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MAX LO BUONO Live a Rock Targato Italia il 26 Maggio

Max Lo Buono, cantautore genovese suonerà il 26 maggio in occasione delle Finali Regionali di Rock Targato Italia area Piemonte, Liguria e Val D'Aosta. Gli abbiamo posto una serie di domande e le risposte sono interessanti mature e piene di positività. Vederlo suonare sul palco di Merula Magazzino Musicale è una curiosità che ci intriga molto. Auguri a lui e tutti quanti i protagonisti di questa bella avventura live che è Rock Targato Italia giunta alla XXX edizione. A partire dalle ore 15, ingresso gratuito. Vi aspettiamo,

Intervista a cura dell'Ufficio stampa @DivinazioneMilano

- Nome artista
Max Lo Buono 

- Come ti sei avvicinato alla musica?
L'attrazione per note e ritmo è nata dall'infanzia, quando ero allo stadio con mio padre ero distratto dai cori (spesso fuori tempo) della curva, e ciò mi distoglieva dalla partita. Con le ore di Educazione Musicale alle scuole medie ho avuto i primi approcci al pentagramma, alla chitarra e alla tastiera. Poi nell'estate del '97 stavo palleggiando su un prato, poco lontano alla TV c'era l'anteprima del singolo degli Oasis "D'you know what I mean?". Ho dato l'ultimo calcio al pallone e mi sono detto "voglio diventare così".

- Hai avuto esperienze con gruppi o band musicalii?
Ho avuto diverse formazioni negli anni, e ho diversi progetti, ma oggi mi presento come semplice cantautore solista. 

- Con parole tue come definireste la tua musica?
Direi un pop-rock in italiano con influenze british e glam, il tutto condito talvolta con ironia e giochi di parole.

- Come nasce il nome di un artista?
Beh nel mio caso si tratta di un nome d'arte. Max è l'abbreviazione "internazionale" del mio nome; Lo Buono era semplicemente il cognome di mia nonna, più "musicale" del mio anagrafico, ed inoltre si avvicina per assonanza sia a qualcosa di positivo, sia a grandi nomi della musica come Simon "Le Bon", "Bono", "Bon Jovi"... 

- Cosa pensi dei talent show e in generale della musica che gira intorno?
L'idea iniziale dei Talent era forte, intendo il fatto di cercare in maniera pubblica nuovi talenti, come tutti i concorsi ma con un'esposizione mediatica più forte. Ad oggi mi pare che il focus si sia spostato un po' troppo sullo show in sè più che sulla selezione di artisti che, ad oggi, pur vincendo, spesso non riescono a fare il "grande salto nello showbusiness". Resta il fatto che comunque, a prescindere che piacciano o meno, anche solamente un'apparizione in TV può aiutare ad ottenere visibilità, nome, pubblico, e quindi un maggior numero di serate in cui poter suonare. 
La musica che gira intorno di oggi è molto strana, specialmente da quando internet è inizialmente il mezzo più diffuso, e si contano le views, che sovente vengono da un pubblico molto giovane. Infatti oggi generi come la trap o il rap vanno per la maggiore, più del rock o della canzone d'autore, e dobbiamo prenderne atto, per quanto ci siano realtà interessanti che oggi vengono definite "indie". (Anni fa l'indie era un genere ben preciso, Afterhours, Marlene Kuntz, diverso da quello che si indica oggi, come Calcutta, the Giornalisti, ecc.)
Quando ho iniziato io per farmi conoscere dovevo fare anni di gavetta, sale prove, ricerca di pubblico con prevendite per poter ottenere una serata ricompensato con birra e hot dog. Ora con un po' di fortuna (web, talent) diventi una star prima di fare gavetta e (ahimè) ogni tanto i risultati si sentono. Ci sono pro e contro. Sono nato o troppo tardi o troppo presto :)
Da un altro lato, mi pare che oggi il successo di una canzone dipenda troppo dal "bombardamento" radio e tv, che trasmettendo sempre a rotazione certe canzoni, entrano inconsciamente in testa delle persone, che a quel punto la giudicano "bella", un "successo". 
 

