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Vincitori selezioni Emilia Romagna - 30/a edizione

In riferimento alle serate organizzate all’Arci Zerbini di Parma il 7 aprile 2018, comunichiamo il nome dell’ artista selezionato dalla giuria tecnica:
GROUND CONTROL; e dal pubblico: PERVINKA.

Gli artisti vincitori parteciperanno alla Finale Nazionale in programma a Milano. Prossimamente saranno comunicate le date e l’organizzazione dell’evento.

In vincitore della serata, GROUND CONTROL, scelto dalla giuria tecnica parteciperà in qualità di ospite a ParmAwards il premio musicale ideato da Pierangelo Pettenati

Si ringraziano tutti gli artisti che hanno partecipato e tutti coloro i quali hanno contribuito alla realizzazione dell’evento e particolarmente: Nick e Hotel Monroe, Pierangelo Pettenati e Antonio

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Alf Eryavaband

Alf Eryavaband artista cantautorale in programma a Rock Targato Italia il 13 maggio a #Roma al Quid Centro Culturale, si racconta in questa intervista a cura dell'ufficio stampa @DivinazioneMilano  

- Nome artista:  Alf Eryavaband.

- Come vi siete avvicinati alla musica?

Non saprei riconoscere un momento esatto, non credo siano le persone che si avvicinano alla musica, ma viceversa, talvolta la musica ti suona dentro, le melodie ti rimbombano nella testa e necessitano di uscire fuori, che sia semplicemente una canzone che conosci e non trovi pace finchè non la riascolti o un motivo nuovo che hai in testa e che vuole essere eseguito, o a volte non hai un'idea precisa nella testa ma sono le tue mani su uno strumento che iniziano a muoversi, sapendo già dove andare. Per me, che non ho mai studiato la materia, è semplicemente un istinto che tende a soddisfare un bisogno.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il mio è un progetto cantautorale di canzoni per piano e voce e, come si suol dire, "me la canto e me la suono".

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

Piuttosto scarna, malinconica e narrativa. Un misto tra un racconto e una litania.

- Come nasce il nome della band?

Alf Eryavaband è il mio pseudonimo, dapprima era solo Alf, ma per formalità necessitava di un cognome che ho costruito sul lessico di una lingua artificiale. 

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Sostanzialmente nulla di buono; credo che la musica non debba essere competizione e tutti quei ragazzi che partecipano mi sembrano dei moderni gladiatori -  alcuni ingenuamente, altri meno - lanciati in un'arena. Anche se vinci e/o ottieni il riconoscimento, devi sempre fare i conti con il contesto da cui sei uscito fuori, con la stessa velocità puoi anche essere tagliato dal giro se non stai alle regole. Certo esistono alcuni che come Spartaco provano a ribellarvisi, ma come lui in genere non fanno una buona fine.

Trovo inoltre che ci sia davvero poca arte all'interno, è tutta mera esecuzione e intrattenimento. Sono tutti molto bravi ma privi di contenuti o almeno non riescono o non gli è concesso trasmetterli. La musica passa decisamente in secondo piano.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?Mi sono esibito in alcune occasioni ma mai in un concerto tutto mio.

Il pubblico mi è sembrato piuttosto caloroso anche se generalmente sono piuttosto spaventato dall'esibizione live, soffro di ansia sociale e facilmente perdo concentrazione. In più ritengo che le mie canzoni siano da apprezzare meglio riprodotte in un ambiente domestico, sorseggiando del caffè, o ascoltate in cuffia.

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nella vostra regione di origine?  

Non saprei. Credo mi piacerebbe suonare in piccoli teatri o in spazi aperti.

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

Mi piacerebbe si organizessero più festival. Ricordo svariati anni fa ce ne erano molti in giro per l'Italia che offrivano anche campeggio gratuito. Erano una bella occasione per ascoltare musica, visitare bei posti e conoscere persone. Problemi coi comuni o mancanza di fondi hanno fatto sparire varie realtà...

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

Per quanto non sia un grande fan dei social, dei mondi virtuali e della tecnologia in generale, credo che ormai le cose vadano in questo verso ed è un processo inarrestabile. Se si vuole essere informati e informare, tutto ora passa di lì e non c'è un modo migliore.

-  Quali sono i vostri progetti futuri?

Mi piacerebbe incidere un disco.

 

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OPPOSITE a Rock Targato Italia - Roma

Oggi l'intervista è dedicata alla band OPPOSITE, tra i protagonisti delle Serate di Rock Targato Italia in programma a #Roma al Quid Centro Culturale.

