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Organizzazione Rock Targato Italia 2020 - Aggiornamenti organizzativi e richiesta materiale

CONVOCAZIONE ARTISTI

 

Per una comunicazione forse non chiara e ringraziandovi per la cortese attenzione:

 

IN RIFERIMENTO ALLA MAIL DEL 10 GIUGNO

 

SI PREGA DI INVIARCI UN UNICO VIDEO COMPRENSIVO DI DUE BRANI come da richiesta (che ora è meglio formulata)

 

 

ROCK TARGATO ITALIA 2020

Carissimi artisti,

gli ultimi mesi sono stati, per tutti, un vero e proprio terremoto. Sappiamo tutti cosa è successo da marzo a oggi e sappiamo anche qual è l’attuale situazione della musica live nel nostro Paese, fra norme rigidissime, incertezze e tanta confusione.

Nonostante tutto questo, Rock Targato Italia non si ferma. Crediamo che arrendersi proprio in un momento così difficile in cui il movimento rock del nostro Paese ha più che mai bisogno di entusiasmo e nuovi obbiettivi sarebbe la cosa più sbagliata.

Dunque, come coniugare il desiderio di portare avanti un evento che da oltre trent’anni trova la propria ragione d’essere nella presenza attiva sui palchi di tutta Italia con la necessità di convivere con limitazioni che rendono quasi impossibile garantire la possibilità di esibirsi dal vivo?

La risposta è la più semplice: abbiamo deciso di proseguire le selezioni del concorso (art 6 del regolamento) on line, nella speranza di poterci poi vedere dal vivo in autunno a Milano per le finali nazionali. In caso contrario, ad ottobre 2020, saranno decretati direttamente i vincitori dei vari premi previsti dalla rassegna

Quello che vi chiediamo è di mandarci un video in cui vi esibite dal vivo suonando due canzoni. Riprendetevi in sala prove mentre suonate le vs canzoni, preoccupandovi solo di far sì che il video rispecchi quella che è la vostra attitudine live. Non c’è bisogno di grandi produzioni: ormai tutti abbiamo sempre in tasca gli strumenti per poter scattare un’istantanea che rappresenti ciò che siamo e ciò che sentiamo di voler esprimere.

Tutti i video saranno caricati sul canale YouTube e profili social di Rock Targato Italia e le esibizioni verranno valutate dalla giuria del concorso come se vi trovaste di fronte a un vero live. A questo si aggiungerà anche la possibilità per il pubblico di poter segnalare le proprie preferenze.

Il termine ultimo per l’invio dei video è: il 3 LUGLIO 2020. Per qualunque chiarimento contattateci pure.

Materiale da inviare a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A presto e buon lavoro

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Ufficio Stampa DIVI IN AZIONE

Via Andrea Palladio 16 – 20135 Milano

02 58310655 – 392 5970778 - 393 2124576
Francesco Caprini – Franco Sainini

 

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divinazionemilano.it

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rocktargatoitalia.eu

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012 - Rock Targato Italia Rai 1

012 - Rock Targato Italia Rai 1

di Antonio Chimienti

  - Il prossimo  2021 dal 25 al 28 Febbraio avrà luogo su Rai 1 la 36 edizione di Rock Targato Italia.

La vetusta manifestazione di San Remo infatti, dopo l’ultimo scoop sul coinvolgimento in vincitori pilotati e contenuti politicizzati, fuorvianti e fortemente lontani da una rassegna dei frutti di quella che dovrebbe essere una ricerca onesta e vissuta di talenti della nostra musica italiana…...chiude i battenti e verrà definitivamente archiviata a favore appunto del maturo ( 35 anni) , ma per definizione giovanile e travolgente concorso musicale nazionale di R.T.I.

Vediamo nel dettaglio le motivazioni che riassumono questa decisione da parte del ministro della cultura.

