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Piccolo Teatro: Chi ha paura di Virginia Woolf?

Antonio Latella torna al Piccolo con Chi ha paura di Virgina Woolf? 

Antonio Latella torna dirige un cast straordinario nel capolavoro di Edward Albee.
«Non posso non partire dal titolo per affrontare questo testo: per sostituire il lupo della canzoncina “Who’s Afraid of the big bad Wolf?” Albee scomoda Virginia Woolf, una combattente per l’emancipazione femminile, una donna che insegnò alle donne ad uccidere le loro madri, o meglio un’idea di madre, “l’angelo del focolare”. Credo che tanto di tutto questo si trovi nel testo, la Woolf è presente nei due protagonisti che fanno da specchio alla giovane coppia scelta come sacrificio di questo violentissimo e disperato amore, questo: “jeu de massacre”». 

Un testo realistico, potente e visionario, in cui le risate vertiginose divorano e fagocitano i protagonisti. Albee, svelando i meccanismi di un linguaggio ormai vuoto di significato, quasi paradossalmente mostra anche come esso possa trasformarsi in un’arma efferata per attaccare e ridurre a brandelli l’involucro in cui ciascuno di noi nasconde la propria personalità e le proprie debolezze.

Antonio Latella sceglie un «un cast non ovvio, non scontato, un cast che possa spiazzare e aggiungere potenza a quella che spesso viene sintetizzata come una notturna storia di sesso ed alcool. Un cast che avesse già nei corpi degli attori un tradimento all’immaginario, un atto-attore contro il fattore molesto della civiltà, che Albee ha ben conosciuto, come ci sottolinea nella scelta del titolo. Chi ha paura di Virginia Woolf? Se c’è qualcuno alzi la mano».

 

Chi ha paura di Virginia Woolf?
Teatro Strehler dal 15 al 27 marzo

 

 

 

 

Blog: Rock Targato Italia

 

 

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Intervista ai CAPATOSTA

Chi sono i protagonisti della compilation ROCK TARGATO ITALIA #28?

Disponibile in tutti web stores

CAPATOSTA  con il brano “A CAPA MIA” 

Ascolta su Spotify: https://spoti.fi/3JzWx5h

        

CAPATOSTA “’A capa mia”

L’approccio delle posse e dei centri sociali degli anni ’90 rivive in un caleidoscopio di rock, blues e approccio combat. Tantissima energia, eclettismo e una voglia irrefrenabile di mischiare le carte e non stare fermi. (Roberto Bonfanti, artista, scrittore)

Band formata da musicisti di Napoli e dintorni provenienti da diverse aree musicali (Carla Fucci - voce / Viki Bass – basso / Gianni Gargiulo – chitarre / Francesco Somma – Sax / Geremia Tierno – batteria). La musica dei CAPATOSTA è un frullato allucinante di electro blues-funky-pop e urban-rock, il tutto suonato con una grande carica emotiva, ritmi soul e rhythm and blues, melodie irresistibili, attitudine rock'n'roll e inflessioni funkadelik sono la base per canzoni trascinanti, dall’appeal neapolitan sound. Dal vivo i CAPATOSTA mostrano tutta la loro energia. Molte date live in tutta Italia. Degne di nota le esibizioni, su palchi importanti quali quelli del Ruffano Blues Festival, Lamezia Demo Fest (organizzato da Pergolani e Marengo, Demo RadioRai1, Mei del sud). Ospiti al Meet di Milano e al Mei di Faenza

Partiamo con una piccola presentazione: come ha origine il vostro percorso musicale e come si è sviluppato fino a oggi?

I Capatosta sono nati nel lontano 2002 a Napoli da un'idea di Geremia Tierno. Il nostro sound riassume molte influenze che vanno dal Funky al Rock, blues e rap, creando atmosfere e groove coinvolgenti. Negli anni scorsi abbiamo partecipato a numerose rassegne, festival, contest e compilation come Musica contro le mafie col brano “No more mafia” e DIECI, ritorno al futuro” Compilation Toast Rec. Col brano “A jatta nera”. Recentemente siamo stati più volte ospiti in Il caffè degli artisti negli studi di Gold Tv a Roma e a Sanremo al Grand Hotel Des Anglais (2022). Ad oggi abbiamo due CD alle spalle: il primo è l'omonimo Capatosta, il secondo è Acque Fragili, prodotto da Blu Music international. Entro fine 2022 lanceremo il nuovo disco a cui stiamo lavorando.

