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Articoli filtrati per data: Dicembre 2019

A gennaio 2020 il nuovo singolo di ARIANNA LUZI

A gennaio 2020 il nuovo singolo

DO YOU MIND COMING WITH ME

di ARIANNA LUZI

ARIANNA LUZI, l’artista torinese dalle numerose esperienze artistiche internazionali, torna a gennaio con un nuovo singoloDO YOU MIND COMING WITH ME”.

Un brano dalle sonorità rock, con un ritmo forte, aggressivo, un arrangiamento intrigante in grado di coinvolgere emozioni e passioni, soprattutto grazie alla potenza della straordinaria voce. Un gioco di contrasti e chiaroscuri tra le parole del testo e il mondo in cui vengono cantate.

Il brano anticipa la pubblicazione del nuovo album dell’artista prevista per il 2020.

ARIANNA LUZI debutta in Italia all’inizio del 2019, con l’EP  “ANDREW” prodotto da  Gika Productione distribuito in tutto il mondo dall’etichetta americana Bentley Records.  L’Ep ha ottenuto un buon risultato di critica.

“ANDREW”, una ragazza transgender che in età adolescenziale decide di intraprendere il cammino del cambio di genere da uomo a donna.

Attraverso la canzone “The Snail”  Andrew esterna la sensazione di sentirsi in un corpo che non riconosce come suo, un guscio che non le appartiene e che la spinge nei luoghi più profondi e remoti della sua psiche.

Il ritorno di ARIANNA LUZI con il singolo DO YOU MIND COMING WITH ME è una nuova importante tappa della carriera musicale iniziata alcuni anni fa.   

La sua carriera da performer comincia a 17 anni, debuttando in “Pinocchio - Il Grande Musical” con la Compagnia della Rancia, uno spettacolo che la porta in tour per l’Italia, a Seul e a New York City. 

Nel 2014 ha inizio la collaborazione con laFabulous Dreams Productione il registaFabio Zito, che la portano in tour in Italia e oltre oceano calcando i palchi di Los Angeles e New York City con diverse produzioni teatrali tra cui la commedia "The Snail", che ha vinto il premio “Encore! Producer’s Awards 2015” all’Hollywood Fringe Festival.    

ARIANNA LUZI ha un lungo passato di studi di pianoforte classico, danza classica e contemporanea, canto e recitazione. 

 

FRANCESCO CAPRINI

Divinazione Milano S.r.l.

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MEDITERRANEA 19 Young Artists Biennale

MEDITERRANEA 19 Young Artists Biennale
San Marino 2020
School of Waters
A cura di
A Natural Oasis? A Transnational Research Program
Giornate di Apertura 22-25 Ottobre, 2020