San Remo nasce come l’incrocio dove una volta l’anno gli editori sì davano appuntamento con l’italia intera per portare alla ribalta il loro lavoro di ricerca e recruiting di poeti, compositori e cantanti , in pratica il meglio fra noi italiani nel campo delle arti musicali e che più di altri secondo una preselezione realizzata appunto dagli ESPERTI editori avrebbero potuto ambire al premio conferendo a noi tutti la certezza che ascoltando questi ultimi noi potessimo avere coscienza di quale fosse la nostra capacità in queste arti.

E così fu per molti anni.

La musica in Italia cresceva pertanto così bene in qualità che veniva cercata oltre oceano anzi ...GLI oceani da tutti gli artisti di successo.

Artisti come il papà del mio partner Paolo, Gino Mescoli,  doveva fare più tournè addirittura in Giappone per soddisfare le richieste e i suoi interlocutori e colleghi e quindi amici con i quali colloquiava attraverso il telefax o il telefono a disco di allora erano compositori del calibro di Bachara et similia.  Sono moltissimi i successi italiani di allora tradotti e riarrangiati in tutto il mondo. E dobbiamo accettare che il successo in vendite totali di artisti come i Beatles o Metallica o ABBA o altri non raggiungono in valori oggettivi l’equivalente del successo di una cultura artistica come quella Italiana. Nel senso che quelli non sono circoscrivibili in un insieme culturale ( infatti dobbiamo andare a leggere fra le righe del disco di quale nazione sono i musicisti perchè potrebbero esserlo INDISTINTAMENTE di qualsiasi posto in sui sì parli la lingua anglosassone) mentre la melodia italiana è solo italiana. Un parallelismo potremo farlo con la musica Greca o Sud Americana, ma appunto rispetto a questi ne usciremmo vincitori.

Bene , ma poi cosa accadde per esserci ritrovati oggi ed essere spettatori di un concorso in cui al contrario ogni cantante sgomita per somigliare ad un qualsiasi mezzo fenomeno ( perché ad uno intero non potrebbe mai arrivarci) proveniente da fuori del nostro paese Italia?

 E’ accaduto quello che accade sempre da noi, alla fine di una scalata dove pochi al mondo avrebbero avuto le carte in regola per finirla, lì raggiunta la vetta , dove solo la dignità e la spiritualità avrebbero la forza di farci resistere alla tentazione della STRA-FAMA e STRA-RICCHEZZA….la nostra infinita paura del perdere qualcosa, come sé quello che avessimo potessimo portarcelo per sempre con noi o che peggio ci appartenesse attraverso la morte, ci porta inesorabilmente nelle stalle. Come disse qualcuno siamo i più grandi stupidi del pianeta in questo, dalle Stelle alle Stalle è un percorso in cui noi siamo eccelsi.

Il campanello di avviso fu quando la Rai tolse la gestione dell’orchestra di San Remo al mio defunto amico e mentore M° Gianni Berlendis per utilizzare l’orchestra Rai di Roma.

Bravi veramente bravi….standing ovation.

Senza nulla togliere all’orchestra Rai, ma quella del M° Berlendis era costituita da musicisti professionisti che ogni giorno guadagnavano o non guadagnavano solo in virtù della loro capacità e qualità tecnica. Erano i musicisti della discografia milanese in primis e poi emiliana e qualcosina romana, ma soprattutto erano i musicisti che con i loro riffs avevano fatto diventare successi famosi brani di tutti gli artisti che poi partecipavano al concorso di San Remo. Perché accadde? L’ho detto prima e continus sd accadere anche oggi nella nostra economia. Sono un pasticcere, creo un cioccolatino, piace molto mi arrichisco, creo una catena di pasticcerie, sono ricco ho da sfamare i miei figli ed i figli dei miei figli per quattro generazioni, ma non conta apro una fabbrica, poi due, poi tre, poi muoio e mio figlio che non sono io e soprattutto non ha dentro quello che permise a me di inventare quel cioccolatino ...stabilisce che per LASCIARE ANCHE LUI UNA IMPRONTA SU QUESTA MERAVIGLIA trasferisce per guadagnare anche lui qualcosa la sede in un paese dove costando meno potrà rivendicare di aver portato profitto. Ecco questo signore ha il cognome che comincia con Ferre e conosco anche la sua storia perché abitava diciamo “dietro casa mia” e l’altro quello di San Remo sì chiama “Politica Ammazza Italia” che non essendo esperto in nulla strappa di mano al contadino i frutti più belli spacciandoli per suoi.

