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i DUPERDU, WATT e The Dark Shines, La compilation di Rock targato Italia

i DUPERDU, WATT e The Dark Shines, La compilation di Rock targato Italia

Tra i diciannove artisti della Compilatio Rock Targato Italia 23  oggi andiamo a conoscere meglio... i DUPERDU, WATT e The Dark Shines

DUPERDU

I Duperdu sono un duo milanese composto da Marta Marangoni (voce, flauto dolce) e Fabio Wolf (voce, pianoforte, chitarra e fisarmonica). Musici di casa del locale “La Scighera”, i due sono inoltre cantori ufficiali dello “Spirit de Milan”, con il quale hanno realizzato un progetto culturale sul dialetto milanese. “Chiameròlla Milano” è il loro primo album, registrato nel 2016 per l'etichetta Terzo Millennio di Milano e prodotto con il contributo del Maestro Tony Cercola, percussionista di Edoardo Bennato e Pino Daniele.

I loro brani “Il Drago Tarantasio” e “Song’ Plinio” sono stati trasmessi da Radiopopolare. Hanno fondato e lavorano per MinimaTheatralia, un progetto rivoluzionario di partecipazione teatrale.

“Siamo dinosauri”: musicalmente, lo stile del brano come è nato?

Il brano Siamo dinosauri, dedicato alla nostra epoca giurassica, è il singolo scelto dall'editore Terzo Millennio ed è rappresentativo del genere da noi definito REGRESSIVE, inteso come regressione nella memoria collettiva e ricerca nel passato di un'idea melodica, riproposta con linguaggio contemporaneo.

Da dove avete preso spunto per il nome della band? Il nome originario “Duo perduto” è stato modificato in “Duperdu” dal grandissimo maestro Nanni Svampa dei Gufi. Da allora ci siamo esibiti come gruppo di supporto per “Il mio concerto per Brassens” di Svampa.

 

“CONTRO IL MURO”, IL SINGOLO DEI WATT, INCLUSO NELLA COMPILATION DI ROCK TARGATO ITALIA.

WATT

Band di ragazzi giovanissimi, nati tra il 1999 e il 2004, i Watt si avviano a concludere uno strepitoso anno, culminato col successo del loro spettacolo teatrale sulla storia del rock andato in scena al teatro No'hma di Milano, e il posizionamento tra i vincitori della rassegna Rock Targato Italia 2016. Le loro sonorità spaziano dal rock al pop, strizzando l'occhio al funky e all'elettronica e non disdegnando anche un pizzico di rap. Sul palco amano mettersi alla prova: si divertono e fanno divertire, riuscendo sempre a coinvolgere chi li ascolta dal vivo col loro mix di spontaneità e freschezza.

“Contro il muro” Il singolo “Contro il muro” esprime la delusione dei Watt nel vedere tantissimi coetanei insoddisfatti di ciò che hanno, ma incapaci di mettersi in gioco per cambiare lo stato delle cose, privi di ideali, che riescono ad avere un barlume di personalità artificiosa solo nel mondo dei social network.

Cosa intendete raccontare con il vostro brano e qual è la chiave di lettura?

Negli anni '70 i  The Who, cantavano "My generation", uno sfogo contro chi non riusciva a capirli, ma anche un inno all'invincibilità della loro generazione e una dimostrazione dell'unione e dell'amore che c'era tra i coetanei. Ecco, a differenza loro, noi cantiamo della delusione che proviamo nel vedere i ragazzi della nostra generazione sbattere la testa contro il muro invece di mettersi in gioco. Siamo stupiti dalla noia esistenziale che caratterizza i nostri coetanei, dalla loro insoddisfazione e dall'ossessiva assuefazione alla tecnologia. Noi ci dissociamo da questo, siamo fieri di essere pecore nere in mezzo ad un gregge di sfaccendati e invitiamo tutti a preoccuparsi dato che la nostra generazione sarà il futuro. Questa è "Contro il muro".

