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Giuseppe Gonella ECHOES, Galleria Bonelli Milano

Giuseppe Gonella

ECHOES
a cura di Carlo Sala

Inaugurazione giovedì 27 ottobre, dalle h 19
27.10.2022 - 10.12.2022
Galleria Giovanni Bonelli, Via L.P. Lambertenghi 6, Milano

"(...) Il titolo, Echoes, vuole metaforicamente rimandare al tratto pittorico dell’autore fatto di pennellate vibranti, riverberi cromatici e dissonanze tonali che contribuiscono a dare forma al personale universo figurativo di Gonella. La selezione di opere, che l’artista ha realizzato per la maggior parte nel suo studio di Berlino, si apre idealmente con la tela di grandi dimensioni Simulacri (2022) dove si scorge raffigurata una sorta di libreria-archivio i cui riquadri sono come delle ‘finestre’ sul mondo popolati da oggetti e immagini che sono la proiezione di desideri o aspirazioni non ancora realizzate. (...)"

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Il nuovo singolo di Detto Ferrante Anguissola

In Radio e in tutti i Digital Stores

“CHISSA’”

Il nuovo singolo di Detto Ferrante Anguissola

 Pubblicato dall’etichetta: Terzo Millennio Records

Gli occhi del cantautore, straordinario novantenne, hanno visto le macerie, la morte, il dolore, la fame, l’orrore della guerra.

“CHISSÀ” è il suo grido d’amore universale per la vita e per la pace.

“CHISSÀ” è una canzone che parla apertamente di speranza in un periodo tristemente incerto, fragile, post pandemico, di forte crisi energetica, economica e di  una nuova guerra che bussa alla porta.

Cosa mi dirai tu quando ti abbraccerò

E nessuno riuscirà a parlare

Ma solo i nostri palpiti.

Parleranno solo le nostre emozioni

E la parola non servirà.

Erede della grande scena cantautorale europea, Detto Ferrante Anguissola è un personaggio tutto da scoprire.  La sua vita potrebbe ispirare un romanzo.

Ha vissuto la guerra, ha visto le città distrutte e le loro ricostruzioni. Ha visto cambiare le usanze, le abitudini, le modalità , il linguaggio e lo straordinario  sviluppo tecnologico.

Nel 1951 circa a soli 19 anni, cinque anni dopo la fine  della II guerra mondiale, parte  in autostop con la sua chitarra  nei tre anni durante le vacanze  per conoscere l’Europa e gli europei  intrattenendo ogni sera  con il suo repertorio di canzoni tanti giovani europei negli Ostelli della gioventù nei quali si ferma a riposare.

Quando detto Ferrante racconta delle  esperienze della sua vita si rimane incantati.

 Ha vissuto a Londra intristita dalle vicende belliche, dalle carte annonarie e dallo smog cantando e suonando nei ristoranti italiani e nei pub londinesi.

Dopo 5 anni, si laurea in chimica industriale pronto a dare una mano al padre nella sua azienda chimica in difficoltà (in realtà avrebbe voluto continuare a suonare e cantare e diventare ingegnere elettronico). Purtroppo pochi anni dopo l’azienda chiude per un grave dissesto costringendolo  a affrontare i problemi relativi  soprattutto alla propria piccola  famiglia nata nel frattempo. Anni dopo dovrà  anche accantonare il sogno di seguire le orme di altri cantautori che pur avendo un bel  mestiere hanno scelto la musica come l’avvocato Paolo Conte.

Infatti sceglie di  assicurare ai suoi la sicurezza di un mestiere, pur rimanendo sempre legato alla chitarra ed al pianoforte sia per se stesso che per gli altri, ma senza arrivare ad esibirsi pubblicamente.

Curioso e viaggiatore, velista e istruttore di vela alla famosa scuola di Caprera, è un pioniere della comunicazione, del suono e delle telecomunicazioni grazie a Exhibo Spa, la società che fonda a soli 26 anni con due amici fiorentini. 

