prefazione de Devi ancora inventare Euridice N.d.R.) ci suggerisce che “… Orfeo si volta deliberatamente e uccide ancora una volta Euridice, perché la sua nuova morte rovesci l’Ade ...”. E’ una suggestione interessante e ci spiega dove vuole portarci il poeta (almeno provando, umilmente, a fargli da esegeta non autorizzato).

Chierici, nella sua lirica così musicale, asimmetrica e dissonante, recupera il Mito. Lo recupera come unico antidoto contro gli inganni della Ragione. Lo recupera come antitesi delle sovrastrutture moderne. Lo recupera come unico pilastro della nostra saggezza, della nostra essenza più autentica e della nostra umanità. L’eccessivo ricorso alla ragione ci ha allontanati dalla più profonda comprensione della condizione umana. Nel Mito, al contrario, trovi tutto quello che ti serve: il noumeno, la coscienza e la conoscenza più autentica e istintiva.

Da lì discendono tutte le cose che sappiamo. Senza Mythos non ci sarebbe stato Logos. E’ l’origine di tutte le cose che sappiamo e pensiamo e di queste, quella più importante: la coscienza dell’abisso.

Il Poeta evoca, racconta, suggerisce i baratri sul cui bordo ci muoviamo a caccia del nostro essere esistentivo e di quello esistenziale. Il più delle volte, come inconsapevoli sonnambuli. In qualche caso come aspiranti suicidi, più raramente come lucidi viaggiatori.

Tra gli abissi canta l’onnipresente senso di vuoto, come schiuma quantica, che solo chi scrive può trovare davanti alla pagina bianca. Uno spazio pieno di speranze e opportunità ma che, spesso, si ribella al demiurgo.  Lo fa tra le profondità di una natura che comunica, ci parla e si ribella a chi non ha voluto sottostare alle sue regole. Racconta la fatica del Poeta, tra i segni e le parole nel dirimere i fantasmi che evocano: spettri mai paghi.

Chierici si piega al suo compito e al suo destino, realizzando un’opera che, in questi tempi, non dovrebbe essere importante, bensì fondamentale. Lo fa guidato dal mistero di una pietas che solo il Poeta può avere.

Lo fa cercando il vuoto nell’horror pleni dell’oggi e scovando la vita celata nella terra desolata. Il Poeta scava nel fallimento alla ricerca di un’altra Euridice per poter fallire ancora e ancora e ancora. Ci riconsegna  generosamente alla nostra condizione: quella che è stata, quella che è e quella che sarà … La nostra condizione più vera e immutabile.

Sì. Il Poeta ci guida e la sua musica decide la danza. Ma questa esiste solo per coloro i quali saranno capaci di sentirla.

di Paolo Pelizza

© 2019 Rock targato Italia

PS: Mi scuserete. Io cerco di stare lontano da temi attuali e dall’attualità in generale ma, purtroppo, non posso esimermi dall’esprimere la mia vicinanza al popolo curdo. Un popolo ancora una volta usato e tradito dagli amici e lasciato a vedersela da solo con l’ennesimo tentativo di genocidio. Voglio anche esprimere la mia più profonda vergogna per l’Occidente che può e deve fermare questa aggressione criminale e non lo fa. Come scrisse Tucidide “la colpa del male non ricade solo su chi lo fa…”.

 

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FLUXUS LE PERFORMANCE DEI POETI STORIA FOTOGRAFICA DELL'AVANGUARDIA CONTEMPORANEA

FLUXUS LE PERFORMANCE DEI POETI STORIA FOTOGRAFICA DELL'AVANGUARDIA CONTEMPORANEA

FOTOGRAFIE di FABRIZIO GARGHETTIFABIO EMILIO SIMION

FABBRICA DEL VAPORE via Procaccini 4, Milano A cura di Famiglia Margini.

Mostra dal 31 10 2019 al 06 11 2019.


Inaugurazione​ giovedì 31 Ottobre 2019 Ore 18.00 Live Performance: di Michelangelo Jr Gandini “Fuori Tempo” Ore 18.30 di Zanotto e Camera “Una storia d’Amore qualsiasi” Ore 20.00


Info e press : ​Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.​ - 3287141308


- Ma chi di meglio di un fotografo poteva fissare e sottolineare queste performance? Anzi: cosa resterebbe delle stesse senza la ripresa fotografica? - Gillo Dorfles

Di tanta arte in movimento non rimarrebbe traccia, se non ci fosse testimonianza. Di un happening di poesia visiva o sonora, di una performance resta la documentazione fotografica, il segno del genio, il valore del documento.

