Menu

Articoli filtrati per data: Febbraio 2021

MOMÒNO: “Lei” il nuovo singolo

“Lei” è il nuovo ipnotico singolo di Momòno, progetto di musica elettronica con una forte componente pop.

 Tra l'elettronica lo-fi e il synth-pop, “Lei” si struttura come una dedica delicata e magnetica, poggiata su una struttura melodica pervasiva. Al centro, ancora una volta, una relazione: in questo caso i pensieri di un uomo, mentre osserva la sua donna in bilico tra il sonno e la veglia.

 Momòno nasce nel 2020, in pieno lockdown, col desiderio di produrre musica a 360 gradi senza alcun limite di genere. Originario di Viterbo, Edoardo De Santis, in arte Momòno, si occupa sia della scrittura che della produzione dei propri brani. Francesco Di Marco della finalizzazione.

 I brani sono composti, mixati e masterizzati presso lo studio 8hertz audio di Viterbo. Il live prevede la partecipazione di un terzo elemento, due batterie, drum machines, voci e synth.

 Ascolta il brano su Spotify: https://open.spotify.com/track/42Pv1JF46gIhnaugBDAPny?si=f067a41279104d21

Momòno parla di “Lei”

“Lei” è una sottile linea tra sogno e realtà: Il brano comunica atmosfere scure e allo stesso tempo calde grazie alla forte saturazione del pezzo stesso. Parliamo ancora una volta di rapporti particolari, ma questa volta più direttamente e in maniera più semplice, aggiungendo atmosfere ballabili, bassi importanti e batterie distorte.

https://www.facebook.com/momonomusic/

https://www.instagram.com/momonomusic/

 

Giulia Villani 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Blog: Rocktargatoitalia.it

Leggi tutto...

La Giarina arte contemporanea: Prima che il gallo canti

Sabato 27 febbraio, ultimo giorno di apertura al pubblico della personale di Silvano Tessarollo, Prima che il gallo canti, sarà disponibile in galleria per i visitatori interessati, dalle ore 15.30 alle ore 19.30, l'originale catalogo della mostra appena stampato.

Il testo e l'intervista all'artista, con la traduzione in inglese di Michael Haggerty, sono del curatore Luigi Meneghelli.

La grafica e lo studio delle immagini, che ricreano l'atmosfera sospesa della mostra, sono stati curati dallo stesso Silvano Tessarollo, che è riuscito a realizzare un vero e proprio catalogo d'autore.

 

Orario di apertura al pubblico dalle 15.30 alle 19.30,
nel rispetto delle norme anti Covid-19.
L'ingresso è libero e gratuito.

Blog: Rocktargatoitalia.it

Eleonora Corso 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Leggi tutto...

Quattro chiacchere con Lorenzo Vizzini

Esce oggi "SUXMARIO", il nuovo album di Manuel Vizzini, cantante e autore per grandi artisti come Renato Zero, Ornella Vanoni, Anna Tatangelo. Nel suo ultimo lavoro racconta il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, mostrandone le sue diverse facce: il romanticismo di Inverno, la nostalgia di + Niente, l'allegria e la leggerezza di Karma

Abbiamo deciso di intervistarlo per conoscere meglio il suo percorso artistico: 

Come ti sei avvicinato al mondo della musica? A chi ti ispiri principalmente?

É successo da bambino, molto istintivamente. Per me la musica è stata ed è la compagnia principale, non c’è stato un momento decisivo in cui ho deciso che facesse parte della mia vita, perché c’è sempre stata. Le vie maestre sono infinite e non comincio con l’elenco perché altrimenti finisco domattina. Credo che la somma di tutti gli artisti che ho amato e che amo, che sono tantissimi, mi ha ispirato e continua ad ispirarmi.

Quando hai scritto il tuo primo brano?

A 5 anni, mi trovavo in macchina e mi era venuta una melodia con delle parole e mi son messo a canticchiarla. Così, ho chiesto di chi fosse quella canzone, ma non la conosceva nessuno. Appena ho capito di averla immaginata io, è diventato il mio gioco preferito e non ho più smesso, anzi fortunatamente continuo a giocarci fino ad oggi.

Qual è il processo creativo che segui per scrivere le tue canzoni?

Sono molto anarchico in questo, non ho mai una regola. Quasi sempre scrivo musica e testo insieme, ma a volte nasce prima la musica, altre il testo, altre ancora - quando scrivo per altri artisti - lavoro a volte solo ad una delle due cose, altre invece lavoro prima alla produzione o parto da un’immagine o un concetto e sviluppo prima il film che voglio vedere e le sue immagini e poi la canzone.

C’è differenza tra i brani che scrivi per gli altri artisti rispetto a quelli che componi per te stesso? Quali preferisci scrivere?

C’è molta differenza, onestamente non privilegio nessuna delle due. Sono due cose molto diverse che mi divertono tanto. Scrivere per altri sicuramente dedica la maggior parte del mio tempo ed ogni volta è un’esperienza diversa e nuova, che mi fa crescere molto, scrivere per me invece è un po’ il mio spazio d’anarchia, il retrobottega dove fare un po’ quello che mi pare senza rifletterci troppo.