- Hai già fatto dei live? E quale risposta hai avuto dal pubblico?
Suono dal 2000, ho avuto diversi tipi di progetto, dalla band di inediti, alla band di cover, al duo di intrattenimento.
Ho avuto la possibilità di condividere il palco con grandi chitarristi come Cesareo, Luca Colombo, Stef Burns, Giuseppe Scarpato, Giacomo Castellano, e tanti altri grandi, in qualità di corista e cantante. Ho partecipato anche ad eventi dedicati alla musica di Lucio Battisti con la presenza sul palco di Mogol. 
Per la presentazione del mio disco "Tutto Molto Dandy" ho avuto modo di aprire i concerti di Eugenio Finardi e Cristiano De Andrè.
Nel mio piccolo direi di essermi creato un mini-pubblico che spesso mi segue sia live che nelle canzoni che propongo anche sul web.
I riscontri positivi sono spesso sulla orecchiabilità delle singole canzoni che scrivo, che spesso vengono viste come "canticchiabili" dall'ascoltatore tout-court, e dai testi che cercano di raccontare sempre situazioni molto pratiche, reali.
Riscontri negativi... forse non sono tanto apprezzato dai "puristi" dei rami che vado a toccare, troppo "pop" per essere "rock", troppo "ironico" per essere "d'autore". 

- Quali sono i locali in italia dove ti piacerebbe suonare?  e quali quelli nella tua regione di origine?  
Domanda molto difficile.
Parto dalla regione di origine. Vivo a Genova. Non come polemica (forse), ma come dato di fatto, ci sono sempre meno locali di musica live, evidentemente sono cambiati i gusti del pubblico, e le spese per l'intrattenimento sono più direzionate alle discoteche (salvo i nomi main-stream che arrivano in città). Ne sono rimasti molto pochi e talvolta ci si deve organizzare con sponsor o a proprie spese per l'affitto del locale contando di rientrare con le spese utilizzando biglietti di ingresso. I locali sono pochi, non fanno sempre musica dal vivo, e di rado si trovano persone pronte ad investire nell'arte del live. E' rimasto La Clacque nel centro storico di Genova.

I locali italiani che conosco sono ben più grandi e rinomati di quelli che abbiamo in liguria, come l'Alcatraz, il Blue Note e il Legend di Milano, Hiroshima Mon Amour  di Torino,  il Campus Industry di Parma ( in cui ho suonato)...

-  Cosa faresti per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?
Credo che tutto debba partire dalla ridivulgazione della cultura musicale alla base, a far tornare nelle persone (non solo nei giovani) la voglia di passare una serata ad andare a sentire un artista sconosciuto. Ci vorrebbe impegno dalla pubblica amministrazione, dalle scuole stesse, una specie di "pubblicità progresso" da divulgare su radio, tv e web, per riaccendere una voglia persa di musica. Ricostituito l'interesse del pubblico, magari più imprenditori saranno disposti ad investire in strutture ed eventi. 

- Cosa ne pensi della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?
E' molto frammentata e le risposte sono estreme. C'è chi ha trovato per fortuna la via giusta e riesce ad ottenere grandissima visibiltà, c'è chi con stesso metodo ma meno fortuna ha imboccato un canale che lo ha lasciato nell'ombra. Oggi la condivisione dei link sui social fa tantissimo, la promozione su web radio non mi pare stia dando grossi frutti. Il web sembra essere comunque il mezzo principale per arrivare a radio e tv, che permettono ancora il salto nella direzione più favorevole.
La musica dei negozi virtuali invece è arrivata troppo tardi; solo quando le major si sono accorte delle perdite ottenute dai peer to peer (napster, emule, torrent) sono nate le piattaforme legali.
Spotify credo sia una grande invenzione legale per i fruitori di musica (un po' meno per chi investe nelle produzioni rispetto alle vecchie vendite dei CD).
Io sono un caso a parte, compro CD e ultimamente vinili :) 

