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Selezioni area Veneto e Friuli per Rock Targato Italia: intervista ai "The Crystal Bricks"

Selezioni area Veneto e Friuli per Rock Targato Italia: intervista ai "The Crystal Bricks"

Loro sono i ‘The Crystal Bricks’, si esibiranno il 23 aprile presso il Greenwich Risto Pub & Live Music di Padova per le selezioni area Veneto e Friuli di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica?

Tutti noi ci siamo approcciati alla musica intorno all'adolescenza, chi un po' prima chi un po' dopo.Bisogna dire che, sempre di più, si trovano strumenti musicali entry-level a costi veramente molto contenuti: l'avvicinamento alla musica suonata è avvenuto per noi quando ci sono stati regalati i primi strumenti, ormai molti anni fa.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il gruppo negli anni è stato mediamente composto da 4 musicisti. Abbiamo avuto dei momenti di trio e addirittura siamo stati in 5 per un periodo, ma la nostra dimensione è sicuramente cantante chitarrista, chitarrista, bassista e batterista. Ci siamo conosciuti attraverso annunci oppure attraverso conoscenze nell'ambiente musicale padovano.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Il nostro disco di esordio, Lies del 2014, era fondamentalmente rock inglese condito da progressive. Un misto di Led Zeppelin, U2, Pink Floyd. Recentemente abbiamo avuto una svolta verso sonorità più moderne e ci siamo avvicinati all'italiano, anche per la potenza comunicativa dell'utilizzo della lingua madre. La nostra musica è in evoluzione continua, cerchiamo di metterci sempre in discussione per far esprimere il potenziale artistico della band. Il modo in cui ci piace definire la nostra musica è un 'percorso': in continua evoluzione.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Stavamo facendo brainstorming per trovare un nome alla band e giravamo intorno al concetto di costruire qualcosa insieme (bricks, mattoni) e ci venne l'idea di accostare la solidità del mattone al cristallo e alla sua fragilità, ma al contempo alla sua trasparenza perché vogliamo che la nostra musica sia trasparente, autentica. Sembra molto profondo, vero? In realtà non è così: abbiamo scelto il nome della band perché suonava bene, dopodiché ci siamo inventati una motivazione in modo che sembrasse profonda e ragionata.

Cosa ne pensate dei talent show?

Francamente non capiamo tutto il rumore contro i talent show: sono una straordinaria opportunità di visibilità per gli artisti. Il problema è che molti non hanno capito che è un programma televisivo.. non è una garanzia di successo come musicista. Il programma racconta la storia di colui che vincerà e al termine del programma gli produce un disco  (che sicuramente venderà perché hanno già fatto promozione al cantante durante lo show televisivo). Quindi di per sé funziona ed è remunerativo per la produzione. Il problema è che molti artisti pensano che sia un modo per lanciare una nuova stella: è una possibilità, ma non lo scopo principale del programma. Se così non fosse ci sarebbero edizioni senza vincitori (non è detto che si trovi ogni anno un artista così talentuoso da diventare una stella). La musica è molto meritocratica: se sai fare musica che piace a molte persone, ce la fai a farti una carriera. Altrimenti no. Anche se hai vinto un talent.

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Beh, facile rispondere...i più bei locali! :D The Cage Teatre a Livorno, per dirne uno. Le scimmie a Milano oppure il Legend, La locanda blues a Roma... ce ne sarebbero a bizzeffe.... Oppure Il Mame a Padova, il Vinile a Bassano... Sognare non costa nulla, in fondo.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Abbiamo fatto molti live e anche vari concorsi. Due anni fa ad un noto concorso della nostra zona abbiamo vinto il primo premio della giuria popolare, quindi proprio tanto schifo non dovremmo fare...

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Ci sarebbe bisogno di quello che manca anche a qualunque altro livello: la curiosità culturale e intellettuale. Purtroppo manca la voglia di essere curiosi, di scoprire, di informarsi, di studiare. Guardandoci attorno si nota sempre di più una tendenza media del pubblico ad adagiarsi su quel che già si conosce e a cercare sempre le stesse cose: le tribute band, cioè la copia di quel che già è noto.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Creare, sperimentare e vivere questa esperienza in modo più possibile autentico.

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