Come hai vissuto il periodo di lock-down a livello creativo?

A livello creativo meravigliosamente, forse è stata una delle poche cose buone che mi ha portato. Come tutte le situazioni nuove e inedite, mi ha ispirato tantissimo e ho scritto e lavorato a tante nuove canzoni.

Quest’anno il festival di Sanremo 2021 vanta un cast giovanissimo: come vedi il futuro del cantautorato italiano?

Penso che i cantautori in Italia siano sempre stati in ottima forma, magari cambiavano solo i linguaggi e gli spazi d’esposizione. Forse ora c’è più attenzione verso progetti che fino a meno di 10 anni fa sarebbero stati relegati alla nicchia e questo mi fa un sacco di piacere. L’altro lato della medaglia, forse, è che come tutte le cose che fanno scuola e successo, sento un appiattimento in generale di argomenti e tante cose si somigliano. A volte sento certi ragazzi che mi sembra cantino fotocopie sbiadite di canzoni scritte meglio da altri, senza nessuna urgenza di scrittura e penso che forse 10 anni fa, quando i cantautori vendevano tre dischi e facevano concerti con quattro spettatori in croce, non le avrebbero mai scritte. Mi piacerebbe sentire più progetti con una personalità definita e singolare. Fortunatamente comunque continuano ad essercene tanti, quindi in ogni caso penso il futuro sia in ottime mani: penso a Lucio Corsi, ai Pinguini Tattici Nucleari, a Margherita Vicario, i Selton, Giovanni Truppi, Il quadro di Troisi, Emma Nolde, Andrea Laszlo De Simone, a Bianconi che ha esordito adesso da solista, ma è un maestro assoluto e quanti altri ne dimentico.

Negli ultimi anni hai collaborato con grandi artisti come Renato Zero, Laura Pausini, Ornella Vanoni: cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere la tua carriera?

Penso che un consiglio valido per tutti non esista, quindi ti dico un po’ quello che è utile a me. Scrivere tanto, fino all’ossessione, questo per me è fondamentale. Leggere ovviamente è molto importante, io privilegio la poesia più che la narrativa, perché ci sento una cura delle parole che spesso è meno contemplata nei romanzi. Però ecco, dopo tutte queste cose, secondo me il consiglio più valido è sempre uno ed è vivere il più possibile, viaggiare per il mondo, buttarsi in tutte le situazioni, sperimentare più versioni possibili di sé stessi. Per scrivere canzoni interessanti non c’è trucco migliore che vivere una vita interessante.

“Karma”, “La sera di Natale” e “Inverno” sono i singoli estratti da “SUXMARIO”, il tuo nuovo album: perché hai scelto questo nome? A cosa ti sei ispirato?

Mi sono ispirato all’eroe della Nintendo. Volevo raccontare quella fase di passaggio fra la fine dell’adolescenza e l’inizio dell’età adulta. E Mario mi sembrava la sintesi perfetta, visto che non ho mai capito se è un bambino con i baffi o un signore di 70 anni agilissimo.

“A me ricordi l’inverno”: cosa significa per te?

Per me l’inverno rappresenta quella pigrizia domestica che amo tanto, il calore della casa e lo stare sotto le coperte mentre fuori c’è freddo. É la sensazione di intimità che immaginavo, quando vedevo la ragazza per cui l’avevo scritta.

Cosa ti aspetti per il futuro?

L’inaspettato.

Lorenzo Vizzini “Inverno” - RTM

BIOGRAFIA

Lorenzo Vizzini nasce a Ragusa nel 1993. Comincia a scrivere le sue canzoni sin da bambino, imparando a suonare chitarra e pianoforte fra le pareti di casa. A 18 anni, dopo essersi trasferito a Milano, firma la sua prima importante collaborazione: scrive infatti otto brani dell'ultimo disco di Ornella Vanoni, Meticci, tra i quali i singoli Basta poco e Non è questa casa mia. Negli anni successivi collabora a diversi brani, come compositore e autore, alcuni dei quali per Renato Zero (Quanto ti amo), Laura Pausini (200 note), Emma (A mano disarmata), Mr.Rain (Fiori di Chernobyl), Raphael Gualazzi (Mondello Beach), Giordana Angi (Chiedo di non chiedere). Nel 2019 firma i due brani in gara per il Festival di Sanremo di Arisa (Mi sento bene) ed Anna Tatangelo (Le nostre anime di notte), mentre nel 2020 partecipa alla scrittura di “Fiori di Chernobyl” con Mr.Rain, certificato disco di platino e firma otto dei brani di “Zerosettanta”, ultimo lavoro di Renato Zero. Vincitore del Premio Siae, indetto per premiare gli autori under 30 distinti nel panorama nazionale, segue parallelamente alla carriera di autore, quella di cantautore e produttore. Nel 2015 esce il suo primo disco di inediti, Il Viaggio, prodotto artisticamente da Iacopo Pinna e dallo stesso cantautore siciliano, mentre nel 2018 è la volta del secondo disco, L’aria di casa.

