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NIENTE DA AGGIUNGERE IL NUOVO SINGOLO DEI NYLON

!!una giornata importante!!

oggi 18 ottobre in radio 

“NIENTE DA AGGIUNGERE” 

il nuovo singolo dei NYLON

“NIENTE DA AGGIUNGERE” è il nuovo singolo dei NYLON. Il brano è tratto dall’album di debutto “QUASI FOSSE UNA TEMPESTA” (autoprodotto – 2019), dal 18 ottobre in rotazione radiofonica e disponibile in tutti i webstore. 

 “Niente da aggiungere” è quel tipo di punizione che potremmo leggere in un poema dell'epica greca.La condanna si abbatte sul frontman dei Nylon: così come Sisifo è condannato per l'eternità a spingere un masso fino alla vetta, vederlo rotolare indietro e poi ricominciare, così l’artista è costretto a cantare giorno dopo giorno e concerto dopo concerto una canzone che tratteggia tutti i propri difetti.

Una lirica introspettiva che contrasta con lo spirito trascinante della canzone, specchio del carattere istrionico del protagonista.

Una canzone dal carattere pop, persino ballabile, ma con un testo che si rifà invece al mondo del cantautorato italiano. In perfetto stile Nylon.

Il brano è il terzo singolo della band pavese Nylon, già vincitrice dei premi Rock Targato Italia e Fondazione Estro Musicale.

 Il singolo sarà accompagnato da un videoclip, realizzato al Teatro Carbonetti di Broni, che verrà pubblicato ai primi di novembre.

Nel video un dandy dal fare altezzoso che, tra situazioni imbarazzanti e gesta da attore consumato, ci accompagnerà nella sua presa di coscienza verso il suo ruolo e la maschera che lo protegge.

Il video sancisce la collaborazione tra i NYLON e il Teatro Carbonetti di Broni dove la band andrà in scena sabato 30 novembre con uno spettacolo fra musica e performance. Un evento unico realizzato in collaborazione con artisti clown, ballerini aerei, contemporanei e di burlesque, attori che avrà come filo conduttore le canzoni della band.

 NYLON

Il progetto Nylon prende vita nel 2014 dalla collaborazione fra Filippo Milani (voce), Davide Montenovi (chitarra) e Adriano Cancro (violoncello).

La band vanta una stretta collaborazione con Roberto Re (basso) e Fabio Minelli (batteria), strumentisti noti della scena lombarda. Le diverse estrazioni dei musicisti creano un repertorio originale, in cui il genere cantautorato trova sostegno in arrangiamenti più elaborati che spesso hanno riferimenti ai generi più disparati (jazzclassicamanouchefolkrock e hard rock).

Lo spettacolo ha una forte impronta teatrale, che mira a coinvolgere in modo diretto il pubblico per non lasciarlo semplice spettatore.

La band apre i concerti di artisti quali Max Manfredi, le Luci della Centrale Elettrica, Roberto Angelini, Omar Pedrini, Alessandro Grazian.

Nel 2016 è stato pubblicato un EP di straculto “Antipasto Crudo”. Nel 2018 la band vince Rock Targato Italia. Nel 2019 il Premio della Fondazione Estro Musicale.

Nel Gennaio 2019 è stato, infine, pubblicato il primo album dal titolo: “Quasi fosse una tempesta”. Il disco è anticipato dalla pubblicazione del singolo e videoclip “L’indecente”. A maggio 2019 è stato pubblicato il secondo singolo e videoclip dal titolo “Irene”. Entrambi i videoclip sono stati pubblicati in anteprima nazionale da All Music Italia.

NEL WEB

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ANDREA FERRARA

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Tel. 0258310655 Mob. 3925970778

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webwww.divinazionemilano.it

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In Radio e nei digital store dal 18 ottobre “CHEMICAL DAYS” Il nuovo singolo dei THE CRIMINAL CHAOS

“CHEMICAL DAYS” è il nuovo singolo dei THE CRIMINAL CHAOS.