Ora mi chiedo perché mai un direttore Artistico di allora dovrebbe metterci la faccia oggi, e lavorare di cuore ( perché per certe cose i soldi non bastano) quando chi amministra, chi deciderà saranno persone che neanche decidono con il proprio gusto, ma lasciano il verdetto dietro la linea del totale di cose di tutt’altro genere come per esempio le nomine Rai o come soluzione di pagamento o scambio di un favore in un altro ambito?

Sto parlando di San Remo come un riflesso dell’epoca in cui esso viene offerto. Ricordate come sì esprimeva il compianto PRESIDENTE della REPUBBLICA Sandro Pertini? Era libero, ve lo ricordate in piazza a dare l’esempio? Bene lì a San Remo c’era ancora il M° Berlendis. Vi ricordate i presidenti dopo? Dopo Craxi vi ricordate? L’orchestra era diventata quella di Roma.

Bene in tutti questi anni Rock Targato Italia , protetto dalla genuinità intellettuale e sostenuto dall’amore per la musica di Francesco Caprini, continuava parallelamete quella missione con cui San Remo era stato concepito: scoprire talenti nel campo della nostra musica. E’ Rock Targato Italia che ci ha donato artisti come LIGABUE, LITFIBA, ELIO e molti altri e ci sarebbero stati anche tutti gli altri notissimi sé ovviamente Rock Targato Italia avesse potuto concorrere alla stessa stregua di San Remo contando su soldi gratis a pioggia e con strumenti divulgativi già pagati alla fonte come la televisione nazionale. Ma questa è un’altra storia. Chi ci garantisce che sé RTI fosse stata finanziato dallo stato non sarebbe diventato la macchietta teatrale che è San Remo? Ve l’ho spiegato prima con la storia del cioccolatino, Francesco Caprini lo ha inventato lui e per questo è ancora un concorso protetto dalla dignità del suo creatore mentre di San Remo per accertarne la paternità sì devono guardare i seggi in Parlamento, ma non credo  che sarebbe sufficiente.

Bene quindi appuntamento al prossimo Febbraio con Rock Targato Italia e voi musicisti ….sotto con la penna ed in bocca al lupo a tutti.

Beep, beep….uff la sveglia ….che giorno è?  

Antonio Chimienti

blog Rock Targato Italia 

 

 

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I VIRUS DELL’OGGI, QUELLI DI DOMANI, L’ARTE E GLI ARTISTI, LA MUSICA E LA “GUERRA”

I VIRUS DELL’OGGI, QUELLI DI DOMANI, L’ARTE E GLI ARTISTI, LA MUSICA E LA “GUERRA”

Ovvero quattro chiacchiere con ROBERTO BONFANTI

Bentornati alle Visioni. In questo pezzo vi proponiamo una bella e lunga chiacchierata con Roberto  Bonfanti. Roberto, oltre a essere un decano della Giuria del contest di Rock targato Italia e a curare le recensioni dei migliori album italiani su questo stesso sito, è un giornalista, uno scrittore e un artista. Se qualcuno volesse urlare allo scandalo perché noi si parla di noi, sappia che è proprio vero! E’ un uso privatistico delle Visioni ma, credo che conoscerci meglio sia simpatico e forse utile anche per i nostri lettori. Sull’utilità sto, ovviamente, scherzando!

Visio: Ciao Roberto e grazie per aver accettato il nostro invito. In realtà, l’idea di questa nostra chiacchierata è di Francesco (Caprini, N.d.R.).

Roberto: Allora ci inchiniamo al suo volere (ridiamo).

