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Selezioni Area Lombardia - 31/a edizione Rock Targato Italia

Il 15, 22 e 29 gennaio 2019 si svolgeranno le selezioni Area Lombardia della 31/a edizione di Rock Targato Italia. Tutti gli artisti eseguiranno brani inediti (no cover). Una caratteristica del concorso, promuovere artisti emergenti  e brani originali inediti. Dalle ore 21,30, al LegendClub, artisti (tra band e solisti emergenti), selezionati dallo staff di Divinazione Milano, si alterneranno sul palco dello storico LiveClub milanese per contendersi l’accesso alle fasi successive della manifestazione fino alla finalissima lombarda prevista per la prossima primavera.

PROGRAMMA CONCERTI

Martedì 15 gennaio 2019 - ore 21.30

Martedì 22 gennaio 2019 - ore 21.30

Martedì 29 gennaio 2019 - ore 21.30

 

 

 

 

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Ode all’indecenza. I Nylon, la musica cruda e il loro teatro magico. (intervista integrale)

Ode all’indecenza. I Nylon, la musica cruda e il loro teatro magico.

Intervista integrale di @Roberto Bonfanti - Scrittore, artista.

Parte della intervista è stata pubblicata in anteprima su Il GiornaleOFF spinOff culturale del quotidiano  IL Giornale

I pavesi Nylon sono stati una delle più importanti rivelazioni dell’ultima edizione di Rock Targato Italia, oltre che i vincitori del concorso insieme ai milanesi Lo Stato Delle Cose. La loro proposta musicale è un condensato affascinante di folk, rock e canzone d’autore illuminato da una fortissima verve teatrale che incarna il racconto di vite notturne, artisti di provincia, bariste circondate da un’aura mitologica e personaggi persi fra le vie di Barcellona al costante inseguimento di un’ultima birra. Filippo Milani, voce e anima teatrale del gruppo, ci racconta di più sulla band e sul suo concetto di indecenza.

Partiamo dalla domanda più banale: ci racconti come sono nati i Nylon?

La storia dei Nylon è iniziata parecchi anni fa, quando eravamo ancora studenti: il mio chitarrista dell’epoca mi aveva invitato a suonare alla festa della sua scuola e quella sera, nello stesso posto, suonava anche Davide (chitarrista dei Nylon, ndr). La cosa bella è che, la prima volta che ci siamo visti, ci siamo subito riconosciuti nei personaggi che portiamo avanti ancora oggi: lui era un chitarrista bravissimo ma completamente immobile sul palco mentre io ho suonato “Basket Case” rotolandomi per terra e dando testate ovunque, tanto che anni dopo lo stesso Davide mi ha confessato: «tu quel giorno hai suonato veramente male e cantato anche peggio, però nella tua esibizione c’era qualcosa». Così, rincontrandoci in seguito in altri contesti, è nata la voglia di provare a sviluppare insieme quel “qualcosa”. Tieni conto che parliamo circa del 2001, anche se all’inizio avevamo un altro nome.

Il nome Nylon è nato qualche anno dopo, nel momento in cui io e Davide abbiamo iniziato a girare in duo acustico suonando cover dei brani che ci hanno sempre influenzato. Anche il concetto di “musica cruda” di cui parliamo ancora oggi è scaturito proprio dall’idea di distillare i classici del rock in chiave acustica. Poi, suonando e facendo la vita che facciamo noi, è normale che col tempo ti venga voglia di scrivere cose tue e così, iniziando a scambiarci pezzi di testo e giri di accordi, è partita in modo molto spontaneo l’avventura dei nostri brani originali.

Siete partiti tu e Davide ma un elemento che oggi vi caratterizza molto è anche l’uso del violoncello. Come è nata l’idea di introdurlo nel vostro suono?

L’idea è nata dall’esigenza: tu puoi ridurre un pezzo rock in acustico, ma non puoi trasformare un brano acustico in un pezzo rock. Così abbiamo provato una serie di strumenti per aggiungere un terzo elemento: abbiamo sperimentato prima il violino, poi il contrabbasso e alla fine siamo approdati al violoncello che è un po’ la via di mezzo fra i due e, fin dalla prima prova fatta con Adriano (violoncellista dei Nylon, ndr), ci siamo resi conto che qualunque canzone si suonasse con quello strumento aveva tutto un altro sapore. Di fatto Adriano è entrato nella band nel 2014 e credo che quello sia stato a tutti gli effetti il vero inizio del progetto Nylon.

