Menu

Quattro album per novembre 2019

Quattro album per novembre 2019:

PelosiBasile, Giuradei Valli.
articolo di Roberto Bonfanti

Servono tanto coraggio e un pizzico di follia, per mantenere coerentemente una propria integrità artistica in questi anni in cui l’informazione, anche in ambito musicale, sembra essere fagocitata solo dal gossip e dalla ricerca del click facile. Eppure, per fortuna, gli artisti che scelgono di proseguire a testa bassa lungo il proprio cammino senza badare alle mode e ai numeri continuano a esserci e a sfornare lavori interessantissimi.

Mauro Pelosi è stato uno dei talenti più puri e sottovalutati della musica italiana degli anni ’70. Ha pubblicato, proprio nel decennio d’oro della canzone d’autore italiana, quattro album splendidi, densissimi di poesia e disperazione, dopodiché è completamente sparito per le scene per quarant’anni. “Acqua sintetica”, il disco con cui Pelosi riappare inaspettatamente dopo un silenzio così lungo, è un lavoro inquieto e moderno: un concept album che, con lo stile di un romanzo distopico, racconta il tempo presente con uno sguardo lucidissimo e tagliente attraverso otto canzoni affascinanti che ci dimostrano che il talento, quando è autentico, non invecchia e non si può perdere per strada.

Fra Catania, Berlino e Milano, il percorso di Cesare Basile dalla fine degli anni ’80 fino all’alba di questo decennio è stato un viaggio suggestivo e riuscitissimo fra canzone d’autore e rock alternativo. Poi la svolta: il ritorno in Sicilia, la riscoperta del blues e del folk, e soprattutto la scelta di esprimersi, a dispetto di ogni idea di mercato, usando solo il dialetto della sua terra natia. “Cummeddia”, il nuovo album di Basile, prosegue coerentemente lungo la strada segnata dall’artista siciliano negli ultimi anni: canzoni spigolose e senza compromessi in cui il blues s’impasta in modo estremamente personale con la tradizione siciliana portando l’ascoltatore in un mondo oscuro e fuori da ogni tempo.

Ettore Giuradei è un personaggio difficile da inquadrare. Un autore capace di slanci pop adorabili, di perle di ironia surreale, di una teatralità magica, ma anche di una poesia dalla sensibilità delicatissima. A quasi quindici anni dall’esordio e dopo la fortunata parentesi con i Dunk, il cantautore bresciano sembra avvertire l’esigenza di spogliarsi di tutto e ripartire solo da sé stesso. Ecco così “Lucertola”, un album intimo, poetico e meditativo in cui le canzoni (4 inediti più 5 rivisitazioni di brani del repertorio di Giuradei) vagano fra malinconie e riflessioni solitarie vestendosi poi di arrangiamenti minimali dalle atmosfere sospese e stranianti date dall’intreccio di synth e chitarra acustica.

Pieralberto Valli sembra destinato a essere una delle gemme nascoste del sottobosco musicale italiano. Da ormai una dozzina d’anni si muove in punta di piedi, prima con i Santo Barbaro e successivamente da solista, ai margini della scena alternativa proponendo sempre progetti di grande fascino e spessore. “Numen”, seconda prova solista dell’artista romagnolo, è un lavoro estremamente evocativo, a tratti persino mistico, fatto di atmosfere eteree e sonorità ombrose in cui elettronica e strumenti analogici si sposano a meraviglia creando un universo sonoro in cui musica e voce diventano un tutt’uno da cui lasciarsi assorbire in totale silenzio. Quindici canzoni di difficile catalogazione, che partono da un approccio “radioheadiano” alla sperimentazione e alla scrittura ma che sanno andare altrove mettendo in mostra una sensibilità musicale importante e fuori dagli schemi.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

BLOG www.rocktargatoitalia.it

Leggi tutto...

L’ego è una parolaccia?

 003 - Antonio Chimienti - Rock Targato italia

L’ego è una parolaccia?