BANDO DI SELEZIONE
1. INFORMAZIONI GENERALI
BJCEM, la Segreteria di Stato per l’Istruzione e Cultura della Repubblica di San Marino, gli
Istituti Culturali della Repubblica di San Marino e l’Università degli Studi della Repubblica di San
Marino, annunciano il lancio di MEDITERRANEA 19 Young Artists Biennale, San Marino
2020, la Biennale transnazionale, che si svolgerà nella Repubblica di San Marino da ottobre
2020 a febbraio 2021, con il titolo di School of Waters.
MEDITERRANEA 19 - School of Waters è dedicata ad artisti/e, scrittori/scrittrici,
ricercatori/ricercatrici under-35 (nati/e a partire dal 1 gennaio 1984), che vivono e lavorano
in una costellazione di territori collegati al Mare Mediterraneo. In questo contesto geopolitico,
MEDITERRANEA 19 - School of Waters vuole stimolare riflessioni sugli scambi e sulle
ibridazioni, così come sulle diaspore incrociate che attraversano lo spazio Mediterraneo
globalizzato.
Nata nel 1985 come piattaforma nomade, la Biennale, organizzata da BJCEM - Biennale des
Jeunes Créateurs de l'Europe et de la Méditerranée ha attraversato il Mediterraneo, nel
corso della sua storia, da Barcellona a Marsiglia, a Sarajevo, Roma, Atene e Tirana. In questa
prospettiva, ha sostenuto nel corso delle sue diciotto edizioni e trent'anni di lavoro migliaia di
artisti e artiste provenienti da più di 30 diversi paesi, mission che con questa edizione conferma
e intensifica. Ogni edizione della Biennale si rivela dunque con un'occasione di
approfondimento, incontro, mobilità, scambio e conoscenza.
BJCEM è un’associazione internazionale con più di 50 membri e partner in Europa, Asia e
Africa, che uniscono le loro forze per rendere possibile la Biennale e garantire la partecipazione
di giovani artisti e artiste provenienti o operanti nei territori dell’area Mediterranea. Lo scopo del
network è anche quello di creare opportunità per giovani operatori e operatrici culturali,
attraverso azioni pre-Biennale, finalizzate a sostenere la loro mobilità nel Mediterraneo,
attraverso la partecipazione a scambi, progetti collaborativi, programmi di formazione e ricerca.
Dislocata in diversi spazi della Repubblica di San Marino, MEDITERRANEA 19 è curata
dai/dalle partecipanti alla terza edizione del progetto A Natural Oasis? A Transnational
Research Programme (2018-2020):
Curatori Senior
Alessandro Castiglioni, Italia; Simone Frangi, Italia/Francia (fondatori e coordinatori di A
Natural Oasis?).
Comitato Curatoriale
Theodoulos Polyviou, Cipro/UK; Denise Araouzou, Cipro/Spagna; Panos Giannikopoulos,
Grecia; Angeliki Tzortzakaki, Grecia/Olanda; Nicolas Vamvouklis, Grecia/Italia; Giulia
Gregnanin, San Marino/UK; Giulia Colletti, Italia/UK (Ricercatori del progetto A Natural Oasis?
2018-2020).
Tutti/e i partecipanti di MEDITERRANEA 19 - School of Waters saranno selezionati dal comitato
curatoriale attraverso un bando di selezione.
La Biennale si svolgerà in alcune istituzioni e luoghi pubblici della Repubblica di San
Marino, tra cui: Cisterne del “Pianello”; Istituti Culturali di San Marino: Galleria Nazionale di San
Marino; Teatro Titano; Museo San Francesco; Rocca Guaita (Prima Torre); Museo di Storia
Naturale; Università della Repubblica di San Marino/Antico Monastero di Santa Chiara e Centro
Studi Permanente sull’Emigrazione-Museo dell’Emigrante della Repubblica di San Marino;
Ambasciata Italiana a San Marino; Torretta della Porta di San Francesco; ex Galleria Ferroviaria
Il Montale; ex Galleria Ferroviaria di Borgo Maggiore; Giunta di Castello di Borgo Maggiore;
Teatro Concordia; Istituto Musicale/Chiesetta di Sant’Anna e altri.
2. SCHOOL OF WATERS: CONCEPT CURATORIALE E STRATEGIE METODOLOGICHE
"If we think of the whole operation of a school as a performance, how does that change the ways we teach and learn,
or what we think of as knowledge? [...] Looking to performances themselves as sites of knowledge, [...] we might
engage with the public in critically reflecting on and imagining what a school can do and be."
— Lauren Bakst, School of Temporary Liveness
University of the Arts School of Dance, 2019
“The waters that we comprise are never neutral; their flows are directed by intensities of power and empowerment. [...] Water’s
transits are neither necessarily benevolent, nor are they necessarily dangerous. They are rather material maps of our multivalent
forms of marginality and belonging.”
— Astrida Neimanis, Bodies of Water: Posthuman Feminist Phenomenology, 2017
MEDITERRANEA 19 - School of Waters immagina una Biennale come una scuola
temporanea, ispirata dalle pedagogie radicali e sperimentali, e dal modo in cui queste sfidano i
format artistici, curatoriali e di ricerca. In questo senso, School of Waters opera come uno
strumento collettivo di de-familiarizzazione dagli stereotipi che manipolano i nostri immaginari
geografici, soprattutto quelli legati a un’interpretazione eurocentrica dell’area Mediterranea.
Partendo dal presupposto che gli esseri umani hanno la capacità di riunirsi, creare una
comunità, scambiare informazioni attraverso il gossip, lo storytelling e parlando di cose che non
esistono, MEDITERRANEA 19 prende come punto di partenza quegli argomenti critici contrari
all’eccezionalismo umano e mira a riconfigurare l'idea di apprendimento come un commoning
di quelle conoscenze insite sia nelle strutture umane, che in quelle non umane.
School of Waters si struttura intorno a una rivisitazione critica dell'agency materiale e
simbolica delle acque, in una prospettiva geopolitica ed ecologica profonda. Il desiderio di
imparare dalle acque dimostra la volontà di disinnescare i nazionalismi e riscoprire quel
sincretismo acquatico che ha costituito il Mediterraneo come una piattaforma complessa di
