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Articoli filtrati per data: Agosto 2019

convegno – workshop aperto a tutti alle Finali Nazionali di Rock Targato Italia

Giovedi 12 settembre alle ore 15 nell’ambito delle

FINALI NAZIONALI di ROCK TARGATO ITALIA

in programma al LegendClub di Milano dal 10 al 12 settembre,

si terra’ il convegno – workshop aperto a tutti intitolato:

LE INDIES: DAI PIONIERI AI PRODUTTORI DI OGGI, QUALE EREDITA’ E QUALE FUTURO? QUALI SPAZI ALLA  DIVERSITA’ DELLA MUSICA GIOVANILE NEI PROGRAMMI E FESTIVAL TV MUSICALI DEL SERVIZIO PUBBLICO?

Prima della consegna dei premi: le TARGHE ROCK TARGATO ITALIA 2019 a musicisti, artisti e operatori del settore, si terrà un importante incontro tra gli addetti ai lavori attinente alla storia della musica rock in italia con responsabili di etichette storiche e contemporanee. Un’occasione per fare il punto sullo stato generale della musica indipendente italiana.

Coordinato da Francesco Caprini (Rock Targato Italia, Divinazione Milano) in collaborazione con Giordano Sangiorgi,  Presidente del MEI,  parteciperanno e interverranno Iaia de Capitani (Manager Premiata Forneria Marconi e Etichetta Areostella) , Federico Montesanto (Presidente MIA - Musica Indipendente Associata), il cantautore Giulio Casale, la band degli RCCM, il giornalista e scrittore  Roberto Bonfanti, Piero Cassano (Matia Bazar), Enrico Capuano (Cantautore e Musicista, Segreteria AIA),  Marco Mori (Produttore, AudioCoop)Christian Perrotta (promoter, Rete dei Festival), Marcondiro (cantautore) e altri in via di definizione.

L’incontro e’ aperto a tutti.

Chi volesse intervenire puo’ scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A cura di Rock Targato Italia in collaborazione con il Mei – Meeting delle Etichette Indipendenti e con il patrocinio di AudioCoop.

 

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GEYSER in programma a Rock Targato Italia Finali Nazionali a Milano

..."Venivamo tutti da precedenti esperienze concluse con altre band, è stata l'urgenza di ricominciare, di rimetterci in gioco, a farci incontrare. Nella musica cerchiamo l'emozione, l'adrenalina, la visceralità. Siamo cresciuti con il rock degli anni '90, con il grunge, ma anche nel panorama attuale ci sono band con queste peculiarità, basta cercarle, non è una questione di genere ma di attitudine..." dicono di se i GEYSER in programma a Rock Targato Italia Finali Nazionali a Milano. Intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano 

 

1 Nome artista

 