Entra come socio di minoranza, ma poi come Presidente e AD  guida l’azienda per oltre 50 anni. Con Exhibo Spa cerca  nel mondo e diffonde prodotti elettronici innovativi e sconosciuti in Italia come i  famosi microfoni e i sorprendenti radiomicrofoni prodotti  fin dal 1958 da Sennheiser  Elettronick GMbH  che rappresenta in Italia e con i quali conquista la RAI ,  le antenne Kathrein  per le stazioni base della Radio mobile GSM, per polizia, taxi, servizi etc, e i rivoluzionari cavi coassiali Kabelmetal per i potenti trasmettitori TV e per le giovani radio libere.

Per il Festival di Sanremo  si impegna  personalmente  su richiesta della Direzione della  RAI alla migliore installazione dei microfoni  Sennheiser sul palco, in armonia  con i  tecnici della Rai di Torino, per i cantanti che sarebbero diventati famosi!

Infine riesce con successo a collegare la Torre di Controllo del nuovo Aeroporto Milanese di Linate sul grattacielo Pirelli con i piloti degli aerei in arrivo, risolvendo un grave problema di comunicazione, irrisolto fino a quel momento.

Grazie alla conoscenza di inglese, francese e il tedesco visita annualmente le mostre internazionali di elettronica più importanti come a Hannover, Hong Kong, Las Vegas, Tokyo, Seoul, Berlino per cercare i nuovi prodotti che i suoi clienti gli chiedevano di reperire (a chi legge ricordiamo che senza il prezioso aiuto di internet sconosciuto e apparso solo alla fine degli anni ottanta, era quello un  lavoro di relazioni  molto impegnativo fino a quel momento)

Negli anni ’70  appaiono le prime radio libere, e Detto Ferrante organizza a Venezia nel 1979 sotto l’egida di Unesco  AUDIO79 una scuola di tecnica del suono frequentata da alcune centinaia di musicisti e operatori delle neonate Radio Libere. Solo la sensibilità di un cantante e musicista come lui poteva avere la capacità di capire l’importanza del suono, ossia la qualità della voce che deve viaggiare fino a chi l’ascolta inebbriato.

Nel 1978 pubblica il suo primo LP: Poligrafici, Pensionati, Trombai e Santi. Le canzoni mostrano uno spietato e ironico sguardo alla società e ai problemi sociali dell’epoca, alcuni tutt’ora presenti.

Detto Ferrante Anguissola nasce a Cremona da una storica famiglia di Piacenza che annovera tra i suoi antenati Sofonisba Anguissola pittrice italiana cinquecentesca , la prima artista a diventare famosa in Europa come prima pittrice al mondo. Si impegna da 35 anni con successo alla ricerca dei suoi dipinti dispersi, non firmati o attribuiti a importanti pittori.

Il nonno materno e la madre gli trasmettono l’amore per la musica fin da piccolo. Scrive il primo brano a 17 anni “I Fiumi di Lombardia” al quale segue “I pioppi” un omaggio a quegli alberi molto cari al cantautore e ambedue i brani sono contenuti nell’ultimo album “E la voce va”.

Continua a  suonare e a cantare, invitato e ripetutamente richiesto a intrattenere  nelle feste

con un repertorio ricco, gli ospiti delle famiglie delle città nelle quali ha risieduto Cremona, Piacenza, Firenze, Bologna, Porto San Giorgio, Milano e tante all’estero, in campagna e al mare.

Finalmente dopo oltre 50 anni di impegnativo e duro  lavoro  alla guida di Exhibo si ritira per dedicarsi alla musica. Dopo qualche anno pubblica l’album “A Occhi Aperti” incentrato su tematiche ecologiche e sociali.

Oggi arrivato a 90 anni, Detto Ferrante Anguissola ha potuto dedicarsi interamente alla sua passione: essere cantautore e dimostrare che l’età non è un ostacolo, anzi al contrario, pubblicando il secondo CD E la voce va con l’etichetta Terzo Millennio Records.