Nella vostra musica confluiscono tantissime influenze: voi come definireste il vostro genere?

È proprio per uscire dall’impasse di districarci fra etichette come “folk”, “rock” o “cantautorato” che abbiamo inventato la definizione “musica cruda”. Anche perché il nostro approccio è sempre quello di cui parlavamo prima: a Rock Targato Italia ci siamo presentati anche con basso e batteria, che ci saranno anche nell’album, ma sono comunque dei musicisti aggiunti: per noi tutto parte sempre e comunque dal trio voce, chitarra acustica e violoncello.

Un’altra cosa che vi caratterizza molto è il modo estremamente teatrale di presentarvi sul palco. Da cosa nasce questo approccio? Hai fatto teatro?

No, io non ho mai fatto teatro. Però, nel momento in cui da bambino ho sentito parlare del metodo Stanislavskij -che consiste nell’immergersi completamente nel personaggio che si vuole interpretare-, ne sono rimasto affascinato. A maggior ragione, per un cantante è fondamentale capire –e soprattutto sentire- cosa dice la canzone che sta interpretando perché, se non sei tu il primo a credere in ciò che stai cantando, come puoi pretendere che ci creda chi ti sta ascoltando? Io credo che la magia vera scatti solo se, per esempio, io riesco, con la mia voce ma anche con le mie movenze, a fare in modo che, mentre canto “Guendaline”, il pubblico si senta proprio lì, in mezzo a una strada di Barcellona, a guardare il protagonista della canzone mentre barcolla e tenta di rientrare nel bar da cui è stato cacciato urlando alla barista “ehi, ero qui anche ieri sera!”

Visto che hai citato “Guendaline”, che credo sia uno dei brani più rappresentativi del vostro immaginario: la vita bohémien sembra uno dei temi portanti della vostra poetica…

Sì, ma non è soltanto un discorso di vita bohémien: è che a me piace proprio stare in mezzo alla gente. Naturalmente mi piace anche starmene per i cavoli miei, però ho bisogno del contatto con le persone e, stando fra le persone, spesso si colgono storie o sensazioni che poi si ha voglia di raccontare. Per esempio, se uno non volesse fare troppa vita bohémien, secondo me uno dei modi migliori per trovare ispirazione per una canzone è andare al supermercato nell’ora di punta e osservare le facce che ti scorrono attorno: se hai l’occhio giusto per cogliere le sfumature delle persone ci puoi trovare una marea di spunti.

Un altro vostro pezzo simbolo è “L’indecente”, in cui ironizzate sulla mentalità chiusa del considerare indecente qualunque cosa vada fuori dagli schemi di una vita ordinaria. Cos’è indecente per voi?

A noi piace invertire il concetto di indecenza: per noi essere indecenti è un vanto. Per esempio, a me piace vivere la vita a modo mio, ovviamente nei limiti del rispetto della libertà altrui e del non fare male a nessuno: mi piace fare l’eccentrico e vivere un certo tipo di situazioni. Il fatto che certe persone mi giudichino indecente per questo lo prendo come motivo di vanto perché evidentemente loro non potranno mai capire quanto è bello vivere quella libertà.

Tra l’altro ti svelo un segreto: “L’indecente” è una canzone che non parla di me. O almeno non direttamente.

Quindi manteniamo il mistero su chi sia il vero protagonista della canzone?

Sì, manteniamo il mistero.

Parliamo della vostra avventura vittoriosa a Rock Targato Italia: come siete arrivati al concorso? Come avete vissuto quest’esperienza? E cosa vi aspettate dopo questa vittoria?

Ci siamo arrivati perché è uno dei concorsi più importanti in Italia: noi qui a Pavia abbiamo un buon seguito, ma sentivamo di avere bisogno di un trampolino per arrivare a un pubblico ancora più ampio. Anche per questo, durante tutte le serate del concorso, il nostro obbiettivo è sempre stato quello di portare sul palco ciò che facciamo da sempre, non limitandoci a suonare le 4 o 5 canzoni che richiede il concorso ma provando fare una vera performance di 20-25 minuti che rappresentasse il più possibile ciò che siamo.