Milano 4/11/2019

Ne la parola Ego e neanche il suo derivato Egocentrico sono due parolacce. Certamente il termine Egocentrico è spessissimo usato con connotazione negativa, ma sì sbaglia a pensarla così soprattutto quando ad impersonarla siamo noi musicisti.

Sì perché l’Ego è una molla per noi, una sorta di componente meccanico di questa nostra macchina che sì chiama Arte. L’Ego per noi è l'altro io , più precisamente l’idea di quello che vorremmo essere ed al quale vorremmo dare tutto quello che Lui ci chiede. Per molti musicisti, ma non per tutti ( quindi sono esclusi coloro che non ambiscono alla gloria o alla fama e tanto meno  al giudizio del pubblico , pagante o meno non fa differenza), che vorrebbero fare della loro musica lo scopo della loro vita , sognando di calcare grandi palcoscenici dopo esserci arrivati accompagnati da una elegante Limousine, bene per costoro il proprio Ego è : una sorta di bussola seguendo la quale sì ritroveranno nello stesso posto là dove il loro Ego gli aveva dato appuntamento. In altre parole il loro Ego è la proiezione di sé stessi realizzati. Seguire questo Ego lì farà ritrovare nel luogo da sempre frequentato appunto da questo Ego. Naturalmente un Ego di una realtà immaginata e che vive in un luogo immaginato dal Suo creatore. 

Dunque riassumendo l’Ego ci dà la direzione, ma questo Ego è quello giusto? Questa direzione ci porterà veramente nel luogo del successo musicale  e del trionfo reale?

Nel 2019 è uscito nelle sale il film storia sui Queen e naturalmente la vita di Freddie Mercury.

Consiglio vivamente la visione di questo film per afferrare completamente le righe su descritte.In particolare vi è una scena in cui l’Ego di Mercury esplode in faccia al discografico di turno e avrà come conseguenza una escalation di successi che deriveranno dalla sua più totale incontinenza. Un Ego che già scalpitava al tempo di quando doveva ancora cominciare a cantare nei Queen.

Ecco dimostrato che l’Ego non è una parolaccia , ma una chiave del futuro!

Eppure fino a quando l’Ego non ti avrà fatto arrivare su una stella… tutti cercheranno di abbatterlo e più è spavaldo e più i tentativi di ucciderlo saranno duri e spietati.

Ciliegina sulla torta, quando sarai arrivato sarai solo. Non crederti che lì troverai ad aspettarti molte persone in grado di condividere o capire quello che avrai ottenuto.

Ma arriviamo alle soluzioni.

E’ possibile ai giorni nostri vivere tutta questa passione con un pò meno ostacoli?

Sì certamente perché proprio come farebbe uno scalatore esperto nell’affrontare, vetta dopo vetta , un giorno anche  l’Himalaya anche tu puoi imparare a gestire la vetta che vedi in te e che gli altri vorrebbero a loro volta conquistare. Come lo scalatore professionista devi fare esercizio, osservare chi ti ha preceduto e cosa più importante fra tutte imparare a conoscerti meglio. 

La montagna  (il successo) è lì davanti ad ognuno di noi. Ci sono montagne più semplici da scalare e montagne più complicate. Alcune che sembrano colline e per le quali nessuno ti applaudirà , altre con le quali nell’affrontarle molti hanno anche perso la loro vita ( violenza , droghe). Ma certo anche la più alta qualcuno l’ha scalata e ci è anche ritornato su più di una volta.

Dicevamo le soluzioni.

Nell’Ego vi è una proiezione di quello che immaginiamo potremmo essere noi nel futuro. Ma questa proiezione fonda le sue basi nel passato , in quello che abbiamo vissuto, in coloro che abbiamo osservato o mitizzato, amato o venerato, ma non è detto che ci somigliano neanche e che le esperienze del passato ci appartengano o meglio che appartengano a quello che siamo noi veramente.

A questo proposito dobbiamo interrogarci spesso sulla genuinità di questo nostro Ego.

