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Articoli filtrati per data: Novembre 2019

Nuova riedizione di “IL TRAM E LA LUNA” il secondo album dei PCP PIANO CHE PIOVE

Nuova riedizione di
“IL TRAM E LA LU
NA”
il secondo album dei
PCP PIANO CHE PIOVE

 

Disponibile a partire da oggi una nuova edizione rimasterizzata del CD “Il tram e la luna” dei PCP Piano che Piove

Secondo album della band “Il tram e la luna” contiene nove brani in stile canzone d’autore, con influenze latin jazz, che fotografano frammenti di vita della quotidianità urbana.

 

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FUORI STAGIONE venerdì 29 NOVEMBRE 2019 INAUGURAZIONE della Stagione Teatrale presso Spazio Ranieri a Santarcangelo

                             

FUORI STAGIONE

quarta edizione

Rassegna di Teatro Contemporaneo | Edizione Outdoor

venerdì 29 NOVEMBRE 2019
INAUGURAZIONE della Stagione Teatrale
presso Spazio Ranieri a Santarcangelo

 

ore 21:00


MARITI
lettura scenica da Husbands di John Cassavetes
con Gianluca Balducci, Francesco PennacchiaStefano Vercelli
adattamento di Francesco Pennacchia
coproduzione Drama/Cantharide

∙ Intervallo ∙

ore 22.15


PERSONA
lettura scenica tratta da Persona di Ingmar Bergman
con Isadora Angelini, Angela AntoniniElena Galeotti
adattamento di Elena Galeotti
coproduzione Drama/Cantharide

Entrambi gli spettacoli fanno parte di D’umanità l’attore (progetto di rete Drama Teatro-Cantharide in collaborazione con Teatro Patalò). Uno speciale ringraziamento a Claudio Morganti.


La serata è dedicata alla Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.
Con il Patrocinio del Comune di Santarcangelo di Romagna

 

LUOGO Spazio Ranieri, Via della Quercia 3 - Santarcangelo di Romagna (RN)

 

La serata sarà riscaldata dal vino offerto da Approdo Mediterraneo

BIGLIETTO UNICO per i due spettacoli Euro 10 | RAGAZZI FINO A 18 ANNI Euro 5 | Riduzione soci Coop

ABBONAMENTO a tutti gli spettacoli Euro 40 (anche la sera stessa)

Prenotazioni
Ufficio Santarcangelo dei Teatri Via Costa 28 tel. 0541 626185 | 338 3997613

INFO
Evento
www.teatropatalo.it
Fuori Stagione su Facebook

FUORI STAGIONE è Un progetto a cura di Teatro Patalò in collaborazione con Santarcangelo dei Teatri e il Comune di Santarcangelo di Romagna, con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

 

MARITI

lettura scenica da Husbands di John Cassavetes

 

Tre amici. Il quarto, uno di loro, è morto. La scomparsa improvvisa e prematura del loro amico apre una voragine, provoca una crisi di valori in cui questo terzetto di mezza età precipita. Tre seri professionisti diventano quindi tre goliardi molesti e ubriachi che, rimanendo insie- me, per un impulso di ribellione verso qualcosa che non riescono a definire, decidono di mandare al diavolo tutto. Mogli, figli, lavoro, per un momento non esistono più. Solo per un momento però. Niente è definitivo, tutto ricomincia.

Nel 1970 John Cassavetes realizza Husbands. Questo film ed altre perle della sua filmografia, come Shadows, A woman under the influence, Faces, Minnie & Moskovitz, mettono in luce le contraddizioni dei vin- coli sociali più importanti della società occidentale contemporanea, come l’amicizia, la famiglia, la coppia, e fanno del geniale cineasta greco-statunitense, il capostipite del cinema indipendente americano. La lettura, tratta dal film, vuole esserne un’esplorazione.

 

 

PERSONA

 

lettura scenica tratta da Persona di Ingmar Bergman

“Non ho composto una sceneggiatura nell’accezione comune. Quello che ho scritto mi pare assomigli piuttosto al motivo di una melo- dia che, con l’aiuto dei miei collaboratori, dovrò strumentare durante il corso del mio lavoro. Su molti punti sono insicuro e uno poi mi è completamente oscuro. Ho infatti scoperto che il tema da me scelto è molto vasto e che quello che ho scritto o aggiunto nel film definitivo (pensiero terribile!) Non potrà che essere estremamente arbitrario. Per questo motivo invito la fantasia del lettore a servirsi liberamente del materiale che io metto ora a disposizione”.
Questo l’incipit di Ingmar Bergman alla sceneggiatura di Persona ed è con grande riconoscenza che seguiremo il suo consiglio servendoci del suo testo per farne una lettura in teatro.

PERSONA: l’etimo latino di Persona è quello di “maschera teatrale”. Per metonimia, poi, persona ha assunto il significato di “uomo dietro la maschera” e quindi “uomo”.

