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Articoli filtrati per data: Gennaio 2021

022 - Il Sacro della Musica

di Antonio Chimienti

Questa volta scomodiamo l'Antropologia per rivelare quello che in realtà tutti nel nostro “Io” riconosciamo universalmente alla Musica: la Sua Sacralità.

Ognuno di noi sia che siamo chitarristi Heavy Metal o puristi della Musica Classica o Neomelodici o seguaci del Jazz o followers dell’ultima boy band coreana “sentiamo” quel trasporto emotivo che con carattere di urgenza ci promette che ci sentiremo meglio sé da lì a poco accettiamo “l'IDEA”  di ricevere la nostra musica preferita.

Ci gira in testa come uno di quei desideri che somigliano alla fame o contestualmente ad altri momenti “confetto” della nostra vita. Quei momenti a cui proprio non vogliamo rinunciare.

Anzi stiamo male sé perduriamo in questo stato di negazione del desiderio.

Urge la voglia, il desiderio poi diventa necessità .. corriamo a comprare una radiolina sé davvero ci troviamo nella impossibilità del ricevere la “Nostra Musica”, il nostro pasto.

Tutto quello che facciamo senza porci troppe domande sulla sua natura è ancestrale. Come dice Alberoni .“ sé prima di fare un passo ci devi pensare .. allora è meglio che tu non lo faccia”. Bello ! Mi ha sempre colpito questa frase e per me suona come una dogana al di là della quale sì trova tutto quello che non mi deve riguardare, ma ( e questo l’altro lato della medaglia) mi dona la totale fiducia nella bontà delle mie azioni quando queste ricadano al di quà di questa dogana immaginaria.

Dunque il Sacro è alle radici della musica e non è la musica ed apparirci Sacra per la sua bellezza. Capite? Il ciliegio non prende il nome dalla ciliegia, dal suo frutto, ma è il frutto a prendere il nome dalla sua pianta. Dai che per una volta cominciamo a mettere le cose nel giusto ordine. In un mondo dove l’apparire contestualizza il senso è giusto che qualcuno ricordi come stanno le cose e da dove esse traggono la loro linfa ed esistenza; motivo per cui se non esistesse questo stato remoto non esisterebbe neanche l’apparenza.

Ed ecco che per chiarire questo ultimo concetto rievochiamo la Antropologia.

Durante un viaggio scientifico presso una tribù incontaminata vengono mostrati oggetti , foto e registrazioni audio e video che documentano la nostra società contemporanea. Quando viene fatta ascoltare la voce di Maria Callas il capo tribù sì emoziona perchè questa persona ed il suo canto sprigionano sacralità, la riconoscono e vi sì rispecchiano e  per questo sì inchinano alla persona che stanno ascoltando cantare in quel momento.

Là in fondo , a distanza forse di millenni, facendo un balzo indietro nella nostra “evoluzione” ( aggiungo relativa) le vere verità sì manifestano. Fra esse il nome dell’albero che produsse la musica: Sacro.

Nel suono sì annidano le cause scatenanti esse stesse il suono[1] . Nel suono , l'apparato che costituisce nelle sue articolazioni e regole  il suono stesso è ciò che noi necessitiamo tutti come nutrimento e che quando addirittura, siamo fra coloro che la coltivano (la producono) rispondendo ad un desiderio di cui non conosciamo la fonte, ci trasformano in sacerdoti e divulgatori di tali nutrimenti.

Perché la musica? Perché è una forma di energia e noi siamo, in quanto figli di questa energia, completamente dotati di ciò che ci serve per usarla, mostrarla e moltiplicarla. La nostra voce è lo strumento deputato a questo scopo. Molti significati sono traslati oltre la parola (oltre la necessità del valore semantico) e tradotti spesso con il suono dell’azione o del concetto che vogliamo rappresentare.

