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DIECI RAGAZZE (PER ME)…

DIECI RAGAZZE (PER ME)…

Scusate se mi permetto di parafrasare una delle più note canzoni italiane scritta da Mogol (il testo) ed interpretata da Lucio Battisti. Ma così … quando le luminarie non ancora rimosse dalle città sono scheletri spenti, quando dopo le libagioni rimani prosaicamente con un senso di pesantezza che nemmeno il bicarbonato di sodio può lenire, quando la sbronza ti passa, quando hai appena finito di comprare i regali su Amazon e sei in coda all’antica lungo i corsi per accaparrarti il pantalone in saldo (che sarà esaurito ma tu lo scoprirai solo dopo essere stato al gelo sul marciapiede per sei ore coltivando una bronchite monumentale) … dicevo, in quel momento anche la fantasia ti abbandona e ti lascia con un vago disorientamento.

Questo ti pone di fronte ad un bivio: cominciare ad auto-medicarsi con sostanze psicotrope oppure seguire le inesorabili vicende legate al Festival di Sanremo! Anche quest’anno, ho scelto Sanremo!

Ok, un po’ me lo avete chiesto ma ne avrei fatto a meno? Siamo alla Settantesima Edizione ed il Festival non ne vuole sapere di andare in pensione, anzi… Ringalluzzito dagli ascolti che riceve (negli ultimi anni) anche grazie all’aiutino di una contro-programmazione inesistente, giusto per non urtare la sensibilità di inserzionisti big spender che poi i soldi li danno a tutti, il Festival impazza per i consueti sei mesi: da dicembre a maggio non si parla d’altro.

Incredibilmente, sono uscite delle indiscrezioni … Nello stupore generale, qualcuno ha fatto notare che è da trent’anni che è così imprevedibile che escano delle indiscrezioni tutte le volte!

La prima indiscrezione riguarda i cantanti in gara. Un grandissimo parterre per una manifestazione canora del solito livello: altissimo. Il conduttore attuale ha dichiarato (novità assoluta) che la manifestazione che arriverà nella casa di tutti gli italiani, privilegerà la musica. Cazzo! Ci speravo proprio che lo dicesse anche lui. Mai abbiamo sentito una dichiarazione più disattesa, tutti gli anni.

Comunque, passiamo ai grandi e ai grandissimi nomi: Rita Pavone, Michele Zarrillo, Elodie, Anastasio, Paolo Jannacci, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Piero PelùPinguini Tattici Nucleari (nome perfetto per fare il botto), Marco Masini, Levante, Rancore (oh mio Dio!), Junior Cally (un altro rapper), Giordana Angi (un’altra fuoriuscita da talents show), Elettra Lamborghini, Francesco Gabbani (va bene con tutto… Gabbani is the new black), Enrico Nigiotti, Diodato, Bugo e Morgan, Alberto Urso, Riki, Tosca, Raphael Gualazzi ed Achille Lauro.

A parte che mi stanno già mancando Ultimo e Loredana Berté: il primo perché ho trovato la rissa con la Sala Stampa dell’anno passato il momento di televisione più alto dell’ultima decade e la seconda perché è (ormai) l’unico personaggio genuino della musica italiana.

Imperdibili i temi delle canzoni. Giordana Angi canterà una canzone sulle madri o meglio su sua madre, Rancore rapper romano canterà un pezzo su Siria-Iraq-Biancaneve-etc. etc., Elettra Lamborghini parlerà di niente in un brano dal sapore sudamericano ballabile, i Pinguini Tattici Nucleari presentano un pezzo intitolato Ringo Starr (sarà un omeggio?), Achille Lauro canta “Me Ne Frego” con sonorità non proprio contemporanee, Bugo e Morgan si dedicano ad un duetto, Rita Pavone canta “Niente” (e magari!)…

Ma il tocco di nazional popolare che non può mancare è stato dato dalle polemiche che già si sono infuocate senza preliminari. La prima riguarda le idee politiche di alcuni cantanti in gara. Qualcuno ha definito la partecipazione di questi come il festival dei “fascistelli”. Ora, io credo che sia sbagliato discriminare qualcuno per le sue idee politiche, il genere, il colore della pelle, la religione e/o l’orientamento sessuale. Come credo che sia sbagliato, agendo al contrario, farlo vincere.

