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“IL SANGUE DI TOMMASO” alla libreria LaFeltrinelli

 Presso "LaFeltrinelli" di Corso Buenos Aires di Milano bene esposto e in compagnia di storici e classici scrittori di genere anche il libro  “IL SANGUE DI TOMMASO” di Paolo Pelizza.  

 -  Il Sangue di Tommaso è un romanzo noir di Paolo Pelizza. Tommaso, ex poliziotto diventato barbone, si trova coinvolto da un vecchio amico e collega nella ricerca di una ragazzina scappata di casa, Amanda. La ricerca ben presto si trasformerà in un’indagine che porterà Tommaso detto Tom dentro ad un infernale girone di corruzione e orrore. Alla fine scoprirà che nessuno è innocente o, almeno, che nessuno è più innocente di lui.

Paolo Pelizza, classe ’69, è docente al Centro Sperimentale di Cinematografia sede di Milano dove cura il corso di produzione all’interno del triennio di Cinema d’Impresa. Attualmente è curatore del I Master di Produzione Cinematografica della Scuola Nazionale di Cinema.

Pelizza è stato anche Presidente di Lombardia Film Commission ed è attualmente membro della Giuria dello storico Contest musicale “Rock Targato Italia”. Sempre sul sito di rocktargatoitalia.eu cura una rubrica "Le Visioni di Paolo" dove blatera di musica, società ed altre facezie.

Il Sangue di Tommaso è il primo della serie dedicata alle indagini di Tommaso Verani.

 

Francesco Caprini

Divinazione Milano S.r.l. 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano 

Tel. 02 5831 0655  mob. 3925970778

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web: www.divinazionemilano.it 

 

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IL MAESTRO E LA LEGGERA.

  “Quando incontri qualcuno

Ricorda che è un incontro sacro

Come lo vedi, ti vedi

Come lo tratti, ti tratti

Come lo pensi, ti pensi

Ricorda che attraverso di lui

O ti perderai o ti ritroverai”

Franco Battiato

  Ho sempre avuto una sincera avversione per chi vuole mettere etichette a tutto e tutti. Questa, poi, raggiunge il picco quando si aggiunge alla parola “musica” la desinenza “leggera”. Già, perché io credo fermamente che esista solo la musica. Semmai ne esistono di due tipi: quella di valore e quella che ne ha meno.

Così mentre mi preparo a celebrare il quarto anniversario della tragica scomparsa di Chris Cornell, apprendo la notizia della morte del Maestro Battiato. Un altro vuoto incolmabile.

Ci sarebbe molto da dire sulla parabola artistica di Franco Battiato. Mi limiterò a consegnarvi una riflessione.

In un paese dove codici e linguaggi si copiano, si importano e poi ci si giustifica dicendo che ci si è ispirati (mentendo sapendo di mentire) il Maestro quei linguaggi e quei codici li ha creati mescolando con sapienza e autenticità quello che conosceva.

Anche e soprattutto questo, ci mancherà. Quella sua vena espressiva colta, raffinata, lirica e autentica. Esperienza che ha portato nella musica che, senza alcun senso, si ostinano a chiamare leggera.

La creazione del Maestro non è “leggera”: è originale, ispirata e di altissimo livello. Le sue incursione nella popular music non sono altro che pezzi di straordinario pregio, gioielli preziosissimi.

Battiato, siciliano, viene scoperto artista pop nella mia meravigliosa città, nientemeno che dal più milanese dei milanesi: Giorgio Gaber (un altro che ci manca moltissimo). Si destreggia con la canzone d’autore, la musica classica, con il progressive rock, in una sperimentazione continua. Oltre ad essere un grande compositore si scopre paroliere di talento: molto più di altri che vengono incensati quando si parla di testi di canzoni in Italia, scrive “perle” di filosofia, di sagace ironia  e di grande profondità.  

Seppure ha voluto fare una netta distinzione tra il suo essere un artista e l’attività politica, sostenendo di non voler essere un artista impegnato, non si è astenuto dall’esprimere pensieri e opinioni. Scrive anche della canzoni sul tema.

Il Maestro era, comunque, più interessato a filosofia, alle religioni orientali e all’esoterismo in una visione più spirituale della realtà e della vita.