Sempre interrogarci o meglio dominare sarà inoltre la parola chiave da utilizzare per il successivo punto e cioè : far sì che non sia mai questo Io immaginario a dominarci , ma semmai noi a dominare Lui.

Quando gli altri cercheranno di colpirci con una parola sul naso sarà perché stiamo perdendo il controllo di questo Ego. Controlliamolo e controlliamoci. Questo non vuole assolutamente dire che chi abbiamo di fronte abbia ragione e che la Sua parola sia giusta, molto spesso è il debole che alza i toni, ma quello che a noi musicisti sta a cuore è il nostro pubblico verso il quale abbiamo una sorta di appuntamento e per rispettarlo noi lo dobbiamo raggiungere.  Quindi cerchiamo di non interrompere la nostra ascesa per un Ego troppo rampante… controlliamolo . E’ meglio.

 Se abbiamo rimorso per il nostro Ego “rumoroso” sappiate che il non vederlo o notarlo negli altri non indica che voi siate “schizzati” e loro no. Che voi sembriate dei “ Fuori di Testa” mentre “loro” perfettamente in bolla. No , no l’Ego non è sempre rumoroso, ma spesso può anche essere subdolo. Chi lo possiede lo traveste da umiltà e modestia, ma non è così. Anzi a questo genere di Artisti rivolgo un doppio monito per quello che riguarda il punto precedente del “controllo”. Spiacerebbe sé per colpa di un passato trabocchetto un estroverso sì ritrovasse a vivere nelle spoglie di un timido e viceversa. Magari un timido “ingannato dal suo passato” verrebbe meno nel fare esplodere il successo del suo gruppo musicale per mancanza di coraggio.

Nella gestione del proprio Ego dobbiamo monitorare un altro concetto : quello del tempo relativo.

Essendo che quest’ultimo, il nostro Ego vive in una dimensione staccata dal tempo (lo percepiamo come una luce da inseguire, una pensiero manifestatosi allorché qualcosa ce l'ha fatta rigurgitare in un certo momento della nostra vita ecc ecc….) esso ( l’ego) ha sempre fretta.

Nel senso che non essendo un oggetto concreto è privo della necessità di una collocazione temporale per esistere come potrebbe esserlo il modellino di un Galeone di legno che state costruendo da anni. Sé così fosse capireste a che punto vi trovate nel manifestare questo ego con i suoi desideri, ma non è così.

 L’Ego è lì, collocato in qualche parte della vostra mente , già perfetto e scintillante come niente altro. Ecco perché lui ha fretta….. perchè vi sta aspettando e voi in ogni caso avrete sempre la sensazione di essere in ritardo poiché solo voi siete in movimento verso quel sogno. Tutto questo è un problema!

Voi non dovete cadere nel tranello.

Dovete assumere la seguente equazione che vi potrà salvare lo stato psichico:  Ego = progetto. Dovete dare un contenitore al vostro Ego. Una forma finita, dovete dominarlo, averne coscienza e controllo. Avete un progetto da realizzare ora. Non conta il quando , ma il come. 

Inoltre quell’artista così grandioso che voi siete e che vedete nel futuro avrà bisogno di tempo per diventarlo o per meglio dire del “SUO TEMPO” necessario e questa precisazione poiché ognuno è diverso  da un altro in questo ambito ( quello lirico della propria anima). 

Qualcuno potrebbe ritrovarsi a raggiungere il successo ed 8 anni ( e non è un modo di dire) altri a 70 anni. Altri per caso!

Infatti nella concretizzazione del proprio Ego gioca un ruolo primario anche l’idea sbagliata della cosiddetta fortuna.

Guai a pensare che da essa dipende la realizzazione del nostro Ego. Questo autorizzerebbe l’esistenza della sua controparte: la sfortuna e questo vuol dire che noi non conteremmo assolutamente nulla ivi compresa la nostra Arte che tanto vorremmo divulgare. Capite?

Sé Nikka Costa a 5 anni faceva il giro del mondo con il suo talento e la sua On My Own attenzione a non parlare di fortuna. E che dire di John Coltrain o Paolo Picasso, il meglio intorno ai 50 anni in su.