Nel periodo di fermento dagli anni ‘70 ad oggi, sulla scena internazionale, nascono movimenti d’avanguardia, gruppi, festival, spazi deputati e situazionismi anticonvenzionali – Milano Poesia, il Living Theatre, Domus Jani, Out Off, il Fluxus – Fabrizio Garghetti e Fabio Emilio Simion sono tra i pochi fotografi italiani puntualmente presenti ad immortalare tutta quest’ansia di libertà e di rivoluzione artistica. Le documentazioni fotografiche vibrano di autentica tensione morale e immortalano il desiderio di catturare l’attimo di poesia assoluta, il fotografo e, con lui lo spettatore, entrano nel flusso e nel senso dell’esistenza.

Spesso fianco a fianco, con le loro macchine fotografiche, Emilio Fabio Simion con un aplomb da architetto delle forme e Fabrizio Garghetti impertinente ed intuitivo, azionista della fotografia che irrompe fin sulla scena per testimoniare. Altre volte l’Archivio di uno è complementare all’altro, in ogni caso, la documentazione fotografica di queste performance, tanto rara quanto unica, riveste oggi un valore inestimabile. Un incontro dialettico tra due dei più celebri Archivi milanesi è la scintilla che dà luce alla mostra “FLUXUS: Le Performance dei poeti”, una jam session che coinvolge gli artisti ritratti nelle loro migliori performance, da Yoko Ono a John Cage, Giuseppe Chiari, Nam June Paik, Julien Blaine, Dick Higgins, Daniel Spoerri, Joe Jones, Ben Vautier, Emmett Williams, Walter Marchetti, Gian Emilio Simonetti, Esther Ferrer, Sarenco, Takako Saito...

I due fotografi Fabrizio Garghetti ed Emilio Fabio Simion hanno scelto di esporre gli scatti riuniti in “Strisciate”, foto-sequenze di straordinaria intensità che racchiudono il senso di azione e pensiero della performance. Le “Strisciate” sono un’invenzione originale che permette di cogliere nella sintesi visiva lo sviluppo dell’esecuzione artistica in un colpo d’occhio. Un progetto fotografico che funge da paradigma e suggello di tanta arte in movimento, documentata ed archiviata, ora finalmente visibile grazie alla collaborazione di Francesco Martines che sta compiendo un attento lavoro di digitalizzazione, restauro e composizione. Mostra a cura di Famiglia Margini alla FABBRICA DEL VAPORE dal 31 Ottobre al 6 Novembre 2019.

Fabrizio Garghetti​, nato a Salsomaggiore, nel 1939, si è dedicato fin da piccolo alla fotografia. Cresce nel negozio di ottica del padre, a Milano.
Lo racconta ​Gillo Dorfles ​ : Se, tra i tanti che hanno ripreso le azioni di questi e degli altri artisti del corpo, c'è un fotografo che li ha seguiti passo passo -con amore e straordinaria fedeltà, ma anche con humor e con abilità tecnica- questi è appunto Fabrizio Garghetti. Garghetti ha fissato -attraverso la sua 'camera eye'- molte delle vicende artistiche, in particolar modo quelle che riguardano la poesia visiva nel senso più lato del termine: dalla parola scritta e declamata a quella "pittorizzata", a quella ripresa da settimanali illustrati e poi modificata, a quella accompagnata da azioni, da oggetti, da mimiche, etc. Amico intimo di molti di questi artisti, da Isidore Isou a Giuseppe Chiari, da Ben Vautier a Jean Francois Bory, da Sarenco a Dick Higgins, da Julien Blaine a Emmett Williams, da Adriano Spatola a Ugo Carrega, Garghetti ha tenuto in serbo fino ad oggi, anzi gelosamente 'occultato', un prezioso materiale iconografico che finalmente trova un suo ambito editoriale ed espositivo. La documentazione che ce ne rimane è sempre di straordinaria vivacità e soprattutto tempestività, nel senso che è stato fissato il momento cruciale di ogni azione con quella "puntualità percettiva" di cui Garghetti è ampiamente dotato. Rimangono così, per i contemporanei e per i posteri, alcune documentazioni irripetibili nella loro efficacia, -che più meglio di ogni cronaca scritta- possono offrirci la testimonianza di una delle più fertili stagioni dell'ultimo cinquantennio.