Geyser

  1. Parlateci della vostro percorso come band (Come vi siete conosciuti, che genere di musica suonate, Quali sono le vostre influenze musicali)
    Venivamo tutti da precedenti esperienze concluse con altre band, è stata l'urgenza di ricominciare, di rimetterci in gioco, a farci incontrare. Nella musica cerchiamo l'emozione, l'adrenalina, la visceralità. Siamo cresciuti con il rock degli anni '90, con il grunge, ma anche nel panorama attuale ci sono band con queste peculiarità, basta cercarle, non è una questione di genere ma di attitudine.
  1. cosa ne pensate del panorama musicale attuale italiano? Credete che ci sia abbastanza spazio e possibilità per artisti emergenti e per visi e voci nuovi, per musica originale e autentica?
    Spazio per chi fa musica originale non ce n'è, è un dato di fatto e bisogna accettarlo, l'importante è rimane sempre in attività, non farsi abbattere dai periodi morti, sfruttare le occasioni e cercare di convincere chi ti ascolta. Se una band mi colpisce mentre suona inizio a seguirla e difficilmente smetto di farlo, questo è il pensiero a cui aggrapparsi.
  1. cosa vi aspettate e sperate per il vostro futuro musicale?
    Vogliamo continuare a portare avanti il nostro progetto, abbiamo tante canzoni nuove che non vediamo l'ora di poter suonare dal vivo. Sarebbe bello poter fare un nuovo album, suonare fuori dalla nostra città, togliersi qualche soddisfazione e divertirsi, due cose assolutamente legate l'una all'altra.
  2. cosa rappresenta per voi la vostra musica? ha un obiettivo (magari un messaggio non completamente visibile, un ideale o un pensiero più o meno filosofico) o più semplicemente è un modo per 'sfogare' i vostri sentimenti e condividerli?
    Alle canzoni associamo spesso la parola "rivincita" ognuno sa nei confronti di chi o cosa. E' uno sfogo importante, il nostro "Altrove" per far riferimento ad un nostro brano. In "Uomini", la canzone che chiude il nostro primo EP ZERØ parliamo di quell'inutile che non riesci a escludere, concetto a cui appartiene il nostro rapporto con la musica.
  1. Nell’era digitale, pensate che cosa pensate dell’organizzazione musicale,? La storica filiera manager, etichetta, promoter serate, ufficio stampa? sia ancora necessario o altro?
    Fare tutto da soli è impensabile, perchè non si ha il tempo necessario, perchè non si hanno le competenze, perchè non si hanno i contatti, i soldi, l'esperienza. Avere a che fare con dei professionisti del settore, prima o poi, forse non necessariamente in questo ordine, è un passo necessario, che noi non abbiamo ancora fatto, ma che siamo sicuramente interessati a fare.
  1. Rapporto con il vostro pubblico: come comunicate con i fan? Come li coinvolgete?
    Non siamo dei grandi utilizzatori di social network quindi da questo punto di vista si può solo migliorare! Cerchiamo di usare Facebook, Instagram, abbiamo da poco pubblicato su YouTube il video del nostro primo singolo, Negare Sempre, contiamo di pubblicarne un secondo entro il prossimo autunno, magari coinvolgendo chi viene sempre a vederci suonare, chissà, qui lo dico e qui lo nego.
  1. Un momento memorabile come band?
    La sera in cui abbiamo scritto la canzone "Geyser", che non a caso porta il nostro nome. Passammo dall'essere 4 persone che suonano insieme in una stanza all'essere una band, la differenza è sostanziale. Non riesco bene a descrivere la sensazione di quel momento ma di sicuro lo auguro a tutti. Lunga vita al rock'n'roll, inteso non solo come genere musicale ma stile di vita, pensiero, comportamento.

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PREMI ROCK TARGATO ITALIA 2019

 

ANNUNCIO VINCITORI

 

PREMI ROCK TARGATO ITALIA 2019

 

PREMIATA FORNERIA MARCONI - GIULIO CASALE - PIERO CASSANO - FRANCESCO DI GIACOMORCCM - WALLACE RECORDS – RADIO ITALIA ANNI 60

Le Targhe di riconoscimento per ciascun premio saranno conferite ai prescelti dal 10 al 12 settembre, durante lo svolgimento delle FINALI NAZIONALI della 31/a edizione di Rock Targato Italia, presso il Legend Club di Milano

Sono stati selezionati i vincitori dei sette Premi Rock Targato Italia per l’anno 2019 dalla giuria composta da operatori del settore musica cinema moda e letteratura affini al mondo di Rock Targato Italia, il contest di scouting tra i più longevi d’Italia, ideato da Francesco Caprini, Franco Sainini e Stefano Ronzani (giornalista musicale).

Di seguito sono elencati i premi e i rispettivi vincitori.

http://www.rocktargatoitalia.eu/k2/k2-categories/uscite-discografiche/item/2591-premi-rock-targato-italia-2019.html

 

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Francesco Caprini Ufficio stampa Divinazione Milano

 

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Premi Rock Targato Italia 2019

Annuncio Vincitori

Premi Rock Targato Italia 2019

Premiata Forneria Marconi - Giulio Casale - Piero Cassano - Francesco Di Giacomo - Rccm - Wallace Records – Radio Italia Anni 60

Le Targhe di riconoscimento per ciascun premio saranno conferite ai prescelti dal 10 al 12 settembre, durante lo svolgimento delle FINALI NAZIONALI della 31/a edizione di Rock Targato Italia, presso il Legend Club di Milano

Sono stati selezionati i vincitori dei sette Premi Rock Targato Italia per l’anno 2019 dalla giuria composta da operatori del settore musica cinema moda e letteratura affini al mondo di Rock Targato Italia, il contest di scouting tra i più longevi d’Italia, ideato da Francesco Caprini, Franco Sainini e Stefano Ronzani (giornalista musicale).