Un’acclamata attrice teatrale, Elisabeth Vogler, durante una rappre- sentazione dell’Elettra smette all’improvviso di recitare in preda a un inspiegabile desiderio di ridere. Da quel momento Elisabeth decide di non parlare più. Ricoverata in una clinica psichiatrica, la donna pare non avere alcun tipo di disturbo e risulta evidente che il suo mutismo è una scelta. La dottoressa che l’ha in cura, capisce la natura della sua decisione e preferisce non farla restare in clinica proponendole di trascorrere del tempo nella sua casa al mare insieme a una giovane infermiera, Alma, che avrà il compito di assisterla.
Leggere in teatro significa fare una scelta, ascoltare l’alternarsi dei pieni e dei vuoti che le parole portano e comportano, del grado di tensione e attenzione che la lettura può sostenere; poi c’è la relazione; gli attori si ascoltano e leggono per essere ascoltati e perché la parola evochi movimento, corpo, spazio.
Nel nostro caso non è l’episodica il fuoco, ma alcune scene tratte dalla prima sceneggiatura del 1964, dialoghi per attrici, e certo non potremo imitare Liv Ulmann e Bibi Andersson o nessuna delle meraviglie del cinema, per questo c’è sempre il film, bellissimo.
Il teatro però ci dà un’altra possibilità: leggere una drammaturgia tratta da quella sceneggiatura tentando di comunicare a chi ci ascolta il nostro pensiero, per quanto disorientante e fallimentare, attraverso le nostre voci, i silenzi, i respiri, una melodia. Le voci si muovono tra il giorno e la notte, la città e la casa sul mare. Come in un sogno affiora- no colori e linee confuse, irresponsabili.
E ci siamo noi tre, attrici appunto, con il desiderio di far vibrare chi ascolta. Il nostro è un piccolo lavoro incompiuto: lettura di frammenti da Persona di Ingmar Bergman.

BLOG: www.rocktargatoitalia.eu

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“ANIME” REMIX brano di MAK & TONY DALLARA

In radio e nei digital store

“ANIME” REMIX

brano di MAK & TONY DALLARA

Remix di Maury J

 

 Dal 24 novembre 2019 è disponibile la versione remix del brano “Anime”, brano del rapper palermitano Mak realizzato e cantato in collaborazione con il celebre cantautore Tony Dallara.

 Il remix di “Anime” è stato realizzato da Maury J, DJ Producer & Remixer siciliano. All’anagrafe Mauro Puglisi, Maury J, è produttore di numerosi brani, tra i quali "S'inzuppa il biscottino" di Matranga e Minafò che vanta oltre tre milioni di visualizzazioni su Youtube. Si è imposto al grande pubblico grazie ai suoi remix e Bootleg costituiti da un suono molto potente e dance.

Il remix del brano ANIME è l'esempio di come una canzone intensa e profonda possa essere ascoltata e ballata anche nelle discoteche di tutta Italia.

Biografia – MAK

Mak, pseudonimo di Alessandro Macaluso nato a Palermo il 27 settembre 1992, è un rapper italiano. Sviluppa sin da adolescente un interesse particolare per la musica e lo spettacolo, frequenta corsi di ballo hip hop e all’età di 12 anni diventa inviato per Radio Azzurra (Sicilia) e successivamente vocalist per gli eventi più esclusivi della movida palermitana. Il primo inedito, “Bam Bam Bam” viene pubblicato il 26 Maggio 2017, su un beat di Highlander Dj. Il 20 Aprile 2018 esce il secondo inedito, “La mafia è cosa vostra”, un brano di denuncia contro la mafia e la violenza, realizzato con il patrocinio dei comuni di Villabate e Monreale che hanno messo a disposizione le piazze centrali, per dare luogo a due manifestazioni che sono servite alla realizzazione del videoclip. Il comune di San Giuseppe Jato ha concesso l'autorizzazione per girare le scene del video all'interno del bunker dove il piccolo Giuseppe Di Matteo è stato segregato. Nel giugno 2019 scrive e gira il video del singolo “Balliamo così” pubblicato su YouTube.

Biografia - TONY DALLARA

Antonio Lardera, questo il vero nome del cantante Tony Dallara. È il più anziano cantante vivente ad aver vinto il Festival di Sanremo nell’edizione 1960. Nasce a Campobasso il 30 giugno 1936.

Nel 1957 gli viene suggerito il nome d’arte “Dallara”, in quanto Lardera è considerato un cognome poco musicale: incide su 45 giri uno dei cavalli di battaglia della sua discografia, “Come prima”. In breve tempo raggiunge il primo posto delle classifiche, rimanendovi per molte settimane. Venderà oltre 300.000 copie (record di vendita per quei tempi) e diventando di fatto uno dei pezzi simbolo della musica italiana degli anni ’50.

Partecipa al Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel nel 1960, vincendo con la canzone "Romantica".

Si ritira dal mondo della musica durante gli anni ’70 per dedicarsi a una sua altra grande passione, la pittura: espone i suoi quadri in diverse gallerie e conquista la stima e l’amicizia di Renato Guttuso.

In tutta la sua carriera ha cantato in molte lingue tra cui giapponese, spagnolo, tedesco, greco, francese e turco, vincendo premi in centinaia di paesi stranieri.

Link Social:

http://Facebook.com/Makofficialpage

http://Instagram.com/Mak_officialpage

 

ASIA BORSANI

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 393 2124576 Mob. 3925970778

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GOTTHARD: unica data italiana a maggio!

GOTTHARD

In concerto all'ALCATRAZ

UNICA DATA ITALIANA

 

Dal 1992 GOTTHARD hanno l’energia che scorre nelle loro vene e, dagli inizi della loro carriera, rappresentano un punto di riferimento per la musica hard-rock europea. Svizzeri di origine, sono riusciti negli anni a costruirsi velocemente un’ottima fama e una ampia fetta di successo che nel tempo ha permesso loro di girare il mondo in lungo e in largo sui palchi più importanti. Nel 2020. GOTTHARD torneranno on the road ed hanno già programmato un’unica data italiana che si terrà a maggio all’Alcatraz di Milano.