forme di vita e processi di apprendimento. Il gruppo curatoriale intende sviluppare
MEDITERRANEA 19 come un’ecologia di pratiche capace di attraversare una molteplicità di
spazi, in risonanza con la specificità di un piccolo stato come la Repubblica di San Marino.
Questo concept curatoriale opera contemporaneamente su di un piano metaforico e su uno
strutturale. Come suggerisce Lisa Robertson: “Mordersi i capelli, scrivere nell'acqua, nominare
Dio, scuotere un abito - il gesto viene cancellato nell'istante della sua esecuzione, cancellato
dalla livida autonomia del suo supporto elementale” (“On Water. A Proposition”, Tamawuj,
Sharjah Biennial 13, 2018). Infatti, il gesto impossibile dello scrivere sull’acqua è al centro di
una scuola "immaginata", dove l’acqua è approcciata come un’entità senziente, aperta e allo
stesso tempo resistente all'addomesticamento cognitivo.
Gli oceani, i mari, le calotte di ghiaccio, i laghi, i fiumi, le falde acquifere, gli stagni, la neve, la
pioggia, sono fluidi, si sciolgono, si condensano, evaporano e sono capaci di attraversare e
presentarsi in diversi stati. Queste formazioni acquose ci offrono infatti la possibilità di
rimodellare la comprensione delle identità statiche e del senso di appartenenza nel
Mediterraneo, partendo non dalle terre, ma dalle sue acque.
3. BANDO DI SELEZIONE E CRITERI DI ELEGGIBILITÀ
Il bando è aperto ad artisti/e, scrittori/scrittrici, ricercatori/ricercatrici di età compresa tra i
18 e i 35 anni (nati/e a partire dal 1 gennaio 1984), che vivono o lavorano nei seguenti
territori: Albania, Algeria, Austria, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Italia,
Giordania, Libano, Libia, Malta, Montenegro, Marocco, Norvegia, Palestina, Regione Nordica –
Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Groenlandia, Isole Faroe -, Repubblica di San Marino,
Serbia, Siria, Slovenia, Tunisia, Turchia, UK.
Il bando è aperto a chiunque, senza distinzioni di genere, religione, comportamenti sociali e
politici.
La partecipazione al bando è a titolo gratuito.
Gli artisti e le artiste che abbiano partecipato a più di un’edizione precedente della Biennale dei
giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo, non possono partecipare al presente bando.
4. PROCEDURA DI PARTECIPAZIONE
Tutti i candidati e le candidate interessati/e devono inviare un unico PDF (per unire più pdf in
unico file si può utilizzare gratuitamente questo sito), contenente:
- Modulo di candidatura (può essere scaricato qui)
- CV completo
- portfolio (aggiornato al 2019)
- motivazione
una proposta di massimo 400 parole e materiale visivo che risponda al concept
curatoriale di School of Waters (sono ammessi anche link a YouTube e Vimeo)
Le candidature vanno scritte in lingua inglese e inviate entro il 26 gennaio 2020 alle ore
20 (ora italiana). Le candidature ricevute successivamente all’orario indicato, o scritte in
una lingua diversa dall’inglese, non verranno prese in considerazione.
Importanti informazioni addizionali:
● Le candidature vanno inviate esclusivamente via email (l’allegato non può superare i 25
MB) a questo indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
● L’oggetto della email dovrà essere: “MED19_Nome_Cognome”
● Il team di curatori selezionerà i/le partecipanti sulla base di un accordo con i soci
BJCEM. Per maggiori informazioni, l’elenco dei soci è disponibile sul sito www.bjcem.org
● I/Le partecipanti selezionati saranno ospitati a San Marino per le giornate di apertura
della Biennale (dal 22 al 25 Ottobre 2020). I loro viaggi saranno coperti dai soci BJCEM,
fino a un massimale che verrà discusso tra il socio di riferimento e l’artista selezionato,
mentre il loro alloggio, in stanze condivise, sarà coperto dal paese che ospita l’evento.
● I soci BJCEM copriranno le spese di spedizione e assicurazione delle opere, fino a un
massimale che verrà discusso tra il socio di riferimento e l’artista selezionato. Il paese
ospitante si occuperà dell’installazione delle opere, della loro protezione e sicurezza
negli spazi che ospiteranno l’evento. I lavori saranno esposti per tutta la durata della
Biennale.
● Eventi live saranno programmati nel corso delle giornate di apertura della
Biennale (dal 22 al 25 Ottobre 2020). Il paese ospitante metterà a disposizione spazi
attrezzati
● Non sarà riconosciuto alcun compenso agli artisti e alle artiste selezionati/e.
5. RISULTATI DELLA SELEZIONE
La selezione dei/delle partecipanti sarà realizzata dai curatori della Biennale. Le scelte dei
curatori sono definitive e incontestabili e saranno documentate in un report.
I nomi dei/delle partecipanti selezionati saranno pubblicati sul sito BJCEM
(www.bjcem.org) non oltre il mese di febbraio 2020.
6. ACCETTAZIONE DELLE REGOLE
La presentazione della candidatura implica automaticamente la piena accettazione del presente
regolamento e l'approvazione alla riproduzione di grafiche, foto e video delle opere selezionate
ai fini della comunicazione e dell’inserimento nei materiali promozionali relativi all'evento o agli
artisti e alle artiste.
7. DIRITTI DELL'ORGANIZZAZIONE
I/Le partecipanti riconoscono il diritto non esclusivo di BJCEM a pubblicare e riprodurre
immagini, video, testi e altre forme di documentazione degli artisti e delle artiste selezionati/e e
delle loro opere, a solo scopo promozionale e non commerciale. Queste riproduzioni
conterranno il logo Mediterranea 19 - School of Waters. Il presente bando è regolato dalla
legge del paese in cui gli artisti e le artiste inviano la loro candidatura. Per info generali scrivere
a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare al numero +39 011 19504733.