Di seguito sono elencati i premi e i rispettivi vincitori.

foto pfm

Premio Miglior Tour

Premiata Forneria Marconi (PFM) - “PFM canta De André – Anniversary”

PFM Premiata Forneria Marconi è un gruppo musicale molto eclettico ed esuberante, con uno stile distintivo che combina la potenza espressiva della musica rock, progressive e classica in un'unica entità affascinante. Nel 2011 la band debutta con l’ambizioso progetto “PFM in classic” dove si cimenta con mostri sacri della musica classica come  Mozart, Prokofiev, Verdi, Korzakov e molti altri… a questo progetto fanno seguito un tour in Giappone (accompagnati da un'orchestra giapponese), e un tour teatrale in Italia con l’uscita di un doppio cd. Nello specifico il premio va al tour “PFM canta De André - Anniversary”, con la seguente motivazione “Il tempo e lo spazio sono annullati dalla poesia e dalla musica che sempre e per sempre ci accompagnano nella vita”.

 

Premio Speciale Rock Targato Italia Artisti Italiani nel Mondo

Piero Cassano

Piero Cassano è compositore, autore, musicista e artista, protagonista assoluto di tantissime canzoni portate al successo dalla sua band storica “Matia Bazar” e da interpreti universali protagonisti della musica italiana nel mondo intero. Quali ad esempio Eros Ramazzotti, (“Cose della Vita” cantata in duetto con Tina Turner, “Musica è” in coppia con Andrea Bocelli e “Se bastasse una canzone” insieme a Luciano Pavarotti). Mina, Anna Oxa, Ricardo Montaner, Sergio Dalma.

Un riconoscimento che premia l’Uomo, l’Artista, la personalità, la fantasia e professionalità attraverso la sua straordinaria opera e invidiabilissima carriere artistica.

Premio Miglior Album

Francesco di Giacomo – “La parte mancante”

Francesco di Giacomo, il gigante buono del Banco di Mutuo Soccorso (importantissima band prog italiana), deceduto nel 2014, “esce” con un nuovo album dal titolo “La Parte Mancante”. Il lavoro comprende dieci brani realizzati dallo stesso Di Giacomo e Paolo Sentinelli (sodalizio artistico che coincide con la fine della sua avventura nel Banco nel 2004 e la sua scomparsa), la produzione è curata dalla moglie Antonella Caspoli e dallo stesso Sentinelli. Il cantante, con la sua voce calda e potente, ci porta dentro alla parte mancante di ognuno di noi: quella che si alimenta delle nostre solitudini. I testi sono lirici ed emozionanti, sono quelli di un poeta che conosce nel profondo l’animo umano e possiede gli strumenti per raccontarlo dentro ai suoi miracoli ma, anche, nella sua disperata desolazione.

Premio Miglior Singolo

Giulio Casale – “Soltanto un video”

Artista sensibilissimo ed eternamente irrequieto, con il singolo “Soltanto un video” Giulio Casale riesce a fotografare in modo spietatamente lucido il senso di sconfitta e smarrimento di un uomo alle prese con le proprie malinconie e con le tremende contraddizioni della società contemporanea. Una canzone capace di coniugare sincerità, poetica di spessore e un linguaggio musicale moderno, imprevedibile e ricercato che trasporta la canzone d’autore nel tempo presente e la proietta in quello futuro.

 

Premio Miglior Etichetta

Wallace Records

Dal 1999 il nome Wallace Records è sinonimo di coerenza, coraggio e autentica indipendenza musicale. Sperimentazione, post-punk, jazz-rock, elettronica destrutturata e mille altre contaminazioni inusuali trovano spazio nell’enorme catalogo dell’etichetta. Vent’anni di ricerca con uno spirito orgogliosamente underground e autenticamente indipendente senza nessuna concessione a scorciatoie o mode passeggere. Il ventennale della nascita dell’etichetta è senza dubbio il momento ideale per rendere merito è quello che è un esempio rarissimo di passione, integrità e costanza.