Instagram - FacebookSpotify


 

Blog: Rocktargatoitalia.eu

Di: Nadia Mistri

Leggi tutto...

"Emozioni incartate nel cellophane": intervista a Manuel Finotti

Dal 19 febbraio è disponibile in rotazione radiofonica “Cellophane”, l’ultimo singolo di Manuel Finotti in collaborazione con il rapper italiano Zoda. Il brano racconta della paura di rischiare, di buttarsi in una nuova avventura amorosa: quest’ansia ci costringe a lasciare le proprie emozioni incartate nel cellophane.

Ma tu non vuoi più sentirmi
Ti giuro che l'amore è come un pezzo indie
Non devi capirci niente
Ti rimane in testa e ne parli tra la gente

Abbiamo deciso di intervistarlo per scoprire qualche dettaglio in più sul suo progetto musicale:

Come ti sei avvicinato al mondo della musica? A quali artisti ti ispiri principalmente?                                                                                   

Se ti dovessi riassumere la musica presente nel mio vecchio iPod ti direi: David Bowie, Justin Timberlake, Daniele Silvestri, Jannacci, Dargen D’amico (con cui mi piacerebbe moltissimo duettare).

Quali sono per te gli emergenti della tua generazione da tenere d’occhio?

LE ORE, Tananai, Laura Di LenolaGinevra e Pappa.

Come nascono i tuoi pezzi? Questo periodo difficile ha rappresentato un ostacolo per la tua creatività?

Nella prima quarantena no, non avevo ancora metabolizzato bene la situazione, da settembre in poi è stato molto difficile avere una leggerezza tale da scrivere e raccontare. L'attitudine è un hater molto difficile da far stare buono.

Cellophane racconta della paura di rischiare nel buttarsi in nuove relazioni: tu quali emozioni lasci incartate?

A volte sono troppo "pensante" e a volte il contrario: sarebbe bello raggiungere un equilibrio tra queste due parti così da non lasciare nessuna delle due da parte a guardare l'altra divertirsi.

Come nasce la tua collaborazione con Zoda?

Ci conosciamo da tanti anni, dal 2014 quando abbiamo cominciato a scrivere le prime canzoni insieme e quando ci siamo ritrovati in studio insieme è stato molto istintivo e divertente chiudere questo brano insieme.

L’anno scorso hai scritto insieme a Giordana AngiCome mia madreper il Festival di Sanremo: come hai vissuto questo debutto? Cosa ne pensi della kermesse di quest’anno? 

É stata l'esperienza più importante e difficile allo stesso tempo che rifarei assolutamente con più leggerezza ma queste cose si capiscono sempre dopo, alla fine. Sanremo è la Champions League della musica, ed il palco più importante per presentare un progetto musicale.

Come pensi di proseguire nel tuo progetto musicale? Hai altri singoli in uscita?

Sì assolutamente e non vedo l'orda di farli uscire, e chissà, magari quando questa situazione terribile finirà tornare a suonare dal vivo.

BIOGRAFIA

Manuel Finotti nasce il 21 marzo del 1995 a Roma; è un polistrumentista , cantautore e autore. Nonostante la giovane età i suoi testi hanno una poetica d’altri tempi, in cui ci si può ritrovare per la sincerità, punto di forza dell’artista romano. Tra le attività live ha all’attivo diversi concerti e manifestazioni in tutta Italia, dall’Auditorium Parco della Musica di Roma al Premio Lunezia, rassegna d’autore. Tra gli ultimi lavori nel 2019 ha collaborato con diversi artisti di fama nazionale, tra cui Giordana Angi, un sodalizio artistico che li vede scrivere insieme diversi brani pubblicati nell’album d’esordio “Casa” che ha conquistato due dischi d’oro e nella partecipazione al Festival di Sanremo 2020 con il brano “Come mia madre”.
Il nuovo brano di Manuel Finotti “Cellophane” (feat. Zoda) è disponibile in digitale dal 7 gennaio e in radio dal 19 febbraio 2021

Instagram - FacebookSpotify


Blog: Rocktargatoitalia.eu

Di: Nadia Mistri

 
Leggi tutto...

L’importanza della memoria e di chiamarsi Mario.

“ … che noi qui, solennemente si prometta

Che questi morti non sono morti invano

Che questa nazione, guidata da Dio,

Abbia una rinascita di libertà;

E che l’idea di un governo del popolo,

Dal popolo,

Per il popolo non abbia a scomparire nel nulla.”

  1. Lincoln, dal discorso di Gettysburg, 19 novembre 1863

Scusatemi per l’assenza prolungata. Potrei addurre delle scuse: il lavoro, gli impegni, etc.

Non lo farò.

La verità è che, in questo periodo, ho provato, con alterne fortune, a dribblare le questioni di questo periodo. Gli unici motivi di distrazione gradevole dalla vita che tutti noi stiamo vivendo sono stati: le foto del pastore tedesco Maya sulla neve (è la meravigliosa creatura dell’immagine di questo pezzo) di una mia amica ed ex compagna delle scuole superiori e il cofanetto di Paolo Fresu di recentissima uscita.