4 serate di buona musica autentica ed originale frutto della fantasia e creatività dei componenti della band. Questa è la cifra culturale sostenuta dall'organizzazione del contest attuata per sostenere maggiormente la scena italiana 

Intervista a cura dell'Ufficio stampa @DivinazioneMilano

 

- Nome artista OPPOSITE

ANTEROS Marra (frontman, chitarra e voce), IVAN Gioia(basso), VINCENZO Rutigliano (batteria), MICHELE Prezzano (chitarra).

- Come vi siete avvicinati alla musica?

ANTEROS: il mio primo approccio alla musica l’ho avuto a 6 anni con i Pink Floyd e i Queen. All’età di 8 anni la mia prima chitarra e da lì è cominciato il mio percorso musicale.

IVAN: quando avevo 6 anni ho iniziato a suonare al chitarra. In seguito,a 14 anni, sono rimasto folgorato dal suono del basso e ho cominciato a studiarlo da autodidatta.

VINCENZO: Da quando avevo 6 anni e ascoltavo in blink 182. Ero innamorato del batterista. Da lì poi sono andato ai dream theater e poi ancora alla fusion

MICHELE: mi sono avvicinato alla musica all'età di 5 anni con la musica classica , sono entrato in conservatorio , dopo qualche anno ho incominciato ad ascoltare i guns n roses e i Pink Floyd e ho cominciato a studiare e suonare rock. ma senza lasciare del tutto la musica classica e il conservatorio .

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

ANTEROS: Gli OPPOSITE, fondati inizialmente da me e Ivan Gioia nel 2015, dopo un anno in cui abbiamo cambiato sound e componenti nel gruppo, contattiamo un mio amico di vecchia data (Michele Prezzano 2° chitarra). Dopo aver registrato i primi 5 pezzi dell’album, si aggiunse Vincenzo Rutigliano, musicista con cui suonai già in passato nel 2013, grazie al quale si creò, infine, il sound originale del gruppo.

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

ANTEROS: E’ difficile dare una definizione appropriata della nostra musica. So però con certezza  che è forte, coinvolgente e soprattutto nuova. Il genere infatti, pur essendo di tendenza è, come ho appena detto, nuovo e lo abbiamo definito Modern Prog Rock.

- Come nasce il nome della band?

ANTEROS: L’origine del nome è simpatica: Ivan e Michele, mentre venivano in Studio si fermarono ad un incrocio e fissando il semaforo decisero che il nome sarebbe stato Opposite poiché, visti singolarmente, siamo uno l’opposto dell’altro ma questa differenza si annulla quando iniziamo a suonare.

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

ANTEROS: Penso che i talent show siano un ottimo mezzo per poter far conoscere la propria musica con un indice di ascolto più alto, però allo stesso tempo non mi piace che le logiche non sono spesso indirizzate su scelte di qualità. Il più delle volte la musica che si ascolta nel talent show non è lo specchio della vera forza e qualità che esiste in Italia.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

ANTEROS: abbiamo suonato in diversi locali nella nostra città, Altamura, e Matera. Il pubblico ha sempre reagito in maniera positiva scatenando il proprio istinto, la propria voglia di lasciarsi andare.

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nella vostra regione di origine?  

ANTEROS: dovunque e con chiunque.

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

ANTEROS: Credo, personalmente, che per poterla migliorare è l’Italia a doversi spingere oltre, capendo ciò che funziona, non solo nella propria nazione ma nel resto del mondo.

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

ANTEROS: Penso che sia una forte e libera strategia di mercato per poter raggiungere l ascolto del pubblico in maniera più diretta.

-  Quali sono i vostri progetti futuri?

ANTEROS: In futuro vorremmo portare la nostra musica in tutto il mondo, in tutte le teste libere del mondo!

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NIVERA A ROCK TARGATO ITALIA - ROMA 6 MAGGIO

NIVERA sono in programma il 6 #maggio al QUID CENTRO CULTURALE per le Finali Centro Sud Italia della XXX edizione di Rock Targato Italia. Diversi artisti si esibiranno nell'arco di quattro serate per accedere alla Finale nazionale in programma a #Milano (LegendClub) nella prossima estate. Tutti gli artisti eseguiranno brani originali No Cover. Intervista ai NIVERA è a cura dell'ufficio stampa @DivinazioneMilano

-Nome artista Nivera

-come vi siete avvicinati alla musica?

