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Tito Livraghi: Giulia Samoyloff la leonessa di milano

LA LEONESSA DI MILANO GIULIA SAMOYLOFF

Sabato 26 Febbraio – ore 17:00 

Aula magna parrocchiale di Gorla

Via Asiago, 5, 20128 Milano  

Il noto medico scrittore milanese Tito Livraghi presenta il suo romanzo La Leonessa di Milano Giulia SamoyloffUn appassionante viaggio nella Milano della prima metà dell'Ottocento con proiezione di immagini e reading a cura del gruppo Equi.Voci. In collaborazione con Associazione culturale ViPreGo.

Trama: Quando Giulia Samoyloff arriva a Milano, nel 1828, ha 25 anni ed è (già) divorziata. Cresciuta alla corte di San Pietroburgo, amante del futuro zar Nicola I,è imparentata con i Litta. In città si fermerà per vent’anni, fino alla vigilia dello scoppio delle Cinque Giornate del ’48, in un sontuoso palazzo della contrada di Borgo Nuovo. Ricchissima, bellissima e sfacciatamente eccentrica, diventerà subito il riferimento della società mondana cittadina

Ingresso gratuito

Per informazioni e prenotazioni:

tel. 02 92101849

Green pass rafforzato e mascherina ffp2 obbligatori

 

 

 

Blog: Rock Targato Italia

 

 

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ATLANTE: Nuovo album "paure/verita'"

GLI ATLANTE TORNANO
CON UN NUOVO ALBUM, "PAURE/VERITÀ"

Chi sono gli ATLANTE

Gli Atlante sono un trio di stampo alternative rock nato a Torino nel 2016. Il singolo Atlas, contenuto nel loro primo disco Un’entropia di immagini e pensieri (2019, Pan Music) gli permette di essere scelti come artisti del mese su MTV New Generation ed entrare in rotazione sul canale MTV Music. A novembre 2019 esce il singolo Lamiera, con il quale gli Atlante decidono di unire alla loro matrice rock elementi appartenenti al mondo della musica elettronica. Durante la quarantena tra marzo e maggio 2020, nonostante la distanza, gli Atlante producono Crociate, pubblicata il 29 maggio 2020. Nel corso degli anni hanno suonato nei club di tutta Italia e partecipato a importanti festival come Apolide, Balla Coi Cinghiali, _resetfestival, Memorabilia, Meeting del Mare, Artfall festival e molti altri. Con l’uscita del secondo disco "Paure / Verità" gli Atlante proseguono il percorso di sintesi tra il rock e l’elettronica intrapreso con l’uscita di Lamiera e Crociate. 

"PAURE / VERITÀ", il nuovo album
Paure/Verità è un album che nasce dall’intento di unire due mondi sonori spesso distanti tra loro: il Rock inteso in senso lato per la presenza di strumenti a tratti molto distorti, e l’Elettronica caratterizzata da una cura al dettaglio del suono, più pulita, ordinata e composta. L'obiettivo è stato sin da subito trovare il connubio adatto per far coesistere synth, samples e vocoder mantenendo il più naturale possibile strumenti acustici come la batteria, il basso e la chitarra.

Le tematiche principali del disco sono l’Amore e il Tempo: due elementi che nella vita si intersecano costantemente, tanto che scinderli è impossibile. L’intensità di un amore è strettamente correlata al tempo dedicato per coltivarlo, e la ripresa da un dolore avviene solo dopo un periodo di immersione necessario per metabolizzarlo. È il Tempo che determina l’alternanza sinusoidale di momenti pieni di gioia con periodi più bui, fatti di incertezze e paure, spesso caratterizzati da una simile intensità ma diametralmente opposti.

Ecco da cosa deriva il nome dell’album: le nostre Paure, che in fondo sono le Verità più nascoste, sono lì pronte a travolgerci. Le stesse che se affrontate e vissute con intensità diventano punti di forza. 

ASCOLTA L'ALBUM

 

 

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A TO Z: CONTINUA IL FOCUS SULLE NUOVE GENERAZIONI

A to Z

a cura di Francesco Bertocco

dal 17 settembre al 14 novembre 2021

corso Concordia 11, Milano 

Prosegue A to Z, progetto a cura di Francesco Bertocco che intende proporre un focus sulle nuove generazioni di artiste e artisti che lavorano con le immagini in movimento. Nella vetrina di Concordia II, si alternano i lavori di Daniele Costa, Giulia Crivellaro, Camilla Salvatore e Perla Sardella, ciascuno con una propria linea di ricerca già evidente e specifica, andando così a tracciare un percorso visivo eterogeneo, tra video, arte e cinema sperimentale.

Dopo il primo appuntamento con A General State of Loneliness di Giulia Crivellaro, è attualmente visibile Il Circuito di Daniele Costa, fino al 24 ottobre 2021.

Dal 25 ottobre al 3 novembre verrà presentato 20 Settembre di Camilla Salvatore e dal 4 al 14 novembre Le Grand Viveur di Perla Sardella.

Daniele Costa, Il circuito, 2018

Il progetto parte dalla storia di Elisa, non vedente dall’età di 17 anni a causa di un aggravamento di una malattia genetica. Il lavoro osserva e ripercorre, attraverso il mezzo video, le sue modalità di ridefinizione spaziale e le esigenze interpretative del mondo che la circonda. Da circa quattro anni Elisa fa la co-pilota di rally, sport che le consente di rielaborare il proprio spazio e i propri confini in relazione e grazie all’attività sensoriale che compie.

Giulia CrivellaroA General State of Loneliness, 2019

A General State of Loneliness tematizza il mangiare come atto sociale e religioso. Un cibarsi che,
astratto quindi dalla biologica e stretta correlazione con la sopravvivenza, è stato introdotto dal Cristianesimo nella ritualità liturgica.
La religione, come il mangiare insieme, ha per secoli aiutato l’individuo a combattere la sua tensione a soffrire la solitudine, creando momenti di aggregazione. Giustapponendo fenomeni apparentemente molto diversi, come la Pange Lingua dell’eucarestia cristiana, il fenomeno del mukbang e il sottile audio di un pranzo in solitaria, si vuole riflettere sulla necessità umana della condivisione.

Camilla Salvatore, 20 Settembre, 2020

20 Settembre è il secondo capitolo di una trilogia ancora in corso. I tre cortometraggi nascono da una riflessione sull'influenza che le vite dei nostri predecessori hanno sul nostro presente, sulla nostra immaginazione, sulla nostra memoria, come se fossero le nostre stesse vite precedenti. Ne risulta che il trauma si trasmette di generazione in generazione; le colpe dei nostri nonni, seguite da quelle dei nostri padri ricadono sulle nostre spalle, come una malattia ereditaria per il nostro spirito.

Perla Sardella, Le Grand Viveur, 2020

Mario Lorenzini era un operaio, un escursionista, un cacciatore e un membro della comunità Walser piemontese della Valsesia. Negli anni ‘70 compra una cinepresa Super8 e inizia a filmare la realtà che lo circonda. Attraverso la sua lente vediamo le stagioni passare a Priami, il suo piccolo paese al confine tra Svizzera e Italia. Mentre con la sua macchina da presa Lorenzini esplora la sua comunità, nel film emerge un secondo punto di vista che ci dà l’interpretazione del suo mondo, della sua vita e della sua idea di cinema. La sua relazione con la mascolinità e la mancata relazione con il mondo femminile è spesso sottolineata, generando un conflitto tra le aspettative della sua comunità e l'incapacità di poterle esaudire.

 

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