 

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IMPRESSIONI DI NOVEMBRE II – MORTI E RESURREZIONI.

IMPRESSIONI DI NOVEMBRE II – MORTI E RESURREZIONI.

Novembre è il mese dei morti. Tuttavia, si rivela un mese di grandi scoperte e pieno di speranza … con le morti che, in realtà, celebrano vite ed opere straordinarie. Durante questo novembre, i 24 gradi sono durati poco, i monsoni sono stati stabili e continui.

Intanto devo dare conto al Poeta che è vero! Aprile è il mese più crudele. Infatti, il concerto dei Greta Van Fleet si doveva tenere in primavera e , invece, è andato in scena all’Alcatraz Milano domenica 24 novembre scorso.

Ma, andiamo con ordine. Intanto, volevo rassicurarvi: lo so che siamo in dicembre inoltrato e che le luminarie natalizie ci stanno accecando come una moltitudine di torce tattiche, urlando: fate festa e consumate! Al contrario, a novembre sono meno sfavillanti e ti permettono di pensare, di ricordare e di capire un po’ meglio il presente.

Non è un caso se a novembre sono usciti capolavori come Led Zeppelin IV e The Wall. Visto che del primo ho scritto tantissime volte, oggi parlerò del secondo: The Wall. Anche perché quest’anno è occorso il quarantesimo anniversario.

Il doppio album esce il 30 novembre del 1979. Probabilmente è l’ultimo grande disco degli Anni Settanta. L’opera vede Roger Waters al timone (come per i tre precedenti). La storia si dipana su vari temi in una sorta di crescendo e ha come protagonista Pink, una rockstar alter ego dello stesso Waters.

Prima, ci racconta dei muri che noi mettiamo tra noi e gli altri (anche e soprattutto con il pubblico). Una protezione labile e deleteria che ci incapsula dentro ad una sorta di crogiolo psicologico e morale dove la morte di un padre sconosciuto avvenuta in guerra, il senso di colpa (qui vive ancora disperatamente l’allontanamento di Barrett) e l’incapacità di mettersi in comunicazione con gli altri creano un isolamento dolente.

Poi, la critica si sposta sulla società gretta e ancorata a sistemi che hanno l’ultimo fine di renderci impossibile una critica, un altro modo di pensare e vivere. Rogers ci spiega che questo comincia con la scuola sposando la tesi di Hesse secondo la quale i maestri vogliono importi regole che loro stessi sistematicamente disattendono e dileggiano. Quella del muro è la grande omologazione, tutti devono essere uguali per poterlo comporre. Non c’è spazio per la diversità. Solo altri mattoni …

Questo ci porta alla riflessione politica finale: l’omologazione non può che avere come risultato il ritorno dei totalitarismi. Mai come oggi questa visione è attuale. E lo sarà sempre di più se si smette di essere “diversi” nel rispetto delle proprie diversità. Mai smettere di vigilare contro qualsiasi tentativo di omologazione culturale e politica perché i risultati sono terribili come la Storia ci dovrebbe aver insegnato.