 

Il brano, che anticipa l’album “SURREAL REALITY”, in uscita a fine ottobre, sarà dal 18 ottobre in rotazione radiofonica e disponibile nei webstore.

“...come luccicanti paillettes su uno specchio appannato, si riflettono nella notte strani esseri danzanti durante il sacrificio del più antico dei rituali…” – The Criminal Chaos

“CHEMICAL DAYS” è il desiderio di avventura di cui l’uomo ha bisogno per vivere sereno. Il viaggio, la voglia di libertà e di spensieratezza sono legati da un filo comune: la chimica.

Un brano riflessivo e a tratti psichedelico nelle strofe, ben accompagnate da suoni elettronici e cori accuratamente studiati, energico e di forte impatto nel ritornello, che sprigiona la forza rock della band.

 “CHEMICAL DAYS” sarà accompagnato dal video ufficiale in uscita nelle prossime settimane.

THE CRIMINAL CHAOS

Originaria da Parma la band The Criminal Chaos è formata da Nik Bergogni (voce), Pablo Chittolini (basso), Helder Stefanini (batteria) e Mirco Caleffi in arte “Keffia” (chitarra), Ivan Chittolini (sonorità elettroniche).  Il sound ha un forte impatto rock, caratterizzato dallo strumento musicale suonato, magico, sudato e ricercato.

Il debutto ufficiale dei “The Criminal Chaos” avviene con la pubblicazione del singolo “Smalltown Boy” - rivisitazione della celebre hit dei Bronski Beat.

La collaborazione con l’ingegnere del suono Roberto Barillari, grazie alla sua esperienza con importanti artisti (Lucio Dalla, Negramaro, Gianmaria Testa, Samuele Bersani, Stadio, Paolo Conte, Zucchero, Francesco Guccini), ha permesso ai “The Criminal Chaos una forte crescita sonora e artistica.

LP “SURREAL REALITY” – una produzione internazionale

Per fine ottobre è prevista la pubblicazione dell’album di debutto “SURREAL REALITY”

Il disco contenente sette brani è prodotto in collaborazione con Fabrizio Grossi – produttore italoamericano dalle collaborazioni altisonanti con artisti del calibro di Steve Vai, Billy Gibbons/ZZ Top, Joe Bonamassa, Ice T, Dave Navarro, Steve Lukather e molti altri artisti della scena mondiale. 

Durante le sessioni in studio la band si è avvalsa anche della collaborazione di Fulvio Ferrari, arrangiatore e compositore, nonché tastierista di Luca Carboni, che ha contribuito alla composizione di armonie corali, creando un sound sognante e psichedelico.  Il disco è stato mixato da Fabrizio Grossi nel suo studio di North Hollywood e masterizzato da Pete Doell all’Aftermaster Studios in California.  

NEL WEB:

Facebook: https://www.facebook.com/TheCriminalChaos/

Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCkbV-doo04FJbXrRVDkpobg

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Twitter: https://twitter.com/TCriminalchaos

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MEDEA al Teatro Menotti Milano

TEATRO MENOTTI

GIOVEDI 17 OTTOBRE ORE 20,30

MEDEA

DI EURIPIDE

 

Regia di Emilio Russo

Con Romina Mondello, Alessandro Averone, Camilla Barbarito, Paolo Cosenza, Nicolas Errico, Giovanni Longhin, Patricia Zanco

DAL 17 AL 27 OTTOBRE

Medea veste gli sguardi, i gesti, la voce di un’attrice di grazia, passione e talento come Romina Mondello, capace di tramutare intensità in essenzialità, di toccare la terra e guardare il cielo, di sedurre implicitamente ed esplicitamente uomini e dei per costruire un personaggio multidimensionale, che saprà essere sorprendentemente fuori dagli schemi.

La tragedia euripidea trova nella regia di Emilio Russo una lettura ideale e del tutto condivisibile ove il gioco tra vissuto e narrato, detto e immaginato diventa il fulcro della narrazione drammaturgica.

Le salon musical - Alessandro Cammarano

“Romina Mondello si rivela interprete sensibile, con una prova d’attrice non “scontata”, capace di accendere un’ampia gamma di sensazioni” .

