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“VUOTO” il nuovo videoclip di FRANCESCO BELLUCCI

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“VUOTO”

il nuovo videoclip di

FRANCESCO BELLUCCI

 

https://youtu.be/FppKiauT13I

 

 

Vuoto" è il secondo videoclip estratto dal nuovo album di Francesco Bellucci “Situazioni Sconvenienti” in uscita a Marzo 2020 (https://youtu.be/FppKiauT13I)

Diretto da Piernicola Arena, il video è stato girato all’interno dello Stadio Comunale di Modena di atletica leggera ed interpretato da Francesco Bellucci e dagli atleti Elena Pradelli, Eleonora Iori, Anna Cavalieri, Luca CalvanoLorenzo Lamazzi e Simone Burani della “A.S. La Fratellanza 1874”.

Un gruppo di velocisti si prepara al momento di maggiore stress psicofisico. La corsa.

Rappresentazione dei momenti importanti e degli innumerevoli esami a cui siamo sottoposti nella vita, anzi, la vita stessa. In cui si vive o si muore, senza vie di mezzo, senza margine di errore. La costante pressione delle aspettative. La paura di non farcela, di fallire.

“Volevo rafforzare con le immagini il senso di vuoto che ho raccontato nella canzone.

Insieme al regista abbiamo pensato subito alla corsa, come metafora della vita e della continua competizione a cui siamo sottoposti. Questa perenne gara con il prossimo, oggi molto più evidente rispetto al passato, anche a causa dei social network, che non porta a niente e ci lascia vuoti, impauriti ed immobili. Frustrati dalla continua ricerca di accettazione e approvazione che dall’esterno non può arrivare, perché è soltanto dentro di noi la risposta. Dimmi che cosa ho dentro!

Prodotto da: Sara Torelli

Diretto da: Piernicola Arena

Interpretato da:

Francesco Bellucci, Elena Pradelli, Eleonora Iori, Anna Cavalieri, Luca Calvano, Lorenzo Lamazzi, Simone Burani

Aiuto regia: Stefano Severino; 2° Aiuto regia: Chiara Gatti

Montaggio: Lorenzo Ferrari

Trucco: Erika Poltronieri

Missaggio: Davide Guerri

Mastering: Roberto Barillari

Assistente mastering: Nicolò Romani

Si ringrazia: l’Assessorato allo Sport del Comune di Modena, A.S. La Fratellanza 1874.

Il singolo è pubblicato dall'etichetta discografica Terzo Millennio.

FRANCESCO BELLUCCI

Francesco Bellucci è nato a Modena il 20 Settembre 1989. Debutta musicalmente nel 2013 partecipando alla Prima Edizione del Premio Pierangelo Bertoli classificandosi al secondo posto con la canzone “Io Ci Credo Ancora”, pubblicata nel Maggio del 2014.

Nell’Ottobre 2014 ci riprova al Premio Bertoli conquistando ancora il secondo posto con la canzone “Forse”.

Nel 2017 pubblica il primo album “Siamo Vivi” con 13 brani inediti, anticipato dal singolo “Vivere Davvero” e dall’omonimo videoclip presentato in anteprima da L’Espresso.

Con la canzone raggiunge la prima posizione della classifica “Absolute Beginners” stilata da Radio Airplay Italia per il quotidiano online Rockol e vi resterà per sei settimane consecutive.

Selezionato da Radio Deejay per partecipare al Deejay On Stage il 14 Agosto si esibisce a Riccione in apertura al concerto di Francesco Gabbani.

Autunno 2017 esce il secondo singolo "Il Mondo Sta Girando” estratto dall’album d’esordio è accompagnato da un videoclip che viene presentato in anteprima su Fanpage.it.

Nel 2018 pubblica il singolo "Che Sfiga Però”, presentato durante la serata finale del Poesia Festival di Modena prima del concerto di Ghemon.

Il 20 settembre 2019 Francesco pubblica il singolo “20 Lt. di Benzina” di cui l’omonimo videoclip è stato presentato in anteprima da All Music Italia.