Premio Miglior Band

RCCM

Gli RCCM sono la dimostrazione che nel 2019 si può ancora fare buona musica e al tempo stesso parlare del tempo presente in modo lucido e fuori da ogni retorica: atmosfere scure, suoni spigolosamente minimali, chitarre post-rock, approccio disincantato e una voce che affonda le dita nelle ferite più profonde della nostra epoca, senza paura di raccontare il senso di totale smarrimento umano che imperversa né di scagliarsi contro i meccanismi politici ed economici che dominano questo tempo. Una rivelazione inaspettata. “Frasi per tatuaggi”, nuovo album della band, irrompe nell'apocalittica realtà contemporanea, facendo i conti con l'italiano imbruttito, incattivito, ansioso e paranoico, ossessivo e puntuale commentatore del tutto con il nulla, in caduta libera oltre l'orlo di un precipizio politico, esistenziale e ambientale. Mentre il pensiero critico, la riflessione o la semplice ragione sono ridotti a patologia psichiatrica o reato perseguibile.

Premio Speciale Comunicazione Musicale

Radio Italia Anni 60

Radio Italia anni 60, un franchising radiofonico nato 20 anni fa e che trasmette ogni giorno in tutta Italia ma anche su satellite e attraverso App in streaming e device con Amazon echo e Google Home. Una radio che raggiungendo quasi il milione di ascoltatori certificati ogni giorno dalle indagini ufficiali, offre la grande musica italiana e internazionale in particolare dagli anni 60 agli anni 90 .

UNA RADIO SENZA TEMPO....PER TUTTO IL TEMPO !

 

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ROOFSIZE A MILANO, ROCK TARGATO ITALIA, FINALI NAZIONALI

"...Se accendiamo la radio crediamo che non ci sia tanto spazio per quello che proponiamo noi, ma se facciamo riferimento ai pareri positivi che  riceviamo dopo i nostri live, Ci fa ben sperare che attualmente in Italia ancora ci sia la predisposizione nel poter ampliare l'ascolto a dei generi musicali più "inusuali" che originali...(Roofsize). In programma alle Finali Nazionale di Rock Targato Italia a settembre a Milano. Intervista a cura dell'ufficio stampa Divinazione Milano

 

  1. Nome artista
  2. Parlateci della vostro percorso come band (Come vi siete conosciuti, che genere di musica suonate, Quali sono le vostre influenze musicali)
  3. cosa ne pensate del panorama musicale attuale italiano? Credete che ci sia abbastanza spazio e possibilità per artisti emergenti e per visi e voci nuovi?
  4. cosa vi aspettate e sperate per il vostro futuro musicale
  5. cosa rappresenta per voi la vostra musica? ha un obiettivo (magari un messaggio non completamente visibile, un ideale o un pensiero più o meno filosofico) o più semplicemente è un modo per 'sfogare' i vostri sentimenti e condividerli?
  6. Nell’era digitale, pensate che sia ancora necessario trovare un etichetta discografica che pubblichi le vostre canzoni?
  7. Rapporto con il vostro pubblico: come comunicate con i fan? Come li coinvolgete?
  8. Un momento memorabile come band?

1. Roofsize
2. In realtà ci conosciamo da una vita,in quanto eravamo vicini di casa,ma musicalmente ci siamo conosciuti in una rock band che si è dimezzata pian piano fino a quando siamo rimasti solo noi due e di conseguenza ne abbiamo fatto di una necessità virtù. Abbiamo deciso di continuare a suonare ugualmente cercando di sopperire all'assenza dei musicisti mancanti e dare lo stesso impatto che potesse dare una band completa. Il nostro genere è principalmente rock/elettronico- strumentale ma non ci poniamo limiti considerando che il nostro sound si basi sulla sperimentazione.
Non ascoltiamo dei generi circoscritti a quello che suoniamo ma ascoltiamo di tutto, dal rock prog fino al pop. inoltre i background  completamente differenti che abbiamo, ci facilitano a miscelare tutto quello che ci passa per la testa per dare vita ai Roofsize.

3. se accendiamo la radio crediamo che non ci sia tanto spazio per quello che proponiamo noi, ma se facciamo riferimento ai pareri positivi che  riceviamo dopo i nostri live, ci fa ben sperare che attualmente in Italia ancora ci sia la predisposizione nel poter ampliare l'ascolto a dei generi musicali più "inusuali" che originali.

4. Quello che ci aspettiamo è sicuramente di poterci divertire  e provare sempre le stesse emozioni che proviamo ogni qual volta che ci esibiamo.. Quello che speriamo invece è di un giorno poterci vivere con la nostra musica.