Come nasce un vostro brano? Che importanza hanno le parole all'interno della vostra musica? E di cosa parlano le vostre canzoni?

La nostra musica può nascere da diverse fonti: un'ingiustizia, un suono, un groove, ma può nascere anche da una cantata sotto la doccia o addirittura da un sogno. I testi per noi sono fondamentali, perchè il significato delle parole è seguito dalla coerenza con l'atmosfera musicale. Parliamo delle cose che sentiamo, le cose che ci stanno bene e quelle che non ci stanno bene; dall'amore alle problematiche sociali e temi quotidiani.

Quali sono gli artisti che più stimate nella scena italiana contemporanea?

Noi siamo una generazione che ha vissuto gli anni dell’esplosione musicale internazionale. Abbiamo assistito ai primi passi musicali di Pino Daniele, Enzo Avitabile e prima ancora Napoli Centrale di James Sanese, il tutto influenzato molto dalla scena musicale dal calibro di: PFM, Banco Del Mutuo Soccorso, Area, Led Zeppelin, Soft Machine, Wether Report - giusto per fare qualche nome. Oggi come oggi è difficile il confronto con quelle personalità. Indubbiamente ognuno è unico facendo musica come forma d'arte perchè l'espressione di sè stessi e tutti sono degni di essere ascoltati. Soprattutto i Capatosta! Raccontateci un aneddoto particolarmente significativo sul vostro percorso musicale. Nel 2006 partecipammo al programma "Demo" di Michael Pergolani e Renato Marengo che andava in onda su Rai Radio 1. Tra i brani che andarono in onda fu scelta come sigla per la trasmissione per circa 70 giorni "Jatta Nera"

Guardandovi attorno, al di là della musica, qual è la vostra visione dell'Italia di oggi?

Rispetto della cultura e della natura. Politiche più verdi. Noi all'interno dei nostri brani parliamo sempre di temi importanti e sociali che portino l'attenzione sulle cose che non vanno, quindi per migliorare il mondo ed avere un FIL piuttosto che un PIL. Dobbiamo guardare ad un mondo più sostenibile basato sulla solidarietà e sul rispetto del pianeta, non sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e del pianeta.

Sogni, ambizioni o progetti per il vostro futuro?

Quello di scrivere pezzi sempre più belli e di vivere con questa professione. Dopo due anni e più fermi, quello che vogliamo è stare in mezzo alla gente e comunicare attraverso la nostra musica https://hasepellesisi3.blogspot.com/

La compilation è pubblicata dall’etichetta discografica Terzo Millennio Records

Tracklist:

CIRCUS PUNK “Messico”

(Lombardia)

Sono in due ma fanno casino per cinque, macinando riff graffianti con la strafottenza di chi vive su un palco ed è cresciuto a birra e rock’n’roll. Divertenti e sfacciati, sono i vincitori dell’ultima edizione di Rock Targato Italia.

DESHEDUS “Lady Butterfly”

(Lazio)

Da una band dall’anima prog, una canzone imprevedibile e liberatoria capace di unire l’approccio chitarristico del rock a un senso di malinconica leggerezza dal retrogusto pop.

GAZE OF LISA “Divinamente”

(Basilicata)

Un brano trascinante da ballare in una discoteca rock anni ’90. Fra le ombre danzanti degli anni ’80 e l’approccio alternativo del decennio successivo.

GINTSUGI “Blind”

(Piemonte)

Minimalismo sonoro, atmosfere crepuscolari, una teatralità irrequieta e un fascino da fiaba gotica tanto ipnotica quanto imprevedibile. Un progetto che punta il proprio sguardo decisamente oltre confine.

LEMURI, IL VISIONARIO “La Strada degli Spiriti”

(Lazio)

La dimostrazione che si può essere pop in modo immediato e radiofonico senza rinunciare all’eleganza, alla cura per i dettagli e alla costruzione di un progetto interessante anche dal punto di vista concettuale.

MAGRITTE “Lyme”

(Valle d’Aosta)

Ci sono stati gli anni ’90 del pop alternativo, delle distorsioni che incontrano la melodia, delle tensioni emotive e dei testi introspettivi. Per fortuna ogni tanto qualcuno rievoca quello spirito e quei suoni.