Il disco è disponibile in fisico presso Terzo Millennio Record, Milano tel 348….. e in digitale su Spotify, Youtube e simili   e raccoglie le poesie cantate che raccontano la bellezza della vita, la grande cultura del nostro Mediterraneo che ci unisce, ma anche i drammi che esso nasconde come nel drammatico brano “Requiem per un marinaio ombra” sul Cargo Seagul mandato a fondo nel Canale di Sicilia nel 1974.

FRANCO SAININI

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OMAR PEDRINI, Targa Stefano Ronzani, Rock Targato Italia 2022.

 link al video https://www.youtube.com/watch?v=ssP6pJXTeBM&t=11s

Documentazione Rock Targato Italia.

Francesco Caprini consegna la targa assegnata a OMAR PEDRINI La TARGA Premio Speciale STEFANO RONZANI è stata consegnata a OMAR PEDRINI durante le giornate di Rock Targato Italia Edizione Estate 2022 in programma al Legend Club di Milano in data 29 e 39 luglio 2022

OMAR PEDRINI … “Non ha bisogno di presentazioni. Un artista che ha vissuto almeno tre vite senza perdere mai il desiderio di giocare con il rock e la poesia.” Roberto Bonfanti (Scrittore. Artista) Parallelamente al concorso dedicato agli artisti emergenti Rock Targato Italia rinnova anche la tradizione di assegnare delle Targhe Speciali agli artisti che si sono distinti nel panorama della musica italiana per qualità, coraggio e sensibilità.

La rassegna Rock Targato Italia ha ottenuto il Patrocinio della Regione Lombardia Assessorato Autonomia e Cultura.

Il premio speciale è dedicato al giornalista Stefano Ronzani tra i più geniali e anticonformista della scena italiana. Curioso, preparato ed attento osservatore delle tendenze musicali, Stefano (collaboratore di Tutto Musica e Mucchio Selvaggio), è stato tra i fondatori di Rock Targato Italia e per 10 anni direttore artistico della manifestazione.

La targa dedicata a Stefano Ronzani, un riconoscimento alla carriera che va all’artista che ha saputo coniugare cultura, creatività e senso della partecipazione sociale con lo spirito indagatore e sperimentale tipico della filosofia di vita di Ronzani, è stata consegnata a OMAR PEDRINI che proprio sul palco di Rock Targato Italia ha mosso i suoi primi passi artistici nella storica prima edizione del 1987.

Francesco Caprini

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LA FINE DEL REGNO. IL NOSTRO.

Elisabetta II ci ha lasciato. La prima cosa che ci viene in mente è che questo è il momento del cordoglio, della vicinanza con la sua famiglia e i suoi amici. Poi ci viene in mente che siamo sempre stati abbastanza tiepidi con i nobili, le teste coronate, i loro amori, i loro figli, i pettegolezzi e tutto il circo che viene generato da tabloid e riviste di gossip e dagli idioti che seguono queste cose. Tuttavia, non possiamo dimenticare che da quando siamo nati Betty è sempre stata con noi. Abbiamo perso papi, sovrani (altri), capi di stato, tiranni, celebrità, talenti ma lei ci è sempre sembrata solida e invulnerabile.

Elisabetta c’è sempre stata, dicevo. E’ passata attraverso due secoli e due millenni. Ha visto guerre, miserie e scandali. Ha visto dissolversi l’Impero e assurgere al ruolo di grande potenza l’America, sua ex colonia. Li ha visti provare a governare il mondo in modo molto più maldestro di quanto avevano fatto i Britannici. Li ha visti giocare come bambini al Grande Gioco, gonfiandosi il petto come gli orango ma senza quel distacco, quel pragmatismo. Ha visto il suo Paese diventare alleato degli U.S.A., il primo e più fedele alleato. Ha visto la Partizione tra India e Pakistan che dopo la fine del colonialismo inglese, ha condannato i due paesi a guerra e odio  permanenti. Ha dovuto subire la freddezza dei francesi quando il Regno Unito (nel 1956) aveva dovuto incassare il veto che gli impediva di entrare nell’allora Comunità Economica Europea, nonostante il debito impagabile che questi avevano con gli inglesi per il loro sacrificio in guerra. Ha visto poi il suo popolo decidere di sfilarsi dall’Unione Europea, che non l’ha presa bene. Chi la fa, l’aspetti, no? Ha regnato sul popolo che ha inventato la finanza e che ha la piazza finanziaria più importante del mondo. Lilibeth ha sempre saputo che la democrazia, i parlamenti di cui tanto si gloriano altri, sono un’invenzione britannica e che, la monarchia li ha prima permessi e poi sostenuti. Considerati i diritti di cui godono i sudditi della Corona, c’è da chiedersi se non si sia più sudditi noi che dovremmo essere tecnicamente cittadini.