Un “verso” (un suono) è sufficiente e spesso più esaustivo di più parole concatenate insieme per esprimere un pensiero. Non parliamo poi di quando a dover essere espresse sono le emozioni ( direttamente connesse quindi al nostro “io” interno, alla nostra sacralità) perché in questo caso abbiamo addirittura coniato un modo di dire: vale più un “sussurro di mille parole”. Quando una persona è assolutamente nel panico delle emozioni non parla, non ci riesce , emette solo suoni.

Per noi che creiamo musica è imperativo ricordarci o pregare di trovare qualcuno che ce lo ricordi, che la musica è molto più di quello che ci sembra di stringere nelle nostre mani. La musica ha un potere che è talmente grande che non possiamo rendercene conto razionalmente, ma ci fa piangere, emozionare gioire o rattristare tenendoci al guinzaglio benchè fossimo dei Re. Questo perché proni al cospetto del sacro siamo tutti piccoli abbastanza da necessitare di quel nutrimento cosmico per continuare ad Essere.

La musica (il suono) è come l’acqua o l’aria, ascoltare ci fa sentire connessi, accoccolati e sicuri come fra le braccia di chi ci ama e da molto prima che chiunque possa mai ricordare.

Antonio Chimienti

29/01/2021

[1] lo ho scritto in un precedente articolo sulla “Teoria delle  stringhe ”https://www.rocktargatoitalia.eu/k2/k2-categories/il-dubbio-delle-scimmie/item/3000-020-la-teoria-delle-stringhe-lo-spartito-di-dio.html

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Viaggio pittorico alla riscoperta dei Navigli di Milano

Meravigli edizioni shop online

 

Arturo Ferrari, Il laghetto di Santo Stefano

 

Lo sapevi che…

Il laghetto di Santo Stefano – realizzato alla fine del XIV secolo in corrispondenza dell'incrocio delle attuali vie Laghetto e Francesco Sforza – con le sue acque stagnanti procurava, fra i miasmi ordinari e quelli straordinari all’epoca dell'asciutta, gravi inconvenienti alla pubblica igiene e, in particolare, agli ammalati della vicina Cà Granda.

Si narra che il 26 Gennaio 1857 l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, mentre visitava il nosocomio con la sua gentile consorte, affacciatosi a una delle finestre della sala San Filippo prospicente il laghetto, informato dall’illustre dottor Verga allora direttore, ne ordinasse alla civica amministrazione l’immediato interramento, riconfermato con decreto del 9 Febbraio pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di Milano. Naturalmente l’ordine venne prontamente eseguito, senza preoccuparsi dei dibattiti che si sarebbero accesi e che – infatti – inevitabilmente si accesero (protraendosi per circa 40 anni!) fra la Fabbrica del Duomo, il Demanio e fra quest'ultimo e l’Amministrazione dell’Ospedale Maggiore.

 

Per saperne di più:

Edo Bricchetti I Navigli di Milano Viaggio pittorico

un prezioso album che raccoglie una straordinaria rassegna di dipinti (oltre 150) dei Navigli e che ci racconta il cuore e l’anima della Milano “città d’acque”, alla cui riscoperta ­veniamo guidati dalla competente

e appassionata penna del "Custode delle Acque" Edo Bricchetti. 

Edo Bricchetti, I Navigli di Milano Viaggio pittorico

Clicca qui per leggere tutte le recensioni del volume

 

Corriere della Sera del 10 Dicembre 2020

 

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GIOVANNI TAMBURINO

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JAMES SENESE NAPOLI CENTRALE: nel 2021 il nuovo Album e l'uscita del docu-film “JAMES”

JAMES SENESE 

NEL 2021 IL NUOVO ALBUM
E L’USCITA DEL DOCUMENTARIO “JAMES”


 

James Senese annuncia due importanti novità nell’anno appena iniziato.

Nella tarda primavera l’artista napoletano pubblicherà un nuovo album di inediti, oltre all’uscita del documentario “James” di Andrea Della Monica, presentato con successo alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel settembre 2020.