 

Ecco di seguito i dettagli:

GOTTHARD

+ special guest

14.05 MILANO, Alcatraz

Apertura porte: ore 18.30

Inizio concerto: ore 20.00

 

BLOG: www.rocktargatoitalia.eu

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Grazia Varisco "Trame… tra me e me"

CA' DI FRA'
Via Carlo Farini 2
20154 Milano
tel +390229002108

Grazia Varisco
Trame… tra me e me

INAUGURAZIONE, Mercoledì 4 Dicembre 2019
Ore 18.00 – 21.00

Termine mostra Venerdì 7 Febbraio 2020
Orari galleria: LUN – VEN 10-13 / 15-19
SABATO SOLO SU APPUNTAMENTO

Il manifesto del GruppoT (1959) recitava: “Vediamo la realtà come continuo divenire di fenomeni che noi percepiamo nella variazione”.
La ricerca dell’Arte Cinetica proponeva, ieri come oggi, di indagare le relazioni
spazio-temporali che intercorrono tra i diversi aspetti della realtà percepita dallo
spettatore. Una sperimentazione sulla luce, il movimento, il tempo e lo spazio
con lo scopo ultimo di creare un nuovo rapporto tra il prodotto artistico e lo
spettatore. Grazia Varisco, attraverso opere come “Tavole magnetiche”, mette in
rapporto lo Spazio con il Tempo attraverso il Movimento fino a trasformare il
movimento stesso nell’oggetto della sua ricerca. Le sue opere, dalle Tavole
magnetiche (1959) agli Schemi luminosi, dai Quadri comunicanti alle Risonanze
al tocco (2010) invitano lo spettatore/attore a sperimentare la percezione del
mondo attraverso i propri sensi. Dunque l’opera d’arte come esperienza
plurisensoriale. Quasi un progetto per misurare le emozioni.

I nuovi lavori, “Quaderni a quadretti” (2019) testimoniano la creatività
sempre carica di doni della ricerca di Grazia Varisco, sottolineando la sua
contemporaneità e allo stesso modo, rendendoci consapevoli della sottile ironia
ribadita in più occasioni dall’artista stessa: “Sono viva e continuo a creare…”. La
stessa Grazia Varisco spiega con queste parole la nuova ricerca:
“Trame...tra me e me. Mi concedo ancora il lusso di giocare con le parole e con i
fatti, con l’arte che non incute soggezione, che mi permette di riscoprire
nell’ortogonalità un tracciato mosso da linee orizzontali e verticali che si
rincorrono e si alternano e poi si fissano in un reticolo che si arresta e che si
dispone a diventare trama di altri racconti.
Un foglio a quadretti come quello su cui ho imparato a contare, che ho usato in
seguito in molte occasioni nella mia attività per impostare il tracciato dei miei
lavori, per immaginare i miei percorsi randomici, per esaminare il caso che
scompagina l’ordine ortogonale del tracciato tipografico delle mie Extrapagine
.....Ora, a distanza di tempo, godo l’occasione di solidificare il foglio nei miei
“Quaderno a quadretti”, in cui la griglia rigida/duttile si lascia muovere dalle
mie mani fino a riconoscerla e promuoverla protagonista nel continuare a
raccontarmi in privato”.

Grazia Varisco, Quaderno a quadretti, T.m., cm 40x60, 2019

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La musica che valore ha realmente nella vita

002 - Antonio ChimientiRock Targato Italia

La musica che valore ha realmente nella vita

Premetto che con questo titolo torneremo spesso ed aprire argomenti o tessere nuove prospettive perché è chiaro che non è possibile esaurire in poche righe un titolo così avvolgente.

In effetti più che la musica in senso stretto è il suono ed avere un valore. Ed ancora un pò più in generale l’armonia che esso produce.

 

Ecco è l’armonia ed avere un valore profondo nella nostra esistenza.

L’armonia che ci viene in mente spontaneamente è quella fra le persone, almeno sé ponessimo la questione a persone che non sono musicisti mentre  sé la pongo a voi chiaramente rispondereste riferendovi a quella musicale, quella degli accordi e della composizione in genere. Eh sì , ma cosa risponderebbe un geologo, uno astronomo o uno zoologo quando osserva la sua armonia della natura  tutti i giorni della sua vita?

L’armonia non è un termine della lingua italiana pluri-significato o per scelleratezza dei nostri linguisti servo utile a colmare qualche lacuna o pigrizia nel cercare termini più appropriati… no. E’ l’armonia ed essere talmente universale da essere onnipresente in molti luoghi e contesti della nostra vita. Ora scendiamo nei dettagli

Il suono è energia. Sì verifica allorché qualcosa o più di una cosa interagendo fra loro produrranno un lavoro dunque una energia. la forma di questa energia è un’onda, che noi potremo udire , ma anche non udire. Ma l’onda non dovrà essere per forza acustica, ma per esempio ottica o fluida o di altra natura. Quello che a noi interessa perché oggetto di questo articolo è prendere coscienza che queste energie sono …. anzi non loro , ma noi SIAMO immersi in esse.