5. La nostra musica per noi rappresenta più un modo per poter sfogare i nostri sentimenti ma in questi sentimenti troviamo sacrifici, soddisfazioni, un pugno che ti da piacere, baggio che non sbaglia il rigore, la voglia di stare bene fino a starne male ma soprattutto rappresenta noi liberi di fare tutto quello che ci pare.

6.per l'era digitale che abbiamo sembrerebbe che non sia più necessario, ormai in realtà puoi arrivare a qualsiasi umano esistente su questa terra ma è altrettanto importante sapere come arrivi alle persone.. Se arriva realmente quello che sei o arriva completamente il contrario.. Perciò crediamo che affiancarsi a dei professionisti del settore musicale sia la cosa più giusta.

7. Il rapporto con il nostro pubblico è abbastanza attuale, usiamo i canali che tutti in questa era utilizzano come i social network .. Anche se non é la maniera più sana di certo è che abbatte molte barriere emotive ed aiuta  la gente ad essere più propositiva e curiosa e noi ci adeguiamo sguazzandoci di conseguenza.

8. Ne abbiamo diversi.. Il 1°è stato fare il nostro primo live all'Arezzo wave regione Sicilia, non male come esordio. Un altro recente è avvenuto questo inverno mentre partecipavamo all'indie Concept di Catania e subito dopo aver effettuato il soundcheck, durato circa 1 minuto, ci hanno chiesto immediatamente il nostro CD senza aver sentito l'intera esibizione. Speriamo di avere un altro momento memorabile alle finali del Rock Targato Italia...

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SilentlesS alle Finali Nazionali di Rock Targato Italia

 Abbiamo posto alcune domande agli artisti protagonisti delle Finali nazionali di Rock Targato Italia in programma a settembre a Milano. Oggi pubblichiamo l'intervista alla band romana dei Silentless in attesa di vederla sul palco del LegendClub mercoledi 11 settembre. (a cura dell'ufficio stampa DivinazioneMilano

  1. Nome artista
  2. Parlateci della vostro percorso come band (Come vi siete conosciuti, che genere di musica suonate, Quali sono le vostre influenze musicali)
  3. cosa ne pensate del panorama musicale attuale italiano? Credete che ci sia abbastanza spazio e possibilità per artisti emergenti e per visi e voci nuovi?
  4. cosa vi aspettate e sperate per il vostro futuro musicale
  5. cosa rappresenta per voi la vostra musica? ha un obiettivo (magari un messaggio non completamente visibile, un ideale o un pensiero più o meno filosofico) o più semplicemente è un modo per 'sfogare' i vostri sentimenti e condividerli?
  6. Nell’era digitale, pensate che sia ancora necessario trovare un etichetta discografica che pubblichi le vostre canzoni?
  7. Rapporto con il vostro pubblico: come comunicate con i fan? Come li coinvolgete?
  8. Un momento memorabile come band?

1: SilentlesS

2: Il nostro percorso come band inizia, nel 2016, da un'idea del nostro chitarrista, Fabrizio Marconi che, con il desiderio di portare in vita la sua musica, ha deciso di dar vita a questa band. Della band originale però rimane appunto soltanto Fabrizio, man mano sono subentrati gli altri elementi attuali, in ordine Danila Sansoni alla voce, Massimo Ilari alla batteria, Marina Bruni al basso e, infine Silvia Marino alla seconda chitarra. è stato un lungo percorso per arrivare alla formazione attuale proprio perchè ricercavamo in ogni elemento quel feeling musicale non sempre facile da trovare. Le nostre influenze musicali sono molto varie, si spazia dal metal all'hard rock prevalentemente, ma ognuno di noi ha dei gusti personali ben differenti che hanno contribuito a creare il nostro genere non facilmente etichettabile, possiamo definirlo però un Alternative Rock.

3: Non notiamo, nel panorama italiano attuale, una particolare propensione alla musica originale, soprattutto del nostro generale. Sembra sia sempre più supportata una tipologia di musica stereotipata e quasi sempre uguale, quindi, a malincuore, non pensiamo che ci siano molte possibilità per artisti emergenti che si dedicano ad una musica un pò più di nicchia nel nostro paese, anche se, mai dire mai!