Su Maya torneremo dopo. Paolo Fresu, per festeggiare le sue sessanta primavere, ci regala uno splendido lavoro tra classica, jazz e rock. Non meramente antologico, contiene due nuovi album e la ristampa dell’imperdibile Heartland (i cultori del jazz conoscono le difficoltà a reperirlo). Il cofanetto contiene anche un omaggio straordinario e partecipato al grande David Bowie. Il dubbio è se si consumeranno prima i cd o le mie orecchie … Ricordo, anche il documentario, interessante (e molto divertente) realizzato dal regista Roberto Minini Merot sul nostro grande jazzista.

Come ho detto, le fortune sono state alterne. Non sono completamente riuscito ad isolarmi dalle riaperture richiuse, dalle varianti del virus che sono molte di più di quelle dell’Autodromo di Monza, da crisi di Governo aperte da complici consapevoli e risolte con il solito uomo della Grande Finanza, del fatto che mentre il virus qui muta e diventa più cattivo, negli USA sembra stia indebolendosi, e, anche, che negli USA il Covid ha fatto più morti di due guerre mondiali e quella del Vietnam … su quest’ultima notizia sono trasalito. Per quanto non ho motivo per credere che l’addizione sia errata, cosa c’entra? Vuole essere una notizia?

In mezzo a questo periodo, ci sono stati due importanti Giorni della Memoria. Non tornerò su quei temi, tuttavia volevo anche io stimolare la memoria di tutti noi.

Cominciamo con le pandemie. Nel biennio 1918/1920 sono morte cinquanta milioni di persone. Se proprio volete fare dei parallelismi, non sforzatevi di fare gli acrobati, fateli mele con mele e pere con pere, come diceva mia nonna. Poi è chiaro che anche una sola vita umana persa è una tragedia, non una statistica.

Sempre a proposito di memoria, visti gli “Osanna” al nostro nuovo Presidente del Consiglio, ricordo i momenti maggiormente significativi vissuti dall’umanità quando la Finanza ha avuto maggior rilievo.

In primis, gli Anni trenta del Novecento (potrei cominciare dallo sterminio dei Templari o prima, ma l’articolo durerebbe come la Treccani), quando il crash della Borsa di New York ha messo in ginocchio l’economia dei Paesi più industrializzati. Ho ricordato il capolavoro di Steinbeck: Furore. Il racconto di come dei sereni e pacifici agricoltori vennero privati del sostentamento dalle banche che gli hanno pignorato le fattorie già provate da una serie di tempeste di sabbia che avevano rovinato i raccolti.

La decisone, dopo il crollo del Muro, che i mercati si sarebbero regolati da sé. Impostazione che ha dato vita ad una globalizzazione del capitalismo che rende a volte sudditi, a volte schiavi i popoli di Africa e Asia (quantomeno alcuni, altri sono diventati protagonisti del grande capitale). Eppure, potenzialmente, il globalismo poteva essere un vantaggio per tutti … Come sappiamo la strada per gli Inferi è lastricata di buone intenzioni.

Più vicina a noi nel tempo, la Grecia. Un Paese ormai completamente sussidiario che ha patito la mancanza di insegnanti nelle scuole, di medici e farmaci negli ospedali, dove si è esercitata una macelleria sociale impegnata e di livello. Cosa perpetrata, non nel silenzio ma con la complicità attiva dell’Unione Europea.

Parliamo del nostro default, quando gran parte del nostro tessuto produttivo e sociale è stato messo alla frusta (parte rilevante non è sopravvissuta) da un governo “tecnico” che aveva lo scopo di salvarci. Anche qui, capeggiato da un uomo della finanza.

Arriviamo ad oggi. Una crisi di governo esogena (chi pensa che sia stata l’iniziativa solitaria del leader di un partitello commette un errore marchiano) e 200 miliardi e rotti da spendere. Si può pensare che i peones che gli italiani hanno democraticamente eletto possano gestirli? No. Allora, a maggior garanzia della finanza mondiale si mette un illustrissimo banchiere. Per carità, non voglio giudicare prima di aver capito cosa farà. Voglio concedere a lui come a tutti gli altri il beneficio del dubbio.

I dubbi, però, sono molteplici. Le svolte, ad esempio.

La svolta green, in particolare. L’ecologista dell’ultima ora dei capitalisti nostrani è estremamente divertente. E’ l’ultima frontiera per fare operazioni di leva finanziaria prima che il sistema che è virtuale e che di reale ha solo la sofferenza di famiglie, imprese e popoli, schianti. Per carità, meglio su quello che sul cemento e le armi … scusatemi, come al solito sbaglio, cemento ed armi procederanno come se non ci fosse un domani, lo stesso.

Altro motivo di sorriso è la definizione del nostro nuovo governo: governo di unità nazionale. Davvero? A me, più che unità sembra accozzaglia, più che forze politiche responsabili mi sembra un’ammucchiata. E, parlando di ammucchiate, temo che godranno tutti tranne che noi.

