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"Stai con me", il nuovo singolo di Oana

Stai con me è il nuovo singolo di Oana


"Stai con me" è il nuovo singolo di Oana, misteriosa cantautrice che aveva di recente esordito con il brano Dentro e Fuori, con la sua inconfondibile malinconia elettronica che è diventata il suo marchio distintivo. Qui, Oana sembra volerci dire che il tempo non tollera sentimentalismi, ma è compagno severo del momento in cui spandiamo il primo respiro sul mondo. Probabilmente succede a tutti, di incontrare la persona giusta al momento sbaglio, o quella sbagliata al momento giusto. Allora bisogna raccogliere le forse e saper lasciar andare, anche quando in realtà vorresti gridare fortissimo: Stai con me!
 
E per infinito che ci può sembrare un momento buio, diventa inesistente rapportato all'eternità, diventiamo piccoli, possiamo dire mai esistiti. Ecco quindi il tempo non esiste, è una dimensione soggettiva, uno dei tanti costrutti mentali nei quali ci rifugiamo. Perché alla fine, quando ci giriamo indietro, la sensazione è qualcosa tipo...
è successo davvero? Era reale?


Tutto è offuscato e diventa leggero. Stai con me!

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Sono Oana.
Una, nessuna, centomila”.
Ho un unico desiderio: la catarsi.
Credo nell’arte come strumento essenziale per la liberazione dalle forme ripetitive del quotidiano. Ho sentimenti anticonvenzionali, ma provo rispetto reverenziale per la musica.

Sono nata nel ’92, non importa dove.
Ho fatto il Classico e poi ho lavorato nei bar (cioè ci lavoro ancora).

A 25 anni ho mollato il conservatorio ed ho iniziato a scrivere la mia musica, poi ho conosciuto Mr. Blackstar ed insieme abbiamo iniziato a lavorare al mio primo EP, “I FIORI DEL MALE”.
 
Sul web
 

Blog: rocktargatoitalia.it

Di: Nadia Mistri

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"Milano nasce celtica" il nuovo libro di Tito Livraghi

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Che cosa sappiamo sui Celti?

E sulla fondazione della città di Milano?

Abbiamo mai sentito parlare delle dracme padane?

E nell'avveniristico quartiere di CityLife,

a cosa fanno riferimento le oltre 100 stelle colorate incastonate nella pavimentazione di piazza Burri?  

 

Milano nasce celtica

il nuovo libro del noto medico scrittore milanese

Tito Livraghi

ci ricorda da dove veniamo

e ci conferma che la Storia

può essere davvero appassionante

quando la si sa raccontare.

 

Milano nasce celtica – Recensione 14 Gennaio 2021

 

 

 

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Blog: RockTargatoItalia.it

Di: Nadia Mistri

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Nuovi corsi online: scrivere per il cinema e scrivere serie tv

Due corsi online di  scrittura in un'offerta combinata:
Scrivere Sceneggiature per il Cinema
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Scrivere una Serie Tv


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I corsi, in diretta su Zoom il sabato mattina dalle 10.00 alle 13.00, affronteranno i principali elementi della drammaturgia cinematografica e di quella seriale: dall’ideazione di una storia alla sua strutturazione in un racconto compiuto e coerente, con un tema riconoscibile, un conflitto forte e un protagonista interessante che affronti l’avventura più adeguata ai suoi obiettivi, e ai suoi bisogni.

 

SCRIVERE SCENEGGIATURE PER IL CINEMA
con Enrico Saccà
dal 30 gennaio al 27 febbraio 2021, il sabato ore 10.00-13.00

 

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con Angelo Pastore
dal 6 marzo al 3 aprile 2021, il sabato ore 10.00-13.00

 

Quota di iscrizione: 200,00€ per ogni corso (totale 400,00€)
Offerta pacchetto Sceneggiatura online: 350,00€


Iscrizioni entro il 26 gennaio

 

di: Nadia Mistri

blog: rocktargatoitalia.it

 

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LA SINDROME DELLA REALTA’.