AYMARA “L’alfiere”

(Lombardia)

Si riparte dalle origini: da un riff polveroso, una chitarra tagliente, una sezione ritmica massiccia e una voce dall’estensione non indifferente. Genuinamente rock nel senso più autentico e anni ’70 del termine.

MIRCO SALERNI “Scivolerai Leggera”

(Abruzzo)

Un ritornello diretto da cantare in coro in modo quasi liberatorio, una melodia pulita, una storia da raccontare e un approccio pop-rock radiofonico dal sapore molto anni ’90: a volte non serve altro.

THEFT GIACOMO GRASSO “49 Falene”

(Liguria)

Un mantra elettronico a bassa fedeltà stracolmo di ombre e di inquietudini, che rivela una riflessione dolorosa e spiazzante sul significato più intimo e controverso della libertà.

 

ROBERTO SARNO “Anima grida”

(Toscana)

Fra atmosfere liquide, arrangiamenti curati incentrati su un’elettronica composta e un testo meditativo scandito con aria assorta: così si compone una via elegante verso un’idea introspettiva di pop d’autore.

CAPATOSTA “’A capa mia”

(Campania)

L’approccio delle posse e dei centri sociali degli anni ’90 rivive in un caleidoscopio di rock, blues e approccio combat. Tantissima energia, eclettismo e una voglia irrefrenabile di mischiare le carte e non stare fermi.

LA FORMA DELLE NUVOLE “Congiunti”

(Lombardia)

Il fascino della semplicità. Due chitarre acustiche, una melodia pulita, un approccio piacevolmente surreale che richiama l’indie “da cameretta” di inizio millennio e il bisogno di dire qualcosa con leggerezza e ironia.

LOGAN LAUGELLI “Genere drammatico”

(Lombardia)

Rock d’autore in chiave minimalista. Una chitarra elettrica scandisce con toni tanto intimi quanto drammatici una serie di amare riflessioni personali frutto di uno sguardo tagliente sul mondo e su di sé.

ANDREADIECI “Marylove”

(Lombardia)

Una canzone d’amore sognante come una ninnananna, leggera come i ricordi più dolci dell’adolescenza e fresca come un temporale che rompe la calura di una giornata estiva.

I MAMA “Giassai”

(Lombardia)

Un linguaggio musicale fresco capace di miscelare con estrema immediatezza tradizione e modernità. Con un occhio al pop, uno alla canzone d’autore, uno allo swing e uno alle nuove tendenze.

APNEA “Il giorno di ieri”

(Marche)

Il rock d’autore più introspettivo che non rinuncia però all’immediatezza e a una vena di incrollabile romanticismo. Una canzone liberatoria da cantare in coro.

  1. rocktargatoitalia.eu

 

Francesco Caprini

Divinazione Milano S.r.l. 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano 

Tel. 02 5831 0655  mob. 3925970778

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fuori il Videoclip Ufficiale di "Le Viole" dei Domani Martina

I DOMANI MARTINA TORNANO CON UN NUOVO SINGOLO: "LE VIOLE" E UN NUOVO VIDEOCLIP

"LE VIOLE", il nuovo singolo

Il brano trae il suo titolo proprio dalle viole, quei fiori che a volte nascono prima del previsto e sono sottoposti alle intemperie. 
Allo stesso modo, ciascuno di noi è esposto troppo presto alla vita e alla sua brutalità, con la pretesa però di rimanere belli e freschi per sempre.

Ma Le Viole parla di tanto altro ancora. I Domani Martina raccontano il brano con queste parole:

"abbiamo sempre desiderato che le giornate durassero molto più di 24 ore. Così come abbiamo desiderato avere quel telecomando del film “Cambia la tua vita con un click” per mettere un attimo in pausa il cervello, non fare niente. Oppure fare come quando era ora di svegliarsi per andare a scuola, che la mamma ci diceva: “Dai, è ora di alzarsi!” E rispondevamo: “Ti prego mamma, ancora cinque minuti”. [...] Dovrebbe esserci un corso preparatorio alla vita prima di cominciare a vivere".