Visio: Allora chi è Roberto Bonfanti? A noi risulta: giornalista, scrittore, artista, giurato e collaboratore di Rock targato Italia …

Roberto: Io ho cominciato a collaborare con Kronic, una fanzine cartacea che inizialmente si occupava di metal e si chiamava Suburbia, poi si sono aperti prima al goth, poi all’elettronica e al pop rock. Io ho cominciato a collaborare nel 2001. Era una delle prime webzine musicali: all’epoca c’eravamo noi, Music Boom e Rockit oltre a Rockol che è un’istituzione.

Visio: Tu ti occupavi della parte italiana?

Roberto: Sì, molte delle produzioni indie italiane di allora passavano sulla mia scrivania.

Visio: Tu nasci come giornalista, quindi e poi scrittore e artista. Io ricordo di avere recensito anche un tuo romanzo su questa stessa rubrica. Raccontaci un po’.

Roberto: Dopo Kronic, avevamo aperto un’etichetta musicale che è andata malissimo …

Visio: Ci puoi dire cosa è successo?

Roberto: E’ che eravamo delle teste di cazzo. Si chiamava “Ilrenonsidiverte”… Abbiamo fatto quattro album e poi abbiamo capito che non era roba per noi. Facevamo fatica a gestire i rapporti umani… soprattutto con l’ambiente circola attorno al mondo della musica. Sai, io venivo da qualche anno di Kronic, durante i quali ero un punto di riferimento per i gruppi, nell’area pop-rock-indie eravamo in pochi … Finito il mio scopo, la gente è un po’ sparita e mi sono trovato a capire che erano relazioni utilitaristiche da parte degli artisti …

Visio: Come spesso succede nell’incapacità di fare gruppo. Ma torniamo alla scrittura.

Roberto: Tutto nasce dal fatto che io ho sempre scritto racconti. Quando si è chiusa l’esperienza dell’etichetta, per rimettere insieme le idee, ho deciso di riprende i miei racconti e li ho pubblicati in una raccolta che si intitolava: Tutto Passa Invano. Da lì è iniziata la voglia di mettersi in gioco. Questo libricino è finito nelle mani di un piccolo editore che si chiamava Falzea che era distribuito da RCS (allora). Ho cominciato a lavorare più seriamente così è nato il mio primo romanzo: L’Uomo A Pedali (2009). Per quanto riguarda l’artista … E’ Francesco che mi definisce così … (ridiamo).

Visio: Qualche volta, Francesco aggiunge o toglie … Preso dalle sue presentazioni centrifughe qualche cosa rimane al centro, qualcosa d’altro viene sparato ai margini. Poi, leggendoci ci rimprovererà.

Roberto: In realtà, quando si è trattato di presentare il mio romanzo intitolato Alice (quello che tu hai recensito), siccome nel salottino culturale delle letture o in quello delle presentazioni in libreria non ci stavo comodissimo, mi sono inventato non uno spettacolino … più una performance durante la quale leggevo parti del libro in modo più teatrale, meno convenzionale. Stando sul palco con un mio stile.

Visio: Parliamo della tua esperienza nel contest di Rock targato Italia.

Roberto: Per me collaborare con Rock targato Italia è stata una bella chiusura del cerchio. Quando io ho cominciato ad  interessarmi di rock italiano erano gli anni Novanta e c’erano band come Litfiba, Timoria, Negrita, CSI, etc.

Visio: Molti di questi passati per Rock targato Italia …

Roberto: Tutti passati o come ospiti o, addirittura, lanciati dal concorso. Ai tempi sentivo e leggevo spesso il nome di Francesco e di Rock targato Italia. All’epoca c’erano le riviste, c’era Il Mucchio Selvaggio, c’era Tutto Musica del nostro amico Fausto Pirito e lì, mentre collaboravo con Kronic, li ho voluto incontrare e ho preso a collaborare con quella realtà. Pensa … Ho fatto la prima volta il giurato nel lontano 2001. Poi ho ripreso in tempi più recenti.

Visio: Parliamo del concorso.