James Senese Napoli Centrale sarà in Tour da Aprile 2021.
Oltre al tour di promozione dell’album saranno organizzati una serie di eventi combinati in cui vi sarà la proiezione del docu-film e il concerto.

“Speriamo che questo 2021 ci porti pace e salute per tutti noi, ne abbiamo bisogno. In un momento difficile come quello che stiamo attraversando ormai da quasi un anno, è importante continuare a guardare avanti, sperando di poter tornare alla normalità e a suonare dal vivo la prossima estate per presentare i brani del nuovo disco”. JS

 

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GIOVANNI TAMBURINO

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Fuori il video di "Welcome Home (Sanitarium)" - YLYNE feat Luca Scaggiante

YLYNE

WELCOME HOME (SANITARIUM)
ft. Luca Scaggiante

FUORI ANCHE IL VIDEO CONCETTUALE A OPERA DI LSKA

Ylyne, l’incarnazione elettronica dell’estroso musicista Frank Martino, ha da poco presentato il suo nuovo singolo Welcome Home (Sanitarium), un rework del classico brano dei Metallica da Master of Puppets, in collaborazione con Luca Scaggiante che ha cantato le parti vocali. La canzone ha ora anche un video musicale, che rafforza il tandem creativo di Ylyne con il visual artist LSKA. Il videoclip racconta il disagio di un individuo sospeso in una dimensione che oscilla tra realtà e simulazione; la sovrapposizione dei due elementi è tale che il soggetto stesso finisce per confonderli, vivendo in un limbo in cui il tempo sembra congelato, un luogo da cui è impossibile uscire. Welcome Home (Sanitarium) è anche il singolo con cui Ylyne ha annunciato l’uscita del suo nuovo album Odd Dance Music, prevista per il 16 aprile su etichetta Auand Beats.

Biografia

Laureato con il massimo dei voti in musica jazz presso il Conservatorio G. Frescobaldi di Ferrara, Frank Martino (Messina, 1983) è chitarrista, compositore e producer. Durante gli anni da studente si appassiona alla contaminazione tra jazz e musica elettronica, iniziando ad affiancare alla chitarra altri strumenti come sintetizzatori, drum machine e campionatori. Negli ultimi dieci anni ha portato quest’approccio all'interno di diversi progetti, incidendo per diverse etichette jazz italiane (Auand, Cam Jazz, Nusica.org, Improvvisatore involontario, Catsound). Nel 2016 produce per Auand Records il suo primo disco da solista Revert, definito da Paolo Fresu come "il lavoro di un artista a tutto tondo che sente la musica con gli occhi curiosi di chi la coglie nella contemporaneità odierna fatta di impulsi e di digitale, di dialogo, comunicazione e improvvisazione." Nel 2018 esce il secondo disco solista, Level 2 Chaotic Swing, a proposito del quale Enrico Bettinello afferma “Martino prende un organico classico del jazz elettrico, il classico “organ trio” (quello di un Wes Montgomery o un Grant Green per intenderci) e lo scaglia letteralmente dentro il caos del Ventunesimo secolo.” Per il terzo album, Ego Boost, dà il benvenuto al sassofonista Massimiliano Milesi che si unisce a Claudio Vignali (tastiere) e Niccolò Romanin (batteria) nel suo progetto Disorgan, definito nelle note di copertina di Enrico Terragnoli come “un lampante esempio di creazione collettiva”. È produttore del progetto di musica elettronica YLYNE con il quale pubblica tre album, l'ultimo dei quali, 26, uscito nel 2017, inaugurando la sezione elettronica dell'etichetta pugliese Auand Beats.