Le Viole, come suggeriscono il titolo e i concetti dietro al brano, è una ballata dal tono dolce e malinconico. Il testo evoca un sentimento di assenza ed indifferenza nei confronti del presente, conseguenza di una profonda disillusione per il futuro ed un eccessivo attaccamento al passato. La luce di una speranza è data dalla presenza dell'amore e dalla scoperta di non essere poi così soli.
Il giro di chitarra si risolve in un ritornello avvolgente, che strizza l’occhio alla tradizione del cantautorato italiano.

Ascolta il singolo

Guarda il videoclip musicale 

Chi sono i DOMANI MARTINA 

Amici da sempre, i Domani Martina sono una pop band nata a Torino nel 2020. Sviluppano il loro sound prova dopo prova ispirandosi ai grandi della musica BritPop/Rock, indie e cantautorale italiana. Ai testi che richiamano un romanticismo melanconico e a tratti ironico, i Domani Martina combinano sempre l’energia di una base musicale ricca di chitarre e ritmicamente travolgente. Ad oggi hanno pubblicato tre singoli: Prima o Poi, Io non voglio e Uno come me. Le viole è il loro nuovo singolo, un brano nato dal testo e dalla melodia della voce, che trae ispirazione dai Radiohead.

 

 

 

 

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mostra di Steve McQueen

Pirelli HangarBicocca invita all’inaugurazione della mostra

Steve McQueen
Sunshine State

A cura di Vicente Todolí

Mostra organizzata da Pirelli HangarBicocca, Milano in collaborazione con Tate Modern, Londra

Mercoledì 30 marzo 2022, dalle ore 17

“Sunshine State” è un’esperienza immersiva nel linguaggio visivo unico di Steve McQueen (Londra, 1969; vive e lavora tra Londra e Amsterdam). Celebrato come uno dei più importanti artisti e film-maker contemporanei, in oltre venticinque anni di carriera ha realizzato alcune delle opere più significative nel campo delle arti visive. Nel 1999 ha vinto il prestigioso Turner Prize. Ha inoltre diretto quattro lungometraggi per il cinema; tra questi 12 anni schiavo (12 Years a Slave) (2013), per il quale ha vinto l’Oscar per il miglior film, e Hunger (2008), con cui ha vinto la Caméra d’Or al Festival di Cannes. Nel 2020 ha realizzato la sua prima mini-serie in cinque episodi Small Axe, e recentemente tre documentari per la BBC.

Steve McQueen espande il suo lavoro all’interno degli spazi espositivi, creando un’esperienza visiva e sonora che immerge il visitatore in una dimensione spazio-temporale inedita. Il suo linguaggio visivo da sempre persegue l’obiettivo di comprendere e penetrare il reale e il senso più profondo dell’esistenza. McQueen
riflette anche sull’aspetto materiale e fisico dell’immagine in movimento, interrogandosi su come il medium filmico possa plasmare l’ambiente circostante e lo sguardo dello spettatore ed esserne a sua volta modificato. Arti visive e cinema si alimentano e influenzano a vicenda, intersecandosi tematicamente attorno a questioni attuali e urgenti, come quella razziale e post-coloniale, che aprono riflessioni più ampie sull’essere umano e sull’identità. Nei film più sperimentali, l’artista imprime poeticamente il suo sguardo e la sua presenza sui soggetti rappresentati, mettendo in luce lo stretto legame tra corporalità e soggettività, tra realtà e la sua raffigurazione. Le opere esposte, tra le più rilevanti del percorso di McQueen, rappresentano modelli narrativi liberi e punti di vista inaspettati sulle più ampie e trasversali sfumature dei contesti sociali storici e contemporanei.

Il progetto espositivo, che si sviluppa nello spazio delle Navate e su una delle pareti esterne, raccoglie alcuni dei lavori più importanti della carriera di McQueen e include la nuova installazione video, Sunshine State che dà il titolo alla mostra. Nella sua mente da più di vent’anni, l’opera è stata commissionata dall’International Film Festival Rotterdam (IFFR) 2022 e proposta in anteprima assoluta in Pirelli HangarBicocca.

L’inaugurazione della mostra si svolgerà su prenotazione obbligatoria con modalità che saranno comunicate prossimamente sul nostro sito e in una newsletter dedicata

Steve McQueen. Sunshine State
31 marzo–31 luglio 2022
giovedì–domenica, 10.30–20.30
INGRESSO GRATUITO
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

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