Roberto: Quello che vedo è che c’è sempre molto entusiasmo ma, spesso, non molta consapevolezza. Capisci che artisti, anche di talento, non hanno molto l’idea di come ci si muove … Un’idea precisa ce l’ha data il comportamento dei musicisti durante la quarantena. In un periodo come questo, dove stanno succedendo un sacco di cose e tutte gravi, uno deve scegliere se essere un artista o un intrattenitore. Ho letto un post di Mauro Ermanno Giovanardi, il cantante dei La Crus, che è molto contrario ai concerti sui balconi o in streaming perché molti hanno voluto cavalcare l’onda, in modo autoreferenziale.

Visio: Bé, uno dei problemi non è proprio la visibilità?

Roberto: Certo. In fondo tutti cerchiamo, in qualche modo, visibilità. Però occorre stare molto attenti al messaggio che si trasmette. Il “vatuttobenismo” dilagante rischia di diventare un’arma anestetica pericolosa. Un po’ come le associazioni di categoria che a ogni decreto si limitano a tentare di elemosinare qualche spicciolo in più per la loro categoria di riferimento anziché provare a guardare la problematica in modo più ampio e magari, tutti insieme, tentare di rovesciare il tavolo e cambiare le cose in modo più radicale. Mi è piaciuto molto, parlando di un personaggio legato a Rock targato Italia,  Riccardo Autore che sta lanciando una serie di video,  facendo profonde riflessioni sul momento. Ha, anche, intervistato il sindaco del suo paese. Questa roba dei concertini in streaming è un accodarsi, estraniandosi dalla realtà.

Visio: In tempi non sospetti, Damon Albarn, ha parlato di selfie music. Una concentrazione su sé stessi senza o con scarso impegno rispetto a quello che succede intorno. Secondo lui l’artista ha delle responsabilità in relazione alla società.

Roberto: E’ esattamente quello che sta succedendo, in modo ancora più estremo. E’ il grande limite del rock emergente. Si diventa i burattini del sistema …

Visio: E’ il tema di quelli che scrivono poesie sotto le bombe … E’ quando le bombe smettono di cadere il momento, per usare una metafora, di scriverle. Se no, si cade nel tranello dell’”attualistico” e non si riesce ad essere critici in modo efficace.

Roberto: Si corre il rischio della instant song che tra due settimane non ha più senso …

Visio: Abbiamo virologi che, ormai, sono le nuove star della TV che hanno detto tutto e il contrario di tutto che escono con gli instant book … Cosa fai??? … privi i musicisti di questa possibilità (ridiamo)?

Roberto: Vero! Oggi si sta istituendo il Ministero della Verità … Quando quelli che si ergono come paladini contro le fake news sono i primi a diffonderle! Sono state le grandi testate giornalistiche a spacciarci immagini di repertorio di centri città molto frequentati, suggerendo che è così che si rispetta il lockdown … Pile di bare del 2013 di Lampedusa, spacciate come quelle di Bergamo (e ovviamente non sto assolutamente insinuando che la tragedia di Bergamo sia falsa. Ho diversi amici da quelle parti e so bene quanto la zona sia stata colpita. Parlo del modo in cui i media hanno cercato, all’interno della tragedia, la spettacolarizzazione del macabro per generare ulteriore ansia). L’assioma secondo il quale, più o meno esplicitamente, siamo ancora costretti a casa perché c’è qualcuno che non rispetta le regole. E’ dividi et impera. Ci spingono ad occuparci di quante volte il nostro vicino esce col cane … il Sud contro gli untori del Nord che ha sostituito quella contro quelli cinesi. Ci mettono gli uni contro gli altri.

Visio: E’ il punto. Cosa resterà di questi dispositivi liberticidi, di queste limitazioni? Al di là della gestione dell’emergenza… Cosa rimarrà di questa volontà di controllo delle persone.

Roberto: E’ un punto molto spinoso … Il pericolo è che stiamo creando un’emergenza democratica. Sta diventando vietato anche farsi delle domande. E sono gli artisti che sono deputati a farle! E’ legittimo governare a colpi di DPCM? Non è uno strumento nato per questo. Abbiamo un’informazione ufficiale fatta per creare panico e che spinga l’opinione pubblica a consegnarci nelle mani di chi governa … I casi che abbiamo citato prima dovrebbe portare alla chiusura di questi giornali. Il virologo che dice che il rischio in Italia è zero e poi diventa, senza soluzione di continuità, il più allarmista del mondo!