Ma forse, sono ancora una volta, in errore. Forse, non bisogna essere uomini della grande finanza per salvare l’Italia (e/o il mondo), basta chiamarsi Mario.

Torno a Maya, di cui vi regalo una immagine che rubo a Milena (la mia amica di cui sopra) sperando che se non un piccolo senso di serenità, possa regalavi un momento di riflessione: per essere felici non basta poco?

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock targato Italia

blog rocktargatoitalia.it

Leggi tutto...

"Avere anni 20" Approfondiventi: Achille Lauro

"AVERE ANNI 20" di Andrea E: Di Giovanni la rubrica nel canale youtube di Rock Targato Italia

 https://www.youtube.com/watch?v=PoFqZY-bC5E&t=20s

Approfondiventi: Achille Lauro

Approfondiventi è la rubrica spin-off di Avere Anni 20, che a sua volta è la compilazione di una playlist a mio gusto delle canzoni nate dopo il 1 gennaio 2020. Ora, ho deciso che se un artista compare due volte in questa playlist, si fa una puntata di approfondimento per suddetto artista, o progetto musicale. Achille Lauro è il primo a firmare una doppietta essendo presente con Bam Bam Twist e Bvlgari Black Swing

1990. A Verona nasce Lauro De Marinis. Cresce a Roma Nord. A sette anni conosce un bambino che di anni ne ha 9 e che risponde al nome di Edoardo Manozzi, al secolo Boss Doms.
Questa amicizia sarà l’innesco di un sodalizio artistico destinato a durare fino ad oggi: Lauro racconterà in seguito come le primissime registrazioni le abbia fatte nella propria cameretta con l’amico che portava il computer da casa. Ma non esistevano i portatili, dunque parliamo di monitor, case, casse e tutto il resto.
Tornando al piccolo Lauro, i rapporti col padre, magistrato della corte di cassazione, non devono essere stati facili, tant’è che già nel 2004, a soli 14 anni, Lauro va via di casa, o meglio, va a vivere col fratello Federico, detto Fet, produttore del collettivo rap Quarto Blocco.
E’ qui che, circondato di disparati artisti della scena underground romana, tra rap e punk, Lauro inizia a comporre i propri versi. Dirà che il rap è solo il metodo corrente per raccontare quei versi, ma che avrebbe fatto anche altrimenti. In effetti il nostro è stato nel rap senza essere un rapper, nella trap senza essere trapper.
I primissimi lavori sono del 2012 si chiamano: Barabba Mixtape e Harvard Mixtape. I produttori sono quelli di quarto blocco. A Roma si sparge la voce di questo nuovo talento, e la voce arriva fino alle orecchie di Noyz Narcos, che nel frattempo quella scena se la sta divorando, e lo prende sotto la propria ala. Lo porta a conoscere un’altra crew, più grossa del Quarto Blocco: è la Roccia Music, di ShabloMarracash siamo nel 2013 A Febbraio dell’anno dopo esce Achille Idol Immortale, 17 tracce in free download (come i precedenti mixtape) legate tra loro dalla presenza di versetti della bibbia rivisitati in chiave lauresca.
L’artista qui si fa chiamare Achille Idol, in onore di Billy Idol.
2015 Esce Young Crazy Ep, sei brani tra cui La Bella e la bestia, che in una recente intervista egli dichiara essere la sua cazone più personale, più nuda. A proposito di nudità, vista la fame crescente di quegli anni qualcuno inizia a scherzarci: cosa farebbe Achille Lauro se fosse invitato al Festival di Sanremo. Lui risponde che canterebbe l’inno di Mameli come mamma l’ha fatto. Siamo ancora nel 2015, a maggio esce Dio c’è, il secondo album ufficiale, ancora pregno di collaborazioni importanti. Tutto fila liscio, Achille Lauro è il giovane di punta della Roccia Music, ma ecco arrivare il 2016 e con sè il primo vero coupe de teatre.
Lauro esce dall’etichetta che lo sta consacrando e ne fonda una tutta sua: la No Face Agency Ad amministrarla ci mette Cristina Zambon, la mamma. Marracash la prende bene ed i due sono a tutt’oggi ottimi amici, Marra capisce che il giovane Lauro vuole farsi da solo e crearsi una carriera indipendente, seguendo quello che era successo anche con Sfera Ebbasta, un altro lanciato dalla Roccia.
Dal canto suo, in un’intervista in cui parla, appunto, del suo rapporto con la vecchia casa di produzione, Achille Lauro dice di considerare Marracash il miglior rapper in circolazione in Italia.
Intanto la sua etichetta sforna il suo primo album, il terzo per l’artista: Ragazzi Madre ha risonanza ampia ed immediata nel Belpaese, racconta l’abbandono a ....... (E' una descrizione troppo lunga per youtube '-_-
 
Puoi continuare la lettura su lustriniesevizie.blogspot.com)
 

blog rocktargatoitalia.eu

 

FRANCO SAININI -

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 02 58310655 mob. 393 2124576 392 5970778

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  1. divinazionemilano.it

 

 

 

Leggi tutto...