Quanto alla vittoria: ovviamente vincere Rock Targato Italia è stata una grandissima soddisfazione, anche perché fra le band in concorso c’erano diversi ottimi elementi e durante le serate abbiamo avuto modo di confrontarci con altri artisti e conoscere delle belle realtà, però per noi la salita inizia ora: speriamo che questa vittoria possa essere solo una tappa per poter crescere ancora di più, anche perché a breve uscirà il nostro primo album.

A proposito degli artisti che avete conosciuto durante il concorso: c’è qualcuno che vi è piaciuto particolarmente?

Una delle band che ho apprezzato più di tutti sono i Malavoglia, ma anche Lo Stato Delle Cose, i nostri co-vincitori, sono stati molto bravi e soprattutto, nei mesi trascorsi dalle prime selezioni alle finali, sono cresciuti molto.

Una cosa che però mi piacerebbe è che ci fosse più onestà fra le band. Dopo le performance si parla spesso e ci si fanno sempre i complimenti a vicenda. Mi piacerebbe che invece ci fosse un confronto più critico, tipo: «bravi, mi siete piaciuti, ma in questo e quest’altro potete ancora migliorare». Credo che un confronto di questo tipo sarebbe molto più utile per tutti.

Prima accennavi al vostro primo album. Quando uscirà? E cosa ci vuoi anticipare a riguardo?

Il disco è pronto e uscirà nei prossimi mesi. Posso anticipare che è un album molto molto molto sentito e molto rappresentativo di quella che è la band. S’intitolerà: “Quasi fosse una tempesta”.

È un album strano perché è nato, per certi versi, al contrario: eravamo entrati in studio io, Davide e Adriano per registrare un disco fondamentalmente acustico, anche se Davide aveva iniziato a scrivere anche delle linee di basso o aggiungere qualche chitarra elettrica. Alla consolle dello studio però c’era un certo Fabio Minelli, che è il batterista che abbiamo poi portato a Rock Targato Italia, che quando ha sentito i pezzi si è offerto di provare a aggiungere anche qualche batteria e, quando abbiamo sentito i brani con l’aggiunta del suo lavoro, ne siamo rimasti conquistati. Per questo dico che è nato al contrario: in genere, quando vai in studio, la batteria è la prima cosa che registri. Noi invece l’abbiamo aggiunta alla fine. In studio poi si è creata una bellissima atmosfera per cui ci siamo sentiti molto liberi di sperimentare e, pur mantenendo integra quella che è l’anima del gruppo, divertirci ad aggiungere delle cose davvero belle.

Aspettiamo di ascoltarlo con grande curiosità quindi!

Tra l’altro a breve uscirà anche il video di “L’indecente”, che abbiamo girato qui a Pavia, e sono curioso di vedere l’impatto che potrà avere. Anche perché, fra le idee fantastiche che sono state aggiunte in corso d’opera mentre registravamo l’album, ci sono anche le pentole suonate in quella canzone, che abbiamo già portato dal vivo e che sembra siano piaciute molto al pubblico.

Sì, il momento di delirio percussivo sulla coda di “L’indecente”, insieme al tuo balletto con una ragazza presa dal pubblico, ha creato grande curiosità anche alle finali di Rock Targato Italia. Un po’ come la tua entrata in scena con lo scolapasta in testa.

Tieni conto che quella dello scolapasta in testa è stata un’idea nata praticamente per caso. In realtà Fabio si era dimenticato in camerino una delle pentole che doveva suonare, così mi ha chiesto di portargliela appena prima di entrare in scena. Io mi sono ritrovato questo scolapasta in mano e mi sono detto: “Sembra un cilindro. Tanto vale metterselo in testa”. Personalmente non pensavo che avrebbe avuto tutto questo riscontro, invece poi mi sono reso conto che sul pubblico ha avuto un impatto forte. Ormai è diventato leggendario, quello scolapasta.

Ti toccherà portarlo anche nei prossimi concerti: ormai è un segno distintivo.

No, quello no. Mai fermarsi sulle cose. Al massimo potremo rielaborare l’idea in altri modi. Il nostro approccio è quello: ci piace improvvisare sull’onda dell’entusiasmo del momento e adattarci alle situazioni.