Queste “onde” sulla terra non hanno una vita infinita, decadono, ma le interazioni fra esse sono continue e pur avendo un Ordine preciso a noi ( generalmente parlando) sfugge qualsiasi loro periodicità o sincronismo. Di cosa sto parlando? Della spettacolare sincronia e perfezione delle onde prodotte da un sasso lasciato cadere nell’acqua. E’ il più banale degli esempi, ma basta ed accorgersi di cosa sto parlando. Bene, ma meraviglia delle meraviglie anche due persone o più che sì incontrano in quanto corpi con una massa producono l’energia responsabile della produzione di onde e dunque, a tutti gli effetti, diventando generatori di armonia.

 

La musica…..l’onda prodotta dalle nostre canzoni, dalla nostra voce, dalle semplici mani applaudite impattano contro i nostri corpi e di coloro che ci sono davanti ed interagiscono con essi producendo a loro volta una armonia ( un insieme di onde) che ci pervaderà con degli effetti che a seconda della tipologia del nostro corpo e del loro avranno un ventaglio di possibilità dal massimo armonioso alla più disturbante inarmonicità.

Come è possibile tutto questo? Faccio sempre un esempio a questo punto che mi trascino dietro dai tempi delle scuole medie: l’esempio del Diapason. Sé sì prendono due Diapason di peso e misure simili e lì sì pone uno di fronte all’altro, basterà percuoterne uno per produrre un SUONO e subito dopo anche l’altro comincerà ed emettere lo stesso suono, senza però averlo mai sfiorato. Questo  a dimostrazione che per effetto della SIMPATIA ( ora forse comincerete a capire cosa vuol dire quando due persone sì trovano simpatiche) le molecole del secondo Diapason cominceranno ed eccitarsi provocando appunto la genesi del SUONO.

Vediamo ora qualche applicazione pratica dopo aver acquisito queste riflessioni sull’argomento.

Un conto è suonare il proprio strumento da soli in una stanza o al massimo con qualcuno che già sì conosce e pertanto ora sappiamo essere già in armonia con noi, altra cosa è fare lo stesso con persone che non conosciamo come per esempio nuovi musicisti , un critico e peggio il pubblico.Tralasciamo il pubblico che nella misura del numero di persone di cui è composto ci indica quale sia il grado raggiunto della nostra Armonia i cui effetti benefici attraggono appunto codeste persone e concentriamoci su cosa dobbiamo fare per aumentarne il numero o rendere la nostra Capacità Armonia sufficiente a soddisfare il critico o ed interagire con successo con i nuovi amici musicisti.

 

Quello che dobbiamo fare sono due cose: la prima è ovvia fare esercizio, la seconda mettere in pratica al meglio l'oggetto dei nostri esercizi e cioé: riconoscere nelle nostre note ( composizioni, assoli di strumento, scritture di testi ecc ecc ogni qualsiasi piccola cosa che ci disturba.

 

Non disturberà solo noi , ma anche il nostro pubblico , gli amici musicisti , il critico,,,tutti.

 

Come fare a capirlo? Dobbiamo esercitarci a volerci bene, Dobbiamo desiderare di allontanare da noi ogni visibile impedimento al nostro successo. La pigrizia a rimuovere qualcosa di sbagliato è per esempio un classico. Quante volte capita di incidere una traccia  bellina e per questo non abbiamo il coraggio di cancellarla. Ma quello che per noi narcisisticamente appare carino per gli altri che non ne sono padri fa schifo! Dobbiamo per esempio alzare il livello di autocritica senza scivolare nell’autodistruzione. Possiamo eleggere un nostro collega a giudice e farci assistere. Di solito nelle carriere avviate sì ricorre ed un produttore Artistico per svolgere questo ruolo.

 

Un’altra cosa che possiamo fare per convincerci ed abituarci a questa sana e buona attività di auto presidio...è quella di prenderci una pausa lunga prima di emettere un verdetto sulle nostre scelte. Di solito queste pause sono odiose e considerate assurde, ma gli effetti positivi sono assoluti, poi i tempi sì ridurranno con l'acquisizione di maggiore autocritica. Capirete al volo ciò che è disturbante e non avrete bisogno di molto tempo. L’abitudine al bello presto vi farà apparire molto armonioso tutte le cose circostanti e riuscirete a portare miglioramenti anche a coloro che non hanno ancora raggiunto il vostro livello. Questa è la sensazione che ricevete quando vi trovate al cospetto di una persona che etichettate come esperta, o umile o meravigliosa. In realtà è armoniosa con sé stessa più di quanto sia la media delle persone che frequentate.

 

Anche lo strumento deve facilitarvi in questo. Deve essere un bello strumento, io personalmente quando comprai il mio Pianoforte a mezza coda impiegai mesi per trovare quello giusto. D’accordo era motivato dalla spesa, ma comunque sapevo che uno strumento armonioso( PER ME) non poteva essere frutto di uno standard , ma bensì di una persona simile a me, qualcuno di simile a me che aveva costruito il mio futuro Pianoforte. Lo amo quando lo suono. Quindi altro consiglio non procuratevi il primo mixer/ chitarra/ amplificatore

 

 batteria ecc ecc che capita perché non sapete quello che vi state perdendo. Stessa cosa vale per il vostro manager/Autore/ tour manager.

 

Abbiate il coraggio di difendere la vostra visione, ma solo dopo averla difesa anche da voi stessi.