Fabio Emilio Simion​, nato a Fiera di Primiero, in Trentino, nel 1940, si occupa di fotografia dal 1970, attraversando le più diverse esperienze creative in ambito commerciale, industriale, sperimentale e di ricerca.

Autore di oltre trenta libri fotografici, ha collaborato con le principali testate italiane, tra cui “Domus”, “La Gola”, “Alfabeta”, “Ottagono”, nel campo del design, del food, dell’arredamento e dell’arte, e ha realizzato copertine discografiche e manifesti per musicisti italiani e internazionali, tra cui gli Area, Demetrio Stratos, Franco Battiato, Alberto Camerini, Eugenio Finardi, la PFM, e molti altri.

Ha insegnato fotografia all’Accademia delle Belle Arti di Brera. Ha fotografato importanti collezioni d’arte antica, contemporanea e di etnografia, su committenza sia pubblica che privata. Negli anni Settanta, ha fotografato a Parigi l’intera collezione del Vecchio Louvre.

Montanaro assai civile ed acculturato, a lungo Simion ha fotografato in studio i prodotti della vita materiale e di quella industriale, secondo lo stile e le regole del più raffinato still life. Peculiarità della produzione di Simion è la conversazione tra oggetti e significati da decifrare in un opportuno gioco di rimandi, un approccio di relazioni maturato e stimolato nel rapporto di lavoro col grande art director Gianni Sassi.
FLUXUS - LE PERFORMANCE DEI POETI FOTOGRAFIE DI FABRIZIO GARGHETTI E FABIO EMILIO SIMION A cura di Famiglia Margini, in collaborazione con Fondazione Berardelli.

FABBRICA DEL VAPORE via Procaccini 4, Milano Inaugurazione giovedì 31 Ottobre 2019 Ore 18.00 Mostra dal 31 10 2019 al 06 11 2019. Orari d’apertura dalle 14.00 alle 18.00 E su appuntamento. Info e press : ​Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.​ - 3287141308
www.archiviogarghetti.com www.archiviosimion.com

 

 

Archivio Garghetti

ARCHIVIOGARGHETTI.COM

 

Via Ripamonti 7, 20136 - Milano, Italia.

 

Mobile +39 348 7019688
Studio +39 02 58311581

blog rock targatoitalia.it

 

 

 

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Anteprima su ROCKON.IT il nuovo videoclip di THE CRIMINAL CHAOS

Oggi in Anteprima Nazionale su

ROCKON.IT

"CHEMICAL DAYS"

il nuovo videoclip di

THE CRIMINAL CHAOS

 

Il video, diretto da FABIO ZEDD CAVALLO, è stato girato interamente a #TOKYO.

“CHEMICAL DAYS” è il desiderio di avventura di cui l’uomo ha bisogno per vivere sereno. Il viaggio, la voglia di libertà e di spensieratezza sono legati da un filo comune: la chimica.

In questo video si è voluto rappresentare la grande metropoli ordinata e marziale vittima della routine, (enfatizzata dalla canzone CHEMICAL DAYS), dalla quale si cerca di liberare/fuggire tramite un farmaco antidepressivo che dà un senso di evasione, sia per una felicità momentanea, sia per “sballare” e ballare tutta la notte senza pensieri nel proprio mondo virtuale.

L’attrice Fujiko Takasugi interpreta il personaggio che camminando tra la gente richiama al folletto virtuale che naviga nei nostri pensieri. Una personalità disordinata, talvolta goffa nei movimenti mentre canticchia, balla o danza, dalla bellezza maledettamente ironica, che esce totalmente dall’ordinario di una grande metropoli.

Tokyo, ordinaria e ordinata, conformista, dai ritmi urbani e mentali alienanti, precisi e instancabili, è il contrasto perfetto tra una vita sociale relazionata tristemente da uno smartphone e la ricerca di “normale evasione” che si ritrova troppo spesso in una felicità dalle piccole dimensioni

“CHEMICAL DAYS” il nuovo singolo dei THE CRIMINAL CHAOS è in questi giorni in rotazione radiofonica e disponibile in tutti i web store. Il brano anticipa l’album “SURREAL REALITY”, in uscita a fine ottobre.