 Siamo cresciuti a pane e musica: ad otto anni al cantante, Giovanni, è stata regalata una chitarra acustica e da allora non l’ha più lasciata.  Ognuno di noi poi da adolescente porgeva l’orecchio a tutti i generi musicali e crescendo abbiamo iniziato a seguire e ad interessarci di musica live. Ma il rock portava sempre un’emozione in più e facendo vibrare le nostre anime ci ha costretto a seguirlo come calamita.

-Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

La band è formata da 4 elementi: Antonio Nicoletti  al basso,  Pino Aiello chitarra, Luigi Fiorito batteria e Giovanni Scarcelli voce. Abbiamo iniziato a suonare in altri gruppi e quando questi si incontravano, in feste di paese o prove, ci si avvicinava perché ci sentivamo affini e si finiva con il suonare ancora un altro po'. Di Antonio fu l’idea di creare un gruppo nostro e dal 92 suoniamo insieme, rinnovandoci nel 2016 con l’arrivo di Luigi la nota giovane e tuonante del gruppo.

-Con parole vostre come definireste la vostra musica?

Ci piace definirla un social rock: un rock essenziale che tocca tematiche sociali e vissute nel nostro tempo e contesto. Ciò che guida la nostra mano a scrivere e la vita vissuta e concreta, un nuovo realismo ma fatto di emozioni, speranza e valori.

-Come nasce il nome della band?

Il nostro habitat naturale è l’altopiano silano e durante le prove in luoghi di fortuna (garage, cantine, ecc) il freddo e la neve ci sono state spesso compagne. Da qui l’ispirazione perfetta per il nome del gruppo Nivera che giusta appunto, nel nostro dialetto calabrese significa tempesta o bufera di neve.

-Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

l talent show possono rappresentare un trampolino di lancio e sicuramente danno molta visibilità per il periodo della loro durata. Ma sembra che la musica passi in secondo piano e si dia più spazio alla polemica/rissa tra concorrenti o ai like per i più disparati motivi (simpatia, look e atteggiamenti). Di conseguenza è difficile prestare orecchio al ritmo, al suono, alla voce dell’artista dello show. Lo spettacolo è un passatempo, la buona musica resta. Non ci piacciono

-Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Ci esibiamo live dal 1992 e il palco tira fuori il meglio di noi. Non siamo performer, ma ci piace molto condividere quanto abbiamo scritto, composto e suonato con il pubblico di tutte l’età. Ed il pubblico ci ha ringraziato per questo, seguendoci con passione e attenzione , che per una rock band per lo più sconosciuta, non è poco.

-Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare? Quali quelli nel vostro regione di origine?

Il sogno nel cassetto è quello di esibirci a Piazza San Giovanni a Roma al concertone del 1°maggio. Ma farci conoscere in tutta la nostra regione Calabria è il nostro progetto e proviamo a lavorarci anche se è solo da pochi anni che i locali offrono mucica dal vivo

-Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

Secondo noi bisognerebbe iniziare a investire seriamente nelle scuole, dare più spazio a laboratori musicali pomeridiani, per dare modo a chiunque di  avvicinarsi ad uno strumento e coltivare la passione. Per noi l’importante non è diventare famosi, ma usare il proprio talento e condividerlo se possibile.

-Cosa ne pensate della promozione, dei social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

L’ era digitale ha cambiato molto il mondo della musica ed i social oggi giocano un ruolo importante: abbiamo aperto per gioco una pagina facebook  ed in poco tempo abbiamo ricevuto tante richieste e like di persone che ci seguono ed ascoltano la nostra musica dall’altra parte del mondo, come Stati Uniti, Brasile, Olanda, India etc etc. Tutto ciò era impossibile da immaginare quando abbiamo iniziato nel 1992. Inoltre, i costi molto ridotti per l’acquisto garantito e il download sicuro e veloce della musica nei negozi virtuali sono tattiche ben riuscite da parte di chi acquista e di chi vende. Pertanto ben vengano i social e i negozi virtuali, anche come lotta alla pirateria.

-Quali sono i vostri progetti futuri?

Il nostro secondo album autoprodotto è un progetto in lavorazione che ci sta molto impegnando e ci vedi più maturi e più appassionati. Ben presto sarà distribuito su più di 250 piattaforme digitali e vorremmo condividerlo con quanto più pubblico possibile in concerti live italiani e non. Abbiamo in programma partenze con buona musica, la nostra!

 

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ROCK TARGATO ITALIA
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