"Echi crimsoniani, anche qui, per percorsi ritmicamente intricati, e miracolosamente facili, invece, all’ascolto." – Il Manifesto 

"Increspature digitali, strappi e ritmi spezzati dai quali emerge un nitido lirismo." – Rumore 

Intimo, elegante e comunicativo, da ascoltare assolutamente.” – Il Mucchio Selvaggio

 

YLYNE

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Di: Nadia Mistri

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Casa loro, Cosa nostra di Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci

DeA Planeta Libri

Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci
Cosa loro, Cosa nostra

Come le mafie straniere sono diventate un pezzo d'Italia

Disponibile dal 23 febbraio 2021

Le triadi cinesi riciclano denaro in tutta Europa (ma in epoca di Covid-19 si danno al cybercrime); i clan ucraini gestiscono il contrabbando di sigarette; i cult nigeriani amministrano il racket della prostituzione e controllano le piazze di spaccio a colpi di machete; i dealers marocchini trasportano l’hashish da Tangeri a Genova; le gang di latinos trasformano i parchetti di quartiere in zone di guerriglia.
A poco a poco, le mafie d’importazione hanno guadagnato un loro spazio rispetto alle organizzazioni mafiose “tradizionali”, stravolgendo l’universo del crimine così come lo conoscevamo, dove si alternavano cosche strutturate e piccolo malaffare. Cosa nostra, camorra, ’ndrangheta: nonostante le origini multiculturali, le nuove mafie si rifanno al modello della grande criminalità organizzata made in Italy, con cui a volte guerreggiano ma spesso collaborano, prendendo a prestito i loro codici e le loro regole.
Eppure, per quanto sia pervasivo nella cronaca nera il racconto di certi loro crimini efferati, continuiamo a sottovalutare la portata della loro infiltrazione, l’estensione delle loro reti, il potere dei loro boss. Lo stesso errore che per decenni fecero negli Stati Uniti occupandosi di Cosa Nostra: per combatterla fu necessario ammetterne l’esistenza, studiarla, capire quanto fosse intrinseca al sistema economico e politico della nazione. E così dovremmo fare anche noi, perché le mafie straniere non sono il lato oscuro dell’immigrazione, ma il risultato dei nostri fallimenti politici, dell’incapacità dello Stato italiano di controllare davvero il territorio.
Il criminologo Andrea Di Nicola e il giornalista d’inchiesta Giampaolo Musumeci intrecciano atti processuali, fatti di cronaca e testimonianze dirette per ricostruire le dinamiche segrete e i riti di affiliazione di gruppi in apparenza così lontani dalla nostra vita quotidiana. Ma proprio la volontà di non vedere rischia di rendere sinistramente presago il titolo: Cosa loro, Cosa nostra.

Andrea Di Nicola, criminologo, è professore di criminologia all'Università di Trento, dove coordina il gruppo di ricerca eCrime e l'Istituto di scienze della sicurezza. Le sue ricerche vertono sul nesso tra migrazioni e criminalità, il traffico internazionale di migranti, la criminalità economica e organizzata. Ha ricevuto il premio Nazionale Paolo Borsellino. Ha scritto, insieme a Giampaolo Musumeci, Confessioni di un trafficante di uomini (Chiarelettere, 2014), libro dal grande successo internazionale.

Giampaolo Musumeci è giornalista freelance, fotografo, film-maker e conduttore radiofonico. Si occupa di conflitti internazionali, attualità e immigrazione, prevalentemente in Africa e Medio Oriente. Conduce “Nessun luogo è lontano” su Radio 24. Autore tv, ha firmato programmi e ha collaborato e collabora con media italiani e internazionali. Insegna alla Scuola di giornalismo della Cattolica di Milano. Ha scritto Io sono il cattivo. Quindici ritratti di geni del male (Il Sole 24 Ore, 2020) e, con Andrea Di Nicola, il libro di inchiesta Confessioni di un trafficante di uomini (Chiarelettere, 2014).

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Di: Nadia Mistri

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Contemporary Art Torino Piemonte

Contemporary Art Torino Piemonte

 

FOCUS ON

LArtre Cura

L’Arte Cura. Al Castello di Rivoli per le vaccinazioni Covid-19

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, in collaborazione con la Città di Rivoli e l’ASL TO3, sta definendo un progetto-pilota che prevede di destinare alcuni spazi del Museo a sede per le vaccinazioni.