E visto che novembre è il mese dei morti, ricordiamo qualcuno tra chi ci ha lasciato durante il mese “giusto”. In ordine, parlerei di Freddy Mercury e di Leonard Cohen. Due grandi ascrivibili al mito, ormai. Se sulla più bella voce del rock di tutti i tempi, si sono sprecati fiumi di inchiostro (anche qui nel nostro piccolo), su uno dei musicisti più significativi di sempre, poco si è detto. Anche io, ogni tanto colpevolmente, ne ho parlato e ne parlo poco.  Tra l’altro, cos’è uscito il 22 novembre scorso? L’album postumo del grande Leonard, curato dal figlio Adam: Thanks for The Dance. Un album nuovo, che è più la continuazione dell’opera del Maestro che una meravigliosa e vana ricapitolazione (offro una birra a chi indovina questa citazione!).

Così novembre volge al termine ma ci riporta all’Alcatraz a Milano. A quattro ragazzi di poco più di vent’anni con una chitarra, un basso, una batteria e quattro Marshall. Poca roba. Ad un pubblico eterogeneo: anche giovani insieme a gente della mia età… Forse evasi dalle prigioni del trap e dei talents show o, forse, in permesso premio … C’è anche una terza ipotesi: che ci sia speranza ancora per noi umani.

Comunque, i ragazzi hanno una scaletta, ovviamente, scarna avendo all’attivo solo tre singoli, due EP e un solo album.

La band mette subito in chiaro una cosa: non abbiamo buttato i soldi del biglietto. Infatti, al di là del super energetico vocalist Joshua, quello che impressiona di più è Jake, il fratello chitarrista è superlativo, un talento puro per tecnica, creatività e tenuta del palco. Anche gli altri due si difendono bene con Danny (Danny Wagner, N.d.R.) che si lancia anche in un solo alla “Bonzo”. Joshua canta, urla e gorgheggia, spacca anche un tamburello sul palco che calca a piedi nudi con il forte rischio di ferirsi.

E’ vero, sul palco “scimmiottano” un po’ i Led Zeppelin ma, se ce la fate, provateci voi a farlo a questo livello. Inoltre, gli arrangiamenti riportano al rock e al blues degli Anni Settanta, non necessariamente agli Zeppelin. Ma siamo dentro i tempi in cui chi non riesce a fare un cazzo può sfogarsi sui social (ok… qualcuno anche sui giornali, ahìnoi).

Semmai, i ragazzini pagano una scarsa produzione (per ora) che ha brani davvero ispirati con “pezzi” che sono molto deboli. Gente che, a venti anni, ha questa qualità non deve aver paura di nulla. La vena compositiva verrà a completarsi e con un altro album all’attivo potranno davvero fare quel salto di qualità anche nelle stesure che ci aspettiamo, vista la qualità generale della compagine.

Novembre è finito … con i suoi morti e una delle mille resurrezioni del rock che, questo novembre, passa attraverso questi ragazzi.

E’ quasi Natale e la luce è troppo forte. Noi sopravviveremo anche a questo perché abbiamo smesso da molto tempo di essere solo mattoni nel Muro.

Lunga vita al Rock’ N Roll.

di Paolo Pelizza

© 2019 Rock targato Italia

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NYLON IL VIDEOCLIP DI NIENTE DA AGGIUNGERE IN ONDA SU TELESIATV – METRO MUSIC

Dal 9 al 15 dicembre il videoclip dei 

NYLON - NIENTE DA AGGIUNGERE

sarà trasmesso sugli schermi di 

TelesiaTv 

nelle metropolitane di Roma, Milano e Brescia e in 15 Aeroporti d’Italia

 

 

Niente da aggiungere”, in questi giorni in rotazione radiofonica in numerose radio italiane, è il terzo singolo estratto dall’album “Quasi fosse una tempesta”. Il CD è disponibile nei webstore e negozi dischi.

 

 Dopo il successo dello show del 30 novembre al Teatro Carbonetti, i NYLON proseguono l’attività concertistica con 4 nuove date:

• 04 Dicembre 2019: I Fiulot - Locanda Etica - Pavia

• 17 Gennaio 2020: Spaziomusica - Pavia

• 14 Febbraio 2020: Carlo’s Montana House - Zibido S. Giacomo (MI)

• 15 Febbraio 2020: Garage Moulinski - Milano

 

NYLON

Nylon debuttano nel 2000 dalla collaborazione fra Filippo Milani e Davide Montenovi.

Per quasi una decade il progetto è consistito in un duo che ha portato nei locali del nord Italia i grandi classici del rock rivisitati in chiave acustica: un tributo culturale che ancora oggi costituisce un riferimento importante nella stesura delle composizioni.