Quattro chiacchere con Le Cose Importanti

Le Cose Importanti è una band nata nel 2017 divisa tra il Lazio e la Toscana: ieri hanno pubblicato il loro ultimo singolo, "Terra", scritto ed elaborato durante Sound Bocs, music farm a sfondo civile dedicata agli artisti emergenti. Il brano racconta il bisogno di emergere, di alzare la voce, affermarsi per ciò che si è realmente. 

La paura di essere sè stessi e di uscire allo scoperto è un argomento a cui siamo molto legati. Troppe volte, ancora, si parla di diversità nel modo sbagliato o ci si nasconde con la testa sotto la terra quando si parla di violenza.

Il loro progetto musicale ci è sembrato particolarmente interessante: abbiamo deciso di intervistarli per conoscerli meglio.

Come nasce “Le Cose Importanti”?

LCI nasce nel 2017 in camera mia (Giada), scrivevo per sentirmi meglio e per "esorcizzare" alcuni stati d’animo che mi tiravano giù in quel preciso periodo. Un giorno feci ascoltare qualche brano ad Ylenia (ci conosciamo da 12 anni) e la sua prima reazione fu quella di dirmi che sono una cretina, la seconda fu quella di spingermi ad "uscire" dalla mia camera. Organizzò, di nascosto, insieme ad una nostra amica, Lucia, le prime date dicendomi che non potevano essere cancellate, così mi convinsi e, con le gambe tremolanti, mi "lanciai" letteralmente sul primo palco.

Quali sono i vostri artisti di riferimento?

The Cure, Joy Division, Wye Oak, Verdena, Placebo, Bon Iver, John Frusciante, Josè Gonzalez, Sigur Ros, Tycho, ce ne sarebbero molti altri ma ci fermeremo qui.

Cosa significa per voi “Le Cose Importanti”?

Le cose importanti sono la vita di tutti i giorni, sono i traguardi che cerchiamo di raggiungere. Sono i piccoli gesti che ti cambiano la giornata, possono essere tante cose.

E le vostre quali sono?

Com’è stato partecipare al progetto Sound Bocs?

È stata un’esperienza incredibile, abbiamo vissuto per una settimana circondati da artisti e dalla musica. Non potevamo chiedere di meglio, per questo consigliamo a tutti gli artisti emergenti di proporsi e partecipare a questa bellissima iniziativa di Musica Contro le Mafie.

Negli ultimi anni avete calcato diversi palchi in giro per l’Italia: siete riusciti a trovare altri modi per esprimervi e per vivere quelle emozioni in questo periodo?

No, è impossibile sostituire l’emozione che ti da suonare dal vivo con un pubblico davanti, per questo ci rifiutiamo anche di fare le dirette.

Qual è il vostro più bel ricordo legato ai live?

In realtà noi ricordiamo bene e con piacere tutti i live fatti fino ad ora, ma l’apertura dell’Uno Maggio di Taranto è, sicuramente, tra i live più emozionanti e che più ci rappresenta sia per le tematiche trattate, sia per il luogo in cui viene svolto.

In questo ultimo periodo state ottenendo diversi riconoscimenti: avete vinto diversi contest, in ultimo quello di Verona In Love e il vostro pezzo verrà presentato a Casa Sanremo. Vi sentite sulla giusta strada?

Sentiamo che il percorso è quello giusto, ma c’è da lavorare ancora più di prima. Siamo molto soddisfatti del percorso che, da soli, stiamo facendo.

Cosa vi aspettate per il futuro?

Di suonare più di prima, di lavorare più di prima e di accorciare la distanza tra noi.

Avete altri pezzi in uscita? Volete darci qualche anticipazione?

Abbiamo dei pezzi in cantiere, ma non possiamo ancora dirvi nulla! No spoiler <3
- Baci da tutt*-

Biografia

Le cose importanti sono una band divisa tra Lazio e Toscana, fondata nel 2017 dalla cantante Giada, spinta da una forte esigenza di raccontare e raccontarsi. Tra i vari cambi di componenti e sperimentazioni varie, la band raggiunge il giusto equilibrio con lʼattuale formazione: Giada (voce e chitarra), Ylenia (chitarra), Umberto (basso), Matilde (batteria). Iniziano, così, a girare lʼItalia affiancando Guest di un certo livello nel panorama Nazionale (Fabrizio Moro, Giorgio Canali & Rossofuoco, Riccardo Sinigallia, Maria Antonietta, Omar Pedrini e molti altri...), collaborando con diverse realtà che, inevitabilmente, segneranno il percorso della band. Il 21 Luglio vincono il contest per Arezzo Wave, rappresentando così la regione Lazio, nella finale che si terrà a Novembre 2020Le cose Importanti sono la vita di tutti i giorni, le cui vicissitudini ed amarezze meritano di essere condivise.

InstagramFacebookSpotify

 


Blog: Rocktargatoitalia.eu

Di: Nadia Mistri

 

Leggi tutto...