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NEWS

ATP

 

Le ATP Finals a Torino: tra settembre 2021 e gennaio 2022 CAMERA ospiterà la personale del fotografo inglese Martin Parr

Dal 30 settembre 2021 al 30 gennaio 2022, in occasione delle ATP Finals che si svolgeranno a Torino dal 2021 al 2025, CAMERA ospita una grande personale del fotografo inglese Martin Parr (Epsom, 1952), a cura di Walter Guadagnini con la collaborazione di Monica Poggi.

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Giovanni Migliara

Online i disegni di Giovanni Migliara

Online 40 disegni contenuti nei 19 album del Fondo Museo Civico del Comune di Alessandria del grande artista pittore e scenografo alessandrino di nascita, Giovanni Migliara (1785-1837).

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EVENTI

Take Care Project

 

Take care project di Fondazione 107

Il 2020 è stato un anno di forti restrizioni personali per tutti. Il progetto “Take Care” intende ricucire con un filo virtuale i contatti che inevitabilmente si sono allentati a causa del distanziamento.

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Luci dArtista

Luci d’Artista prosegue fino al 28 febbraio

La XXIII edizione di Luci d’Artista che avrebbe dovuto concludersi domenica 10 gennaio è stata prolungata fino al 28 febbraio.

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INTERVISTE

Hermann Nitsch

 

Jon Balke

 

Massimo Bottura

 

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GIOVANNI TAMBURINO

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"Stai con me!": l'intervista a OANA

Dopo il suo esordio con "Dentro e fuori", il 15 gennaio è stato pubblicato il secondo singolo di OANA, "Stai con me!": un brano che racconta di un amore che dev'essere vissuto fuori dal tempo, l'incontro giusto al momento sbagliato. Abbiamo intervistato l'artista per scoprire tutti i segreti dietro a questo progetto e capire le sue prospettive per il futuro. 
 
Chi è OANA? Come ti sei formata a livello musicale e quali sono le tue principali influenze? 
 
Sinceramente, non so chi sia OANA. So che può sembrare una frase costruita, ma è la verità. 
Musicalmente invece sono una specie di spugna. Sono cresciuta con un’adorazione speciale per Michael Jackson, amo la musica popolare quella “povera” dell’est Europa, in conservatorio ho conosciuto la bossa nova e mi sono innamorata di questo modo di cantare così delicato. Ma in generale amo tutta la musica che riesce a smuovermi cose ed è davvero tantissima.
 
Come nasce la tua collaborazione con Mr Blackstar?
 
Mr Blackstar? Forse non esiste. Probabilmente mi è apparso in sogno. Comunque ci troviamo bene a lavorare insieme. O meglio: io mi trovo bene a lavorare con lui, è una specie di estensione mentale.
 
Nella tua biografia si legge "Una, nessuna, centomila", il tuo primo disco si chiamerà "I FIORI DEL MALE": la letteratura è effettivamente un'ispirazione per la tua musica? 
 
Sono tra quei rari esemplari di studenti classici, quindi sì la letteratura è importante, o meglio la cura e l’attenzione per le parole (scritte, perché a parlare sono un simpatico disastro).
 
"Stai con me!" racconta di un amore proibito che può essere vissuto solo "fuori dal tempo". Come è nata l'idea del brano?
 
SCOOP! Lo dico per la prima volta qui, può essere una specie di esclusiva (aspetto l’invito di Barbara D’Urso). 
Mi ero invaghita di un ragazzo che, in un secondo momento, ho scoperto avere una relazione “vera” e non era con me (ahah). 
Ero furiosa. Chiaramente ho tagliato cortissimo. Delusa da morire. Arrabbiata con me. Volevo esorcizzare questa storia, chiuderla per sempre. Ho scritto “Stai con me” asciugandomi qualche lacrima. Fuori dal tempo, perché il nostro tempo era finito. 
Son già passati degli anni, mi guardo indietro e sorrido perché tutta quella situazione non ha più valore, e lo sapevo anche allora. Ma se non avessi provato quella sgradevole sensazione di presa in giro, "Stai con me" non sarebbe mai nata. Quindi sono in qualche modo grata.
 