4: La nostra speranza per il futuro è che la nostra musica venga apprezzata per quello che realmente è, che il nostro messaggio arrivi forte e vivo al nostro pubblico così come noi lo sentiamo, e che i nostri brani possano essere supportati ed ascoltati da persone sempre nuove e diverse.

5: La nostra musica, per noi, rappresenta uno strumento per esternare quelle emozioni che altrimenti farebbero fatica ad uscire, è il mezzo tramite il quale ognuno di noi può esprimersi liberamente senza giudizi.  Non c'è un messaggio nascosto, ogni brano è differente e rappresenta un momento diverso della nostra vita, ascoltandoli e comprendendone i testi, infatti, si potrebbe dire di aver imparato un pò a conoscerci!

6: Pensiamo che, nell'era digitale, sia sicuramente molto più facile farsi conoscere sfruttando al meglio tutti i canali social che abbiamo a disposizione ma, sicuramente, l'aiuto di un manager e di un'etichetta è fondamentale per la riuscita di tali obiettivi.

7: Il rapporto con il nostro pubblico fin'ora è sempre stato molto naturale, ci basta salire sul palco ed iniziare a suonare per veder nascere nei volti di chi ci ascolta un interesse, una curiosità che man mano diventa divertimento e coinvolgimento. Noi, dalla nostra parte, cerchiamo sempre di far trasparire al meglio quello che proviamo, che sia divertimento, dolore, rabbia o gioia, in modo tale da riuscire a far provar loro questi sentimenti. Semplicemente ci divertiamo e ci lasciamo trasportare, e poi... il nostro clown fa il resto del gioco...può sembrare inquietante, ma il pubblico lo adora!

8: Di bei momenti ce ne sono stati molti, e non vediamo l'ora di poterne vivere ancora tanti altri. Sicuramente uno dei momenti più belli e divertenti è stato quando, in una serata che si preannunciava disastrosa, una volta iniziato a suonare, il pubblico ci ha fatto divertire tantissimo facendoci anche scendere dal palco, venendo in mezzo a noi, cantando, pogando e chiedendoci una volta finito lo spettacolo di continuare a suonare. Queste piccole gioie inaspettate sono quello che ci da la carica e la voglia di continuare a fare quello che facciamo!

 

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IL PARADOSSO DELLA CONOSCENZA E DELLA LIBERTA’.

IL PARADOSSO DELLA CONOSCENZA E DELLA LIBERTA’.

Terrapiattisti, creazionisti, teorici del complotto delle scie chimiche, guaritori del cancro con il bicarbonato di sodio o il veleno di scorpione, negazionisti del Global Warming, unitevi! Perché siete il sottoprodotto di un teorema molto semplice: si può parlare e ipotizzare qualunque cosa, purché sia un’espressione dell’io, tutt’al più del noi. La libertà contemporanea è quella di avere una platea. Non interessano le competenze. Non interessa il background. Nemmeno il talento. Interessa solo il fatto che si abbia un pubblico o che ce lo si possa facilmente procurare.

Intendiamoci bene, lungi da me impedire a qualcuno di delirare (come sapete sono per la libertà di delirio, visto che ho le Visioni!), ma la Società (con la Esse maiuscola) dovrebbe aver messo gli anticorpi rispetto a un certo tipo di esercizi. Purtroppo no. Si vitupera, insulta, odia Greta Thunberg ma si “posta” la Home Page della Flat Earth Society sulla quale c’è scritto, primo grande paradosso del pezzo di oggi, che i “terrapiattisti” sono sparsi per tutto il globo! Il globo? Io non sono mai stato forte in geometria ma, il globo non dovrebbe (che ne so …) evocare l’idea della forma della sfera? Semmai, sarete sparsi per tutta la tavola!

C’è di più. Ricordate i grandi e devastanti incendi in California? Secondo eminenti studiosi sono uno degli effetti del riscaldamento globale. Sbagliato! Sono un esperimento di guerra chimico-metereologica, provocati con le scie chimiche per testare l’arma … Adesso, gli Stati Uniti sono un grande Paese pieno di straordinarie contraddizioni ma arrivare fin là! La cosa più divertente è il perché: la California viene castigata perché covo di liberal nell’America di Trump.