 

Non partite da preconcetti che non vi appartengono, non utilizzate pensieri di altri, non abbiate vergogna di urlare i vostri, ma tenete sempre aggiornata la conta di ore che avete dedicato alla cancellazione degli errori dalla vostra armonia. Sé avete un conto consistente alzate pure la voce altrimenti è probabile che siate solo molto pieni di aria.

 

Ovviamente ci sono molte altre cose che il musicista professionista fa nell’aumentare la sua capacità Armonica come per esempio farsi coadiuvare da strumenti specifici per questo scopo, ma anche qui ci sono coloro che delegano per esempio ad uno strumento di mastering per aggiungere piacevolezza ( che in realtà risulterà stancante all’ascolto) e coloro che avendo seguito questi o altri precettii useranno quegli strumenti solo come controllo perché ed aver provveduto al raggiungimento dell’equilibrio e della piacevolezza saranno state altre scelte migliori di sicuro. Ho citato dei software musicali come plugin vst o programmi per ottenere miglioramenti della vostra musica perché voglio precisare che nel secondo millennio ci deve anche essere spazio alla tecnologia , ma sempre come strumento coadiuvante alla sensibilità ed intelligenza umana e mai nella indecente convinzione che la si possa sostituire.

La musica è intorno a noi? 

Ma forse ora potreste anche permettervi di dire qualcosa di più altisonante nei confronti di questo argomento. L’armonia è qualcosa che organizza i suoni e di riflesso obbliga a capire la natura di un suono, nonché la comprensione di ciò che è padre del suono, poiché ogni suono ( ogni onda di energia) ha genitori diversi da tutti gli altri e come al solito nei miei scritti, potenziare il proprio suono sarà possibile solo a partire dalla conoscenza più profonda di sé stessi.

Nei miei seminari potrai sapere:

 

- cosa sono le onde Pure e Spurie

 

- la genesi delle onde

 

- cosa rappresenta lo spettro armonico

 

- le oscillazioni spontanee

 

- le onde infinite

 

- le onde inudibili

 

- le onde terapeutiche

 

- l’ingombro delle frequenza all’interno di un mix, le tecniche per fare spazio

 

- la psicoacustica

 

- le prime riflessioni

 

- l'ascolto da un’altra stanza

 

- il suono anni 80 perché non stanca mai l’udito.

 

- Outboard analogico vs digitale

 

- l’errore umano è un errore?

 

 e tanti altri temi

 

Chiedi in redazione per info

 

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"Festival delle Abilità, Arte, Musica, Teatro e Poesia"

Cascina Chiesa Rossa

Via S .Domenico Savio, Milano

"Festival delle Abilità, Arte, Musica, Teatro e Poesia"

tutti i talenti delle persone con disabilità

23 e 24 Novembre dalle ore 11 alle ore 18

(ingresso libero e gratuito)

(vedi programma www.milanoinmusica.it)

“Dare forma ai sogni" mostra di Felice Tagliaferri apre il 23 novembre la festa “Festival delle Abilità, Arte, Musica e Poesia” tutti i talenti delle persone con disabilità

”Vietato non toccare... stai entrando nel regno dei sensi. Quelli più negletti per colpa della dittatura dello sguardo. Quelli di cui diffidiamo dando priorità a ciò che vediamo. L’udito, il tatto, il contatto a fior di pelle. Sensi che usiamo per primi nell’incontrare l’altro”...

Nel weekend del 23-24 novembre il parco della Chiesa Rossa di Milano si trasforma in un grande palcoscenico dove artisti con e senza disabilità esprimeranno tutti i propri talenti.

... Nasce a Milano la FESTA-FESTIVAL DELLE ABILITÀ, ARTE, MUSICA E POESIA all’interno del complesso della Cascina Chiesa Rossa (Municipio 5) i cui giardini e biblioteca ospiteranno performance musicale, teatrali e poetiche.

Una due giorni dedicata ad abbattere gli steccati fisici e culturali che ancora circondano il mondo della disabilità: un’apertura verso l’altro che avverrà attraverso la “messa in scena” delle abilità e dei talenti delle persone. L’arte, la musica e la parola serviranno ad annullare le distanze, ad avvicinare persone diverse tra loro, ma unite da un unico linguaggio comune quello della passione per le arti espresse in tutte le loro forme...

(Simone Fanti), giornalista blog Invisibili

Sabato 23 novembre alle 11 verrà inaugurata la mostra "Dare forma ai sogni" dello scultore Felice Tagliaferri, noto a livello internazionale per alcune sue opere provocatorie capaci di mostrare le incongruenze di una società dedicata solo all’apparire . La mostra rimarrà aperta per l’intero weekend e offrirà al pubblico la possibilità di confronto con l’autore delle opere. La giornata poi sarà punteggiata da eventi musicale con il concerto rock alle ore 15, di Alex Cadili e dalla performance alle ore 17 del tenore Luca Casella e momenti di approfondimento. Alle 16 si svolgerà la tavola rotonda Fatti di-versi che vedrà la partecipazione del giornalista e poeta Antonio Giuseppe Malafarina e di Francesca Cinanni, direttrice artistica dell’Accademia L’ arte nel cuore, realtà romano-milanese che forma artisti con e senza disabilità in tutti i campi del mondo dello spettacolo

Domenica 24 novembre dalle 11 alle 18.00 sarà ancora possibile visitare, guidati dallo scultore Tagliaferri, la mostra "Dare forma ai sogni". Nel pomeriggio, alle ore 15 lo spettacolo teatrale “Rotta 00. Alla via così” a cura di Claudio Raimondo e dell’'associazione Archetipilab. A seguire ore 16 incontro con lo scrittore Giuseppe Ferdico che ha pubblicato recentemente il Thriller “Sergio Porta investigatore non vedente” ambientato a Milano e nei suoi locali della musica. Chiude l’evento alle ore 17 il tenore Matteo Tiraboschi.

