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Selezioni Trentino Alto Adige per Rock targato Italia, intervista ai 'Bruschetta Brothers'

Selezioni Trentino Alto Adige per Rock targato Italia, intervista ai 'Bruschetta Brothers'

Loro sono i ‘Bruschetta Brothers’, si esibiranno il 31 marzo presso Le Bistrot di Pergine Valsugana per le finali area Trentino Alto Adige di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica?

Ciascuno su strade diverse, ma prevalentemente da autodidatti durante gli anni dell'adolescenza, in contemporanea alla formazione delle prime rock band. In seguito abbiamo seguito seminari o corsi dei rispettivi strumenti presso scuole di musica moderna, ma senza percorsi professionali. Infatti, la musica non ci dà -ahinoi- il pane per vivere e di giorno dobbiamo faticare nei rispettivi lavori "seri": siamo tutti docenti universitari, peraltro tutti ingegneri. Questa qualifica di solito è vista come l'antitesi della creatività, ma noi abbiamo sfatato questo mito, usandola invece per comporre il nostro singolo intitolato "il blues dell'ingegnere".

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Siamo una band di 4+1 italiani parzialmente emigrati e parzialmente rimpatriati. Ci siamo conosciuti da studenti/ricercatori universitari a Southampton, Inghilterra, dieci anni fa. Siamo partiti come duo acustico formato da Francesco Cecinato (aka Cecio, chitarra e voce) e Filippo Fazi (aka Bazzo, basso e cori), con l'idea iniziale di raggranellare due spiccioli suonando musica tradizionale tipo napoletana nei ristoranti. Non abbiamo mai perseguito quell'intento, poiché in breve tempo ci siamo trovati catapultati nel circuito dei pub inglesi suonando un mix di pezzi cantautoriali riarrangiati in chiave comica, spesso traducendo i testi dall’italiano all’inglese. Negli anni successivi ci siamo poi allargati acquisendo Christian Valente (aka Caned, tastiere, clavietta e cori) e Costantino Manes (aka Pasto, percussioni, chitarra e cori), ma ci siamo anche sparpagliati geograficamente (uno è andato a stare in Germania, due sono rimpatriati). Ultimamente suoniamo in cinque, con l'aggiunta della "guest star" Andrea Polato (aka Pola) alla batteria, per massimizzare il groove e il godimento generale.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Qualcuno ci ha paragonato ai Flight of the Conchords italiani, ma noi preferiamo immaginarci più come gli Inti-Illimani svedesi oppure, al limite, i Jethro Tull congolesi...Scherzi a parte: una definizione sintetica del nostro stile potrebbe essere "demenziale". Articolando meglio, musicalmente rincorriamo le chimere intellettualoidi del jazz/funk/latin, ma per quanto ci affanniamo, il risultato è spesso più vicino a un blues/pop. Dev’essere una declinazione della legge di Murphy. Quasi quasi, per il nostro disco proviamo apposta a comporre musica pop, per vedere se ci viene fuori, che so, un album fusion. I nostri testi, scritti da Cecio, sfiorano l'utopia del genere satirico/comico, con sfumature di nonsense e un pizzico di minchioneria.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Questa è facile: volevamo un nome gastronomico che ci identificasse, in quanto i britannici definiscono gli italiani (abbastanza a ragione) come coloro che parlano sempre di cibo. Un cibo semplice sulla bocca di tutti gli avventori medi inglesi è la bruschetta (pronunciata "bruscetta"). "Brothers" ricalca il nostro sodalizio amicale fraterno.

Cosa ne pensate dei talent show?

Sinceramente: non li conosciamo! Non ci crederete ma...La maggior parte di noi non ha la TV in casa. Ad ogni modo essendo, ahinoi, tutti più vicini ai 40 che ai 30, probabilmente saremmo troppo poco "giovani" per apprezzarli. Il nostro fine principale è sempre stato suonare insieme dal vivo nei locali (al punto che ancora non abbiamo trovato il tempo per registrare un disco!), i talent show sembrano un'esperienza molto diversa, forse più individuale? Boh! Magari potremmo provare, ma offriamo tutto il pacchetto Bruschetta, prendere o lasciare...

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Ci piacerebbe suonare in tutti i locali con acustica buona, fonici ottimi e soprattutto strapieni di gente, dove il 90% del pubblico ci segue e (possibilmente) balla! Aver vissuto in Inghilterra (e viaggiato negli USA) ci ha mostrato, in mezzo a diversi difetti, il pregio degli anglosassoni nella percezione della musica: là quando suona qualcuno, noto o ignoto che sia, tutti gli avventori smettono di parlare, vengono sotto il palco ad acclamarti e ballare. In Italia, a volte, quando la band "emergente" inizia a suonare, la gente tende a scappare dalla zona del palco! C'è però da precisare una cosa: in Inghilterra il pubblico si sbronza mediamente moooolto di più (e poi però va a casa in taxi)...

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Ne abbiamo fatti diversi, principalmente in Inghilterra (Southampton) e in Italia (Da Bolzano a Catania). In inghilterra, come dicevamo prima, il pubblico medio balla e ci acclama un po' di più...Ma anche in Italia c'è da dire che quando la gente ti ascolta davvero, è capace di sprigionare un calore che neanche tutto il Commonwealth messo insieme. I live sono comunque la nostra prima passione, perchè noi Bruschetta sul palco ci divertiamo sempre un sacco, e la vibrazione di solito si trasmette efficacemente al pubblico, in un tripudio di allegria musicale.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

In generale, molte più serate dedicate alla musica dal vivo nei locali, ma anche più "facilità d'accesso" per i gruppi emergenti ai live. Sempre per esperienza anglosassone, ci piacerebbe che nei live pub di tutte le città italiane facessero almeno una serata alla settimana di "open mic": 10-15 minuti ad artista a scatola chiusa. Può certo capitare robaccia, ma anche proposte interessanti...Noi abbiamo iniziato così a Southampton, e al terzo open mic che facevamo ci ha avvicinato un tizio proponendoci una serata nel suo locale, pure pagati...ovviamente a pinte di birra.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

L'obiettivo di breve termine è vincere Rock targato Italia e finire il nostro primo disco; quello di lungo termine è riuscire a suonare i nostri pezzi a una sagra di paese in una remota valle trentina, portando Sting come turnista, però senza annunciarlo, e vedere se otteniamo successo anche lì.

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