PROSSIMI CONCERTI:

31 ottobre – STONES CAFE – Vignola (MO)

21 novembre – LEGENDCLUB - Milano

 

THE CRIMINAL CHAOS

 

Originaria da Parma la band The Criminal Chaos è formata da Nik Bergogni (voce), Pablo Chittolini (basso), Helder Stefanini (batteria) e Mirco Caleffi in arte “Keffia” (chitarra), Ivan Chittolini (sonorità elettroniche).  Il sound ha un forte impatto rock, caratterizzato dallo strumento musicale suonato, magico, sudato e ricercato.

 

Il debutto ufficiale dei “The Criminal Chaos” avviene con la pubblicazione del singolo “Smalltown Boy” - rivisitazione della celebre hit dei Bronski Beat.

 

La collaborazione con l’ingegnere del suono Roberto Barillari, grazie alla sua esperienza con importanti artisti (Lucio Dalla, Negramaro, Gianmaria Testa, Samuele Bersani, Stadio, Paolo Conte, Zucchero, Francesco Guccini), ha permesso ai “The Criminal Chaos una forte crescita sonora e artistica.

 

LP “SURREAL REALITY” – una produzione internazionale

 

Per fine ottobre è prevista la pubblicazione dell’album di debutto “SURREAL REALITY”

 

Il disco contenente sette brani è prodotto in collaborazione con Fabrizio Grossi – produttore italoamericano dalle collaborazioni altisonanti con artisti del calibro di Steve Vai, Billy Gibbons/ZZ Top, Joe Bonamassa, Ice T, Dave Navarro, Steve Lukather e molti altri artisti della scena mondiale. 

 

Durante le sessioni in studio la band si è avvalsa anche della collaborazione di Fulvio Ferrari, arrangiatore e compositore, nonché tastierista di Luca Carboni, che ha contribuito alla composizione di armonie corali, creando un sound sognante e psichedelico.  Il disco è stato mixato da Fabrizio Grossi nel suo studio di North Hollywood e masterizzato da Pete Doell all’Aftermaster Studios in California. 

 

NEL WEB:

Facebook: https://www.facebook.com/TheCriminalChaos/

 

ANDREA FERRARA – FRANCESCO CAPRINI

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Il dubbio delle scimmie

Una volta la musica allietava (1)

 Antonio Chimienti. - Rock Targato Italia

 Milano 19/10/2019

Una volta la musica allietava. Si realizzava e svaniva. nel senso che non essendoci registrazioni, poteva solo essere ascoltata ed un attimo dopo non esisteva più. L'esperienza era di tipo istantaneo. Era perciò , fortunatamente priva di ogni condizionamento legato al giudizio postumo derivante da confronti, meriti dei singoli ecc.ecc. esclusivamente emozionante ed evocativa.

Non c'era lo stress derivante dall'accostamento oggettivo, come oggi accade all'ennesima potenza nel senso che allora al massimo era soggettivo ( legato magari all'ascolto che si era fatto in precedenza di qualcosa di simile , suonato da qualcun altro in un qualche altro posto non lontanissimo da lì,  di due o più esecuzioni aventi in comune un genere che li accomunasse.

Negli anni passati questo fenomeno del confronto aveva cominciato ad essere presente , ma ancora circoscritto alla possibilità di confrontare una registrazione , ad esempio Americana con una Francese, ma insomma il confronto era estremamente elitario e sempre caratterizzato da una grandissima qualità oggettiva, poichè a poter registrare ed imprimere della musica su un disco erano solo realmente persone che prima di registrare erano state riconosciute nella propria città o paese o nazione come in assoluto i più grandi talenti in circolazione. La gavetta era crudele e i principi di selezione erano assolutamente meritocratici. Chi produceva ci metteva la propria faccia e di conseguenza non poteva arrischiarsi a mettercela troppo spesso.

Oggi il confronto è diventato iper-spietato. Il 90 percento dei talenti dell' 800 che hanno trascorso la loro vita suonando oggi non lo potrebbero fare.