 

NEL WEB:

  1. milanoinmusica.it

 

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“VUOTO” il nuovo videoclip di FRANCESCO BELLUCCI

su YouTube

“VUOTO”

il nuovo videoclip di

FRANCESCO BELLUCCI

 

https://youtu.be/FppKiauT13I

 

 

Vuoto" è il secondo videoclip estratto dal nuovo album di Francesco Bellucci “Situazioni Sconvenienti” in uscita a Marzo 2020 (https://youtu.be/FppKiauT13I)

Diretto da Piernicola Arena, il video è stato girato all’interno dello Stadio Comunale di Modena di atletica leggera ed interpretato da Francesco Bellucci e dagli atleti Elena Pradelli, Eleonora Iori, Anna Cavalieri, Luca CalvanoLorenzo Lamazzi e Simone Burani della “A.S. La Fratellanza 1874”.

Un gruppo di velocisti si prepara al momento di maggiore stress psicofisico. La corsa.

Rappresentazione dei momenti importanti e degli innumerevoli esami a cui siamo sottoposti nella vita, anzi, la vita stessa. In cui si vive o si muore, senza vie di mezzo, senza margine di errore. La costante pressione delle aspettative. La paura di non farcela, di fallire.

“Volevo rafforzare con le immagini il senso di vuoto che ho raccontato nella canzone.

Insieme al regista abbiamo pensato subito alla corsa, come metafora della vita e della continua competizione a cui siamo sottoposti. Questa perenne gara con il prossimo, oggi molto più evidente rispetto al passato, anche a causa dei social network, che non porta a niente e ci lascia vuoti, impauriti ed immobili. Frustrati dalla continua ricerca di accettazione e approvazione che dall’esterno non può arrivare, perché è soltanto dentro di noi la risposta. Dimmi che cosa ho dentro!

Prodotto da: Sara Torelli

Diretto da: Piernicola Arena

Interpretato da:

Francesco Bellucci, Elena Pradelli, Eleonora Iori, Anna Cavalieri, Luca Calvano, Lorenzo Lamazzi, Simone Burani

Aiuto regia: Stefano Severino; 2° Aiuto regia: Chiara Gatti

Montaggio: Lorenzo Ferrari

Trucco: Erika Poltronieri

Missaggio: Davide Guerri

Mastering: Roberto Barillari

Assistente mastering: Nicolò Romani

Si ringrazia: l’Assessorato allo Sport del Comune di Modena, A.S. La Fratellanza 1874.

Il singolo è pubblicato dall'etichetta discografica Terzo Millennio.

FRANCESCO BELLUCCI

Francesco Bellucci è nato a Modena il 20 Settembre 1989. Debutta musicalmente nel 2013 partecipando alla Prima Edizione del Premio Pierangelo Bertoli classificandosi al secondo posto con la canzone “Io Ci Credo Ancora”, pubblicata nel Maggio del 2014.

Nell’Ottobre 2014 ci riprova al Premio Bertoli conquistando ancora il secondo posto con la canzone “Forse”.

Nel 2017 pubblica il primo album “Siamo Vivi” con 13 brani inediti, anticipato dal singolo “Vivere Davvero” e dall’omonimo videoclip presentato in anteprima da L’Espresso.

Con la canzone raggiunge la prima posizione della classifica “Absolute Beginners” stilata da Radio Airplay Italia per il quotidiano online Rockol e vi resterà per sei settimane consecutive.

Selezionato da Radio Deejay per partecipare al Deejay On Stage il 14 Agosto si esibisce a Riccione in apertura al concerto di Francesco Gabbani.

Autunno 2017 esce il secondo singolo "Il Mondo Sta Girando” estratto dall’album d’esordio è accompagnato da un videoclip che viene presentato in anteprima su Fanpage.it.

Nel 2018 pubblica il singolo "Che Sfiga Però”, presentato durante la serata finale del Poesia Festival di Modena prima del concerto di Ghemon.

Il 20 settembre 2019 Francesco pubblica il singolo “20 Lt. di Benzina” di cui l’omonimo videoclip è stato presentato in anteprima da All Music Italia.

 

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A un passo. Intervista a Max Zanotti. di Roberto Bonfanti

A un passo.

Intervista a Intervista a Max Zanotti
di Roberto Bonfanti

Max Zanotti è un artista sensibilissimo e prezioso. Già leader dei Deasonika e dei Casablanca, impegnato costantemente nel progetto Rezophonic e produttore di una lunga serie di album, in questi giorni sta pubblicando un nuovo splendido lavoro solista intitolato “A un passo” (nei negozi dal 22 novembre). Affascinato dalle sonorità cupe del disco e dal dolore che sprigiona in modo naturale da queste nuove canzoni, ho approfittato del concerto di presentazione dell'album all’Officina della Musica di Como per fare due chiacchiere con lui.

In questi giorni sta uscendo il tuo secondo album solista. Rispetto al disco precedente mi sembra che tu sia partito proprio da presupposti opposti.