Stai con me, il nuovo singolo di Mario Riso

MARIO RISO

"Stai con me"

è il nuovo singolo solista 

per raccontare la pandemia

dell’iconico batterista

di MovidaRezophonic

É disponibile da oggi in tutti gli store digitali per etichetta Vrec il nuovo singolo inedito di Mario Riso intitolato “Stai con me”. Un brano pubblicato a sorpresa, accorato e sentito, che si candida a portare un messaggio di sicurezza in un momento di sconforto. Dietro ad una melodia particolarmente vincente si alternano echi di richiamo a Police e Sting in quella che è a tutti gli effetti una vera pop song di livello. 

«Nel momento più buio per l’umanità - afferma Mario -  ho voluto sognare un posto nel quale sentirsi al sicuro. Ho da sempre avuto uno spiccato senso di protezione e responsabilità nei confronti delle persone in generale. Non posso però dimenticare che la mia famiglia rappresenta la mia forza e gli amici la mia ricchezza.  Questa canzone è dedicata a loro ed alla mia necessità di proteggerli da tutto e da tutti». 

Un bisogno universale quello di Mario, che, presso i rinnovati Rocker Studio di Milano ha dato vita ad una sede di registrazione audio e video (da qui va in onda la neonata Rocker Tv) dove poter realizzare in autonomia i suoi progetti, dai Movida ai Rezophonic. Con Mario Riso (voce e batteria) hanno suonato in “Stai con me”: Giuseppe Fiori (basso), Pietro Quilichini (chitarra), Vincenzo “Jack” Giacalone (fonico e produzione elettronica) mentre il mix è di  Ciro “Princevibe” Pisanelli. Il videoclip, quasi totalmente in animazione, è a cura di Chiara Chei  (TheDollMaker).

Biografia

Mario Riso è un musicista monzese, batterista iconico del rock italiano: ha militato ad inizio carriera nei R.A.F. e formato la storica rock band dei Movida con cui ha pubblicato tre album di inediti (ritornata sulle scene da poco: “Meteore” è il singolo del 2020). Ha suonato con alcuni grandi della musica italiana come Jovanotti Gianluca Grignani. E’ tra i fondatori dei canali satellitari Rock Tv e Hip Hop Tv. Dal 2005 è l’anima collante del progetto Rezophonic con cui ha pubblicato tre album raccogliendo, dietro la finalità umanitaria di costruire pozzi in Africa, il gotha del rock italiano. Nel 2017 ha pubblicato il suo primo album solista “Passaporto” (Self) dove in 18 tracce raccoglie il suo percorso musicale tra cui l’inedito “Temporale”. A 4 anni di distanza esce il singolo “Stai con me” grazie alla collaborazione con l’etichetta Vrec Music Label. 

Facebook - Spotify


Blog: Rocktargatoitalia.eu

Di: Nadia Mistri

Leggi tutto...

Ora su YouTube il videoclip di GEMELLI di Rosaspina

Disponibile su YouTube il videoclip di

GEMELLI

Il nuovo singolo di

ROSASPINA

https://youtu.be/HOJtfzAON-A 

ROSASPINA sbarca su YouTube con il videoclip del suo nuovo singolo Gemelli: https://youtu.be/HOJtfzAON-A 

Sotto la sapiente regia di Mirko Salciarini, tra le strade di Como, ROSASPINA si immerge in una dimensione a metà tra il reale e l’onirico ricordando la sofferenza delle sue prime passioni sentimentali. Il singolo rimanda all’incontro tra il Sagittario (segno zodiacale di Rosaspina) con i Gemelli e al loro amore che, seppur intenso, si riduce alle ceneri di una breve passione estiva. 

Nella gelida atmosfera di un paesaggio innevato, ROSASPINA, vestito a lutto, rivive il funerale della sua storia d’amore, stringendo al petto un mazzo di rose rosse, firma dell’artista.

In termini di sonorità il singolo lascia spazio ad una ritmica scandita su cui la voce dell’autore si muove in maniera leggera, grazie a giochi di pronuncia e a un uso originale degli accenti. 

Il singolo è pubblicato dall’etichetta Terzo Millennio

(Edizioni: Sugar Music, Metatron Publishing, Divinazione Music)

 

Instagram: https://www.instagram.com/iosonorosaspina/

ELEONORA CORSO – GIULIA VILLANI
Divinazione Milano S.r.l.
Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network
Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano
Tel. 02 5831 0655 mob. 3925970778
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. web: www.divinazionemilano.it 

Leggi tutto...

Throwback to the 80s: intervista a Benestare

Fuori oggi "Se hai paura", il secondo singolo di Benestare: un brano intimo, delicato, che racconta il lato più fragile dei rapporti umani. Dopo "TSO", pezzo ironico e scanzonato, l'artista rallenta, facendosi introspettivo, senza però abbandonare le sonorità anni '80. 

“Se hai paura” è un inno alla ricerca dell’intimità e della protezione che solo i rapporti più autentici e stretti possono offrire. Un invito a combattere attraverso il calore umano quel senso di timore e inadeguatezza, quel vuoto incolmabile che troppe volte cerchiamo di riempire tramite conversazioni vuote con persone che non ci conoscono affatto. “Se hai paura” è quella voce familiare e rassicurante che ci chiede “Come stai?”, e poi ci stringe senza aspettare che arrivi una risposta, perché la conosce già.