Nel 2015 l’esperienza ha subito una svolta radicale, abbandonando il fronte delle cover in favore di una scaletta di brani propri inediti. Al duo si è aggiunto il violoncello di Adriano Cancro, portando il nucleo della band a tre elementi. 

Nylon vantano una stretta collaborazione con Roberto Re e Fabio Minelli, strumentisti noti della scena lombarda. Le diverse estrazioni dei musicisti creano un repertorio originale, in cui il genere cantautorato trova sostegno in arrangiamenti più elaborati che spesso hanno riferimenti ai generi più disparati (jazzclassicamanouche, folkrock e hard rock).

Lo spettacolo ha una forte impronta teatrale, che mira a coinvolgere in modo diretto il pubblico per non lasciarlo semplice spettatore.

Nel 2016 è stato pubblicato un EP di straculto “Antipasto Crudo”, di solo quattro canzoni distribuito esclusivamente ai concerti. Nel 2018 la band vince Rock Targato Italia. Nel 2019 la band ha vinto il Premio della Fondazione Estro Musicale.

Nel Gennaio 2019 è stato, infine, pubblicato il primo album dal titolo: “Quasi fosse una tempesta”.

 

ANDREA FERRARA

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

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“IL TRAM E LA LUNA”

Nuova riedizione di

“IL TRAM E LA LUNA”

il secondo album dei

 

Ecco la nuova edizione rimasterizzata del CD “Il tram e la luna” dei PCP Piano che Piove.

Secondo album della band “Il tram e la luna” contiene nove brani in stile canzone d’autore, con influenze latin jazz, che fotografano frammenti di vita della quotidianità urbana.

Track list

Jack è una canzone dedicata a Jack Kerouac e a quel che resta del sogno di libertà dei poeti americani di allora. I grandi spazi (anche metaforici) hanno lasciato il posto a scenari brevi e prospettive incerte. Ma spingere la fantasia oltre i muri del quotidiano si deve, e quindi (per fortuna) ci sarà sempre qualcuno che “non capisce niente” e si ostina a rincorrere, attraverso la poesia, la bellezza della vita. Un’accordatura aperta rende omaggio alla musica folk americana.

La bellezza e la fortuna è la storia di un amore appena nato, generoso e intransigente. Nessuno può sapere come andranno le cose ma in quei momenti vorremmo possedere la felicità solo per regalarla. 

Il turno di notte. Le ore della notte sono quelle che maggiormente invitano alla confidenza e alla riflessione, specialmente se si è obbligati a stare svegli. É così che, nel contesto ovattato di un lavoro svolto quando gli altri naturalmente dormono, fra un attacco di fame e uno di sonno, una figura notturna ragiona un po’ su com’è andata la sua vita fino a lì.

Acqua, è una canzone d’amore per la propria terra, per i luoghi attraverso i quali il mondo ci si è rivelato  e che noi, nel tempo, abbiamo imparato a conoscere. L’acqua è stata elemento caratterizzante del territorio di Milano e di quello che una volta era il suo “contado”, fonte di ricchezza, cultura diffusa. Ma anche sorella dimenticata, oggetto di trascuratezza nei decenni impetuosi che hanno cambiato il volto della città.

Tango sbagliato è la storia di un sogno ad occhi aperti, uno di quelli che si lasciano e poi si riprendono, come un canone sul quale scrivere un pezzo di storia nuova ogni volta che riusciamo a ritagliarci uno spazio tutto per noi.

Non è così. Che diritto ha la cosiddetta “informazione” di violare l’intimità delle storie personali, dei sentimenti e dei luoghi privati per fare audience? Se il limite di tollerabilità dell’attività di dissezione varia molto in funzione della sensibilità personale, così è anche il sentimento di indignazione. Qualcuno, talvolta, un po’ di sconcerto lo prova.

Elogio della fabula è una canzone sulla scrittura (e sull’arte in generale) come gesto necessario. Si scrive per vivere, si suona per vivere, perché si vive anche senza scrivere o suonare o dipingere, ma non è la stessa cosa.

Angelina era il nome della protagonista (suo malgrado) di una canzone di Bob Dylan (Farewell Angelina). Negli anni del Vietnam una ragazza viene lasciata dal suo compagno che scappa per sfuggire all’esperienza bellica. La protagonista della nostra canzone ha perduto anch’essa una persona a causa di una guerra e a distanza di anni si rivolge alla protagonista della canzone di Dylan in una sorta di dialogo immaginario. É un brano sull’esperienza della guerra dalla parte di chi rimane a casa.