Si perchè se ieri , in Germania tu facevi 100 spettacoli in teatro con la tua musica ed  eri un genio in quel paese, ed un altro collega faceva lo stesso spettacolo in Messico con una musica simile... entrambi potevano farlo. Ma oggi uno dei due perderebbe il proprio pubblico a favore dell'altro, anzi che dico…. 99 artisti perdono il loro pubblico a favore di uno solo.

E sì oggi quando fai ascoltare un tuo pezzo il confronto non è mica fatto con quelli della tua città.... no no è fatto con il “Michael Jackson” della situazione, lo fai anche tu , involontariamente.

E' giusto? E' sbagliato? Poco importa perchè questa comunque è la realtà.  

Come dovremmo ragionare noi in quanto Gruppo/Artista/altro considerando quindi tutto questo?

lo vedremo nel prossimo Articolo

Scoprirai nei miei seminari:

 

- la musica che valore ha realmente nella vita?

- l’ego , una parolaccia?

- perchè lui e non io?

- la musica è davvero quello che voglio fare?

- la musica come ambiente in cui non è detto che io debba per forza solo suonarci

- la musica : una dimensione collettiva

- la musica esiste da sempre ...perchè?

- business e media uccidono l'arte?

- non suono come suonavo e non mi vesto come mi vestivo

 

blog rocktargatoitalia.it

 

 

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Una volta la musica allietava. Si realizzava e svaniva.

Antonio Chimienti - Rock Targato Italia

milano 19/10/2019

Una volta la musica allietava. Si realizzava e svaniva. nel senso che non essendoci registrazioni, poteva solo essere ascoltata ed un attimo dopo non esisteva più. L'esperienza era di tipo istantaneo. Era perciò , fortunatamente priva di ogni condizionamento legato al giudizio postumo derivante da confronti, meriti dei singoli ecc.ecc. esclusivamente emozionante ed evocativa.

Non c'era lo stress derivante dall'accostamento oggettivo, come oggi accade all'ennesima potenza nel senso che allora al massimo era soggettivo ( legato magari all'ascolto che si era fatto in precedenza di qualcosa di simile , suonato da qualcun altro in un qualche altro posto non lontanissimo da lì,  di due o più esecuzioni aventi in comune un genere che li accomunasse.

Negli anni passati questo fenomeno del confronto aveva cominciato ad essere presente , ma ancora circoscritto alla possibilità di confrontare una registrazione , ad esempio Americana con una Francese, ma insomma il confronto era estremamente elitario e sempre caratterizzato da una grandissima qualità oggettiva, poichè a poter registrare ed imprimere della musica su un disco erano solo realmente persone che prima di registrare erano state riconosciute nella propria città o paese o nazione come in assoluto i più grandi talenti in circolazione. La gavetta era crudele e i principi di selezione erano assolutamente meritocratici. Chi produceva ci metteva la propria faccia e di conseguenza non poteva arrischiarsi a mettercela troppo spesso.

Oggi il confronto è diventato iper-spietato. Il 90 percento dei talenti del 1700 che hanno trascorso la loro vita suonando oggi non lo potrebbero fare.

Si perchè se ieri. in Germania tu facevi 100 spettacoli in teatro con la tua musica ed  eri un genio in quel paese, ed un altro collega faceva lo stesso spettacolo in Messico con una musica simile... entrambi potevano farlo. Ma oggi uno dei due perderebbe il proprio pubblico a favore dell'altro, anzi che dico…. 99 artisti perdono il loro pubblico a favore di uno solo.

E sì oggi quando fai ascoltare un tuo pezzo il confronto non è mica fatto con quelli della tua città.... no no è fatto con il “Michael Jackson” della situazione, lo fai anche tu , involontariamente.

E' giusto? E' sbagliato? Poco importa perchè questa comunque è la realtà. 

Come dovremmo ragionare noi in quanto Gruppo/Artista/altro considerando quindi tutto questo?

lo vedremo nel prossimo Articolo

Scoprirai nei miei seminari:

- la musica che valore ha realmente nella vita?

- l’ego , una parolaccia?

- perchè lui e non io?

- la musica è davvero quello che voglio fare?

- la musica come ambiente in cui non è detto che io debba per forza solo suonarci

- la musica : una dimensione collettiva

- la musica esiste da sempre ...perchè?

- business e media uccidono l'arte?

- non suono come suonavo e non mi vesto come mi vestivo

 

e molti altri punti che potrai svelare presto seguendo il mio prossimo seminario.