Il Giornale di Vicenza – Chiara Roverotto

“Ciò che rende irresistibile la Medea di Romina Mondello è proprio la sua determinazione priva di passionalità esteriore e invece innescata da un fuoco che brucia tutto dentro di lei”.

Il Giornale di Vicenza- Antonio Stefani

 

blog rocktargatoitalia.it

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Studio Marconi '65 presenta Arnaldo Pomodoro: Grafiche

Studio Marconi '65

presenta

Arnaldo Pomodoro
Grafiche

 

OPENING

Giovedì, 17 ottobre 2019

dalle 18.00 alle 21.00

dal 18 ottobre al 21 dicembre 2019

ingresso libero dal martedì al sabato dalle 15.00 alle 19.00


Studio Marconi ’65 ha il piacere di presentare una selezione di grafiche e multipli di Arnaldo Pomodoro eseguiti tra il 1967 e il 1970. In questi anni l’artista matura la propria indagine sulle forme e simboli primitivi e semplici come la sfera, il cubo, la colonna, la ruota diventano i temi del suo lavoro.

Nel 1964, un anno dopo la nascita della sua prima sfera, Pomodoro rende una sintesi perfetta della sua operazione inventiva in un’intervista a Mila Pistoi: “Ecco ciò che mi muove a fare le sfere: rompere queste forme perfette e magiche per scoprirne (cercarne, trovarne) le fermentazioni interne, misteriose e viventi, mostruose e pure; così provoco col lucido levigato un contrasto, una tensione discordante, una completezza fatta di incompletezze. Nello stesso atto, mi libero di una forma assoluta. La distruggo. Ma insieme la moltiplico.”

Una variante di questo processo di moltiplicazione sono i Rotanti che l’artista presenterà qualche anno dopo, nel 1968, allo Studio Marconi e successivamente alla Marlborough Gallery di Londra. Una ventina di sfere, di varie dimensioni, realizzate in lucido metallo riflettente, vengono poste su una pedana leggermente inclinata per dare al visitatore il senso di un ipotetico movimento. Qui le corrosioni hanno l’aspetto di spaccature geometriche, perforazioni nette e definite, più simili a quelle prodotte da una macchina che al risultato di un’erosione naturale. In una lettera al Maestro del 1970, lo storico dell’arte Tom Freudenheim individua la differenza tra “sfere” e “rotanti”: le une poggiano su una base, sono smangiate e dunque incapaci di rotolare; le altre invece “possono” essere viste da ogni angolo e “possono” rotolare; nelle une l’energia sprizza dall’interno e nell’interno; nelle altre si aggiunge l’energia del proprio movimento (o del potenziale movimento). Elemento comune a entrambe è la presenza di “contrasto e polarità”, “positivo-negativo”, “pieni e vuoti”. Dai Rotanti deriveranno poi anche le Onde e una serie di lavori intitolati Forma X.

È precisamente a questa fase del lungo e prolifico percorso artistico di Arnaldo Pomodoro che appartengono le grafiche esposte allo Studio Marconi ’65. L’artista non sembra preoccuparsi della sfida posta dalla superficie piatta e bidimensionale del foglio di carta. E se nel realizzare queste opere si confronta con il problema di come riuscire a conservare l’aspetto scultoreo delle sue immagini, in realtà, basta guardarle per scoprire che è in queste grafiche che si svela la genesi del primo Rotante immaginato durante il soggiorno americano a Stanford: traforato “in modo netto e ben definito, tracciando un segno a forma di X, senza slabbrature”. Oltre che nella scultura Arnaldo Pomodoro ha sviluppato la sua ricerca artistica in altri ambiti: gioielli, architettura, scenografia. Ha realizzato anche opere grafiche che mostrano un diverso linguaggio espressivo e sono, come scrisse Sandro Parmiggiani nella sua intervista del 2006 al Maestro, “un’officina, un grande, fervido laboratorio”.

 

INFO:

Studio Marconi '65

Via Tadino 17 - 20124 Milano

T. +39 02 2951 1297

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  1. studiomarconi.info

 

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