Salvami è una canzone “urbana”, dedicata a chi per scelta o per necessità ha dovuto lasciare un luogo (qualsiasi luogo) per andare a vivere in un altro. Cosa puoi chiedere a una città nuova che non conosci ma sei in procinto di amare se non “salvami”?

PIANO CHE PIOVE (PCP)

Il progetto PCP (Piano Che Piove) nasce da un'idea di Ruggero Marazzi, autore dei brani che compongono il repertorio, e si sviluppa stilisticamente con il sensibile contributo di diversi amici musicisti. 

Le canzoni, musicalmente connotate da sfumature di generi diversi sulla matrice della canzone d'autore, sono ispirate a tematiche di esperienza comune con un occhio aperto sul contesto reale e perseguono un obiettivo di leggerezza espressiva, in antitesi al sensazionalismo della comunicazione contemporanea.  

Il primo disco della band, “In viaggio con Alice”, è stato selezionato al Premio Tenco fra le cinquanta migliori opere prime del 2015.   

Sito Web: https://www.pianochepiove.it

 

Francesco Caprini

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"ARTE IN FIERA DOLOMITI": a febbraio la 15^ edizione della fiera internazionale d'arte

Sono aperte le iscrizioni alla prossima fiera d'arte:

"ARTE IN FIERA DOLOMITI"

a due passi da CORTINA


15° Fiera Internazionale "Arte in Fiera Dolomiti" con patrocinio del Comune di Longarone in concomitanza del salone internazionale di design "Ricostruire", Longarone Fiere, dal 15 al 23 febbraio 2020.
Per maggiori informazioni: www.sabrinafalzone.info


Riduzione del 20% per iscrizioni entro il 20 gennaio 2020

Iscriviti direttamente online alle esposizioni d'arte curate dall'équipe Sabrina Falzone: compilando la scheda d'iscrizione sul sito www.sabrinafalzone.info e caricando le immagini delle opere disponibili la richiesta di iscrizione sarà inviata subito!

 

Lo staff è a disposizione per informazioni.

Tel. 3296841803 (da lunedì a venerdì h.16/19)

 

BLOG: www.rocktargatoitalia.eu

 

Andrea Ferrara
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Tel. 3319703445

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ROCK THE CASTLE 2020: headliner gli ALTER BRIDGE!

ALTER BRIDGE

HEADLINER AL

ROCK THE CASTLE 2020

 

 

La novità di oggi è che al secondo weekend di ROCK THE CASTLE abbiamo aggiunto il venerdì (3 luglio) e saranno ALTER BRIDGE gli headliner di questa giornata!

Dopo lo show di lunedì 2 dicembre al Mediolanum Forum di Milano, a grande richiesta, la band di Myles Kennedy Mark Tremonti torna in Italia fra i suoi accanitissimi fan!

Venerdì 3 luglio vedrà molti altri nomi del rock internazionale che annunceremo molto presto… Rimanete sintonizzati!

 

Ecco di seguito la line up aggiornata:

ROCK THE CASTLE 2020

Castello Scaligero @Villafranca di Verona (VR)


-Venerdi 26 giugno

NOFX
Body Count feat Ice T
Suicidal Tendencies
Millencolin
Agnostic Front
The Inspector Cluzo

-sabato 27 giugno

JUDAS PRIEST (50th anniversary show)
Saxon
Powerwolf
Angel Witch
Beast in Black
… and more TBA

 

-domenica 28 giugno

LYNYRD SKYNYRD (farewell tour)
The Darkness
Me and That Man
… and more TBA

-venerdì 3 luglio

ALTER BRIDGE

… and more TBA


-sabato 4 luglio

AVANTASIA (20th anniversary show)
Epica
Stratovarius
Alestorm
Rhapsody of Fire
… and more TBA

-domenica 5 luglio

MERCYFUL FATE
Emperor
Venom
… and more TBA

 

Stay tuned!!!!

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instagram.com/rockthecastleofficial
rockthecastle.it

ANDREA FERRARA
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Il concerto dei Nylon al Teatro Carbonetti è stato un successo!

Nylon

in concerto al Teatro Carbonetti

I ringraziamenti della band

 

La serata al Teatro Carbonetti del 30 novembre è stata un grande successo e i Nylon non potevano essere più contenti di così! I Nylon ringraziano tutti coloro che hanno partecipato e che l'hanno resa speciale.

 L'attività concertistica della band non si è certo esaurita. Ecco le prossime date, vi aspettiamo!