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Il dubbio delle scimmie

Quest'anno Rock Targato Italia innalza l'asticella di responsabilità verso tutti i nostri amici Artisti con un Blog tenuto personalmente dal Produttore Musicale  Antonio Chimienti.

Niente più alibi per nessuno. La musica che hai dentro è perfetta e lo sai... falla uscire senza intaccarla.

Non passare altro tempo a criticare o bramare il successo altrui. Spesso non è un successo mentre molto più spesso sei Tu ad esserci molto vicino se solo te ne accorgessi.


Gli argomenti che tratteremo potrai poi approfondirli nei seminari che organizzeremo nel proseguo dell'anno in giro per l'italia. Chiedi in redazione per info.

 

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NIENTE DA AGGIUNGERE IL NUOVO SINGOLO DEI NYLON

!!una giornata importante!!

oggi 18 ottobre in radio 

“NIENTE DA AGGIUNGERE” 

il nuovo singolo dei NYLON

“NIENTE DA AGGIUNGERE” è il nuovo singolo dei NYLON. Il brano è tratto dall’album di debutto “QUASI FOSSE UNA TEMPESTA” (autoprodotto – 2019), dal 18 ottobre in rotazione radiofonica e disponibile in tutti i webstore. 

 “Niente da aggiungere” è quel tipo di punizione che potremmo leggere in un poema dell'epica greca.La condanna si abbatte sul frontman dei Nylon: così come Sisifo è condannato per l'eternità a spingere un masso fino alla vetta, vederlo rotolare indietro e poi ricominciare, così l’artista è costretto a cantare giorno dopo giorno e concerto dopo concerto una canzone che tratteggia tutti i propri difetti.

Una lirica introspettiva che contrasta con lo spirito trascinante della canzone, specchio del carattere istrionico del protagonista.

Una canzone dal carattere pop, persino ballabile, ma con un testo che si rifà invece al mondo del cantautorato italiano. In perfetto stile Nylon.

Il brano è il terzo singolo della band pavese Nylon, già vincitrice dei premi Rock Targato Italia e Fondazione Estro Musicale.

 Il singolo sarà accompagnato da un videoclip, realizzato al Teatro Carbonetti di Broni, che verrà pubblicato ai primi di novembre.

Nel video un dandy dal fare altezzoso che, tra situazioni imbarazzanti e gesta da attore consumato, ci accompagnerà nella sua presa di coscienza verso il suo ruolo e la maschera che lo protegge.

Il video sancisce la collaborazione tra i NYLON e il Teatro Carbonetti di Broni dove la band andrà in scena sabato 30 novembre con uno spettacolo fra musica e performance. Un evento unico realizzato in collaborazione con artisti clown, ballerini aerei, contemporanei e di burlesque, attori che avrà come filo conduttore le canzoni della band.

 NYLON

Il progetto Nylon prende vita nel 2014 dalla collaborazione fra Filippo Milani (voce), Davide Montenovi (chitarra) e Adriano Cancro (violoncello).

La band vanta una stretta collaborazione con Roberto Re (basso) e Fabio Minelli (batteria), strumentisti noti della scena lombarda. Le diverse estrazioni dei musicisti creano un repertorio originale, in cui il genere cantautorato trova sostegno in arrangiamenti più elaborati che spesso hanno riferimenti ai generi più disparati (jazzclassicamanouchefolkrock e hard rock).

Lo spettacolo ha una forte impronta teatrale, che mira a coinvolgere in modo diretto il pubblico per non lasciarlo semplice spettatore.

La band apre i concerti di artisti quali Max Manfredi, le Luci della Centrale Elettrica, Roberto Angelini, Omar Pedrini, Alessandro Grazian.

Nel 2016 è stato pubblicato un EP di straculto “Antipasto Crudo”. Nel 2018 la band vince Rock Targato Italia. Nel 2019 il Premio della Fondazione Estro Musicale.

Nel Gennaio 2019 è stato, infine, pubblicato il primo album dal titolo: “Quasi fosse una tempesta”. Il disco è anticipato dalla pubblicazione del singolo e videoclip “L’indecente”. A maggio 2019 è stato pubblicato il secondo singolo e videoclip dal titolo “Irene”. Entrambi i videoclip sono stati pubblicati in anteprima nazionale da All Music Italia.

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ANDREA FERRARA

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