Questo è il tuo secondo singolo prima dell'uscita del tuo primo album "I fiori del male". Vuoi darci qualche anticipazione?
 
I miei fiori del male. Ho questa passione per tutte quelle sensazioni che normalmente si cercano di allontanare.  
È come quando hai mal di testa, se lo trascuri, lui rimane per tutto il giorno, ti perseguita, ma se ti fermi e ti concentri su che cos’è effettivamente questo fastidio, se cerchi di fissarlo e di curarlo, magari ci riesci. Forse io sembro un po’ matta a dire queste cose, ma fondamentalmente è il principio della tragedia greca: offrire occasioni per liberarsi da stati d’animo, prendere coscienza delle emozioni, farle riaffiorare per rimuoverle dal subconscio.
Sto divagando…. Capirete meglio ascoltandomi. 
 
 
Contatti artista
 
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Il nuovo Viafarini.org

Testo alternativo

Il nuovo Viafarini.org

Viafarini racconta la sua storia di incubatore creativo attraverso il nuovo viafarini.org, Archivio che raccoglie migliaia di documenti, fotografie e video a 30 anni dalla sua fondazione nel 1991.

L’Archivio si è affermato come punto di riferimento per la sperimentazione artistica grazie a diverse convenzioni con il Comune di Milano; oggi Archivio Viafarini ha sede alla Fabbrica del Vapore, dove si trovano i portfolio di 5.000 artisti e il centro di documentazione con monografie, cataloghi e saggi, riconosciuti di interesse storico da Ministero MIBACT.

Su viafarini.org sono documentati 30 anni di mostre, workshop, memorie e incontri e una selezione di artisti rappresentativi della scena italiana in Italia e all'estero, selezionati in base al curriculum.

L’Archivio è lo strumento per le attività di incubazione, in particolare il programma di residenza VIR Viafarini-in-residence con studi atelier in condivisione in via Farini 35 e alla Fabbrica del Vapore.
Dal 2017 Viafarini organizza inoltre il Coworking al Lotto 15 di Fabbrica del Vapore per professionisti creativi, le cui attività hanno il riconoscimento di Regione Lombardia.

La tavola rotonda Incubatori culturali e creativi

In occasione della presentazione del nuovo sito, Viafarini in collaborazione con il Comune di Milano propone la registrazione integrale della tavola rotonda Incubatori culturali e creativi- opportunità di cooperazione pubblico-privato in Italia, organizzata a dicembre 2020 alla Fabbrica del Vapore. A questo link si possono ascoltare gli interventi tra cui i rappresentanti di istituzioni, quali la Vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo e l’Assessore alla cultura di Firenze Tommaso Sacchi, Stefano Boeri Triennale di Milano e Lorenzo Balbi - MAMBo Bologna; artisti e progettisti culturali quali Daniele Pario Perra e Riccardo Olivier - Fattoria Vittadini; Direttori quali Marco Minoja e Fabrizio Chirico, operatori quali Angela Vettese, Daniela Cattaneo, Andrea Vento, Bertram Niessen, Chiara Tinonin. 

Viafarini.org è basato su "Artistwall", una piattaforma web ideata da Officinebit.ch per essere una soluzione semplice e estremamente versatile adatta a collezioni d'arte, associazioni e artisti.

La collaborazione tra Viafarini e il  team di Officinebit.ch, composto da storici dell'arte, artisti e informatici, è iniziata nel 1995, quando si realizzarono i primi database dell'Archivio grazie alla consulenza di Umberto Cavenago. È proseguita nel 2000, quando fu realizzato il primo sito grazie a un workshop di trenta artisti dell' Archivio, e continua ancora oggi. 

Forte di un’esperienza pluriennale, Officinebit.ch collabora con i più qualificati musei, gallerie d'arte, archivi d'artista, fondazioni, collezioni pubbliche e private in Italia e all'estero, fornendo consulenza scientifica sull'archiviazione e digitalizzazione di opere d'arte.