“E non voglio che il mondo mi veda

Perché non penso che capirebbero

Quando tutto è fatto per essere rotto

Solo voglio che tu sappia chi sono.”

da Iris (Goo Goo Dolls)

 

 - Oggi, se vuoi fare un video da trapper di successo devi farti vedere come minimo su una Ferrari, se sei un rocker di successo ti basta essere seduto con la giacca sotto la testa come cuscino sul sedile spartano di un autobus.

Perché il rock non è “aspirazionale”, è di tutti e per tutti.

Chi lo fa, ovviamente, deve avere qualcosa da dire (magari di interessante o di importante) e qualche skills per potersi esprimere cosa che per alcuni altri generi non sembra essere fondamentale.

Sembra più importante avere una storia che essere capaci di raccontarla. Un tale che, forse qualche copia in più di un paio dei suoi romanzi l’ha venduta, un giorno disse: “non è mai la storia, è come la racconti!” Quel tale all’anagrafe fa Stephen King. Per carità, averne una di storia, è condizione necessaria ma non sufficiente.

Raccontarsi, alla moda di oggi, non è arte è onanismo. Già perché come diceva Aristotele (no, non è un centravanti brasiliano) la condizione umana è unica e immutabile. Quindi, se la compagna di classe che avevi al liceo non te l’ha data non è che ce la devi menare e, adesso, che sei ricco e famoso e hai fatto (magari) anche un film, devi ammorbarci con il novero delle tue conquiste amorose esponendole come il bucato.

Semmai, il fatto che tu abbia questa modalità di revanscismo nei confronti del genere femminile ci toglie ogni dubbio sul fatto che quella tua compagna di classe avesse ragione oltre ogni ragionevole dubbio. Inoltre, (il tu è ipotetico ma potrebbe coinvolgere più di un soggetto reale) se non sei capace di fare niente perché non suoni, non canti, non scrivi … beli e blateri di facezie, dico io, perché dovrei interessarmi a te. In che modo mi aiuti a capire la realtà, cosa stimoli in me?

Scusate l’integralismo ma la contemporaneità ha sviluppato un’ulteriore svolta che basa il giudizio su apparenza, appartenenza e superficialità. E’ vero che queste deviazioni ci sono sempre state ma, ora, sono elette a sistema. Non credo che ci sia nessuno (ancorché di estrema destra e normodotato dal punto di vista delle facoltà mentali) che , al di là delle diverse posizione, possa aver ritenuto ininfluente il pensiero di Pasolini. Oggi, mi direbbero: Pasolini, chi? Senza sapere che abbiamo avuto due grandi Pasolini: uno campione di motociclismo e l’altro autore, intellettuale poeta e regista. Il tema dell’oggi è che esisti se posti, se twerki, se cazzeggi. Le star sono i campioni della gara di scoregge su YouTube … Quando va bene.

Ok, sono il primo a dire che non ci sia niente di male, tuttavia, questo non può essere tutto quello che c’è a disposizione. Perché, vedete, per scovare qualcosa di qualità bisogna scavare, documentarsi, fare fatica, compiere atti deliberati. Non è a portata di click, la profondità. Non lo è mai stata. Neanche ai miei tempi quando non c’erano questi fenomeni da baraccone ma ce n’erano altri. Allora erano prodotti dalla TV commerciale, non dalla rete. Però, noi avevamo gli anticorpi. Oggi, non sono così convinto che i ragazzi li abbiano sviluppati in una società dove vige il pensiero unico, dove le opinioni sono diverse ma standardizzate, lo stile di vita omologato. Io sono stato molto criticato dai giovani, anche dai miei parenti, perché non sono sui social … ci devi essere, mi dicono. No, rispondo, io non devo fare niente che abbia come motivazione che lo fanno tutti.

Lì, sulla linea di galleggiamento, c’è quello che il marketing vuole farti credere che abbia un valore e, un valore, ce l’ha esclusivamente dal punto di vista del profitto che porterà a qualcuno. L’effetto boomerang è che farà ricco quel qualcuno e più stupidi tutti coloro che lo ascoltano (o, come si dice  adesso, che lo seguono).

Vedete, qualche giorno fa è stato il quarantesimo anniversario della morte di un artista immenso, pensatore e pacifista. Il nome di costui è John Lennon. Come per Pasolini, per favore, non chiedete: John chi?

Perché se fate questa domanda otterrete soltanto la nostra compassione.

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock targato Italia

 

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