Quando il vostro Ego cercherà di corrompervi alludendo alla sfortuna….una parola magica potrà accorrere in vostro aiuto: la Fatica.

La fatica come certezza del vostro spostamento verso il vostro Ego che voi dovrete aver onestamente certificato fra le azioni giornaliere della vostra attività. In un'altra attività che presiedo nella mia vita vi è un detto che mi piace molto: No Pain No Gain!.  Lì sì impara velocemente tutto sull’Ego...in poco tempo anche sé a dire il vero manca quel taglio di fantasy e magia che invece pullula fra noi musicisti.

Amici come potrete intuire riguardo all’Ego ci sono moltissime cose da dire e da sviscerare. Vi ho fatto toccare alcuni concetti  come l’Ego subdolo, la Sfortuna cattiva, l’autostima, la consapevolezza e l’autocontrollo , ma vi ho anche liberato dalla paura di osare e mettervi tutti contro sé lo sentite necessario. In fondo quello che a tutti noi serve è “ “non per forza tu o io , ma uno qualsiasi che sappia dimostrarci come sì può essere sé stessi fino in fondo”.

Nei miei seminari potremo approfondire molti altri aspetti dell’Ego. Chiedi in redazione per informazioni.

blog rocktargatoitalia.it

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

Leggi tutto...

In Radio e nei digital store dal 18 ottobre “CHEMICAL DAYS” Il nuovo singolo dei THE CRIMINAL CHAOS

“CHEMICAL DAYS” è il nuovo singolo dei THE CRIMINAL CHAOS.

 

Il brano, che anticipa l’album “SURREAL REALITY”, in uscita a fine ottobre, sarà dal 18 ottobre in rotazione radiofonica e disponibile nei webstore.

“...come luccicanti paillettes su uno specchio appannato, si riflettono nella notte strani esseri danzanti durante il sacrificio del più antico dei rituali…” – The Criminal Chaos

“CHEMICAL DAYS” è il desiderio di avventura di cui l’uomo ha bisogno per vivere sereno. Il viaggio, la voglia di libertà e di spensieratezza sono legati da un filo comune: la chimica.

Un brano riflessivo e a tratti psichedelico nelle strofe, ben accompagnate da suoni elettronici e cori accuratamente studiati, energico e di forte impatto nel ritornello, che sprigiona la forza rock della band.

 “CHEMICAL DAYS” sarà accompagnato dal video ufficiale in uscita nelle prossime settimane.

THE CRIMINAL CHAOS

Originaria da Parma la band The Criminal Chaos è formata da Nik Bergogni (voce), Pablo Chittolini (basso), Helder Stefanini (batteria) e Mirco Caleffi in arte “Keffia” (chitarra), Ivan Chittolini (sonorità elettroniche).  Il sound ha un forte impatto rock, caratterizzato dallo strumento musicale suonato, magico, sudato e ricercato.

Il debutto ufficiale dei “The Criminal Chaos” avviene con la pubblicazione del singolo “Smalltown Boy” - rivisitazione della celebre hit dei Bronski Beat.

La collaborazione con l’ingegnere del suono Roberto Barillari, grazie alla sua esperienza con importanti artisti (Lucio Dalla, Negramaro, Gianmaria Testa, Samuele Bersani, Stadio, Paolo Conte, Zucchero, Francesco Guccini), ha permesso ai “The Criminal Chaos una forte crescita sonora e artistica.

LP “SURREAL REALITY” – una produzione internazionale

Per fine ottobre è prevista la pubblicazione dell’album di debutto “SURREAL REALITY”

Il disco contenente sette brani è prodotto in collaborazione con Fabrizio Grossi – produttore italoamericano dalle collaborazioni altisonanti con artisti del calibro di Steve Vai, Billy Gibbons/ZZ Top, Joe Bonamassa, Ice T, Dave Navarro, Steve Lukather e molti altri artisti della scena mondiale. 