Sì, ho voluto andare a recuperare le sonorità con cui sono nato musicalmente e con cui ho iniziato ad approcciarmi alla musica da ascoltatore. Quindi principalmente il blues acustico. Poi ovviamente, nel corso degli anni, sono uscite diverse realtà vicine a quel settore che mi sono piaciute ma che ho guardato comunque da lontano, forse perché sentivo che non era ancora il momento per riapprocciarmi a quel mondo con delle sonorità che fossero mie al cento per cento. Ora, dopo tanto tempo, mi sono finalmente sentito di farlo. La musica è una cosa importante e non mi è mai piaciuto fare le cose tanto per fare, per cui credo che ogni genere vada sempre affrontato con enorme rispetto e con i giusti tempi.

Il risultato è un disco che, pur essendo molto stratificato e pieno di collaborazioni, suona molto “solitario”.

Decisamente sì. Direi desertico.

C'è una frase molto bella in cui canti: “Fumiamoci la dignità. Lo sai che a noi non serve: serve solo a chi non mente.” In un altro brano canti: “Trascino la colpa fino a farmi male”. Per cui è un album in cui c'è molta consapevolezza dei propri limiti e molto dolore. Sbaglio?

Il disco s'intitola “A un passo” proprio perché il tema portante è il fatto di sentirsi eternamente vicini a qualcosa -che sia un sogno, un obiettivo, un amore o qualsiasi altra cosa- senza però riuscire mai ad afferrarlo. Questa sensazione ovviamente ti crea una serie di sofferenze e frustrazioni che poi si riversano nel tuo quotidiano. Personalmente questo senso di “ce l'ho quasi fatta ma...” è una sensazione che mi si è presentata di fronte molte volte e quindi l'ho assimilata e riversata nelle canzoni.

A proposito di cose rimaste “a un passo”: circa una quindicina d'anni fa c'è stato un momento in cui sembrava che anche i Deasonika fossero proprio lì lì per esplodere e raggiungere un successo enorme...

Sì, sicuramente c'è stato un momento in cui sembrava che fossimo “a un passo” dal farcela e anche quello può essere un episodio legato al discorso che stavo facendo. Poi, quando non si riesce a raggiungere quello che si vuole, non si sa mai se è solo colpa tua, colpa di altri o colpa di chissà cosa. Anche se alla fine si dà sempre la colpa agli altri. Però in fondo, se si vuole valorizzare l'uomo, bisogna avere anche la forza di puntare il dito contro i propri errori quando non ce la si fa.

Tra gli ospiti del disco ci sono diverse donne e tu hai sempre lavorato molto con le donne anche come produttore. Che idea hai della scena femminile attuale?

Se devo essere sincero, non seguo molto la scena contemporanea perché mi sono un po' disinnamorato, negli ultimi anni, del modo di fare musica che c'è oggi in Italia. Ora non voglio fare il discorso retorico sul fatto che “era meglio prima” o cose simili, però personalmente mi viene più spontaneo ascoltare musica “vecchia” perché la trovo più interessante di quella “nuova”. La scena femminile sicuramente è più interessante di quella maschile, forse anche perché di voci femminili ce ne sono meno, un po' perché nel genere che va di moda in questi anni le voci femminili hanno trovato poco spazio e un po' perché nel cantautorato in genere si è sempre preferita la voce maschile. Però personalmente apprezzo molto di più le voci femminili, anche perché nella vocalità femminile puoi ritrovare anche delle sfumature maschili mentre in una voce maschile non trovi quasi mai delle sfumature femminili. Per esempio, ho chiamato Georgeanne a duettare con me in un pezzo di questo disco proprio perché volevo una donna che avesse esattamente quel tipo di vocalità: io la adoro come persona, come cantante e come autrice per cui, quando c'è stato da spulciare fra tutti gli artisti che conosco e che stimo per definire gli ospiti del disco, ho voluto chiamare lei perché è una di quelle vocalità che mi intrigano molto. L'altra voce femminile che ho ospitato è quella i Kayla Parr, che è una cantautrice italo-inglese che ha una voce pazzesca e, appena l'ho sentita cantare, le ho detto: “io ti voglio nel mio disco”. D'altra parte bisogna chiamare quelli più bravi di te, per dare un valore aggiunto all’album.

Donne a parte, fra gli ospiti del disco c'è anche DJ Mike con cui avevi condiviso qualche anno fa il progetto “Della vita della morte”.

Sì, DJ Mike non si lascia mai: lui è sempre all'orizzonte. Oltretutto, fra gli ospiti, c'è anche Francesco Setta che è un cantautore di Como con cui mi è capitato di collaborare su altri progetti e, siccome mi piace molto la sua vocalità e il tipo di struttura ritmica che riesce a creare, ho pensato di portarlo all'interno di una canzone. Diciamo che ho voluto puntare, più che sui nomi famosi, sugli artisti che mi sembravano più adatti a ciò che volevo esprimere.

A proposito di Como: stasera presenti il disco qui ed è la prima volta che inizi un tour dalla tua città. Che rapporto hai con Como?

Direi che non ho rapporti. È un po' come quando mi chiedono che rapporto ho con i soldi: non sono di quelli che dicono “ho un pessimo rapporto con i soldi” ma semplicemente di rapporti non ne ho proprio. Con Como non è mai stato amore. Certo, è stato bello sapere di poter iniziare il tour proprio dalla mia città, ma è stato anche difficile perché in realtà Como è una città particolare e qui nessuno mi ha mai seguito più di tanto, per cui vedremo come andrà...