Vedremo cosa vi inventerete in futuro allora…

Certo! Nel frattempo vi aspettiamo sui nostri social per essere sempre aggiornati su tutte le cose che succederanno nelle prossime settimane.

La pagina Facebook dei Nylon è: www.facebook.com/nylonproject

Il sito ufficiale: www.nylonproject.com

E il profilo Instagram: NylonOfficial

www.rocktargatoitalia.eu

 

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Rock Targato Italia 2018 – Vincitori e Premi

Rock Targato Italia 2018 – Vincitori e Premi

30/a edizione di Rock Targato Italia

organizzata e promossa dalla società Divinazione Milano.

Il premio in palio, consiste in una importante promozione a livello nazionale del loro progetto discografico e la partecipazione alla compilation di Rock Targato Italia che sarà pubblicata per il periodo natalizio

PREMIO STEFANO RONZANI è stato assegnato a ORGANICO RIDOTTO

PREMIO SPECIALE CITTÀ DI MILANO è stato assegnato a THE FOOL

PREMIO COMPILATION ROCK TARGATO ITALIA

Andrea Marzolla

Blank

Lo Stato Delle Cose 

Nylon

Organico Ridotto

Rolling Carpets

The Fool

Under The Snow            

Vxa Rockband

 Tutti gli artisti, sopraelencati, parteciperanno con un loro brano alla prossima compilation di Rock Targato Italia,  in programma per Natale 2018 per conto dell’etichetta Terzo Millennio.   In collaborazione con Italian Factory Magazine rivista di Arte e Cultura  un artista visivo realizzerà l’opera per la copertina che sarà utilizzata per la campagna promozionale  della compilation.

Un grande e sincero augurio, un grazie di cuore a TUTTI gli ARTISTI che hanno partecipato, alla 30/a edizione di Rock Targato Italia.

Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla nuova edizione di Rock Targato Italia (31/a). Per richiedere il regolamento scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Web: www.rocktargatoitalia.eu

Facebook: Rock Targato Italia

Istangram: Rock Targato Italia

 

Francesco Caprini

Ufficio Stampa DIVI IN AZIONE

Via Andrea Palladio 16 – 20135 Milano

  1. 3932124576 - 3925970778

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  1. divinazionemilano.it

 

SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER PARTECIPARE ALLA NUOVA EDIZIONE

 

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NYLON e LO STATO DELLE COSE sono i vincitori di Rock Targato Italia 2018

ROCK TARGATO ITALIA  Vincitori 30/a edizione

NYLON e LO STATO DELLE COSE

Gran Premio Rock Targato Italia

 

Premio: in palio, una forte campagna promozionale a livello nazionale

Al termine di tre serate pienissime di musica e incontri, sono stati i pavesi Nylon e i milanesi Lo Stato Delle Cose a essere incoronati vincitori del gran premio Rock Targato Italia 2018 e aggiudicarsi una campagna promozionale a cura dell’ufficio stampa Divi In Azione. I primi hanno il dono di saper ammaliare e al tempo stesso divertire con una proposta in cui una fortissima verve teatrale si sposa con una musicalità notturna, arricchita dal suono del violoncello, in cui si fondono folk, rock, e canzone d’autore. I secondi invece sanno conquistare grazie a una grande spontaneità e al dono tutt’altro che trascurabile di saper scrivere canzoni apparentemente semplici ma profondamente intelligenti, spruzzate di pop e new wave, in cui riescono a riflettere sul mondo di oggi e sulle dinamiche dei rapporti umani raccontando storie intrise di quotidianità. (Roberto Bonfanti, scrittore e artista

Rock Targato Italia è un contest dedicato ad artisti emergenti, indipendenti, musicisti protagonisti di storie contemporanee. Il concorso ha contribuito al successo di grandi nomi della scena musicale italiana. www.rocktargatoitalia.eu

Rock Targato Italia, una piattaforma fatta di musicisti e appassionati del settore, una scena nuova - sostenuta dall’ Ufficio Stampa Divinazione Milano che offre un servizio di promozione e comunicazione - con la quale collaborano produttori, gestori di locali, nuovi media, socialmedia, radioTV, giornali. Una grande storia.

Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla XXXI edizione: per informazioni sul sito www.rocktargatoitalia.eu

 

Ufficio stampa Divinazione Milano

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