 

FRANCO SAININI – FRANCESCO CAPRINI

Divinazione Milano S.r.l.

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"Festival delle Abilità, Arte, Musica e Poesia" tutti i talenti delle persone con disabilità

 

"Festival delle Abilità, Arte, Musica e Poesia"

tutti i talenti delle persone con disabilità

CASCINA CHIESA ROSSA

via S .Domenico Savio, Milano 

23 e 24 Novembre 2019 dalle ore 11 alle ore 18

(vedi programma www.milanoinmusica.it)

 

Nel weekend del 23-24 novembre il parco della Chiesa Rossa di Milano (Via S. Domenico Savio, snc. Milano) dalle ore 11 alle ore 18 si trasforma in un grande palcoscenico dove artisti con e senza disabilità esprimeranno tutti i propri talenti.

... Nasce a Milano la FESTA-FESTIVAL DELLE ABILITÀ, ARTE, MUSICA E POESIA all’interno del complesso della Cascina Chiesa Rossa (Municipio 5) i cui giardini e biblioteca ospiteranno performance musicale, teatrali e poetiche.

Una due giorni dedicata ad abbattere gli steccati fisici e culturali che ancora circondano il mondo della disabilità: un’apertura verso l’altro che avverrà attraverso la “messa in scena” delle abilità e dei talenti delle persone. L’arte, la musica e la parola serviranno ad annullare le distanze, ad avvicinare persone diverse tra loro, ma unite da un unico linguaggio comune quello della passione per le arti espresse in tutte le loro forme...

(Simone Fanti), giornalista

Sabato 23 novembre alle 11 verrà inaugurata la mostra "Dare forma ai sogni" dello scultore Felice Tagliaferri, noto a livello internazionale per alcune sue opere provocatorie capaci di mostrare le incongruenze di una società dedicata solo all’apparire . La mostra rimarrà aperta per l’intero weekend e offrirà al pubblico la possibilità di confronto con l’autore delle opere. La giornata poi sarà punteggiata da eventi musicale con il concerto rock alle ore 15, di Alex Cadili e dalla performance alle ore 17 del tenore Luca Casella e momenti di approfondimento. Alle 16 si svolgerà la tavola rotonda Fatti di-versi che vedrà la partecipazione del giornalista e poeta Antonio Giuseppe Malafarina e di Francesca Cinanni, direttrice artistica L’Arte nel cuore,  realtà romano-milanese che forma artisti con e senza disabilità in tutti i campi del mondo dello spettacolo

Domenica 24 novembre dalle 11 alle 18.00 sarà ancora possibile visitare, guidati dallo scultore Tagliaferri, la mostra "Dare forma ai sogni". Nel pomeriggio, alle ore 15 lo spettacolo teatrale a cura di Claudio Raimondo e dell’'associazione Archetipilab. A seguire ore 16 incontro con lo scrittore Giuseppe Ferdico che ha pubblicato recentemente il Thriller “Sergio Porta investigatore non vedente” ambientato a Milano e nei suoi locali della musica. Chiude l’evento alle ore 17 il tenore Matteo Tiraboschi.

NEL WEB:

  1. milanoinmusica.it

 

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Impressioni di novembre…

Un muro, un bambino che disegnava chitarre e “qualcosa”.

Impressioni di novembre…

Era novembre, trenta anni fa. Un novembre freddo e nebbioso. Non uno di questi nuovi “novembri” soleggiati con ventiquattro gradi che si alternano a piovaschi monsonici. Eppure, era, a suo modo, caldo. Era il calore di una speranza che si è miseramente spenta, soffocata da un mondo diventato sempre più gretto, stupido ed egoista.

Il mondo stava conoscendo la fine della Guerra Fredda, la fine del terrore dell’Olocausto nucleare. Il mondo stava sperimentando il seme della speranza nel futuro. Un futuro di pace e di prosperità, si credeva. Il mondo così come lo conoscevamo, finisce. Demolito come quel muro che divideva una Berlino libera da una Berlino prigioniera del totalitarismo della “Cortina di Ferro”.