Visio: Parliamo un po’ di musica … Qualche nome di band o di artisti dell’indie rock italiano, che ti hanno fatto battere il cuore ultimamente? Anche emergenti ...

Roberto: La domanda è molto difficile … Io non ho ancora capito cosa vuol dire indie … Se prendi nomi come Paolo Benvegnù, Giorgio Canali, Filippo GattiGiulio CasaleRiccardo Sinigallia …  che sono, secondo me, alcuni dei più bravi. E’ gente che ha fatto dischi bellissimi, in un contesto vagamente normale sarebbero i nomi importanti …

Visio: In Italia esiste il miracolo del mainstream … La maggior parte degli attori della scena mainstream nascono e muoiono lì. Gli altri se sono passati dall’indie, diventano mainstream facendo cose radicalmente opposte.

Roberto: Sugli emergenti, ci provo. Ultimamente mi è piaciuto molto l’album di Lorenzo Del Pero che è un giovane. Grande vocalità e testi lirici, profondi ed evocativi.

Visio: Un altro regalo per i miei lettori?

Roberto: L’anno scorso a Rock targato Italia abbiamo premiato gli RCCM, molto politici che fanno un post rock asciutto. Sarebbe interessante chiedere loro cosa ne pensano della realtà attuale.

 Visio: Adesso cosa stai ascoltando?

Roberto: I Non Voglio Che Clara hanno fatto un bellissimo album che ho recensito. Ma faccio fatica a considerarli degli emergenti, visto che sono in giro da vent’anni.

Visio: Dai! Regalaci qualche altra chicca italiana … come sai tu sei la mia nemesi! Io mi occupo più di grandi classici anglosassoni e, solo, grazie a te e a Rock targato Italia, frequento l’indie italiano.

Roberto: Ti sorprendo … Sto ascoltando Murubutu, un rapper molto particolare. Ha scritto un album sull’Inferno di Dante. Tra l’altro, è anche insegnate di italiano e, quindi, maneggia molto bene la materia.

Visio: Concludiamo con i tuoi progetti per il futuro.

Roberto: Sto lavorando ad un nuovo romanzo ma i tempi non saranno maturi prima di un paio d’anni. Almeno credo …

Visio: Grazie Roberto!

di Paolo Pelizza con Roberto Bonfanti.

© 2020 Rock targato Italia

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Mario Luzzatto Fegiz al M.E.I.

Comunicazione dal blog di Rock Targato Italia

Sabato 5 ottobre  al M.E.I

c/o Stand Master Music Palazzo delle Esposizioni

alle ore 15,00

Mario Luzzatto Fegiz

Una presentazione spettacolare da non perdere.

Segue firmacopie.

 

Fegiz con 2 libri e un minishow al Mei di Faenza Sabato 5 ottobre alle 15.00 (e non alle 17) come precedentemente annunciato.

MEI a Faenza MEETING DELLE ETICHETTE INDIPENDENTI Palazzo Delle Esposizioni

Corso Mazzini 92 FAENZA

MARIO LUZZATTO FEGIZ presenta i suoi 2 libri: "TROPPE ZETA NEL COGNOME" (edito da Hoepli e "IO ODIO I TALENT SHOW" (edito da GVE). 

Una presentazione spettacolare da non perdere. Segue firmacopie. I libri saranno disponibili presso lo stand MASTER MUSIC durante i 3 giorni del MEI, e, sabato alle 15 nel luogo della presentazione.

“Cosa si nasconde dietro uno scoop? Come nasce una canzone? Come si fa a incontrare Mina senza farsi cacciare?“ Questo ed altro nello show case di Fegiz

 

FRANCO SAININI – FRANCESCO CAPRINI

Divinazione Milano S.r.l.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 393 2124576 - 3925970778

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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