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Selezioni Toscana per Rock targato Italia, intervista ai 'Falsi Moralisti'

Selezioni Toscana per Rock targato Italia, intervista ai 'Falsi Moralisti'

Loro sono la band ‘Falsi Moralisti’, si esibiranno il 24 marzo al Circolo Arci Coltano di Pisa, per le selezioni area toscana di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così

Come vi siete avvicinati alla musica?

Beh, direi che non ci siamo avvicinati alla musica: ci viviamo immersi da sempre. Ognuno di noi ha le sue preferenze e le sue influenze, ma tutti amiamo la musica e la facciamo nostra in ogni frangente. La musica è la nostra amica, la nostra cura, la nostra compagna, il nostro stimolo, la nostra passione.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Siamo in 5. Tre di noi, Gionata, Alessio e Andrea, si conoscono da sempre, avendo suonato insieme secoli or sono in un altro progetto. Poi la vita ci ha allontanato per parecchio tempo ma infine ci siamo ritrovati, un paio di anni fa, sempre grazie alla musica. Il gruppo poi si è completato con Dario e Franco.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Facciamo rock con un'impronta dark in certe sonorità, e testi in italiano. Pensiamo alla musica come un veicolo di comunicazione, più potente della semplice parola. I testi e il sonoro si completano per mandare un messaggio che può essere udito e percepito anche in maniera "fisica". Il nostro riferimento culturale e artistico è Giovanni Lindo Ferretti, soprattutto nel periodo con i CSI.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Dire di essere "Falsi Moralisti" è un esercizio di verità. I nostri tempi pullulano di personaggi che si arrogano il diritto di dire a tutti quello che è giusto e quello che è sbagliato, in valore assoluto. Salvo poi auto smentirsi predicando bene e razzolando male. I moralisti non posso esistere, perché dovrebbero essere infallibili, e la cosa è piuttosto improbabile, anzi impossibile. Quindi per definizione sono falsi. Il nostro prototipo di falso moralista doc è il bigotto.

Cosa ne pensate dei talent show?

Diamo una risposta diplomatica dicendo che a nostro avviso i talent sono un prodotto prettamente televisivo che poco ha a che fare con il mondo della musica che noi conosciamo.

Quali sono i locali Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

In Toscana non ci dispiacerebbe suonare in un locale come il Flog di Firenze, allargando i confini l'Alcatraz di Milano sarebbe un bell'obiettivo. Nel nostro paese di origine ci piacerebbe suonare in piazza della Chiesa, "per vedere di nascosto l'effetto che fa", come direbbe Jannacci.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Abbiamo suonato in vari locali, uno su tutti il Cage di Livorno, che a livello di feeling e di storia è qualcosa che ti mette i brividi. Molti amici ci seguono nelle nostre avventure musicali e non smetteremo mai di ringraziarli per il calore e l'affetto che ci dimostrano. Sono la nostra forza.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Ci sarebbe bisogno di cultura da parte di chi fruisce il prodotto musicale. Ci sono tante band che fanno ottima musica, ma mediamente il pubblico non ha la cultura necessaria per apprezzare questi lavori. Quando parliamo di cultura non ci riferiamo a quella generale, il focus è sulla cultura musicale ovviamente. La società di oggi ci propone prodotti "mordi e fuggi", la gente non ha voglia e non viene invogliata a prendersi il tempo per capire di che cosa stanno parlando quei tizi che sono sul palco del locale a suonare: vogliono ascoltare qualcosa di easy o di già conosciuto. Qui ci sarebbe da ritornare anche sul discorso dei talent, ma la diplomazia verrebbe meno. Per fare un esempio, siamo rimasti sempre colpiti da una scena del film "The Doors" di Oliver Stone, quando il gruppo si esibisce per la prima volta al "Whisky a Go Go" di Los Angeles con una versione ipnotica di "The End". Il pubblico assiste all'esibizione con attenzione e partecipazione, quasi in estasi. Chiaramente i Doors sono stati qualcosa di unico, ma ci domandiamo come reagirebbe il pubblico di oggi, in un qualsiasi locale italiano, ad una esibizione del genere: non crediamo che il risultato sarebbe lo stesso del Whisky a Go Go negli anni 60.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Abbiamo appena terminato di registrare il nostro primo EP e prossimamente saremo impegnati nella promozione del disco con serate dal vivo. Più in generale vogliamo tenere duro per portare avanti la nostra proposta musicale ed il nostro messaggio, continuando ad essere fedeli a noi stessi. Ci vediamo sul palco! 

#SupportFalsiMoralisti

 

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