Franco Battiato è stato un Maestro di musica. Ascoltate il suo lavoro e poi ditemi, in coscienza, se vi viene voglia di aggiungerci “leggera”.

Grazie, Maestro

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock targato Italia

 

 

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"SOLI" il nuovo singolo degli OTTO x OTTO per Aurora Dischi / Artist First

 

Disponibile dal 21 gennaio 2021 “SOLI” , il nuovo singolo degli OTTO x OTTO prodotto da Nicolò Arduini ( XFactor/Amici ) in uscita per AURORA DISCHI / ARTIST FIRST.

Il brano racconta una situazione di difficoltà: è nato da un’urgenza di contatto, dalla necessità di approfittare di ogni secondo disponibile per stare insieme.

Anna e Andrea , in coppia nella musica come nella vita, hanno scritto il brano quando risultava difficile esserci per l’uno per l’altro.

"In quel periodo siamo stati distanti, non avevamo l’opportunità di supportarci a vicenda anche con un semplice abbraccio ma dovevamo vivere in solitudine con le nostre preoccupazioni e timori."

"SOLI” è stata creata anche e per lo più in videochiamata. Anna si era segnata delle frasi venute in mente sotto la doccia e la reazione di Andrea in chiamata è subito stata “facciamoci una canzone!”.

Come se Andrea avesse già in mente tutta la linea armonica, ha iniziato a mettere giù note, accordi e struttura di suoni, che si è poi conclusa con una collaborazione con lo studio “Le Pareti Sconnesse” di Verona insieme al produttore Nicolò Arduini, che ha dato un rilevante contributo con le sue capacità e idee.

"Siamo scoppiati a ridere perchè entrambi pensavamo la stessa cosa, ma è come se non volessimo ammettere che stavamo creando una canzone d’amore per la prima volta. Questo perchè non siamo mai stati particolarmente attratti dalle canzoni d’amore ma, in questo caso, abbiamo lasciato che tutto procedesse con la più naturale spontaneità lasciandoci trasportare da quel momento di pura condivisione."

Il brano potente e sincero, introduce una componente elettronica più accentuata rispetto al passato del duo. Suoni più ricercati e atmosfere più variegate per arricchire e caratterizzare l’impronta indie-pop del progetto.

“SOLI” è stato un momento in cui siamo riusciti ad allineare i nostri pensieri e trascrivere a parole ciò che ci affliggeva: una perenne “solitudine condivisa in solitudine”.

 

Blog: https://www.rocktargatoitalia.eu/

GIOVANNI TAMBURINO

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LA BALLATA DI UN VECCHIO VISIONARIO.

LA BALLATA DI UN VECCHIO VISIONARIO.

 

“O convitato!

Quest'anima è rimasta

sola sopra un enorme mare, enorme;

così sola, pareva che persino

Dio non ci fosse.”

Da La Ballata del Vecchio Marinaio di Samuel Taylor Coleridge

 

“Quelli che non vogliono ragionare, sono bigotti,

quelli che non possono, sono degli sciocchi,

e quelli che non osano, sono degli schiavi.”

di Lord George Gordon Byron

 

Amico mio,

Siamo qui,

Povere anime su un pianeta.

Quello che abbiamo.

Ancora chiusi o semi-chiusi nelle nostre case circondate dalla milizia.

Sessantamila nuovi sceriffi.

Come nelle città degli appestati nel Cinquecento.

Colpevoli di coltivare la nostra umanità.

Untori di umani affetti.

Malati di solitudine.

Eppure chi governa il mondo sapeva che sarebbe arrivato il virus a fare da spartiacque tra la nostra arroganza e la nostra fragilità.

Lo hanno detto cinque anni fa.

Ma loro operano qui e ora. Nella e per la contingenza.

Loro sono i migliori tra di noi, forse.

Non hanno trovato niente di meglio da fare che imporci una terapia medievale.

Prima hanno spacciato a tutti quanti dispositivi da far morire di invidia il capitano Kirk.

Quelli con cui mediamo la realtà, incapaci di viverla realmente.

Quelli che spacciano la verità.

Gene! Noi seguiamo i protocolli della Flotta Stellare.

O il Bianconiglio.

Peccato essere mancanti del motore a curvatura: adesso, serviva!

E poi?

Ci adegueremo a passare da una paura all’altra?