Musicalmente, lo stile del brano come è nato?

Il brano è nato con uno stile rap-rock abbastanza “pesante”, proprio per cercare di trasmettere la nostra energia a questa generazione che pare non ascoltare nulla. In fase di produzione siamo passati ad un linguaggio musicale più moderno, per cercare di fare arrivare il messaggio ai nostri coetanei in maniera più diretta.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il nome è nato quando eravamo ancora praticamente bambini. Cercavamo qualcosa per dare l’idea dell’energia che, nonostante la giovanissima età, eravamo in grado di sprigionare. Da lì ad utilizzare l’unità di misura della potenza come nome, il passo è stato breve.

 

“LET ME SHINE”, IL SINGOLO DEI THE DARK SHINES, INCLUSO NELLA COMPILATION DI ROCK TARGATO ITALIA.

The Dark Shines

“Band interessante dal respiro internazionale che è in grado di unire una forte sensibilità melodica a uno spiccato gusto per le sonorità hard", i The Dark Shines sono un rock band fondata nel 2004. Oltre ai primi demo la band ha all’attivo due album, “Last Chance” del 2009 e “No Time For Regrets” del 2015. Con il singolo “Give Up” i The Dark Shines hanno recentemente scalato la classifica italiana MEI - Indie Music Like, che ospita sia etichette indipendenti che major fino ad ottenere, nel maggio 2015, il primo premio di I Think Magazine, risultando la miglior band tra le circa 100 band esibitesi al FIM (Fiera Internazionale della Musica) di Genova.

“Let me shine”: cosa intendete raccontare con il vostro brano e qual è la chiave di lettura?

Il brano è un viaggio dentro la complicata rete dei pensieri, quando scattano sentimenti profondi e inaspettati nei confronti di qualcuno, raccontando come cambiano le prospettive e come ci si sente persi da soli.

Musicalmente, lo stile del brano come è nato?

Con “Let me shine”, che originariamente era una sorta di ballata rock, ci siamo divertiti a sperimentare l’introduzione dell’elettronica durante la produzione in studio del nostro ulrimo album. Il brano è infatti un evidente segno del nostro voler sperimentare continuamente nuovi stili e sonorità, lasciando che i nostri pezzi più rock siano contaminati dalla musica elettronica.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il nome Dark Shines, che significa “oscuri splendori”, nasce dalla nostra passione per l’astro-fisica e dal fatto che un po’ tutti abbiamo dei lati splendenti e dei lati scuri. La dualità dell’essere umano insomma, lo Yin e lo Yang o come lo si voglia chiamare.

PRESENTAZIONE ARTISTI COMPILATIO ROCK TARGATO TALIA 23

 Giorno per giorno vi parleremo, anzi saranno loro a raccontarsi, dei protagonisti della compilation rock Targato Italia 23, pubblicata in questi giorni e che, come da tradizione, anticipa il Natale e il nuovo anno.

19 tracce originali, (pop rock musica elettronica, folk, crossover) proposte da artisti emergenti di qualità. Ascoltare i loro brani sulle varie piattaforme, è stato una bella emozione, e tutti meritano di essere conosciuti maggiormente.

il nostro compito è di sostenerli, promuoverli, farli sentire protagonisti con molta semplicità di un movimento innovativo fuori dallo stagnante sistema quotidiano che domina la scena nostrana.

Questi artisti, nel loro piccolo sono giganti, hanno coraggio, girano per l’Italia, suonano in condizioni estreme a volte nei pub e feste di piazza, sono ancora in strada a raccontare cose importanti e cantare canzoni uniche.

Da ascoltare con attenzione sulla compilation Rock targato Italia 23. Le sorprese non mancano. Le novità pure. la Copertina della compiation è un'opera dell'artista Desiderio. Si ringrazia Italian Factory Magazine

La compilation e dedicata a Stefano Ronzani

 

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