-  Quali sono i tuoi progetti futuri?
Principalmente il mio primo obiettivo è non perdere la voglia di scrivere, perchè scrivere musica mi appaga anche più del canto stesso, continuare ad imparare, a conoscere musica che non ascoltavo, a contaminare la mia creatività, studiare produzione audio per poter migliorare il lato tecnico delle mie composizioni. 
Mi occupo anche di produzione di video clip musicali, non solo delle mie canzoni, ma di tanti altri artisti, basta digitare "Max Lo Buono regia" su youtube e ne escono diversi, quindi continuerò a studiare anche tecniche di ripresa, editing e post produzione.
Per quanto riguarda l'attività "discografica" sto pensando a quale sia la direzione giusta da intraprendere, ma come dice la manager che si occupa della mia discografia "intanto scrivi!".

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Vincitori Finali Centro Sud Italia

In riferimento alla finale del Centro Sud Italia organizzata al QUID di Roma il 22, 29 aprile, 6 e 13 maggio 2018, comunichiamo i nomi degli artisti selezionati che parteciperanno alle finali nazionali al LEGEND CLUB MILANO a settembre: BLANKORGANICO RIDOTTOTHE TRAVEL MATES

Ringraziamo tutti gli artisti che hanno partecipato alla Finale del Centro Sud Italia e tutti coloro i quali hanno contribuito alla realizzazione dell’evento ed in particolar modo tutto lo staff a Vincenzo Donato e tutto lo staff del QUID di Roma.

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ROCCAFORTE A ROCK TARGATO ITALIA - Finali area Piemonte, Liguria e Val D'Aosta

Suonano da tempo e sono anche una vecchia conoscenza di Rock Targato Italia. I Roccaforte, grinta, tanta energia positiva e buona musica, li rivediamo con piacere sabato 26 maggio da Merula in occasione delle Finali Ragionali di Rock Targato Italia, a partire dalle ore 15. Ingresso gratuito.

 

Intervista a cura dell'Ufficio Stampa DivinazioneMilano 

- Nome artista: Roccaforte

- Come vi siete avvicinati alla musica?

Da ragazzi, adolescenti. La musica ha sempre fatto parte della nostra vita. Spesso chi ama profondamente la musica tenta di avvicinarsi ad uno strumento musicale e poi si incomincia a sognare.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Siamo composti da 5 elementi, formazione base: voce – chitarra/voce – basso – tastiere – batteria. Ci siamo conosciuti ai tempi della scuola (molti anni fa). Della formazione originale rimaniamo io, Bruno Borello bassista, e Fabio Serra chitarrista (cofondatori della band). La nostra storia è longeva. Fra poco festeggeremo i 20 anni ma in realtà strimpelliamo dai primi anni 90.

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

La scelta, fin da subito, è stata quella di non essere una cover band come tante altre, così abbiamo cominciato un lungo lavoro di ricerca per costruire uno stile originale. La creazione di brani inediti in lingua italiana, la ricerca accurata delle sonorità e la fusione dei gusti musicali di ognuno di noi sono gli ingredienti che usiamo per esprimerci al meglio. Per questo motivo la nostra musica non rientra in un genere definito ma piuttosto in una forma di eclettismo in cui le influenze che vanno dal pop al progressive si fondono insieme, armonizzate in una nuova sintesi.

“Riuscire ad emozionare il pubblico e trovare persone che apprezzino la nostra musica è ciò che abbiamo sempre cercato… e che non smetteremo mai di cercare”.

- Come nasce il nome della band?

Il nome è stato ispirato dal luogo in cui era situata la prima sala prove: “ Fortezza Rocca Civalieri ”, un casolare circondato dalle amate colline del Monferrato e così diroccato che un filo di nylon, teso tra due chiodi a cavallo di una crepa che da terra raggiungeva il soffitto, faceva da allarme per fuggire immediatamente all'esterno in caso di pericolo.