Il disco, come dicevamo, suona molto “solitario” ma non è assolutamente un disco “solo voce e chitarra”. È un lavoro molto stratificato e credo che in studio tu abbia fatto proprio un gran lavoro di “sintesi” per arrivare a quel suono. Dal vivo invece suonerai in duo, giusto?

Sì, saremo in due con ovviamente il supporto della tecnologia indispensabile per rendere nel migliore dei modi anche dal vivo le atmosfere del disco. Con me sul palco ci sarà Silvio Pirovano, che è proprio la persona con cui ho condiviso tutto il lavoro in studio e sono davvero contento del percorso fatto con lui. Di musicisti bravi, al mondo, ce ne sono tantissimi: la cosa realmente difficile è trovare qualcuno che, oltre a essere bravo, parli esattamente il tuo linguaggio e riesca a capire esattamente dove vuoi andare. Con Silvio mi sono trovato a collaborare su un altro progetto e, quando l'ho conosciuto, ho capito che era lui la persona perfetta con cui condividere tutto il lavoro su questo disco.

Alla vigilia della pubblicazione, cosa ti aspetti da questo album?

Mi piacerebbe che la gente riuscisse a capire qual è stato il percorso fatto in questi due anni di scrittura e produzione. Poi se piacerà o non piacerà lo vedremo. Però secondo me piacerà perché comunque non sono andato lontano da ciò che mi ha contraddistinto in questi anni, per cui le mie venature ci sono tutte.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

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Da oggi su YouTube VUOTO il nuovo videoclip di FRANCESCO BELLUCCI

Vuoto" è il secondo videoclip estratto dal nuovo album di Francesco Bellucci “Situazioni Sconvenienti” in uscita a Marzo 2020 (https://youtu.be/FppKiauT13I)

Diretto da Piernicola Arena, il video è stato girato all’interno dello Stadio Comunale di Modena di atletica leggera ed interpretato da Francesco Bellucci e dagli atleti Elena Pradelli, Eleonora Iori, Anna Cavalieri, Luca Calvano, Lorenzo Lamazzi e Simone Burani della “A.S. La Fratellanza 1874”.

Un gruppo di velocisti si prepara al momento di maggiore stress psicofisico. La corsa.

Rappresentazione dei momenti importanti e degli innumerevoli esami a cui siamo sottoposti nella vita, anzi, la vita stessa. In cui si vive o si muore, senza vie di mezzo, senza margine di errore. La costante pressione delle aspettative. La paura di non farcela, di fallire.

“Volevo rafforzare con le immagini il senso di vuoto che ho raccontato nella canzone. Insieme al regista abbiamo pensato subito alla corsa, come metafora della vita e della continua competizione a cui siamo sottoposti. Questa perenne gara con il prossimo, oggi molto più evidente rispetto al passato, anche a causa dei social network, che non porta a niente e ci lascia vuoti, impauriti ed immobili. Frustrati dalla continua ricerca di accettazione e approvazione che dall’esterno non può arrivare, perché è soltanto dentro di noi la risposta. Dimmi che cosa ho dentro!”

Prodotto da: Sara Torelli

Diretto da: Piernicola Arena

Interpretato da: 

Francesco Bellucci, Elena Pradelli, Eleonora Iori, Anna Cavalieri, Luca Calvano, Lorenzo Lamazzi, Simone Burani

Aiuto regia: Stefano Severino; 2° Aiuto regia: Chiara Gatti

Montaggio: Lorenzo Ferrari

Trucco: Erika Poltronieri

Missaggio: Davide Guerri

Mastering: Roberto Barillari

Assistente mastering: Nicolò Romani

Si ringrazia: l’Assessorato allo Sport del Comune di Modena, A.S. La Fratellanza 1874.

Il singolo è pubblicato dall'etichetta discografica Terzo Millennio.

 

FRANCESCO BELLUCCI

Francesco Bellucci è nato a Modena il 20 Settembre 1989. Debutta musicalmente nel 2013 partecipando alla Prima Edizione del Premio Pierangelo Bertoli classificandosi al secondo posto con la canzone “Io Ci Credo Ancora”, pubblicata nel Maggio del 2014.

Nell’Ottobre 2014 ci riprova al Premio Bertoli conquistando ancora il secondo posto con la canzone “Forse”.

Nel 2017 pubblica il primo album “Siamo Vivi” con 13 brani inediti, anticipato dal singolo “Vivere Davvero” e dall’omonimo videoclip presentato in anteprima da L’Espresso.

Con la canzone raggiunge la prima posizione della classifica “Absolute Beginners” stilata da Radio Airplay Italia per il quotidiano online Rockol e vi resterà per sei settimane consecutive.

Selezionato da Radio Deejay per partecipare al Deejay On Stage il 14 Agosto si esibisce a Riccione in apertura al concerto di Francesco Gabbani.

Autunno 2017 esce il secondo singolo "Il Mondo Sta Girando” estratto dall’album d’esordio è accompagnato da un videoclip che viene presentato in anteprima su Fanpage.it.

Nel 2018 pubblica il singolo "Che Sfiga Però”, presentato durante la serata finale del Poesia Festival di Modena prima del concerto di Ghemon.

Il 20 settembre 2019 Francesco pubblica il singolo “20 Lt. di Benzina” di cui l’omonimo videoclip viene presentato in anteprima da All Music Italia.

 

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