Ha visto accadere la più grande tragedia nella storia dell’umanità. Ha visto il suo popolo sacrificarsi e resistere per rivendicare il proprio diritto a esistere e, anche, per salvare l’Europa. Li ha visti cadere e rialzarsi. Ha visto dissolversi l’Impero e lo status di grande potenza, eppure ricostruire la nazione e un nuovo modo di vivere. Ha visto la leggerezza della Swinging London. Ha visto tre donne assurgere alla più alta carica dello Stato.

Elisabetta ha vissuto i primi fenomeni della musica popular. La grande isola senza musica diventa la più grande fucina di fenomeni, sperimentazione e artisti. Negli anni Settanta è il posto dove nascono le tendenze che ancora condizionano l’unica arte universale. Elisabetta ha visto ritirare da parte di beceri ben pensanti Never Mind The Bollocks dai negozi di dischi e poi l’ha visto tornarci per via di una sentenza di un giudice che, pur disprezzando i Sex Pistols, rivendicava il loro diritto ad esprimersi. Li ha anche sentiti suonare da una chiatta sul Tamigi mentre festeggiava il suo Giubileo e loro provocatoriamente eseguivano il loro personale inno “God Save the Queen”. Elisabetta ha cominciato ad assegnare onorificenze e parie agli artisti del Regno Unito. Ha anche chiesto a Clapton da quanto tempo suonasse la chitarra, non avendo idea di chi fosse.

Qualcuno ha detto che con lei finisce il Novecento. Io non credo. Credo che il Novecento stia proseguendo. Ancora (in Italia ne abbiamo un grande esempio: in questa campagna elettorale, nessuno contrasta gli avversari spiegando come cercherà di mitigare gli effetti della tempesta finanziaria/energetica che si prepara ma lo fa discutendo di quanto questi siano comunisti o fascisti con grande soddisfazione  di quelli che stanno affilando i coltelli pronti a fare un’altra bella operazione di macelleria sociale e, con noi, nella parte dei bovini) imperano le grandi vecchie chimere ideologiche, ancora ci si ammazza su logiche geopolitiche risalenti al XIX Secolo e, infine, ancora non abbiamo capito che per salvarci dobbiamo fare una pausa. Quello che nel Novecento è successo continua a succedere. Tutto quello che nel Novecento è stato pensato, lo pensiamo ancora o, quantomeno, fa parte di categorie che vengono percepite come attuali anche se chiaramente inutili.

Elizabeth II è stato un personaggio centrale della nostra storia. Non c’è alcun dubbio. Ma la storia continuerà a succedere finché non ci impegneremo tutti insieme per il progresso quello vero. Quello sociale, umano e artistico. Quello che attiene a rivoluzionare radicalmente il mondo: basta con l’obsolescenza programmata dei prodotti e dell’usa e getta, basta con questa orgia tecnologica, basta con la logica che dobbiamo vivere mille anni e performare per far prosperare le case farmaceutiche e per essere produttivi come bestiame, basta con le logiche da giocatori stupidi di Risiko di governanti che dovrebbero farsi curare e non governare i popoli, basta con gli affari con chi ha le mani lorde del sangue della gente (spesso la sua gente) e basta con questo modello di sviluppo non sostenibile, non più a nessun livello.

Riposa in pace, Betty. Noi staremo qui ancora un po’ ricordando una bella frase di Neil Campbell: “… Presente e Futuro non esistono. Esiste solo un Passato che continua ad accadere.”

Di Paolo Pelizza

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