Meno male che il bravo conduttore ha già calmierato la querelle dichiarando che sono solo canzoni.

Ma Amadeus per tenere calda l’attesa ha anche fatto di più. Niente più co-conduttrici fisse. Così invita alcune personalità femminili. Una decina…

Di due sue colleghe dirà che le ha chiamate perché sue amiche e non perché ottime professioniste della televisione.

Una la vuole perché è capace di stare con un grande uomo, stando due passi indietro e fanculo a decenni di lotte femministe, di parità di diritti. Che ce frega! Sanremo, ancora una volta è Sanremo.

Poi c’è la vicenda della giornalista. La voleva perché poi si poteva non volere più. Ma per poi volerla ancora per parlare della donna e di una condizione che ancora oggi non ha avuto l’evoluzione dovuta, soprattutto ad altre latitudini, costringendola all’argomento, nel senso che non può parlare di altro. Per lei un solo passo indietro! Che grande modernità. Oltre alla questione della parità di genere, qui si ravvisa anche un leggero odore di censura, di violazione alla più inviolabile delle norme: la libertà di espressione. Suvvia, esagero!

Pensate che ha anche invitato un gay dichiarato a cantare tra gli ospiti!

Nel pregare per una beatificazione in vita di Amadeus, mi trovo obbligato a citare un altro grande cantante italiano.

Sono solo canzonette … Non metteteci alle strette.

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock targato Italia

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Da oggi in tutti i webstore la Compilation di ROCK TARGATO ITALIA 2019

 

Compilation

ROCK TARGATO ITALIA 2019

Da oggi in tutti i webstore

Ascoltala su DEEZER https://bit.ly/2rX80db

Ormai è tradizione da parecchi anni: si avvicina il Natale e, insieme alle luci colorate e i pacchi da scartare sotto l’albero, arriva anche la nuova compilation di Rock Targato Italia, da ormai 31 anni tra i più importanti concorsi musicali italiani e che, nel corso degli anni, ha fatto da trampolino di lancio per molti dei nomi di punta del rock nostrano. www.rocktargatoitalia.it

La nuova edizione vive in totale continuità con il nuovo percorso avviato lo scorso anno: da un lato ci sono, come sempre, gli otto artisti protagonisti dell’ultima edizione del contest e dall’altra il desiderio di scavare nella storia della musica italiana, completando la scaletta con cinque storici outsider del nostro rock. 

Nove artisti che fotografano ciò che si muove oggi nel più profondo sottobosco musicale italiano più cinque personaggi notissimi ma spesso sottovalutati o dimenticati a cui chiunque provi a fare musica fuori dal coro e dalle mode deve almeno un ringraziamento.  (A cura di Roberto Bonfanti – scrittore, artista)

La compilation è pubblicata dall’etichetta discografica Terzo Millennio. Dedicata alla memoria di Stefano Ronzani.

ARTISTI e BRANI:

Gabriella Ferri - Stornello dell’estate

La voce carismatica della nobilitazione della tradizione popolare e la stella polare di chi vuole fare musica scavando fra le proprie radici culturali. Un brano struggente firmato da Ennio Morricone.

Luigi Tenco - Vedrai... Vedrai... 

Uno dei più grandi in assoluto e soprattutto uno dei rarissimi casi in cui l'uomo e l'artista si fondono in modo tragicamente doloroso. Riascoltare oggi una delle sue canzoni più malinconiche e disilluse dà ancora i brividi.

 

Maurizio Arcieri - 5 minuti

Un artista dalla vita costantemente fuori dagli schemi e ai limiti dell'eccesso. Punk autentico, pioniere dell'elettronica e performer irriverente. Riascoltiamolo nella sua più celebre parentesi pop.

Gian Pieretti - Il vento dell’Est

Un personaggio spesso sottovalutato. Uno dei primi in Italia a tentare di far sposare beat, folk, canzone d'autore e impegno sociale, ma anche un autore capace di gioielli di malinconia come questo.