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Premettendo che durante tutto il periodo della nostra carriera musicale abbiamo fatto un’autorevole autocritica giungendo a delle concrete conclusioni però riteniamo di essere arrivati in un momento musicale poco favorevole. La velocità di internet e la possibilità di trovare in rete l’impossibile non ha giovato. Sui talent pensiamo che sia un modo, come internet, veloce ed immediato per poter arrivare al grande pubblico e ad alti successi. Il problema però qual è? Ed è un’analisi generata su fatti e dati. Negli ultimi 10 anni quante band si sono affermate a livello nazionale? Possiamo contarle sulle dita di una mano? Quanti personaggi sono usciti dai vari talent e hanno continuato a vivere d’energia propria dopo l’onda del successo? Possiamo contarli sulle dita di due mani? Questa la dice lunga su cosa si può pensare sui talent. Sapete, per dei personaggi come il sottoscritto (47 anni a breve) rimane impensabile andare su uno spazio web di tali artisti e non trovare la voce “discografia”. Ero rimasto che alla mia scoperta degli Iron Maiden, degli Scorpions, oppure dei Simple Mind o dei Cure (per citare qualche piccolo esempio) alla voce discografia c’era già un passato da paura. Parlo del 1983 – 84. La musica che gira intorno non regala per nulla segnali positivi. Tante band come la nostra non esistono più da un po’, tantissimi locali che facevano musica live hanno chiuso o non fanno più suonare e l’interesse del pubblico non c’è più. Per fortuna esistono ancora delle realtà serie che promuovono dei contest e dei festival importanti. Cerchiamo di selezionare e partecipare.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Ad oggi sono 330 le esperienze live che abbiamo fatto. Fra queste abbiamo anche alcune partecipazioni a Rock Targato Italia (2007 e 2008 se non ricordo male). Nel tempo siamo riusciti ad avere un buon bacino di pubblico anche se, purtroppo e per tantissimi motivi, negli ultimi anni c’è stato un calo drastico di presenze ma soprattutto di luoghi dove poter suonare la propria musica. I locali chiudono e gli spazi per poter mettere in vetrina i propri progetti sono sempre meno. Di conseguenza il pubblico si dirama.

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nella vs regione di origine?  

Di locali belli e con una clientela affermata (non portata dalla band come spesso capita) ce ne sono e per fortuna sono realtà che ancora sopravvivono. Purtroppo band come la nostra, che non fa parte di una programmazione artistica oppure di un’agenzia che organizza i live in un preciso locale, è impossibilitata a suonare. Nel corso di tutti questi anni di live abbiamo suonato su palchi notevoli ed importanti ma soltanto perché eravamo riusciti a vincere dei contest o festival seri ed importanti come precedentemente accennato.

- Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

Ci piacerebbe che locali importanti, ed è un’idea che spesso abbiamo esposto ma mai presa in considerazione, facessero dei mini live (a porte chiuse) come se fossero delle audizioni. In modo tale che sia il locale e la direzione artistica a selezionare le band in base alle capacità, ai generi, ecc per permettere a loro di essere inseriti, prima di tutto in una piattaforma on line e poi in una programmazione come band di apertura di altre band più affermate. In questo modo si potrebbe generare una catena di live che darebbero una visibilità che difficilmente si avrebbe. Sulla piattaforma on line si potrebbero gestire e creare delle valutazione in base ai risultati dati dai locali e dal pubblico stesso. Un percorso del genere potrebbe trasformare una band da apertura in una band affermata? Potrebbe avere un senso? Non lo sappiamo, diversamente le abbiamo provate tutte.