Abbiamo deciso di comprendere meglio il suo progetto musicale e le sue influenze. Ecco l'intervista:

Come ti sei avvicinato al mondo della musica? Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

Erano gli anni ‘90 e uno dei miei tre fratelli più grandi stava ascoltando una musicassetta di un gruppo molto in voga in quel momento. Io ero un bambino quindi mi avvicinai incuriosito sentendo questo tizio che diceva che avevano ucciso l’Uomo Ragno.

I miei artisti di riferimento al momento sono quelli della scena retrowave e revival anni ‘80, su tutti The Midnight e Fm-84. E poi ci sono le colonne sonore dei film anni ‘80, che sono la mia fonte di ispirazione principale per le mie canzoni.

Perché “Benestare”?

Viene dall’espressione “dare il proprio benestare”, cioè dare il proprio consenso a qualcuno, che quindi è autorizzato a compiere un’azione. È il permesso che ho dato a me stesso, di sentirmi libero di fare la musica che desideravo.

“Se hai paura”, il tuo secondo singolo, è uscito dopo più di un anno da “TSO”: l’idea e la direzione che volevi dare al tuo progetto musicale sono rimaste invariate nel tempo?

Sì assolutamente, il 2020 è stato semplicemente un anno di momentanea pausa, come quando da bambino interrompevo la visione di una VHS per poi riprenderla il giorno dopo dallo stesso punto (particolare che ho sempre amato nelle VHS e nelle musicassette rispetto a CD e DVD, che invece si riavviano sempre dall’inizio). Il percorso artistico di Benestare è qualcosa che ho ben inquadrato nella mia mente fin dalla sua nascita.

La tua creatività è stata inibita da questo periodo di immobilità generale?

Purtroppo sì. Quando c’è stato il primo lock-down un anno fa, pensai che con tutto quel tempo a disposizione avrei buttato giù come minimo un album intero, invece non sono riuscito a scrivere nemmeno un pezzo. Le mie canzoni sono sempre nate da fiamme che divampavano improvvisamente, pensieri che arrivavano senza preavviso dopo aver avuto una bella conversazione, dopo un bacio, dopo essere uscito dal cinema o mentre rimanevo chiuso in macchina ad aspettare che smettesse di piovere. La monotonia della routine uccide le emozioni e quindi anche l’ispirazione che ne potrebbe derivare.

La tua musica e tutto il tuo immaginario riportano dei riferimenti diretti agli anni ‘80: cosa ti affascina di quella decade? Il videoclip del singolo, in uscita per il 27 febbraio, attingerà ancora a quel mondo?

Degli anni ‘80 e ‘90 mi ha sempre affascinato la cura delle cose e la manualità. Le musicassette a cui era fuoriuscito il nastro si riavvolgevano utilizzando le proprie unghie, gli effetti speciali dei film si realizzavano a mano, le madri rattoppavano i pantaloni che si erano bucati, gli elettrodomestici si portavano a riparare.

Il videoclip in uscita è stato realizzato utilizzando degli spezzoni di un film degli anni ‘50 in stop motion, l’apoteosi della meticolosità e del lavoro artigianale.

“Se hai paura” è un brano delicato e intimo: da quali sensazioni nasce il pezzo?

Nasce dalla volontà di trovare delle parole che potessero offrire un senso di protezione a una persona in difficoltà, per incoraggiarla e farla sentire compresa e al sicuro. In un mondo che va sempre più di fretta, e in un periodo storico che ci porta a percepire le altre persone come un pericolo per la propria salvaguardia, l’empatia è tra i beni più preziosi che abbiamo.

Hai qualche altro pezzo in cantiere? Vuoi darci qualche anticipazione?

Ho un altro singolo già programmato, dopodiché valuterò insieme alla mia etichetta Le Siepi Dischi se proseguire su questa strada dei singoli o raccogliere tutto in un album. Vorrei che fosse breve e che non avesse pezzi deboli. Vi ricordate quell’epoca lontanissima in cui i dischi si ascoltavano per intero e rispettando l’ordine delle tracce?

 

BIOGRAFIA

Benestare è un ragazzo degli anni ‘90 che ha vissuto gli anni ‘80 riflessi attraverso le eredità di vestiti, videogiochi e musicassette dei propri fratelli maggiori, e le infinite repliche in tv dei film generazionali di quegli anni magici. E ora prova a mettere tutto questo in musica, sognando di generare negli altri quello stesso stupore che provava il Benestare bambino ascoltando per la prima volta quelle colonne sonore indimenticabili. A ottobre 2019 è uscito il primo singolo TSO, seguito da un videoclip che omaggia i videogiochi Arcade anni ‘80. Dopo un anno di stop dovuto alla pandemia, il 19 febbraio 2021 torna con il secondo singolo Se hai paura, pubblicato da Le Siepi Dischi e distribuito da Believe.

Instagram - Youtube - Spotify

 


 

Blog: Rocktargatoitalia.eu

Di: Nadia Mistri

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?