Little Tony - Il ragazzo con il ciuffo

Se il rock'n'roll è potuto sbarcare in Italia, il merito è anche di questo ragazzo che a 16 anni scappò in Inghilterra a respirare il cambiamento per tornare poi in patria traducendolo in un linguaggio popolare.

Tre Rose – L'alieno nel giardino

Una moderna fiaba pop. Melodia delicata, atmosfera trasognata e una voce lieve che accompagna per mano l’ascoltatore nel racconto di un amore inaspettato e diverso.

Educta Fais – Anna contro la gravità

Quando la musica diventa sperimentazione, teatro esistenziale e forse anche qualcos’altro. Un brano atipico, affascinante e inquieto che dà corpo a una storia di alienazione e poesia.

Evolve Alba – Rincorrimi

Atmosfere cupe e tese pronte ad esplodere in un ritornello liberatorio. Un brano rock moderno e intenso capace di coniugare potenza e immediatezza.

Mau Nera – Incudine

La dimostrazione di come il rock’n’roll possa essere ancora svago, movimento, sudore e divertimento. Una canzone da ballare scatenati sotto la luna.

Roofsize – Carta... forbice... pietra

Un quadretto ipnotico surreale. Intrecci ben calibrati di tastiere e batteria, elettronica minimale e melodia ossessiva trasportano l’ascoltatore in un viaggio psichedelico. 

Riccardo Autore – 5g

Un artista dalla personalità fuori dagli schemi con gli occhi aperti sul mondo. Una canzone destrutturata che racconta il futuro prossimo con ironia, realismo e disillusione.

Geyser – Come se niente fosse

Sapore da sala prove anni '90, chitarre stridenti, sezione ritmica incisiva, poetica viscerale e quintali di urgenza comunicativa. Autentico rock alternativo.

Anaconda – Santa

Chitarre ruvide, ritornello ammiccante, melodia ruffiana e le giuste dosi di sincerità e ironia per una canzone che viaggia dritta come un treno fra rock e pop.

Il Pesce Parla – POS?

Il teatro canzone sbarca nel tempo presente arricchendosi di un'anima sfacciatamente pop e raccontando con ironia l’era degli eterni stagisti.

La copertina è tratta da un’opera “Senza Titolo” dell’artista Cristiana Depedrini.

FRANCESCO CAPRINI – FRANCO SAININI
Divinazione Milano S.r.l.
Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network
Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano
Mob. 392 5970778 - 393 2124576
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web: www.divinazionemilano.it

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detto FERRANTE ANGUISSOLA, nuovo album "A OCCHI APERTI"

detto FERRANTE ANGUISSOLA

dal 3 gennaio 2020

in tutti i digitalstore con il nuovo album 

“A OCCHI APERTI"

Ferrante Anguissola (detto) è un Artista, un Poeta da scoprire

“A occhi aperti”: le otto canzoni che compongono il disco raccontano con garbata e elegante ironia storie, aneddoti, viaggi, metafore. I testi e le musiche sono di Ferrante Anguissola esclusa “Il Dromedario e il Cammello” il cui testo è tratto dal “libro degli errori” ediz. 1964 di Gianni Rodari.

La produzione artistica è di Alessandro Boriani.

“A occhi aperti”, pubblicato dall’etichetta discografica Terzo Millennio, sarà disponibile dal 3 gennaio in tutti i webstore nella versione digitale e con un CD a tiratura limitata.

FERRANTE ANGUISSOLA (detto). Sinossi

Il senso dell'amore, il rispetto degli altri, i sogni, i viaggi, la libertà, il destino. Grandi temi in piccoli racconti dove la vocazione lirica si mescola a una sottile ironia. Poeta e musicista, Ferrante Anguissola ha attinto a episodi di esperienza vissuta per scivolare nelle pieghe della memoria e sublimare i ricordi in una dimensione sospesa, in bilico fra realtà e immaginazione.