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

La nostra esperienza ci porta ad avere parecchi dati sottomano. I social sono un buon veicolo per promuovere la propria musica, i video e le iniziative (live e non solo) ma non bastano. Per quanto riguarda la musica distribuita nei negozi virtuali la nostra esperienza è stata pessima. Abbiamo promosso i nostri album autoprodotti, 2 CD e 1EP, su tutte le piattaforme principali e, nonostante le svariate promozioni e pubblicità, il flusso di accesso è veramente basso per non dire inesistente. Abbiamo altri due album sotto etichetta discografica e di report non ne abbiamo mai visti. Soltanto uno, sotto nostra richiesta, e possiamo dire che i dati sono da equiparare a quelli nostri – inesistenti.

- Quali sono i vostri progetti futuri?

Abbiamo cambiato line up alla voce e alla batteria circa 1 anno fa. Dopo tutti questi anni trascorsi a rincorrere un qualche cosa che era imprendibile ci siamo soffermati un attimo per decidere che cosa volessimo fare da grandi. Così siamo ripartiti dagli inizi. Abbiamo cambiato punto di vista. Priorità assoluta la nostra passione per la musica, per scrivere e musicare brani. Rimettersi in gioco e partecipare ad eventi importanti con altre realtà, farsi giudicare e criticare. Scrivere nuovi brani per un EP o magari un nuovo album, il quinto.

Official Web Site http://www.roccaforte.it

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NOT, ospiti a Rock Targato Italia - 26 maggio

Il 26 maggio a partire dalle ore 15, ingresso gratuito, da Merula Magazzino Musicale si svolgono le finali Regionali di Rock Targato Italia area Liguria, Piemonte e Val D'Aosta. Diversi artisti si contenderanno l'accesso alle Finali Nazionali in programma a Milano il 24 - 25 e 26 settembre. Tra gli ospiti una bellissima sorpresa musicale i NOT la band torinese che di recente ha pubblicato un album "Sogni e Bisogni" e che proprio in questa occasione suoneranno alcuni brani tratti dal recente lavoro. Sogni e Bisogni, il secondo album dei NOT, è una raccolta di canzoni dagli arrangiamenti musicali intriganti, raffinati, dal sapore universale e ricco di tematiche quotidiane non banali. Da vedere!!

Intervista a cura dell'ufficio stampa DivinazioneMilano

Nome artista

NOT, che sta per Note Oltre Tempo e proprio cercando “noteoltretempo” è possibile reperirci sul web, un po’ ovunque,  Facebook, Instagram, YouTube, Spotify, iTunes e tanti altri social network.

- Come vi siete avvicinati alla musica?

Probabilmente l’età scatenante un po’ per tutti, arriva appena prima dell’adolescenza, in linea di massima, così è stato per noi. Tutti e quattro abbiamo fatto il nostro percorso di cover, tributi, i primi tentativi di musica originale e oggi siamo qua. Sicuramente con il progetto più importante e maturo mai avuto tra le mani.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il gruppo è composto da quattro elementi. Io, Faber, cantante/chitarrista e Davide, batterista, siamo stati presenti dall’inizio del progetto. Il che, risale a fine 2013. Come spesso succede, c’è voluto del tempo prima di trovare le persone e l’alchimia giusta per proseguire questo viaggio. A fine 2015 è arrivato Giorgio, al basso e finalmente abbiamo chiuso il cerchio nell’estate del 2017, quando abbiamo conosciuto Dario, il nostro chitarrista.

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

Una musica “pensante". Pensante nel senso che le melodie, sono certamente facili da assimilare, anche radiofoniche, ma allo stesso tempo i testi hanno sicuramente bisogno di più ascolti per poterne cogliere tutte le sfumature. Probabilmente facciamo parte di quella categoria di band che si avvicina al cantautorato, il che spesso porta ad un bisogno di approfondire i concetti con più e più ascolti.

- Come nasce il nome della band?