 

Mercoledì 4 Dicembre 2019
Pavia
I Fiulot – locanda etica

Venerdì 17 Gennaio 2020
Pavia
Spaziomusica

Venerdì 14 Febbraio 2020
Zibido San Giacomo, Milano
House Concert – Carlo’s Montana House

Sabato 15 Febbraio 2020
Milano
Garage Moulinski

 

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Deep Purple: nuova data a Milano

Deep Purple

aggiungono una data italiana

al Forum di Milano

il 19 ottobre 2020

 

Dopo aver annunciato la data estiva del 6 luglio prossimo al Bologna Sonic ParkDEEP PURPLE confermano il tour che li riporterà nei palazzetti in autunno. Amatissima nel nostro paese, la hard rock band inglese farà saltare e cantare tutti i fan grazie a brani mitici come “Smoke On The Water”, “Child In Time” e “Black Night” giusto per citarne alcuni...
La seconda data italiana è confermata dunque per il 19 ottobre al Mediolanum Forum di Milano.
Questo sarà un tour che definirà la storia del rock…
Di seguito le date italiane definitive di DEEP PURPLE nel 2020:

DEEP PURPLE

06.07 BOLOGNA, Bologna Sonic Park c/o Arena Parco Nord
19.10 MILANO, Mediolanum Forum

Apertura porte: ore 17.30
Inizio concerto: ore 20.00


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Quattro album per dicembre 2019: Zanotti, Cremonesi, Anèdone e Unoauno

Quattro album per dicembre 2019:

Zanotti, CremonesiAnèdone e Unoauno.
articolo di Roberto Bonfanti

È arrivato dicembre, le strade hanno iniziato a brillare di lucine colorate e, come sempre, i negozi di dischi (virtuali o meno) si sono riempiti di box celebrativi, edizioni speciali e polpettoni pop vari da incartare sotto l’albero. È giusto che sia così. È anche bello, che sia così, in qualche modo.  Però, prima di tuffarci nei panettoni e nei brindisi, prendiamo un bel respiro con qualche uscita discografica meno convenzionale.

Di “A un passo” di Max Zanotti abbiamo già avuto modo di parlare poche settimane fa intervistando lo stesso Max proprio in occasione della presentazione di questo suo nuovo lavoro. Si tratta di un album cupo e decisamente affascinante in cui l’ex cantante dei Deasonika sposa in modo estremamente personale il blues più desertico dando vita a una manciata di canzoni dolorose, poetiche e solitarie che valorizzano le sfumature più intime della voce e della scrittura dell’artista. Un disco emozionante intriso di fantasmi, ruggine, malinconie e senso di sconfitta.

Ci sono progetti in cui il processo creativo è a tutti gli effetti parte integrante dell’opera stessa. E’ il caso di “La prosecuzione della poesia con altri mezzi”, particolare collage musicale assemblato da Alex Cremonesi (già membro “occulto” dei La Crus) attraverso l’unione dei contributi ricevuti da diversi musicisti, fra spunti musicali spontanei e voci (fra cui Mauro Ermanno Giovanardi, Andrea Chimenti, Edda, Mara Redeghieri e altri) che si sono offerte di interpretare ognuna a proprio modo dei testi dello stesso Cremonesi. Il risultato è un progetto obliquo e suadente che travalica il raggio d’azione della musica per sconfinare in modo riuscito nella sperimentazione artistica in senso più ampio.

Sono paesaggi sonori intimi ed evocativi, quelli che animano “La superficie delle cose”, l’album d’esordio degli Anèdone. Un lavoro fortemente introspettivo che scivola via suadente muovendosi in punta di piedi fra il post-rock più minimale, la psichedelìa più delicata e la canzone d’autore più confidenziale. Sette brani (fra cui una cover di De Gregori riletta in modo personale e uno strumentale accompagnato dalla voce di Martin Luther King) intrisi di ricordi e riflessioni che rifuggono ogni concetto di pop e suonano quasi come un invito ad allontanarsi da ogni distrazione, sedersi in silenzio e ascoltare.

Che gli Unoauno amino i CCCP è una cosa più che probabile. Tanti sono infatti i richiami alla storica band di ZamboniFerretti che il giovane trio romagnolo si diverte a nascondere fra i propri brani. Al di là del gioco delle citazioni però “Barafonda”, seconda prova discografica del gruppo, appare un lavoro sincero, viscerale e diretto che ci presenta una band sfrontata e amante dei suoni ruvidi dotata di una personalità interessante che trasuda sudore, voglia di urlare e desiderio di infrangere ogni schema. Un disco autenticamente punk nello spirito. Il che fa sempre bene.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

blog www.rocktargatoitalia.it

 

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