Ne volete di più? Eccovi serviti. Un vescovo della Chiesa Greco-Ortodossa di Cipro ha sostenuto che i bambini diventano gay perché le madri fanno sesso anale durante la gravidanza …

Potrei andare avanti per giorni a rendere conto delle cose di questo tenore che si trovano in rete (e non). Il problema è che più le spari grosse più ottieni udienza e audience.  Molto spesso questi contenuti vengono diffusi per provocare ilarità, per divertimento da chi vuole solo ridicolizzarli. Qual è il punto? Che a contenuti di questo genere e ai loro autori danno solo un vantaggio.

Ci sono sempre più persone che credono nei miracoli del bicarbonato, che rifiutano le teorie scientifiche anche quelle dimostrate oltre ogni ragionevole dubbio, che stanno resuscitando e sostenendo il ritorno a  un Medioevo che abbiamo superato con sangue e sacrifici immensi. Ma poi, la cosa più paradossale è come lo fanno? Usando le tecnologie che le scoperte scientifiche hanno messo loro a disposizione: la Terra è piatta? Io lo dimostro usando un device che utilizza un satellite artificiale che gira intorno al nostro bel pianeta sferico per permettermelo.

Difficile pensare che non ci sia stato un teorema, un pensiero o un progetto rispetto a questo rapporto di causa-effetto. Forse, però è bastato permetterlo e l’uomo nelle sue manifestazioni più deteriori ha fatto il resto da solo.

E’ il paradosso della conoscenza. I media … tutti i media, tradizionali e digitali, non dovrebbero avere lo scopo di impigrire le nostri menti e di fiaccare la nostra volontà: tanto là c’è tutto. Gente, la rete non è l’Oracolo di Delfi. Non si può confondere la facilità di reperire informazioni con la saggezza e la competenza. Poi con quali criteri le cerchiamo? Sono criteri che ci portano dove stiamo cercando di andare o dove ci vogliono portare?

Perché funzioni, in quel meraviglioso e terribile viaggio di scoperta che è la nostra vita, tutto deve partire da una volontà, da un atto deliberato. Solo così quello che sappiamo diventerà lo strumento con cui comprenderemo noi stessi, gli altri e la realtà.

Così non si diventa dei lobotomizzati acritici, pronti a bersi, qualsiasi cosa purché l’abbiano detto in TV, che era quello che diceva mia nonna nella seconda metà del Novecento (l’assioma era che la TV era fonte di verità) o, adesso, perché l’ha postato qualcuno sui social.

Poi ci sono le eccezioni. Ci mancherebbe! Però come scriveva Celine nel bellissimo “Viaggio al Termine della Notte”: perché una buona idea possa trovare albergo nella testa di un coglione, occorre che gli capitino molte cose e tutte molto crudeli.

di Paolo Pelizza

© 2019 Rock targato Italia

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Quattro album per agosto 2019: Jena Lu, Di Marco & Donà, Lettera 22 e L’Equilibrio.

Quattro album per agosto 2019: Jena Lu, Di Marco & Donà, Lettera 22 e L’Equilibrio.
articolo di Roberto Bonfanti

Si fanno ancora, nel 2019, i falò di Ferragosto? I ventenni di oggi cantano ancora di notte sulla spiaggia, nell’era della trap e della ricerca ossessiva del tormentone da stabilimento balneare?

Le canzoni dell’abruzzese Jena Lu e del suo “Le dita nelle costole” sarebbero probabilmente perfette da cantare attorno a un falò in un paesaggio post-atomico o sulla famosa spiaggia deturpata di Vasco Brondi. Canzoni in cui gli arrangiamenti semi-acustici non addolciscono minimamente lo spirito rock dolente dell’autore, reso invece ancora più evidente dalla sua voce aspra e dalla chitarra acustica orgogliosamente grezza spesso in evidenza. Brani crudi che, come suggerisce già il titolo dell’album, puntano dritto al sodo sbattendo in faccia all’ascoltatore i pensieri inquieti dell’artista e la sua poetica disillusa.

Ginevra Di Marco e Cristina Donà non hanno ovviamente bisogno di presentazioni. Nonostante questo, la naturale complicità con cui le due artiste sono riuscite a fondere i rispettivi mondi nell’album intitolato semplicemente con l’unione dei loro nomi è una piacevole ed affascinante sorpresa. Il risultato è un disco fortemente femminile nel senso più puro, profondo e delicato del termine, lontano dal femminismo alla moda di questi ultimi anni. Un disco pieno di grazia in cui si miscelano canzone d’autore, pop e fascinazioni folk mettendo al centro di tutto le voci delle due artiste e una scrittura resa intrigante proprio dall’estrema pulizia.