Cercavamo io (Faber) e Davide, un nome facile da ricordare ma anche senza una classificazione precisa e "Note Oltre Tempo" pensiamo che racchiuda tutto ciò. Il nostro punto di vista è che chi ci ascolta, non deve fossilizzarsi sul genere che suoniamo, non importa che sia pop, rock, soul, blues, elettronica o altro. Una canzone dovrebbe saperti far ballare o rilassare, un testo saperti fare sorridere, riflettere o piangere. Le convenzioni di generi, le classificazioni poco ci interessano. Da qui il nome NOT Note Oltre Tempo.

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Che è un mondo che fa paura. Ovunque c’è spettacolo, vuol dire che dietro c’è un grande business e poca libertà. Senza dare giudizi, a noi piace raccontare e suonare ciò che abbiamo dentro, poterci fermare con le persone che ascoltano i nostri concerti ed entrare in contatto con loro. Non ci interessa andare in Tv ed essere attorniati da luci dello spettacolo. Suonare, cantare, non è altro che una forma e un bisogno di comunicare e questo vogliamo fare. Speriamo e ci stiamo prodigando per poter un giorno vivere di questo, di un amore reciproco tra noi e chi ci ascolta e sceglie di seguirci. Si chiama fare Musica.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Si, da quando abbiamo iniziato quest'avventura, quindi fine 2013 suoniamo anche live. La risposta generale è positiva e appagante. Più passa il tempo, più le persone conoscono i nostri brani, più diventa emozionante e gratificante salire su un palco e vedere quelle bocche che si muovono all’unisono insieme alla tua che canti.

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nella vs regione di origine?

In realtà l’importante è suonare. Dal locale minuscolo con 10 persone a quello si spera un giorno non lontano con 3000 persone. Tutto è importante, tutto è crescita. Noi siamo di Torino, locali a cui sicuramente stiamo facendo il filo, ad esempio sono il CAP10100, le OGR (OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI) ma se poi dobbiamo sognare il grande, ci spostiamo subito all’ALCATRAZ di Milano!

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

C’è un grosso problema di fondo. Continuiamo a vivere un epoca di recessione economica e non ci sono miglioramenti in vista. Questo innesca molteplici problemi e se c’è un settore che facilmente viene colpito, sbagliando, è quello culturale. Molti locali che facevano suonare, con entusiasmo, sperimentando, hanno tagliato la possibilità di fare concerti. A questo, si aggiunge anche che spesso il gruppo che viene ingaggiato per suonare è con lo scopo di divertire, di intrattenere. Non c’è, ahimè una grande cultura che porta alle nuove scoperte, che pone attenzione sui contenuti. Spesso è una questione di forma. Difficile da parte nostra, dire come migliorare l’organizzazione musicale, possiamo impegnarci a fare del nostro meglio e sperare che chi organizza eventi, concerti, serate, faccia altrettanto.

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

Sicuramente questo è un aspetto positivo del web e della multimedialità. Ora quasi chiunque ha la possibilità di far conoscere la propria arte. Di fatti i canali di promozione e interesse sono molto cambiati. Mtv non esiste praticamente più e non è un caso.

I negozi virtuali… diciamo che si prendono una bella fetta dei ricavati, eccessiva. Ogni artista, dovrebbe avere una pagina personale in cui vendere la propria musica. Cosi' sarebbe giusto e corretto. Ai negozi virtuali, bisognerebbe pagare una tassa iniziale per poter usufruire della loro piattaforma non regalargli un tot ad ogni ascolto, ad ogni vendita di brano/album. Dal nostro punto di vista è guadagnare bene e facilmente senza quasi muovere un dito. Il confine tra legale e illegale, giusto e sbagliato e molto sottile.

-  Quali sono i vostri progetti futuri?

Sta per uscire il nostro nuovo album “Sogni e Bisogni”. Siamo in piena promozione e fibrillazione da concerti. Le date un po’ per volta crescono. Noi, guardiamo già al futuro, nuove canzoni, al momento giusto saranno spolverate e vestite a puntino. Per seguire ogni nostra novità, cercate sempre Noteoltretempo!

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