Ma quella “fine” ci ha portati a concetti ed esperienze più deteriori (se possibile). Il mondo divenuto più piccolo della globalizzazione è più piccolo solo per le merci. Per le persone “muoversi” è impossibile. Il Capitale rimasto unica dottrina decide i destini di popoli e nazioni su base aritmetica. La finanza diventa il Grande Gioco virtuale ma che impatta sulla vita della gente in modo dirompente… Se pensate che sono problemi dei Paesi del Terzo Mondo e che esagero, provate a chiedere ai greci. Chiedete ai medici senza farmaci negli ospedali. Chiedete alle scuole senza insegnanti.

No. Non rimpiango la tirannia. Nessuna tirannia è degna e non esiste segno o genere nei regimi. Sono regimi e basta. Ma, anche, questo della gestione del pianeta per via finanziaria è un regime. Più asettico ma altrettanto cruento e talmente efficace da essere capace di sospendere la sovranità popolare in paesi dalla grande tradizione e consapevolezza democratica senza che nessuno possa opporsi.

Oggi abbiamo anche il problema del riscaldamento globale, del sovrappopolamento planetario e dell’inquinamento. Problemi che non si risolvono con le auto elettriche (tra l’altro, l’elettricità è prodotta, per la maggior parte, bruciando carburanti fossili) o contingentando l’uso della plastica … Servono misure draconiane che ci porterebbero per direttissima a due secoli fa. Misure draconiane che solo il Fondo Monetario Internazionale può applicare se un paese indebitato viene sottoposto agli stress delle speculazioni del videogame globale che gestisce. Vi sembra credibile che si possa risolvere? A  me, francamente, no.

Così ricordo con grande tenerezza quel giorno di trent’anni fa. Un gruppo di ragazzi pieni di ideali davanti alla televisione. Qualche applauso ad accompagnare i colpi di piccone o di mazza. Qualche lacrima quando partono i primi abbracci tra le brecce aperte. Sembrava che, davvero, fosse in atto un cambiamento per il meglio. Che grande ingenuità averci creduto.

Era sempre novembre. Era appena l’inizio di questo millennio … eravamo scioccati dalle immagini delle due torri abbattute a New York. Eravamo in attesa che le guerre di Bush Jr. (ma dovremmo dire, quelle di Cheney) ci consegnassero ad un altro incubo che dura da allora. Era l’anno di Al Qaeda e di Osama Bin Laden. Era l’anno di Jennifer Lopez, di Alicia Keys e di Lenny Kravitz.

Mentre tutto non sarebbe più stato come prima, in un letto circondato dall’affetto di amici e familiari, si spegneva George a Los Angeles.

George aveva solo cinquantotto anni. Si è dovuto arrendere alla malattia dopo essere sopravvissuto qualche anno prima ad un’aggressione in casa sua, dove aveva rimediato qualche coltellata. George aveva sognato fin da bambino una carriera da musicista. Da piccolo riempiva i suoi quaderni di disegni di chitarre, finché i suoi genitori (facenti parte della working class di Liverpool) non avevano deciso di sostenere l’inclinazione del ragazzo per la musica e gliene hanno comprata una di seconda mano.

Strano il culto che alcuni fanno di questo strumento. Uno strumento che nasce esile… poco incline a suonare con le orchestre. Uno strumento che suona da solo, finché non incontra l’elettricità in una relazione indissolubile.

George entra nei Beatles minorenne: lo rimandano a casa dalla Germania per questo.

George mette a segno alcune composizioni tra “due pezzi da novanta” come McCartney e Lennon. E’ stato il fautore di quasi tutti gli arrangiamenti dei Fab Four. Insieme all’altro George (Martin, N.d.R.) è stato una delle due colonne portanti del genio degli altri due.