Durante le sessioni in studio la band si è avvalsa anche della collaborazione di Fulvio Ferrari, arrangiatore e compositore, nonché tastierista di Luca Carboni, che ha contribuito alla composizione di armonie corali, creando un sound sognante e psichedelico.  Il disco è stato mixato da Fabrizio Grossi nel suo studio di North Hollywood e masterizzato da Pete Doell all’Aftermaster Studios in California.  

NEL WEB:

Facebook: https://www.facebook.com/TheCriminalChaos/

Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCkbV-doo04FJbXrRVDkpobg

Instagram: https://www.instagram.com/the_criminal_chaos/

Twitter: https://twitter.com/TCriminalchaos

Leggi tutto...

I colori dell’autunno 2019

 

Playlist

 

“I COLORI DELL’AUTUNNO 2019“ 

 

La musica indipendente, by Rock Targato Italia 

 

SPOTIFY:

 

https://spoti.fi/2OBAPES 

 

Realizzata da:

 

Divinazione Milano e Roberto Bonfanti (scrittore/artista)

Anche in questo autunno, Rock Targato Italia  prova a scattare una piccola istantanea di ciò che si sta muovendo in questi mesi nell’universo della musica italiana al di fuori delle mode, delle presunte hit e dei facili entusiasmi per i grandi numeri. Ecco dunque “I colori dell’autunno 2019”: una nuova raccolta di canzoni che porta avanti la tradizione ormai consolidata delle playlist “stagionali” marchiate Rock Targato Italia. Per tenere sempre le orecchie aperte su ciò che ci suona attorno anche mentre le foglie cadono e le mode crollano.

Mauro Pelosi – Acqua sintetica

Il clamoroso inaspettato ritorno, dopo ben 40 anni di silenzio, di un artista autentico.

Tv Lumière – Canzone bianca

Un affascinante soffio di malinconia notturna in chiave post-rock d’autore

Effenberg   – Altre cose degli abissi

Sonorità sintetiche, indolenza pop, atmosfere evocative e scrittura riflessiva.

Frigo – Via dei Bardi

La dimostrazione che si può anche fare indie-pop in modo intelligente e poetico.

Ginevra Di Marco & Cristina Donà – Un passo alla volta

L’unione affascinante di due delle voci femminili più importanti della musica italiana.

Paola Russo – Etienne Montgolfierre

Pop tanto immediato quanto elegante, fra gli anni ’80 e il prossimo decennio.

Andrea Cassese – La minoranza

Minimalismo musicale in chiave riflessiva. La rinascita del new acoustic movement.

Giancarlo Frigieri – Lungomare

Un incrocio poetico di storie di riviera fuori stagione nella più classica ballata rock.

Phomea – Solo aria

Rock d’autore, nervi scoperti e voglia viscerale di scavarsi dentro.

Gianulca Gill – Come in un disco di Franco Battiato

Il titolo dice già tutto. Pop d’autore raffinato e intelligente.

Giovanni Succi – Meglio di niente

Un personaggio emblematico della musica alternativa italiana con il suo stile unico.

I rumori di via Silvio Pellico – Sala prove

Gli anni ’90 non muoiono mai. Approccio lo-fi, inquietudine rock e sperimentazione.

Megàle – Stato di quiete

Grandissima personalità, trame vocali ricercate ed elettronica minimale inquieta.

Levia Gravia – Sarebbe facile

A volte basta poco: pochi strumenti, gli occhi aperti e tanta voglia di raccontarsi.

Levante – Bravi tutti voi

Una delle voci più amate e personali del panorama pop attuale.                                                 

Andrea Cassetta – Ipocriti di merda

Rabbia punk, chitarre taglienti e voglia di urlare in faccia al mondo la propria verità.

Il terzo istante – Dissolversi

Psichedelìa, alternative-rock, gusto melodico ed eleganza.

Daniele Brusaschetto – Fanculo mondo

Da un maestro del pop più destrutturato, una parentesi catartica fra rock e metal.

 

Roberto Bonfanti

 

blog Rock Targato Italia

 

 

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?