«A diciassette anni scrivevo canzoni e inventavo storie» racconta oggi ripensando alla sua infanzia fra Piacenza e Cremona, alla vita contadina in un'antica cascina della Bassa dove i ritmi di un'esistenza agricola e i colori della campagna sono stati lo scenario di un'educazione mitteleuropea. Un nonno concertista, una madre pianista gli hanno lasciato nelle dita i doni della musica. Ferrante non parla. Sussurra. «Timido ma determinato», dice, si divideva fra i primi concerti campestri, negli anni di collegio a Firenze, e una bizzarra pratica ingegneristica che lo vedeva assemblare materiali di recupero bellici per farne stazioni-radio di fortuna, un radio-amatore sognatore in dialogo con l'altro lato del globo.

La sua avventura “on the road” lo ha portato, fra i primi autostoppisti, sulle strade d'Europa nel secondo dopoguerra. Dalla Germania distrutta all'Olanda remota, dalla Londra bombardata agli ostelli della gioventù e alle golette di Stoccolma, l'irrinunciabile colonna sonora dei suoi spostamenti mixava brani di Charles Trenet e Jacques Brel con canzoni della tradizione classica napoletana. Vestito di blu, nei ristoranti di South Kensington, accompagnava alla chitarra i suoi primi testi abbinati a melodie semplici e orecchiabili, parole e versi, adattamento inedito e personale del teatro canzone. Rime, assonanze, metafore hanno cominciato allora a intrecciarsi con la musica, coi tempi dei sonetti e delle ballate. La canzone d'autore incontrava l'eco dei trovatori provenzali.

L'uso attento dei termini, l'affondo su temi amari edulcorati dalla poesia, hanno poi distinto l'album degli esordi “Poligrafici Pensionati Trombai e Santi”, affresco di un'umanità eccentrica e fragile, uscito alla fine degli anni Settanta con lo pseudonimo di Asterix e ispirato alla lezione epocale di Bob Dylan, Joan Baez o Fabrizio de André.

In questa sua giostra dell'umana commedia, dove si muovono amanti e girovaghi, marinai e mercanti, allegoria di stati d'animo e inganni del cuore, Ferrante Anguissola ha nascosto messaggi di pungente attualità che toccano, con polemica garbata, problemi giganteschi: la solitudine, l'incomunicabilità, l'intolleranza, la paura del diverso, l'amore negato. Oggi, a distanza di anni dal primo disco, e dopo l'uscita nel 2018 di “Anima e Vento”, Ferrante torna, con un nuovo album “A Occhi Aperti”, a riflettere sul valore della parola scritta per la musica e della musica scritta per la parola.

Raccogliendo le fila di una vita, non ha smesso di cercare e di viaggiare. Non ha scollegato le antenne del giovane radioamatore in attesa di segnali dal futuro, non ha smesso di onorare il patto che alcuni decenni fa – quando era un ragazzo di provincia con la passione per la musica francese e napoletana – siglò con se stesso: non tradire le sue origini, non dimenticare la fatica, la ricerca di giustizia e verità. Così, dopo mesi trascorsi in studio di registrazione a caccia del verso giusto, inesausto artigiano della canzone, Ferrante Anguissola torna al microfono da eroe maturo, sempre elegante ma combattivo, pronto ad affrontare nostalgie e rimpianti, ma con la stessa immutata energia dei “suoi” anni Settanta, inevitabile dovere di un maestro della sua età: conciliare l'eterna voglia di libertà con la coscienza profonda di un uomo che ha vissuto.

a cura di Chiara B. Gatti

detto Ferrante Anguissola nel web:

Facebook: https://www.facebook.com/ferrante.aanguissola

Instagram: https://www.instagram.com/ferranteanguissola/

 

FRANCESCO CAPRINI – FRANCO SAININI

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detto FERRANTE ANGUISSOLA, nuovo album "A OCCHI APERTI"

detto FERRANTE ANGUISSOLA

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“A OCCHI APERTI"

Ferrante Anguissola (detto) è un Artista, un Poeta da scoprire

“A occhi aperti”: le otto canzoni che compongono il disco raccontano con garbata e elegante ironia storie, aneddoti, viaggi, metafore. I testi e le musiche sono di Ferrante Anguissola esclusa “Il Dromedario e il Cammello” il cui testo è tratto dal “libro degli errori” ediz. 1964 di Gianni Rodari.

La produzione artistica è di Alessandro Boriani.