Tra i brani che riesce a piazzare ci sono capolavori come Here Come The Sun e Something. Quest’ultima è una delle più belle canzoni d’amore mai scritte (è dedicata a Patty Boyd), impreziosita da frasi di chitarra tutt’altro che banali.

George è stato il primo ad inventare la formula dei concerti a scopo benefico. George era un polistrumentista che spaziava dal sitar al violino, dalla sua chitarra al sintetizzatore. Ha subito la fascinazione dello spiritualismo induista, ha avuto amicizie longeve con Ringo Starr (con cui da solista ha collaborato molte volte) e con Eric Clapton (che sposò dopo che George ebbe divorziato dalla stessa Patty Boyd).

George Harrison è stato uno dei musicisti più significativi del XX Secolo e troppo spesso quando si parla di musica lo dimentichiamo.

A meno che non sia novembre.

Qualcosa di questo novembre (spero) resterà. Per quanto mi riguarda più di qualcosa; mentre la pioggia picchietta sul tetto, sto ascoltando All Things Must Pass (il primo album post Beatles) e penso che quella ingenuità ci ha cresciuto e perso.

La vera sconfitta, però, è stata diventare realisti. E’ novembre e a novembre si può tornare ad essere stupidi e pieni di speranze.

Di Paolo Pelizza

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SETTE INAUGURAZIONI - SATURA Palazzo Stella


SETTE INAUGURAZIONI
SATURA Palazzo Stella
Sabato 9 novembre 2019 ore 17:00


Per il nuovo ciclo di esposizioni dedicato ai protagonisti dell’Arte Ligure prosegue la retrospettiva del maestro Aurelio Caminati (1924 - 2012) “Omaggio a Caminati” a cura di Mario Napoli.

Si inaugurano le mostre personali di Stefano Borroni “Noi siamo della stessa materia di cui son fatti i sogni” a cura di Mario Napoli, Francesco Dammicco “Prototipi per fonderia” a cura di Andrea Rossetti, Massimo Gilardi “Volti o maschere?” a cura di Flavia Motolese, Fiorella Manzini “Movimenti” a cura di Andrea Rossetti, Francesco Martera “Frammenti” a cura di Flavia Motolese e la mostra collettiva internazionale “Cibarie Leonardesche Edizione Zero Tre” a cura di Beth Vermeer con eventi collaterali e performance interdisciplinari. Saranno esposte le opere di Carlo Accerboni, Laura Accerboni, Stefania Alba, Silvia Bibbo, Salvio Capuano, Valter Luca De Bartolomeis, Uri De Beer, Maurizio Elettrico, Marilena Faraci, Agostino Faravelli, Laura Fonsa, Francesco Geronazzo, Fabrizio Gori, Yana Karamandshukova, Andrea Mancini, Andreas Mares, Françoise Morin, Enzo Navarra, Silvia Noferi, Antonello Paladino, Gloria Pastore, Mario Pepe, Farzaneh Rostami, Claire Jeanine Satin, Roberto Tondi, Marisa Tumicelli.

Sarà, inoltre, visitabile il nuovo spazio “La Galleria”, tappa obbligata per tutti i critici e collezionisti che vogliano apprezzare opere esclusive di: Alexander Calder, Lynn Chadwick, Piergiorgio Colombara, Claudio Costa, Walter Di Giusto, Paul Flora, Stefano Grondona, Jean Marie Haessle, Keith Haring, Alex Katz, Attilio Mangini, Carlo Merello, Plinio Mesciulam, Riri Negri, Peter Nussbaum, Donald Saff, Emilio Scanavino, Kumi Sugai, Antoni Tapies, Victor Vasarely.

Le mostre resteranno aperte fino al 20 novembre 2019

Dal Martedì al Venerdì ore 9:30-13:00 / 15:00-19:00
Sabato ore 15:00-19:00
Piazza Stella 5/1 - 16123 Genova
tel. 010 2468284 / cell. 338 2916243 / E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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