I marchigiani Lettera 22 sono fondamentalmente un gruppo pop. Il loro pop però ha fortunatamente poco a che vedere con quello che in questi giorni bombarda gli stabilimenti balneari. Il loro “Radio televisione italiana” è un album fatto di canzoni orecchiabilissime e immediate, anche estive, ma al tempo stesso dotate della giusta dose di eleganza e di un approccio narrativo personale bagnato da un immaginario retrò inusuale e intelligente. Un pop d’autore che si sposa bene con il bisogno di melodia di queste giornate afose ma che al tempo stesso riesce a girare al largo di cliché.

Sincerità e genuinità sembrano le vere e proprie bandiere del bergamasco L’Equilibrio. “Per quando saremo tristi”, ep d’esordio del cantautore, è una raccolta di cinque canzoni che camminano fra indie-pop e intimismo d’autore intrecciando ricordi d’infanzia e riflessioni personali. Un lavoro capace di coniugare la giusta dose di leggerezza con una delicata e onnipresente malinconia. Anche lui, attorno al falò, ci starebbe bene. Magari a ridosso dell’alba.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

Quattro album per agosto 2019: Jena Lu, Di Marco & Donà, Lettera 22 e L’Equilibrio.
articolo di Roberto Bonfanti

Si fanno ancora, nel 2019, i falò di Ferragosto? I ventenni di oggi cantano ancora di notte sulla spiaggia, nell’era della trap e della ricerca ossessiva del tormentone da stabilimento balneare?

Le canzoni dell’abruzzese Jena Lu e del suo “Le dita nelle costole” sarebbero probabilmente perfette da cantare attorno a un falò in un paesaggio post-atomico o sulla famosa spiaggia deturpata di Vasco Brondi. Canzoni in cui gli arrangiamenti semi-acustici non addolciscono minimamente lo spirito rock dolente dell’autore, reso invece ancora più evidente dalla sua voce aspra e dalla chitarra acustica orgogliosamente grezza spesso in evidenza. Brani crudi che, come suggerisce già il titolo dell’album, puntano dritto al sodo sbattendo in faccia all’ascoltatore i pensieri inquieti dell’artista e la sua poetica disillusa.

Ginevra Di Marco e Cristina Donà non hanno ovviamente bisogno di presentazioni. Nonostante questo, la naturale complicità con cui le due artiste sono riuscite a fondere i rispettivi mondi nell’album intitolato semplicemente con l’unione dei loro nomi è una piacevole ed affascinante sorpresa. Il risultato è un disco fortemente femminile nel senso più puro, profondo e delicato del termine, lontano dal femminismo alla moda di questi ultimi anni. Un disco pieno di grazia in cui si miscelano canzone d’autore, pop e fascinazioni folk mettendo al centro di tutto le voci delle due artiste e una scrittura resa intrigante proprio dall’estrema pulizia.

I marchigiani Lettera 22 sono fondamentalmente un gruppo pop. Il loro pop però ha fortunatamente poco a che vedere con quello che in questi giorni bombarda gli stabilimenti balneari. Il loro “Radio televisione italiana” è un album fatto di canzoni orecchiabilissime e immediate, anche estive, ma al tempo stesso dotate della giusta dose di eleganza e di un approccio narrativo personale bagnato da un immaginario retrò inusuale e intelligente. Un pop d’autore che si sposa bene con il bisogno di melodia di queste giornate afose ma che al tempo stesso riesce a girare al largo di cliché.

Sincerità e genuinità sembrano le vere e proprie bandiere del bergamasco L’Equilibrio. “Per quando saremo tristi”, ep d’esordio del cantautore, è una raccolta di cinque canzoni che camminano fra indie-pop e intimismo d’autore intrecciando ricordi d’infanzia e riflessioni personali. Un lavoro capace di coniugare la giusta dose di leggerezza con una delicata e onnipresente malinconia. Anche lui, attorno al falò, ci starebbe bene. Magari a ridosso dell’alba.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

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