“A occhi aperti”, pubblicato dall’etichetta discografica Terzo Millennio, sarà disponibile dal 3 gennaio in tutti i webstore nella versione digitale e con un CD a tiratura limitata.

FERRANTE ANGUISSOLA (detto). Sinossi

Il senso dell'amore, il rispetto degli altri, i sogni, i viaggi, la libertà, il destino. Grandi temi in piccoli racconti dove la vocazione lirica si mescola a una sottile ironia. Poeta e musicista, Ferrante Anguissola ha attinto a episodi di esperienza vissuta per scivolare nelle pieghe della memoria e sublimare i ricordi in una dimensione sospesa, in bilico fra realtà e immaginazione.

«A diciassette anni scrivevo canzoni e inventavo storie» racconta oggi ripensando alla sua infanzia fra Piacenza e Cremona, alla vita contadina in un'antica cascina della Bassa dove i ritmi di un'esistenza agricola e i colori della campagna sono stati lo scenario di un'educazione mitteleuropea. Un nonno concertista, una madre pianista gli hanno lasciato nelle dita i doni della musica. Ferrante non parla. Sussurra. «Timido ma determinato», dice, si divideva fra i primi concerti campestri, negli anni di collegio a Firenze, e una bizzarra pratica ingegneristica che lo vedeva assemblare materiali di recupero bellici per farne stazioni-radio di fortuna, un radio-amatore sognatore in dialogo con l'altro lato del globo.

La sua avventura “on the road” lo ha portato, fra i primi autostoppisti, sulle strade d'Europa nel secondo dopoguerra. Dalla Germania distrutta all'Olanda remota, dalla Londra bombardata agli ostelli della gioventù e alle golette di Stoccolma, l'irrinunciabile colonna sonora dei suoi spostamenti mixava brani di Charles Trenet e Jacques Brel con canzoni della tradizione classica napoletana. Vestito di blu, nei ristoranti di South Kensington, accompagnava alla chitarra i suoi primi testi abbinati a melodie semplici e orecchiabili, parole e versi, adattamento inedito e personale del teatro canzone. Rime, assonanze, metafore hanno cominciato allora a intrecciarsi con la musica, coi tempi dei sonetti e delle ballate. La canzone d'autore incontrava l'eco dei trovatori provenzali.

L'uso attento dei termini, l'affondo su temi amari edulcorati dalla poesia, hanno poi distinto l'album degli esordi “Poligrafici Pensionati Trombai e Santi”, affresco di un'umanità eccentrica e fragile, uscito alla fine degli anni Settanta con lo pseudonimo di Asterix e ispirato alla lezione epocale di Bob Dylan, Joan Baez o Fabrizio de André.

In questa sua giostra dell'umana commedia, dove si muovono amanti e girovaghi, marinai e mercanti, allegoria di stati d'animo e inganni del cuore, Ferrante Anguissola ha nascosto messaggi di pungente attualità che toccano, con polemica garbata, problemi giganteschi: la solitudine, l'incomunicabilità, l'intolleranza, la paura del diverso, l'amore negato. Oggi, a distanza di anni dal primo disco, e dopo l'uscita nel 2018 di “Anima e Vento”, Ferrante torna, con un nuovo album “A Occhi Aperti”, a riflettere sul valore della parola scritta per la musica e della musica scritta per la parola.

Raccogliendo le fila di una vita, non ha smesso di cercare e di viaggiare. Non ha scollegato le antenne del giovane radioamatore in attesa di segnali dal futuro, non ha smesso di onorare il patto che alcuni decenni fa – quando era un ragazzo di provincia con la passione per la musica francese e napoletana – siglò con se stesso: non tradire le sue origini, non dimenticare la fatica, la ricerca di giustizia e verità. Così, dopo mesi trascorsi in studio di registrazione a caccia del verso giusto, inesausto artigiano della canzone, Ferrante Anguissola torna al microfono da eroe maturo, sempre elegante ma combattivo, pronto ad affrontare nostalgie e rimpianti, ma con la stessa immutata energia dei “suoi” anni Settanta, inevitabile dovere di un maestro della sua età: conciliare l'eterna voglia di libertà con la coscienza profonda di un uomo che ha vissuto.

a cura di Chiara B. Gatti

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