Viafarini.org è realizzato da Patrizia Brusarosco, fondatrice, Giulio Verago, curatore, Tommaso Pagani e Francesca De Zotti, neolaureati in studi curatoriali e da Officinebit.ch - Umberto Cavenago, Alice Sarchielli, Matteo Frigé, Ilaria Calderola.

Un ringraziamento va a Umberto Cavenago, artista e amico di Viafarini che con la sua visione ha contribuito allo sviluppo dell'Archivio.

 

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Di: Nadia Mistri

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Collezione "Esposizioni" Eugenio Galli

Eugenio Galli

Collezione: "Esplosioni"

 

Blu, colore preferito dalla maggior parte delle persone.

Gran parte del mondo è blu, il cielo che ci sovrasta, il mare;

il blu è affidabilità, appartenenza e lealtà.  

 

                                                       Marilena Marchetti

 

Catalogo:http://www.eugeniogalli.com/wp-content/uploads/2020/05/Catalogo-EugenioGalli.pdf 

Atelier Galli

Cso Del Popolo 42 20831 Seregno (MB)

+ 39 333 621202

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.eugeniogalli.com

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Di: Nadia Mistri

 

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Città di suono: per un incontro tra architettura e paesaggio sonoro

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Martino Mocchi

CITTÀ DI SUONO
Per un incontro tra architettura e paesaggio sonoro

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Un uomo, una sera, vede una persona nei pressi dell’unico lampione della zona. «Cosa state cercando?» chiede. «Ho perso le chiavi». «Le sono cadute qui?». «No, ma questo è l’unico posto dove le posso cercare. Perché solo qui, nel caso, le potrei vedere». L’obiettivo del libro è quello di “accendere una luce”. Per illuminare un terreno che forse da troppo tempo si trova in ombra, e che separa l’affascinante ambito degli studi sul paesaggio sonoro da quello del progetto dell’architettura. Un “lampione” che possa permettere in primis all’architettura di dotarsi di nuovi strumenti per avviare delle forme di progettazione multisensoriale dei luoghi. E al contempo agli studi sul paesaggio sonoro di radicarsi a un solido sfondo, per favorire un effettivo cambiamento dei contesti reali. La contingenza storica per proporre tale riflessione è quantomai matura, vista la prossima imminente trasformazione del paesaggio sonoro urbano, dovuta all’introduzione delle auto elettriche, al diffondersi di nuove tecnologie sostenibili e silenziose, e al contempo di strumenti di riproduzione sempre più rumorosi e portatili. E vista l’ormai inarrestabile evoluzione del percorso del progetto di architettura, che sta determinando un ampliamento delle responsabilità, delle figure e degli ambiti disciplinari coinvolti.

Prendere posizione nel mondo significa mettersi in luce, esprimere dei punti di vista, introdurre delle visioni. Dentro a questo pregiudizio linguistico e percettivo, che fin dai tempi di Aristotele ha premiato la vista rispetto alle altre sensazioni, è andata affermandosi una differente modalità di interpretazione dei luoghi, a partire dai cosiddetti “sensi minori”. All’interno delle nostre città tradizionalmente visive, fatte di palazzi, luci, colori, si nascondono altrettante città popolate da suoni, sapori, odori, che influenzano profondamente la percezione dei luoghi, portando alla luce simbologie intime e complesse. Una dimensione svelata proprio dai recenti lockdown, che hanno fatto emergere elementi percettivi normalmente soffocati dal brusio quotidiano, risvegliando un’attenzione assopita. Conoscere questi riferimenti rappresenta un imperativo per coloro che praticano il progetto dell’architettura, nella prospettiva di realizzare in modo più consapevole ambienti adatti e sicuri per la nostra vita. “Città di suono” propone una lettura di questo tema, in una prospettiva multidisciplinare ricca di suggestioni.

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Di: Nadia Mistri

 

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