Tessuto cicatriziale per ferite mentali.

E’ il nostro Ian che ci dice di fare del nostro meglio e un passo indietro.

Play It Again!

Dov’è Sam?

Lo facciamo senza commensali, senza compagni di bevute … A che serve, old boy?

Cosa occorrerà delle nostre vite, del nostro lavoro, dei nostri affetti …

Raccoglieremo i frammenti.

Vite già messe alla prova da una modernità iniqua, da una realtà distorta.

Dove vanno i frammenti?

Nel vetro o con l’umido?

Di più, vecchio mio.

Rifiuteremo il debole e il malato, il cinese  e il lombardo.

Allontaneremo pensieri diversi da quello del Ministero della Verità che ci parla puntuale nel prime time.

Circondati da gendarmi e rovine, lo sguardo verso un futuro avvolto nelle nebbie.

Quale futuro?

Solo il tempo che passa.

Tranquilli! Andrete in vacanza! Ci hanno detto. Allora, perché agitarci?

Agitatevi pure ma a quattro metri e mezzo di distanza!

Il fumo negli occhi.

Chiediamo scusa. Facciamo ammenda per quella birra sui Navigli. Non dovevamo berla … Dovevamo ammalarci nelle case di riposo e negli ospedali e morire in casa, in silenzio.

Non bisogna disturbare il manovratore.

E’ reato dispiegare le ali, figurarsi provare ad alzarsi da terra.

Solo l’uccello del malaugurio può librarsi alto.

Lui sa già volare!

“Criminali.”

Tuona il borgomastro contro la fotografia presa con il teleobiettivo.

In stato di confusione mentale ed istituzionale,

Noi in stato di emergenza sociale, ci occultiamo nel pantano della speranza.

Stiamo nascosti senza convinzione.

Chi urlerà?

“Tana! Liberi tutti?”

O quasi.

Rinchiusi ascoltiamo chi cantava di libertà.

Rinchiusi leggiamo chi scriveva di libertà.

Rinchiusi sentiamo storie di ribelli.

Inchiodati allo schermo dallo scienziato da prima serata, mentre altri diecimila pretendono i loro dannati quindici minuti.

Innegabili, inesorabili, inutili oracoli.

Increduli  e paralizzati dalla paura del nemico invisibile.

E’ lui?

Una particella fatta di aminoacidi e poco altro?

Amico mio, io ne riconosco altri: visibili ad occhio nudo!

Atterriti dalla guerra che imperversa fuori.

Forse …

Nel silenzio di un bombardamento di niente.

Pallottole intangibili sempre fuori bersaglio.

Un silenzio delicato come tuono.

State lì. – ci hanno detto - Non è comodo il divano?

Come un barile vuoto per un naufrago, signore!

E, intanto, attenti obbediamo alle prescrizioni.

Condannati senza processo, né possibilità di appello a trovare noi stessi.

Intanto, lasciamo decidere chi porta avanti la narrazione, respirando atmosfere artificiali,

I trovatori della malattia, della Cura e del terrore esogeno.

Il nuovo clero.

Ma non era cauta e scettica la scienza, Signor Torquemada?

Imprigionati da governanti padri, saggi come profeti, lungimiranti come veggenti, misericordiosi come santi.

Forse, dentro alle migliaia di versioni …

… Migliaia di sacerdoti officianti il rito.

E con loro i nuovi Dei. Quelli che ci daranno il vaccino o la cura.

Attendiamo che ci liberino, più stupidi e schiavi.

Il tempo verrà adesso.

E ci diranno: ne siamo fuori!

Fuori!

L’importante è non leggere tra le righe.

Non datevi pena, non servono indovini.

Saremo tutti vivi (o quasi) nei nuovi focolai veri o presunti.

Se la vostra coscienza è in coma, è ok.

Non fatevi pregare e spegnete il lume.

State in casa lo stesso … Qui fuori è un brutto mondo.

Il nuovo mantra, verrà lanciato alle diciotto … come sempre, no?

Aspettiamo trepidi di essere salvati o ingannati ancora,

Mentre il pendolo oscilla,

Mentre il nulla indotto ha già avvolto tutte le cose,

Mentre le parole fanno il loro lavoro da sole.

 

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock targato Italia

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